US Open: Berrettini batte Ivashka al quinto set e completa il poker di ottavi Slam nel 2021

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US Open: Berrettini batte Ivashka al quinto set e completa il poker di ottavi Slam nel 2021

Il numero uno italiano sconfigge un avversario in grande fiducia tirando 69 vincenti; adesso sfiderà Oscar Otte per un posto nei quarti

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Matteo Berrettini reacts during a Men's Singles match at the 2021 US Open, Saturday, Sep. 4, 2021 in Flushing, NY. (Kathryn Riley/USTA)

[6] M. Berrettini b. I. Ivashka 6-7(5) 6-2 6-4 2-6 6-3

Lo US Open 2021 ci sta regalando veramente tante belle partite, e quella di oggi pomeriggio fra Matteo Berrettini ed Ilya Ivashka non fa eccezione, con la tds N.6 capace di prevalere in tre ore e 46 minuti di alto livello contro un avversario reduce da otto vittorie consecutive e dal primo titolo in carriera. Il tennista romano diventa così il secondo uomo del 2021 ad aver raggiunto almeno il quarto turno in ogni Major, eguagliando il risultato raggiunto ieri da Medvedev, segno di un’innegabile continuità ad altissimi livelli.

Berrettini ha finito con 69 vincenti e ben 27 ace, trovando quasi sempre un servizio vincente nei momenti chiave. Finito in svantaggio dopo un primo set in cui non ha concesso palle break, è riuscito a mettere la freccia nei due parziali successivi, e dopo aver perso malamente il quarto set non ha mai dato l’impressione di poter effettivamente perdere, controllando il parziale decisivo dal primo all’ultimo punto. Elimina così Ivashka per il secondo Slam di fila, visto che l’aveva già battuto negli ottavi a Wimbledon. Al prossimo turno troverà Oscar Otte, che ha prevalso in quattro set su Andreas Seppi, sventando la possibilità di un derby tricolore al quarto turno.

 

Matteo raggiunge così il settimo ottavo di finale in un torneo dello Slam, e giocherà il secondo di questo straordinario 2021 in cui in realtà ha raggiunto la seconda settimana in tutti e quattro gli Slam, ma non è sceso in campo per l’ottavo australiano (infortunato prima di affrontare Tsitsipas) e per quello parigino (quando a farsi male e lasciargli strada è stato Federer).

PRIMO SET – Pronti via e Berrettini è parso molto più brillante rispetto ai primi due incontri: ha fatto partire lo scambio e cambiato ritmo con il back, guadagnandosi subito una palla break vincendo il braccio di ferro dalla parte del dritto. Un errore proprio con lo slice dopo un bel lob difensivo che aveva tenuto vivo lo scambio ha però consentito ad Ivashka di tenere il turno d’apertura. La tattica del neo-campione di Winston Salem di attaccare continuamente il rovescio di Berrettini (non una novità) ha mancato un po’ di sottigliezza, visto che la tds N.6 l’ha punito in diverse circostanze, e in bello stile, come sul 2-2 quando ha messo a segno due vincenti da quel lato, un back lungolinea e un pallonetto coperto.

Ivashka ha però servito molto bene la prima, iniziando 10/12, e ha evitato le ambasce di inizio partita. È stato quindi il turno di Berrettini di andare in sofferenza con due errori di dritto in uscita dal servizio, ma anche nel suo caso la prima è giunta in soccorso (14/15), oltre a qualche concessione di Ivashka con il lungolinea di dritto. Il set sembrava poter girare in favore del bielorusso su un nastro malandrino: una risposta di dritto di Ivashka sul 6-5 in suo favore è infatti stata corretta imparabilmente, dandogli lo 0-30. Memore dei tanti incontri vinti quest’anno, Berrettini non ha fatto una piega e si è risollevato con due delle sue armi migliori, il drop shot e la prima – due ace di fila gli hanno infatti consentito di portarsi sul 40-30 prima di un altro bel lob difensivo che ha propiziato l’approdo al tie-break.

Lì Berrettini ha però sbagliato un paio di passanti non impossibili, e dopo aver spinto con il dritto ha fallito un drop shot che ha dato il 4-2 a Ivashka. Quel piccolo vantaggio è stato sufficiente, visto che il cognato di Karen Khachanov si è portato rapidamente a triplo set point con un ace; Berrettini ha salvato il primo allo stesso modo, mentre sul secondo il nastro ha fermato il passante bimane dell’avversario. Ivashka ha però continuato a servire bene, chiudendo il parziale con un servizio esterno vincente.

Set che rappresenta per certi versi un’anomalia: Berrettini l’ha infatti perso pur vincendo il 90% con la prima, il 61% con la seconda e concedendo zero palle break. Detto questo, ad inizio partita è arrivato comunque qualche errore di troppo da fondo per Berrettini, parso non sempre puntualissimo sulla pallina; il suo dritto è stato un po’ piatto, anche perché non è sembrato reattivissimo, colpendo spesso con il peso del corpo all’indietro.

SECONDO SET – Nel primo game Berrettini ha concesso una palla break sbagliando un back, ma ha infilato una prima esterna vincente. Gli errori, soprattutto con il dritto, hanno continuato a fioccare, anche perché ha cercato di colpire con maggiore anticipo steccando sovente, e un altro slice in corridoio ha offerto una seconda opportunità ad Ivashka. Un ace centrale l’ha però cavato d’impaccio – un leit motif dell’incontro, è impressionante come Berrettini sia sempre stato in grado di trovare un servizio clutch, cioè quando conta di più.

Pur mostrando qualche segno di frustrazione per l’odierna inabilità di comandare lo scambio a causa dei tanti non forzati, Berrettini è stato molto bravo a non lasciar mai andare i punti, finendo per guadagnarsi due palle break nel quarto gioco su due errori di dritto di Ivashka (tradito dal colpo in questo parziale, un vincente e otto non forzati) nuovamente impreciso con il lungolinea: sulla prima Berrettini ha sbagliato un dritto, ma sulla seconda lo slice patentato gli ha aperto il campo per l’accelerazione in diagonale, stavolta decisa e decisiva.

Da quel momento Mjolnir (per i non amanti della mitologia norrena e dell’universo Marvel, è il martello di Thor) ha iniziato a funzionare decisamente meglio, con una posizione più aggressiva e lo schiocco dei giorni migliori, mentre Ivashka non riusciva più a vincere punti rapidi. Complice anche un servizio dell’avversario decisamente meno incisivo (la sua velocità media è scesa di circa sei chilometri sulla prima e di tre sulla seconda), Berrettini si è procurato un set point in risposta sul 5-2, ma ha sprecato mettendo largo lo sventaglio. Ivashka ha però sbagliato un rovescio, e stavolta Berrettini non ha perdonato, sempre con l’inside-out.

Matteo Berrettini – US Open 2021 (photo Andrew Ong/USTA)

TERZO SET – All’inizio del terzo Ivashka è sembrato ritrovare un pochino di nerbo, cercando di re-imporsi sulla diagonale di sinistra, ma Berrettini ha iniziato servendo in totale fiducia, infilando otto prime su nove e perdendo un solo punto nei primi due turni. Il livello di Ivashka era però indiscutibilmente tornato vicino a quello di inizio partita, con molti pochi errori. Sul 2-2 Berrettini si è dovuto difendere dal rinnovato vigore del rivale, e l’ha fatto sempre con la fida battuta: errore di dritto e palla break cancellata subito con ace al centro, il N.16 dell’incontro. Ivashka ha però trovato una risposta vincente di dritto d’incontro, ma Berrettini ha gestito in sicurezza con lo sventaglio prima di chiudere a rete, tenendo dopo quasi nove minuti anche grazie ad un errore esiziale di rovescio dell’avversario.

Pur trovando tanti vincenti (ben 21 nel set), Berrettini non è inizialmente riuscito ad imbastire granché in risposta, almeno fino al 4-3 in suo favore: avanti 40-0 e perfetto fino a quel momento con la seconda, Ivashka si è fatto rimontare con un errore di dritto, ma Berrettini ha fallito un dritto non impossibile, permettendogli di impattare. I tempi erano però maturi, e sul 5-4 in suo favore Berrettini si è guadagnato il 15-30 disegnando il campo con il dritto per poi giocare l’attacco tagliato e trovare una stop volley da ricamatore a tombolo che ha fatto alzare il pubblico del Grandstand. Un buon attacco di dritto ha quindi ingenerato il doppio set point: Ivashka ha salvato il primo con una buona discesa, ma ha poi colpito una seconda tremebonda che ha dato il controllo immediato dello scambio a Berrettini, preciso con il dritto e poi con uno smash non banale.

QUARTO E QUINTO SET – Ivashka non si è dato per vinto, e nel primo game ha trovato il suo miglior colpo di giornata, un rovescio lungolinea in corsa che gli ha dato il 15-30. Salito a doppia palla break, non ha però potuto nulla sulle castagne dell’italiano, che l’ha cancellata con servizio e smash. Berrettini ha allora avuto una grande chance sul 2-1, ma ha fallito un passante di dritto non impossibile che l’avrebbe mandato a palla break.

A quel punto allora il bielorusso si è procurato altre due chance contro un Berrettini poco reattivo: due stecche di dritto hanno portato il 15-40 in grembo ad Ilya; l’azzurro ha salvato la prima con un ace esterno, e sulla seconda ha attaccato bene con il dritto dal centro prima di chiudere con la volée di dritto. Ivashka ha però trovato un passante di rovescio in corsa che ha lambito la riga di fondo, ma Berrettini ha messo un altro ace al centro. Il bielorusso si è allora procurato un’altra chance su una terza stecca di dritto, e stavolta è passato su un errore di dritto dell’azzurro, strappandogli la battuta per la prima volta nell’incontro.

Berrettini è parso decisamente scorato, e ha concesso un altro break: ha salvato una prima opportunità con un dritto vincente, ma dopo aver commesso un doppio fallo ha sbagliato una smorzata, regalando il 2-5. Ivashka ha quindi chiuso facilmenteun set in cui ha messo in campo 19 prime su 23 con il 79% di conversione e commesso appena due errori.

Proprio quando l’inerzia sembrava pendere dalla parte di Ivashka, Berrettini ha urlato la sua dichiarazione d’intenti quando ha aperto il set con un game perfetto, mentre il suo rivale ha commesso due doppi falli da sinistra, propiziando il rapido 3-0 in favore di Berrettini, che si è esibito in altri due lob difensivi millimetrici. Da lì in avanti l’azzurro non ha più perso il controllo del match, infilando 11 prime su 13 con il 100% di conversione nei primi tre turni di battuta. Nel settimo game il servizio non è stato così assertivo, ma Berrettini ha comunque trovato una prima corposa sul 30-30, portandosi avanti 5-2 con una bella chiusura a rete. Nell’ultimo game, Berrettini ha commesso un doppio fallo, ma al di là di questa défaillance ha gestito bene, chiudendo con due servizi vincenti.

Il tabellone maschile dello US Open con tutti i risultati aggiornati

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Berrettini: “Rispetto al 2019, sono più consapevole di appartenere a questo livello”

Dopo la vittoria su Popyrin, Berrettini parla della qualificazione alle Nitto ATP Finals, del programma di fine anno e della Davis

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Matteo Berrettini - Vienna 2021 (Foto Felice Calabro’)

È molto tardi quando Matteo Berrettini arriva davanti ai microfoni della sala interviste alla Stadthalle di Vienna dopo la sua partita di primo turno. Sono quasi le due del mattino, qualcuno dei giornalisti non ce l’ha fatta a rimanere, ma altri hanno resistito fino alla fine, tra malumori e proteste. “Purtroppo ogni volta che gioco, che vinca o che perda, devo fare una serie di trattamenti per prendermi cura del mio corpo. Alcune volte sono arrivato in camera anche alle 5 del mattino, ma è necessario per preservare il mio fisico”.

È una giornata da festeggiare, perché con la vittoria su Popyrin è arrivata anche la certezza matematica di qualificarsi per le Nitto ATP Finals di Torino.È una qualificazione diversa quella di quest’anno rispetto a quella di due anni fa – spiega Matteo In quella occasione è stato tutto uno “scoprire quello che potevo fare”, adesso invece mi sento di appartenere a questo livello. È stata più intensa a livello emotivo nel 2019, ed è per quello che sono arrivato anche stanco all’appuntamento con le Finals”.

Non mi aspettavo all’inizio dell’anno un risultato come quello ottenuto finora. Il risultato di Torino è arrivato dopo una stagione bella, ma nella quale ci sono stati due infortuni importanti, e che è arrivata dopo un’annata 2020 che era stata molto complicata sia dentro sia fuori dal campo”.

 

La partita con Popyrin ha avuto le tipiche incognite che presenta un match dopo un periodo senza partite e dopo il cambio di superficie e di condizione. “Il primo match è sempre difficile. Non mi aspettavo un incontro così complicato, ma dal secondo set in poi ho giocato meglio, quindi sono contento della mia prestazione”.

Naturalmente tra gli obiettivi di fine stagione non ci sono solamente le Nitto ATP Finals, ma ci sono pure le finali di Davis, che l’Italia disputerà a Torino almeno nella fase preliminare e per gli eventuali quarti di finale. Berrettini avrebbe dovuto giocare il doppio con Sinner a Indian Wells, ma è poi stato costretto a rinunciare per un problema al collo, ma in Davis dovrebbe essere schierato in coppia con Fabio Fognini. “Abbiamo dei doppi che si possono intercambiare. Con Fabio abbiamo giocato bene quando abbiamo giocato, sia in Davis sia in ATP Cup. Deciderà ovviamente il capitano, saranno giorni molto intensi, bisognerà gestirsi bene, ma con Fabio mi sento forte in doppio.

Ora che il posto tra gli otto di Torino è stato messo al sicuro, la programmazione potrebbe anche subire qualche cambiamento, soprattutto nel caso in cui ci fosse qualche problemino fisico da sistemare alla fine della settimana austriaca: “Prendo ogni giorno come viene – conferma Matteo – il programma è di giocare qui, Parigi, Torino e la Davis. Poi sappiamo che ogni tanto il mio corpo ha bisogno di un po’ di riposo. Ma per il momento mi sento bene e l’intenzione è quella di giocare tutto quanto.

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ATP

ATP San Pietroburgo, avanzano Bublik e Korda

Giornata di riscaldamento in Russia, in attesa di Rublev, Shapovalov, RBA e Aslan

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Sebastian Korda – ATP 250 Delray Beach 2020 (foto via Twitter @DelrayBeachOpen)

Un classico lunedì tranquillo al St. Petersburg Open, con tre soli incontri di singolare del tabellone principale. Sebastian Korda viene impegnato più del previsto da Nino Serdarusic, wild card croata che cede in due set molto tirati, con un solo break in tutto il match. Il primo parziale si decide al tie-break, con Korda che prende subito il largo aiutato dall’imprecisione del n. 248 ATP e mette a referto il 7-2. Nel secondo set, sul 5 pari, un paio di ottime risposte su altrettante seconde di Serdarusic e due gratuiti consentono a Korda di chiudere con la battuta. “Penso che lui abbia assolutamente giocato a un livello molto superiore alla sua classifica” spiega il classe 2000 di Bradenton. “Entrambi abbiamo servito molto bene, con tante prime in campo”. Tre su quattro, infatti, con percentuali di trasformazione più alte per Sebi, ma di tutto rispetto anche quelle di Nino che ha annullato 6 palle break delle 7 concesse. Non è invece mai riuscito a rendersi pericoloso in risposta e avrebbe forse dovuto provare a cambiare la posizione in ribattuta, sempre molto vicina al campo sulla prima statunitense e raramente aggressiva sulla seconda, contrariamente a quanto proposto da Korda, che ora affronterà il vincente fra van de Zandschulp e Nishioka, un duello tra qualificati.

Prima di loro, Jan-Lennard Struff ha fatto suo in due set il confronto inedito con James Duckworth, il ventinovenne di Sydney tormentato da mille infortuni che ha iniziato la stagione fuori dai primi 100 e ora è un solo passo dal varcare per la prima volta la soglia della top 50. Nell’occasione, ha faticato eccessivamente sulla propria seconda e non è riuscito a prendersi il primo parziale pur servendo sul 5-3 anche per merito della reazione tedesca. Struff si scatena anche nel tie-break per poi incamerare 6-3 la seconda partita in virtù dello strappo in un quarto gioco da ventisei punti. Al secondo turno troverà Alexander Bublik che senza alcun problema apparente supera Evgenii Tiurnev con un break per set in poco più di un’ora. Il numero 304, wild card alla seconda apparizione nel Tour, è in realtà coetaneo e concittadino del naturalizzato kazako nativo però di Gatchina, in Russia, e il bell’abbraccio sorridente fra i due a fine match fa intuire che qualcosa li lega: “Non ci volevo giocare” dirà infatti Bublik. “Siamo cresciuti insieme, è stato un incontro difficile e molto emotivo”.

Risultati:

 

J-L. Struff b. J. Duckworth 7-6(3) 6-3
[8] S. Korda b. [WC] N. Serdarusic 7-6(2) 7-5
[7] A. Bublik b. [WC] E. Tiurnev 6-3 6-4

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Oggi l’ultimo saluto ad Alessio Ceccarelli, il fisioterapista sorridente del tennis

Aveva frequentato il circuito per molti anni facendo parte anche dello staff medico delle nazionali

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Alessio Ceccarelli (foto tratta dal suo profilo Instagram)
Alessio Ceccarelli (foto tratta dal suo profilo Instagram)

Ha frequentato per anni il circuito maschile come fisioterapista di Aleksandr Dolgopolov jr, e quello femminile al seguito di Laura Siegemund e Andrea Petkovic. Non solo: fino al 2011 è stato membro dello staff medico delle nazionali maschili e femminili di tennis. Alessio Ceccarelli, il “fisioterapista sorridente”, è morto a soli 38 anni nella sua Pisa ed oggi è stato il giorno del suo funerale, al cimitero di Calci. A strapparlo all’affetto del padre Alfredo, della madre Daniela, del fratello Daniele e dell’amata Barbora è stato un tumore fulminante, che se l’è portato via nel giro di pochi mesi.

Ceccarelli era un giovane professionista qualificato e molto onesto che ha sempre portato il suo entusiasmo nelle players lounge in giro per il mondo. “Non ci posso credere. Sono profondamente triste nell’apprendere questa notizia – ha commentato Alexander Dolgopolov -. Era mio amico e mi ha sostenuto per molti anni della mia carriera. Alessio aveva un attitudine positiva ed è dura credere ci abbia lasciato”. A piangere Ceccarelli è anche la FIT, che sul suo sito ufficiale ha esternato le condoglianze della federazione e di tutto il movimento tennistico.

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