ATP Cincinnati: Medvedev e Rublev, appuntamento russo in semifinale

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ATP Cincinnati: Medvedev e Rublev, appuntamento russo in semifinale

Il n. 2 del mondo ha vita fin troppo facile contro Carreño Busta. Andrey batte un ormai ritrovato Paire

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Daniil Medvedev – ATP Cincinnati 2021 (foto via Twitter @CincyTennis)
 

Prosegue ciò che possiamo chiamare l’anteprima o l’assaggio di quello che sarà il circuito dopo l’uscita di scena di Federer, Nadal e Djokovic, citati in presunto ordine di sparizione. A dispetto di due eventi di livello Masters 1000, agosto è quasi “Big 3 free”, a parte la fugace apparizione nadaliana a Washington e lo US open, con annesso ritorno in campo di Nole, che comincerà il giorno 30. Sbrigata quella pratica, si ritornerà al futuro per un altro mese. Un mese come minimo.

Ma veniamo a quello che è successo nei primi quarti di finali del Western&Southern Open in una settimana per cui è sicuramente troppo scomodare l’aggettivo storica, ma della quale non possiamo non apprezzare, dopo un anno e mezzo di assenza, la ricomparsa dei numeri nella colonna points dropping della classifica ATP.

[1] D. Medvedev b. [7] P. Carreño Busta 6-1 6-1

 

“Se gioca come ha fatto oggi, può vincere facilmente un torneo Masters 1000” aveva commentato Daniil Medvedev dopo la sconfitta olimpica. Pablo Carreño Busta non ha invece “giocato così” in quest’altro oggi, anche perché l’avversario non gli ha lasciato alcun margine di manovra a partire già dal servizio, colpo in più per Medvedev che, in ribattuta, ha pressoché annullato quello spagnolo. Ma il numero 2 del mondo è stato superiore in ogni aspetto, come lascia facilmente intuire il punteggio netto maturato in appena 54 minuti che vale l’ottava vittoria consecutiva e lo tiene in corsa per la difesa dei mille punti che da due anni fanno parte del suo bottino.

IL MATCH – Medvedev si mette in mostra già nel secondo gioco, sfoderando risposte profonde, recuperi clamorosi e una regolarità inscalfibile. Carreño Busta si iscrive a referto al quarto gioco che resterà il solo del parziale a suo favore. Il problema dal punto di vista asturiano è che Daniil risponde quasi a ogni servizio e pure con efficacia, costringendo quindi l’avversario a lottare per accaparrarsi ogni quindici; ma, se i vincenti sono quasi tutti russi, da Gijon arriva la maggior parte degli errori e il 6-1 è inevitabile.

Si riparte con uno scambio da 27 colpi che Carreño fa suo, ma gli applausi che lo sottolineano non coprono la vocina di Daniil nella testa spagnola: ecco cosa devi fare per vincere un punto, coraggio, te ne bastano altri quarantasette. PCB annulla una palla break con un servizio che Hawkeye live valuta buono del minimo indispensabile, mentre Medvedev indica a Lahyani un segno fuori. Non fa molta differenza perché fa suo il game alla quarta chance. Il copione non cambia di una virgola rispetto alla prima partita e, nel momento in cui gli occhi rassegnati di Pablo guardano sfilare il drittone in corsa del 3-0 pesante, il bilancio negli scambi da fondo è di 28 a 10. Game della bandiera per PCB e settima semifinale in un Masters 1000 per Daniil che già vanta quattro titoli di categoria in bacheca. L’avversario sarà un amico e concittadino, sempre battuto nelle cinque precedenti sfide da professionisti. Scopriamolo subito…

[4] A. Rublev b. B. Paire 6-2 3-6 6-3

Il giorno successivo alla vittoria su Gael Monfils con due tie-break e arricchito da vomitate nel bidone della spazzatura, accuse di fingere perché in svantaggio e pace fatta nel giro di qualche minuto, Andrey Rublev affronta di nuovo un francese che si è rimesso a giocare sul serio dopo i mesi bui derivati dall’incapacità – certo comprensibile – di gestire le condizioni imposte a causa della pandemia. Proprio adesso che me li ritrovo davanti, avrà pensato il moscovita, che tuttavia ha la meglio anche questa volta, superando in tre set Benoit Paire.

Quasi non pervenuto nel primo parziale, Benoit ha trovato il suo gioco e dato un contributo determinante a un piacevole scontro di stili e caratteristiche; una diversità che parte dalla predilezione per uno dei due colpi al rimbalzo, passando per l’ attitudine nei pressi della rete, fino all’impostazione del gioco. Nel parziale decisivo, ha dunque prevalso la maggiore solidità di Rublev, mentre Paire, alla seconda volta nei quarti in un Masters 1000 (nel 2013 a Roma perse in semifinale da Federer), ha pagato l’esito di alcune di quelle soluzioni più fantasiose che lo avevano tenuto ampiamente in corsa per un’ora e mezza.

IL MATCH – Paire inizia al servizio e, con una sola prima in campo, deve fare subito i conti con il dritto di Rublev e con il proprio: micidiale il primo, impreciso il secondo e il break arriva rapido, così come la sua conferma. Il barbuto mette qualche buona prima e rimane in scia per un po’, ma perde rapidamente il settimo gioco iniziato con due doppi falli; accusa qualche dolore alla base del collo e chiede all’arbitro di chiamare il fisioterapista che arriva quando il rosso di Mosca si è comodamente assicurato il 6-2. Un veloce trattamento per quella che potrebbe essere una contrattura al muscolo trapezio e si ricomincia.

Il terzo game è già a rischio per Benoit che però si carica vincendo un gran scambio in difesa, con qualche complicità tutt’altro che sorprendente di Rublev nei pressi della rete. Adesso c’è partita, Paire riesce a scatenare il rovescio anche per l’assenza di prime avversarie e si procura la sua prima palla break: la prima esterna piatta è rispedita al mittente dalla risposta bimane, sulla quale un poco lucido Andrey sceglie di giocare di tocco – non esattamente il piatto tipico di chez Rubl e la smorzata non arriva alla rete. Il 196 cm di Avignone ha proprio deciso di portarla al terzo a giudicare da quanto si affanna quando è costretto a difendere da un contendente che cerca di asfissiarlo sul lato destro. Il massaggio non ha fatto sparire i doppi falli, ma Benoit rimedia con il rovescio e qualche chiusura al volo. Così, per sottolineare le differenze tra i due. Il numero 7 del mondo salva due set point consecutivi all’ottavo gioco, ma nulla può in risposta e Paire pareggia il conto dei set con un 6-3 caratterizzato dal dominio francese negli scambi brevi e, in generale, da una posizione più avanzata rispetto al primo parziale.

Toilet break per Andrey che rientra determinato, l’altro non accenna a diminuire e il punteggio segue l’ordine di battuta con entrambi che continuano a ottenere molto dalla prima, peraltro in campo poco più di una volta su due. È però puntualissima, nel sesto gioco che si allunga tra “numeri” e imperfezioni avignonesi, ad annullare tre opportunità di allungo russo, mentre la quarta registra il colpevole errore di Rublev che aveva lo scambio sulla diagonale favorevole. A “brekkarsi” è invece il laccio di una scarpa di Andrey e il coach Fernando Vicente è costretto a sfilarsi uno dei suoi: questi giovani che non hanno studiato Brad Gilbert (“nessuno ha mai perso un match per essersi portato troppa roba nella borsa”). Paire va di nuovo nei guai al servizio con l’avversario bravo a gestirne le smorzate, mentre la palla smecciata che suggella il 5-3 viene afferrata al volo proprio da Vicente. Paire non si arrende, raggiunge il 30 pari, ma Rublev piazza due ace che lo portano al bell’abbraccio a rete con il rivale e in semifinale contro Medvedev.

Il tabellone aggiornato con tutti i risultati

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Federer torna a Wimbledon per la prima volta da ex giocatore

La leggenda svizzera, ritiratasi definitivamente alla Laver Cup di settembre, ha fatto il suo ritorno sui campi dell’All England Club

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Roger Federer a Wimbledon - Instagram @rogerfederer
Roger Federer a Wimbledon - Instagram @rogerfederer

Non è passato molto tempo dall’ultima volta in cui Roger Federer aveva messo piede sul centrale di Wimbledon. Erano i Championships di quest’anno, e già lo svizzero presenziava ad una fastosa cerimonia apparendo ormai pensionato: l’annuncio e il match conclusivo sono arrivati qualche mese dopo, ma il sentore di ritiro aleggiava già nell’aria.

È per questo che dalla sua nuova visita di venerdì, da giocatore ormai ufficialmente ritirato, deriva soltanto un senso di allegria mista a nostalgia.

Il venti volte campione slam ha testimoniato la visita attraverso delle fotografie pubblicate sul suo profilo Instagram, che hanno fatto il giro del mondo diventando ben presto virali, come d’altronde per ogni segno di presenza di Roger, ovunque e con chiunque. 

 

Federer ha vinto Wimbledon otto volte (record), la prima partecipazione risale al 1998 (vittoria nel torneo Junior), l’ultima al 2021 (sconfitta ai quarti subita da Hubert Hurkacz, che si è rivelata essere anche l’ultimo suo match sul circuito).

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Nadal parla dal Sudamerica: “Aver trovato un trattamento efficace per il piede ha cambiato tutto”

Rafa Nadal si trova ora in Cile dove affronterà Alejandro Tabilo: “Ho bei ricordi di quando sono stato qui nel 2013”

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Rafael Nadal - Tour sudamericano 2022 (foto via Twitter @rnadalacademy)

La prima tappa del tour in America Latina di Rafa Nadal si è conclusa con due vittorie: in singolo contro Ruud e in doppio insieme a Gabriela Sabatini (e contro lo stesso Casper e Gisela Dulko). Dopo l’Argentina, ora tocca al Cile, dove lo spagnolo è arrivato nella giornata di giovedì in vista del match di esibizione che giocherà contro il beniamino di casa Alejandro Tabilo, numero 86 del mondo. La trasferta è comunque ancora agli inizi: sabato Rafa si sposterà in Brasile, a Belo Horizonte; da qui a Quito in Ecuador e poi Bogotà (Colombia) e l’ultima esibizione giovedì prossimo a Città del Messico. Un modo per tenersi in forma, aveva detto il maiorchino che da Santiago già guarda alla prossima stagione: “Ho intenzione di partire per l’Australia (dove è in programma anche la sua partecipazione alla United Cup al fianco di Paula Badosa, ndr) tra tre settimane, poi vedremo cosa succederà”.

Di sicuro, il ritiro a stretto giro non è più un’opzione, a differenza di quanto potesse sembrare fino a qualche mese fa. Il problema cronico al piede, manifestatosi in maniera particolarmente severa nell’ultima edizione degli Internazionali d’Italia, aveva tutta l’impressione di poter essere fatale per la carriera di Nadal. Ma il tentativo fatto dopo il Roland Garros con un nuovo trattamento (la radiofrequenza a impulsi) è andato a buon fine scongiurando l’intervento chirurgico: “La stagione ha avuto diverse fasi ed è stata segnata dai miei problemi fisici. Tutto è cambiato quando abbiamo trovato un trattamento efficace per il mio piede, che mi ha aiutato molto. Questo ha cambiato le mie prospettive in modo radicale”.

Per Rafa non si tratta di una prima volta in Cile, ma di un ritorno dopo il torneo disputato nel 2013 a Viña del Mar, dove arrivò in finale perdendo da Zeballos. Nonostante la sconfitta, in quella trasferta cilena Nadal, di rientro da un infortunio al ginocchio, pose le basi per una delle stagioni migliori della sua carriera, chiusa al vertice del ranking dopo le vittorie al Roland Garros e allo US Open: “Sono molto felice di tornare in un Paese che mi ha sempre dato tanto affetto. Ho grandi ricordi di quando sono stato qui nel 2013 e non dimenticherò mai le mie battaglie contro Fernando Gonzalez. La partita più importante della mia carriera contro un cileno è stata la finale di Pechino 2008 contro di lui” – ha ricordato lo spagnolo. Stanotte l’avversario sarà invece Tabilo che non ha nascosto l’emozione, dichiarando che per lui “è stato un onore essere scelto per giocare contro il mio idolo”.

 

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Jannik Sinner, il 2023 parte da Adelaide

L’altoatesino inizierà la prossima stagione partecipando all’ATP 250 di Adelaide 1, dove sarà impegnato dall’1 all’8 gennaio. Niente United Cup per lui

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Jannik Sinner - sessione autografi - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

Archiviata una stagione 2022 alquanto sfortunata per Jannik Sinner è il momento di preparare la stagione 2023. Lo aspetta un grande lavoro di preparazione in questa off-season insieme al suo team per scongiurare i frequenti infortuni che l’hanno attanagliato in questa stagione: anche perché, nonostante alcuni ritiri di una certa importanza – Indian Wells e Roland Garros su tutti -, Sinner rimane tra i migliori.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

L’ultima partita del 2022 risale allo scorso 31 ottobre con la sconfitta al primo turno del Master 1000 di Parigi-Bercy patita contro lo svizzero Huesler con il severo punteggio 6-2 6-3. Qualche settimana dopo l’annuncio di un infortunio -legamento dell’indice – e il conseguente forfait dall’impegno con la nazionale guidata da Filippo Volandri in Coppa Davis. Un’assenza che, sommata a quella di Matteo Berrettini, costringe i nostri portacolori a compiere una sorta di miracolo.

 

La off-season di Sinner è già iniziata: da qualche giorno si trova a Montecarlo ad allenarsi insieme al giovane Massimo Giunta (1287 ATP) che sta disputando la Serie A2 con la maglia dello Sporting Club EUR di Roma.

Partirò da Adelaide. Con il mio team abbiamo deciso di partire da lì, anche perché Darren Cahill (coach insieme a Simone Vagnozzi, ndr) è di Adelaide e quindi abbiamo deciso di iniziare così, non andrò alla United Cup” ha fatto sapere il 21enne, che disputerà questo torneo per la prima volta. Un programma già anticipato nell’intervista concessa a Torino durante le Nitto ATP Finals in cui aveva già comunicato che non avrebbe giocato la United Cup e anzi, di avere la necessità di giocare un torneo tradizionale per preparare al meglio il primo Grande Slam dell’anno in terra australiana.

Viola Tamani

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