Numeri: un decennio dominato da Novak Djokovic

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Numeri: un decennio dominato da Novak Djokovic

Novak Djokovic è stato in testa alla classifica per il 65% del tempo negli ultimi dieci anni. E a fine anno può tagliare un altro traguardo storico: le sette stagioni da numero 1

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Novak Djokovic con il trofeo - Roland Garros 2021 (foto Twitter @RolandGarros)

65 – il numero percentuale delle settimane in cui Novak Djokovic è stato in testa alla classifica da quando per la prima volta, il 4 luglio 2011, è divenuto numero 1 del ranking ATP. Circa dieci anni fa la graduatoria successiva al primo Wimbledon vinto da Nole – trofeo ottenuto superando Nadal nell’atto conclusivo – ha visto l’esordio in cima alla classifica del tennista nato a Belgrado. Da quel giorno ad oggi Djokovic è stato in vetta ben 325 delle 498 settimane (ovvero circa il 65,26%) in cui il circuito è stato attivo (non sono state considerate in tale calcolo le settimane in cui il ranking è stato congelato a causa della pandemia). Una percentuale che sembra anche destinata a essere incrementata nel corso delle prossime settimane, in virtù dell’attuale primo posto nella Race 2021 di Djokovic e degli oltre 2000 punti di vantaggio nella classifica ufficiale che Nole vanta sul secondo, Medvedev, e dei più di 3500 sul terzo, Nadal.

Il dominio del serbo nell’ultimo decennio si spiega anche con un piccolo approfondimento sui 60 Big Titles da lui vinti in carriera, un numero derivante dalla somma della vittoria di 19 Slam (uno in meno di Nadal e Federer), di cinque ATP Finals (solo il campione svizzero ne ha vinta una in più) e di 36 Masters 1000 (in tal senso è primo a pari merito con Rafa). Nella classifica che somma questa tipologia di tornei (in cui vengono conteggiati anche le vittorie in singolare ai Giochi Olimpici) Nole la scorsa domenica ha aumentato il suo vantaggio, staccando i 57 di Rafa Nadal e i 54 di Federer, grazie anche alla migliore percentuale (tra tutti i tennisti che hanno ottenuto risultati dopo il 1990) di vittorie rispetto al numero di partecipazioni, 198 (30,3 %). 

Un dato fa però capire l’impronta del serbo nel tennis maschile dell’ultimo decennio: da gennaio 2011 Djokovic ha vinto 53 Big titles, contro i 29 di Nadal e i 16 di Federer. Anche un’altra circostanza testimonia quanto avvenuto nel circuito maschile negli ultimi dieci anni: Djokovic, che ha un bilancio favorevole negli scontri diretti con i suoi due più grandi rivali (30-28 con Nadal e  27-23 con Federer), considerando solo le partite giocate a partire da gennaio 2011 conduce molto più nettamente gli H2H con entrambi: lo score diventa 23-12 con lo spagnolo e 21-10 con lo svizzero. Una situazione che ha consentito a Djokovic di essere sinora l’unico tennista ad aver vinto due volte ciascun torneo della categoria Masters 1000 (Federer invece non si è mai imposto a Monte Carlo e a Roma, mentre Nadal non ha mai messo il suo nome sull’albo d’oro di Miami, Shanghai e Bercy) e di diventare il primo giocatore dell’Era Open ad aver quantomeno bissato il trionfo in ciascuna delle quattro prove del Grande Slam.

 
Stefanos Tsitsipas e Novak Djokovic – Roland Garros 2021 (via Twitter, @atptour)

Con il suo secondo successo al Roland Garros il serbo ha trovato il modo migliore per sigillare la chiusura di tre anni per lui fantastici, iniziati dopo la crisi vissuta tra la seconda parte del 2017 (completamente saltata dopo Wimbledon, a causa dei dolori al gomito destro) e la prima metà del 2018 (durante la quale sino alla parte di stagione giocata sulla terra rossa europea era solo un lontano parente del campione conosciuto sino al 2016). Nel giugno di tre anni fa, per la prima volta dal 2006, Djokovic era così uscito dalla top 20 e molti osservatori lo davano in declino irreversibile, certi che non sarebbe tornato al rendimento che già gli aveva consentito di vincere 12 Slam, di diventare il primo tennista dai tempi di Rod Laver a essere contemporaneamente il campione in carica di tutti e quattro gli Slam e di permanere per 223 settimane come primo giocatore al mondo.

Da quel primo turno di Wimbledon del 2018, Nole ha invece portato a casa 160 vittorie nelle 182 partite giocate sino alla finale di domenica contro Tsitsipas, vincendone quindi l’87,9%. Il serbo ha anche trovato una condizione che gli ha consentito di vincere sette degli ultimi undici Slam giocati (solo Federer ha fatto meglio come predominio tecnico in un periodo lungo, vincendo dieci dei quattordici Slam da lui giocati tra Wimbledon 2004 e US Open 2007). Negli ultimi tre anni Nole ha anche vinto sei Masters 1000 e complessivamente ha messo in bacheca 17 trofei (il Roland Garros appena conquistato è stato il suo 84° titolo della carriera nel circuito maggiore, quinto in tal senso dietro a Connors con 109, Federer con 103, Lendl con 94 e Nadal con 88).

Grazie a questi risultati, dopo la grande crisi vissuta, si è ripreso lo scettro della classifica: con le 102 settimane trascorse da quando il 3 novembre 2018 è tornato a essere il primo giocatore al mondo (non si contano le 13 settimane di Nadal al numero 1 del ranking tra novembre 2019 e febbraio 2020 e quelle tra marzo e agosto dello scorso anno, nelle quali il ranking è stato congelato) è arrivato, come detto, a contare 325 settimane in cima al ranking ATP (il precedente record era di Federer con 311). Una serie di primati che sembra destinata a non interrompersi e, anzi, presto potrebbe aggiungersene uno nuovo e quanto mai prestigioso: il numero di stagioni terminate come numero 1 ATP.

Per ora Djokovic è in tal senso il migliore assieme a Pete Sampras (che terminò primo tra il 1993 e il 1998), ma Novak, dopo aver vinto i primi due Slam stagionali, aver fatto finale a Roma e aver vinto il torneo di casa, ha buonissime possibilità di essere il primo tennista della storia a chiudere sette annate come primo della classifica ATP. Quella di quest’anno si sommerebbe alle stagioni targate 2011, 2012, 2014, 2015, 2018 e 2020. Not too bad, come direbbe qualcuno di nostra conoscenza.

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ATP

ATP Washington, il tabellone: torna in campo Nadal, presenti anche Sinner e Seppi

Dopo quasi due mesi di stop e l’assenza a Wimbledon e Tokyo, Rafael Nadal torna in campo a Washington. C’è anche Jannik Sinner, che cerca di riscattarsi

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Rafa Nadal - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Appena dopo il termine del Roland Garros, che per lui si è concluso in semifinale al cospetto di un sontuoso Novak Djokovic, Rafael Nadal ha annunciato che non avrebbe partecipato a Wimbledon e alle Olimpiadi di Tokyo 2020 per la necessità di recuperare le energie in vista della parte conclusiva di stagione.

Lo spagnolo, che vanta già due ori olimpici (in singolare a Pechino 2008 e in doppio a Rio 2016), ha compiuto una scelta tutto sommato comprensibile. Con l’approssimarsi del trittico Toronto-Cincinnati-US Open e il dichiarato obiettivo di rimettere tennis nelle gambe, dopo quasi due mesi di stop, Nadal sarà a Washington, dove parteciperà per la prima volta in carriera al torneo di categoria ATP 500. Per Nadal sarà anche la prima volta che gioca un torneo sul duro tra la stagione sull’erba e i due Masters 1000 estivi nordamericani.

Lo spagnolo avrà ovviamente la prima testa di serie sulle spalle e dopo un bye al primo turno affronterà il vincitore della sfida tra Sock e Nishioka. L’eventuale ottavo di finale, secondo proiezione del seeding, sarebbe contro Lloyd Harris che però non sta attraversando un periodo di forma eccellente (una vittoria negli ultimi tre tornei disputati). Ai quarti Nadal incrocerebbe probabilmente uno tra Bublik e Norrie, che stanno disputando la miglior stagione della carriera e non sono avversari da sottovalutare – anche se con Norrie, Rafa, avrebbe il vantaggio di giocare ‘allo specchio’ contro un mancino.

 

Di seguito la parte alta del tabellone dell’ATP 500 di Washingon, che vede Dimitrov come seconda testa di serie più alta e ipotetico avversari di Nadal in semifinale. Il bulgaro però non si esprime ai suoi livelli da diversi mesi, e la sensazione è che Evans e Fritz, in un periodo di forma decisamente migliore (Fritz sembra aver recuperato rapidamente dall’operazione al menisco), abbiamo più chance di spingersi avanti. Occhio anche a Nick Kyrgios, sconfitto nettamente da Norrie ad Atlanta e opposto al primo turno a McDonald; l’eventuale sfida contro Paire al secondo turno accenderebbe facilmente gli entusiasmi del pubblico di Washington.

(clicca per ingrandire)

Un italiano, il deluso Jannik Sinner reduce dalla brutta sconfitta di Atlanta contro O’Connell, si trova invece in cima alla parte bassa del tabellone. La strada che potrebbe portare Sinner, quinta testa di serie, ad affrontare il secondo favorito Auger-Aliassime in semifinale è però lastricata di difficoltà e lo scarso periodo di forma del tennista italiano (forse anche influenzato dalle critiche per la scelta di non andare a Tokyo) non contribuisce ad aumentare la fiducia. L’esordio di Sinner avverrà contro un qualificato o più probabilmente contro Emil Ruusuvuori; una sfida già non semplice, ma il livello di difficoltà si alzerebbe ulteriormente agli ottavi contro – probabilmente – Sebastian Korda. Ai quarti ci sarebbe poi de Minaur; insomma, non certo un sorteggio ideale per chi ha bisogno di ritrovare la vittoria, e magari anche più di una.

ll secondo italiano presente in tabellone, Andreas Seppi, potrebbe invece essere il primo avversario di Auger-Aliassime ma prima dovrà superare il primo turno contro un qualificato. In questa zona di tabellone è da tenere d’occhio anche a Opelka – reduce dai quarti di Atlanta.

(clicca per ingrandire)

A.S.

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ATP

Kyrgios perde ad Atlanta e bisticcia con Ruud su Twitter

L’australiano cede a Norrie con un netto 6-1 6-4 e poi polemizza con il norvegese sui social. “Stai rubando punti nei tornei minori”

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Nick Kyrgios ad Atlanta 2021 (Credit: @ATLOpenTennis on Twitter)

Altro giorno, altra polemica che coinvolge Nick Kyrgios. Ad Atlanta l’australiano è stato eliminato da Cameron Norrie con un netto 6-1 6-4, senza di fatto mai entrare in partita, e si è poi reso protagonista dell’ennesima scaramuccia social. Da quando le sue apparizioni sul Tour si sono fatte più rare, si sono invece moltiplicate le discussioni sui social o le dichiarazioni controverse, anche se forse è solo il fatto che certi sassi siano lanciati da lontano che amplifica poi l’effetto. Il teatro della nuova diatriba è stato Twitter, coprotagonista del dramma Casper Ruud. Tra i due non corre buon sangue dal (tristemente) noto episodio della squalifica di Kyrgios a Roma 2019: l’australiano fu punito e multato per aver lanciato una sedia in campo (tra le altre cose), mentre il norvegese accolse la sanzione esultando platealmente per il passaggio del turno, ricevendo poi gli sberleffi di Nick per tale gesto.

Stavolta il norvegese, che attende di giocare a Kitzbuhel la sua terza semifinale consecutiva dopo aver vinto i tornei di Bastad e Gstaad, ha risposto ironicamente a un Tweet del profilo ufficiale dell’ATP nel quale si chiedeva di formulare qualche domanda per Kyrgios. “Qual è il suo torneo su terra preferito?” ha scritto Ruud con intenti evidentemente ironici (se non apertamente polemici).

La risposta, anzi, le risposte dell’australiano non hanno tardato ad arrivare. Ufficialmente infatti la replica di Nick è un commento sferzante, ma pacato: “Questo è un classico. Casper Ruud sei un buon giocatore, ma sappiamo tutti che stai rubando punti grazie a quei tornei“. Il riferimento è ovviamente alla finora trionfale campagna del norvegese nei tornei minori su terra post-Wimbledon, storicamente più poveri di concorrenza e frequentati per lo più da amanti del rosso in cerca di punti. In precedenza Kyrgios aveva anche commentato con un “facepalm” (la faccina che si batte la fronte con la mano in segno di disappunto) l’elenco dei quattro semifinalisti del torneo di Kitzbuhel.

 

C’è però il sospetto che questa sia soltanto la seconda risposta di Kyrgios, perché su Twitter è stato diffuso uno screen che riporta una frase molto meno elegante, un laconico “tua mamma“. Il commento non è più reperibile o perché cancellato rapidamente o perché mai esistito. Non sarebbe impensabile infatti che lo screen possa essere stato allestito ad arte e non ci sono conferme attendibili della veracità del commento. Tuttavia per dovere di cronaca vale la pena menzionare la cosa.

Qui il tabellone aggiornato di Atlanta e degli altri tornei di questa settimana

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Flash

Si può giocare a tennis in Moncler? Courmayeur ospiterà un torneo WTA

La Val d’Aosta aprirà una mini-stagione indoor italiana che includerà Next Gen Finals, ATP Finals e Coppa Davis. La WTA annuncia anche altri tre tornei: Chicago, Portoroz e Tenerife

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Courmayeur, dove si svolgerà un torneo WTA 250 in ottobre (Photo Courtesy of Courmayeur Mont Blanc)

Grandi novità per il tennis italiano: Courmayeur, nota meta sciistica ai piedi del Monte Bianco, organizzerà un WTA 250 sul cemento indoor fra il 23 ed il 31 ottobre. Il torneo al Courmayeur Sport Center e avrà un montepremi di 235.238 dollari, e sarà il primo evento femminile indoor a disputarsi in Italia dai tempi del sintetico di Cesena 1992 (l’anno prima si era invece giocata l’unica edizione WTA del torneo di Milano).

Non è da escludere che diversi nomi di spicco possano decidere di partecipare, visto che sarà l’ultima occasione di andare a punti in ottica WTA Finals; qualora le ultime posizioni fossero ancora in bilico, quindi, è presumibile che le contendenti possano decidere di darsi al tennis alpino come tappa finale per volare a Shenzhen. Ricordiamo che quest’ultime (e l’Elite Trophy di Zhuhai) sono gli unici eventi dello swing asiatico a non essere stati cancellati, motivo per cui si è resa necessaria la creazione di nuovi tornei autunnali.

Il torneo sarà operato da Makers, gruppo che si occupa dell’organizzazione di eventi (fra cui il Challenger di Milano), ma stando al comunicato ufficiale è stato fondamentale anche l’apporto dell’amministrazione comunale, in un luogo digiuno di tennis dal 2011, quando si svolse l’unica edizione del Challenger maschile vinta da Nicolas Mahut.

 

“Il ritorno del grande tennis a Courmayeur Mont Blanc è una conferma per la nostra località”, ha detto il sindaco Roberto Rota. “Ci candidiamo a ospitare eventi che possano attrarre non solo pubblico in presenza, ma anche accendere i riflettori del grande sport sulle nostre strutture e sulla località in generale. Siamo felici e orgogliosi che Courmayeur e i suoi campi da tennis indoor siano stati scelti dalla WTA per una competizione del circuito in un mese come ottobre, fondamentale per il nostro turismo e per la nostra idea di destagionalizzazione e promozione di stagioni come l’autunno, meravigliose per le attività sportive e outdoor. Courmayeur Mont Blanc è per tradizione e natura la culla dell’alpinismo e degli sport di montagna, ma è anche dotata di infrastrutture all’altezza, come il Courmayeur Sport Center che ospiterà l’evento, e di una sensibilità particolare nei confronti delle altre discipline sportive, questo evento ne è la prova”.

IL TRIANGOLO DEL TENNIS

Si prospetta dunque un autunno italocentrico dal punto di vista tennistico, visto che il torneo di Courmayeur farà da apripista alle Next Gen Finals di Milano (non svoltesi lo scorso anno) e soprattutto alla prima edizione torinese delle ATP Finals; successivamente il capoluogo piemontese ospiterà anche due gironi delle finali di Coppa Davis. A questo encore si aggiungono i tornei sul rosso già giocatisi a Cagliari (maschile), Parma (femminile e maschile in settimane consecutive), Roma (combined) e Palermo (femminile); nonostante alcuni di questi tornei siano probabilmente destinati ad essere dei monouso, è innegabile l’attestato di fiducia della comunità del tennis internazionale nei confronti del tennis italiano.

NUOVI TORNEI WTA

Oltre a Courmayeur, tre nuovi tornei rimpolperanno la programmazione femminile, come detto orfana di quasi tutti i tornei orientali. Questo il calendario post-US Open (i nuovi tornei sono evidenziati in rosso):

  • La settimana del 13 Settembre si giocherà in Lussemburgo e a Portoroz in Slovenia (entrambi WTA 250)
  • La settimana del 20 settembre si giocheranno il 500 di Ostrava e il 250 di Seoul
  • La settimana del 27 settembre si disputerà il nuovo 500 di Chicago
  • Nelle due settimane che vanno dal 4 al 17 ottobre si giocherà Indian Wells
  • Nella settimana del 18 ottobre si disputeranno il 500 di Mosca e il 250 di Tenerife
  • Dal 25 ottobre (le qualificazioni iniziano il 23) avrà luogo per l’appunto Courmayeur.

Nelle due settimane successive si dovrebbero giocare prima Zhuhai (dal primo novembre) e poi Wuhan (dall’8); in questo momento però non sono confermati sul sito della WTA. Steve Simon, il chairman del circuito, ha rilasciato una breve dichiarazione in merito, inclusa nel comunicato ufficiale: “Quest’ultima fase del calendario del WTA Tour porterà il numero dei tornei sopra i 50, continuando ad offrire una piattaforma globale per promuovere il tennis femminile […]. Siamo felici del novero di tornei che abbiamo organizzato per la fine della stagione e non vediamo l’ora di poter dare maggiori informazioni riguardanti le WTA Finals”.

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