Numeri: lo Slam che manca a Sascha Zverev

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Numeri: lo Slam che manca a Sascha Zverev

Il giocatore tedesco è ormai da cinque anni in Top 10 con 3 Masters 1000, le Finals e le Olimpiadi in bacheca. Arriverà anche lo sfuggente primo titolo Major?

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Alexander Zverev - Olimpiadi Tokyo 2020 (via Twitter, @ITFTennis)
 
 

 6- i Big titles – come in gergo tennistico viene chiamata la somma dei tornei vinti tra Slam, Masters 1000, Giochi Olimpici e ATP Finals – conquistati sinora da Alexander Zverev. Da quando nel maggio di quattro anni fa, da n.17 ATP e vincitore di tre tornei ATP 250 (San Pietroburgo, Montpellier, Monaco di Baviera) il tedesco metteva nella propria bacheca il primo Masters 1000 della sua carriera imponendosi al Foro Italico in finale su Novak Djokovic, il tennista nato ad Amburgo, pur non avendo vinto alcun torneo del Grande Slam, ha trovato una notevole continuità ad alti livelli.

Dopo quel primo Masters 1000 messo in bacheca, a seguito della finale persa nettamente con Federer ad Halle nel giugno 2017 Sascha è entrato, due mesi dopo aver compiuto i venti anni, per la prima volta nella top 10, nella quale permane da 192 settimane (103 delle quali in top 5). Un risultato reso possibile dalla una spiccata universalità del suo tennis (ha vinto tornei su tutte le superfici, ad eccezione dell’erba, dove ha però sconfitto Federer e raggiunto due finali ad Halle) e alla capacità di non partire battuto contro nessun avversario: nella top 10 attuale ha un bilancio negativo negli scontri diretti solo con Thiem (3 W-8 L), Tsitsipas (2-6) Nadal e Djokovic (contro entrambi ha vinto tre volte e ha perso in sei occasioni). Come permanenza consecutiva in top 10, tra i tennisti attualmente presenti Zverev è superato solo da Nadal (828 settimane), Thiem (entratovi nel maggio 2016) e Federer (tornato nel febbraio 2017 tra i primi 10). Persino Djokovic, rientrato nel luglio 2018 dopo aver vinto Wimbledon, gli sta dietro.

Quella che in questa sua prima parte di carriera è mancata a Zverev è stata la capacità di disimpegnarsi con successo sulla lunga distanza dei tre set su cinque, quella con cui si disputano i Major, i tornei che maggiormente contano nella carriera di un tennista. In tale categoria di eventi, Sascha ha raggiunto “appena” una finale (quella persa al fotofinish con Thiem agli US Open 2020) e due semi in ventiquattro partecipazioni: anche per il rendimento non eccellente nei Major Sasha non è mai riuscito ad andare oltre alla terza posizione del ranking ATP. Tuttavia il discorso sulla sua competività ad altissimi livelli cambia notevolmente se il suo rendimento viene valutato esclusivamente nei tornei che si giocano al meglio dei tre set.

 

Per approfondire questo concetto, abbiamo esaminato il rendimento degli otto tennisti capaci – da quegli Internazionali d’Italia 2017 sino ad oggi – di aggiudicarsi almeno un Masters 1000 e di arrivare quantomeno in finale in un altro. Abbiamo così escluso, perché autori di un grande exploit ma anche di risultati non comparabili agli otto colleghi da noi considerati, Dimitrov (vincitore a Cincinnati nel 2017), Sock (campione a Bercy nel 2017), Del Potro (Indian Wells 18), Khachanov (Bercy 18), Fognini (Monte Carlo 2019) e Hurkacz (Miami 2021).

Da questa tabella si osserva come Zverev, in questi ultimi cinquanta mesi da noi presi in considerazione abbia vinto tredici tornei, facendo peggio in tal senso solo di due mostri sacri come Djokovic e Nadal, vincitori rispettivamente di diciannove e sedici trofei. Se però restringiamo l’attenzione alle ATP Finals e ai Masters 1000 – oltre agli Slam, i soli tornei organizzati dalla ATP in cui è quasi sempre garantita la partecipazione dei primi 50 del mondo e nei quali per la conquista del titolo sono molte volte necessarie vittorie contro almeno un top 10 e un top 20 – la differenza tra Zverev e queste due leggende diminuisce notevolmente.

Considerando infatti tutti i trenta tornei della categoria Masters 1000 giocati dagli Internazionali d’Italia disputatisi quattro anni fa, le ultime quattro edizioni delle ATP Finals e i Giochi Olimpici da poco terminati a Tokyo, Alexander è a quota sei vittorie (corrispondenti ai successi ottenuti nel 2017 a Roma e Montreal, al bis centrato a Madrid tra il 2018 e lo scorso maggio, alle ATP Finals vinte meno di tre anni fa, e alla medaglia d’oro alle ultime Olimpiadi). Quota sei è lo stesso numero di tornei vinti da Djokovic (sei Masters 1000 conqistati, sparsi su tutte le condizioni di gioco) e Nadal (che a sua volta li divide tra gli ultimi suoi tre trionfi romani, i due ai Canadian Open e il sinora ultimo suo successo a Monte Carlo, ottenuto nell’aprile di tre anni fa).

Indubbiamente, il dato dei sei successi a pari merito rende meno ‘sorprendente’ la vittoria ai Giochi Olimpici di Zverev: con Nadal assente e Djokovic grande favorito, il tedesco aveva dimostrato di avere un curriculum e un’esperienza migliore ad alti livelli in un torneo del genere rispetto al più “anziano” Medvedev e al più giovane (di 15 mesi) Tsitsipas, che pure lo precedono attualmente in classifica.

Tuttavia, non si può nascondere che questo dato così favorevole al tedesco è anche condizionato dalla sempre decrescente importanza data negli ultimi anni da Djokovic e Nadal ai tornei diversi dalle prove dello Slam. Non va nemmeno sottovalutato un altro aspetto riportato dalla tabella che abbiamo preparato: tra i giocatori considerati nel nostro approfondimento, oltre a Isner (che al massimo è stato 8 ATP e quindi non può essere paragonato a chi ambisce ad arrivare ai vertici, come fa Zverev) solo Medvedev e Tsitsipas – venuti fuori ad alti livelli circa due anni fa e quindi con dati un pò falsati – hanno avuto in questi quattro anni un rendimento peggiore del tedesco nelle partite che regalano l’immortalità tennistica, quelle giocate al meglio del tre su cinque.

La netta differenza del rendimento di Sascha quando si disimpegna nella breve o nella lunga distanza diventa quasi clamorosa quando affronta colleghi nella top ten del ranking: apprendiamo dalla tabella che da maggio 2017 ha vinto 23 delle 43 sfide complessive (corrispondente a un 53% di successi, percentuale inferiore al rendimento dei soli Djokovic, Nadal e Medvedev) giocate due su tre, mentre ha perso tutte le otto sfide al meglio dei cinque.

Non può essere certo una ragione di scarsa tenuta fisica a spiegare le difficoltà di Zverev nei Major: Sasha ha ventiquattro anni ed è molto preparato dal punto di vista atletico. Molto più probabilmente il tedesco non riesce ancora a gestire la tensione maggiore che accompagna gli appuntamenti dello Slam: la stessa finale dello US Open 2020 persa dilapidando due set di vantaggio e la possibilità di andare a servire per la vittoria nel quinto set, lo fa pensare.

Ora è tanta la curiosità di capire se l’oro dei Giochi Olimpici e la relativa adrenalina e popolarità seguita in patria, superiore a quella conferita dalla vittoria delle stesse ATP Finals o dai Masters 1000 – sebbene questi ultimi mediamente abbiano un campo di partecipazione ben migliore di quello di Tokyo 2020 – saprà conferirgli quella dose di fiducia e serenità per rendere al meglio anche quando gioca sulla lunga distanza. Lo US Open di fine agosto è ormai vicinissimo e avremo la prima risposta in merito: non resta che aspettare.

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Wimbledon in esclusiva e in diretta su Sky e NOW: “Dove tutto diventa possibile!”

Fino a 9 canali dedicati e oltre 400 ore di programmazione live, anche su Sky Sport 4K, per il terzo Slam della stagione. Il campione in carica Djokovic e l’eterno rivale Nadal, i principali favoriti #SkyTennis

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Centre Court - Wimbledon 2022 (foto @Wimbledon)

La stagione tennistica 2022, piena di imprevisti ed eventi memorabili, non sta deludendo neanche a Wimbledon, terzo Slam stagionale giunto ai match di secondo turno, da seguire in diretta esclusiva su Sky e NOW (scopri l‘offerta cliccando sul link) fino al 10 luglio. Djokovic, Nadal, Tsitsipas e gli altri grandi campioni del tennis si stanno affrontando a Londra per il più famoso, prestigioso e importante evento tennistico su erba al mondo.

I campi dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club londinese stanno ospitando la 135^edizione del The Championships, che culminerà con le finali per il titolo femminile (sabato 9 luglio) e maschile (domenica 10 luglio).

Su Sky Sport oltre 400 ore di programmazione live e la copertura totale degli incontri degli italiani. In tutto sono ben 9 i canali dedicati all’evento, oltre a Sky Sport 4K:

 
  • 6 canali Sky Sport, dal 252 al 257, sono nominati Wimbledon 1 (anche in 4K), Wimbledon 2, Wimbledon 3, Wimbledon 4, Wimbledon 5 e Wimbledon 6 e saranno canali verticali dedicati ai campi principali (Campo Centrale, Campo n.1, Campo n.2, e gli altri da definire in base al programma delle giornate).
  • Sky Sport Tennis (205) è il canale guida dell’evento, con i match più importanti e con gli studi dedicati fino a quello conclusivo di fine giornata. Sky Sport Tennis farà da “guida” per non perdere nulla dell’evento, dando indicazioni – anche attraverso pop-up grafici – su tutto ciò che starà succedendo sui canali dedicati.
  • Sky Sport Uno è largamente dedicato a Wimbledon e trasmetterà gli incontri del Campo Centrale.
  • Sky Sport Arena segue, invece, il Campo n. 1, quando il canale non sarà occupato da altri eventi.

E non è tutto, perché grazie allo Split Screen (accessibile dal tasto verde del telecomando Sky per i clienti Sky Q Satellite) è possibile seguire sullo stesso schermo due partite in contemporanea, scegliendo tra i canali che trasmettono Wimbledon.

Elena Pero e Paolo Bertolucci commentano da Londra i match del Campo Centrale. La “squadra tennis” di Sky è completata da Luca Boschetto, Pietro Nicolodi, Paolo Aghemo, Paolo Ciarravano, Alessandro Lupi, Dario Massara, Andrea Paventi, Dalila Setti, Fabio Tavelli e Federico Zancan, alle telecronache, mentre al commento si alterneranno Laura Golarsa, Raffaella Reggi, Stefano Pescosolido, Laura Garrone, Gianluca Pozzi, Marco Crugnola, Fabio Colangelo e Nicolò Cotto.

Inoltre, tutti i giorni, prima e dopo la chiusura di ogni giornata, alle 14 e alle 22, è in corso il programma “Studio Wimbledon”, condotto da Eleonora Cottarelli, per il resoconto delle partite del giorno, le news, le analisi, i commenti, le curiosità e altro ancora, con Stefano Meloccaro, Filippo Volandri e Paolo Lorenzi in collegamento da Londra.

Senza dimenticare “Wimbledon: The Insider”, tutte le sere dalle 22.30, affidato a Stefano Meloccaro in compagnia di Paolo Lorenzi, per raccontare dall’All England Lawn Tennis and Croquet Club il dietro le quinte del torneo londinese, anche con immagini e interviste esclusive.

E infine, a seguire, “Highlights Show Wimbledon” con le sintesi dei match più importanti della giornata.

Interviste, commenti, notizie, aggiornamenti in tempo reale e tanto altro anche su Sky Sport 24, sui canali social ufficiali di Sky (#SkyTennis), tramite l’APP di Sky Sport e sul sito skysport.it, con una copertura completa del torneo con fotogallery, video, highlights, i top colpi, gli approfondimenti dei talent tennis, il liveblog degli italiani e dei match più importanti e tanto altro.

A parte i tennisti russi e bielorussi e lo svizzero Roger Federer, tutti i migliori giocatori al mondo erano presenti ai nastri di partenza di Wimbledon, con il favorito Novak Djokovic, che difenderà il titolo conquistato nelle ultime tre edizioni disputate (nel 2020 non si è giocato a causa della pandemia).

Viste le assenze del russo Daniil Medvedev e del tedesco Alexander Zverev, rispettivamente primo e secondo nel ranking mondiale, proprio il serbo sarà la testa di serie numero uno del torneo. Sono del torneo anche gli spagnoli Rafael NadalCarlos Alcaraz, il norvegese Casper Ruud, il greco Stefanos Tsitsipas, e il britannico Cameron Norrie. Tra le teste di serie ancora in corsa anche altri due italiani Jannik Sinner, numero 10, e Lorenzo Sonego, 28

In campo femminile, il seeding è guidato dalla numero uno del ranking mondiale, la polacca Iga Swiatek, e tra le favorite figurano anche l’estone Anett Kontaveit, la tunisina Ons Jabeur, la spagnola Paula Badosa e la greca Maria Sakkari.

Nonostante la decisione dell’ATP e della WTA di non assegnare punti in questa edizione, di sicuro lo spettacolo non mancherà nel tempio del tennis, “Dove tutto diventa possibile!”

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La programmazione di Wimbledon in diretta esclusiva: su Sky e in streaming su NOW

Giovedì 30 giugno
dalle 12 alle 22                  Quarta giornata                               Sky Sport Tennis e Sky Sport Arena
ore 14                                 “Studio Wimbledon”                        Sky Sport 24 e Sky Sport Uno
dalle 14.30 alle 22             Quarta giornata                                Sky Sport Uno
ore 22                                 “Studio Wimbledon”                      Sky Sport Tennis e Sky Sport Uno
ore 22.30                            “Wimbledon: The Insider”             Sky Sport Tennis
Venerdì 1° luglio
dalle 12 alle 22                  Quinta giornata                               Sky Sport Tennis e Sky Sport Arena
ore 14                                  “Studio Wimbledon”                        Sky Sport 24 e Sky Sport Uno
dalle 14.30 alle 22             Quinta giornata                                 Sky Sport Uno    
ore 22                                  “Studio Wimbledon”                      Sky Sport Tennis e Sky Sport Uno
ore 22.30                            “Wimbledon: The Insider”             Sky Sport Tennis
Sabato 2 luglio
dalle 12 alle 22                  Sesta giornata                                  Sky Sport Tennis 
dalle 12 alle 14                   Sesta giornata                                   Sky Sport Uno
ore 14                                 “Studio Wimbledon”                        Sky Sport 24 e Sky Sport Uno
dalle 14.30 alle 16             Sesta giornata                                    Sky Sport Uno
dalle 17.15 alle 22             Sesta giornata                                   Sky Sport Uno
ore 22                                   “Studio Wimbledon”                      Sky Sport Tennis e Sky Sport Uno
ore 22.30                              “Wimbledon: The Insider”             Sky Sport Tennis
Domenica 3 luglio
dalle 12 alle 22                  Settima giornata                              Sky Sport Tennis e Sky Sport Arena
dalle 12 alle 14                   Settima giornata                              Sky Sport Uno
ore 14                                   “Studio Wimbledon”                        Sky Sport 24 e Sky Sport Uno
dalle 14.30 alle 16             Settima giornata                               Sky Sport Uno
dalle 18 alle 22                   Settima giornata                               Sky Sport Uno
ore 22                                   “Studio Wimbledon”                      Sky Sport Tennis e Sky Sport Uno
ore 22.30                            “Wimbledon: The Insider”             Sky Sport Tennis
Lunedì 4 luglio
dalle 12 alle 22                        Ottava giornata                               Sky Sport Tennis e Sky Sport Arena
dalle 12 alle 14                       Ottava giornata                               Sky Sport Uno 
ore 14                                   “Studio Wimbledon”                        Sky Sport Tennis e Sky Sport Uno
dalle 14.30 alle 22              Ottava Giornata                Sky Sport Uno
ore 22                                   “Studio Wimbledon”                       Sky Sport Tennis e Sky Sport Uno
ore 22.30                              “Wimbledon: The Insider”             Sky Sport Tennis
Martedì 5 luglio
dalle 12 alle 22                     Nona giornata                           Sky Sport Tennis (dalle 14 anche su Sky Sport Arena)
dalle 12 alle 14                    Nona giornata                                                 Sky Sport Uno 
ore 14                                  “Studio Wimbledon”                        Sky Sport Tennis e Sky Sport Uno
dalle 14.30 alle 22             Nona Giornata                                   Sky Sport Uno
ore 22                                   “Studio Wimbledon”                      Sky Sport Tennis e Sky Sport Uno
ore 22.30                              “Wimbledon: The Insider”             Sky Sport Tennis
Mercoledì 6 luglio
dalle 12 alle 22                     Decima giornata                         Sky Sport Tennis (dalle 14 anche su Sky Sport Arena)
dalle 12 alle 14                      Nona giornata                                  Sky Sport Uno 
ore 14                                   “Studio Wimbledon”                        Sky Sport Tennis
dalle 14 alle 20                    Decima giornata                Sky Sport Uno
ore 22                                  “Studio Wimbledon”                      Sky Sport Tennis e Sky Sport Uno
ore 22.30                             “Wimbledon: The Insider”             Sky Sport Tennis
Giovedì 7 luglio
ore 14                                 “Studio Wimbledon”                      Sky Sport Tennis e Sky Sport Uno
ore 14.30                            Prima semifinale femminile          Sky Sport Tennis e Sky Sport Uno
ore 16.30                            Seconda semifinale femminile      Sky Sport Tennis e Sky Sport Uno
ore 18.30                            “Studio Wimbledon”                        Sky Sport Uno
ore 18.30                            Finale doppio misto                        Sky Sport Tennis (dalle 19 anche Sky Sport Uno)
a seguire                            Studio Wimbledon”                          Sky Sport Uno
ore 21                                 “Wimbledon: The Insider”             Sky Sport Tennis
Venerdì 8 luglio
ore 14                                 “Studio Wimbledon”                       Sky Sport Tennis
ore 14.30                            Prima semifinale maschile             Sky Sport Tennis
ore 17.30                            Seconda semifinale maschile        Sky Sport Tennis
a seguire                            “Studio Wimbledon”                                      Sky Sport Tennis
ore 21                                 “Wimbledon: The Insider”             Sky Sport Tennis
Sabato 9 luglio
ore 14.30                             “Studio Wimbledon”                       Sky Sport Tennis
ore 15                                  Finale singolare femminile            Sky Sport Tennis
a seguire                             “Studio Wimbledon”                        Sky Sport Tennis
ore 18                                 Finale doppio maschile                   Sky Sport Tennis
ore 21                                 “Wimbledon: The Insider”             Sky Sport Tennis
Domenica 10 luglio
ore 14.30                            “Studio Wimbledon”                                      Sky Sport Tennis
ore 15                                   Finale singolare maschile               Sky Sport Tennis
a seguire                            “Studio Wimbledon”                                      Sky Sport Tennis
ore                                      Finale doppio femminile                Sky Sport Tennis
ore 21                                 “Wimbledon: The Insider”             Sky Sport Tennis
(Wimbledon disponibile su Sky Go, anche in HD)

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Editoriali del Direttore

Wimbledon: senza Federer, Berrettini, Medvedev e Zverev, prevedo una finale Djokovic-Nadal

Sarà la delusione per il forfait di Matteo Berrettini, ma in questi Championships in tono minore, se non “esplode” Alcaraz, trionferà la vecchia guardia

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Incontro in sala stampa il collega svizzero Simon Graf, autore di diversi libri su Roger Federer, e all’unisono commentiamo: “Roger arrivava in semifinale nel secondo quarto della metà alta di questo tabellone anche con un ginocchio solo!”.

Gli otto approdati al terzo turno di quel settore sono, scendendo verso il basso, Humbert e Goffin, Tiafoe e Bublik, Norrie e Johnson, Paul e Vesely. La testa di serie più alta fra le sole tre superstiti (Norrie 9, Tiafoe 23 e Paul 30) è, per la gioia degli inglesi (sebbene disperati per le sconfitte di Murray e Raducanu), la n.9 Cameron Norrie che è riuscito a domare soltanto al quinto set lo spagnolo Munar che in 10 partite sull’erba non ne aveva mai vinta una.

Hanno perso Ruud n.3 e Baez n.31 questo mercoledì, Hurkacz n.7 e Dimitrov n.18 lunedì, fatto sta che in semifinale arriverà, probabilmente contro Djokovic che contro Kokkinakis ha giocato molto meglio che contro Kwon, una sorta di outsider, salvo che Norrie debba essere considerato un grande tennista. E francamente io non riesco a considerarlo tale.

 

Gli inglesi faranno il tifo per lui che è nato in Sud Africa (Johannesburg) e cresciuto in Nuova Zelanda a questo punto, perché non gli è rimasto molto altro.

Io comincio a chiedermi se la Raducanu non sia un UFO, un oggetto volante (sui campi da tennis e neppur tanto) non identificato. Ha preso 6-3 6-3 dalla Garcia e dal settembre scorso di quello straordinario US Open – straordinario per lei come per la Fernandez – non ci stati altri momenti di gloria, né per lei né per l’altra ragazza. Un doppio mistero davvero inesplicabile. Sono giovani, dicono tutti, abbiate pazienza.

E noi che ce l’abbiamo con i ripetuti infortuni di Berettini e Sinner, la pazienza abbiamo imparato a coltivarla. Mi sa proprio che dovranno coltivarla anche tutti coloro che pensavano imminente il cambio della guardia solo perché né Djokovic né Nadal sarebbero stati testa di serie n.1 e n.2 in questo torneo se Medvedev e Zverev fossero stati qui.

Io, anche se è dannatamente presto per sbilanciarsi perchè non si è neppure concluso il secondo turno, non riesco francamente a immaginare per questo Wimbledon in tono minore una finale diversa da un Djokovic-Nadal alle prese con la sessantesima sfida, con Nole che cerca di avvicinare i 22 Slam di Rafa e Rafa che vorrebbe raggiungere i 23 (di Serena Williams…ma lui non è superstizioso) e a New York lo Slam.

Se Rafa dice che lui al record degli Slam non ci pensa e non ci tiene, non credeteci. Ci tiene eccome, ma bleffa. Sarebbe anormale che non ci tenesse. Tutti gli sportivi, tutti i campioni, tengono ai record. I record fanno la storia. Rafa ha vinto 14 Roland Garros e sa bene che cosa significa. Facesse il Grande Slam, sfuggito per una partita all’US Open a Djokovic, e si portasse a 24 Slam, figuratevi un po’ che Rafa non ci tenga.

Ma nella metà sotto gli avversari più temibili, Cilic e Aliassime, non ci sono più. Tsitsipas deve ancora provare di essere forte sull’erba. Un po’ come nella metà sopra Alcaraz. Infatti sia l’uno sia l’altro hanno sofferto al primo turno. Nel secondo Alcaraz ha giocato meglio, ma Greekspor non poteva impensierirlo.

Da chi può perdere Djokovic? Io non riesco a individuare un nome e un cognome. Forse, battuti Kecmanovic nel prossimo derby e uno fra Basilashvili e Van Rijthoven in quello dopo, dal quartetto Sinner-Isner (non è un’anagramma) Otte-Alcaraz, soltanto un Isner che gli servisse 70 aces potrebbe fargli paura. Impossibile? Beh, Isner ne ha serviti 54 al primo turno con Couacaud e 36 con Murray, dal quale aveva perso 8 volte su 8.  Ma stavolta, sebbene un tifoso avesse gridato “Com’on Andy he is older than you!”, perché in effetti il lungo John è due anni più anziano, ma non ha un’anca di metallo. Chissà se rivedremo Andy qua fra un anno. Ma è una domanda che potremmo porci anche per Rafa…

Ma, come accennato sopra, se Djokovic arriva in semifinale l’avversario più forte che può trovare è Norrie. Per questo lo vedo già in finale. Con Nadal. Il quale però forse con Fritz o Cressy (che mi piace molto come gioca su questi campi) potrebbe soffrire più che con Tsitsipas.

Intanto, mentre Elisabetta Cocciaretto non è andata oltre un doppio 6-4 con la Begu, e le nostre donne ce le siamo giocate tutte, Jannik Sinner ha colto la sua seconda vittoria erbosa. In 4 set su Mikael Ymer. Poteva vincere in 3. Avanti due set ha avuto una pausa nel terzo, che pure conduceva con un break di vantaggio, si è fatto riprendere sul 3 pari, ha mancato tante pallebreak… A fine match, dopo il quarto vinto 6-2, si sono contate 19 pallebreak, di cui appena 6 trasformate. Ma il dato forse più interessante è stato vederlo andare a rete 52 volte per fare 38 punti, giocando anche qualche pregevole volee. Certo 4 ace non sono molti, soprattutto se si pensa che Alcaraz ne ha fatti 39 in due partite fra Struff e Griekspoor.  

Io avevo posto ai lettori un quesito nell’editoriale di ieri: per Sinner meglio affrontare Isner o Murray? Ma non avevo espresso il mio parere. Lo faccio oggi. Sapendo che Jannik aveva perso un match su 2 con entrambi (ma anche che quello vinto in Coppa Davis a Torino con Isner è forse quello che conta di meno). Beh, io credo che sull’erba avrebbe sofferto di più i palleggi con Murray che lo aveva messo in difficoltà anche su superfici meno care allo scozzese dell’erba. Mentre sui servizi di Isner, che certamente di ace ne farà tanti, Jannik saprà rispondere quel tanto che basta per fargli qualche break. La risposta è forse il miglior colpo di Jannik…

Oggi intanto seguiremo, nel primissimo pomeriggio, Lorenzo Sonego contro il piccolo francese Hugo Gaston che sull’erba si vedrà parzialmente spuntata l’arma più letale, la sua smorzata (qui le quote del giorno). Lorenzo dovrà attaccarlo a tutto spiano per spuntargliela ancora di più. Lorenzo e Jannik, Jannik e Lorenzo, ci sono rimasti solo loro due. Non è granchè e non sembrano granchè neppure le loro prospettive. Se Sonego vincesse avrebbe poi Nadal. Se vincesse Sinner gli toccherebbe Alcaraz.

Sono saltate fin qui 23 teste di serie, 14 donne e 9 uomini. Le più alte la n.2 Kontaveit e la n.3 Ruud. Eppure non sono grandi sorprese.

primo turno
Uomini – sei
7 Hurkacz (Davidovich Fokina)
6 Aliassime (Cressy)
16 Carreno Busta (Lajovic)
18 Dimitrov (Johnson)
24 Rune (Giron)
28 Evans (Kubler)

Donne – dieci
7 Collins (Bouzkova)
9 Muguruza (Minnen)
14 Bencic (Wang)
18 Teichmann (Tomljanovic)
21 Giorgi (Frech)
22 Trevisan (Cocciaretto)
23 Haddad Maia (Juvan)
27 Putintseva (Cornet)
30 Rogers (Martic)

31 Kanepi (Parry)

secondo turno
Uomini (tre, nove in tutto)
3 Ruud (Humbert)
15 Opelka (van Rijthoven)
31 Baez (Goffin)
Donne  quattro, quattordici in tutto
2 Kontaveit (Niemeier)
10 Raducanu (Garcia)
26 Cirstea (Maria)
29 Kalinina (Tsurenko)

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Wimbledon, l’incredibile sconfitta di Davidovich Fokina: penalty point al tie-break decisivo sul match point

L’arbitro Carlos Ramos condanna lo spagnolo alla sconfitta contro Vesely, dopo una palla scagliata fuori dal campo sul 7-9 del super tie-break

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Una delle partite più lottate della terza giornata di Wimbledon 2022 è stata quella tra Alejandro Davidovich Fokina e Jiri Vesely. La tenacia dei due e l’incertezza che regnava ha attratto anche gli spettatori che hanno riempito tutti i posti disponibili sul Campo 17 e anche oltre (una grosso gruppo era infatti piazzato dietro la sedia dell’arbitro nel punto in cui il campo non era circondato dalla recinzione). Dopo 3 ore e 52 minuti è stato il giocatore ceco a spuntarla, ma il finale è stato piuttosto controverso e assolutamente insolito. Infatti Vesely non ha dovuto giocare il match point: a Davidovich Fokina è stato comminato un penalty point sul 9-7 del super tie-break del quinto set in favore di Vesely, che ha chiuso 6-3 5-7 6-7(2) 6-3 7-6(7).

La causa del penalty point? Come si vede dal video in basso, Fokina dopo aver mandato sul nastro un dritto (colpo che lo ha tradito nel finale dove è stato anche a due punti dal match in risposta sul 5-4) ha scagliato la palla fuori dal campo. In precedenza nello stesso set l’arbitro gli aveva dato un warning per ‘oscenità verbale’ per qualche frase troppo colorita. Ecco allora la combo che gli è stata fatale: è rimasto totalmente di stucco dopo aver sentito l’arbitro chiamare il ‘game, set and match Vesely’, perché – dal poco che si è capito – pensava che il penalty point non scattasse per la somma due infrazioni diverse. Ha poi raggiunto la sua sedia e ha anche nascosto con l’asciugamano qualche lacrima. Per vedere la stretta di mano e lo sguardo incredulo di Fokina potete andare a guardare le storie sul profilo Instagram di Ubitennis, dove troverete anche altri contenuti dai meandri dell’All England Club.

Curioso il fatto che ad arbitrare l’incontro praticamente deciso da penalty point ci sia stato Carlos Ramos. Nel 2018 infatti fu protagonista della polemica con Serena Williams nella finale dello US Open (vinta da Osaka) dove Serena ricevette addirittura un penalty game.

Dal punto di vista di Vesely invece c’è la gioia per aver raggiunto il terzo turno a Wimbledon per la quinta volta. Nelle quattro precedenti occasioni ha vinto due volte, nel 2018 contro Fognini e nel 2016 contro Sousa, ma non riuscì comunque a raggiungere i quarti. Ora si troverà di fronte Tommy Paul: insomma, una partita piuttosto aperta per lui che ha quest’anno è riuscito a battere perfino Novak Djokovic (seppur non al meglio) a Dubai. La sua parte di tabellone (il quarto inferiore della parte alta) è molto interessante: è proprio da qui che si è sicuri uscirà un nuovo semifinalista Slam. Questi i candidati: Humbert, Goffin, Tiafoe, Bublik, Norrie, Johnson, Paul e Vesely.

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