Sinner: "In teoria avrei dovuto vincere in tre set, ma nel tennis ci sono anche le emozioni"

Flash

Sinner: “In teoria avrei dovuto vincere in tre set, ma nel tennis ci sono anche le emozioni”

Jannik Sinner analizza la vittoria in cinque set con Monfils: “Partita difficile, bisogna saper gestire i momenti complicati. Alcaraz? Gioca benissimo ed è un bravo ragazzo”

Pubblicato

il

Prova di forza mentale e solidità da parte di Jannik Sinner, che soffre non poco contro Monfils ma alla fine porta a casa la vittoria al quinto set con lo score di 7-6(1) 6-2 4-6 4-6 6-4. La situazione si è complicata in particolare nel quarto set, quando l’azzurro era in vantaggio 4-0; da quel momento, anche grazie ai molteplici errori di Jannik, il francese ha vinto sei game consecutivi, di conseguenza il set per pareggiare il conto e giocarsi il tutto per tutto al quinto.

L’esito, alla fine, è stato però favorevole all’allievo di Piatti ed è un risultato importantissimo, perché non solo gli garantisce per la prima volta l’accesso agli ottavi dello US Open ma gli infonde anche una notevole dose di fiducia per le sfide successive. La prossima contro Sascha Zverev sarà ostica perché il tedesco, fresco oro olimpico a Tokyo, sta sfoggiando un tennis di altissimo livello. Però il primo dei due confronti diretti, l’unico giocato in uno Slam (Roland Garros 2020) lo ha vinto proprio Jannik, che può dire la sua con qualsiasi avversario.

Ancora una volta, Jannik ha dimostrato maturità e lucidità non solo in campo, ma anche nell’analisi del match, già nell’intervista sul campo, col pubblico ancora un po’ in lutto per la sconfitta di Monfils – che Jannik ha comunque ringraziato, magari anche nel tentativo di portarlo dalla sua parte in vista della prossima partita: “Prima di tutto l’atmosfera era straordinaria, grazie a tutti i tifosi. Ovviamente ho incontrato dei problemi che ho dovuto risolvere, ho avuto chance nel terzo e nel quarto ma un ambiente del genere ti aiuta ad affrontare le difficoltà. Mi piace giocare al meglio dei cinque, anche se forse è meglio chiudere prima del quinto set, ma sono riuscito a giocare il mio miglior tennis quando contava“.

 

Poi, in conferenza stampa, è sceso maggiormente nei dettagli. “Certo, ho imparato tante cose da questo match“, ha ammesso Sinner. “Se pensiamo alla partita, in teoria sarebbe dovuta finire 6-3 al terzo. Il tennis non significa solo giocare, vuol dire anche gestire certi momenti, gestire le emozioni. Mi sono trovato in difficoltà nel terzo set, e anche nel quarto, anche se stavo giocando bene. Nel quinto ho continuato a provarci, ho avuto le mie chance e poi ce l’ho fatta. È stato un match in cui l’aspetto mentale ha avuto una grande importanza. Lui tirava forte, poi cambiava, giocava gli slice, oggi non era semplice e credo di aver gestito abbastanza bene la partita“.

Jannik Sinner – US Open 2021 (Brad Penner/USTA)

Avere il tifo del pubblico contro? Succede, devi accettare queste cose. È inutile continuare a parlarne. Poi lo stadio è molto grande. Sicuramente succederà ancora in futuro, non si sa mai e bisogna accettarlo. Ma è un bel pubblico, stasera c’era tanta energia, sono stato anche molto fortunato a disputare questa partita“.

Jannik conferma il grande lavoro svolto sul servizio nelle ultime settimane e, in particolare sulla prima di servizio: “Essere 30-15 e 40-0 è totalmente diverso. Sul 40-0 magari a volte provi a servire in modo differente. Forse in alcuni casi era meglio spingere, in altri magari contenere di più i colpi. Certo, prima si riesce a chiudere il game, meglio è. A volte, sul 40-0, per esempio su una seconda palla, l’avversario tira forte perché non ha nulla da perdere, conquista il punto e tu sei di nuovo un po’ in tensione. E poi il 40-40 arriva in un attimo. Questo è un aspetto che sicuramente devo migliorare“.

Infine un commento sulla nuova stellina del circuito, lo spagnolo Alcaraz, che ha due anni in meno di Sinner e ha estromesso al quinto set Stefanos Tsitsipas. “È un giocatore molto molto forte, c’è poco da dire. Per essere del 2003, fisicamente è molto più avanti. Gioca benissimo a tennis. Ieri ho visto il quinto set, alla fine il match se lo è conquistato lui, ha giocato meglio i punti importanti. È un bravo ragazzo, anche quando ci parliamo negli spogliatoi, sembra molto perbene. E gioca benissimo a tennis!”.

Il tabellone maschile dello US Open con tutti i risultati aggiornati

Continua a leggere
Commenti

Flash

Krajinovic: “Djokovic guiderà la Serbia in Davis. Non andrò all’Australian Open in caso di quarantena”

Il numero due serbo è pronto a mettere le mani sull’Insalatiera, ma non andrà in Australia se dovrà rimanere in isolamento per più di cinque giorni

Pubblicato

il

Filip Krajinovic a Sofia 2021 (Credit: Ivan Mrankov)

Ci sono pochi dubbi che la quarantena australiana di inizio 2021 non sia un’esperienza che i tennisti smaniano di ripetere, soprattutto gli sfortunati che sono capitati sullo stesso aereo di un collega risultato positivo al COVID-19 e costretti al completo isolamento per due settimane, ma anche coloro che potevano uscire solo per il tempo prefissato per gli allenamenti e poi dovevano tornare nelle loro stanze con le finestre sigillate. A peggiorare l’umore c’è stata l’evidente disparità con i privilegiati di Adelaide che, tra l’altro, potevano godere del balcone. Tra quelli sicuramente non disposti a sottostare di nuovo a due settimane di quarantena c’è Filip Krajinovic, appena eliminato dalla Kremlin Cup (è stato battuto da Pedro Martinez dopo il bye al primo turno), evento a cui pensava di rinunciare per riposarsi dopo il Indian Wells per poi giocare in seguito “a Vienna e Parigi, ma Medvedev si è ritirato da Mosca, sono entrato come quarta testa di serie, un bye al primo turno, quindi ho deciso di andare”, spiega a Sport Blic il ventinovenne di Sombor.

IPOTESI AUSTRALIANE – È notizia degli scorsi giorni che solo i tennisti con doppia dose riceveranno il visto per volare a Melbourne, dove, secondo Martin Pakula, ministro (anche) del Turismo, Sport e Grandi Eventi dello Stato della Victoria, essere vaccinati darà ai tennisti l’opportunità di giocare al meglio l’Australian Open, con le minori limitazioni possibili“. Limitazioni che, come anticipato, hanno un… limite per Krajinovic. “Sono molto rigorosi lì e onestamente, se devo stare in quarantena per quattordici giorni dopo l’arrivo a Melbourne, non andrò in Australia. Sono stato vaccinato, ho fatto tutto ciò che era in mio potere per proteggere me stesso e le persone intorno a me, quindi non vedo davvero alcun motivo per sedermi lì per quattordici giorni in una stanza. Se dicono che dopo l’arrivo devo stare, diciamo, cinque giorni in isolamento, per me va bene, ma tutto ciò che va oltre è inaccettabile per me”. E ci sono anche i tempi piuttosto stretti, con la Coppa Davis che termina il 5 dicembre: “La stagione finisce tardi, avrò venti giorni per prepararmi e partire. Verranno ancora organizzati voli charter, l’ultimo dei quali è previsto per il 28 dicembre, l’ultima data utile per andare in Australia. Vedrò quale sarà la decisione finale di Melbourne, quindi deciderò la cosa migliore da fare”. In ogni caso, una decisione finale sulla durata di un’eventuale quarantena non è ancora stata presa da parte del governo locale.

IL RITORNO DI NOLE – Il numero 1 ATP ha dichiarato negli scorsi giorni che la sua programmazione di fine anno includerà Bercy, le Finals di Torino e la Davis. E proprio in quest’ultima manifestazione Krajinovic spera di ottenere un trionfo storico, con la compagine guidata da Djokovic in partenza il 25 novembre. “Avremo la formazione più forte perché vogliamo tentare di vincere l’Insalatiera come nel 2010”, rivela Filip, che userà i prossimi tre tornei per arrivare al meglio a Innsbruck (la Serbia è nel girone con Germania e Austria, prive rispettivamente di Zverev e Thiem) e a Madrid. Viaggiamo guidati da Novak e di certo non andremo lì per perdere. Eravamo già tutti d’accordo per giocare e provare a vincere”. In programma c’è una mini-preparazione a Belgrado prima di dirigersi verso l’Austria, “quattro o cinque giorni di allenamento insieme per rafforzare lo spirito di squadra, ma non so esattamente quando cominceremo perché dipende da chi gioca cosa da qui a fine stagione”.

 

Continua a leggere

Flash

Race to Milano: Sinner vince il derby contro Musetti ad Anversa

SPONSORIZZATO – Le giovani stelle del tennis italiano si sono sfidate agli ottavi: è stato il campione uscente delle Next Gen ATP Finals a prevalere

Pubblicato

il

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 02_900x250_D-1.jpg

Riflettori puntati sullo European Open, dove agli ottavi di finale è andata in scena la sfida che gli appassionati italiani sperano possa ripetersi nella prossima decade su palcoscenici e in turni ben più prestigiosi, vale a dire quella fra il leader delle classifiche Next Gen Jannik Sinner e Lorenzo Musetti, attualmente al sesto posto ma, ricordiamolo, più giovane di un anno. I due non si erano mai affrontati nel tour principale: la loro unica sfida risaliva infatti al 2019, quando si giocarono una wild card nelle prequalificazioni per gli Internazionali d’Italia al Foro Italico. Come allora, è stato Sinner ad aggiudicarsi la sfida, allungando in vetta alla Race to Milano e tenendo vive le speranze di qualificarsi per le ATP Finals di Torino.

Clicca qui per continuare a leggere l’articolo

Continua a leggere

Flash

Sorpresa all’ATP di Mosca: Rublev eliminato da Mannarino. Avanza Karatsev

Il francese (sconfitto nella finale 2019) si prende una dolce rivincita sul numero 5 della Race ATP, salvando anche un match point

Pubblicato

il

Andrey Rublev - Mosca 2021 (foto Telegram VTB Kremlin Cup)

È una vera e propria storia d’amore (ma mai a lieto fine, sinora) quella che intercorre tra Adrian Mannarino e l’ATP di Mosca. Il francese ha raggiunto la finale per ben due volte nell’evento, nel 2019 e nel 2018 e un anno prima si è fermato solo in semifinale. Ancora non sa se riuscirà ad arrivare in fondo quest’anno, ma è comunque riuscito a conquistare un risultato di altissimo livello. Nel secondo turno ha infatti estromesso dal torneo la testa di serie numero 1 Andrey Rublev, salvando anche un match point sul 5-6 del secondo parziale. I due si erano affrontati nella sopra citata finale del 2019 a Mosca, quando Rublev si impose nettamente (6-4 6-0), alzando il trofeo di fronte alla sua gente.

Rublev conduceva 5-2 il primo parziale, ma ha rischiato di subire una clamorosa rimonta: sul 5-5 ha salvato un break point e ha chiuso il set nel dodicesimo gioco. Le difficoltà palesate sul finale del primo parziale sono state però un campanello d’allarme per Rublev. Nel secondo set ha ceduto per due volte il servizio e Mannarino sul 5-4 ha avuto sulla racchetta due set point. Il russo ha reagito e, come accaduto un’oretta prima, si è portato a un punto dalla conquista del set. Un rovescio in rete sul match point gli ha negato l’opportunità di archiviare una partita molto complessa con un doppio 7-5 e Mannarino ha forzato la partita al terzo set nel tie-break. Rublev è apparso affaticato nel finale, incapace di reagire al break subìto nel quinto game. “Siamo entrambi migliorati rispetto alla finale di due anni fa” ha detto il 33enne francese. Andrey è migliorato molto più di me, ma anche se un giocatore ti è superiore, tutto può succedere. Oggi sono stato un po’ fortunato, sono comunque contento della mia performance”. Lo attende Berankis nei quarti di finale, un match totalmente alla sua portata.

Il primo favorito del torneo è diventato dunque Aslan Karatsev che ha aperto il suo torneo (dopo il bye al primo round) contro Egor Gerasimov. Non ha impiegato molto più tempo del necessario a disfarsi del suo avversario, nemmeno 90 minuti ad essere precisi. Ha chiuso 6-4 6-3 e attende ora il vincente dell’incontro tra Simon e McDonald.

 

Il tabellone dell’ATP di Mosca

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement