Australian Open, il ministro dello sport: "Se fossi un giocatore mi vaccinerei"

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Australian Open, il ministro dello sport: “Se fossi un giocatore mi vaccinerei”

Facciamo il punto a tre mesi dall’inizio del torneo: ad oggi una forte raccomandazione. Si va verso l’obbligo? Le parole di Zverev e Murray

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Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

La notizia era nell’aria; adesso il pour parler è diventato nella sostanza una forte raccomandazione. Vaccinale, nello specifico. L’Australian Open, infatti, sarà il primo torneo dello Slam in cui l’essere vaccinati sarà una discriminante tra il subire forti restrizioni (leggasi quarantena) e il godersi l’atmosfera di uno dei Major del circuito. In una nazione che ha fatto della lotta al Covid-19 una crociata, forse anche più dura rispetto a molti altri stati, c’era da aspettarselo; ricordiamo tutti le condizioni molto stringenti alle quali tutti, tennisti e addetti ai lavori, sono stati sottoposti nella passata edizione. Impossibile dimenticare anche le ferree regole applicate agli spettatori, costretti ad abbandonare le tribune degli impianti durante gli incontri per rispettare il coprifuoco. Per non dover subire limitazioni nella gestione della propria vita fuori dal campo non basterà più quindi dimostrare la propria negatività attraverso i tamponi, per quanto ravvicinati, ma ci si dovrà vaccinare. Punto. Nessuna deroga, nessuna eccezione.

Se io fossi un giocatore o una giocatrice non avrei dubbi, mi vaccinerei. Questa condizione darà loro l’opportunità di giocare al meglio gli Australian Open, con le minori limitazione possibili”. Parole e musica del ministro dello sport dello stato di Victoria, Martin Pakula; concetti che non lasciano molto spazio a dubbi o interpretazioni. Tuttalpiù che la situazione potrebbe anche modificarsi e queste indicazioni passare da fortemente consigliate ad obbligatorie. I confini dell’Australia rimangono effettivamente chiusi ai non residenti e al momento nessuno sa se questa situazione possa o meno modificarsi entro il 17 gennaio, data di inizio del torneo. “Questo sarà argomento di discussione tra il gabinetto nazionale e tra il gabinetto federale“, ha aggiunto Pakula. “Per quanto riguarda le regole che potrebbero essere applicate agli Australian Open, nello specifico, ne stiamo discutendo con Tennis Australia e il dipartimento della salute“.

La notizia non ha colto impreparati i tennisti che però adesso sono chiamati a prendere delle decisioni, soprattutto per tutti quelli che si definiscono No-Vax o più prosaicamente Boh-Vax. Di molti di loro conosciamo idee e motivazioni, ma adesso cosa cambia? La domanda è stata posta al campione olimpico Alexander Zverev: “Questa è una domanda molto difficile perché so che molti giocatori ne stanno discutendo. Non voglio andare contro Tennis Australia ma non voglio andare contro i giocatori non vaccinati; capisco e rispetto pienamente le decisioni dei giocatori contrari al vaccino. Rispetto anche la decisione del governo australiano. Quello che posso dire è che non ho questo problema, intendo quello delle restrizioni e delle due settimane di quarantena. È una situazione difficile e non voglio andare contro nessuno”.

 

Molto meno doroteo l’atteggiamento sul tema di Andy Murray: “L’Australia ha sempre avuto, fin dall’inizio della pandemia, un approccio molto severo. Le persone hanno dovuto sopportare 18 mesi molto duri ed è comprensibile che il Governo voglia evitare nuovi focolai a causa di arrivi dall’estero. La trovo una scelta comprensibile. Il tema, ad oggi, non è che tu atleta non possa giocare, ma che debba subire delle maggiori restrizioni; decidere come approcciare l’evento è una scelta del giocatore. Sarebbe fantastico se più giocatori arrivassero in Australia vaccinati. Ho più volte detto che sostengo la vaccinazione e spero che sempre di più le persone acquisiscano la consapevolezza che i benefici sono di gran lunga superiori ad eventuali rari rischi. Spero che molti giocatori possano comprendere questo tema”.

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ATP

ATP San Pietroburgo, avanzano Bublik e Korda

Giornata di riscaldamento in Russia, in attesa di Rublev, Shapovalov, RBA e Aslan

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Sebastian Korda – ATP 250 Delray Beach 2020 (foto via Twitter @DelrayBeachOpen)

Un classico lunedì tranquillo al St. Petersburg Open, con tre soli incontri di singolare del tabellone principale. Sebastian Korda viene impegnato più del previsto da Nino Serdarusic, wild card croata che cede in due set molto tirati, con un solo break in tutto il match. Il primo parziale si decide al tie-break, con Korda che prende subito il largo aiutato dall’imprecisione del n. 248 ATP e mette a referto il 7-2. Nel secondo set, sul 5 pari, un paio di ottime risposte su altrettante seconde di Serdarusic e due gratuiti consentono a Korda di chiudere con la battuta. “Penso che lui abbia assolutamente giocato a un livello molto superiore alla sua classifica” spiega il classe 2000 di Bradenton. “Entrambi abbiamo servito molto bene, con tante prime in campo”. Tre su quattro, infatti, con percentuali di trasformazione più alte per Sebi, ma di tutto rispetto anche quelle di Nino che ha annullato 6 palle break delle 7 concesse. Non è invece mai riuscito a rendersi pericoloso in risposta e avrebbe forse dovuto provare a cambiare la posizione in ribattuta, sempre molto vicina al campo sulla prima statunitense e raramente aggressiva sulla seconda, contrariamente a quanto proposto da Korda, che ora affronterà il vincente fra van de Zandschulp e Nishioka, un duello tra qualificati.

Prima di loro, Jan-Lennard Struff ha fatto suo in due set il confronto inedito con James Duckworth, il ventinovenne di Sydney tormentato da mille infortuni che ha iniziato la stagione fuori dai primi 100 e ora è un solo passo dal varcare per la prima volta la soglia della top 50. Nell’occasione, ha faticato eccessivamente sulla propria seconda e non è riuscito a prendersi il primo parziale pur servendo sul 5-3 anche per merito della reazione tedesca. Struff si scatena anche nel tie-break per poi incamerare 6-3 la seconda partita in virtù dello strappo in un quarto gioco da ventisei punti. Al secondo turno troverà Alexander Bublik che senza alcun problema apparente supera Evgenii Tiurnev con un break per set in poco più di un’ora. Il numero 304, wild card alla seconda apparizione nel Tour, è in realtà coetaneo e concittadino del naturalizzato kazako nativo però di Gatchina, in Russia, e il bell’abbraccio sorridente fra i due a fine match fa intuire che qualcosa li lega: “Non ci volevo giocare” dirà infatti Bublik. “Siamo cresciuti insieme, è stato un incontro difficile e molto emotivo”.

Risultati:

 

J-L. Struff b. J. Duckworth 7-6(3) 6-3
[8] S. Korda b. [WC] N. Serdarusic 7-6(2) 7-5
[7] A. Bublik b. [WC] E. Tiurnev 6-3 6-4

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Oggi l’ultimo saluto ad Alessio Ceccarelli, il fisioterapista sorridente del tennis

Aveva frequentato il circuito per molti anni facendo parte anche dello staff medico delle nazionali

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Alessio Ceccarelli (foto tratta dal suo profilo Instagram)
Alessio Ceccarelli (foto tratta dal suo profilo Instagram)

Ha frequentato per anni il circuito maschile come fisioterapista di Aleksandr Dolgopolov jr, e quello femminile al seguito di Laura Siegemund e Andrea Petkovic. Non solo: fino al 2011 è stato membro dello staff medico delle nazionali maschili e femminili di tennis. Alessio Ceccarelli, il “fisioterapista sorridente”, è morto a soli 38 anni nella sua Pisa ed oggi è stato il giorno del suo funerale, al cimitero di Calci. A strapparlo all’affetto del padre Alfredo, della madre Daniela, del fratello Daniele e dell’amata Barbora è stato un tumore fulminante, che se l’è portato via nel giro di pochi mesi.

Ceccarelli era un giovane professionista qualificato e molto onesto che ha sempre portato il suo entusiasmo nelle players lounge in giro per il mondo. “Non ci posso credere. Sono profondamente triste nell’apprendere questa notizia – ha commentato Alexander Dolgopolov -. Era mio amico e mi ha sostenuto per molti anni della mia carriera. Alessio aveva un attitudine positiva ed è dura credere ci abbia lasciato”. A piangere Ceccarelli è anche la FIT, che sul suo sito ufficiale ha esternato le condoglianze della federazione e di tutto il movimento tennistico.

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Coppa Davis

Le convocazioni dell’Italia per la Coppa Davis: prima volta in azzurro per Sinner e Musetti

L’Italia esordirà a Torino il 26 novembre contro gli Stati Uniti, i quali hanno anch’esso reso noti i nomi dei tennisti convocati quest’oggi

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Jannik Sinner - Anversa 2021 - BELGA PHOTO LAURIE DIEFFEMBACQ

Jannik Sinner e Lorenzo Musetti per la prima volta in Nazionale. Il capitano Filippo Volandri ha diramato le convocazioni per la Coppa Davis, con la fase a gironi che per gli azzurri si disputerà al Pala Alpitour di Torino (le altre sedi sono Innsbruck e Madrid, sempre sul cemento indoor) dal 25 al 28 novembre contro Stati Uniti e Colombia nel Gruppo E. Volandri ha chiamato Matteo Berrettini (numero 7 ATP), Jannik Sinner (numero 11), Lorenzo Sonego (23), Fabio Fognini (36) e Lorenzo Musetti (67). Per Sinner e Musetti si tratta appunto della prima convocazione di sempre in maglia azzurra.

Gli incontri prevedono due singolari (si scontrano i numeri 2 e i numeri 1 delle nazioni fra loro) e il doppio. L’esordio dell’Italia è fissato per le 16 di venerdì 26 novembre contro gli Stati Uniti: il capitano a stelle e strisce, Mardy Fish, ha diramato anch’egli le convocazioni oggi, chiamando John Isner (oggi numero 26 ATP), Reilly Opelka (27), Taylor Fritz (28), Jack Sock (152) e Rajeev Ram (numero 4 ATP in doppio). L’ultimo incontro tra Italia e Stati Uniti in Coppa Davis risale all’ultima edizione disputata, quella del 2019, quando gli azzurri persero 2-1 con Berrettini sconfitto da Fritz e Fognini vincitore su Opelka (l’eliminazione fu sancita, per gli incroci del tabellone, prima del doppio, che vide Querrey e Sock battere Bolelli e Fognini).

Per quanto riguarda la Colombia del capitano Alejandro Falla, i nominativi sono i seguenti: Daniel Galan (attualmente numero 106 ATP), Nicolas Mejia (274) e i doppisti Robert Farah e Juan Sebastian Cabal (rispettivamente numeri 11 e 14 della classifica ATP di doppio). Il quinto nominativo sarà ufficializzato a ridosso della competizione, che vedrà i sudamericani esordire contro l’Italia il 27 novembre.

 

La vincente del Gruppo E affronterà nei quarti di finale, lunedì 29 novembre, sempre a Torino, la prima classificata del girone D – con Australia, Croazia e Ungheria – anch’esso ospitato al Pala Alpitour.

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