Roland Garros, Alexander Zverev centra la sua prima semifinale

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Roland Garros, Alexander Zverev centra la sua prima semifinale

Davidovich Fokina oppone una vaga resistenza nel primo set, poi sparisce dal campo. Sascha aspetta il vincente del match tra Medvedev e Tsitsipas

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Alexander Zverev – Roland Garros 2021 (foto via Twitter @rolandgarros)

[6] A. Zverev b. A. Davidovich Fokina 6-4 6-1 6-1

La terza è quella buona per Alexander Zverev che, fermato ai quarti nel 2018 e nel 2019, approda per la prima volta alle semifinali del Roland Garros superando agevolmente quel che resta di Alejandro Davidovich Fokina. Per quanto giunto con merito (in parte anche di Ruud) tra gli ultimi otto, il ventunenne andaluso si candidava indubbiamente come avversario meno ostico sia di chi aveva precedentemente fermato la corsa tedesca a questo turno (Thiem e Djokovic), sia dello stesso Ruud, colui che da subito era sembrato il favorito di questo spicchio di tabellone. E invece Casper si era arreso proprio a Fokina, ma la superiorità di Sascha in questo confronto è stata fin troppo superiore alle attese, con la prestazione di Fokina verosimilmente condizionata dalle energie psico-fisiche spese nei turni precedenti, che ne hanno richiesto l’impegno per circa cinque ore in più rispetto all’avversario di questo tardo pomeriggio parigino. Così, dopo un brutto primo set messo comunque al sicuro senza rischi, l’incontro si è trasformato in una passeggiata di salute per Zverev, come del resto lo è stato il suo intero percorso fino a questo momento, con l’eccezione di quei due set iniziali persi con il connazionale Oscar Otte.

IL MATCH – L’Alessandro tedesco comincia con i suoi peggiori cavalli di battaglia, il doppio fallo e la remata lontano dal campo, soprattutto dal lato del dritto. Sono pochissime le prime in campo per entrambi, con il n. 6 del mondo che non produce un gran gioco, mentre la maggiore aggressività di Alessandro da Malaga, tra anticipi e smorzate, è spesso poco ragionata; inevitabili quindi i due scambi di break già nella prima metà del set. Sascha potrebbe allungare anche al quarto game, ma sul suo vantaggio ferma il gioco giudicando fuori la palla; non è dello stesso avviso l’arbitro Alison Hughes, che mostra anche grande professionalità restando seria quando Zverev le dice “non mi lamento mai delle chiamate ma…”, mentre lo ricordiamo più di una volta (understatement) non trovarsi d’accordo con la sedia sull’interpretazione del segno.

 

Al terzo turno di battuta perso, ADF sbatte a terra la racchetta che rimbalza di nuovo prima di finire delicata tra le pronte mani di uno spettatore: un rimbalzo in meno, uno spettatore distratto e l’arbitro avrebbe chiamato in campo il supervisor per valutare la squalifica. Invece non è nemmeno warning, quasi un invito a rifarlo. Servendo sul 5-3, Sascha conclude il game con un doppio fallo; Alejandro non vuole però essergli da meno e anch’egli fallisce malamente una seconda mandando Zverev a set point, trasformato grazie al rovescio affossato in uscita dal (secondo) servizio. I due vanno a sedersi scuotendo la testa e il saldo vincenti-gratuiti ampiamente negativo per entrambi certifica il poco spettacolo offerto finora.

Se non si vince un set strappando tre volte il servizio a Zverev, è probabile che il seguito del racconto andaluso non migliori. E infatti. Tanta fretta di Davidovich Fokina quando non mette la prima e Sascha lo muove verso destra, proprio non ne vuole sapere di giocare un colpo conservativo e, fuori equilibrio, spara raffiche di catenate praticamente piatte che trovano il campo anche meno di quanto suggerirebbero le pur basse probabilità: in una parola, mai. Con il conforto di un avversario fuori centro e del vantaggio di un set a cui si aggiunge presto quello di un break, Zverev si prende il 6-1 in venticinque minuti.

Fokina ferma l’emorragia di giochi quando è già sotto 0-2 nella terza partita, con il ventiquattrenne di Amburgo che mette i piedi in campo anche in virtù di una palla spagnola che, quando resta dentro, chiede solo di assere aggredita. Sascha piazza così qualche vincente di fronte a un avversario disarmato, la cui espressione del viso e l’intero linguaggio del corpo lasciano intuire già da tempo che non ci sarà alcuna reazione. È passata poco più di un’ora e mezza dall’inizio delle (relative) ostilità e Zverev può sorridere per la sua terza semifinale Slam, aspettando il risultato del big match del serale dal quale uscirà il suo ultimo ostacolo sulla via della finale: Stefanos Tsitsipas o Daniil Medvedev.

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Simona Halep si separa dal suo storico allenatore dopo sei anni

La numero 14 del mondo annuncia la fine della collaborazione con Darren Cahill

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Darren Cahill e Simona Halep - WTA Finals Singapore 2017 (foto Philip Cho)

È davvero un periodo pieno di novità quello che sta attraversando Simona Halep. Quest’anno ha giocato poco soprattutto a causa dell’infortunio alla caviglia rimediato a Roma, e solo recentemente sul cemento nord-americano è riuscita a ritrovare un po’ di continuità raggiungendo il quarto turno agli US Open (sconfitta in due set da Svitolina). Tuttavia fuori dal campo si susseguono eventi memorabili per la sua vita. La settimana scorsa infatti è arrivata la notizia del suo matrimonio (con l’imprenditore macedone Toni Iuruc), mentre proprio ieri Simona ha comunicato sui social l’interruzione della storica collaborazione tra lei e il coach Darren Cahill.

La tennista romena e l’allenatore australiano avevano lavorato fianco a fianco per sei anni, ed è dunque superfluo ricordare come tutti i principali traguardi di Halep (tra cui spiccano la prima posizione nel ranking raggiunta per la prima volta nel 2017, il Roland Garros 2018, e Wimbledon 2019) siano arrivati sotto la sua guida. Il rapporto tra i due aveva avuto una breve pausa a fine 2018 per motivi personali da parte di Cahill anche se poi i due avevano comunque ricominciato a collaborare l’anno successivo; quindi questa è davvero la prima volta ad alto livello che Halep, a 29 anni, si trova senza allenatore e considerando quanto inaspettata sia stata questa notizia, non ci sono indizi su chi sceglierà come sostituto.

Questo il breve messaggio che l’ex numero 1 ha pubblicato sui social per dare la notizia: “Dopo sei meravigliosi anni di lavoro insieme, Darren Cahill e io abbiamo deciso che era ora di porre fine al nostro rapporto di lavoro. Grazie D per tutto, per avermi reso una tennista migliore e una persona migliore.

 

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ATP Metz: Murray è in buona forma e batte anche Pospisil. Pouille torna a vincere

Il tennista britannico trova una buona vittoria contro Pospisil, Carreno Busta senza problemi su Ymer

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Andy Murray - ATP Metz 2021 (via Twitter, @atptour)

Sembra averci preso di nuovo gusto Andy Murray. Dopo la grande prestazione dello US Open contro Tsitsipas e la vittoria di martedì contro Humbert, oggi è arrivata un’altra vittoria di livello contro Vasek Pospisil, sconfitto a Metz con un doppio 6-3. Poche le armi che poteva opporre il tennista canadese contro un buon Murray, apparso finalmente in buone condizioni fisiche. L’ex numero 1 del mondo ha fatto valere la sua “solita” superiorità in risposta e nello scambio, a cui Pospisil non ha saputo trovare risposte – in tutti i sensi.

Particolarmente dominante nel primo set, in cui Murray ha servito benissimo e ha martellato la seconda del canadese chiudendo il set con due break consecutivi. Qualche problema in più in apertura di secondo, nel quale Murray incappa nel primo brutto game di servizio e deve concedere il break. La reazione è quella del campione qual è: due break consecutivi e zero possibilità concesse a Pospisil sul suo servizio, con il canadese che rimarrà con soli tre punti vinti in risposta in tutto il resto del secondo set.

Murray sfiderà ai quarti uno tra Lucas Pouille, vincitore in tre set sull’altro canadese in tabellone Bradney Schnur, e la testa di serie numero 1 Hubert Hurkacz. Dovesse sfidare il polacco, si tratterebbe di un altro test di alto livello per misurare con ulteriore precisione la bontà della sua condizione atletica.

 

Qualche problema in più invece per Pablo Carreno-Busta, che ha dovuto lottare più del previsto per portare a casa il primo set contro Mikael Ymer. Lo svedese ha mancato due palle set nel decimo game del set di apertura e da lì è uscito completamente dalla partita a livello mentale. Lo spagnolo ha infilato un parziale di otto giochi a due che non ha lasciato scampo a Ymer e si è guadagnato il posto in uno dei quarti di finale più interessanti, quello contro il giovane norvegese Holger Rune, che ha battuto Sonego in tre set.

Fuori il secondo tennista di casa impegnato in questo mercoledì a Metz, il francese Antoine Hoang, sconfitto da Peter Gojowczyk in tre set. Il tennista tedesco, reduce dagli ottavi dello US Open, sfiderà Khachanov per guadagnarsi i quarti di finale.

[WC] Pouille b. [Q] Schnur 3-6 6-4 6-4
[WC] Murray b. Pospisil 6-3 6-3
[Q] Gojowczyk b. [LL]Hoang 6-2 3-6 6-4
[Q] Rune b. [5] Sonego 6-7(6) 6-4 6-4
[2] Carreno-Busta b. [Alt] Ymer 7-5 6-2

Il tabellone aggiornato di Metz

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WTA Ostrava: Swiatek e Kvitova ai quarti con qualche sofferenza

Iga si fa impegnare da Putintseva, ma chiude in due; mentre Petra si complica la vita dopo aver dominato per un set e mezzo. Tutto facile per Ostapenko

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La testa di serie numero uno Iga Swiatek è la prima giocatrice a qualificarsi per i quarti di finale del WTA 500 di Ostrava. La polacca elimina Yulia Putintseva con più fatica di quanto non si intuisca dal doppio 6-4 col quale si è chiuso il match. Nonostante le 3 ore e 24 minuti passate in campo nel precedente incontro contro Shuai Zhang, la kazaka ha infatti giocato un’ottima partita, sbagliando poco o nulla e costringendo una fallosa Swiatek a pescare parecchi jolly per vincere lo scambio.

Dopo una partenza sprint, Swiatek si fa rimontare da 3-0 a 3-3, salvo poi riuscire a trovare l’allungo decisivo sul 4-4 nel primo set. Nel secondo, Putintseva lima ancora gli errori e fa sudare ogni punto a Iga, che viceversa sbaglia più di frequente. La costanza dell’avversaria la costringe infatti a cercare rischi sempre più consistenti, non sempre ripagati. Nonostante tutto, la polacca ha una ghiotta occasione di scappare avanti nel sesto game, nel quale si procura tre consecutive palle break, ma cinque punti di fila di Putintseva respingono il suo tentativo. Sul 4-4, è Iga ad andare in difficolta e a dover salvare due palle break. La testa di serie numero uno gestisce entrambe le situazioni da campionessa, salvandosi prima con un ace e poi con un rovescio lungolinea vincente. Proprio il rovescio lungolinea si rivela l’arma in più di questo finale di partita, come testimonia eloquentemente il gran vincente sul primo match point. La sua prossima avversaria uscirà dalla sfida tra Elena Rybakina e Magda Linette.

Ai quarti pure la seconda testa di serie Petra Kvitova, che si complica terribilmente la vita contro Anastasia Potapova, ma alla fine riesce a vincere in tre set. Avanti 6-1 4-2 in totale scioltezza, la ceca ha avuto uno dei suoi classici momenti di black out e si è ritrovata addirittura a dover salvare due set point sul 5-4 con altrettante prime esterne vincenti da sinistra. Giunta al tiebreak, Kvitova rimonta da 3-0 a 3-3, ma finisce per cedere 7-4, facendosi trascinare al terzo set. Potapova prova sfruttare l’onda e si prende un break di vantaggio, che però restituisce subito, mancando così l’opportunità di andare in fuga. Kvitova rimette un po’ d’ordine nel suo tennis e dal 3-3 cambia passo, facendo suo il match dopo poco più di due ore di gioco.

 

Esordi vincenti anche per le finaliste della scorsa settimana Alison Riske (battuta da Jasmine Paolini a Portorose) e Jelena Ostapenko (sconfitta da Clara Tauson in Lussemburgo). La statunitense è venuta a capo in tre set (6-4 1-6 6-4) delle resistenze di Fiona Ferro, nonostante un secondo parziale disastroso e rimontando un break di svantaggio sia nel primo che nel terzo, e sfiderà Jil Teichmann per un posto nei quarti di finale. La lettone invece, dopo aver vinto un primo set altalenante contro Anna Blinkova, ha preso il largo nel secondo, vinto addirittura 6-0, e ora affronterà Maria Sakkari in un match potenzialmente molto interessante.

Il tabellone aggiornato

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