1 x 39 – Ubi Radio (dal Roland Garros): a cosa ha detto no Osaka?

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1 x 39 – Ubi Radio (dal Roland Garros): a cosa ha detto no Osaka?

Puntata “parigina” di Ubi Radio: Vanni Gibertini e Alessandro Stella spiegano cosa succede prima, durante e dopo le conferenze stampa. Alle radici della scelta di Naomi Osaka

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Naomi Osaka - US Open 2020 (via Twitter, @naomiosaka)

Il “caso Osaka” ha tenuto banco durante i primi giorni di questo Roland Garros ed ha suscitato un’ondata di reazioni da parte di tifosi, addetti ai lavori e anche commentatori mainstream che spesso hanno comunicato la loro opinione anche se non conoscono a fondo la materia del contendere. In tanti hanno giudicato la decisione di Osaka di “boicottare” le conferenze stampa in maniera positiva o negativa, ma molto spesso queste persone non hanno bene idea di cosa sia una conferenza stampa o di quali siano gli impegni con i media cui i giocatori sono contrattualmente tenuti a sottostare durante i tornei.

In questa puntata di Ubi Radio, Vanni Gibertini e Alessandro Stella raccontano come avviene l’interazione tra i tennisti ed i media e spiegano quali filtri vengono utilizzati per proteggere tutte le parti in causa da eventi spiacevoli e abusi. Con qualche considerazione finale, equidistante dalle parti, per cercare di identificare le ragioni di Naomi Osaka e dei media.

La puntata precedente

 

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Pagelle Roland Garros: Parigi ha il suo Re Nole

Novak Djokovic ferma l’assalto di Tsitsipas. Nadal si arrende, Federer si allena. L’Italia c’è e tra le donne è ancora rivoluzione

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Novak Djokovic con il trofeo - Roland Garros 2021 (foto Twitter @RolandGarros)

“Il tennis sono io” avrebbe detto Luigi XIV, se invece di governare la Francia si fosse occupato di tennis. L’ancien règime continua a dominare il tennis, non c’è spazio per le rivoluzioni. Il Re Sole e il Re Nole hanno in comune il regno più lungo della storia. E non finisce qui. Novak Djokovic (10) ha sconfitto anche la cabala e la maledizione di Rafa Nadal (7) e di chi lo batte al Roland Garros ogni sei anni, sempre sconfitto in finale da un rovescio ad una mano. E soprattutto ha sconfitto anche il pronostico del duo dei gufi Wilander e Becker che lo avevano dato sicuro vincente: a questo punto il Grande Slam è cosa fatta.
Stefanos Tsitsipas (9) ci ha provato, ha accarezzato il sogno ma ha dovuto arrendersi alla legge del più grande: dura per Apollo cedere nuovamente ad un passo dal trionfo, ma la prima finale Slam non sarà l’ultima e prima o poi questi vecchiacci si toglieranno di torno (lo diciamo da quindici anni, ma non ditelo a questi ventenni che altrimenti si intristiscono come i Raonic e i Dimitrov).

Ci dispiace però, perché  sono iniziati gli Europei di calcio e, non avendo il tempo di occuparci di sport minori come il tennis, avevamo anticipato la stesura delle pagelle. D’altra parte che poteva succedere in questo torneo che è sempre uguale da 20 anni a questa parte? 10 e lode a Nadal, al suo quattordicesimo trionfo e – Swiatek, troppo più forte delle altre. Saluti e baci.
E invece no, Rafael Nadal stavolta si è arreso in semifinale e Swiatek (6) addirittura ai quarti, sorpresa da una scatenata Sakkari (7) poi arresasi alla futura campionessa.

Krejcikova (10) ha battuto in finale Pavlyuchenkova (9) ma non chiedeteci troppo, già è tanto se abbiamo scritto i cognomi senza errori e non potete chiederci un parere tecnico perché non abbiamo avuto il coraggio di seguire il torneo femminile dopo l’eliminazione di Camila Giorgi (6) e Petra Kvitova (SV) cui urge una benedizione.

 

E soprattutto dopo l’affaire Osaka (S.P.) che ha deciso di parlare solo con Santoro e poi ha salutato la compagnia: preferiamo il silenzio anche noi, altrimenti saremmo accusati di razzismo, sessismo e insensibilità verso i problemi riguardanti la salute mentale.

Daniil Medvedev (6,5) per la prima volta si è fatto piacere la terra rossa e poi non le ha mandate a dire agli organizzatori, rei di essersi venduti ad Amazon, tradendo gli spettatori.
D’altra parte i francesi, già meravigliosi nell’imporre il coprifuoco con lo svuotamento delle tribune, ma non per Djokovic-Nadal,  hanno dimostrato tutta la loro genialità nel programmare in tarda serata e senza pubblico l’ultimo match in carriera a Parigi di Tsonga, Carla Suarez Navarro e forse di un certo svizzero.

Eh già, nella Ville Lumiere si è rivisto Roger Federer (7), che zitto zitto sta meno peggio di come si temeva. Solo che oramai qualsiasi  cosa faccia Roger, non se ne può parlare bene. Ha battuto Istomin, e l’uzbeko è un ex giocatore. Ha superato Cilic, e il croato oramai è finito (intanto ha vinto a Stoccarda, dove Auger-Aliassime ha perso la ottava finale su otto disputate: alla decima in omaggio un piatto d’argento gigante con l’effigie di Toto Cutugno). Ha vinto stringendo i denti contro  Koepfer (0 allo sputo che ha poi ispirato anche Nole…) salvo ritirarsi dagli ottavi e apriti cielo: non si  offende così il Roland Garros, non si usa uno Slam per allenarsi per un altro! La prossima volta deve rompersi in campo, così avrà onorato il torneo.

Comunque, che Roger stesse bene lo si era capito da come hanno giocato quelli che si sono allenati con lui. Andreas Seppi (7) ha battuto uno che potrebbe essere suo nipote. Lorenzo Musetti (9) ha deliziato il mondo e per due ore e mezza ha anche mandato ai matti il futuro Re Nole.

Ma attenzione, bisogna  andarci cauti con Lorenzo, non bisogna caricarlo di troppe pressioni, non bisogna pretendere troppo, è giusto che cresca con calma senza troppe aspettative e senza paragoni importanti: insomma per un Roger Federer che si ritira, abbiamo già trovato il Federer de noantri, con la differenza che Musetti ha un rovescio superiore e sulla terra è decisamente più solido.

Non come Jannik Sinner (7), chiaramente  un giocatore finito, incapace addirittura di battere un Nadal oramai a fine carriera. Praticamente Jannik farebbe bene a tornare allo sci, con il tennis è meglio chiudere subito, meglio ammettere che abbiamo preso tutti un grande abbaglio…

Sia chiaro, anche Matteo Berrettini (8), incapace di battere un Djokovic oramai stremato, ha dimostrato di essere un giocatore ampiamente sopravvalutato, che chissà come ha raggiunto una semifinale a New York, ma che non vale la classifica che ha, classifica per grazia ricevuta.
Ah, che bei tempi, quando il martedì della prima settimana non c’erano più italiani in gara: adesso invece siamo costretti a  leggere fesserie colossali sui nostri fin quasi alla fine del torneo…

Cos’altro aggiungere su questo torneo? Beh che Zverev (8) si è confermato più forte che simpatico (e in più abbiamo il fratello che ci ha raccontato la qualsiasi nel bel mezzo di ogni partita) e che Serena Williams (5) è oramai a terra sulla terra, ma a Wimbledon potrà ancora dire la sua.

Ci sono poi dei brutti voti da dispensare, a Sonego (4) e Rublev (4) ma soprattutto a Thiem (3): vedete cosa succede a chi si permette di iscrivere il proprio nome in un albo d’oro di uno Slam non essendo uno di quei 3? Dominic sembra un desaparecido, e se pensate a come stanno messi Wawrinka, Murray, del Potro e Cilic capirete che, in fondo in fondo, è meglio non disturbare troppo gli Dei…

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Roland Garros, favola Krejcikova: è lei la regina di Parigi!

Con appena cinque Slam alle spalle in singolare, la venticinquenne ceca batte Anastasia Pavlyuchenkova in tre set. Domani cercherà il bis in doppio

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Barbora Krejcikova vince il Roland Garros 2021 (Credit: @WTA_insider on Twitter)

Barbora Krejcikova ha conquistato il suo primo Slam battendo Anastasia Pavlyuchenkova per 6-1 2-6 6-4 in un’ora e 58 minuti. Incredibile ascesa per la tennista ceca, che è entrata fra le prime 100 giocatrici al mondo solo lo scorso ottobre e suggella così una striscia di 12 vittorie consecutive che l’ha vista trionfare due volte in tre settimane sul suolo transalpino, prima a Strasburgo e poi sul palcoscenico decisamente più importante dello Chatrier. Peccato per Pavlyuchenkova, alla prima finale Slam alla cinquantaduesima partecipazione: la russa ha rimontato un set, ma dalla fine del secondo ha risentito di un problema alla coscia sinistra che ne ha limitato la mobilità per tutto il parziale decisivo.

Krejcikova, che ha trionfato alla sua quinta partecipazione Slam, salirà al quindicesimo posto del ranking, ed è stata premiata dalla connazionale Martina Navratilova; domani giocherà anche la finale di doppio in coppia con Siniakova, cercando una combinata che a Parigi non accade dal 2000, quando a riuscirvi fu Mary Pierce. “La partita è stata molto equilibrata, Anastasia è una grande campionessa”, ha detto durante la premiazione. “Ho sempre sognato di vincere un titolo così, di fronte a grandi campioni del mio Paese come Martina Navratilova e Jan Kodes. Ringrazio tutte le persone che mi sono state vicine perché mi danno la forza per lottare su ogni palla, e sono contenta che il mio idolo Justine Henin ora sappia chi sono!” Non è mancata una dedica a Jana Novotna, grande campionessa ceca scomparsa nel 2017 e sua mentore per circa tre anni.

IL PERCORSO

Krejcikova è entrata in Top 50 a marzo grazie alla finale nel WTA 1000 di Dubai contro Muguruza, e al momento è al best ranking di N.33. Ha raggiunto questa finale alla sua quinta partecipazione Slam, ma l’esperienza ad altissimi livelli non le manca in assoluto: ha giocato tre finali Slam in doppio femminile (due vittorie nel 2018 a Parigi e Londra e una finale quest’anno a Melbourne) e tre nel misto (vincendo le ultime tre edizioni dell’Australian Open).

 

La ceca era reduce da una striscia vincente di 11 partite (solo Badosa e Gauff hanno più vittorie su terra di lei nel 2021), avendo vinto il suo primo torneo in carriera a Strasburgo subito prima del Roland Garros, come detto. Durante quest’ultimo ha perso il primo set giocato contro Krystina Pliskova per poi viaggiare spedita fino alla semifinale con vittorie su giocatrici come Svitolina e Stephens. Nel match di giovedì contro Sakkari ha salvato un match point sul 3-5 del terzo set prima di spuntarla per 9-7.

I trascorsi di Pavlyuchenkova sono invece molto diversi, visto che ha raggiunto la sua prima semifinale (e finale) alla cinquantaduesima partecipazione in un Major, come detto, con sei sconfitte ai quarti prima di questo exploit. Fino ai giorni scorsi la carriera della russa era considerata un filino sotto le attese, visti i tre titoli Slam a livello juniores, ma il suo record contro le migliori fa capire che il DNA sia sempre stato da campionessa: ha infatti battuto 37 Top 10, il numero più elevato per una tennista che non abbia mai raggiunto la Top 10.

Il suo best ranking è di N.13 (raggiunto nel lontano 2011), ranking che il Roland Garros 2021 le permetterà di avvicinare: lunedì salirà al N.19. Come la sua avversaria veniva da un gran momento di forma, avendo vinto 10 delle sue ultime 11 partite (ha raggiunto la semifinale a Madrid), e durante le due settimane a Porte d’Auteuil si è visto: ha infatti vinto tre partite al terzo contro avversarie più quotate, servendo un bagel a Sabalenka prima di rimontare Azarenka e la sua partner di doppio Rybakina, continuando a colpire Wawrinkamente senza curarsi dello scorrere del tempo.

I CONFRONTI DIRETTI

Quello di oggi è stato il primo confronto fra le due in singolare, anche se Krejcikova è avanti 2-0 in doppio. Proprio in questa specialità hanno rischiato di incontrarsi in semifinale: Pavlyuchenkova ha perso ai quarti insieme a Rybakina contro Linette/Pera, poi slavate da Krejcikova/Siniakova in semi.

IL MATCH

PRIMO SETKrejcikova è partita con grande nervosismo, perdendo subito la battuta con due doppi falli e cercando principalmente di non sbagliare. In risposta ha invece verticalizzato molto bene, procurandosi una palla del contro-break, ma Pavlyuchenkova l’ha tratta in inganno con uno slice corto. La ceca ha però iniziato ad usare efficacemente il dritto tagliato per aprirsi il campo e spingere, e ha contro-breakkato quando Pavlyuchenkova le ha restituito la svista, giudicando lungo un campanile della ceca.

I colpi liftati e vari di Krejcikova hanno costretto Pavlyuchenkova a coprire molto più terreno, dando sovente alla ceca il comando dello scambio (13 vincenti a 7 Krejcikova nel set, 16-6 negli scambi sopra i quattro colpi). Passata la tensione iniziale, la classe 1995 non ha dato punti di riferimento alla russa, salendo a doppia palla break con una smorzata; Anastasia le ha reso la pariglia per salvare la prima, mentre sulla seconda ha scheggiato un micron di riga con un rovescio lungolinea coraggioso. Due errori di rovescio hanno però dato il 3-1 alla ceca.

La prima di Pavlyuchenkova non ha minimamente disturbato Krejcikova (3/13 con il colpo all’inizio), andando in totale confusione e concedendo lo 0-40 nel sesto game con uno smash in rete. La palla corta l’ha salvata nella prima occasione, ma la profondità del rovescio di Krejcikova l’ha costretta a sbagliare un dritto, mandando Barbora a servire per il set. La russa è riuscita a portarsi 0-30, ma Krejcikova ha trovato due servizi slice perfetti, e ha chiuso il set su una risposta lunga dell’avversaria in appena 31 minuti.

SECONDO SET – Pavlyuchenkova ha cercato di proporre maggiore varietà all’inizio del parziale, sia in termini di direzioni che di ritmi, ma inizialmente la sua difficoltà nel creare punti con il servizio è tornata a manifestarsi. Già nel primo game Krejcikova ha affettato a volontà con lo slice ed è salita a palla break con una risposta vincente di dritto in cross, ma Anastasia si è salvata con uno schiaffo al volo di dritto ed è riuscita a tenere su due rare risposte sbagliate dalla ceca.

A quel punto il match è girato completamente. La russa si è sbloccata, e nel game successivo si è portata sullo 0-30 con due vincenti di dritto (una risposta lungolinea ed un passante incrociato), conquistando la tripla palla break con una smorzata, l’unico colpo che ha funzionato sin dall’inizio. Pavlyuchenkova ha sbagliato due dritti, ma ha poi breakkato con un vincente di rovescio lungolinea. La russa ha trovato molto più spesso la botta al centro da destra, e questo le ha permesso di essere molto più aggressiva con i colpi in uscita dal servizio, soprattutto sulla diagonale di rovescio, dove ha dominato: 4 vincenti senza errori per la russa, 0 vincenti e 5 non forzati per la ceca. Nel sesto game è arrivato l’allungo decisivo: Krejcikova ha salvato due palle break, ma ha poi commesso un doppio fallo regalandone una terza, e non è riuscita a gestire la risposta di Pavlyuchenkova.

Nel finale di set è arrivato il momento che ha forse deciso il match. Krejcikova è riuscita a recuperare il break, contenendo il passivo, ma soprattutto Pavlyuchenkova ha avuto un problema fisico, accusando un dolore alla coscia sinistra. Pesantemente fasciata, la tds N.31 si è messa giustamente a tirare tutte le risposte per muoversi meno, e la cosa le ha inizialmente portato bene: Krejcikova, sotto pressione, ha sbagliato una palla corta, concedendo un set point sfruttato dalla russa con un rovescio vincente.

TERZO SET – Krejcikova si è presa un lungo toilet break, ma una volta tornata in campo è sembrata completamente scollegata, commettendo diversi non forzati a inizio scambio, non riuscendo così a testare la tenuta fisica della sua avversaria. Dopo un primo game negativo, però, la ceca ha iniziato a ritrovare la risposta, pungolando l’avversaria al corpo per due volte e portandosi 15-40 nel terzo gioco con una palla corta di dritto, salendo poi 2-1 e servizio su un doppio fallo della russa. Pavlyuchenkova ha continuato a rispondere bene, però, e si è portata 0-40 nel gioco successivo: Krejcikova si è salvata prima con smorzata-lob e poi con un bellissimo contropiede bimane, ma ha ceduto quando la russa ha intelligentemente alzato la traiettoria per poi chiudere con lo sventaglio.

Con il passare dei minuti, però, Pavlyuchenkova è calata visibilmente, forse risentendo dell’infortunio: è riuscita a ritrovare la velocità con la prima, usando tre servizi vincenti per tirarsi fuori da un 15-30 nel quinto gioco, ma nel turno successivo è stata molto lenta in uscita dal servizio, concedendo il break a zero su due vincenti, uno per parte, di Krejcikova.

La ceca è sembrata ritrovare l’equilibrio interiore, e ha rintuzzato l’aggressività in risposta dell’avversaria con i lungolinea: tenuto il servizio, si è portata a due punti dal match con un vincente di dritto, ed è salita a doppio match point con uno splendido rovescio incrociato che è schizzato sulla riga. Pavlyuchenkova ha controllato bene il primo a partire da un buon servizio al centro, mentre sulla seconda Krejcikova ha messo lunga una risposta su una seconda non irresistibile. Sul proprio servizio, Barbora si è portata a due punti dal titolo con un bello scambio in manovra, e si è procurata due championship point con un dritto inside-in dopo aver costretto la russa a staccare la mano in allungo verso sinistra. Ha commesso un doppio fallo sul primo, ma sul secondo Pavlyuchenkova ha messo appena lungo un rovescio, chiudendo la partita.

I NUMERI DELLA VITTORIA

Krejcikova è la terza unseeded a vincere a Parigi dopo Swiatek ed Ostapenko, e la prima ceca a vincere a Parigi da Mandlikova (all’epoca cecoslovacca) nel 1981; Navratilova ha vinto il titolo quando era già cittadina americana. Per lei è il secondo titolo della sua carriera alla quarta finale: fino ad un mese fa non ne aveva mai vinto uno. Krejcikova è la diciottesima giocatrice in attività a vincere uno Slam, la sesta campionessa consecutiva del Roland Garros a conquistare il suo primo Major qui a Parigi.

Il tabellone aggiornato del Roland Garros 2021

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Roland Garros, la serenità di Nadal dopo il ko: “Ora riposo, poi torno a giocare per vincere”

Il campione spagnolo dopo la sconfitta contro Novak Djokovic: “Lui si è adattato meglio al cambiamento delle condizioni”

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Rafael Nadal - Roland Garros 2021 (via Twitter, @atptour)

Non capita spesso di vedere perdere Rafael Nadal al Roland Garros: proprio per questo c’era grande curiosità in conferenza stampa, quando il fuoriclasse spagnolo si è presentato davanti ai microfoni subito dopo il suo terzo ko di sempre nello Slam parigino subìto per mano di Novak Djokovic. Il tredici volte campione del Roland Garros ovviamente non era di grande umore ma è apparso comunque piuttosto sereno. “Questo è lo sport, ogni tanto si vince e ogni tanto si perde: la vita continua – ha detto Nadal -. Ho dato il massimo, ma probabilmente non è stato il mio giorno migliore. È stata una bella lotta, complimenti a Novak. Per quanto mi riguarda, cerco sempre di non festeggiare troppo le vittorie e di non deprimermi dopo le sconfitte. Ora passerò qualche giorno con la mia famiglia e con i miei amici, ricaricherò le batterie e poi tornerò a giocare per vincere tornei“, è il rilancio di Nadal.

Rafa ha provato ad analizzare con lucidità le cause del suo ko in questo modo: “All’inizio del match lui è partito peggio di me, commettendo qualche errore di troppo. Poi, con il calar della sera, le condizioni sono cambiate: la palla rimbalzava di meno, prendeva meno topspin, e questo probabilmente lo ha favorito. Ma le partite le vincono i giocatori che si adattano meglio alle condizioni. Quindi non c’è dubbio che Novak abbia meritato di vincere”.

E dal punto di vista tattico, cosa poteva fare meglio Nadal? “Non sono stato bravo abbastanza a mandarlo fuori posizione, qualcosa di fondamentale contro un giocatore che ama colpire con grande anticipo come lui. Nonostante questo, nel terzo set ho avuto un set point sul 6-5 e seconda di servizio. Non sono riuscito a trasformarla, poi nel tie break ho commesso un doppio fallo e ho sbagliato una facile volée. Se vuoi vincere contro Novak non puoi fare questi errori, molto semplice. Però c’erano stati degli scambi incredibili e quand’è così la fatica si sente, no?”.

 

Infine, Rafa si congeda così dal pubblico del Roland Garros: ha destato scalpore il fatto che le autorità abbiano concesso agli spettatori di rimanere sullo Chatrier nonostante il coprifuoco, e lo spagnolo non può che avere parole dolci per l’affetto ricevuto. “Non posso ringraziare abbastanza chi mi ha sostenuto fino all’ultimo punto. La gente mi ha dato l’energia per andare avanti finché ho potuto. Questo è il torneo più importante per la mia carriera e sentire questo calore nei miei confronti è qualcosa di speciale”.

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