Kudermetova è la regina di Charleston e sale al n.5 della Race to Shenzhen

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Kudermetova è la regina di Charleston e sale al n.5 della Race to Shenzhen

Veronika Kudermetova si aggiudica il Volvo Car Open di Charleston senza perdere un set. Per lei debutto nelle Top 30

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Veronika Kudermetova - Charleston 2021 (foto Volvo Car Open/Chris Smith)

[15] V. Kudermetova b. D. Kovinic 6-4 6-2

È stata Veronika Kudermetova (testa di serie n. 15) a conquistare il suo primo titolo in carriera aggiudicandosi la finale del Volvo Car Open di Charleston, nella Carolina del Sud. Senza storia la finale con Danka Kovinic (n. 91 WTA), terminata in 1 ora e 36 minuti e che è stata incerta solamente per la prima mezz’ora.

Sul 3-2 Kovicic nel primo set, Kudermetova ha giocato un turno di battuta in cui ha messo in campo solamente 5 prime di servizio su 12 (49% per lei la statistica finale) ed ha avuto bisogno di ben quattro palle game per chiudere il game. Una volta ottenuto il break nel gioco seguente, il match ha iniziato inesorabilmente a prendere la strada della giovane russa che ha conquistato il primo torneo senza perdere un set e cedendo solamente 33 giochi in sei incontri.

 

Non pensavo che avrei vinto questo torneo, a Miami le cose non erano andate bene, ma mi sono detta semplicemente di lavorare e andare avanti con il mio tennis e le cose hanno iniziato a migliorare – ha commentato Kudermetova una volta arrivata davanti alla stampa con il trofeo in mano -. Non ho dormito bene durante queste ultime notti, ero molto nervosa per la possibilità di vincere il mio primo titolo. Ma in campo è sono riuscita rimanere concentrata sulla partita e a focalizzarmi solamente sul tennis, senza pensare a titoli, trofei o l’auto che c’era in palio”.

Credo di aver servito abbastanza bene nel complesso del torneo, anche se in alcuni match non è stato straordinario. Inoltre ora posso tenere scambi lunghi, 10-12 scambi, e tenere la palla in campo, e questo mi dà grande fiducia”.

Danka Kovinic – Charleston 2021 (foto Volvo Car Open/Chris Smith)

Oggi ha servito molto bene, era molto difficile breakkarla – ha spiegato Kovinic – ha avuto maggiore regolarità dal fondo, continuando il grande tennis che ha espresso per tutta la settimana. Durante questo torneo ho capito di essere in grado di rimanere calma nei momenti importanti e questo è molto importante per il prosieguo della stagione e della mia carriera.

Con questa vittoria Kudermetova – testimonial del marchio EA7 di Emporio Armani come la coppia Fognini-Pennetta – sale al n. 29 della classifica WTA, suo miglior ranking personale, e si porta addirittura al n. 5 della Porsche Race to Shenzhen. “Il mio obiettivo per questa stagione è di arrivare nelle prime 15. Ora so che se rimango concentrata e ho fiducia nelle mie possibilità, posso farcela”. Bel salto in classifica anche per Danka Kovicic, che guadagna 26 posizioni e arriva fino al n. 65, che però è ancora lontano dal suo record personale di n. 48 ottenuto nel febbraio 2016.

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ATP Atlanta: seconda finale di fila per Nakashima, sfiderà Isner. Sinner in finale di doppio

Il Next Gen supera Ruusuvuori e si assicura la Top 90, mentre Long John (cinque volte campione in Georgia) batte Fritz. Prima finale in doppio per Jannik in coppia con Opelka

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Brandon Nakashima ad Atlanta 2021 (Credit: @nextgenfinals on Twitter)

Sembra essere arrivata ad un punto di svolta la carriera di Brandon Nakashima. Dopo aver raggiunto la finale a Los Cabos la scorsa settimana, infatti, il classe 2001 statunitense si è guadagnato la seconda opportunità consecutiva di conquistare il suo primo titolo ATP battendo Emil Ruusuvuori per 3-6 6-4 6-3 nelle semifinali del Truist Atlanta Open. Al momento salirebbe al N.89 delle classifiche, ma in caso di vittoria del torneo andrà al settantacinquesimo posto (ora è sesto nella Race to Milano, superando Brooksby).

Si è trattato di una bella rimonta propiziata da una crescita impetuosa al servizio: fra il secondo e il terzo set, Nakashima ha vinto 31 punti su 32 con la prima e concluso con 14 ace, un dato assolutamente fuori scala per un ragazzo di 1.85 che non fa necessariamente di questo colpo la sua pièce de resistance. Nel primo set sembrava tutto facile per Ruusuvuori, che si è guadagnato palle break in quattro game di risposta su cinque senza concederne da par suo, anche grazie al 15/16 con la prima. La posizione avanzata del finnico ha creato non pochi problemi all’avversario, in particolare dal lato del dritto: un bel rovescio in cross e un dritto dal centro gli hanno dato l’1-0 e servizio, e da lì è stata tutta discesa per lui, con un secondo break giunto nell’ultimo game del parziale.

Come detto, però, dall’inizio del secondo Nakashima ha preso l’abbrivio, ancorché su cortese omaggio dell’avversario: Ruusuvuori ha infatti commesso tre doppi falli nel primo gioco per il primo break di giornata, e da lì l’ex-studente di Virginia si è trasformato, perdendo solo due punti al servizio in tutto il set (19 prime su 22 in campo con il 100% di conversione) e tenendo cinque volte a zero. Simile canovaccio nel terzo: avanti 30-0 nel primo game, Ruusuvuori ha commesso quattro errori evitabili da fondo (due dritti e due rovesci) e si è trovato ad inseguire dall’inizio.

 

Nakashima ha avuto un passaggio a vuoto sul 2-1 quando Ruusuvuori ha alzato il livello di aggressione con il dritto intascando tre punti di fila per la palla break, ma un errore con lo stesso colpo l’ha vanificata, permettendo allo statunitense di salire 3-1 con due gran servizi. Il match si è di fatto chiuso lì, perché Nakashima non ha più sofferto e ha anzi chiuso con un break, rimanendo consistente nello scambio e dando all’avversario il tempo di sbagliare.

Il suo avversario in finale sarà il decano americano John Isner, che qui ad Atlanta è di casa (pur risiedendo a Dallas, Texas) per due motivi: nella capitale della Coca Cola ha infatti conquistato un terzo dei tornei vinti in carriera (cinque su quindici), e in più è andato all’università ad Athens, a poco più di un’ora di auto, dove ha sede l’ateneo statale della Georgia. Detto questo Nakashima ha vinto l’unico precedente che risale… a settimana scorsa, quando ha prevalso 7-5 6-4 nelle semifinali di Los Cabos.

GEORGIA ON MY MIND PER ISNER

Nell’incontro di ieri notte, Long John ha battuto il connazionale Taylor Fritz per 7-6(4) 5-7 6-3 in un altro match deciso su pochi punti: i break sono stati uno ciascuno, i punti di differenza solo cinque, mentre la chiave decisiva è stata il 68% con la seconda del semifinalista di Wimbledon 2018, al di là dei consueti 27 ace (20 per Fritz). Nel primo set le uniche chance sono capitate quasi per caso: sul 2-2, Fritz ha commesso due doppi falli consecutivi, trovandosi indietro 0-40, ma è riuscito a risalire anche grazie ad una risposta di dritto abbastanza semplice messa in rete dall’avversario. Giunti al tie-break, Isner è stato solido, e ha trovato due mini-break per il 3-1 (con una risposta aggressiva di rovescio) e per il 6-2 (con un attacco di dritto lungolinea che Fritz non è riuscito a lobbare in campo), chiudendo sul 7-4.

Nel secondo la prima di Isner ha perso di incisività (13/20 con il fondamentale), e alla lunga Fritz è stato bravo ad approfittarne: sul 4-4 si è procurato la prima palla break dell’incontro con un paio di rovesci straordinari, prima la risposta in allungo sulla botta centrale e poi il passante lungolinea in corsa che Isner è riuscito a tenere in campo in qualche modo solo per essere trafitto dal dritto in cross. Il cinque volte campione si è salvato con un ace centrale e ha poi rintuzzato un’altra opportunità concessa con un doppio fallo, ma nel turno successivo ha ceduto di schianto regalando il 6-5 e servizio a Fritz con un break a zero, allungando l’incontro.

Dopo una piccola pausa, Isner ha ritrovato vigore, e all’inizio del terzo ha trovato lo sprint decisivo: avanti 1-0, ha allungato il game ai vantaggi reggendo dal lato del rovescio, e si è portato a palla break grazie ad un brutto errore di dritto dell’avversario, breakkando con un bell’attacco di dritto chiuso a rete. Fritz ha avuto l’ultima chance quando è salito 15-40 sul 2-4 con un bel passante a sventaglio, ma Isner ha cancellato senza problemi con due servizi esterni (un serve-and-volley ed un ace) e ha tenuto fino a conquistare la finale N.29 della sua carriera, la nona ad Atlanta su 11 edizioni del torneo (!).

SINNER IN FINALE DI DOPPIO

Reduce dalla sorprendente sconfitta all’esordio con O’Connell (la quarta di fila), Jannik Sinner potrebbe regalarsi un sorriso e una benvenuta iniezione di fiducia conquistando il torneo di doppio in coppia con Reilly Opelka. I due non hanno ancora perso un set, e dopo aver battuto i secondi favoriti Erlich/Gonzalez al primo turno hanno regolato Paire/Huey e Arevalo/Reyes Varela, questi ultimi con il punteggio di 6-3 6-4.

I due hanno perso il servizio per la prima volta nel corso del torneo quando sono andati a servire per il match sul 6-3 5-2, ma alla seconda opportunità sono riusciti a chiudere. I loro avversari all’ultimo atto saranno Jordan Thompson e Steve Johnson; in coppia con quest’ultimo Opelka ha raggiunto la finale del torneo di Long Island del 2020.

Qui il tabellone di Atlanta e degli altri tornei della settimana

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Olimpiadi Tokyo 2020: sfuma il secondo oro per Bencic, Krejcikova e Siniakova campionesse di doppio

TOKYO – Continua il 2021 straordinario di Barbora Krejcikova, che dopo aver vinto il Roland Garros in singolare e in doppio vince anche l’oro olimpico con Katerina Siniakova

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[1] B. Krejcikova/K. Siniakova b. B. Bencic/V. Golubic 7-5 6-1

Finisce come da pronostico la finale del doppio femminile del torneo olimpico di Tokyo. La coppia ceca Krejcikova/Siniakova, già n. 1 del ranking WTA della disciplina si impone in due set sulle svizzere Bencic e Golubic (7-5 6-1) e si aggiudica la medaglia d’oro, lasciando quella d’argento alle proprie avversarie. Non riesce dunque a Belinda Bencic la doppietta olimpica singolare/doppio, riuscita a Venus Williams nel 2000, a Nicolas Massu nel 2004 e a Serena Williams nel 2012.

L’equilibrio è durato una quarantina di minuti, il tempo sufficiente alle ceche per prendere le misure alle proprie avversarie, aggiudicarsi il primo set in volata per poi avere vita facile nel secondo. Ricordiamo che la medaglia di bronzo è stata vinta dalle brasiliane Pigossi/Stefani.

 

LA FINALE – Parte tesa Barbara Krejcikova, mentre Belinda Bencic pare abbastanza carica dopo la vittoria nel singolare e cerca di trascinarsi dietro Viktorija Golubic. Le due svizzere non giocano praticamente mai il doppio insieme nel circuito, al contrario delle loro avversarie che giocano da una vita in coppia e sono naturalmente affiatatissime. Per loro quest’anno vittoria a Parigi, finale agli Australian Open, quarti a Wimbledon, vittorie a Melbourne e Madrid.

Palla break Svizzera nel secondo gioco, ma la coppia ceca la annulla. Si seguono senza particolari emozioni i servizi; le svizzere tengono botta senza problemi, Bencic appare ben decisa, Golubic le va dietro mettendo in mostra un gran bel rovescio. Lo strappo delle n.1 del seeding arriva nell’undicesimo gioco sul servizio di Golubic. Un paio di risposte molto aggressive, un paio di interventi sotto rete di Siniakova e il gioco è fatto: 6-5 e servizio per la coppia ceca. Siniakova va al servizio e tiene la battuta a 15, dopo 48 minuti le ceche sono un set avanti.

Probabilmente la carica emotiva di Bencic si sta iniziando a esaurire perché la vincitrice dell’oro nel singolare femminile perde il ritmo e inizia a commettere qualche errore di troppo. Le ceche ne approfittano e piazzano un allungo importante sul 3-0 “pesante” a inizio secondo set. La finale in sostanza si chiude qui, troppo netto il divario in campo, Krejcikova e Siniakova vincono con il punteggio di 7-5 6-1 e si aggiudicano l’oro olimpico in un 2021 davvero ricco di soddisfazioni. Soprattutto per Barbora Krejcikova, che oltre ai grandi risultati in doppio ha vinto anche il torneo di singolare del Roland Garros.

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ITF: “Era necessario iniziare alle 11”. Da Parigi 2024 il torneo olimpico potrebbe durare 11 giorni

La Federazione Internazionale difende la scelta di far giocare i match nelle ore più calde come necessaria. Si lavora a un allungamento del torneo olimpico già a partire da Parigi 2024

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Belinda Bencic - Olimpiadi Tokyo 2020 (foto Twitter @tenisolimpico)

Dal nostro inviato a Tokyo

Poco prima dell’inizio dell’ultima giornata di tennis olimpico all’Ariake Tennis Park di Tokyo, l’ITF ha tenuto una breve conferenza stampa a conclusione del torneo. Il Presidente David Haggerty ha ringraziato pubblicamente l’organizzazione giapponese e il Governo del Sol Levante per lo sforzo profuso nella realizzazione di questo torneo durante un’emergenza nazionale e una pandemia ancora in corso.

Il torneo ha visto la partecipazione di 191 atleti di 45 nazioni e ha richiesto il lavoro di 1800 persone ogni giorno nella sede del torneo, tra organizzazione e personale di supporto. Per completare il torneo con le cinque competizioni in programma si sono disputati 208 incontri in 9 giorni con l’utilizzo di tutti i 12 campi dell’impianto. E proprio la necessità di dover far disputare un numero così elevato di partite, di cui 96 nel corso dei primi due giorni (47 il primo e 49 il secondo) è stata additata a motivo principe per la decisione di far iniziare le partite alle 11 del mattino, decisione poi cambiata a metà torneo a causa delle brutali condizioni atmosferiche alle quali erano stati sottoposti gli atleti. “Per assicurare il completamento dei 96 incontri nei primi due giorni abbiamo dovuto iniziare alle 11 per utilizzare tutto il tempo a disposizione, anche in considerazione del fatto che martedì era prevista pioggia con il tifone in arrivo – ha detto Kris Dent, Direttore Esecutivo per la ITF responsabile per i grandi eventi – sappiamo che abbiamo richiesto tanto ai giocatori, ma purtroppo con 9 giorni per far disputare cinque tabelloni non avevamo scelta”.

 

In realtà, durante le prime giornate spesso il programma è stato concluso piuttosto presto e poco dopo il calar del sole (che a Tokyo in questa stagione avviene poco dopo le ore 19) i match in campo sono stati molto pochi. All’inizio del torneo era stato suggerito che non si potesse andare oltre la mezzanotte a causa dello stato di emergenza in cui si trova la zona di Tokyo in questo momento, ma ci sono state altre competizioni che sono terminate ben oltre la mezzanotte, e anche sabato sera, con la finale femminile tra Bencic e Vondrousova, la cerimonia di premiazione si è tenuta dopo mezzanotte e gli ultimi addetti ai lavori a lasciare l’impianto se ne sono andati dopo l’una.

In ogni caso, è stato annunciato che l’ITF ha intenzione di parlare con tutte le altre organizzazioni del tennis professionistico per poter allungare il torneo olimpico a 11 giorni già a partire dal 2024, quando i Giochi Olimpici si disputeranno a Parigi dal 27 luglio all’11 agosto, con il tennis ospitato nell’impianto del Roland Garros. “I giocatori ci chiedono questo – ha continuato Dent – per poter partecipare in più competizioni ed avere più chance per rappresentare il proprio Paese”.

L’idea sembra abbastanza chiara: con 11 giorni a disposizione si darebbe la possibilità a chi vuole partecipare a singolo, doppio e misto di evitare i doppi turni sfruttando i giorni di riposo che si potrebbero includere all’interno di un programma meno compresso. Si tratterebbe di un ritorno all’antico, dal momento che nel 1988 e nel 1992, nelle prime due edizioni del torneo di tennis olimpico dopo il “ritorno ai giochi” della disciplina, il torneo fu simile a quello di uno Slam, con una durata di due settimane e i match maschili disputati al meglio dei cinque set.

Il problema, ovviamente, sarebbe l’incursione quadriennale che si avrebbe nei calendari ATP e WTA: con il torneo olimpico allungato a 11 giorni si impatterebbero ben due settimane dei tour, senza considerare che la collocazione solita delle Olimpiadi sarebbe immediatamente a ridosso dei ‘1000’ di Montreal, Toronto e Cincinnati, e nel 2024 ciò comporterebbe un cambiamento di continente, fuso orario e soprattutto superficie estremamente repentino.

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