Roland Garros, le curiosità storiche di Djokovic-Musetti e Nadal-Sinner

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Roland Garros, le curiosità storiche di Djokovic-Musetti e Nadal-Sinner

Era dal 1990 che due teenager dello stesso Paese non raggiungevano gli ottavi a Parigi. Né Lorenzo né Jannik hanno mai battuto un Top 5

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Rafa Nadal e Jannik Sinner - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Oggi Novak Djokovic e Rafa Nadal affronteranno Jannik Sinner e Lorenzo Musetti, i giovani azzurri che sono riusciti a raggiungere il quarto turno a Parigi (nel caso dell’altoatesino per la seconda volta). Come antipasto per i due match dello Chatrier, abbiamo dato un’occhiata alle note che il Roland Garros invia giornalmente agli organi di stampa accreditati per vedere quali siano i dati storici più interessanti relativi ai due quarti turni. Queste curiosità hanno un’attinenza ai match odierni pari a zero, sono sostanzialmente delle sincronicità junghiane, ma possono comunque dare un’idea della portata storica di ogni match di Nole e Rafa negli Slam e, al contempo, del momento senza precedenti del tennis italiano. Vediamo dunque di seguito le più rilevanti

NADAL E DJOKOVIC VS GLI ITALIANI

  • Sia Nadal che Djokovic hanno perso solo una volta contro degli italiani negli Slam: Rafa allo US Open 2015 con Fognini, che recuperò due set; Nole proprio a Parigi nel 2018 con Cecchinato
  • Djokovic è 11-1 negli Slam con gli italiani, 3-1 al Roland Garros, 41-3 in totale (oltre alla sconfitta con Cecchinato ci sono quelle con Sonego a Vienna 2020 e con Volandri ad Umago 2004)
  • Nadal è 9-1 negli Slam contro gli italiani, 6-0 a Parigi, 49-5 in totale (quattro con Fognini più una con Seppi a Rotterdam 2008)

NADAL E DJOKOVIC NEGLI SLAM

  • Entrambi cercheranno il quindicesimo quarto di finale a Parigi su 17 partecipazioni. Stranamente, visto che si parla di terra battua, il record di quarti consecutivi è di Djokovic, che ha una striscia aperta di 11; suo anche quello di ottavi consecutivi con 12 (Federer e Nadal ne hanno fatti 11 fra il 2005 e il 2015). Sarebbe il quarantanovesimo quarto Slam per Djokovic, secondo dietro a Federer (57, 36 consecutivi). Nadal è terzo e cerca il numero 44
  • Il Roland Garros è il secondo miglior Slam di Djokovic per partite vinte (77, ha superato lo US Open con la vittoria su Cuevas al secondo turno) ed è quello dove ha raggiunto più quarti di finale, anche se è il peggiore in termini percentuali (83,7%) e di titoli vinti, uno solo. Qualora vincesse quest’anno, diventerebbe il primo uomo nell’Era Open ad aver vinto ogni Major almeno due volte
  • Nadal è il giocatore con più ottavi raggiunti a Parigi con 16 (vale a dire ogni volta che ha giocato il torneo ad eccezione del 2016, quando si ritirò per un infortunio al polso prima di giocare il suo match di terzo turno). Djokovic e Federer hanno fatto gli ottavi a Parigi 15 volte a testa, ma guidano per ottavi totali: Federer 68, Djokovic 54, Nadal 50
  • Djokovic e Nadal guidano la classifica degli Slam maschili vinti dopo i 30 anni con sei ciascuno: il vincitore di questo torneo prenderebbe la testa solitaria di questa speciale classifica
  • Nadal ha una striscia aperta di 32 set consecutivi vinti a Parigi (il record è 41, di Borg, fra il 1979 e il 1981); il personale di Rafa è 38 (fra il 2016 e il 2018, ancorché con il sopracitato walkover a sfavore di mezzo)
  • Il record del maiorchino a Parigi è ora di 103 vittorie e 2 sconfitte (è 128-2 sulla terra nel tre su cinque). Battendo Norrie ha superato il record di partite vinte in uno Slam (Federer ne ha 102 a Melbourne e 101 a Wimbledon)
  • Se Nadal vincesse quest’anno, diventerebbe il secondo dopo Federer ad aver vinto cinque Slam di fila per due volte (nel suo caso i pokerissimi sarebbero entrambi a Porte d’Auteuil, 2010-2014 e 2017-2021, mentre Roger ha suddiviso i suoi fra Wimbledon, 2003-2007, e Flushing Meadows, 2004-2008)

MUSETTI

  • Lorenzo sta cercando di diventare il secondo giocatore del 2021 a raggiungere i quarti Slam al suo debutto dopo Karatsev a Melbourne a febbraio (sarebbe l’ottavo nell’Era Open)
  • Sarebbe il dodicesimo a raggiungere i quarti a Parigi al debutto, il quarto negli ultimi 20 anni (dopo l’indimenticato Verkerk più Nadal e Sinner)
  • Sarebbe il secondo teenager a fare i quarti a Parigi nell’ultimo decennio dopo Sinner lo scorso autunno (quest’ultimo era comunque più giovane di Musetti di 46 giorni quando c’è riuscito)
  • Solo una volta Djokovic ha perso contro un avversario dal ranking più basso di quello di Musetti in uno Slam: Denis Istomin, N.117 all’Australian Open 2017; il giocatore con la classifica peggiore a batterlo a Parigi è stato proprio Cecchinato, N.72 all’epoca
  • Musetti sarebbe il diciannovesimo teenager a raggiungere i quarti a Parigi nell’Era Open, il sesto negli ultimi 20 anni dopo i Big Three, Gulbis e Sinner
  • Sarebbe il decimo italiano a fare i quarti a Parigi (Panatta, Barazzutti, Berrettini, Bertolucci, Cecchinato, Fognini, Furlan, Mulligan e Sinner gli altri); diventerebbe poi il giocatore con la classifica più bassa a raggiungere i quarti a Parigi dal 2008 (Gulbis, N.80)
  • Due curiosità finali: è la prima volta che affronta un N.1 o un Top 5 (è 1-2 contro la Top 10), ed è imbattuto nei tie-break a livello ATP (8-0, 6-0 nel 2021)

SINNER

  • Sinner diventerebbe l’ottavo italiano a raggiungere i quarti a Parigi più di una volta, il terzo nell’Era Open dopo Panatta e Barazzutti
  • Sinner è 0-5 con la Top 5, 0-1 negli Slam (il suo scalpo di maggior valore negli Slam è Sascha Zverev, N.7 lo scorso anno al Roland Garros)

SINNER, MUSETTI E I RECORD ITALIANI

  • Entrambi non hanno mai battuto dei Top 5
  • Se uno dei due vincesse, ci sarebbero due italiani ai quarti in uno Slam. L’ultima volta che è successo è stato al Roland Garros 1973 (Panatta e Bertolucci). Ovviamente non ce ne sono mai stati tre (quello con Berrettini è peraltro il quinto walkover di Federer, primo in uno Slam)
  • Si tratta della prima volta nell’Era Open con tre italiani al quarto turno, la prima dal Roland Garros 1962 (allora ci riuscirono Jacobini, Merlo e Pietrangeli)
  • Musetti e Sinner sono i primi teenager agli ottavi al Roland Garros dal 2006 (Djokovic e Monfils), i primi in tutti gli Slam dallo US Open 2017 (Rublev e Shapovalov)
  • Sono peraltro i primi teenager dello stesso Paese a fare gli ottavi del Roland Garros dal 1990 (Chang e Courier)
  • Se vincessero entrambi, diventerebbero la prima coppia di teenager nei quarti a Parigi da Andrei Medvedev e Hendrik Dreekman nel 1994, ma sarebbe la prima in assoluto per teenager dello stesso Paese

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Roger Federer vede positivo: “Il momento peggiore è alle spalle”

La riabilitazione procede senza intoppi, ma la Laver Cup lo fa soffrire: “Brutto colpo non poterla giocare. L’obiettivo sarà essere in campo per l’edizione 2022”

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Tornare a competere nel 2022 rappresenta una grossa sfida, ma vorrei tornare nel Tour il più velocemente possibile“. A margine di un evento organizzato dagli sponsor per lanciare la quarta edizione della Laver Cup – in programma da venerdì 24 a domenica 26 settembre al TD Garden di Boston – Roger Federer ha inteso fare il punto sul percorso di riabilitazione che lo vede coinvolto a un mese dall’operazione al ginocchio destro, la terza in poco più di un anno e mezzo.

Sto bene – ha dichiarato a Eurosport il campione svizzero -, il recupero procede secondo i piani e non ci sono stati intoppi, almeno per il momento. Sono fiducioso: lo scorso anno ho dovuto affrontare un processo simile e sono stato sorpreso di come il mio fisico abbia reagito senza grossi problemi, considerato il fatto che molti colleghi soffrono parecchio in situazioni simili. Ho dovuto e devo fare buon viso a cattivo gioco. Dopo tutti questi anni passati a viaggiare in giro per il mondo ne sto approfittando per dedicare momenti preziosi alla mia famiglia e a tante altre cose che ho dovuto trascurare nel corso del tempo“. Come anticipato, la speranza è quella di poter regalare un’ultima fiammata, auspicabilmente nel 2022: “Vorrei davvero, ma devo essere paziente. Un passo alla volta. Per ora sta andando tutto bene, quindi sono felice“.

Tra i dispiaceri più grandi trova senz’altro posto l’impossibilità di prendere parte alla sua creatura, quella Laver Cup giunta alla quarta edizione pronta a scattare a Boston tra qualche giorno. Rispondendo a specifica domanda rivoltagli dalla SRF (Radio e Televisione Svizzera), Roger ha espresso tutto il suo sconforto in merito, ma anche sottolineato la necessità di guardare avanti. “Mi fa male non poter giocare – ha detto –; sapevo che la mia presenza non sarebbe stata eterna, ma non pensavo di dover mancare quest’anno. Ne approfitterò per passare tre giorni guardando tantissimo tennis di qualità“. Un grande dispiacere che lambisce i confini del prossimo obiettivo: “Sicuramente l’intenzione è quella di essere in campo alla O2 Arena per l’edizione 2022“. Dalla sala operatoria potrebbe sbucare un altro anno pieno di Roger Federer, dunque.

 

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Challenger

ATP Challenger: terzo trofeo consecutivo per Bonzi

Per il 25enne francese è il sesto in stagione. Per lui record e nuovo best ranking

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Benjamin Bonzi - Bercy 2020 (via Twitter, @RolexPMasters)

Al Challenger 90 di Rennes (cemento, indoor) finale di lusso tra il tedesco Mats Moraing (n.193 ATP) e il padrone di casa Benjamin Bonzi, forse i due giocatori più caldi del circuito. Moraing ha appena vinto il Challenger di Tulln, bissando il successo di Forlì di giugno. Bonzi, da parte sua, ha semplicemente dimenticato come si fa a perdere, con le sue cinque vittorie stagionali che adesso sono diventate sei. Domenica non è certo andato a passeggio, ha infatti dovuto lottare duramente per oltre un’ora e mezza e il punteggio finale 7-6(3) 7-6(3) dimostra in maniera eloquente quanto sia stato duro lo scontro. Ma ancora una volta quando si arriva ai momenti decisivi del match, Bonzi mostra una convinzione e una fiducia in se stesso che niente riesce a scalfire.

Qualche indizio lo avevamo già avuto in semifinale quando era riuscito a prevalere contro il connazionale Arthur Rinderknech (n.77 ATP) 6-7(9) 7-6(4) 6-1, rimontando dopo un tie-break sfortunato in cui aveva sciupato due set point. Rinderknech giocava meglio, il suo tennis era più elegante, il suo servizio implacabile… ma alla fine gli è toccato andare a fare i complimenti all’avversario. Che abbia ragione il nostro Sinner a dire che la mente vale il 70% del risultato? Comunque sia Bonzi stabilisce anche il suo nuovo best ranking al n.61 ATP e, subito dopo la doccia, è volato in Kazakistan per l’ATP 250 di Nur-Sultan dove al primo turno lo aspetta il finlandese Ruusuvuori. In semifinale si è fermato anche Richard Gasquet, la testa di serie n.1, che in quanto a eleganza tennistica porta ancora tutti a scuola. Purtroppo Moraing gli ha ricordato che in questo sport è prevista anche la corsa e qui per il 35enne francese (ex n.7 ATP) sono cominciati i dolori.

A Stettino (Challenger 125, terra battuta) la finale se la sono giocata il padrone di casa e grande favorito Kamil Majchrzak (n.139 ATP) e lo slovacco Zdenek Kolar (n.185 ATP) che abbiamo sempre presentato come specialista del doppio. Definizione che dovremo per forza rivedere dopo la partita di oggi dove ha fatto sfoggio di grande maturità, anche in solitaria. Ha infatti vinto 7-6(4) 7-5, dopo una grande lotta, conquistando addirittura il terzo titolo stagionale, dopo Iasi in luglio e Oeiras in aprile. Al Challenger 80 di Istanbul (cemento) il primo favorito del tabellone, l’australiano James Duckworth ha rispettato il pronostico prevalendo nettamente in poco più di un’ora di gioco (6-4 6-2) contro il 23enne cinese di Taipei Tung-Lin Wu (n.295 ATP). Per il 29enne australiano dodicesima vittoria in carriera e nuovo best ranking al n.65 ATP.

Al Challenger 80 di Cary 2 (North Carolina, cemento) derby americano tra due specialisti del cemento: il 28enne Bjorn Fratangelo (n.189 ATP) e il 27enne Mitchell Krueger (n.182 ATP). Età simile, classifica simile, gioco a specchio, ma purtroppo livello non eccelso. Tocca accontentarsi se la testa di serie n.1 prende a pallate il giudice di linea e la n.2 (Denis Kudla) si perde per strada, come spesso gli capita. Krueger vince facile 6-4 6-3 grazie all’efficienza al servizio e alla maggiore freddezza nei passaggi delicati dell’incontro. Per lui è la terza vittoria Challenger in carriera (i precedenti a Dallas 2019 e ancora Cary 1 nel luglio di quest’anno) e anche il nuovo best alla posizione n.156.

 

Nemmeno al Challenger 80 di Quito (Ecuador, terra battuta) il livello era granché. Così l’atto conclusivo tra il 28enne cileno Gonzalo Lama (n.417 ATP) e l’argentino Facundo Mena (n.322 ATP) di un anno più giovane, è sembrata più una finale Future, con tutto il rispetto per i protagonisti. Per la cronaca la spunta Facundo Mena (6-4 6-4) al termine di un incontro a senso unico che sicuramente non ha soddisfatto il numeroso pubblico che gremiva il delizioso centrale dell’Arrayanes Country Club. Per l’argentino è la seconda vittoria Challenger (Como 2019 il precedente) che lo riporta al n.295 ATP, a cinque sole posizioni dal suo best.

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WTA Lussemburgo: Ostapenko abdica, secondo titolo in carriera per Tauson

La lettone si sveglia nel secondo set, ma finisce per cedere al terzo. Buona prestazione per la danese che vince la seconda finale su due disputate

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Prosegue il settembre d’oro delle 2002 grazie alla vittoria di Clara Tauson nel WTA 250 di Lussemburgo. La danese vince il secondo titolo su due finali giocate, superando in tre set la campionessa in carica Jelena Ostapenko (nel 2020 il torneo non si è disputato causa pandemia) e andando a sedersi poco lontano dalla top 50 (da lunedì sarà numero 52, migliorando di diciotto posizioni il suo best ranking). La partita si è animata ed è diventata interessante da metà secondo set in poi, dopo che per un’oretta l’incostanza e il nervosismo della lettone avevano reso le cose molto facili a Tauson.

Entrambe giocano in maniera molto aggressiva da fondo, spingendo molto bene con ambedue i fondamentali. La differenza però, almeno a inizio match, è che Tauson mantiene la palla in campo con buon margine, mentre Ostapenko o piazza il vincente o sbaglia entro i primi tre colpi (più spesso la seconda). La danese trova dunque il break già nel terzo game e bissa poi nel nono, chiudendo 6-3 e guadagnandosi il diritto di servire per prima anche nel secondo set. Le difficoltà continuano per una nervosissima Ostapenko, che salva una palla break nel quarto gioco e riesce a mantenersi in scia nel punteggio. Sul 3-3, la lettone ottiene per la prima volta la chance di strappare il servizio all’avversario, ma la manca. Il nastro gliene regala un’altra smorzando in maniera imprendibile un suo slice un po’ tremebondo e Jelena stavolta non vanifica il dono della sorte, giocando in maniera molto aggressiva. L’improvviso break destabilizza Tauson che non riesce a esprimersi al meglio nei game successivi, ritrovandosi in poco tempo da una posizione di totale controllo a dover giocare un insidioso terzo set.

L’urlo con cui Ostapenko accompagna la vittoria del parziale lascia presagire battaglia e così è. La lettone addirittura sale 2-1 con un break a zero, ma si fa subito recuperare da Tauson. Il gioco decisivo probabilmente è il quinto, durato ben sedici punti: Ostapenko si procura due palle break (la prima con un gran pallonetto vincente), ma la danese riesce a cancellarle entrambe con coraggio e tiene alla fine il servizio. Lo scoglio superato permette a Tauson di recuperare sicurezza e di rimettere dunque pressione sull’avversaria, che infatti al primo momento delicato crolla. Chiamata a servire per rimanere in partita sul 5-4, Ostapenko abdica con quattro erroracci non forzati e concede a Tauson la gioia del secondo titolo in carriera.

 

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