Flavio Cobolli, classe 2002, giocherà a Roma la sua prima finale in un torneo Challenger

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Flavio Cobolli, classe 2002, giocherà a Roma la sua prima finale in un torneo Challenger

Coetaneo di Lorenzo Musetti, sfiderà Juan Manuel Cerundolo per vincere il suo primo titolo challenger (ore 11). Un mese fa aveva vinto il suo primo titolo ITF. Entrerà tra i primi 450 del mondo

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Flavio Cobolli al Challenger Roma Garden 2

Nato il 6 maggio 2002, quindi prossimo a compiere 19 anni, alla quarta esperienza nel circuito Challenger Flavio Cobolli raggiunge già la sua prima finale. Succede al Roma Garden 2, la seconda edizione in due settimane del challenger che si gioca nell’omonimo circolo della capitale. La prima era stata vinta da Andrea Pellegrino, che questa settimana è stato sconfitto ai quarti di finale proprio dal sorprendente Cobolli, in tabellone grazie a una wild card. Un invito pienamente meritato per aver superato le qualificazioni del Roma Garden 1, dove era stato sconfitto al secondo turno dallo stesso Pellegrino – futuro vincitore del torneo.

Il percorso di Flavio Cobolli (n.639 del mondo, ma è già sicuro di guadagnare quasi 200 posizioni e diventa almeno n.449 del mondo) è stato netto, senza set persi: 2-0 al canadese Diez (178 del mondo), a Danilo Petrovic (n.157), a Pellegrino e poi al turco Cem Ilkel in semifinale. In finale (alle ore 11) affronterà un altro teenager, l’argentino Juan Manuel Cerundolo, che quest’anno ha già vinto un titolo nel circuito maggiore a Cordoba.

La crescita di Cobolli, allenato da papà Stefano (ex 236 ATP), è apparsa evidente negli ultimi mesi. Nel 2020 ha vinto il Roland Garros junior in coppia con Dominic Stricker e poco prima di recarsi a Roma per la due settimane di challenger, nella città in cui vive e si allena (presso la Roma Tennis Academy), Cobolli aveva vinto il primo titolo professionistico in quel di Antalya, a inizio aprile.

 

Con questa finale, raggiunta come detto appena alla quarta partecipazione in un torneo di categoria (oltre alle due esperienze romane, era stato sconfitto al primo turno a Bergamo nel 2020 e a Biella un paio di mesi fa), Flavio Cobolli si affiancherà a Carlos Alcaraz (2003), Holger Rune (2003), Lorenzo Musetti, Dominic Stephan Stricker e Harold Mayot (tutti 2002) nel ristretto gruppo dei teenager compresi in top 500. Parliamo dei giocatori nati dal 2002 in poi, escludendo quindi i classe 2001 come Sinner che hanno compiuto o devono compiere vent’anni nella stagione in corso.

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Challenger: Seppi e Pellegrino conquistano i quarti a Nottingham e Lione

Andreas Seppi se la vedrà con il polacco Majchrzak, Andrea Pellegirno sfiderà Pablo Cuevas

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Andreas Seppi - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Settimana ricca d’impegni nel circuito Challenger, che riprende a pieno ritmo, mentre il Roland Garros entra nella sua seconda settimana. Ben cinque i tornei in programma, il più importante dei quali è indubbiamente il Challenger 125 di Nottingham dove si cominciano ad affilare le armi in vista di Wimbledon. Andreas Seppi, che sull’erba si è sempre trovato a proprio agio, raggiunge i quarti di finale battendo prima il cinese Zhizhen Zhang (n.175 ATP) e poi il francese Antoine Hoang (n.133 ATP), contro il quale prima domina, poi spreca (l’altoatesino nel secondo set è andato a servire sul 5-4, per poi perdere il tie-break) e alla fine chiude con autorità il terzo set: 6-4 6-7 6-2 il risultato finale. Nei quarti affronterà il polacco Kamil Majchrzak (n.126 ATP) in un incontro che si prospetta molto equilibrato.

Federico Gaio si ferma invece al primo turno contro il forte ucraino Illya Marchenko (n.161 ATP) che lo batte nettamente 6-2 6-3, confermando come l’erba non sia la sua superficie preferita. Uscita prematura anche per Thomas Fabbiano che, proprio contro Hoang, lotta strenuamente ma perde entrambi i tie-break. Peccato perché il pugliese ha un buon feeling con i prati inglesi, come confermano le sue vittorie a Wimbledon contro Wawrinka e Tsitsipas.

Ovviamente la terra battuta rimane protagonista del circuito, a cominciare dal Challenger 100 di Lione, dove Andrea Pellegrino, unico italiano in gara, riesce a prevalere 7-6 3-6 6-3 sul francese Maxime Janvier (n.226 ATP), al termine di un incontro non bello ma intenso, in cui l’azzurro ha sempre fatto gara di testa. Nei quarti dovrà affrontare il veterano uruguagio Pablo Cuevas (n.92 ATP e prima testa di serie), un avversario che sulla terra rossa non vorresti mai incontrare.

Nessun italiano in gara nel Challenger 90 di Bratislava, mentre Gian Marco Moroni, Lorenzo Giustino e Riccardo Bonadio si sono spinti fino in Kazakistan per difendere i colori azzurri nel Challenger 80 di Almaty. Poca fortuna per la nostra spedizione, con il solo Moroni che riesce a superare un turno per poi essere fermato in poco più di due ore (2-6 6-3 6-1) dal belga Kimmer Coppejans (n.174 ATP) che, tra un break e l’altro, è appena un po’ più bravo a difendere il proprio servizio. Male Lorenzo Giustino (6-4 3-6 6-2 contro il 20enne padrone di casa Timofey Skatov) e Riccardo Bonadio che ha qualcosa da rimproverarsi nella sconfitta (6-4 4-6 7-5) contro l’altro kazako Denis Yevseyev (n.385 ATP).

Con questa ricca offerta europea è abbastanza normale che nessuno dei nostri abbia varcato l’oceano per andare a giocare il Challenger 80 di Orlando, a parte ovviamente Paolo Lorenzi che da quelle parti abita. Poco fortunato il suo torneo che si conclude prematuramente contro lo statunitense Sam Riffice, certo non un fulmine di guerra, con il risultato di 6-2 6-4. Temiamo che i brutti risultati di questo 2021 stiano insinuando dei dubbi nella mente del nostro veterano. Niente di male per carità, se anche un certo Valentino Rossi è alle prese con analoghe valutazioni. L’unica cosa che può forse rimandare il suo ritiro è il desiderio di battere il record assoluto di 423 vittorie nel circuito Challenger: al momento gliene mancano solo tre per raggiungere lo spagnolo Ramirez Hidalgo. Favorito indiscusso del torneo il 20enne statunitense Jenson Brooksby (n.163 ATP), cui proverà a lanciare il guanto di sfida il cileno Nicolas Jarry che, dopo il rientro, sta alternando buone prestazioni a momenti di amnesia agonistica.

 

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Challenger: prima vittoria per Rune, torna al successo Sock

Holger Rune conquista la settima e ultima tappa del Challenger di Biella superando in finale Trungelliti. Jack Sock si ritrova a Little Rock

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Jack Sock - ATP Challenger Little Rock 2021 (via Twitter, @ATPChallenger)

Il Challenger 80 di Biella (settimo e ultimo della serie) finisce con il danese Holger Rune che, dopo oltre tre ore di gioco, si lascia cadere a terra, stremato, dopo aver regolato in finale l’argentino Marco Trungelliti 6-3 5-7 7-6. La settimana scorsa il 18enne danese aveva perso la finale di Oeiras (sconfitto in tre set dal portoghese Gastao Elias), ma si era capito che i tempi erano maturi per la sua prima vittoria a livello Challenger. La partita è stata brutta, sporca e cattiva ma la superiorità di Rune è apparsa chiara a tutti fin dai primi scambi. Troppo modesto il livello del veterano argentino per impensierire l’avversario.

Eppure Trungelliti ha lottato con coraggio (in fin dei conti ‘garra’ è parola argentina), ben deciso a sfruttare quella che potrebbe essere la sua ultima occasione per rilanciare una carriera declinante. Già nel terzo game Rune spreca una palla break, ma sono prove tecniche di sorpasso. Sul 3-3 c’è il break e un altro segue a ruota sul 5-3. A questo punto il ragazzo si distrae, si balocca con la palla corta e Trungelliti carica a testa bassa: break immediato e tentativo di fuga. Ma il contro break è altrettanto rapido, così il set prosegue in parità fino al 5-5 quando Rune, con una smorzata sbagliata, concede due palle break. Sulla seconda commette anche un doppio fallo e allora ci si rivede al terzo. Nel quale le cose sembrano mettersi male per il danese che non solo va sotto di un break, ma subito dopo è costretto anche a chiedere un medical time-out.

L’argentino, dal canto suo, ha diverse palle break che però in gran parte spreca (ne trasformerà solo 4 su 13), almeno fino al 5-5 quando sull’ennesima palla corta mal eseguita da Rune non può proprio esimersi. Va così a servire per il match e sul 30-0 corregge una chiamata arbitrale concedendo una palla all’avversario, di suo già piuttosto nervoso. Se ne pentirà perché il danese con un ultimo scatto brekka per poi andare a vincere (a cinque) il tie-break decisivo. Holger Rune alza quindi il suo primo trofeo Challenger e scala ancora la classifica, salendo alla posizione n.236.

Al challenger 80 di Little Rock (Arkansas) è andata in scena la finale più giusta, tra il redivivo Jack Sock (n.248 ATP ma ex top 10 nel 2017) e il solido ecuadoregno Emilio Gomez (n.179 ATP). Meritatissima la vittoria del 28enne statunitense che torna ad alzare un trofeo dopo due anni tribolatissimi (operazione al pollice e discopatia) che non solo lo avevano fatto scivolare in classifica, ma avevano messo in serio dubbio il prosieguo della sua carriera. Il 7-5 6-4 con cui ha regolato Gomez è stato molto più netto di quanto non indichi il punteggio. Sock è apparso solido al servizio e molto reattivo a rete, concedendo all’avversario solo due chance: una palla break nel primo set e quattro, di cui tre consecutive, nell’ottavo game del secondo set. In entrambe le occasioni è rimasto lucido e ha indotto all’errore l’ecuadoregno. Tutti felici per questo ritorno alla ribalta di Sock che risale anche al n.224 ATP, certo molto lontano da quell’ottavo posto che conquistò nel novembre 2017 con la vittoria al Master 1000 di Parigi Bercy. Ma la stagione è ancora lunga.

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Jacopo Berrettini ai quarti del Challenger di Biella

Battuto 6-4 al terzo l’indiano Ramanathan, nei quarti il fratello di Matteo se la vedrà con Trungelliti

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Jacopo Berrettini (foto Antonio Milesi)

Mentre a Parigi Matteo Berrettini batte Federico Coria, a Biella il fratello Jacopo (n.532 ATP) cerca di non essere da meno e conquista i quarti di finale del Challenger 80 piemontese, superando in rimonta 5-7 6-1 6-4 l’indiano Ramkumar Ramanathan (n.216 ATP). Il tennista romano parte forte e nel sesto game va avanti di un break che però, su una volée sbagliata, restituisce subito. Sul 5-5 Jacopo perde di nuovo il servizio e a seguire anche il set. È bravo però a mantenere la calma e a non farsi prendere dalla fretta di recuperare. La sua palla si fa più penetrante e comincia a cercare con insistenza gli angoli. L’indiano va in difficoltà e cede il secondo set quasi senza lottare. Lotta che invece ci sarà nel parziale decisivo. I due giocatori si scambiano break e contro break, ma quello decisivo è di Berrettini che chiude al secondo match point.

Gli altri italiani soffrono tutti parecchio. Quello che va più vicino alla vittoria è Andrea Pellegrino che infatti sta attraversando un ottimo momento di forma. Purtroppo, dopo aver superato al primo turno in rimonta l’argentino Camilo Ugo Carabelli, gli è stato fatale l’incrocio col polacco Kacper Zuk (n.173 ATP), uno degli atleti più caldi di questa prima parte di stagione. La vittoria di Zuk (7-5 7-5) è stata molto contrastata, soprattutto in un secondo set che ha visto l’azzurro servire sul 5-4. Fuori al secondo turno anche Lorenzo Giustino che perde 6-4 6-2 dall’argentino Marco Trungelliti. Un solo break contro i quattro subiti e modestissime percentuali al servizio spiegano molto del match. Trungelliti sarà l’avversario di Berrettini nei quarti di finale.

Roberto Marcora perde col brasiliano Meligeni Rodrigues (n.236 ATP), Luca Nardi soccombe nel derby con Lorenzo Giustino, Raul Brancaccio è a sua volta vittima di Kapcer Zuk e Flavio Cobolli accusa una battuta d’arresto, dopo un mese indimenticabile, contro l’esperto portoghese Gastao Elias (n.253 ATP) che lo batte in rimonta 1-6 6-3 6-4. Discorso a parte merita Stefano Napolitano che, perdendo contro il francese Alexandre Muller, continua il suo percorso di sofferenza. Una stagione davvero difficile la sua.

 

Nessun italiano in tabellone al Challenger 80 di Little Rock che deve ancora allinearsi ai quarti di finale. Primo turno fatale per molti dei protagonisti più attesi, a partire dal cileno Nicolas Jarry e dal promettente americano Zachary Svajda. Già entrato nei quarti di finale il tennista di Taipei Jason Jung (n.160 ATP) che ha difeso brillantemente la sua prima testa di serie e si pone come serio candidato alla vittoria finale. Proveranno a mettergli i bastoni tra le ruote l’ecuadoregno Emilio Gomez (n.179 ATP) o, perché no, il padrone di casa Jack Sock che sta disperatamente cercando di tornare ai suoi livelli (nel 2017 fu top 10), dopo due anni tormentati da mille infortuni.

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