Dominic Thiem non giocherà a Belgrado: problema al ginocchio

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Dominic Thiem non giocherà a Belgrado: problema al ginocchio

Inizio di stagione problematico per il campione dello US Open, che tornerà a Madrid. Berrettini sarà tds N.2 del torneo serbo dietro a Djokovic

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Dominic Thiem - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Continuano gli acciacchi per Dominic Thiem, che, dopo essersi chiamato fuori da Miami e Montecarlo per un problema al piede, non sarà presente alla prima edizione del torneo di Belgrado per un infortunio al ginocchio; al momento la sua intenzione è quella di tornare in campo a Madrid.

Queste le parole di Thiem sul suo sito: “Il 2021 non vuole andare per il verso giusto. Sfortunatamente dovrò cancellare la mia presenza della settimana prossima a Belgrado, la città natale di Novak Djokovic. Ho avuto dei dolori al ginocchio, e quindi mi sono fatto visitare da un medico. Non è un grosso problema ma è necessario che lo tenga sotto controllo; non sono abbastanza in condizione per giocare la prossima settimana. Mi dispiace moltissimo, perché non vedevo l’ora di giocare in questo torneo; sperò che potrò esserci nel 2022″.

“Questa rinuncia fa sì che il mio ritorno in campo sia posticipato a Madrid, ha continuato. “Voglio essere in completa salute per l’inizio di maggio, così da poter giocare al mio livello. Ci sono comunque delle buone notizie: il mio coach, Nicolas Massu, è arrivato ieri in Austria; continueremo a seguire il nostro programma di allenamenti, anche se al momento dobbiamo essere cauti. Nel frattempo ho lavorato sulla mia condizione atletica con uno sports scientist, Mike Reinprecht. Il grande obiettivo prima dell’estate è senza dubbio il Roland Garros – a Parigi dovrò essere al meglio“.

 

L’austriaco sarebbe stato la tds N.2 in Serbia alle spalle di Djokovic; il seeding passerà ora a Matteo Berrettini. Il suo forfait si aggiunge a quello di qualche settimana fa di Wawrinka (che si è operato al piede) e a quello più recente di Monfils (problema al polpaccio accusato alla vigilia di Montecarlo).

Qui l’entry list aggiornata del torneo di Belgrado e degli altri eventi della prossima settimana

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Uno tra Delbonis e Opelka giocherà la semifinale a Roma. Per ‘colpa’ di Auger-Aliassime

In uno spicchio di tabellone mal presidiato da Medvedev e Schwartzman, si sono infilati un terraiolo di seconda fascia e un gigante americano

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Reilly Opelka alle Davis Cup Finals 2019 a Madrid (foto Kosmos Tennis)

Il titolo è una piccola provocazione, ma sintetizza il motivo per cui due giocatori che è abbastanza improbabile trovare in un quarto di finale di un Masters 1000 – Reilly Opelka e Federico Delbonis, quest’ultimo all’esordio – si contenderanno un posto tra i primi quattro al Foro Italico.

In uno spicchio di tabellone presidiato per metà da teste di serie allergiche alla terra (Medvedev e Hurkacz) e per metà da teste di serie in un brutto momento di forma (Goffin e Schwartzman), uno come Felix Auger-Aliassime aveva quasi il dovere di infilarsi, o quantomeno di provarci davvero. E invece ci ha provato per un set solo con l’ottimo Federico Delbonis, che reduce dal buon ottavo perso a Madrid contro Berrettini è addirittura riuscito a fare un passo in più qui a Roma. Per dirla in un altro modo, l’argentino ha spiegato al neo-allievo di Toni Nadal (che probabilmente ha intuito quanto il lavoro da fare non sia banale) come si gioca a tennis sulla terra. Anche grazie alla carta d’identità più vecchia di dieci anni.

Questione di serenità, che Delbonis può sicuramente vantare in queste settimane e invece manca del tutto a Felix, che nelle poche risposte pronunciate a mezza bocca – e in francese – in conferenza stampa ha parlato di partita difficile, di occasioni sfumate con la rassegnazione che non dovrebbe appartenere a un quasi ventunenne nel pieno delle forze.

 

Considerando l’attitudine alla superficie, però, stupisce molto di più l’exploit di Opelka. Lo statunitense si è presentato in Italia col misero pedigree di due (DUE!) vittorie in carriera sulla terra a livello ATP e in mezza settimana ne ha messe in fila tre, contro Gasquet, Musetti e Karatsev. L’ottavo con Karatsev (7-6 6-4) è stato un prevedibile tiro al piattello in cui i numeri al servizio sono stati gemelli (entrambi hanno vinto tre punti su quattro) ma sostanzialmente Opelka è stato chirurgico nelle occasioni che ha avuto mentre l’altro ha sciupato. Nello specifico due set point nel tie-break del primo.

Così, ad aprire il programma di venerdì sulla Grand Stand Arena sarà uno dei quarti più improbabili che ci si potesse attendere. Per colpa d’altri, ma certo anche per merito di un terraiolo esperto e di uno che sulla terra, invece, si guardava bene persino dal giocarci con una certa frequenza.

Il tabellone completo

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Challenger

Challenger: il coraggio non basta a Giannessi, niente quarti a Heilbronn. Cerundolo vola

Nessun italiano è rimasto in gioco nei due challenger in corso questa settimana. A Zagabria brilla ancora Cerundolo, sempre più padrone della terra ‘minore’

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Alessandro Giannessi - ATP Challenger Todi 2020 (foto Felice Calabrò)

Con tutti i riflettori giustamente puntati sul Foro Italico, c’era il solo Alessandro Giannessi a difendere i colori italiani al Challenger 100 di Heilbronn. Lo ha fatto con la solita grande tenacia, prima superando il forte indiano Prajnesh Gunneswaran (n.148 ATP), per poi cedere 6-7 7-6 6-4 al colombiano Daniel Elahi Galan (n.110 ATP), al termine di una drammatica partita durata oltre tre ore.

L’incontro inizia con un break per Giannessi nel terzo game e un quasi immediato contro-break che permette a Galan di rientrare sul 3-3. Inevitabile il tie-break in cui lo spezzino lascia l’avversario a quattro soli punti. Nel secondo parziale si segue l’ordine dei servizi, nonostante qualche buona occasione da parte di entrambi, fino a quando sul 5-5 succede un po’ di tutto: entrambi si strappano a vicenda il servizio per affidarsi di nuovo al tie-break in cui, sul 6-6, un nastro dispettoso regala il set a Galan. Giannessi, scivolato a terra nel disperato tentativo di recupero, si lascia andare a un momento di sconforto ‘Questo è troppo!’ sono le parole che ripete più volte, disperato e senza la forza di rialzarsi.

Normalmente dopo episodi del genere si è pronti per la doccia, ma questo non è nel DNA di Giannessi che, pur in difficoltà, lotta coraggiosamente fino a che nel decimo game il colombiano non si procura due palle break con un miracoloso recupero su un bel pallonetto di Giannessi. Il nostro, sfinito e demoralizzato, mette in rete l’ultimo diritto.

 

Perso il nostro rappresentante, l’epilogo più accattivante del torneo parrebbe essere la vittoria di quel vecchio leone di Philipp Kohlschreiber. Il 37enne tedesco, che sta spendendo su palcoscenici minori gli ultimi spiccioli di una carriera dignitosissima (nel 2012 è stato anche n.8), forse non appare simpaticissimo, con quell’aria apparentemente da saputello, quasi da professore del gioco. Ma se l’è guadagnata: bene come lui hanno giocato in pochi.

ZAGABRIA – Al Challenger 80 di Zagabria l’unico italiano in gioco era Matteo Viola che non ha avuto fortuna al primo turno di qualificazione, dove ha affrontato la testa di serie n.1, l’ecuadoregno Emilio Gomez (n.182 ATP). Il veneto ha venduto cara la pelle, ha tenuto in campo l’avversario oltre due ore e mezza ma alla fine è stato costretto ad arrendersi 7-5 6-7 6-1. Il torneo, allineato ai quarti di finale, ha perso per strada qualche protagonista, ma non quello più atteso: Juan Manuel Cerundolo. Il 19enne argentino, dopo la recente vittoria al Challenger di Roma 2, ha già eliminato Federico Coria (testa di serie n.1) e si candida a prenderne il posto come favorito. Il suo grande talento e il suo incredibile stato di forma ci convincono a sposare questa ipotesi. Sulla sua strada faranno opposizione Juan Pablo Varillas, il peruviano che ha appena vinto a Biella 5 e l’altro argentino Sebastian Baez (vent’anni e n. 218 ATP). 

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Roma, Djokovic in crescendo: steso Davidovich Fokina, adesso un quarto di finale da top 10

Poco più di un’ora è bastata al numero uno ATP per superare lo spagnolo, messo subito fuori dalla partita. “Ho vinto bene – ha commentato -, contro Berrettini o Tsitsipas mi attende una grande sfida”

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Novak Djokovic - Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

In attesa di un quarto di finale nobile (affronterà Stefanos Tsitsipas), Novak Djokovic ha archiviato velocemente l’inedito incrocio con l’emergente Alejandro Davidovich Fokina, 21 anni. Uno che di tempo ne avrà per togliersi di dosso la fisiologica timidezza che viene fuori questi livelli. Dopo aver lottato contro Medvedev a Madrid, lo spagnolo – risalito dalle qualificazioni – si è questa volta schiantato su un ostacolo più alto. Eppure il primo set, per la testa di serie numero uno degli Internazionali, è arrivato a destinazione più facilmente di quanto potesse sembrare in avvio. Questo perché il numero 48 ATP era partito anche bene: subito prendendosi il break al primo game, poi facendosi applaudire per un pregevole lob e – in sostanza – costringendo Djokovic ad alzare immediatamente il livello.

ACCELERATA – Sul 2-2, in ogni caso, il serbo ha cambiato passo tra accelerazioni improvvise sulle diagonali e palle corte che hanno spezzato il ritmo da fondo campo. Il primo parziale si è concluso con 11 punti su 12 finiti dalla parte di Djokovic, che ha spaccato così la partita intimidendo l’avversario anche sul piano psicologico. Un significativo passo in avanti in termini di sicurezza rispetto al primo turno, quando ha superato Fritz viaggiando però a marce più basse. Totalmente senza storia il secondo set, in cui Davidovich Fokina non è mai riuscito a tenere il servizio se non alla fine, giusto in tempo per evitare il peso del 6-0. Pratica archiviata in un’ora e undici minuti, con lo sguardo subito puntato sulla Grand Stand Arena per scoprire il prossimo avversario.

In ogni caso affronterò un top 10 – ha commentato Nole in sala stampa – sono contento di come ho vinto oggi e sicuramente andrò incontro a una grande sfida. Berrettini non mi ha sorpreso raggiungendo la finale di Madrid. È vero, è stato infortunato (e quindi protetto dalla classifica, ndr), ma si è guadagnato del tutto la posizione che ha raggiunto“. Purtroppo, nonostante le belle parole di Nole, non sarà Berrettini a sfidarlo ai quarti ma Stefanos Tsitsipas. Il greco ha severamente impegnato Djokovic nell’ultimo confronto al Roland Garros, allungandolo fino al quinto set.

 

Ma il numero uno ha voglia di rivincita. Dopo le delusioni di Montecarlo e Belgrado, per Djokovic Roma sembra in ogni caso il posto giusto per riavvicinarsi agli standard di inizio stagione. “Mi sento sempre a casa quando vengo agli Internazionali – ha raccontato -, non soltanto per i tifosi, anche per il rapporto con gli organizzatori, persino gli autisti che mi portano in giro. Probabilmente aiuta il fatto che parlo italiano. ‘La gioia della vita’, come dicono qui“.

Il tabellone maschile di Roma con tutti i risultati aggiornati

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