US Open: Barty shock, fuori contro Rogers!

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US Open: Barty shock, fuori contro Rogers!

Ashleigh Barty gioca una pessima partita e cede al tie-break del terzo set a Shelby Rogers

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Shelby Rogers - 2021 US Open (Pete Staples/USTA)

S. Rogers b. [1] A. Barty 6-2 1-6 7-6(5)

Coraggio, alzi la mano chi l’aveva pronosticata, perché noi davvero non ce l’aspettavamo. In quella che doveva essere una pratica di ordinaria amministrazione per la n. 1 del mondo Ashleigh Barty contro una giocatrice già battuta quattro volte in questa stagione, Shelby Rogers (n. 53 WTA), si è verificata probabilmente la sorpresa più clamorosa di questo affascinante US Open, che ogni giorno ci regala splendidi match e spettacoli memorabili.

Si è trattato sicuramente di una giornata stortissima per l’australiana, che soprattutto nel primo set sembrava incapace di colpire la palla come suo solito, soprattutto con il diritto che proprio non ne voleva sapere di rimanere in campo. Ben 17 gli errori gratuiti per lei nel primo parziale, tra cui cinque doppi falli, di cui quattro nello stesso game, quello che ha dato a Rogers il primo vantaggio sul 2-1.

 

Una volta capita la chance capitatale tra le mani, Rogers ha iniziato a giocare mantenendo la palla in campo limitando al massimo il numero degli errori, che nel primo set sono stati solamente tre. “Prima di entrare in campo mi sono detta che non avrei voluto perdere per la sesta volta da Ashleigh giocando nello stesso modo, quindi mi sono imposta di giocare in maniera più accorta, tirando meno forte, resistendo alla tentazione di cercare i vincenti e giocando anche palle un po’ più alte, come si faceva negli Under 12”.

Tuttavia quando Barty ha cominciato a dar fondo a tutto il suo arsenale di colpi per provare a recuperare la partita, l’inerzia del match si è quasi capovolta, anche perché Rogers ha calato notevolmente l’intensità del suo gioco. L’australiana si è aggiudicata il secondo set per 6-1 in poco più di mezz’ora, e si è portata in vantaggio per 5-2 pesante nel terzo con l’opportunità di servire due volte per il match. In quel momento Rogers ha ripreso a correre e a rimandare la palla dall’altra parte, testando il diritto di Barty e la sua capacità di rimanere negli scambi.

Ashleigh Barty – 2021 US Open, Saturday (Pete Staples/USTA)

Tre errori gratuiti e un doppio fallo hanno restituito a Rogers il primo break di svantaggio, mentre due game più tardi, mentre Ashleigh serviva per il match sul 5-4, il match è diventato più intenso e spettacolare, coinvolgendo i 20.000 dell’Arthur Ashe. “Il pubblico è probabilmente ciò che mi ha fatto vincere stasera – ha candidamente ammesso Rogers – È stato incredibile, avevo la pelle d’oca: non so se sia una cosa normale quando si gioca a tennis, ma è successo”.

Uno splendido lob vincente sul 30-30 ha dato a Shelby la prima chance per il 5-5, poi annullata, ma poi altri due diritti fuori hanno pareggiato il punteggio e mandato il match alla volata finale.

Il tie-break è stato di grande intensità, e curiosamente deciso da un solo mini-break nonostante sia stato pieno di lunghi scambi. Ancora un altro diritto ha tradito Barty sul 5-5, e nel punto successivo quando la risposta di rovescio dell’australiana è finita in corridoio Rogers ha potuto dare sfogo a tutta la sua gioia.

Ho giocato un orribile primo set – ha poi spiegato dopo il match Barty – non riuscivo a trovare continuità. Poi sono riuscita a trovare un modo per tornare nel match, cercando di buttarla sul fisico, per trovare una sensazione positiva giocando molti colpi. Quel cambiamento credo abbia confuso Shelby, perché è un gioco diverso da quello che faccio di solito. Ma il game sul 5-2 è stato terribile, pochissime prime palle, e quello credo che abbia messo aria nei polmoni di Shelby, che sul 5-4 ha giocato un bel game, qualche bel colpo quando contava e questa è stata la differenza.”

Giocare di sera sull’Arthur Ashe è una sensazione fantastica. Il campo è molto più lento di quanto non capiti di giorno, per me era la prima volta, non so se lo fosse anche per lei, comunque è stata più brava di me ad adattarsi.”

Felicissima, naturalmente, Shelby Rogers davanti ai microfoni della ESPN, delle altre televisioni e della sala stampa. “Sul 5-2, sotto di due break, pensavo mi avesse fregato di nuovo. Poi il pubblico mi ha ispirato a giocare palla dopo palla e vedere cosa sarebbe successo, ed è successo questo”.

Al prossimo turno incontrerà la diciottenne britannica Emma Raducanu (n. 150 WTA) che è di gran lunga la più richiesta dai media di tutto il mondo. “Dovrò fare un po’ di ricerche. So che è giovane, senza paura e sta giocando bene. Sarà una sfida e sono pronta. È bello vedere la nuova generazione che avanza, ecco perché è divertente giocare a tennis, bisogna sempre adeguarsi”.

Il tabellone femminile dello US Open con tutti i risultati aggiornati

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ATP

ATP San Pietroburgo, avanzano Bublik e Korda

Giornata di riscaldamento in Russia, in attesa di Rublev, Shapovalov, RBA e Aslan

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Sebastian Korda – ATP 250 Delray Beach 2020 (foto via Twitter @DelrayBeachOpen)

Un classico lunedì tranquillo al St. Petersburg Open, con tre soli incontri di singolare del tabellone principale. Sebastian Korda viene impegnato più del previsto da Nino Serdarusic, wild card croata che cede in due set molto tirati, con un solo break in tutto il match. Il primo parziale si decide al tie-break, con Korda che prende subito il largo aiutato dall’imprecisione del n. 248 ATP e mette a referto il 7-2. Nel secondo set, sul 5 pari, un paio di ottime risposte su altrettante seconde di Serdarusic e due gratuiti consentono a Korda di chiudere con la battuta. “Penso che lui abbia assolutamente giocato a un livello molto superiore alla sua classifica” spiega il classe 2000 di Bradenton. “Entrambi abbiamo servito molto bene, con tante prime in campo”. Tre su quattro, infatti, con percentuali di trasformazione più alte per Sebi, ma di tutto rispetto anche quelle di Nino che ha annullato 6 palle break delle 7 concesse. Non è invece mai riuscito a rendersi pericoloso in risposta e avrebbe forse dovuto provare a cambiare la posizione in ribattuta, sempre molto vicina al campo sulla prima statunitense e raramente aggressiva sulla seconda, contrariamente a quanto proposto da Korda, che ora affronterà il vincente fra van de Zandschulp e Nishioka, un duello tra qualificati.

Prima di loro, Jan-Lennard Struff ha fatto suo in due set il confronto inedito con James Duckworth, il ventinovenne di Sydney tormentato da mille infortuni che ha iniziato la stagione fuori dai primi 100 e ora è un solo passo dal varcare per la prima volta la soglia della top 50. Nell’occasione, ha faticato eccessivamente sulla propria seconda e non è riuscito a prendersi il primo parziale pur servendo sul 5-3 anche per merito della reazione tedesca. Struff si scatena anche nel tie-break per poi incamerare 6-3 la seconda partita in virtù dello strappo in un quarto gioco da ventisei punti. Al secondo turno troverà Alexander Bublik che senza alcun problema apparente supera Evgenii Tiurnev con un break per set in poco più di un’ora. Il numero 304, wild card alla seconda apparizione nel Tour, è in realtà coetaneo e concittadino del naturalizzato kazako nativo però di Gatchina, in Russia, e il bell’abbraccio sorridente fra i due a fine match fa intuire che qualcosa li lega: “Non ci volevo giocare” dirà infatti Bublik. “Siamo cresciuti insieme, è stato un incontro difficile e molto emotivo”.

Risultati:

 

J-L. Struff b. J. Duckworth 7-6(3) 6-3
[8] S. Korda b. [WC] N. Serdarusic 7-6(2) 7-5
[7] A. Bublik b. [WC] E. Tiurnev 6-3 6-4

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Oggi l’ultimo saluto ad Alessio Ceccarelli, il fisioterapista sorridente del tennis

Aveva frequentato il circuito per molti anni facendo parte anche dello staff medico delle nazionali

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Alessio Ceccarelli (foto tratta dal suo profilo Instagram)
Alessio Ceccarelli (foto tratta dal suo profilo Instagram)

Ha frequentato per anni il circuito maschile come fisioterapista di Aleksandr Dolgopolov jr, e quello femminile al seguito di Laura Siegemund e Andrea Petkovic. Non solo: fino al 2011 è stato membro dello staff medico delle nazionali maschili e femminili di tennis. Alessio Ceccarelli, il “fisioterapista sorridente”, è morto a soli 38 anni nella sua Pisa ed oggi è stato il giorno del suo funerale, al cimitero di Calci. A strapparlo all’affetto del padre Alfredo, della madre Daniela, del fratello Daniele e dell’amata Barbora è stato un tumore fulminante, che se l’è portato via nel giro di pochi mesi.

Ceccarelli era un giovane professionista qualificato e molto onesto che ha sempre portato il suo entusiasmo nelle players lounge in giro per il mondo. “Non ci posso credere. Sono profondamente triste nell’apprendere questa notizia – ha commentato Alexander Dolgopolov -. Era mio amico e mi ha sostenuto per molti anni della mia carriera. Alessio aveva un attitudine positiva ed è dura credere ci abbia lasciato”. A piangere Ceccarelli è anche la FIT, che sul suo sito ufficiale ha esternato le condoglianze della federazione e di tutto il movimento tennistico.

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Coppa Davis

Le convocazioni dell’Italia per la Coppa Davis: prima volta in azzurro per Sinner e Musetti

L’Italia esordirà a Torino il 26 novembre contro gli Stati Uniti, i quali hanno anch’esso reso noti i nomi dei tennisti convocati quest’oggi

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Jannik Sinner - Anversa 2021 - BELGA PHOTO LAURIE DIEFFEMBACQ

Jannik Sinner e Lorenzo Musetti per la prima volta in Nazionale. Il capitano Filippo Volandri ha diramato le convocazioni per la Coppa Davis, con la fase a gironi che per gli azzurri si disputerà al Pala Alpitour di Torino (le altre sedi sono Innsbruck e Madrid, sempre sul cemento indoor) dal 25 al 28 novembre contro Stati Uniti e Colombia nel Gruppo E. Volandri ha chiamato Matteo Berrettini (numero 7 ATP), Jannik Sinner (numero 11), Lorenzo Sonego (23), Fabio Fognini (36) e Lorenzo Musetti (67). Per Sinner e Musetti si tratta appunto della prima convocazione di sempre in maglia azzurra.

Gli incontri prevedono due singolari (si scontrano i numeri 2 e i numeri 1 delle nazioni fra loro) e il doppio. L’esordio dell’Italia è fissato per le 16 di venerdì 26 novembre contro gli Stati Uniti: il capitano a stelle e strisce, Mardy Fish, ha diramato anch’egli le convocazioni oggi, chiamando John Isner (oggi numero 26 ATP), Reilly Opelka (27), Taylor Fritz (28), Jack Sock (152) e Rajeev Ram (numero 4 ATP in doppio). L’ultimo incontro tra Italia e Stati Uniti in Coppa Davis risale all’ultima edizione disputata, quella del 2019, quando gli azzurri persero 2-1 con Berrettini sconfitto da Fritz e Fognini vincitore su Opelka (l’eliminazione fu sancita, per gli incroci del tabellone, prima del doppio, che vide Querrey e Sock battere Bolelli e Fognini).

Per quanto riguarda la Colombia del capitano Alejandro Falla, i nominativi sono i seguenti: Daniel Galan (attualmente numero 106 ATP), Nicolas Mejia (274) e i doppisti Robert Farah e Juan Sebastian Cabal (rispettivamente numeri 11 e 14 della classifica ATP di doppio). Il quinto nominativo sarà ufficializzato a ridosso della competizione, che vedrà i sudamericani esordire contro l’Italia il 27 novembre.

 

La vincente del Gruppo E affronterà nei quarti di finale, lunedì 29 novembre, sempre a Torino, la prima classificata del girone D – con Australia, Croazia e Ungheria – anch’esso ospitato al Pala Alpitour.

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