Roland Garros: il cuore di Diego si infrange sul dritto di Nadal, è la semifinale numero 14

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Roland Garros: il cuore di Diego si infrange sul dritto di Nadal, è la semifinale numero 14

A 35 anni da poco compiuti, Rafael Nadal si regala la 35° semifinale in un torneo dello Slam. Schwartzman lotta e gli toglie un set, ma non basta: ora uno tra Djokovic e Berrettini

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Rafael Nadal - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Nadal b. Schwartzman 6-3 4-6 6-4 6-0

Nessuna sorpresa nel primo quarto di finale maschile del mercoledì. Pochi giorni dopo aver compiuto 35 anni, Rafa Nadal raggiunge la 35° semifinale in un torneo dello Slam (la quattordicesima qui a Parigi) e si conferma il favorito numero uno di questo torneo battendo un ottimo Diego Schwartzman in quattro set, Una partita in cui El Peque ha reso la vita estremamente complicata a Nadal per almeno tre set.

Il bilancio, come per la maggior parte dei suoi avversari, era nettamente a favore di Nadal. Il tennista spagnolo è avanti per 10-1 nei precedenti, con l’unica sconfitta subita a Roma lo scorso anno. Nonostante il ruolino di marcia impietoso l’argentino, è stato uno dei pochissimi a dare molta noia a Nadal anche nelle vittorie, e con il set vinto oggi è diventato il terzo giocatore capace di vincere un set contro Nadal al Roland Garros in almeno due partite diverse.

 

Rafa è consapevole delle difficoltà e rispetto alla partita con Sinner il suo livello a inizio primo set è molto più alto. Schwartzman si trova a dover salvare due palle break già nel primo game di battuta, scampando il pericolo con la sua solidità da fondo e un lob perfetto. L’appuntamento con il break è solo rimandato; un pessimo game al servizio dell’argentino vale il primo break della partita a favore del tennista spagnolo. Il vantaggio però dura poco: Nadal continua a servire così così (il servizio quest’anno sul rosso non è mai stato un fattore per lui) e Diego ne approfitta per trovare il contro-break. In una partita che per ora è dominata dalle risposte, è Nadal trovare l’allungo decisivo. Schwartzman riesce a recuperare dallo 0-40 ma compromette la sua rimonta con un doppio fallo e un dritto di poco lungo. A quel punto per Nadal è semplice chiudere sul suo servizio un primo set equilibrato, sì, ma nel quale ha sempre fatto corsa di testa.

Diego cambia marcia a inizio secondo set. Già nel primo game riesce a tenere il servizio senza troppi patemi (ed è una novità assoluta della partita). Il secondo break subito nella partita da Nadal arriva già nel secondo game, in cui l’argentino gioca in maniera splendida e puntando il rovescio di Nadal, oggi poco pungente e spesso corto, riesce ad aprirsi il campo quasi ogni volta. La reazione di Nadal non si fa attendere. Sotto 3-0 nel punteggio, infila un parziale di 12 punti a 2 che rimette tutto in equilibrio. Schwartzman non si perde d’animo e con la solita grinta si rimette in carreggiata. La partita ora è notevolmente salita di livello: Nadal è molto superiore a quello visto con Sinner, l’argentino sembra tornato quello del finale di 2020.

L’equilibrio si spezza quando Nadal serve per restare nel set. Un dritto di Diego resta miracolosamente in campo e Nadal, sorpreso dalla traiettoria, non trova il campo con il colpo successivo. La freddezza non accompagna Nadal sulla palla break; il maiorchino tenta una palla corta ma resta troppo alta, e sull’attacco di Schwartzman spara altissimo. L’argentino diventa così il primo giocatore a togliere un set a Nadal al Roland Garros dal 2019, interrompendo la striscia di 36 set vinti consecutivi cominciata dopo il set perso in finale contro Thiem.

BELVA FERITA – Il finale di set ha evidentemente scosso Nadal, che ha molte meno certezze e oltre al rovescio, grande assente di questa partita, comincia a sbagliare di più anche di dritto. Il servizio per fortuna gli viene in aiuto. Il campione di Manacor sente l’importanza del momento e comincia ad aumentare i giri del motore, soprattutto dal lato del dritto. El Peque prova a tenere come può, ma nel nono game deve capitolare sotto i colpi pesantissimi del dritto di Nadal, che appena può si mette nella condizione di colpire con il dritto (si è certamente accorto delle sue difficoltà con il rovescio). A questo punto ci sono pochi problemi per il tredici volte campione, che continua a martellare con il dritto e poco può fare Schwartzman per respingere la mareggiata. Nadal è avanti due set a uno.

Il contraccolpo del set perso distrugge mentalmente Schwartzman, che comincia il terzo set perdendo i primi quattro game – il parziale totale è di sedici punti ad uno. Come già successo nelle scorse sfide al Roland Garros, il tennista argentino è crollato al momento di confermare l’altissimo livello mostrato nei primi due set. Nadal non si fa problemi a conquistare un altro break e con facilità chiude il quarto set senza lasciare game al suo avversario – è il 23° bagel che infligge qui al Roland Garros, il secondo di fila dopo quello con cui ha frustrato le velleità di Sinner agli ottavi. Questo successo gli vale la quattordicesima semifinale del Roland Garros. Il tennista spagnolo attende ora uno tra Matteo Berrettini e Novak Djokovic.

Il bilancio con il tennista italiano è di una vittoria in una sola partita disputata. Non però una partita di poco conto. Era infatti la semifinale dello US Open 2019, vinta da Nadal per 7-6 6-4 6-1, ma con due set point annullati da Nadal nel tie-break del primo set. I due avrebbero dovuto sfidarsi di nuovo nelle semifinali dell’ATP Cup di quest’anno ma l’infortunio alla schiena di Nadal gli ha impedito di giocare. E’ storia del tennis invece il confronto con Novak Djokovic, che al momento recita 29-28 a favore del campione serbo. Gli ultimi cinque incontri tra i due si dividono in tre vittorie di Nadal e due di Djokovic. Non stupisce la divisione delle vittorie per superfici. Nadal ha vinto le ultime tre partite disputate su terra battuta – tra cui la finale al Roland Garros del 2020 – e Djokovic ha vinto le ultime due disputate su cemento australiano, tra ATP Cup e Australian Open.

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Piatti: “Sinner tiene moltissimo alla maglia azzurra. Alle 3 di notte era a giocare il doppio”

Sul Messaggero il coach di Jannik parla della stagione e del futuro: “Durante il lockdown gli ho fatto vedere i filmati dei Big 3 per imparare a gestire ogni fase del match”

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Jannik Sinner - Finale Coppa Davis Torino 2021 (Photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

La stagione dei tennisti italiani si è purtroppo conclusa. Diciamo “purtroppo” perché la Davis Cup by Rakuten è ancora in corso, ma la selezione azzurra si è fermata ai quarti di finale, sconfitta dalla Croazia di Cilic e del miglior doppio del mondo Mektic/Pavic. Inizia dunque leggermente in anticipo l’off season e con essa il tempo dei bilanci. Vincenzo Martucci ha intervistato Riccardo Piatti, coach di Jannik Sinner, per il Messaggero, cercando di fare il punto sulla stagione dell’italiano a partire proprio dall’ultimo appuntamento, quello della Coppa Davis, nella quale Jannik ha vinto tre singolari e perso due doppi, incluso quello decisivo contro i croati nei quarti.

Sinner, solitamente molto pacato e quasi algido in campo, si è lasciato coinvolgere dal clima Davis e ha spesso chiamato il sostegno del pubblico di casa. La cosa però non ha sorpreso Piatti, che conosce bene il proprio pupillo. “Lui è proprio così: un ragazzo che ama questo sport e si diverte a giocarlo. Quando è all’Accademia di Bordighera si ferma a giocare coi più giovani, con mio figlio Rocco e gli altri ragazzi anche a calcio e a basket. Gli viene spontaneo.”

Il coach stronca subito anche ogni polemica riguardo alla scelta di Sinner di non prendere parte alle Olimpiadi di Tokyo. “È ridicolo pensare che Jannik non sia italiano al 100%: tiene moltissimo alla bandiera e alla maglia azzurra, a Torino s’è visto come comunichi col pubblico e ami coinvolgerlo. È stato onesto come sempre: prima non si sentiva pronto, era stanco, ha fatto quello che ha ritenuto giusto. Infatti, eccolo giocare alle tre di notte per provare il doppio insieme a Fognini. Ecco lo Jannik di Torino.”

 

Contro Cilic, Sinner ha dimostrato ancora una volta di saper emergere dalle difficoltà e di poter ribaltare match nei quali le cose non funzionano sempre nel modo migliore. Questo è uno degli aspetti su cui coach Piatti ha lavorato di più con Jannik, perché come si sa il tennis non è solo questione di saper tirare dritto o rovescio. “Durante il lockdown gli ho fatto vedere tanti filmati di Federer, Nadal e Djokovic nelle finali importanti, ma non nelle fasi in cui hanno giocato bene e hanno vinto con tre vincenti uno dietro l’altro, ma quelle in cui giocavano male. Così Jannik sa che anche a una campione può succedere: fa parte del gioco, del mentale, del tennis. A lui non deve succedere. All’ingresso del Piatti Tennis center c’è scritto: “Non siamo qui per risolvere i problemi ma per crearveli”. Non è lui la mosca bianca, sono gli altri gli anormali, quelli che non arrivano al100 del mondo e ne avrebbero le possibilità: si sono creati un sacco di problemi, mentre in realtà basta essere semplici, riflettere sulle sconfitte, chiedersi perché e come si può migliorare. Anche quella contro Tiafoe rimarrà impressa a Jannik, come la Davis: ha vissuto l’esperienza per la sua nazione, per la squadra.”

Riguardo all’esperienza del doppio, Piatti è piuttosto soddisfatto e continuerà a consigliare (se non a obbligare) Jannik di giocarlo per poter migliorare sotto rete. “È stata una delle cose che ha fatto meglio quest’anno: con Hurkacz, Bolelli, Feliciano Lopez, Opelka col quale ha vinto Atlanta, Korda, ancora Hurkacz. Voglio che provi con compagnia diversi, che giochi tanti servizio-volée, che impari a venire avanti a giocare la volée bassa.” Ora però è tempo per il meritato riposo, tanto per Jannik quanto per Piatti e il suo entourage, così da potersi concentrare al meglio sulla stagione 2022. “Per dieci giorni riposa e noi dello staff non lo vogliamo vedere: ci porta via tanta energia, vuole giocare, vuole sempre fare qualcosa… Poi preparazione a Montecarlo e il 27 si parte per l’Australia.”

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ATP Cup 2022, arrivano le prime rinunce: out Nadal e Alcaraz

Importanti le assenze per gli spagnoli che, secondo quanto annunciato da “Marca” dovranno fare a meno anche di Marcel Granollers

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Rafael Nadal - ATP Cup 2020 (via Twitter, @ATPCup)

Il 2021 tennistico è alle sue battute conclusive. Le fasi finali della Coppa Davis che si giocheranno a partire da oggi e per i prossimi giorni, sono nella sostanza il match point di una stagione intensa e complicata ma che ha rivisto i primi segni di normalità dopo il buio del 2020. È tempo di guardare avanti e puntare lo sguardo a ciò che arriverà e a quella che sarà la stagione 2022, già alle porte, e che avrà il proprio punto di partenza con la ATP Cup, competizione per nazioni che punta a minare le certezze storiche della Davis, messe negli ultimi anni in discussione da una formula che divide le opinioni di chi gravita intorno al mondo del tennis.

Ed è proprio in riferimento all’ATP Cup che si segnalano, per il team spagnolo, le prime grandi rinunce. Il presente ed il futuro del tennis iberico, declinati nelle figure di Rafael Nadal e Carlos Alcaraz, hanno annunciato il proprio forfait e non parteciperanno al torneo che avrà luogo a Sydney nei primi nove giorni del nuovo anno. La notizia è stata data dal quotidiano spagnolo “Marca” che ha anche annunciato la non partecipazione del miglior doppista spagnolo, Marcel Granollers. Le sorti del team saranno dunque affidate a Pablo Carreno Busta, Roberto Bautista Agut e, probabilmente, a quel Feliciano Lopez che ha quasi da solo battuto la federazione russa in Davis, guadagnandosi con merito le luci di una ribalta che continuerebbe a meritare anche all’ATP Cup.

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Mondo Futures: i giovani britannici sugli scudi

Sconfitte in finale per due azzurri: Acquaroli e Brugnerotto

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ITF World Tennis Tour logo (foto via Twitter, @ITF_Tennis)

M15 CAIRO (EGY, terra rossa) – VINCITORE: Felix Gill

È Felix Gill (n.614 ATP) il vincitore del torneo del Cairo: il mancino da Birmingham, 19 anni, può finalmente brindare al primo successo tra i pro dopo due finali per lui infauste, l’ultima delle quali appena un mese fa ad Antalya. Ex Top-30 tra gli juniores, Gill ha all’attivo anche qualche apparizione Challenger e soprattutto una partita vinta alle scorse qualificazioni di Wimbledon: bravo a superare in semifinale la tds numero 5 Simone Roncalli e soprattutto in finale l’altro azzurro Gianluca Acquaroli, che a 27 anni compiuti si regala una settimana da sogno e, partendo dalle qualificazioni, arriva a giocarsi la prima finale della carriera. Purtroppo per lui, gli manca l’acuto finale e deve cedere 7-6(4) 6-2.

Raggiunto al telefono l’empolese ci ha detto: “Purtroppo avevo già giocato sei incontri in una settimana e sono arrivato alla finale molto stanco. Così ero poco reattivo e soprattutto non lucido nelle scelte, ma nonostante questo il primo set si poteva anche portare a casa. Poi nel secondo il mio avversario è salito di livello e per me non c’è stato scampo“. Sfortunato il seeding numero 1 Duck-hee Lee (n.390 ATP), costretto al ritiro ai quarti mentre era in pieno controllo del suo match contro Jonathan Gray. Bene Edoardo Zanada, fermato da Acquaroli ai quarti, mentre Roggero, Speziali e Tomasetto sono sconfitti all’esordio.

M15 HERAKLION (GRE, cemento) – VINCITORE: Jack Pinnington Jones

Il secondo giovanotto britannico alla ribalta della settimana è Jack Pinnington Jones (n.658 ATP): del 18enne proveniente dalla contea del Surrey in verità ne abbiamo già parlato in precedenza, in occasione del suo primo successo ad Antalya poco più di un mese fa. Non è una novità ormai trovarlo nelle fasi finali dei tornei, mentre impressiona la capacità di vincere su più superfici; in particolare ad Heraklion, l’ex numero 6 tra gli juniores ha lasciato un solo set per strada, segno di grande duttilità. Di certo Andy Murray sa scegliersi bene i protetti, visti i risultati della nuova generazione di tennisti Made in UK; a proposito di giovani promettenti, l’avversario in finale di Jones è Nicholas David Ionel (n.435 ATP), vincitore di ben quattro tornei due anni fa, all’età di 17 anni, che per una volta sembra aver ritrovato lo smalto dei suoi giorni migliori.  Nessun italiano al via.

M15 GUATEMALA (GUA, cemento) – VINCITORE: Colin Sinclair

A fare compagnia ad Acquaroli nella poco invidiabile statistica di finali perse è l’altro italiano Marco Brugnerotto (n.805 ATP), che torna dopo poche settimane a giocarsi una vittoria finale ma la sfiora soltanto, contro il rappresentante delle Isole Marianne Colin Sinclair (n.682 ATP). Nativo della bellissima Saipan e proveniente da un Paese non di certo usuale per il mondo del tennis, il classe ’94 torna alla vittoria a distanza di quasi tre anni, una sensazione che però è solito provare in Coppa Davis, dove vanta un record di 17 vittorie su 18 incontri totali, dato abbastanza prevedibile visto il livello non eccelso della divisione pacifica. Nulla da fare dunque per Marco Brugnerotto, che ci ha abituato a vederlo protagonista nei tabelloni più esotici del circuito ITF: il mancino di Varese siamo sicuri proverà ancora a trovare la gloria personale quest’anno. A sorpresa, non è stato però l’unico ad essersi sobbarcato la trasferta in Guatemala, in quanto la pattuglia azzurra era piuttosto nutrita al via: Filippo Moroni è sconfitto al secondo turno dalla tds numero 1 Ricardo Rodriguez, mentre Claverie e Carnevale-Miino perdono all’esordio.

 

In chiusura, riportiamo le vittorie di Daniel Michalski (n.419 ATP), che ad Antalya ha trovato una seconda casa e vince il suo secondo torneo in due settimane, il terzo nel giro di un mese; il 19enne Guy Den Ouden (n.587 ATP) si conferma in grande crescita ed a Monastir vince il suo trofeo numero quattro del 2021. Suo coetaneo, Alibek Kachmazov (n.490 ATP) vince nella sua Kazan, mentre Zsombor Velcz (n.833 ATP) ed un altro giovane promettente, Andrew Paulson (n.667 ATP) mettono la firma per la prima volta quest’anno rispettivamente a Gurugram ed Ostrava. Infine, Nam Hoang Ly (n.638 ATP) raddoppia a Cancun.

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