ATP Madrid: fuori Rublev e Tsitsipas, i finalisti di Montecarlo. Brilla Ruud

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ATP Madrid: fuori Rublev e Tsitsipas, i finalisti di Montecarlo. Brilla Ruud

MADRID – Fuori la testa di serie n. 6 a suon di ace, Thiem rischia un set contro de Minaur. Bublik frena Karatsev

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Casper Ruud - ATP Madrid 2021 (ph. Alberto Nevado)

dal nostro inviato a Madrid

La quinta giornata dell’ATP 1000 di Madrid è stata sicuramente la più intensa con tutti gli ottavi di finale spalmati su due campi. Probabilmente ci si aspettava qualche italiano in più – oltre a Berrettini – considerando le ottime prestazioni dei tennisti azzurri nelle passate settimane, ma comunque non ci si può lamentare delle prestazioni offerte dai 16 tennisti che hanno raggiunto questo traguardo. Sette di loro erano all’esordio assoluto nella capitale spagnola, quindi per nulla abituati all’altura e alla condizioni più rapide rispetto agli altri tornei sulla terra rossa. Non sorprende più di tanto, dunque, che quasi tutti facciano delle accelerazioni da fondo il loro punto di forza: Berrettini, Rublev, Karatsev, Bublik, Popyrin, e i due intenditori di terra Ruud e Garin. Tra questi sono stati eliminati in tre (Rublev, Karatsev e Popyrin), e tra i tre vincitori spicca Ruud che ha colto una vittoria assai prestigiosa contro Tsitsipas. Eliminato anche l’altro finalista di Montecarlo, Andrey Rublev.

GRANDE RUUD, FUORI TSITSI – Il tonfo più rumoroso di giornata, se consideriamo che la sconfitta del n.2 Medvedev stupisce fino a un certo punto, è la sconfitta del quarto favorito Stefanos Tsitsipas, vincitore dell’altro Masters 1000 giocato quest’anno sulla terra (Montecarlo). Evidentemente l’aria dell’Arantxa Sanchez Stadium oggi deve aver avuto un buon effetto sul servizio, dato che Casper Ruud proprio con questo colpo ha dominato nei suoi turni contro uno dei tennisti più in forma della stagione. Questo successo rappresenta il più importante della sua carriera, il primo contro un top 5 che arriva come prevedibile sulla superficie a lui più congeniale, dove contro Bublik giocherà il terzo quarto di finale consecutivo (sulla terra) in un torneo 1000.

 

Il primo set è volato rapido fino al tie-break in cui due imprecisioni (una di volo, una col dritto) sono costati il set al greco. Anche nel secondo parziale è bastato un passaggio a vuoto per decretare il vincitore: due doppi falli, un dritto in rete e lo scambio più bello del match vinto da Ruud sono valsi a quest’ultimo il break nel settimo game (l’unico del match). Il norvegese alla battuta è stato ed è rimasto sino alla fine una roccia, tanto che il 7-6(4) 6-4 maturato in un’ora e 33 minuti conferma il trend delle partite precedenti: Ruud non ha ancora concesso palle break nel torneo.

THIEM SUDA PARECCHIO CON DE MINAUR – Il match di apertura sul centrale ha trovato poco coinvolgimento da parte dello scarno pubblico presente ma i due contendenti, Dominic Thiem e Alex de Minaur, ce l’hanno messa tutta per offrite un buon spettacolo e spesso ci sono riusciti. De Minaur nel primo set tiratissimo è stato più aggressivo e più vicino alla linea mentre l’austriaco ha giocato un po’ più di rimessa. A rete entrambi se la sono cavati molto bene e non sono mancate delle prodezze. Nel tiebreak del primo parziale hanno avuto un set point a testa (annullati entrambi con passanti di rovescio lungolinea) e tutto si è deciso con un paio di colpi profondi del n. 4 del mondo che gli sono valsi il mini-allungo decisivo. Nel secondo set si sono abbassati i ritmi e sono aumentati gli errori: i due tennisti al servizio sono stati tutt’altro che incisivi ma purtroppo per il n. 24 del mondo, la differenza l’ha fatta la sua imprecisione con i colpi da fondo soprattutto con rovescio. Poco meno di due ore alla fine sono servite a Thiem per avere la meglio 7-6(7) 6-4 sul 22ene ancora alla ricerca della sua prima vittoria in carriera contr un top 5.

Dominic Thiem – Madrid 2021 (ph. Mateo Villalba)

KARATSEV SPENTO, PASSA BUBLIK – Dall’incontro inedito tra Alexander Bublik e Aslan Karatsev è venuto fuori il nome del primo tennista a raggiungere i quarti a Madrid. Per il kazako non c’è stata molta differenza tra prima e seconda di servizio e questo, oltre a dargli ace inaspettati ha comportato anche qualche doppio fallo di troppo. Anche Aslan però è sembrato sentire la pressione nei game iniziali un po’ come gli era capitato ieri con Schwartzman; dopo uno scambio di favori iniziale comunque i due hanno iniziato a macinare con la battuta fino al decimo game. Lo stile tutto d’anticipo di Karatsev ha impedito alla maggior manualità di Bublik di emergere, e quest’ultimo si è dovuto limitare ad un gioco prevalentemente di spinta alternato da palle alte e senza peso. Questo ha mandato fuori giri il n. 27 del mondo che ha ceduto il primo set 6-4 con un break proprio nel finale. Nel secondo set Karatsev se possibile ha iniziato a prendersi ancora più rischi – scelta per lui inevitabile visto che era sotto di un set – ma non ha pagato. Il n. 44 del mondo è stato insuperabile alla battuta e grazie a vari errori da fondo del suo avversario, ha chiuso in un’ora e un quarto per 6-4 6-3. Bublik dà quindi continuità alla sua stagione brillante e dopo i quarti di finale raggiunti al Masters 1000 di Miami fa altrettanto qui a Madrid.

ISNER INSUPERABILE – Ha ancora cartucce da sparare il 36enne John Isner e in particolare oggi, sotto forma di ace, ha fatto fuoco ben 29 volte, 0 invece il suo avversario Anddeji Rublev. Il russo che fino ad oggi era in testa alla classifica di maggior numero di vittorie stagionali, 27, si è arreso per la seconda volta in carriera davanti l’americano col punteggio di 7-6(4) 3-6 7-6(4). Isner quest’oggi non è mai arrivato a palla break e nonostante ciò ha centrato il successo (è la decima volta che gli succede) e per la prima volta raggiunge i quarti a Madrid per la terza volta dove affronterà Dominic Thiem. La frustrazione di Rublev è stata palpabile per tutto il match a causa della sua incapacità di trovare soluzioni contro il servizio del n. 29 del mondo, e nel tiebreak decisivo un dritto vincente di Isner ha spostato l’ago della bilancia. Due ace, con l’ultimo a 232km/h, hanno poi messo la parola fine all’incontro con grande gioia del pubblico, quasi tutto dalla sua parte.

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ATP Halle: Federer va al minimo, Ivashka cede comunque in due set

Lo svizzero vince all’esordio contro il qualificato bielorusso nonostante molte incertezze in risposta. Affronterà il vincente di Auger-Aliassime vs Hurkacz

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[5] R. Federer vs [Q] I. Ivashka 7-6(4) 7-5

Il primo match su erba di Roger Federer dopo due anni ha avuto tutte le caratteristiche di un match di rodaggio che si è concluso nel modo più positivo possibile: una vittoria in due set..

Il bielorusso Ilya Ivashka aveva passato brillantemente le qualificazioni e specialmente nel primo set sembrava più a suo agio sul campo del suo pluridecorato avversario. Federer ha avuto enormi difficoltà alla risposta raccogliendo appena due punti fino al tie-break. Era stato dunque l’elvetico ad annullare le uniche palle break del parziale sul 15-40 nel quarto gioco. Federer è apparso guardingo e circospetto nei movimenti sulla scivolosa erba tedesca, attenzione che Roger ha spiegato così:
“Qui è molto diverso da Wimbledon, perché fanno crescere questi blocchi d’erba fuori e poi li portano dentro lo stadio. In pratica dopo un paio di giorni nella fascia centrale possono già esserci rimbalzi irregolari. A Wimbledon è tutto diverso. Quando ero giovane c’era l’idea che giocare una volée fosse sempre meglio di giocare un passante. Oggi non è più così.”

 

Una volta arrivato al tie-break, Federer ha ingranato la marcia in risposta prendendo più punti (3) di tutto il set in precedenza. Arrivato fino al 6-1, ha chiuso infine 7-4 dopo essersi concesso un doppio fallo.

Nel secondo set, Federer è più attento in ribattuta e sembra non avere alcuna intenzione di portarsi l’avversario fino al tie-break. Ha già un match point sul 5-4 annullato dal bielorusso con una tremebonda volée vincente deviata dal nastro. Infine cede la battuta nel dodicesimo gioco con l’elvetico capace di alzare ancora i giri del motore. In conferenza stampa Roger è apparso soddisfatto:
“Sono contento di aver superato questo primo test dopo che Parigi mi aveva già dato buoni segnali. Sono felice di giocare di nuovo sull’erba soprattutto”

Intanto già dagli ottavi di finale la qualità dei suoi avversari si alzerà notevolmente: Federer attende il vincente del match tra Felix Auger-Aliassime e Hubert Hurkacz.

Negli altri incontri di giornata si segnala il ritiro di David Goffin costretto ad abbandonare dopo una scivolata sul prato contro il francese Moutet.

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ATP Queen’s: Sinner subito eliminato da Draper

Jannik serve per il set in entrambi i parziali che poi cede al tie-break al coetaneo n. 309 della classifica

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[WC] J. Draper b. [3] J. Sinner 7-6(6) 7-6(2)

Inizia con una sconfitta l’avventura sui prati di Jannik Sinner, sconfitto in due tie-break dal coetaneo Jack Draper nonostante le tante occasioni che ha saputo crearsi. L’azzurro ha infatti avuto sei palle per il 5-0, ha servito per chiudere in entrambi i parziali e mancato due set point nel primo. Draper, però, non ha mai smesso di crederci, a partire da quel quinto gioco – e soprattutto una volta vinto – che a conti fatti ha fatto la differenza.

È stato in assoluto il sesto incontro sull’erba per Jannik, il secondo in un tabellone principale, ovviamente tutti risalenti al 2019, sia per lo stop forzato dei circuiti di dodici mesi fa, sia per la scelta (se di scelta si può parlare) di rimanere sulla terra dei Futures italiani nella sua prima stagione da professionista. Si trattava invece della seconda apparizione nel Tour per Jack, meglio attrezzato dal punto di vista muscolare, dopo lo sfortunato esordio a Miami, quando, visibilmente stremato già da diversi punti, si accasciò a terra in preda alle vertigini alla fine del primo set.

 

IL MATCH – I giochi sono quasi tutti lottati, ma Jannik spinge bene con entrambi i fondamentali, si esibisce in un paio di ricami a chiudere le discese a rete in controtempo e vola avanti di due break, salvo poi restituirne uno dopo non essere riuscito a concretizzare le sei occasioni nel lunghissimo quinto game. Draper, al quale la scala discreta, arrotondata e probabilmente non aggiornata dell’ATP dà tre centimetri in più di Jannik in altezza, riesce finalmente a far valere le sue curve mancine – ottimo lo slice interno sull’erba ancora immacolata del Queen’s– e rimane in scia. Alla battuta per far suo il parziale, due brutti dritti in uscita dal servizio aprono uno spiraglio all’avversario che non si fa pregare e, piazzato un drittone vincente, approfitta di un altro gratuito altoatesino. Deluso e arrabbiato, Sinner non gioca al meglio neanche il successivo turno di risposta e viene agguantato sul 5 pari da un Draper ormai completamente in fiducia.

In un momento in cui gli scambi sono favorevoli al n. 309 ATP, Jannik estrae tre ace nulla meno che provvidenziali per giocarsi il tie-break. Di nuovo, il nostro ha l’occasione di chiudere con il vantaggio del servizio sul secondo set point consecutivo, ma perde gli appoggi finendo a terra e, benché sia felino nel rialzarsi, fallisce il colpo successivo. Il doppio fallo manda per la prima volta avanti Draper che cinico si prende il set, mentre l’azzurro mostra la sua stizza verso il proprio angolo. Sei ace per Jannik ma 57% di prime in campo trasformate solo nel 61% dei casi sono numeri non certo entusiasmanti sull’erba, per quanto di poco inferiori a quelli britannici.

Numeri che cambiano radicalmente in positivo per entrambi nella seconda partita che diventa molto più “da erba” e per sei giochi la risposta raccoglie davvero pochissimo. Poi, la prima di servizio abbandona la wild card, c’è anche un doppio fallo e Sinner ne approfitta immediatamente per passare in vantaggio. Di nuovo chiamato a chiudere con la battuta, Jannik manca ancora l’appuntamento, a dispetto di un bel regalo dell’altro e pagando con un errore uno scambio in controllo in cui avrebbe forse dovuto osare di più.

È ancora tie-break, dunque, e il diciannovenne di Sutton mette subito spazio tra sé e il nostro con un perfetto anticipo di rovescio lungolinea. È stato estremamente solido per tutto l’incontro, Draper, soprattutto in questo parziale e continua a tirare dritto come un treno fino alla chiusura con l’ace numero 11. Nel secondo set, Jannik ha finito con il pagare un prezzo pesante per quelle sole nove seconde di servizio a cui è dovuto ricorrere vincendo però appena due punti, ma in generale è mancata la freddezza nei momenti di vantaggio.

LE PAROLE DI JANNIK – La sfida inedita tra classe 2001 si è chiusa con un risultato inaspettato vista la notevole differenza di classifica e di esperienza a livello ATP tra i due e un tale livello da parte di Draper potrebbe aver sorpreso l’azzurro. “È un buon giocatore, l’avevo visto a Miami. Non so se abbia giocato il torneo junior a Wimbledon e fatto dei buoni risultati [è arrivato in finale nel 2018, gli fanno notare, ed è a suo agio sull’erba], ma ho cercato di concentrarmi su quello che dovevo fare io. All’inizio ha funzionato piuttosto bene, poi lui ha capito il mio gioco. Ha giocato i punti importanti meglio di me, mentre io non ho servito bene, cosa che mi capita già da un po’. ‘Sorpreso’ è una parola grossa, devi essere sempre preparato, ma credo che oggi lui abbia meritato la vittoria. Giornate così capitano. Si è allenato di più e ha maggiore esperienza di me sull’erba. Gli auguro buona fortuna, sperando che non abbia più infortuni – ne ha avuti un paio negli ultimi anni [frattura di un dito, tendinite al polso, ndr]. Nessun cambio di piani dopo l’uscita prematura al Queen’s, dove peraltro è iscritto anche al doppio insieme a Feliciano Lopez: “Abbiamo già il programma di allenamento per la prossima settima, quindi giocherò solo a Wimbledon”.

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Queen’s: Berrettini tds N.1, derby con Travaglia al primo turno. Murray pesca Paire

I primi quattro giocatori italiani fra i seed: Sinner esordisce con Draper, Fognini con Lu, Sonego con un qualificato

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Matteo Berrettini - Stoccarda 2019 (foto via Twitter, @ATP_Tour)

Nastri di partenza per i Queen’s Club Championships, o cinch Championships per ragioni di sponsor, uno dei tornei più antichi del mondo e grande prodromo londinese a Wimbledon (erba, tabellone da 32 giocatori, financial commitment di €1.427.455). La qualità dell’entry list di quest’anno è decisamente più bassa rispetto a quella del 500 “rivale” di Halle (un membro della Top 10 contro cinque), ma il torneo avrà comunque motivi di grande interesse, in particolare per gli appassionati italiani.

Saranno infatti cinque i rappresentanti azzurri al primo turno, compreso il primo favorito Matteo Berrettini che ha pescato Stefano Travaglia. Il vincitore fronteggerà il vincente di quello che è forse il match più interessante, vale a dire quello fra Andy Murray e Benoit Paire – il britannico (cinque volte vincitore) ha ricevuto una wildcard e tornerà alle competizioni per la prima volta da marzo. Chi uscirà da quell’ottavo troverà presumibilmente Dan Evans.

Sempre nella parte alta ci sarà anche Fabio Fognini, tds N.8: il ligure esordirà contro Lu (in campo grazie al Protected Ranking) prima di trovare Marin Cilic, due volte campione del torneo e impegnato domani nella finale di Stoccarda. In caso di accesso ai quarti, Fognini troverebbe probabilmente Alex De Minaur, anche se su una superficie così rapida non va sottovalutato Reilly Opelka.

 

Di seguito il tabellone:

Nella parte bassa, la tds N.3 Jannik Sinner esordirà contro una delle (poche) speranze del tennis britannico, vale a dire il suo coetaneo Jack Draper, che ha ben impressionato nel suo esordio ATP a Miami prima di collassare per il caldo – il mancino si trova a suo agio sui prati, avendo raggiunto la finale di Wimbledon juniores nel 2018. In caso di vittoria, Sinner troverà Bublik o Chardy, e poi Karatsev o Norrie.

Il settimo seed Lorenzo Sonego, infine, se la vedrà con un qualificato. Agli ottavi gli toccherebbe uno fra Bedene e Tiafoe, e ai quarti il secondo favorito Denis Shapovalov, che però potrebbe avere un ottavo non semplice con il campione uscente di singolare e doppio Feliciano Lopez, contro il quale ha già sofferto questa settimana a Stoccarda.

L’unico italiano presente nelle qualificazioni, Roberto Marcora, è stato invece eliminato questa mattina al primo turno per 6-3 7-5 dal cileno Alejandro Tabilo.

Qui i tabelloni aggiornati del Queen’s e degli altri tornei della prossima settimana

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