Sonego, a Cagliari arriva la terza finale ATP: superato Fritz in tre set

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Sonego, a Cagliari arriva la terza finale ATP: superato Fritz in tre set

Al Sardegna Open di Cagliari il 24enne torinese si complica la vita ma porta a casa la semifinale: domani giocherà per il secondo titolo in carriera, contro Djere

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Si complica la vita, ma stringe i denti nelle difficoltà e vince ancora: Lorenzo Sonego raggiunge la sua terza finale nel circuito ATP al Sardegna Open 2021, superando in tre set l’esame Taylor Fritz (6-4, 5-7, 6-1). Il 24enne torinese, come il solo Andreas Seppi nella storia del tennis italiano, raggiunge una finale in tre superfici diverse, dopo quella vinta nel 2019 ad Antalya (erba) e quella persa nel 2020 a Vienna (indoor). Dopo la vittoria in rimonta contro Hanfmann nei quarti, contro il californiano – che è davanti a lui nelle classifiche mondiali (numero 30 contro numero 34) e che lo aveva battuto in due precedenti su tre – Lorenzo viaggia a corrente alternata ma non dà mai l’impressione di poter perdere, riuscendo a rimediare prontamente ad alcuni passaggi a vuoto. Nella finale di domani scenderà in campo contro Laslo Djere per alzare il suo secondo trofeo ATP. Prima, però, giocherà la finale anche in doppio insieme ad Andrea Vavassori contro la coppia Bolelli/Molteni.

LA CRONACA – Fin dall’inizio del match è battaglia, con i primi tre game che durano ventidue minuti. Entrambi i giocatori devono affrontare palle break ma non riescono a trasformarle. Sonego prova a infastidire il californiano variando il gioco e offrendo poco ritmo, senza farsi pregare ogni volta che c’è la possibilità di spingere. E i risultati si vedono. Prima Lorenzo tiene facilmente il servizio e sale 2-2, poi riesce a disorientare Fritz: sul 40-30 del quinto gioco Taylor commette due errori banali, e alla sesta palla break del suo match Sonego è bravissimo a difendersi prima ed entrare dentro al campo poi, strappando il servizio all’americano con un dritto vincente. Lorenzo tiene un altro servizio piuttosto comodamente (4-2, condendo il sesto game con un gran cross di diritto in difesa) ma un po’ inaspettatamente va in difficoltà nel turno di battuta successivo finendo sotto 0-40. Salva la prima attaccando col dritto, ma poi Fritz risponde bene alla seconda palla del torinese e lo aggancia sul 4-4.

Lorenzo, ormai lo conosciamo, è bravo a mettersi alle spalle gli episodi negativi e pensa sempre alla pallina successiva come se nulla fosse successo. Infatti nel nono game strappa di nuovo il servizio a Fritz, e anche a zero: non senza la collaborazione dell’americano, che sparacchia un diritto in rete alla prima palla break. Lorenzo va a servire per il primo set e di fatto lo vince quando, sul 30-30, prima tiene in campo un miracoloso recupero di rovescio, poi capovolge lo scambio e lascia andare un diritto vincente. È 6-4 in 55 minuti, un parziale meritato: l’americano fa e disfa, più continuo e centrato Lorenzo.  

 

Il secondo set parte con Sonego che mette subito in difficoltà Fritz sul suo servizio: è break alla prima occasione, quando l’american boy scende a rete, ma l’azzurro è bravo a produrre un passante che chiama l’avversario a una volèe complicata per poi infilzarlo volando a chiudere con il recupero di dritto. Lorenzo consolida il vantaggio salendo 2-0 e Fritz mostra di accusare il colpo perché nel match successivo va due volte fuori giri col diritto, consegnando all’italiano il 3-0 pesante. Lo strappo di cinque giochi consecutivi a cavallo di due set consegna a Lorenzo il pieno controllo del match. Questo però induce Sonego a una distrazione: dopo il cambio di campo, nel quarto gioco, l’italiano cede uno dei due break a zero con un gratuito di rovescio. Fritz interrompe così l’emorragia e sale 3-2. Ti aspetti che Sonego riprenda in mano il filo del discorso, ma il sesto gioco è un mezzo disastro: Lorenzo cede il servizio di nuovo facilmente (a 15), “coronando” il tutto con il primo doppio fallo della partita sulla palla break. E poco dopo Fritz prende ritmo al servizio, incidendo con la prima palla e salendo 4-3: stavolta è l’americano, dunque, a mettere in fila quattro giochi di fila.

Sonego va al servizio in un momento delicato: dall’altra parte c’è un Fritz che ha preso coraggio dopo che, pochi minuti prima, sembrava virtualmente sotto la doccia. Lorenzo riesce a ritrovare lucidità e freddezza per arrivare sul 4-4. E nel gioco successivo l’italiano arriva a palla break: ma il californiano attacca bene col diritto e si salva, salendo poi 5-4. Ora si lotta punto a punto e sul 6-5 la pressione è di nuovo sulle spalle di Sonego: una palla corta è ok, quella dopo è leggibilissima e permette a Fritz di arrivare a set point. La prima di Sonego non entra e sulla seconda è l’italiano a sbagliare per primo, col nastro che ferma il suo slice di rovescio. Piuttosto clamorosamente è 7-5 Fritz dopo due ore di gioco.

Nel primo game del terzo set, Sonego dimostra ancora una volta la sua capacità di archiviare in fretta le delusioni: sale 15-40 sul servizio di Fritz ma sul secondo break point non gli riesce lo schema palla corta-pallonetto. Subito dopo, però, regalo dello statunitense, che affossa in rete un diritto a campo aperto: Sonego è pronto ad approfittarne e con una palla corta vincente sale 1-0 e servizio.  A quel punto Lorenzo finisce nuovamente per soffrire: ma viene fuori da uno scomodo 15-40, ritrovando la prima palla. È 2-0. Sonego tira un sospiro di sollievo, lascia andare il braccio e strappa nuovamente il servizio a Fritz con un paio di bordate di diritto. Di nuovo 3-0, come nel secondo set. E la storia sembra possa davvero ripetersi quando Fritz arriva a palla break: ma Sonego non ci casca di nuovo, si salva con la prima di servizio e allunga sul 4-0. Il punto esclamativo il torinese lo mette con un gran diritto all’incrocio delle righe che vale il 5-0. Sonego, però, conferma che oggi proprio non gli va di vincere facile e restituisce uno dei tre break di vantaggio con un turno di servizio scialbo (5-1). Ma Fritz ormai non ci crede più, al secondo match point Sonego chiude 6-1 e può indirizzare un urlo liberatorio al suo angolo.

L’ALTRA SEMIFINALE – Non c’è stata partita tra Laslo Djere e Nikoloz Basilashvili: sarà il 25enne serbo, attuale n. 57 ATP, l’avversario di Sonego nella finale dell’ATP 250 di Cagliari. Si è conquistato l’opportunità di difendere il titolo vinto nella precedente edizione del Sardegna Open – giocata a Pula lo scorso ottobre – superando per 6-2, 6-0 il georgiano, oggi assolutamente non in grado di essere competitivo. Djere, in ogni caso, si conferma a proprio agio sui campi sardi: in tutto il torneo ha perso solo un set, contro l’italiano Lorenzo Musetti nei quarti, e giocherà per il suo terzo titolo ATP. Per Sonego la finale non sarà certo una passeggiata.

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Roma, Djokovic in crescendo: steso Davidovich Fokina, adesso un quarto di finale da top 10

Poco più di un’ora è bastata al numero uno ATP per superare lo spagnolo, messo subito fuori dalla partita. “Ho vinto bene – ha commentato -, contro Berrettini o Tsitsipas mi attende una grande sfida”

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Novak Djokovic - Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

In attesa di un quarto di finale nobile (affronterà Stefanos Tsitsipas), Novak Djokovic ha archiviato velocemente l’inedito incrocio con l’emergente Alejandro Davidovich Fokina, 21 anni. Uno che di tempo ne avrà per togliersi di dosso la fisiologica timidezza che viene fuori questi livelli. Dopo aver lottato contro Medvedev a Madrid, lo spagnolo – risalito dalle qualificazioni – si è questa volta schiantato su un ostacolo più alto. Eppure il primo set, per la testa di serie numero uno degli Internazionali, è arrivato a destinazione più facilmente di quanto potesse sembrare in avvio. Questo perché il numero 48 ATP era partito anche bene: subito prendendosi il break al primo game, poi facendosi applaudire per un pregevole lob e – in sostanza – costringendo Djokovic ad alzare immediatamente il livello.

ACCELERATA – Sul 2-2, in ogni caso, il serbo ha cambiato passo tra accelerazioni improvvise sulle diagonali e palle corte che hanno spezzato il ritmo da fondo campo. Il primo parziale si è concluso con 11 punti su 12 finiti dalla parte di Djokovic, che ha spaccato così la partita intimidendo l’avversario anche sul piano psicologico. Un significativo passo in avanti in termini di sicurezza rispetto al primo turno, quando ha superato Fritz viaggiando però a marce più basse. Totalmente senza storia il secondo set, in cui Davidovich Fokina non è mai riuscito a tenere il servizio se non alla fine, giusto in tempo per evitare il peso del 6-0. Pratica archiviata in un’ora e undici minuti, con lo sguardo subito puntato sulla Grand Stand Arena per scoprire il prossimo avversario.

In ogni caso affronterò un top 10 – ha commentato Nole in sala stampa – sono contento di come ho vinto oggi e sicuramente andrò incontro a una grande sfida. Berrettini non mi ha sorpreso raggiungendo la finale di Madrid. È vero, è stato infortunato (e quindi protetto dalla classifica, ndr), ma si è guadagnato del tutto la posizione che ha raggiunto“. Purtroppo, nonostante le belle parole di Nole, non sarà Berrettini a sfidarlo ai quarti ma Stefanos Tsitsipas. Il greco ha severamente impegnato Djokovic nell’ultimo confronto al Roland Garros, allungandolo fino al quinto set.

 

Ma il numero uno ha voglia di rivincita. Dopo le delusioni di Montecarlo e Belgrado, per Djokovic Roma sembra in ogni caso il posto giusto per riavvicinarsi agli standard di inizio stagione. “Mi sento sempre a casa quando vengo agli Internazionali – ha raccontato -, non soltanto per i tifosi, anche per il rapporto con gli organizzatori, persino gli autisti che mi portano in giro. Probabilmente aiuta il fatto che parlo italiano. ‘La gioia della vita’, come dicono qui“.

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ATP Roma: Sinner ancora rimandato da Nadal. “Potevo e dovevo fare meglio” [VIDEO commento]

Jannik gioca alla pari, ma sciupa due break nel primo set e un vantaggio di 4-2 nel secondo. Rafa in ottima forma vola agli ottavi contro Shapovalov

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[2] R. Nadal b. J. Sinner 7-5 6-4

Non riesce l’impresa a Jannik Sinner che, sul centrale del Foro Italico, cede in due set a Rafael Nadal dopo due ore e un quarto di partita. L’italiano ancora una volta se l’è giocata alla pari, a viso aperto, ma non è riuscito a concretizzare molte chance e alla fine ha dovuto cedere alla maggiore esperienza dell’avversario, autore a sua volta di una prestazione ottima. I passi avanti rispetto al precedente giocato al Roland Garros lo scorso anno ci sono stati, con Sinner capace di assorbire il colpo di un primo set perso pur avendo avuto chance e di ripartire da zero nel secondo.

Jannik è stato due volte in vantaggio di un break nel primo parziale, facendosi riprendere subito entrambe le volte, e nel secondo era avanti 4-2 prima di perdere quattro giochi consecutivi. La differenza, oltre all’esperienza, l’ha certamente fatta il servizio che ancora non gli permette di guadagnarsi molti punti facili, anche se c’è da dire che spesso sotto pressione la prima gli è venuta in soccorso. La cosa che però consola e impressiona, come sempre, è la forza mentale di Sinner così come l’espressione quasi arrabbiata con cui ha lasciato il campo a fine partita. Evidentemente sentiva di poter vincere e in effetti qualche speranza il match gliel’aveva data.

 

Contro Rafa sulla terra però i miglioramenti non sono bastati, così come non era bastata un paio di settimane fa la partita quasi perfetta di un top 5 come Stefanos Tsitsipas in finale a Barcellona. Sinner può comunque lasciare Roma con la consapevolezza dei grandi passi avanti compiuti e con un nuovo best ranking da numero 17. Nadal invece proseguirà la sua corsa nel torneo contro Denis Shapovalov (2-1 i precedenti in favore del maiorchino), che ha eliminato in due set Stefano Travaglia. L’azzurro ha giocato molto bene nel primo set, ma una volta perso il tie-break non ha più tenuto il ritmo del canadese che ha vinto piuttosto agevolmente il secondo parziale per 6-3.

Appena sono uscito dal campo, io e Riccardo ci siamo detti la stessa cosa” ha esordito Jannnik in conferenza.Ora non voglio dirlo qui, però sento che potevo e dovevo fare meglio. Il lavoro è ancora veramente tanto, oggi fa male e questo non mi farà dormire bene stanotte. D’altra parte so a che punto sono, so dove devo migliorare e vediamo la prossima volta come va“. Una certezza però c’è: “Oggi sono entrato in campo per vincere, non è che se incontro Nadal le cose cambiano. Anzi, devo fargli capire che voglio vincere“.

IL MATCH – Come suo solito, Jannik prende da subito il controllo degli scambi e con i piedi dentro il campo sa come fare male agli avversari, anche del calibro di Nadal. L’azzurro trova il break già in apertura di match, ma pecca un po’ di imprecisione e offre una palla dell’immediato controbreak che Rafa concretizza con il proprio marchio di fabbrica, il dritto lungolinea. I due continuano a scambiarsi mazzate da fondo con Sinner che non rinuncia a prendersi molti rischi, anche a costo di sbagliare. Il gioco sembra valere la candela perché l’italiano riesce nuovamente a far breccia nel servizio dell’avversario e a salire 3-2. Ancora una volta però Jannik non riesce a confermare il break e la situazione torna subito in equilibrio. Nadal, da vecchio volpone e maestro di questa superficie, mischia bene le carte al servizio e alterna benissimo palleggi più carichi a mortifere palle corte, cercando di presentare più problemi possibili al gioco di Sinner. L’iniziativa è più nelle mani del maiorchino, che subisce molto meno la pressione dell’avversario rispetto a inizio match.

Senza ulteriori strappi si arriva sul 5-4 ed è qui che le cose si complicano terribilmente per l’italiano. Il servizio non fa troppo male a Rafa, che tiene profonda la risposta e costringe Jannik a forzare da dietro. Tre errori portano Sinner a dover fronteggiare altrettanti set point consecutivi. Stavolta la battuta gli dà una mano, mentre il dritto e la testa fanno il resto. Una a una, con calma e diligenza, Jannik annulla le tre chance e va a impattare sul 5-5. La differenza nella gestione dei turni di servizio è però abissale tra i due: Nadal ormai viaggia abbastanza tranquillo, mentre l’italiano deve faticare enormemente. Sul 6-5 Sinner si mette di nuovo nei guai con un doppio fallo che regala all’avversario il quarto set point, cancellato da una buona prima. Sempre con l’ausilio del servizio ne annulla altri due, ma il settimo deve giocarselo con la seconda e gli risulta fatale. 7-5 Nadal dopo un ora e dieci minuti di gioco.

Perdere un set in questo modo, a un passo dal tie-break e dopo essere andato due volte avanti di un break, dovrebbe costare molto in termini di energie mentali, ma Jannik riparte come se niente fosse e anzi, quasi con rinnovata energia. L’italiano spinge benissimo con il rovescio coperto, anticipando più che può sul dritto mancino di Nadal, e strappa il servizio all’avversario nel terzo gioco. A differenza di quanto accaduto nel primo set, Sinner riesce a confermare il break e a salire 3-1. Jannik regge bene il ritmo e si difende bene fino al 4-3, quando un paio di imprecisioni gli costano la prima palla break del set, trasformata da Nadal al termine di uno scambio massacrante.

Lo spagnolo sale 5-4 e scarica la pressione sul più giovane avversario, che si ritrova ora a dover servire per restare nella partita. Jannik sale 30-0, ma subisce la rimonta di Rafa che si arrampica a match point. La prima gli permette di salvarsi, ma subito dopo ne arriva un altro, annullato con una coraggiosa palla corta. Una terza occasione se ne va su un dritto steccato di Nadal, che però non sbaglia sul quarto match point e chiude con un gran dritto lungolinea.

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ATP Roma, Berrettini domina Millman e vola da Tsitsipas: “Siamo due giocatori simili”

Matteo non soffre e supera l’australiano in due comodi set. Agli ottavi super sfida contro Tsitsipas: “Non credo sia più giusto chiamarci Next Gen, stiamo macinando risultati”

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Matteo Berrettini - ATP Roma 2021 (ph. Giampiero Sposito)

Altra grande prova di Matteo Berrettini che supera in due set John Millman e si qualifica per gli ottavi di finale agli Internazionali d’Italia. Una partita da vero top 10 per Matteo, che dal 4-4 nel primo set ha cambiato marcia, vincendo sette game consecutivi e mettendo in ghiaccio una partita potenzialmente insidiosa contro un avversario di buon livello. Più che la solita grande prestazione al servizio (appena quindici punti persi in tutto il match e zero palle break concesse), è importante sottolineare la grande autorità e consapevolezza con la quale Berrettini ha affrontato l’incontro. Al prossimo turno sarà fondamentale alzare ancora l’asticella perché dall’altra parte della rete ci sarà Stefanos Tsitsipas. Sarà la prima sfida su terra rossa tra i due, dopo che il greco si è aggiudicato i precedenti incroci, al primo turno dell’Australian Open 2019 e nelle qualificazioni dello US Open 2017.

IL MATCH – Millman parte bene vincendo i primi sei punti del match e affacciandosi sullo 0-30 nel primo turno di servizio di Berrettini. Matteo reagisce aggiudicandosi otto dei successivi nove, cosa che lo porta ad avere tre consecutive palle break. L’australiano riesce però a salvarsi e a salire sul 2-1. Entrambi continuano a servire molto bene e a spartirsi pressoché equamente gli scambi più lunghi da fondo. L’equilibrio si spezza improvvisamente sul 4-4: Millman commette qualche errore di troppo e offre di nuovo a Berrettini l’occasione di strappargli il servizio. Sulle prime due palle break l’australiano se la cava, ma sulla terza non riesce a recuperare la smorzata di Matteo e capitola dopo un game da ben quattordici punti. Forte del break appena ottenuto, l’azzurro tiene agevolmente il servizio e fa suo il set dopo 47 minuti di gioco.

L’onda lunga del parziale perso si fa sentire per Millman, che va subito sotto 0-30 sul proprio servizio. L’australiano scivola nello scambio successivo e viene punito dal passante di rovescio di Matteo, finendo poi per completare il disastro con un doppio fallo. Millman osserva con occhio polemico il punto nel quale ha rischiato di cadere poco prima, ma non si lascia andare a vistose polemiche. Berrettini dal canto suo appare ovviamente alleggerito dal vantaggio e riprende a martellare a più non posso, lasciando all’avversario lo sgradevole compito di correre da un lato all’altro del campo. Matteo strappa ancora la battuta a Millman e sale 4-0 in appena 18 minuti. L’italiano si procura anche una palla del 5-0, ma il suo drittone si stampa in rete, permettendo all’australiano di interrompere la striscia di sette giochi consecutivi del suo avversario. Cambia poco, Berrettini non si distrae e chiude un paio di game più tardi (6-2) dopo ottanta minuti di gioco.

 

Fa sempre bene vincere una partita in poco tempo e giocando bene” ha detto Matteo in conferenza. “Ovviamente sto già pensando a Tsitsipas, anche se devo fare tutta la routine di recupero“. Andrà in scena la sfida saltata a Melbourne per l’infortunio agli addominali di Berrettini: “Secondo me per alcuni versi siamo simili; servizio e dritto, ci piace giocare con spin, usiamo slice e palle corte. Ovvio, è un giocatore in fiducia, ma lo sono anche io. Non credo sia più giusto chiamarci Next Gen, siamo top 10, stiamo macinando risultati – chi più chi meno“. In chiusura, arriva un pensiero interessante: “Capisco Paire. Capisco il fatto che quando arrivi in un torneo come questo o come Montecarlo, che di solito è pieno di gente che urla il tuo nome, invece vedi tutto vuoto ed è più difficile. Io non dico quello che dice lui perché non lo penso, ma capisco che è difficile trovare motivazioni se sei un giocatore che ‘va’ col pubblico“.

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