Challenger: a Oeiras 2 vince Pedro Cachin. A Spalato, Blaz Rola si aggiudica il derby sloveno

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Challenger: a Oeiras 2 vince Pedro Cachin. A Spalato, Blaz Rola si aggiudica il derby sloveno

In Portogallo il miglior italiano, Gian Marco Moroni, si ferma ai quarti di finale al cospetto del vincitore

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Pedro Cachin

Sul delizioso centrale di Oeiras, l’argentino Pedro Cachin (n.336 ATP) si è aggiudicato il Challenger 50 portoghese, superando in finale (7-6 7-6) il padrone di casa Nuno Borges (n.378 ATP), al termine di un match abbastanza interessante, al netto di qualche momento un po’ confuso, soprattutto nella seconda parte.

Il primo set fila via liscio, senza nemmeno una palla break, fino al tie-break che Cachin vince lasciando l’avversario a quattro punti. Il secondo parziale perde ogni linearità e si trasforma in una sorta di rissa da strada, con ben tre break a testa e il servizio che diventa un’opzione del tutto marginale. Solo il tie-break rimane uguale al precedente, con la facile vittoria dell’argentino che lascia non più di tre punti a Nuno Borges. Dopo due ore di gioco, l’argentino alza così il suo secondo trofeo Challenger, a sei anni di distanza da quello di Siviglia, mentre il portoghese, ex n.1 di Mississippi State, si consola con il nuovo best ranking al n.332 ATP. 

La corsa di Gian Marco Moroni si era fermata ai quarti di finale, battuto (6-3 2-6 6-4) dal futuro vincitore, al termine di una partita strana in cui il romano ha sempre dato l’impressione di poter prevalere, senza però che questa sensazione fosse mai corroborata dai fatti. Cachin infatti è rimasto solido e ha ben sfruttato le sue occasioni con due break, uno nel primo e uno nel terzo set, che sono risultati decisivi. Fondamentalmente sterile il dominio di Jimbo nel secondo parziale. 

 

SPALATO – Nella finale del Challenger 80 di Spalato derby sloveno tra il 34enne Blaz Kavcic (n.238 ATP) e il mancino Blaz Rola (n.165 ATP), di quattro anni più giovane. È quest’ultimo a trionfare (2-6 6-3 6-2) al termine di un incontro non proprio entusiasmante.

Inizia bene Kavcic che nel terzo gioco ottiene il break, che replicherà nel settimo game. Nel secondo set stesso copione ma a ruoli invertiti: è Rola che nel secondo game strappa il servizio e il vantaggio gli sarà sufficiente per approdare al parziale decisivo. I due giocano esattamente allo stesso modo: pressione da fondo in attesa dell’errore dell’avversario. Talmente uguali che si distinguono giusto perché uno è mancino. È pura illusione attendersi un cambio di ritmo, una palla corta o una discesa a rete. Così nemmeno il terzo set offre particolari emozioni, anche perché Kavcic sembra un po’ in riserva e Blaz Rola finisce per recitare un monologo. Con tre break, dopo oltre due ore di partita, pone fine a ogni discussione e solleva il trofeo, il quinto in carriera. 

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Varillas e Griekspoor vincono il terzo challenger in carriera

Settimana di challenger a Biella e Praga, senza italiani particolarmente in luce. Vittoria e best ranking per Varillas e Griekspoor

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Tallon Griekspoor - Rotterdam 2019 (via Twitter, @abnamrowtt)

La finale del Challenger 80 di Biella 5 ha visto il trionfo del peruviano Juan Pablo Varillas, che ha avuto facilmente la meglio (6-3 6-1) sull’argentino Guido Andreozzi (n.197 ATP, ma n.70 nel 2019) che praticamente non è mai riuscito ad entrare in partita. Il Davisman peruviano ottiene immediatamente il break, facendogli subito capire che per lui non sarà un pomeriggio facile. Il contro-break di Andreozzi nel quinto game è un fuoco di paglia, perché Varillas si riprende ben presto il maltolto e incamera il primo set. Il 25enne peruviano parte a razzo anche nel secondo parziale e si prende un doppio break di vantaggio. I tentativi di recupero dell’argentino non portano a nulla, anche perché con il 38% sulla prima di servizio di solito non si va molto lontano. Con questa vittoria, Varillas ottiene anche il suo best ranking al n.133 ATP.

Nel torneo piemontese il miglior italiano è stato Federico Gaio, sconfitto ai quarti da Collarini. Fuori all’esordio Giustino, Giannessi, Vanni, Napolitano e Lorenzi.

CHALLENGER 100 PRAGA

 

Tallon Griekspoor, n.1 d’Olanda, vince il suo terzo trofeo Challenger superando in finale 5-7 6-4 6-4 il tedesco Oscar Otte (n.161 ATP), al termine di una finale molto combattuta e durata oltre due ore. Il primo set fila via liscio fino al 6-5 per Otte, e mentre tutti stanno già pensando al tie-break, il tedesco piazza in un attimo ben quattro vincenti con cui si aggiudica il primo set. Per tutta risposta, Griekspoor saggia la consistenza del terreno a colpi di racchetta. Anche il secondo parziale sembra mettersi male per l’olandese che nel quarto gioco perde il servizio e va sotto 3-1. Tutti in doccia? Nemmeno per sogno, la reazione di Griekspoor è veemente e la regola dei servizi salta completamente (alla fine si conteranno nove break). Si va così al terzo e decisivo set in cui la battaglia è all’ultimo colpo fino a che, sul 4-4, Otte perde nell’ordine il servizio, la calma (distrugge anche lui la racchetta) e la partita. La vittoria porta a Griekspoor anche il best ranking al n.130 ATP e il consolidamento della leadership olandese, distanziando di 24 posizioni Botic Van De Zandschulp. 

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Challenger Biella: Gaio spreca una grande occasione e si ferma ai quarti

L’azzurro, avanti 6-4 4-2, subisce la rimonta di Collarini e cede 6-1 al terzo

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Federico Gaio - ATP Challenger Todi 2020 (foto Felice Calabrò)

Federico Gaio getta al vento una grande occasione per accedere alle semifinali del Challenger 80 di Biella 5, facendosi rimontare (4-6 6-4 6-1) dall’argentino Andrea Collarini (n.215 ATP). Un vero peccato perché l’azzurro parte con il piglio giusto e brekka subito l’avversario. Poi il match diventa un po’ confuso, anche se, in un alternarsi di break e contro-break (a fine set saranno ben cinque), l’azzurro riesce a tenere il pallino e a chiudere il parziale in proprio favore.

La musica sembra la stessa nel secondo set perché Gaio continua a infierire con la palla corta e nel quinto gioco viene anche aiutato da un doppio fallo di Collarini che gli concede l’ennesimo break. Il faentino si porta così avanti 4-2 e, nel gioco successivo, ha un’altra palla break che assomiglia molto a un match point. L’argentino sventa il pericolo con un bel diritto inside-in e, a questo punto, la famosa nemesi del tennista colpisce Gaio in modo particolarmente crudele. Da qui alla fine il nostro tennista riuscirà ad aggiudicarsi un solo game e non potrà nulla per fermare un Collarini tornato improvvisamente in grande fiducia.

Il 57% di punti sulla prima e il 37% sulla seconda spiegano in gran parte i sei break subiti. Un vero peccato, anche se bisogna dire che, ancora una volta, Federico è stato l’ultimo italiano ad alzare bandiera bianca, confermando una buona continuità di rendimento in questa prima parte di stagione. Fuori invece al primo turno Alessandro Giannessi che, dopo tanti buoni risultati, accusa un passaggio a vuoto contro il Davisman peruviano Juan Pabro Varillas (n.150 ATP). Fatale il primo turno anche per tutti gli altri azzurri: Lorenzo Giustino contro il bulgaro Dimitar Kuzmanov, Luca Vanni contro l’argentino Leo Mayer, Paolo Lorenzi nel derby contro Gaio e il padrone di casa Stefano Napolitano che non riesce ad uscire dal suo cono d’ombra inanellando l’undicesima sconfitta consecutiva. Non erano riusciti a superare le qualificazioni Bonadio, Viola e i due piemontesi Rondoni e Reitano.

CHALLENGER 80 PRAGA

L’unico italiano in gara era Roberto Marcora che purtroppo ha avuto poca fortuna contro il forte australiano Marc Polmans (n.147 ATP), cedendo 7-6 6-2 al termine di un incontro dove il primo set è stato ovviamente decisivo. In un torneo che si sta allineando ai quarti di finale il nostro favorito è lo slovacco Norbert Gombos (n.89 ATP) che al secondo turno si è sbarazzato (6-3 6-7 6-3) del forte polacco Kacper Zuk (n.176 ATP) in quella che potrebbe essere stata una vera finale anticipata.

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Challenger: manca la ciliegina sulla settimana da sogno di Flavio Cobolli, sconfitto in finale a Roma

Il (quasi) 19enne si ferma in finale contro Juan Manuel Cerundolo, ma rimangono la stupenda settimana e il salto di oltre 400 posizioni. Bonzi vince a Ostrava

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Recentemente eravamo stati un po’ ‘duri’ con Flavio Cobolli, e avevamo scritto che era ora di passare dalla fase dei complimenti a quella dei risultati. Il tennista romano ci ha evidentemente ascoltati e con la finale del Challenger di Roma 2 ha coronato un mese di risultati incredibili. Per lui la vittoria nel Future di Antalya, il secondo turno a Roma 1, superando le qualificazioni, e appunto la finale a Roma 2, torneo in cui ha onorato al meglio la wild card ricevuta dagli organizzatori.

Il quasi 19enne (li compirà il 6 maggio) non solo migliora il proprio best ranking, salendo al n.449 con un guadagno di oltre 400 posizioni, ma soprattutto da oggi in poi avrà la consapevolezza di essere ormai competitivo anche a questo livello. Ok, la finale non è andata benissimo e l’argentino Juan Manuel Cerundolo (n.176 ATP, ventenne) ha confermato quanto di buono fatto in questo 2021 (lo ricordiamo vincitore a sorpresa all’ATP 250 di Cordoba in febbraio). Cerundolo farà sicuramente strada, forse ancor più del fratello Francisco, di tre anni più anziano e già giocatore temuto quando si gioca sulla terra battuta.

La finale è partita in salita per Cobolli, brekkato nel terzo e poi di nuovo nel quinto gioco. Cerundolo ha comandato gli scambi col suo drittaccio incrociato (che nella sua rotazione estrema ricorda un po’ quello di Nadal, ci sia consentito il paragone con le dovute proporzioni) che alterna sapientemente con quello lungolinea, piatto e velocissimo. Anche nel secondo set l’azzurro ha fatto difficoltà a entrare in partita ma bisogna riconoscergli la capacità di rimanere aggrappato coi denti alla partita fino al 3-3; lì, in pochi minuti, ha giocato i tre colpi della vita strappando il servizio e il set all’argentino. Nel parziale decisivo si è alzato ulteriormente il livello del gioco mentre è diminuita l’importanza del servizio. Si sono visti break e contro-break continui, momenti di nervosismo (Cobolli ha preso un warning per ‘racket abuse’), fino allo sprint finale di Cerundolo che nell’ottavo gioco ha strappato il servizio decisivo senza concedere repliche a Flavio. 

 

Probabilmente questa sfida (Cobolli è un 2002, Cerundolo un 2001) è destinata a ripetersi spesso nei prossimi anni. Da parte nostra possiamo dire che in occasione del compleanno di Cobolli, il prossimo 6 maggio, Ubitennis gli dedicherà un’intervista esclusiva. 

CHALLENGER 80 OSTRAVA

Costretto al ritiro in semifinale il nostro favorito, il francese Arthur Rinderknech, è toccato all’argentino Renzo Olivo (n.231 ATP ma in top 100 nel 2017) sfidare in finale l’altro francese Benjamin Bonzi (n.126 ATP). Il transalpino è sceso in campo da favorito e ha rispettato il pronostico senza troppe difficoltà: 6-4 6-4 il risultato in suo favore. Olivo ha fatto il possibile, strappando anche tre volte il servizio all’avversario ma… lo ha perso cinque volte, dunque alla fine è inevitabile che i conti non (gli) tornino. Il suo gioco è troppo prevedibile ed è stato sempre Bonzi ad avere il pallino del gioco, al netto di qualche momento di comprensibile distrazione. Per lui secondo titolo in stagione, dopo quello di Potchefstroom sul cemento sudafricano e nuovo best ranking al n.115 ATP. 

CHALLENGER 50 SALINAS 2

Al momento in cui stiamo scrivendo nel Challenger ecuadoregno (per ovvi motivi di fuso orario) si deve ancora concludere la finale che oppone il cileno Nicolas Jarry (n.327 ATP), già vincitore qui la settimana scorsa e letteralmente tarantolato al rientro dopo la squalifica per doping, e il padrone di casa Emilio Gomez (n.204 ATP) che in semifinale ha approfittato del ritiro del biondo ossigenato (voto molto basso al parrucchiere) Thiago Agustin Tirante. L’incontro, molto combattuto, è stato interrotto sul 3-3 al terzo set dopo la vittoria del primo set di Jarry (6-4) e del secondo di Gomez (7-6, con due match point annullati a Jarry).

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