Berrettini sogna: "Mentirei se non dicessi che voglio spingermi avanti a Wimbledon"

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Berrettini sogna: “Mentirei se non dicessi che voglio spingermi avanti a Wimbledon”

Matteo Berrettini è in finale al Queen’s con un tennis che autorizza a sognare in grande: “L’erba ti perdona poco. Meno pensi e meglio è, se vai deciso può essere vincente”

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Matteo Berrettini - ATP Queen's 2021 (via Twitter, @QueensTennis)
 

Sono passati meno di tre anni dalla prima finale giocata (e vinta) da Matteo Berrettini, sulla terra di Gstaad, e il tennista che nel luglio 2018 attendeva ancora di fare ancora il suo ingresso in top 50 è adesso un top 10 affermato. Sull’erba del Queen’s ha appena raggiunto la sua settima finale in carriera; ne ha già una per ogni categoria di tornei (Slam esclusi) ma non ancora una per ogni superficie, con un curioso zero alla voce cemento – quella che ci si attendeva si sarebbe riempita invece più rapidamente.

Non so come mai” ha commentato Matteo dopo aver battuto de Minaur in semifinale con la medesima autorità dei turni precedenti (anzi, convincendo anche di più). “Però il risultato più importante della mia carriera, la semifinale dello US Open, l’ho fatto sul cemento. Quest’anno ho giocato la finale dell’ATP Cup, un evento un pochino diverso ma si giocava sul cemento. Non lo so, mi viene da pensare che il 2019 – una delle mie migliori annate – non è partito benissimo sul cemento australiano. Poi mi sono fatto male e non ho giocato Montreal, a Cincinnati ero ancora così così, poi c’è stato l’exploit dello US Open e la semifinale a Shanghai. Non lo so – ripete – la cosa importante è che sono competitivo su tutte le superfici“.

Quel che è certo è che Berrettini è già l’ottavo tennista italiano per numero di finali raggiunte a pari merito con Cancellotti e Furlan. Insegue Volandri e Gaudenzi, che ne hanno giocate due in più con un bilancio però piuttosto negativo (rispettivamente 2-7 e 3-6; Matteo invece è 4-2). E con due finali sull’erba insegue anche Seppi, l’unico italiano capace di giocarne tre; con tutto il rispetto per Andreas, un istituzione del tennis italiano, la sensazione è che il potenziale di Berrettini sui prati a lungo termine sia ben superiore.

 

Ogni partita è andata meglio e ho preso più fiduciaquesta è una superficie che ti perdona poco” dice Matteo, ricostruendo le vittorie contro Travaglia, Murray, Evans e de Minaur. Partite in cui ha reso meglio del previsto anche con il rovescio, sempre meno falloso partita dopo partita (10, 7, 5 e 5 il conteggio dei gratuiti dal lato sinistro nei quattro match). “Non so bene i dati ma credo di sbagliare di più con il dritto perché con quel colpo cerco di fare di più, prendo più rischi (28 a 27 sinora, non una gran differenza in realtà, ndr). Oggi credo di aver fatto un ottima prestazione con il rovescio e non mi sento debole da quel lato. Ovviamente se lo paragoniamo al dritto è molto diverso, ma anche perché penso di avere uno dei dritti più importanti del circuito; non si può avere tutto, altrimenti non sarei umano! In generale sono molto contento dei progressi che ho fatto e delle mie variazioni con il rovescio“.

Matteo Berrettini – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Durante la conferenza sapeva già che avrebbe sfidato un mancino, ma non che sarebbe stato quello di minor prestigio – Norrie, che ha battuto a sorpresa Shapovalov e sarà il terzo britannico sul suo cammino. “Le rotazioni dei mancini, soprattutto al servizio, sono diverse. Sull’erba possono prendere gli angoli esterni e mandarmi fuori dal campo – che è una cosa abbastanza scomoda perché appunto prende il mio rovescio, mentre il destro tira lo slice esterno sul mio dritto”. Nulla per cui fasciarsi troppo la testa, ad ogni modo: “Ho giocato con diversi mancini in passati e di solito mi concentro sul mio tennis; ci sarà da cambiare qualcosa, ma su questa superficie meno pensi e meglio è. Se vai deciso non importa dove tiri, può essere vincente“.

Pur con una finale ATP da giocare, c’è chi gli chiede di volgere lo sguardo già a Wimbledon. Senza Nadal, con l’incognita Federer e gli altri top 10 che non possono certo dirsi maestri della superficie – solo Djokovic, Federer e Bautista hanno giocato i quarti ai Championships – Matteo ha il diritto di provare ad arrivare in fondo. “Sicuramente questo è l’obiettivo, ormai ho raggiunto un bagaglio d’esperienza e consapevolezza che mi fa iniziare le due settimane di uno Slam con grandi aspettative. Questa settimana è la prova ulteriore che sull’erba posso giocare molto bene. Mentirei se non dicessi che voglio spingermi in avanti a Wimbledon. Poi che sia difficile lo sappiamo tutti, ma le cose che stanno succedendo aiuteranno sicuramente“.

Le eventuali differenze tra l’erba del Queen’s e quella del più prestigioso circolo londinese non lo spaventano: “Non ho mai giocato qui e poi Wimbledon, quindi non so quanta differenza ci sarà – ma so che sono simili. Il mio servizio e le mie armi in generale non vengono influenzate più di tante dalla superficie, nel senso che gli ace si possono fare anche a Wimbledon e forse il fatto che sia un po’ più lenta come superficie mi aiuta in risposta. Ci avreste creduto mai, appena tre anni fa? Un italiano tra i possibili outsider a Wimbledon, senza che ciò costituisca blasfemia.

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WTA Hua Hin: cade la testa di serie n.3 Xiyu Wang. Vittorie per Tsurenko e Zidansek

Buona vittoria anche per la sudcoreana Su Jeong Jang contro la britannica Boulter nel 250 thailandese

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Lesia Tsurenko al Piatti Tennis Center (foto: Ufficio Stampa Piatti TC)

Si è consumata la prima giornata del WTA di Hua Hin, in Thailandia. Dopo le due settimane di Slam australiano, il circuito femminile riparte da qui, con la testa di serie n.1 Bianca Andreescu – in gara grazie ad un wild card – a guidare la compagine. Qualche sorpresa c’è stata in questo lunedì, ma andiamo a vedere meglio gli incontri disputati in questa giornata inaugurale.

IL TABELLONE COMPLETO DEL WTA 250 DI HUA HIN

La prima testa di serie a cadere è la cinese classe 2001 Xiyu Wang, che cede il passo alla connazionale Lin Zhu in tre set, 4-6 6-3 6-0. E dire che le cose per Wang si erano anche messe bene nel primo set, grazie al break nel nono gioco che le ha permesso di vincerlo. La testa di serie n.3 era ad un passo dalla vittoria anche nel secondo quando dopo aver strappato nuovamente il servizio alla rivale si era portata avanti 3-1. Da lì la reazione di Zhu che prima contro breakka, e poi infligge il colpo che vale il set sul 5-3. Nel terzo set Wang è inerme, annichilita dai tre break che valgono il lapidario 6-0.

 

Nelle altre partite del WTA 250, vittoria in tre set per l’ucraina Lesia Tsurenko contro la belga Ysaline Bonaventure, 3-6 6-4 6-4 il punteggio finale. Partita questa con diversi capovolgimenti di risultato. Specie in un terzo set molto combattuto, con ben 5 break ed un finale pirotecnico. Tsurenko serve per il match, ma viene breakkata; nel game successivo Bonaventure è fallosissima e restituisce il break – a 15 – per il 6-4 conclusivo. Da segnalare la vittoria della sudcoreana Su Jeong Jang in tre set , 3-6 6-3 3-6, contro la britannica Katie Boulter. Poi la cinese Wang Xin lascia solo quattro game all’elvetica Joanne Zuger, il 6-2 6-2 punteggio conclusivo. Infine la vittoria della slovena Tamara Zidansek in due set , 6-2 6-3, contro l’australiana Astra Sharma,.

IL TABELLONE COMPLETO DEL WTA 250 DI HUA HIN

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Circoli in vista

Pietro Romeo Scomparin e il successo nei tornei Open: “In due anni punto a fare il salto” [ESCLUSIVA]

Il 21enne veneto ha vinto l’Open Rodeo di Mirano e sta preparando la stagione del suo decollo. “Mi piace sciare ma non sono bravo come Sinner”

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Scomparin Pietro - Foto Padova Oggi

Nel penultimo week-end di gennaio a Mirano è andata in scena la sesta edizione del ‘Rodeo Aquarius FITP’ riservato ai seconda categoria, primo appuntamento dell’anno nel club Miranese, con più di 40 partecipanti provenienti da svariate regioni d’Italia. L’ha spuntata il vicentino Pietro Romeo Scomparin che in finale ha avuto la meglio su un ottimo Riccardo Parravicini, classificato 2.6 e tesserato per il TC Padova. Il tennista veneziano infatti ha dato parecchio filo da torcere al più titolato avversario (classificato 2.2), arrivando anche ad avere un set point nel primo set. Lo avesse messo a segno forse il match avrebbe raccontato una storia diversa, ma il 21enne Scomparin, tesserato per il Tennis Villafranca, è riuscito a salvarsi e a rimettere la partita sui giusti binari fino a concludere col punteggio di 5-4(3) 4-1.

Abbiamo raggiunto telefonicamente il vincitore per avere un suo commento.

Buongiorno Pietro, disturbiamo?

 

Assolutamente no, oggi sono stato a sciare ad Asiago con mio padre e mio fratello e adesso stiamo tornando a casa. Lo sci mi piace moltissimo, tanto che da piccolo facevo le gare.

Un emulo di Sinner dunque?

No, no (ride, ndr), non ero così forte come lui. Diciamo che me la cavavo.

Come te la cavi anche con la racchetta in mano. Nella tua zona fai letteralmente man bassa di Open.

(ride, ndr), effettivamente ne vinco abbastanza. L’anno scorso ho vinto quattro tornei e pure questa stagione è iniziata nel migliore dei modi con la vittoria a Mirano. Anche se qui purtroppo come testa di serie n.1 ho disputato solo una partita mentre avrei bisogno di giocare molto di più per preparare le prossime trasferte.

C’era un premio in denaro?

No, gli unici benefit sono stati che non ho pagato l’iscrizione e che alla fine mi hanno regalato del materiale del Circolo.

Parlavi delle tue prossime trasferte.

In febbraio sarò ad Antalya (Turchia), in marzo invece in Croazia e ad aprile a Palmanova (Spagna).

Riprendi dunque l’esperienza nei tornei Futures che avevi cominciato nel 2022 quando hai giocato 30 partite (con 19 vittorie), raggiungendo tre volte il tabellone principale. Poi ti sei fermato, come mai?

Sì, nei primi mesi ho avuto un buon rendimento, conquistando anche il mio primo punto ATP al Cairo. Poi ho interrotto perché ho cambiato allenatore e mi sono trasferito al Tennis Villafranca. Poi ho anche studiato disperatamente inglese perché mi erano arrivate un paio di proposte di borsa di studio dai College USA. Solo che era richiesto un livello linguistico C1 (il secondo più alto dopo il C2, ndr) e io sono riuscito ad ottenere solo un B2. Così non sono andato (ride, ndr).

Hai detto che ti sei trasferito a Villafranca. Con chi ti alleni?

Con Marco Speronello che come vincitore di Open avrebbe parecchie cose da insegnarmi (ride, ndr).

Con il Villafranca giochi la B2?

Quest’anno non più perché farò la B1 con Schio e probabilmente la prossima stagione giocherò in A2 con Bassano.

La tua superficie preferita?

La terra, però adesso mi sto allenando parecchio sul veloce a Treviso perché il primo torneo sarà a Ortisei per le pre-qualificazioni BNL e lì non solo il superficie è molto rapida ma saremo anche in quota.

Sempre sulle orme di Sinner. A proposito di giocatori forti hai mai giocato con qualcuno di loro?

Con Sinner cinque anni fa ci palleggiai in Grecia quando lui stava iniziando a fare i primi ITF.

E con gli altri ragazzi della cosiddetta new wave italiana?

Non è che tennisticamente li conosca tanto bene perché da piccolo non ero forte come loro. Tanto per dire a 16 anni ero ancora terza categoria. Ho giusto incrociato Bellucci all’Open di Trissino un anno e mezzo fa quando lui vinse battendo in finale Speronello (da cui io persi in semifinale) che era sopra 6-4 4-1 e poi finì per perdere 7-6 al terzo.

Adesso non stanno attraversando un momento particolarmente brillante.

Ci sta perché nel tennis non è facile tenere costantemente un livello alto. Poi ci sono vari fattori che possono influire: infortuni, cambio di allenatore, la famiglia. Quindi non è mai un processo rettilineo.

Tu comunque li vedi tutti in top 100?

Certamente, hanno tutti il livello per ottenere quei risultati.

E tu invece che ambizioni hai?

Per quest’anno mi piacerebbe arrivare al n.600 ATP. L’anno prossimo magari arrivare a 300/400 per poi fare il salto.

Parliamo anche di un eventuale piano B. La scuola?

Ho fatto il Liceo Scientifico Scienze Applicate, i primi quattro anni frequentando e l’ultimo online perché viaggiando non ci riuscivo più.

Grazie Pietro, speriamo tu ci dia occasione di scrivere ancora di te.

Farò il possibile (ride, ndr) e intanto grazie per l’interesse.

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Australian Open

Marijana Kovacevic, da lei il sollievo muscolare di Djokovic?

Volto nuovo nel box del serbo in questo Australian Open: una fisioterapista che tra i suoi pazienti ha avuto anche Cristiano Ronaldo e la nazionale ghanese

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Novak Djokovic - Australian Open 2023 (foto: twitter @ausopen)

La scalata di Novak Djokovic al decimo Australian Open ha paradossalmente visto il campione serbo affrontare qualche difficoltà in più nei primi turni, dovute soprattutto alle incerte condizioni fisiche. In particolare, il tendine del ginocchio gli ha creato preoccupazione in merito addirittura alla possibilità di non portare a termine il torneo. Le condizioni dell’asso serbo sono progressivamente migliorate e sul campo non ha mai mostrato alcun imbarazzo a partire dal match di terzo turno con Grigor Dimitrov, per arrivare fino alla finale con Tsitsipas nel pieno delle sue possibilità atletiche.

Nelle ultime fasi del torneo Novak è stato raggiunto da Marijana Kovacevic, dottoressa fisioterapista anch’essa di Belgrado. Per lei, Djokovic ha avuto parole di ringraziamento e di elogio: “Non entro in dettagli particolari” – ha detto il campione – “ma sono molto grato a Marijana. Mi sono affidato a quanti più esperti possibile qui a Melbourne. Lei è volata fin qua per aiutarmi, e ho sentito i benefici del suo intervento”.

Tra gli altri, Kovacevic ha avuto in cura niente di meno che Cristiano Ronaldo nel 2016, per l’infortunio durante gli Europei, ma anche giocatori come Alexis Sanchez e Robin Van Persie. L’ex calciatore israeliano Yossi Benaioun, ai tempi della sua militanza nel Liverpool (2007-2010) fu curato dalla dottoressa Kovacevic, e ricorda come la cura si sostanziasse in “massaggi con una sostanza che lei indicava come fluido proveniente da placenta umana. Nessuna iniezione, nessun rischio di doping”.

 

Lo stesso Benayoun ricorda di come poté nel 2009 accorciare un infortunio con tempi di recupero fissati in cinque settimane a soli quindici giorni, riuscendo a essere subito protagonista in campo. Sul sito Ghana Guardian si parla di come abbia collaborato con la nazionale di calcio del Ghana ai tempi della presidenza della Federazione Ghana Calcio di Nwesi Nyantaky, dal 2005 al 2018. Inoltre, ha fatto parte della spedizione della nazionale della Serbia ai mondiali del 2010.

Danilo Gori

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