Viaggio nella John Cain Arena, tra Kyrgios e il netball

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Viaggio nella John Cain Arena, tra Kyrgios e il netball

Con il tempo è diventata l’arena preferita dei tennisti australiani, ma la John Cain Arena è molto altro. Basket, ciclismo e addirittura il netball, sport popolarissimo in Australia

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La John Cain Arena è ormai diventata uno stadio di culto e il preferito per la sua atmosfera da molti tennisti australiani, soprattutto Nick Kyrgios. Il nativo di Canberra ha sempre chiesto di giocare nella JCA, preferendola alla Rod Laver Arena per la sua vicinanza con i tifosi. Un fattore, il pubblico, che si è rivelato decisivo nella sua vittoria contro Ugo Humbert nel secondo turno di questa edizione. Il motivo per questa preferenza? Alla John Cain Arena possono accedere anche gli spettatori con il biglietto ground, permettendo a più spettatori di poter vedere partite di grido a prezzi bassi. Un fattore importante per creare l’atmosfera elettrica che si respira nei giorni di tennis alla JCA, soprattutto quando gioca un tennista australiano.

Iniziata nel 1999 e inaugurata nel luglio del 2000, la John Cain Arena è uno stadio all’avanguardia da 11.000 spettatori. Tra le sue caratteristiche 250 metri di pista ciclabile, un campo da tennis e un tetto retraibile, che lo fa entrare nell’élite mondiale. L’arena è utilizzata anche per i concerti, grazie alla sua acustica perfetta e un design innovativo per quanto riguarda i sedili degli spettatori, che assicurano il maggior comfort e vicinanza all’azione possibile. Non solo tennis quindi nell’arena di Melbourne, ma anche altri sport come il basket. Qui si giocano le partite casalinghe di Melbourne Phoenix e Melbourne United che competono nella NBL, la massima lega australiana di pallacanestro.

La John Cain Arena nella sua versione da pallacanestro

Altra disciplina praticata dalle parti della JCA è il netball, una variante del basket praticata in tutti i paesi del Commonwealth e popolare in Australia. Curiosamente una delle due squadre di Melbourne, i Vixens, dividono le loro partite in casa tra due stadi storici del tennis, la John Cain Arena e la Margaret Court Arena. I 250 metri di pista ciclabile già citati danno vita ad una delle tante funzioni di questo fantastico stadio, il velodromo. Alzando dal terreno il lato sud e il lato nord degli spalti si crea una pista per biciclette di 250 metri, riducendo la capacità dello stadio a 4,500 posti.

 

La storia del nome della Melbourne Arena è piuttosto lunga. L’arena apre i battenti nel 2000, con il nome di Melbourne Park Multi-Purpose Venue, ma cambia subito dopo per motivi di sponsor in Vodafone Arena. Nel 2008 lo stadio prende il nome in Hisense Arena fino al 2018, quando Tennis Australia compra i naming rights e la trasforma in un più neutro Melbourne Arena, per sottolineare il forte legame con la città. E’ stata quindi una decisione presa quest’anno quella di cambiare ancora una volta nome in John Cain Arena, anche questa una scelta con un richiamo alla storia di Melbourne.

John Cain, venuto a mancare nel 2019, è stato un politico australiano del Labor Party, premier dello stato di Victoria (sede degli Australian Open) dal 1982 al 1990. L’omaggio di Tennis Australia va ben oltre lo stato di Victoria, è stato proprio Cain a decidere di creare Melbourne Park nel 1988, cambiando la sede del torneo dal Kooyong Lawn Tennis Club a Melbourne. Una decisione che ha cambiato in meglio l’Australian Open, contribuendo a renderlo quello che è oggi ma soprattutto a mantenerlo a Victoria. “Penso che senza John Cain l’Australian Open non sarebbe nemmeno vicino al grande evento che è oggi, anzi, non sarebbe proprio qui. […] Penso sia un giusto tributo per la sua passione del nostro distretto e per una vita che ha arricchito tutti noi.” ha detto il premier di Victoria Daniel Andrews.

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Challenger

Challenger: i giovani Tiafoe e Bergs crescono e vincono, ma il veterano Cuevas non molla

Frances Tiafoe vince sull’erba di Nottingham e sarà da tenere d’occhio a Wimbledon. Zizou Bergs continua a far bene, Cuevas non si arrende

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Frances Tiafoe - Challenger Nottingham 2021 (via Twitter, @ATPChallenger)

NOTTINGHAMAndreas Seppi esce nei quarti del challenger di Nottingham, battuto in rimonta 4-6 6-2 6-3 dal polacco Kamil Majchrzak (n.126 ATP), destinato a cedere a sua volta allo statunitense Denis Kudla (n.120 ATP). Quest’ultimo, nativo ucraino, sta disputando una buona stagione (con questa sono già due le finali Challenger) ma nell’ultimo atto del torneo inglese il 23enne Frances Tiafoe (n.74 ATP) si rivela per lui ostacolo insormontabile. L’amico/nemico di Musetti tiene sempre a debita distanza Kudla e porta a casa il trofeo con un netto 6-1 6-3 in poco più di un’ora senza mai perdere il servizio. Abbiamo l’impressione che Tiafoe stia ritrovando il suo miglior tennis (nel 2019 fu n.29 ATP) e che a Wimbledon sarà avversario da non sottovalutare, intanto farà tappa al Queen’s per rifinire la preparazione.

LIONE – Al Challenger 100 di Lione va fuori nei quarti Andrea Pellegrino, fermato 6-3 7-5 dal veterano uruguagio Pablo Cuevas (n.92 ATP) che a 35 anni sulla terra battuto è ancora un osso durissimo. Come ha poi dimostrato nei giorni successivi, vincendo facilmente (6-2 6-2) una finale senza storia contro lo svedese Elias Ymer. Cuevas risale di qualche posizione nel ranking, riconquistando la piazza n.85. Niente di che per uno che nel 2016 è stato n.19, ma in ogni caso un prezioso lasciapassare per continuare a frequentare i tornei Slam. 

BRATISLAVA – Al Challenger 90 di Bratislava l’olandese Tallon Griekspoor (n.131 ATP) batte un po’ a sorpresa 7-6 6-3 l’argentino Sebastian Baez (n.185 ATP). La sorpresa non sta tanto nella piccola differenza di classifica (tra l’altro a vantaggio di Griekspoor) quanto nel fatto che Baez (una specie di sosia del connazionale Schwartzman) è in un ottimo periodo di forma, con tre vittorie in stagione a Concepcion, Santiago e Zagabria. Per Griekspoor è la quarta vittoria Challenger in carriera, col nuovo best ranking al n.121, diciotto posizioni prima di Botic Van de Zandschulp, secondo olandese in classifica. 

 

ALMATY – Al Challenger 80 di Almaty (Kazakistan) l’emergente belga Zizou Bergs vince in rimonta 4-6 6-3 6-2 contro il padrone di casa Timofey Skatov e mette in bacheca il suo terzo titolo stagionale dopo la doppietta di marzo quando vinse a St.Petersburg e Lille. Per il 21enne di Lommel (paesone del Limburgo fiammingo) nuovo best ranking al n.220 cui si accompagna la raccomandazione di tenerlo d’occhio: il ragazzo farà strada anche in campo, dopo essersi fatto notare già sui social. Ma non distraetevi nemmeno per quanto riguarda il 20enne Skatov, che con un balzo raggiunge la posizione n.326 e siamo pronti a scommettere che non è finita qui. 

ORLANDO 2 – Al Challenger 80 di Orlando 2 la finale tra il 21enne colombiano Nicolas Mejia (n.341 ATP) e il padrone di casa Christopher Eubanks (n.241 ATP) si è giocata al chiuso (e in ritardo) a causa della pioggia. L’ha spuntata in rimonta Eubanks con il punteggio di 2-6 7-6 6-4, correndo non pochi rischi nel secondo set quando sul 4-4 ha dovuto annullare due palle break che rischiavano di essere decisive. Ma il lungo ex Georgia Tech (2,01 di altezza) ha fondamentalmente meritato il suo secondo successo in carriera. Mentre il colombiano esce sconfitto per la seconda volta in finale, come già gli era accaduto in aprile a Salinas.

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Classifica ATP: Djokovic sempre più solo in vetta. Best ranking per Sonego e Musetti

Il serbo fa il vuoto anche nella Race per le Finals di Torino. Miglior classifica per Tsitsipas, Sinner esce dalla Top 20

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Novak Djokovic e Lorenzo Musetti - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

“Tutto ha il suo momento e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo.
C’è un tempo per nascere e uno per morire,…” ( Dal libro del Qoelet 3,1)

..e ci sarà probabilmente un tempo in cui Stefanos Tsitsipas festeggerà la conquista del suo primo major e Félix Auger-Aliassime del primo torneo in singolare.

Ma non oggi.

 

Oggi infatti sono Novak Djokovic e Marin Cilic a festeggiare: il primo a Parigi il suo diciannovesimo titolo dello Slam e il secondo a Stoccarda il diciannovesimo titolo in carriera, tre anni dopo l’ultimo conquistato sull’erba del Queen’s quando superò in finale proprio Djokovic.

LA TOP 20 ATP

Di seguito i primi venti giocatori al mondo subito dopo la conclusione del Roland Garros:

PosizioneGiocatoreNazionePunti ATPDelta
1DjokovicSerbia12113 
2MedvedevRussia10143 
3NadalSpagna8630 
4TsitsipasGrecia79801
5ThiemAustria7425-1
6ZverevGermania7350 
7RublevRussia5910 
8FedererSvizzera5065 
9BerrettiniItalia4103 
10Bautista AgutSpagna31701
11SchwartzmanArgentina3105-1
12Carreno BustaSpagna2905 
13GoffinBelgio2830 
14ShapovalovCanada2780 
15RuudNorvegia26901
16MonfilsFrancia2568-1
17HurkaczPolonia25333
18RaonicCanada2473 
19GarinCile24314
20DimitrovBulgaria24323-3

Alcune osservazioni:

·         Stefanos Tsitsipas e Casper Ruud migliorano il proprio best ranking.

·         Bautista Agut scalza Diego Schwartzman dalla top 10.

·         Jannik Sinner esce dalle prime venti posizioni.

·         Djokovic sempre più simile al “viandante sul mare di nebbia” di Caspar David Friedrich. I suoi avversari lo guardano con il binocolo dal fondovalle.

CASA ITALIA

È mancato l’acuto per definire trionfale la performance italiana a Parigi, ma in generale il coro se l’è cavata bene, grazie in particolare agli ottavi di finale di Lorenzo Musetti e Jannik Sinner ed ai quarti di Matteo BerrettiniHa steccato Lorenzo Sonego, dal quale a Parigi  abbiamo atteso invano la conferma dell’ottima performance romana. Nonostante la sconfitta al primo turno, Sonego ha comunque migliorato il suo best ranking così come ha fatto Musetti, che alla sua prima apparizione in un torneo dello Slam è arrivato alla seconda settimana ed agli ottavi si è preso il lusso di vincere due set contro Djokovic.

Si assottiglia di una unità la pattuglia degli italiani presenti tra i migliori 200 del mondo; Lorenzo Giustino – che nella precedente edizione del Roland Garros era giunto al secondo turno mentre quest’anno non ha superato le qualificazioni – è scivolato al numero 216.

Questi gli azzurri presenti nella Top 200 maschile:

ClassificaNomeVariazionePunti
9Berrettini 4103
23Sinner-42320
26Sonego22042
29Fognini 1843
61Musetti151120
82Mager5893
86Cecchinato-3878
88Travaglia-10870
90Seppi8856
97Caruso-15814
143Gaio-5523
160Giannessi-1441
165Fabbiano-1431
169Lorenzi-2428
195Marcora-2358

Questa settimana appuntamento al Queen’s per Berrettini, Travaglia, Fognini, Sinner e Sonego. Nessun italiano invece ad Halle, dove tornerà in campo Roger Federer.

RACE TO TORINO

Novak Djokovic opera il sorpasso su Stefanos Tsitsipas, che aveva iniziato il torneo da leader della classifica che tiene conto dei soli risultati del 2021. Con i 2000 punti di Parigi, Nole si prende la vetta anche nella Race to Torino.

A questa classifica verrà dedicato un articolo specifico, la cui pubblicazione è prevista per martedì.

RACE TO MILANO (NEXT GEN)

Dopo Carlos Alcaraz, un altro classe 2003 si affaccia nel tennis che conta, il danese classe 2003 Holger Rune, che da fine maggio ha raggiunto due finali consecutive a livello Challenger perdendo ad Oeiras IV prima di sollevare il trofeo a Biella VII – nella settimana appena passata si è invece ritirato durante il suo match di quarti di finale a Lione.

Al primo posto della classifica riservata ai migliori under 21 dell’anno troviamo sempre più solo Jannik Sinner; terzo Lorenzo Musetti. Questa la Race to Milan:

PosizioneGiocatoreNazionePuntiPosizione ATPClasse
1SinnerItalia1510232001
2Augier-AliassimeCanada825212000
3MusettiItalia801612002
4KordaUSA775522000
5AlcarazSpagna484782003
6CerundoloArgentina4211412001
7BrooksbyUSA3521502000
8BaezArgentina3211592000
9RuneDanimarca2262322003

BEST RANKING

I giocatori presenti nella Top 100 che questa settimana hanno migliorato la loro miglior classifica di sempre sono:

GiocatoreNazionePosizione
TsitsipasGrecia4
RuudNorvegia15
KaratsevRussia24
EvansGB25
SonegoItalia26
FokinaSpagna35
PaulUSA50
MusettiItalia61
AlcarazSpagna78

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Tsitsipas a cuore aperto: “Non vedo perché un giorno non dovrei sollevare quel trofeo”

Stefanos Tsitsipas racconta di aver ricevuto la notizia della scomparsa di sua nonna pochi minuti prima della finale. Ma non ha rimpianti per la sconfitta: “Avrei potuto facilmente piangere, ma non vedo motivi per farlo perché ho provato tutto”

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Stefanos Tsitsipas e Novak Djokovic - Roland Garros 2021 (via Twitter, @atptour)

Nonostante un inizio ben più che promettente – Novak Djokovic è un campione straordinario, ma una rimonta da 0-2 rientra sempre nel campo delle eccezioniStefanos Tsitsipas non è riuscito a fare l’ultimo passo. Ha disputato una grande stagione su terra e un Roland Garros ancora migliore, ma quando il numero uno del mondo ha cambiato passo, tra secondo e terzo set, il tennista greco non è riuscito a reagire. “Ho iniziato a giocare molto corto, mi è sembrato di andare fuori ritmo – non so come mai. È stato molto strano, considerando che avevo iniziato trovando bene i colpi e muovendomi in modo perfetto” ha commentato in conferenza stampa. “All’improvviso mi sono sentito fuori dal match ed è stato difficile recuperare. Vorrei davvero capire perché succedano cose come questa, ci ho provato durante la partita ma è stato difficile inventarsi qualcosa”.

Proseguendo il discorso, Stefanos ha fatto una considerazione in apparenza lapalissiana, ma che in realtà nasconde tutta la difficoltà di vincere uno Slam – in particolar modo contro uno dei Fab 3. “Oggi ho imparato che, perché il match sia finito, devi vincere tre set e non soltanto due. Due set non significano nulla, c’è ancora un set prima di vincere l’intera partita. Non penso di essermi rilassato o di aver cambiato chissà cosa, ho continuato a fare le cose che stavano funzionando. Lui ha lasciato il campo dopo i primi due set e non so cosa sia successo, ma quando è tornato sembrava improvvisamente un giocatore diverso“. Stefanos si sofferma sul cambio di livello operato da Nole, che ha proprio dato la sensazione di poter innestare una marcia sconosciuta al pur valoroso avversario. “Ha iniziato a giocare benissimo e non mi ha lasciato spazio. Fisicamente, a livello di anticipo e di movimenti sul campo, in tutto mi è sembrato meglio di prima. Avevo la sensazione che potesse improvvisamente leggere meglio il mio gioco“.

Stavo giocando bene, è molto triste perché era una buona opportunità e l’ho persa“, ha detto Stefanos in conclusione. Che qualche ora dopo essere uscito dal campo, ha condiviso sui suoi canali social un’altra notizia che è stata per lui motivo di tristezza. Cinque minuti prima di scendere in campo per la finale, infatti, il tennista greco è stato raggiunto dalla notizia della scomparsa di sua nonna – madre di papà Apostolos.

 

Questo è il messaggio che accompagna il post pubblicato su Instagram.

La vita non è questione di vincere o perdere. È godersi ogni singolo attimo, individualmente o con gli altri. Vivere una vita piena di significato, senza miserie. Sollevare trofei e celebrare vittorie è qualcosa, ma non è tutto. Cinque minuti prima di entrare in campo la mia amata nonna ha perso la sua battaglia con la vita. Una donna saggia la cui fede nella vita e la volontà di dare agli altri non può essere paragonata a qualunque essere umano io abbia mai incontrato. È importante avere più persone come lei nel mondo, perché ti fanno sentire vivo. Ti fanno sognare. Vorrei dire che indipendentemente dal giorno e dalle circostanze, questo è interamente dedicato a lei e solo a lei. Grazie per aver cresciuto mio padre. Senza di lui, questo non sarebbe stato possibile“.

STEF NON SI ABBATTE – C’è il caso di Dominic Thiem, che dopo aver vinto il suo primo Slam si è sentito avvolto da una sensazione di vuoto. L’austriaco, come Medvedev e Zverev dopo di lui tra gli appartenenti alla nuova generazione, era stato già temprato dall’altrettanto spiacevole sensazione di inadeguatezza che segue alla sconfitta in una finale Slam. Tsitsipas non ha però intenzione di farsi condizionare dai risultati e trasmette un lodevole messaggio di caparbietà. “Nonostante la sconfitta, ho fiducia nel mio gioco e credo sinceramente di poterci tornare (in una finale Slam, ndr) molto presto. Oggi ci sono andato vicino, ma c’è una piccola differenza tra il mio avversario in finale e quelli che ho affrontato prima. Negli Slam è tutta una questione di resistenza, di tenere alto il livello a lungo. Ho giocato due buoni set, non direi due set incredibili, ma non è stato sufficiente. Gli Slam sono così. Ma se mantengo la stessa attitudine, se non smetto di avere fiducia in me stesso, non vedo ragioni per le quali un giorno non dovrei sollevare quel trofeo“.

Manca però il tempo per le analisi. Tra non molte ore Tsitsipas sarà già in campo sull’erba di Halle, torneo a cui ha deciso di non rinunciare (esordirà contro Kinderknech) nonostante la prossimità con la sua prima finale Slam. “Non vedo l’ora di giocare sull’erba, ci vedo molte opportunità per me. Mi piace giocarci, anche se non ho fatto grossi risultati prima del COVID, quando ci ho giocato l’ultima volta. Proverò ad adattare il mio gioco alla superficie; credo di avere il tennis per fare bene anche sull’erba“. Priorità al campo, dunque, e niente rimpianti. “Non so se sono salito in classifica o meno (sì, ha raggiunto il suo best ranking di numero 4, ndr) ma sono contento del mondo in cui ci ho provato – anche considerando la finale. Non ho rimpianti. Avrei potuto facilmente piangere, ma non vedo motivi di piangere perché ho provato tutto. Non avrei potuto fare qualcosa di meglio“.

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