Mondo Futures: Iradukunda regala la prima vittoria allo stato del Burundi

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Mondo Futures: Iradukunda regala la prima vittoria allo stato del Burundi

A un passo da una finale tutta africana, spunta dal nulla il 25enne burundese per uno storico successo

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Guy Orly Iradukunda (dal profilo Twitter ufficiale ITF)

M15 MONASTIR (TUN, cemento) – VINCITORE: Guy Orly Iradukunda

Dopo la recente vittoria del promettente ivoriano Eliakim Coulibaly, il tennis africano torna alla ribalta grazie all’impresa di Guy Orly Iradukunda (n.693 ATP), che prevedibilmente diventa il primo tennista maschio della storia del piccolo paese del Burundi a vincere un torneo ITF. La precisazione è dovuta, poiché nonostante il Paese centrafricano sia tra i più poveri al mondo, non è nuovo a vittorie nel mondo del tennis: la giovane Sada Nahimana infatti, classe 2001, ha già all’attivo due titoli ITF. Trasferitosi da qualche anno in Florida per inseguire il suo sogno, a migliaia di chilometri di distanza dalla sua famiglia, per Guy arriva quindi il primo successo in carriera, dopo la sconfitta in semifinale di quindici giorni fa. Non ce ne voglia il finalista argentino Santiago Fa Rodriguez Taverna se il nostro tifo in finale è andato al suo avversario, ma siamo sicuri che il 21enne saprà a breve rimpinguare il suo bottino attualmente fermo a tre trofei ITF. Per quanto riguarda gli italiani, il solo Erik Crepaldi era in gara, ma è stato eliminato al secondo turno dal numero 1 del seeding Jisung Nam.  

M15 GAIBA (ITA, erba) – VINCITORE: Mats Rosenkranz

 

Nella prima edizione del nostrano torneo di Gaiba, al quale dedicheremo un articolo di approfondimento in settimana, è Mats Rosenkranz (n.541 ATP) ad imporsi in finale su Benjamin Lock in due set molto combattuti, conclusi entrambi al tie-break. Non è stata una giornata da ricordare per il nazionale dello Zimbabwe, che solo poche ore dopo aver perso la finale è volato a Forlì per giocare il match di qualificazione al Challenger in programma questa settimana, perdendo nuovamente. Per il 22enne tedesco, invece, è il primo torneo vinto lontano da casa, grazie al quale raggiunge il suo best ranking. In questa insolita settimana erbivora per il mondo ITF, le speranze italiane erano riposte nella tds numero 1 Alessandro Bega, storicamente a proprio agio su superfici veloci: purtroppo, però, l’esperto azzurro si è fermato ai quarti contro il russo Kirill Kivattsev; stessa sorte per il qualificato Mattia Frinzi, che certifica un andamento piuttosto deludente della pattuglia tricolore nel torneo di casa (sono infatti solo due tennisti a superare il secondo turno su 19 partecipanti totali).

M25 SANTO DOMINGO (DOM, cemento) – VINCITORE: Nicolas Kicker

Pronto riscatto per Nicolas Kicker (n.428 ATP), che dopo aver perso in finale sette giorni fa, in questo stesso torneo, conquista il suo titolo ITF numero 13 (su 16 totali); ad onor di cronaca, va detto che il sorteggio era stato benevolo per il 28enne, che a parte un secondo turno ostico con il padrone di casa Nick Hardt, non ha dovuto faticare più di tanto prima della finale contro il brasiliano Igor Marcondes, ancora alla ricerca del suo primo successo. L’ultimo atto si è concluso al tie-break del terzo set, dove è emersa la maggiore classe ed esperienza del controverso tennista argentino, alla sua prima affermazione in un torneo veloce. Tanta invidia per il nostro Davide Pontoglio, unico azzurro presente nella spedizione dominicana, che però dopo aver superato il tabellone di qualificazione ha perso al primo turno dal Lucky Loser colombiano Alejandro Franco.

M15 ANTALYA (TUR, terra rossa) – VINCITORE: Gonzalo Lama

Altro tennista sudamericano che sta ritrovando la sua forma migliore è Gonzalo Lama (n.489 ATP): il cileno approfitta dell’autostrada creatasi nella sua parte di tabellone e affronta principalmente giocatori qualificati, compreso l’argentino Francisco Comesana in finale, debuttante a questi livelli. Il risultato è un gioco da ragazzi per un tennista abituato a navigare in acque ben più importanti, e non sorprende il fatto che non abbia perso nemmeno un set durante la competizione. Vittoria finale numero 11 in carriera per lui (a cui vanno aggiunti due tornei Challenger), e balzo di circa cinquanta posizioni in classifica. Il nostro Riccardo Balzerani rientra nel novero dell’ecatombe di teste di serie di questa settimana, in virtù della sua sconfitta ai quarti contro il giovane ceco Martin Krumich. Fabrizio Andaloro, in tabellone grazie a una wild card, è stato invece sconfitto all’esordio.

M15 SKOPJE (MKD, terra rossa) – VINCITORE: Miljan Zekic

Conferma il pronostico l’esperto Miljan Zekic (n.380 ATP), che nella sua vicina Skopje vince da favorito il torneo, e nello specifico la finale contro il Davisman bulgaro Alexandar Lazarov: il serbo dunque cementa il suo status come uno dei giocatori più vincenti a livello ITF, considerando che ha appena aggiornato il suo palmares con il titolo numero 25 (tutti trofei conquistati su terra rossa). Chissà che non provi a breve ad aggiungere un altro titolo Challenger, dopo quello vinto a Todi nel 2016, alla sua onesta carriera. Un plauso alle prestazioni del lombardo Simone Roncalli, fermato soltanto in semifinale dal futuro vincitore; Daniele Capecchi si prende lo scalpo della tds numero 2 Gijs Brouwer prima di uscire ai quarti per mano del francese Alexis Gautier, molto in forma in questo periodo. Alexander Weis perde al secondo turno dal numero 6 del seeding Nicholas Ionel, infine Jacopo Berrettini paga forse il passaggio a un torneo di livello inferiore, dopo le ottime prove nel Challenger di Biella.

M25 WICHITA (USA, cemento) – VINCITORE: Govind Nanda

Non poteva scegliere miglior momento per tornare a vincere il 20enne Govind Nanda (n.606 ATP), che si porta a casa il montepremi più ricco di settimana. Dopo una vittoria all’esordio contro la tds numero 1 Rio Noguchi, per lo statunitense di origini indiane la strada si è messa in discesa fino alla finale, in cui da sfavorito ha la meglio sul connazionale Patrick Kypson in due set. Il nativo di Durham paga evidentemente una condizione non ancora ottimale, in seguito ai recenti infortuni che ne hanno frenato l’ascesa; la speranza ovviamente è che torni a mostrare quel talento che abbiamo intravisto solo a sprazzi finora. Non erano presenti italiani in tabellone. 

M15 HERAKLION (GRE, cemento) – VINCITORE: Yuki Mochizuki

Per concludere, registriamo la vittoria a sorpresa di Yuki Mochizuki (n.651 ATP), da non confondere con l’omonimo Shintaro, ben più promettente e pubblicizzato, nel torneo greco di Heraklion. Il giapponese nega il terzo sigillo stagionale all’israeliano Ben Patael e si impone in finale per 7-5 6-2, vincendo il suo quarto titolo in carriera, a due anni e mezzo di distanza dall’ultimo. Anche in questa occasione, nessun italiano al via.

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ATP Kitzbuhel: Ruud da record, terzo titolo consecutivo. Sconfitto Martinez in tre set

Il norvegese ha vinto il dodicesimo match di fila e conquistato il terzo titolo del mese di luglio dopo Bastad e Gstaad. Come Andy Murray nel 2011

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Casper Ruud - ATP Kitzbuhel 2021 (ph. GeneraliOpen _ Alexander Scheuber)

Casper Ruud corona nel miglior modo la sua stagione sul rosso, conquistando il quarto torneo stagionale (il quinto in carriera) sconfiggendo il tre set 6-1 4-6 6-3 il 24enne spagnolo Pedro Martinez, alla prima finale ATP in carriera. Un successo da record per Ruud che, conquistando tre tornei in tre settimane consecutive, ripete l’impresa compiuta nell’ottobre 2011 da Andy Murray (vinse a Bangkok, Tokyo e Shanghai).

LA PARTITA – Primo set a senso unico. Ruud si è dimostrato sin dall’inizio solido, con la combinazione servizio e dritto che non ha lasciato scampo a Martinez. Lo spagnolo ha sofferto già dal primo game. Quando lo scambio si è allungato, Martinez ha sempre dovuto cercare una via per uscirne, provando quando possibile ad accorciare lo scambio con il serve and volley. Nel secondo game, lo spagnolo si è trovato a fronteggiare una palla break ma il norvegese lo ha graziato, steccando di dritto. Il break non si è fatto attendere troppo. Nel quarto game, Ruud ha gestito in scioltezza lo scambio e dalla parte del rovescio, Martinez non è stato in grado di a contenerlo. Il 24enne valenciano ha continuato a soffrire il prolungarsi degli scambi e ha ceduto nuovamente il servizio nel sesto game. In chiusura di set, la pioggia ha iniziato a disturbare il gioco ma Ruud ha fatto in tempo a chiudere (6-1) prima della sospensione.

Si è tornati in campo un’ora dopo sotto una leggera pioggerellina che ha lasciato i giocatori in campo solo per tre game, prima di diventare più fitta e costringere a dispiegare nuovamente i teloni sul campo di gioco, con i giocatori costretti a tornare negli spogliatoi sul 2-1 in favore di Martinez senza break.

 

Alle 22.15, dopo oltre tre ore e mezza di interruzione, sotto la luce dei riflettori è ripreso il gioco. Ruud è ripartito subito bene, Martinez, invece, si è trovato subito a fronteggiare una palla break, annullata prontamente con una prima vincente. Lo spagnolo ha cominciato a variare un po’ di più il gioco, con un buon utilizzo del dropshot, mostrando dei progressi rispetto al primo set in cui è stato in balia dell’avversario. Ruud, al contrario, non è riuscito a essere incisivo in risposta. Il norvegese, sin a quel momento solido nei suoi turni di servizio, ha vissuto un momento di blackout nel decimo game, nel quale con ben quattro gratuiti ha regalato a Martinez il set.

Ruud è ripartito nel terzo set con la stessa intensità di inizio match mettendo in difficoltà il suo avversario. L’atteggiamento maggiormente aggressivo ha portato subito i suoi frutti con il break nel terzo game, bissato nuovamente nel quinto. Lo spagnolo ha iniziato a subire un calo fisico ma ha continuato a lottare. Stanchezza che ha offuscato anche la lucidità di Ruud, che nel momento di servire per il match, sul 30-0, è stato tradito dal rovescio e ha concesso il break a Martinez. La chiusura del match però è stata rimandata solo di qualche minuto; il norvegese si è guadagnato tre championship point, con il nastro che ha regalato a Ruud il match.

Con questo successo, Ruud guadagna altre due posizioni nel ranking e raggiunge la 12°, stabilendo il suo best ranking. Il titolo regala al norvegese anche la posizione numero 8 della Race, con il sorpasso ai danni del polacco Hurkacz. Soddisfazione nonostante la sconfitta per Martinez, che grazie alle 21 posizioni guadagnate in classifica stabilisce il suo nuovo best ranking al numero 76.

A cura di Giuseppe di Paola

Il tabellone completo

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Olimpiadi Tokyo 2020, Svitolina rimonta (due volte) Rybakina: è medaglia di bronzo per l’Ucraina

Elina conquista il podio ai Giochi battendo una Rybakina timorosa e sprecona: era avanti 3-1 nel secondo set e 3-0 nel terzo

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Elina Svitolina - Olimpiadi Tokyo 2020 (via Twitter, @ITFTennis)

Ha tantissimo da recriminare anche in questo match Elena Rybakina, sconfitta i semifinale da Bencic nonostante i cinque set point mancati nel primo set e il break di vantaggio nel terzo parziale. Nella finale per la medaglia di bronzo dei Giochi Olimpici di Tokyo, ha vinto nettamente il primo set contro Elina Svitolina, ma non ha gestito un vantaggio di 3-1 nel secondo set e di 3-0 15-40 nel terzo. Svitolina ha vinto 6-4 il parziale decisivo in 2 ore e 28 minuti e al settimo match point utile ha portato a casa la quinta medaglia (tutte di bronzo) per l’Ucraina in questa Olimpiade e la prima della sua storia nel tennis. Rybakina avrebbe permesso al Kazakistan di agganciare proprio l’Ucraina nel medagliere a quota quattro.

Svitolina ha giocato un primo set molto scarico. È stata la prima ad andare sotto nel punteggio, brekkata nel quarto gioco dopo aver avuto a sua volta chance di break nel game precedente (durato ben 18 punti). C’è una grossa differenza sulla diagonale di rovescio, colpo con il quale Rybakina non ha avuto alcun problema ad aprire gli angoli e spingere, mentre l’ucraina ha pagato l’atteggiamento troppo difensivo, sorpresa anche da qualche palla corta della sua avversaria sul finale del set. Il dominio nel gioco di Rybakina si è tradotto in un rapido 6-1.

Le difficoltà di Svitolina a prendere in mano il gioco sono continuate nel secondo set. A comandare è stata sempre la tennista kazaka, che ha guadagnato un break di vantaggio a inizio set. Una grafica mostrata a metà secondo set ha evidenziato il diverso atteggiamento delle due: Rybakina ha risposto sempre coi piedi sulla linea di fondo alla seconda avversaria, Svitolina circa due metri dietro. La qualità di gioco della kazaka è però calata man mano che si avvicinava la linea del traguardo (e la medaglia di bronzo): ha mancato una palla del 4-2 e ha perso il vantaggio, andando in confusione. Il numero di non forzati (25 a fine set) si è alzato, avvicinandosi a quello dei vincenti. Con troppa fretta ha giocato gli ultimi game del parziale, sbagliando una risposta (che sarebbe stata vincente) di pochi centimetri sul 4-4 30-30.

 

Il primo grande rimpianto di Rybakina è arrivato però nel tie-break, dove sul 5-5 gioca un ottimo punto ma manda in corridoio l’appoggio con la volée di dritto a campo aperto. Sarebbe stato match point. Invece Svitolina con un servizio che forse ha sorpreso la sua avversaria per la sua lentezza ha forzato il terzo set. Mai dare per spacciata Elina, che vanta un’ampia collezione di match rimontati in extremis. L’ucraina però non è entrata in campo rinfrancata nel terzo. Molto contratta, ha perso subito il servizio con un doppio fallo, mandando Rybakina in vantaggio 3-0. La numero 22 del mondo ha avuto due palle del doppio break, senza però sfruttarle. Il match è cambiato da lì in poi: il dritto di Rybakina, rivelatosi il colpo in più tra fine secondo e inizio terzo set, è andato in crisi. Quattro errori dal lato destro hanno concesso a Svitolina il contro break. Da 1-4 ha impattato 4-4, per poi approfittare di un’altra coppia di non forzati col dritto di Rybakina per andare a servire per la vittoria. Il coraggio sul finale (4 match point salvati con colpi vincenti) non è bastato alla kazaka. Svitolina ha chiuso il match in lacrime, consapevole di aver raggiunto un traguardo di enorme importanza per lei e per il suo Paese.

Il tabellone femminile delle Olimpiadi con i risultati aggiornati

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ATP

ATP Washington, il tabellone: torna in campo Nadal, presenti anche Sinner e Seppi

Dopo quasi due mesi di stop e l’assenza a Wimbledon e Tokyo, Rafael Nadal torna in campo a Washington. C’è anche Jannik Sinner, che cerca di riscattarsi

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Rafa Nadal - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Appena dopo il termine del Roland Garros, che per lui si è concluso in semifinale al cospetto di un sontuoso Novak Djokovic, Rafael Nadal ha annunciato che non avrebbe partecipato a Wimbledon e alle Olimpiadi di Tokyo 2020 per la necessità di recuperare le energie in vista della parte conclusiva di stagione.

Lo spagnolo, che vanta già due ori olimpici (in singolare a Pechino 2008 e in doppio a Rio 2016), ha compiuto una scelta tutto sommato comprensibile. Con l’approssimarsi del trittico Toronto-Cincinnati-US Open e il dichiarato obiettivo di rimettere tennis nelle gambe, dopo quasi due mesi di stop, Nadal sarà a Washington, dove parteciperà per la prima volta in carriera al torneo di categoria ATP 500. Per Nadal sarà anche la prima volta che gioca un torneo sul duro tra la stagione sull’erba e i due Masters 1000 estivi nordamericani.

Lo spagnolo avrà ovviamente la prima testa di serie sulle spalle e dopo un bye al primo turno affronterà il vincitore della sfida tra Sock e Nishioka. L’eventuale ottavo di finale, secondo proiezione del seeding, sarebbe contro Lloyd Harris che però non sta attraversando un periodo di forma eccellente (una vittoria negli ultimi tre tornei disputati). Ai quarti Nadal incrocerebbe probabilmente uno tra Bublik e Norrie, che stanno disputando la miglior stagione della carriera e non sono avversari da sottovalutare – anche se con Norrie, Rafa, avrebbe il vantaggio di giocare ‘allo specchio’ contro un mancino.

 

Di seguito la parte alta del tabellone dell’ATP 500 di Washingon, che vede Dimitrov come seconda testa di serie più alta e ipotetico avversari di Nadal in semifinale. Il bulgaro però non si esprime ai suoi livelli da diversi mesi, e la sensazione è che Evans e Fritz, in un periodo di forma decisamente migliore (Fritz sembra aver recuperato rapidamente dall’operazione al menisco), abbiamo più chance di spingersi avanti. Occhio anche a Nick Kyrgios, sconfitto nettamente da Norrie ad Atlanta e opposto al primo turno a McDonald; l’eventuale sfida contro Paire al secondo turno accenderebbe facilmente gli entusiasmi del pubblico di Washington.

(clicca per ingrandire)

Un italiano, il deluso Jannik Sinner reduce dalla brutta sconfitta di Atlanta contro O’Connell, si trova invece in cima alla parte bassa del tabellone. La strada che potrebbe portare Sinner, quinta testa di serie, ad affrontare il secondo favorito Auger-Aliassime in semifinale è però lastricata di difficoltà e lo scarso periodo di forma del tennista italiano (forse anche influenzato dalle critiche per la scelta di non andare a Tokyo) non contribuisce ad aumentare la fiducia. L’esordio di Sinner avverrà contro un qualificato o più probabilmente contro Emil Ruusuvuori; una sfida già non semplice, ma il livello di difficoltà si alzerebbe ulteriormente agli ottavi contro – probabilmente – Sebastian Korda. Ai quarti ci sarebbe poi de Minaur; insomma, non certo un sorteggio ideale per chi ha bisogno di ritrovare la vittoria, e magari anche più di una.

ll secondo italiano presente in tabellone, Andreas Seppi, potrebbe invece essere il primo avversario di Auger-Aliassime ma prima dovrà superare il primo turno contro un qualificato. In questa zona di tabellone è da tenere d’occhio anche a Opelka – reduce dai quarti di Atlanta.

(clicca per ingrandire)

A.S.

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