Doppio rimbalzo a Washington? Ymer tace e Thompson si arrabbia, sfiorata la rissa

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Doppio rimbalzo a Washington? Ymer tace e Thompson si arrabbia, sfiorata la rissa

Il primo turno del Citi Open tra i due finisce in polemica: lo svedese arriva a match point con un punto dubbio. “Il tennis dovrebbe essere un gioco da gentiluomini” è la critica dell’australiano

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Jordan Thompson - New York Open 2020 (foto Twitter @NewYorkOpen)

Con l’esordio di Nadal a Washington tutta l’attenzione mediatica si è spostata sui di lui e gli altri top player in corsa per la vittoria del titolo, tuttavia due giorni fa nel primo turno disputato tra Elias Ymer e Jordan Thompson c’è stato un episodio degno di essere riportato. La vittoria è andata al qualificato svedese Ymer per 3-6 7-5 6-3, ottenuta al settimo match point, e proprio nell’ultimo game c’è stato il punto che ha mandato su tutte le furie l’australiano. Sul 5-3 40-40, Ymer si avventa su una palla corta di Thompson e rimanda la palla dall’altra parte della rete dopo quelli che sembrano essere due rimbalzi. La chiamata dell’arbitro non arriva e Thompson, in procinto di affrontare il settimo match point, si rivolge subito all’avversario.

“Hai intenzione di prendertelo?” la domanda di Thompson a Ymer riferendosi al punto. Il giudice di sedia però spiega subito che la chiamata spetta a lui, e di non aver visto nulla quindi si deve proseguire. L’australiano non gradisce il comportamento di Ymer, e oltre alle proteste al termine del match (con tanto di faccia a faccia tra i due tennisti, con l’arbitro obbligato a separarli per evitare il contatto) alla fine si è affidato ai social per esternare il suo disappunto. Purtroppo non sono reperibili liberamente immagini del punto incriminato, ma la nostra opinione è che Thompson potesse avere ragione sul doppio rimbalzo.

Il tennis dovrebbe essere un gioco da gentiluomini, e non è giusto ricevere questo tipo di trattamento” ha twettato Jordan. “Ecco perché ho reagito in questo modo. [Ymer] Afferma di non averlo visto; sapeva chiaramente. Ovviamente lo sapeva. Mentre io sto entrando in contatto con la palla, il raccattapalle corre verso di loro perché pensa che il punto sia finito, e Ymer guarda l’arbitro aspettando una chiamata che non arriva, poi si comporta come se avesse fatto il punto“.

Che sia il momento di introdurre l’assistenza video anche per situazioni del genere? Del resto i mezzi sono lì, pronti per essere utilizzati. Il cammino di Ymer comunque non è durato a lungo al Citi Open: al secondo turno infatti l’Australia si è presa la rivincita grazie a John Millman, che ha ‘vendicato’ Thompson con il punteggio di 6-2 7-6(8).

Il tabellone completo di Washington

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Laver Cup, la soddisfazione di Berrettini. E Borg: “Giù il cappello per Matteo”

Il tennista azzurro dopo la vittoria contro Auger-Aliassime: “Vittoria speciale contro un amico. Il super tie-break? Non lo porterei sul circuito ATP”

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Matteo Berrettini con Bjorn Borg - Laver Cup 2021 (foto Facebook Laver Cup)

Mi tolgo il cappello davanti a Matteo”. Per Berrettini dev’essere stata una piccola-grande soddisfazione sentire queste parole da parte di Bjorn Borg, il suo capitano alla Laver Cup. L’investitura del leggendario svedese è arrivata nella conferenza stampa dopo la vittoria dell’azzurro su Felix Auger-Aliassime, al termine del match più lungo della storia della competizione. Matteo, che in seguito ha perso in doppio con Zverev, conferma la sua buona condizione e si candida a un finale di stagione da assoluto protagonista. Prima, però, c’è da aiutare il Team Europe a vincere il trofeo.

“È stata una grande battaglia contro un buon amico, una vittoria speciale – ha detto Matteo, rimarcando il suo rapporto con FAA -. Lui gioca davvero bene e forse ogni tanto ci si dimentica di quanto sia giovane perché è sul circuito da tre-quattro anni. Ci alleniamo spesso insieme e chiacchierando in palestra dopo la partita abbiamo concordato sul fatto che giocare match così combattuti è una cosa che ci fa migliorare davvero molto”.

Al fianco di Berrettini, Borg ha raccontato come ha vissuto il match, spiegando come riesca a mantenere il suo consueto aplomb anche nei momenti con più pathos.Ero nervoso perché voglio assolutamente vincere il trofeo, ma allo stesso tempo mi divertivo a vedere questi due giocare – ha detto Bjorn -. Stiamo vedendo da vicino ragazzi che sono il futuro del tennis e già solo questo mi fa piacere. Io e John McEnroe siamo diversi, certo. Lui parla un sacco, io sto più in silenzio perché penso di essere alla guida di giocatori che sostanzialmente sanno quel che devono fare in campo, essendosi affrontati in diverse occasioni. Io, dunque, penso più che altro a dare energia e motivazioni”.

 

Berrettini ha chiuso parlando della formula con il super-tie break, da lui vinto 10-8 dopo esser stato sotto 5-7. “Fortuna che c’è questo regolamento, altrimenti a quest’ora io e Felix eravamo ancora lì a giocare – è stata la sua battuta -. Giocare per tre ore indoor sul cemento è l’ultima cosa che mi aspettavo. Questa è una formula molto particolare, e penso che sia perfetta per questo tipo di torneo. Ma non la utilizzerei anche sul circuito ATP”.  

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Laver Cup, il programma di sabato 25 settembre: è il turno di Kyrgios, Medvedev e Tsitsipas

Seconda giornata di sfide tra Europa e Resto del Mondo (europei in vantaggio 3-1). Iniziano Kyrgios e Tsitsi, avversari anche in doppio. Ogni vittoria vale 2 punti

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Laver Cup 2021 (via Twitter, @LaverCup)

Con il Team Europe in vantaggio per 3-1, parte la seconda giornata della Laver Cup 2021. I vincitori delle tre edizioni sinora disputate hanno costruito un vantaggio significativo grazie alle vittorie di Ruud su Opelka, Berrettini su Auger-Aliassime (10-8 al super tie-break) e Rublev su Schwartzman. Attenzione però. La formula del torneo lascia spazio a repentini ribaltamenti nel punteggio complessivo e il Team World potrà tentare il sorpasso già nella sessione diurna del sabato. Infatti a differenza del venerdì, ogni vittoria ottenuta varrà due punti (tre invece per i match della domenica).

Ancora tre singoli e un doppio formeranno il programma di sabato 25 settembre. Alle 19 italiane (le 13 a Boston) toccherà a Stefanos Tsitsipas e Nick Kyrgios rompere il ghiaccio, due personalità molto diverse del Tour che potrebbero dare vita a uno spettacolo straordinario. A seguire si sfideranno Sascha Zverev e John Isner: hanno giocato l’uno contro l’altro nelle ultime due edizioni del torneo. Nel 2019 vinse Isner al terzo, mentre nel 2018 la vittoria andò a Zverev. Il match che aprirà la sessione serale sarà quello tra Daniil Medvedev e Denis Shapovalov, con il russo che parte nettamente favorito, forte del primo trionfo Slam collezionato a Flushing Meadows. Il doppio chiuderà la seconda giornata. Rublev/Tsitsipas sfideranno Isner e Kyrgios.

Il programma

 

Sessione diurna – ore 19 italiane
S. Tsitsipas vs N. Kyrgios
A. Zverev vs J. Isner
Sessione serale – ore 1 italiane
D. Medvedev vs D. Shapovalov
A. Rublev/S. Tsitsipas vs N. Kyrgios/J. Isner

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La vincitrice dello US Open Emma Raducanu lascia il suo allenatore Andrew Richardson

La tennista britannica ha annunciato la separazione dal suo allenatore nonostante la vittoria dello US Open; è alla ricerca di una figura con maggiore esperienza

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Squadra che vince non si cambia. Non dev’essere quello che ha pensato Emma Raducanu dopo lo US Open vinto in maniera sorprendente e dominante. La giocatrice britannica ha annunciato che non lavorerà più con il suo (ormai ex) allenatore Andrew Richardson, assunto poco prima del Wimbledon che l’aveva rivelata al mondo intero.

La motivazione? La scarsa esperienza di Richardson, che prima di Raducanu si era occupato solo di giovani, nel circuito WTA. “È difficile avere quel tipo di conversazioni con qualcuno (riguardo l’allontanamento, ndr), ma penso sia proprio quello di cui ho bisogno: qualcuno che abbia avuto quell’esperienza professionale nel circuito, ci sia passato e abbia visto giocatori nella mia situazione per molti anni […] I giocatori che sono nel Tour sai che sono una grande sfida. Mi sento come se avessi davvero bisogno di qualcuno che possa davvero guidarmi lungo la strada perché tutto per me è ancora nuovo”.

Raducanu ha contestualizzato ulteriormente le motivazioni che l’hanno portata ad assumere Richardson in principio. “Dopo Wimbledon, ero classificata intorno al 200° posto nella classifica mondiale e all’epoca pensavo che Andrew sarebbe stato un grande allenatore con cui lavorare, e sono andata negli Stati Uniti. Non ho mai nemmeno sognato di vincere lo US Open e di fare il percorso che ho fatto; ora sono la 22esima al mondo, che è una cosa folle per me“.

 

La campionessa dello US Open sarà verosimilmente inondata di richieste dai migliori allenatori di tutto il mondo, visto il talento e la giovanissima età, ma non ha fretta di scegliere. “Non ho nessuno in mente. Non penso che i tornei di quest’anno siano il momento migliore per provare un nuovo allenatore. Quindi nel corso della pre-season, quando avrò finito con i tornei, mi occuperò della questione allenatore. Sento che in questa fase della mia carriera ho davvero bisogno di qualcuno che abbia avuto quell’esperienza WTA ad alti livelli. Sto cercando qualcuno che sia stato a quel livello e sappia cosa ci vuole. Soprattutto in questo momento, perché sono così nuova in questo“.

Uno dei papabili è sicuramente Darren Cahill, che si è appena separato da Simona Halep e corrisponde a tutti i requisiti richiesti da Raducanu.

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