Wimbledon in numeri: Kerber e Barty, due modi diversi di primeggiare sull'erba

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Wimbledon in numeri: Kerber e Barty, due modi diversi di primeggiare sull’erba

Semifinale tra due campionesse Slam: Barty è la numero uno del mondo, Kerber ha vinto Wimbledon nel 2018. Barty attacca alla grande, Kerber domina da fondo: ne vedremo delle belle

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Ashleigh Barty - Wimbledon 2021 (via Twitter, @Wimbledon)

A livello femminile le due semifinali promettono di regalare spettacolo. Da una parte abbiamo Ashleigh Barty contro Angelique Kerber, dall’altra Karolina Pliskova e Aryna Sabalenka. Senza nulla togliere alla seconda sfida – della quale ha in parte parlato il nostro AGF, soffermandosi su Pliskova – in questa sede vorremmo provare a dare uno sguardo ‘numerico’ a Kerber-Barty. Non solo perché si tratta di due giocatrici che hanno già vinto uno Slam, mentre le altre due semifinaliste sono ancora a caccia del primo successo, ma anche per considerazioni di carattere tecnico. Lo stile e il modo di interpretare il gioco delle due è quanto mai diverso, ma entrambe si adattano benissimo all’erba e probabilmente chi emergerà vincitrice avrà poi i favori del pronostico in finale.

Partiamo dal servizio. Barty conta tantissimo su questo colpo e costruisce molto attorno alla propria battuta, mentre Kerber ha di gran lunga il peggior servizio tra le ultime quattro giocatrici ancora in corsa. In tal senso è eloquente il dato degli ace: l’australiana ne ha scagliati 38, seconda solo a Pliskova (40), mentre Angie è a 11. La tedesca peraltro è in negativo per quanto riguarda il rapporto con i doppi falli, che sono ben 14; Barty ne ha commessi di più in termini assoluti, ma il suo bilancio è comunque largamente positivo.

La situazione cambia in risposta, comparto nel quale entrambe eccellono con numeri davvero ottimi e pressoché identici. Barty risponde in campo nell’86% dei casi tallonata da Kerber con l’84%, rispettivamente il secondo (a parimerito) e quinto miglior dato del torneo. La statistica prende ancora più sostanza se si considera che, tra le dieci migliori tenniste sotto questa voce, nessuna ha giocato più di tre partite. I numeri vanno a braccetto per quanto riguarda i punti vinti sulla prima e sulla seconda avversaria, con Kerber che ha una migliore percentuale di conversione delle palle break (54% contro 49%).

 

Addentrandosi nella giungla degli scambi da fondo, si scovano alcuni indizi interessanti e alcune possibili chiavi in vista dell’imminente sfida tra le due. Barty domina con il dritto, colpo con il quale ha messo a segno la bellezza di 68 vincenti (nessuna ne ha fatti più di lei) a fronte di 58 gratuiti. Molto meno rassicuranti i dati dal lato del rovescio: 16 vincenti e 55 non forzati. Vero che spesso l’australiana ricorre alla soluzione slice con la quale è più difficile ottenere vincenti, ma il gap è comunque significativo. Questo colpo di Barty verrà infatti solleticato dal dritto di Kerber, che sull’erba è insidioso per chiunque e può esacerbare eventuali incertezze come su nessun’altra superficie. Altrettanto interessante sarà poi il confronto sull’altra diagonale, che vede opposti il drittone di Ashleigh e il solido rovescio di Kerber (52 vincenti e 50 gratuiti finora).

Angelique Kerber – Wimbledon 2021 (credit to AELTC_Simon Bruty)

Anche la lunghezza degli scambi rivela il diverso approccio delle due. Barty conclude lo scambio in media entro i quattro colpi (3,96) e prevale piuttosto nettamente sia negli scambi brevi che in quelli medi e lunghi: sotto i quattro colpi il bilancio punti vinti-punti persi è 266-206, 85-74 tra i cinque e gli otto colpi, 44-26 quando il palleggio si prolunga oltre i nove colpi. Più in generale, quando si comincia a scambiare fa il punto nel 51% dei casi. Nei match di Kerber, che sui bracci di ferro da fondo ci ha costruito una carriera, il palleggio è durato mediamente 5,28 colpi e gli scambi sopra i nove colpi sono stati sensibilmente di più: ben 137 (71-66 il bilancio) contro i 70 giocati da Barty. Complessivamente la tedesca ha portato a casa il 54% dei punti da fondo e non lasciatevi ingannare; quel 3% in più rappresenta una enormità, anche se non sembra (se non siete convinti, leggete questo articolo).

Insomma, due tenniste diverse, tutto sommato atipiche nel panorama del tennis femminile moderno, che si daranno battaglia per un posto in finale. Se ne vedranno delle belle.

Il tabellone femminile di Wimbledon con tutti i risultati aggiornati

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ATP Vienna: il toro Alcaraz incorna un generoso Murray

Continua la corsa a Vienna dello spagnolo Carlos Alcaraz che non fa sconti e si prende la rivincita sullo scozzese Andy Murray

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Carlos Alcaraz (ESP) - Vienna 2021 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Christian Hofer).

C. Alcaraz b. [WC] A. Murray 6-3 6-4

Altro britannico per il giovane spagnolo, che dopo essersi sbarazzato dell’attuale numero 2 Daniel Evans, si trova ora a giocare, anche se fa strano a dirsi, con Gran Bretagna 3, ovver Sir Andy Murray. Per lo spagnolo si tratta di vendicare la sconfitta patita a Indian Wells un paio di settimane fa, proprio per mano dello scozzese. Alcaraz parte favorito, ma mai dare per battuto in partenza Murray, che qua a Vienna è ancora imbattuto (vincitore nel 2014 e nel 2016) e che lunedì a sorpresa ha portato a casa lo scalpo di Hurcacz.

Un match sfibrante, che nelle prime fasi del primo set è stata un’autentica battaglia con Alcaraz dato per favorito, sia in funzione del ranking che per la maggiore freschezza; diamo solo alcuni numeri per dare la dimensione dell’intensità a cui abbiamo assistito nei primi 5cinque giochi, una media di 8 minuti per game, con i due che sono andati complessivamente 13 volte ai vantaggi. Una braccio di ferro clamoroso che vede prevalere alla fine lo spagnolo che finisce per filare via e chiudere il primo set 6-3 con un doppio break di vantaggio.

 

Secondo set in cui Murray riesce a risollevare la china e a mettersi in scia al giovane spagnolo, che poi produce il massimo sforzo con soluzioni di tigna (come il lob a pelo soffitto dello stadio che rimane in campo) e l’attacco a rete a seguire la risposta sulla seconda dello spagnolo che lo portano a conquistare addirittura a zero il break per il 2-1 Gran Bretagna.

Il murciano però non ci sta e come in una corrida carica a testa bassa con soluzioni sublimi (come il dritto a sventaglio al volo che pizzica la riga) e sciagurate (come lo smash a rimbalzo comodissimo che sparacchia fuori). Qui però il sapiente torero scozzese tira fuori il meglio dalla sua mano educata con un pallonetto in allungo e una deliziosa demi-volée smorzata di rovescio su una passante velenoso dello spagnolo (a proposito, il ragazzo oltre a menare dimostra anche una bella sagacia, confermando quanto visto lunedì con Evans; quando è in difficoltà il ragazzo è capace di proporre passanti complicati, che finiscono sulle stringhe del proprio avversario).

La battaglia va avanti quindi anche nel secondo set, con Murray che deve continuare a rispondere alle domande che gli presenta Alcaraz. Impressionante anche dall’alto della tribuna media constatare come viaggi la palla dell’iberico, anche se ovviamente andrebbe vista da bordo campo, come negli allenamenti. E con queste bordate Murray gioca in difesa come meglio riesce, e qua si vede il fatto che nelle ultime settimane sta trovando il ritmo partita: sicuramente non sarà la versione de luxe del 2016, ma almeno lo scozzese sente gli scambi e si muove in maniera più che adeguata. Ogni game di Murray è una lotta con palle break e tante spallate ai vantaggi, che riesce a salvare in qualche modo, fino all’ottavo game, dove finisce per crollare anche mentalmente (si veda in particolare un sanguinoso errore dello scozzese in uscita dal servizio e la penuria di prime palle nel game). Alcaraz così prende il comando delle operazioni e allo scoccare delle due ore si porta sul 5-4. Tutto all’attacco lo spagnolo anche nel successivo game di servizio di Murray (clamoroso un dritto d’attacco su una palla tagliata velenosissima di Andy) e a seguire un dritto in corsa vincente a tutto braccio dopo uno scambio da 24 colpi, che gli procura match point e poco dopo la partita, con l’ennesima risposta aggressiva che Murray non riesce a gestire.

Match insomma bellissimo ed estremamente combattuto, in cui però va fatto notare come per la seconda volta Alcaraz conceda parecchio sul proprio servizio: lunedì con Evans sono state ben 7 le palle break concesse; oggi nel solo primo set sono state 9 quelle concesse a Murray (saranno 10 in totale a fine partita). Un dato che si spiega con la scarsa incisività questi giorni con la prima di servizio da parte dello spagnolo (oggi addirittura 60% di successo sulla seconda, che è un ottimo dato, e 59% sulla prima, dato quest’ultimo che in queste condizioni di gioco di solito è ampiamente deficitario…); è chiaro che se il ragazzo riuscirà a migliorare il servizio (vi ricordate ad esempio un certo maiorchino come ha migliorato il servizio nel corso degli anni) allora saranno guai seri per il resto del circuito.

In termini di shot selection partita quasi a specchio, con Alcaraz che si è dimostrato disponibile a mantenere per larghi tratti la partita sulla diagonale di rovescio.

Lo scozzese ha cercato così di manovrare con giudizio, cercando di evitare di rimanere invischiato in palleggi troppo lunghi che spesso premiavano il suo avversario, ma non è bastato, contro l’aggressività tattica e l’esuberanza fisica del suo avversario.

Nell’intervista post partita lo spagnolo ha confermato di aver giocato a tutta cercando di non lasciare giocare Murray e cercando di essere il più possibile aggressivo. La differenza con Indian Wells è che stavolta non era la prima volta e il ragazzo sapeva cosa aspettarsi (c’era anche un discorso di emozione probabilmente, visto che in spagnolo ha detto che lo aveva visto un milion de veces, però solo in tv). Prossimo match con Berrettini – giocatore che lo spagnolo ovviamente rispetta molto, ben diverso come stile da Murray. Curiosamente poi, ma neanche tanto visto il gioco aggressivo dello spagnolo, il ragazzo ha affermato di non avere problemi con i campi rapidi, e anzi di gradirli, come sta avvenendo questa settimana

A seguire poi è arrivato Murray in sala stampa (pardon, nella stanza virtuale su zoom), nel quale si è detto dispiaciuto di essersi lasciato sfuggire il secondo set, dove il livello era un po’ sceso rispetto all’inizio spettacolare del primo. In ogni caso abbiamo visto parecchio bel tennis. “È stato sicuramente un match fisico, – ha spiegato l’ex n.1 del mondo – e nell’arena faceva veramente caldo, di solito indoor non è così; ma quando si giocano scambi e game come quelli che abbiamo giocato nel primo set il caldo diventa un fattore, in quanto fisicamente diventa complicato. Carlos è un gran ribattitore e il suo servizio non è definitivo, per cui gli scambi sono molti lunghi e lui ha fatto veramente pochi gratuiti, specie considerando la potenza dei suoi colpi; io avrei potuto e dovuto fare meglio, in quanto ho avuto le occasioni“.

Per quel che riguarda il resto della stagione – ha continuato Murray – sicuramente Stoccolma, e a Parigi Bercy è probabile che possa ricevere una wild card. La Davis non è una cosa che metto in conto, al momento direi di no, perché vorrei una off season come si deve. Sebbene il mio tennis stia migliorando, credo di aver bisogno di 3-4  settimane per sistemare con calma il mio gioco. E giocando in Davis Cup non potrei farlo. Infine credo che nel giro di qualche mese riuscirò a mettere insieme dei buoni risultati e risalire in classifica. Credo che se riesco ad essere un po’ più consistente e cinico comincerò a vincere e ad avere delle buone strisce. I sorteggi poi contano, e qua il tabellone era durissimo. Rispetto al futuro infine è qualcosa a cui non sto pensando parecchio, ho buttato Hurcacz che ha fatto semi a Wimbledon, Alcaraz ha fatto bene allo US Open, credo di poter ripetere delle buone prestazioni guardando a quei match. E so che posso giocare meglio“.

Infine tornando ad Alcaraz : “Credo che sicuramente abbia il potenziale potrebbeer diventare un campione Slam, ma non lo conosco, non ci lavoro tutti i giorni: il suo team e il suo coach che lo vedono tutti i giorni possono rispondere meglio di me, anche se per un diciotenne ha già un’ottima base, con pochi buchi“.

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WTA Cluj-Napoca 2: Halep avanti in scioltezza

Simona domina 6-1 6-2 il derby con Ruse e sfiderà Gracheva. Esordio agevole anche per Kontaveit contro Krunic

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Simona Halep - Cluj Napoca 2021 (foto Twitter @Transylvaniaopn)

Tutti incontri abbastanza a senso unico in questo mercoledì al Transylvania Open. Spicca la vittoria all’esordio di Simona Halep che si è aggiudicata il derby contro Elena Gabriela Ruse con un inequivocabile 6-1 6-2. Troppa la differenza nello scambio tra le due giocatrici con la più blasonata delle due che ha fatto suo il match in un’ora e 15 di gioco. Al secondo turno sfiderà Varvara Gracheva. Avanti senza problemi anche Anett Kontaveit, fresca vincitrice della Kremlin Cup di Mosca. L’estone ha superato Aleksandra Krunic 6-3 7-5, accusando un singolo passaggio a vuoto a metà del secondo set quando si è lasciata riprendere sul 4-4 con un controbreak a zero. Anett ha comunque prontamente ripreso in mano le operazioni e chiuso la partita senza ulteriori patemi. La sua prossima avversaria sarà Alison Van Uytvanck.

Si sono invece già qualificate per i quarti di finale Anhelina Kalinina e Lesia Tsurenko. La prima ha rifilato un doppio 6-2 a Ana-Lena Friedsam, mentre l’ucraina ha domato in due set le resistenze di Anastasia Gasanova (6-2 7-5).

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ATP Vienna, il programma di giovedì 28 ottobre: Sonego e Sinner in campo nel pomeriggio

Jannik Sinner secondo match sul centrale (ore 16 circa) contro Dennis Novak. Lorenzo Sonego cercherà di fermare Casper Ruud (ore 15 circa) sul #glaubendich

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Gael Monfils (FRA) - Vienna 2021 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Christian Hofer).

Si completano gli ottavi di finale all’Erste Bank Open di Vienna, con tre dei pretendenti agli ultimi posti per le Nitto ATP Finals di Torino ancora in corsa. Inizierà Cameron Norrie alle 13 sul campo #glaubendich contro il canadese Felix Auger Aliassime, poi a seguire ci sarà Casper Ruud che se la vedrà con il nostro Lorenzo Sonego.

Sonego potrebbe “fare gioco di squadra” vincendo il suo match perchè in quel modo aiuterebbe Jannik Sinner a raggiungere il norvegese in graduatoria. Sinner sarà sul campo centrale contro la wild card austriaca Dennis Novak, vincitrice al primo turno del nostro Gianluca Mager.

Le prime due teste di serie, Stefanos Tsitsipas e Alexander Zverev, saranno impegnate nella sessione serale non prima delle 17.30.

 

Questo il programma completo (cliccare l’icona in alto a destra per ingrandire l’immagine)

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