Follia Paire a Buenos Aires: non gioca l'ultimo game e si vanta dei guadagni ottenuti in carriera

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Follia Paire a Buenos Aires: non gioca l’ultimo game e si vanta dei guadagni ottenuti in carriera

In campo con Francisco Cerundolo, il francese non ha gradito una chiamata, sputando sul segno e perdendo le staffe. Si prospettano provvedimenti importanti

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Benoit Paire - Buenos Aires 2021 (courtesy of Argentina Open 2021)

Benoit Paire riesce sempre a camminare su un filo sottile: da un lato continuerà a fare gesti prevedibili, in linea con il personaggio; dall’altro, però, non smetterà mai di proporre contenuti originali né di alzare l’asticella dei suoi comportamenti anti-sportivi. E quello che ha durante il suo match d’esordio al secondo turno del 250 di Buenos Aires contro Francisco Cerundolo è forse la perfetta sintesi di questo equilibrio sopra la follia.

Dopo aver vinto il primo per 6-4, il francese era sotto 2-0 ma con due palle break per rientrare, quando Cerundolo (fratello maggiore di quel Juan Manuel capace di vincere a Cordoba la scorsa settimana da qualificato e all’esordio in un torneo ATP) ha cercato l’ace centrale da destra, cercato e, secondo il giudice di sedia, trovato spizzicando la riga. Non secondo Benoit, però, che prima ha protestato veementemente e poi addirittura sputato sul segno, il tutto corredato da parole che difficilmente si rinverranno sui manuali di catechismo e che gli sono valse un primo warning.

Questo il video del casus belli e quello del punto seguente, in peraltro Paire è riuscito a contro-breakkare, scavando un fossato nella terra di Baires con il più inviperito degli smash e sottolineandolo con un “vamos” fra il belluino e il provocatorio, continuando poi a ‘smattare’ durante il cambio di campo.

 

Di una cosa possiamo essere sicuri: se già non lo era prima, da ieri Paire sarà sicuramente team Hawkeye sulla terra! Qui, invece, la foto de “Lo Sputo”, che non è l’ultima opera di Edvard Munch:

Le acque, come ampiamente preventivabile, non si sono chetate, e verso la fine del set gli è stato comminato un punto di penalità. Dopo essere andato sotto per 4-1, infatti, Paire ha di nuovo sputato e urlato contro il giudice di sedia, chiedendo anche l’intervento del supervisore. Il risultato è stato un terzo set regalato e girato come un remake, tra gli altri, del match di Roma contro Sinner, e suggellato da questo doppio fallo finale:

Dopo il match, poi, il barbuto ha twittato la cifra vinta in carriera solo a livello di prize money, con la caption che recita “alla fine vale la pena di fare schifo”, un messaggio di scherno per gli haters (con annessi bacino e dito medio) e forse anche per le autorità che quasi certamente provvederanno a multarlo negandogli il premio di partecipazione della settimana:

Tutto sommato, comunque, sembra essersela fatta passare in fretta:

Sarà quindi Cerundolo ad affrontere Pablo Andujar (tds N.6 e vincitore di Mager nel primo match di ieri) nei quarti di finale. Si aspettano invece le decisioni per il comportamento di Paire, come detto: il sito dell’ATP per ora lo sta censurando, visto che nel report giornaliero ha totalmente glissato sull’accaduto, ma è probabile che una risposta più assertiva non si faccia attendere, con provvedimenti che potrebbero andare da una multa fino a una sospensione.

Il tabellone aggiornato di Buenos Aires

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Tsitsipas porta a scuola Rublev: è il nuovo principe di Montecarlo

Primo titolo “1000” per il greco che gioca una finale perfetta, dominando il russo. Da lunedì sarà primo nella Race to Turin

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[4] S. Tsitsipas b. [6] A. Rublev 6-3 6-3

Stefanos Tsitsipas supera in due set Andrey Rublev e diventa il campione dell’edizione 2021 del Rolex Montecarlo Masters. Una finale senza storia, una vera e propria lezione impartita dal giovane greco al proprio avversario. Tanti sono stati i demeriti di Rublev, oggi molto frettoloso e falloso, ma altrettanti sono i meriti di Tsitsipas, perfetto in difesa e molto lucido nella gestione tattica del match. Il greco solleva il trofeo, il primo Masters 1000 della sua carriera, senza perdere un set in tutto il torneo. “La considero la miglior settimana della mia carriera“, dirà a fine partita Tsitsipas, affermazione che assume un certo peso se si considera che nella bacheca del greco scintilla anche la coppa delle ATP Finals 2019.

La vittoria gli vale il sesto titolo e soprattutto il primo posto nella Race to Turin, scavalcando in un colpo solo Novak Djokovic e proprio Rublev, suo avversario odierno. Il russo perde invece la sua terza finale in carriera, la prima da due anni a questa parte (l’ultima sconfitta risaliva al torneo di Amburgo 2019 contro Basilashvili), interrompendo una striscia di sette vittorie consecutive negli ultimi atti (otto se si conta l’ATP Cup di quest’anno). Potrà comunque consolarsi parzialmente con il nuovo best ranking di numero 7 del mondo.

 

IL MATCH – Entrambi dimostrano già nei primi game di aver disperato bisogno della prima perché sulla seconda chi è in risposta riesce a spingere molto bene e a indirizzare gli scambi a proprio favore. Tsitsipas si salva ai vantaggi nel primo gioco, mentre Rublev invece raccoglie zero punti su tre con la seconda e finisce col perdere il servizio. Il russo butta via i successivi due turni in risposta, cercando subito la soluzione definitiva (con scarsa fortuna) senza accontentarsi di cominciare lo scambio per poi provare a aumentare la pressione.

Tsitsipas viceversa è molto accorto e riesce a disimpegnarsi bene anche col rovescio, nelle rare occasioni in cui non riesce a girarsi per giocare il dritto anomalo da sinistra. Con fatica e nonostante una percentuale di prime di servizio del 40%, Rublev prova a restare attaccato al primo set, ma in risposta raccoglie poco o nulla (appena due punti in quattro game dopo i tre del primo gioco) e Tsitsipas può dunque andare a sedersi avanti 6-3 dopo una mezz’oretta scarsa di partita.

In avvio di secondo set, Rublev fatica ancora a trovare ritmo e soprattutto precisione. Il russo continua ad apparire frettoloso nelle scelte, quasi confuso, mentre Tsitsipas trasuda calma e concentrazione. Dopo un difficile primo game vinto solamente ai vantaggi, Rublev sciupa un vantaggio di 40-15 nel terzo gioco e cede il servizio. Il russo non riesce proprio a sfondare la difesa del greco che è veramente bravissimo nel passare dalla fase difensiva a quella offensiva, aprendo gli angoli e ricacciando indietro gli assalti dell’avversario. Particolarmente emblematico il conto dei vincenti a questo punto del match: solo 8 per Rublev, ben 17 per Tsitsipas.

Una lieve pioggerellina comincia a cadere sulle teste dei due finalisti, mentre Tsitsipas consolida il vantaggio e sale 4-2 allo scoccare della prima ora di gioco. L’eventualità di una sospensione del match non sfiora minimamente il greco né intacca la sua concentrazione. Dopo meno di un’ora e un quarto, Tsitsipas può sollevare le braccia al cielo per festeggiare il primo titolo 1000 della sua giovane carriera.

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Montecarlo, Tsitsipas è il primo finalista: facile vittoria con Evans

Il britannico non è riuscito a ripetere le imprese dei giorni scorsi, racimolando appena tre giochi

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Stefanos Tsitsipas - ATP Montecarlo 2021 (via Twitter, @atptour)

Stefanos Tsitsipas è il primo finalista del Masters 1000 di Montecarlo dopo aver battuto Dan Evans per 6-2 6-1 in 69 minuti. Il greco non ha ancora perso un set e ha vinto almeno il 70 percento dei punti con la prima di servizio in ciascuno dei suoi match.

Si tratta della terza finale in un 1000 per lui (cercherà il primo titolo), la quattordicesima in totale (cinque vittorie), e la seconda stagionale (ad Acapulco ha perso da Sascha Zverev). Con questo successo, inoltre, si porta al terzo posto della Race, superando Daniil Medvedev.

 

IL PERCORSO – Tsitsipas era, sulla carta, il giocatore con più benzina rimasta, visto che nei primi tre match è rimasto in campo solo per quattro ore e quattro minuti, senza set persi e con anche un ritiro in suo favore. Evans, invece, era rimasto in campo addirittura otto ore 39 minuti in quattro incontri (senza considerare quanto fatto con Neal Skupski in doppio) – è d’altronde un’ontologia del successo del britannico, che dal ritorno post-squalifica si è riciclato in un mix di pazienza nello scambio e varietà di schemi, vincendo il suo primo torneo in carriera a Melbourne 2 lo scorso febbraio prima di eliminare a sorpresa Novak Djokovic nel Principato.

PRIMO SET – Lo scorso anno, Evans e Tsitsipas si erano affrontati in due occasioni, a Dubai e Amburgo, entrambe conclusesi con vittorie nette del greco, e il match di oggi non ha fatto eccezione.

Tsitsipas ha giocato subito delle traiettorie molto liftate per buttare Evans fuori dal campo, Evans invece ha iniziato colpendo diversi rovesci lungolinea per togliere lo sventaglio al greco. Una grafica ha mostrato come Evans abbia colpito ben il 40 percento dei suoi primi colpi dietro al servizio dentro al campo nei match precedenti. Tsitsipas gli ha però tolto questa opzione, impattando benissimo la risposta anticipata con il rovescio (sulla terra il suo colpo monomane è una perfetta luna crescente), costantemente cercato dal servizio dell’avversario, e si è procurato due palle break entrando presto con il colpo. Il britannico ha però presto l’iniziativa, rimontando con una palla corta e un dritto a uscire, prima di tenere con un gran lob di rovescio.

Evans è parso però poco lucido, esagerando nel tentativo di prendere l’iniziativa e usando poco lo slice (che secondo Craig O’Shannessy è stata l’arma decisiva nel match contro Djokovic), concedendo una palla break anche nel turno successivo quando Tsitsipas ha preso in mano lo scambio con il dritto prima di salire 3-1 con un passante corposo che gli ha permesso di aprirsi il campo. Nel gioco successivo, tuttavia, il greco ha regalato il contro-break con un doppio fallo e due errori di dritto.

Pur essendo riuscito a tornare a contatto, il problema per il britannico ha continuato ad essere il trovarsi troppo spesso sulla difensiva dietro al proprio servizio (solo il 53 percento di punti fatti con la prima e un passivo di 16-8 negli scambi sotto i cinque colpi nel primo, anche perché è riuscito a colpire con i piedi dentro al campo solo nel 9 percento dei casi), perché Tsitsipas è riuscito quasi sempre a girarsi sul dritto: sotto 3-2, Evans ha concesso altre due palle break non consecutive, e, pur salvandosi con una prima esterna ed una contro-smorzata toccata male dall’avversario, ne ha concessa un’altra quando una grande difesa di Tsitsipas ha propiziato un suo errore di dritto, défaillance ripetuta subito dopo per concedere il 4-2 alla tds N.4. Il greco stavolta non si è più guardato indietro, vincendo 14 degli ultimi 17 punti e breakkando a zero grazie anche a due doppi falli del britannico – 6-2 in 39 minuti.

SECONDO SET – La musica non è cambiata a inizio parziale: nel secondo gioco Tsitsipas ha continuato ad attaccare a piacimento la seconda di Evans, salendo a palla break quando il britannico ha sbagliato una volée dietro al servizio. Evans però ha iniziato a variare con più continuità, salvandosi con una smorzata di dritto e due punti rapidi, fra cui il suo primo ace del match. Nel game successivo Dan ha continuato ad attaccare all’arma bianca con un paio di chip-and-charge, ma senza grande successo, anche perché Tsitsipas si è però fatto trovare pronto: nel quarto gioco, il greco si è procurato una palla break con un passante di rovescio lungolinea, prima di salire 3-1 con una perfetta combinazione terrea di sventaglio liftato e volée dal taglio esterno.

Nel game successivo, arrivati in “zona Hurkacz”, Tsitsipas ha avuto un altro calo, finendo sotto 0-30; a differenza di quanto capitatogli a Miami, però, stavolta il greco non ha tremato, e servendo alla perfezione ha preservato il vantaggio, chiudendo la partita subito dopo, quando Evans ha provato a rifugiarsi nel fido slice ma senza riuscire a scardinare le certezze dell’avversario. Tsitsipas non ha sfruttato una prima palla del 5-1 grazie a una bella combo drop-lob dell’avversario, ma è poi riuscito prendersi il doppio break leggendo bene la smorzata successiva del nativo di Birmingham, chiudendo a zero con un servizio vincente.

Nonostante il punteggio, è stato difficile per me mantenere lo stesso livello per tutto il match“, ha detto il vincitore. “Dan ha uno stile unico, soprattutto sulla terra, ma devo dire che i suoi slice mi hanno soprattutto dato tempo per pensare che fare nello scambio. Sia Rublev che Ruud sarebbero degli avversari complicati“.

Nonostante la sua corsa in singolare sia finita, Evans tornerà comunque in campo dopo la seconda semifinale per quella di doppio in coppia con Neal Skupski – ad attenderli le tds N.1 Cabal e Farah.

L’OMAGGIO A FILIPPO – Ricordiamo che oggi si svolgeranno anche i funerali di del Duca di Edimburgo, e, vista la presenza di due britannici ancora in gara (Evans giocherà infatti la semifinale di doppio in coppia con il connazionale Neal Skupski subito dopo la conclusione della seconda semifinale), il circolo di Montecarlo ha deciso di tenere la Union Jack a mezz’asta in segno di cordoglio.

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Rublev inarrestabile: supera Ruud e vola in finale a Montecarlo

Altra ottima prestazione del russo che supera il norvegese in due set. Prima finale in un “1000” per lui e nuovo best ranking assicurato (sarà almeno numero 7)

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Andrey Rublev - ATP Montecarlo 2021 (via Twitter, @atptour)

[6] A. Rublev b. C. Ruud 6-3 7-5

Andrey Rublev supera in due set Casper Ruud e diventa il secondo finalista del Rolex Montecarlo Masters 2021. Il russo ha giocato l’ennesima grande partita contro un avversario che su questa superficie ha dimostrato di poter essere un problema per molti e che ha raggiunto la semifinale negli ultimi due 1000 su terra. Rublev è stato bravissimo a scuotersi subito dopo il break subito in avvio di match e ad amministrare il calo di tensione accusato nel secondo set, nel quale si è trovato sotto 4-2 e servizio Ruud.

Per il russo si tratta della prima finale in un Masters 1000, la seconda del 2021 e l’undicesima in carriera (otto vittorie e due sconfitte il suo bilancio). Più di tutto però Rublev conferma di essere uno dei giocatori più caldi del momento, se non il più caldo, e con questa vittoria si assicura un nuovo best ranking (sarà come minimo numero 7 scavalcando Roger Federer), oltre a prendersi momentaneamente anche il primo posto nella Race to Turin. A scalzarlo dal prestigioso trono di migliore del 2021 (finora) potrebbe essere proprio il suo avversario di domani, Stefanos Tsitsipas. I precedenti tra i due sono in parità (3-3, 1-1 sulla terra).

 

IL MATCH – Rublev cerca di mettere fin dall’inizio grande pressione sull’avversario, ma Ruud non cede di un millimetro e anzi è lui a effettuare il primo strappo nel match. Dopo i primi due game di studio, il norvegese gioca un turno di risposta pressoché perfetto: prima esce dal martellamento da fondo di Rublev con uno splendido rovescio lungolinea, poi porta a casa il punto al termine di una grande difesa e infine si porta a casa il break con due robustissime risposte di dritto. Ruud però non conferma il vantaggio e con qualche imprecisione rimette subito in partita il proprio avversario. Rublev ricomincia a spingere, insistendo sul rovescio del norvegese e sbattendolo fuori dal campo. Inchiodato in quell’angolo, Ruud riesce a raccogliere davvero poco e finisce per ritrovarsi rapidamente sotto 5-2. Dopo appena trentuno minuti di gioco, Rublev fa suo il primo set col punteggio di 6-3.

Dalla statistica seguente, che riguarda solo il primo parziale, si evince come il norvegese abbia colpito meno dritti rispetto ai rovesci, in contrapposizione ai dati delle partite precedente. Merito di Rublev, soprattutto.

Rublev continua a picchiare sul rovescio di Ruud, che appare un po’ scosso dai destri dell’avversario, e sale 2-0 in avvio di secondo set. Come nel primo set, ma a parti invertite, il giocatore in vantaggio ha un piccolo passaggio a vuoto. Ruud ne approfitta per recuperare un po’ di fiducia e piazzare addirittura una striscia di quattro giochi consecutivi. Avanti 4-2, il norvegese subisce il rientro di Rublev, che in ritrova un po’ di continuità e interrompe l’emorragia di game. La partita è molto equilibrata ora, con scambi lunghi e senza esclusione di colpi. Sul 5-5, Rublev pesca un paio di passanti vincenti da lontanissimo e infila un Ruud decisamente troppo timido nei pressi della rete, guadagnandosi la possibilità di servire per il match. Il russo non trema, tiene la battuta a zero e può festeggiare dopo un’ora e venti di gioco.

Il tabellone completo

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