Lo sfogo di Holger Rune: “Con il ranking normale sarei n. 62”

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Lo sfogo di Holger Rune: “Con il ranking normale sarei n. 62”

“Sono stanco e arrabbiato” scrive su Instagram il classe 2003 danese

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Holger Rune - US Open 2021 (foto Twitter @USOpen)

Un anno fa si trovava oltre la cinquecentesima posizione ATP, ora occupa la numero 123. Un salto fenomenale, arricchito dalla giovane età. Parliamo naturalmente di Holger Vitus Nodskov Rune, diciotto anni compiuti lo scorso aprile che ha già dato prova del suo valore e del suo potenziale anche nel circuito maggiore. Holger forse non ha le idee chiarissime sul cibo, visto che dichiara come piatto preferito gli inesistenti spaghetti alla bolognese – non è che basti incollare un cono sulla fronte di un cavallo per rendere reali gli unicorni –, ma dà l’impressione di sapere bene dove vuole arrivare e di impegnarsi al massimo per farcela. Nella strada verso la vetta, tuttavia, non si è ritrovato a lottare solamente contro gli avversari, bensì anche il cosiddetto ranking “congelato” si è messo di traverso. Ecco allora che Rune ha affidato a una storia di Instagram il suo sfogo.

“Ragazzi, sapete che sono un uomo che lavora sodo e di solito non mi lamento. Quest’anno ho lottato duramente per raggiungere i miei obiettivo e diventare un top 100. L’ATP ha ripetutamente reso le cose difficili per me e per altri giovani emergenti perché ha congelato il ranking dal 2019; ciò significa che ci sono giocatori che hanno ancora punti ottenuti nel 2019, non importa cosa abbiano fatto nel 2020 e nel 2021. Con il ranking normale di due anni fa, sarei n. 62 e non 124. È importante? Sì, quando sei ambizioso e perseverante importa per avere un riconoscimento. Con quella classifica potrei partecipare a tornei di livello più alto e sentirei che il mio impegno è ricompensato. Adesso mi sento stanco e arrabbiato perché penso che il sistema sia ingiusto. Amo giocare, ma dobbiamo competere alle stesse condizioni.”

Sul metodo scelto dall’ATP per far fronte alle conseguenze della pandemia (stop del Tour, tornei cancellati o rinviati, difficoltà a viaggiare) si sono spese migliaia di parole nell’ultimo anno e mezzo. Da una parte, qualcosa doveva necessariamente essere modificato; dall’altra si sarebbe potuto trovare un sistema migliore per evitare stravolgimenti insensati senza al contempo penalizzare i giovani in rampa di lancio e, in generale, tutti coloro che lottano ottenendo risultati per uscire dalle zone meno nobili della classifica.

 

Non abbiamo controllato se Rune sarebbe davvero n. 62, anche perché ha senso fino a un certo punto chiedersi come sarebbe qualcosa se si giocasse con regole diverse. Di sicuro, però, a sole quattro settimane dal termine della regular season, vale a dire quando Ranking e Race “normalmente” finiscono per coincidere, quel numero 70 nella corsa a Torino occupato da Holger cozza con la sua classifica. Uno sfogo più che comprensibile, quindi, senza considerare che, oltre ad accesso a tornei più importanti (tra poco si faranno i conti per le entry list dell’Australian Open) e al vedere riconosciuto impegno e risultati, ci sono i soldi degli sponsor con i bonus legati al ranking.

Lo stesso discorso vale, tra gli altri, per Lorenzo Musetti (n. 69 ATP, 45° della Race) e Cameron Norrie. Il suo coach Facundo Lugones crede che “se non fosse per il ranking congelato, sarebbe già un top ten”. Il sorprendente vincitore di Indian Wells, freschissimo n. 16, per ora deve accontentarsi di essere decimo nella Race.

Tornando a Rune e alle sue giuste rimostranze, non dimentichiamo che quest’anno è stato omaggiato di ben nove wild card che hanno in parte contribuito alla sua ascesa: forse qualche suo collega non avrebbe disdegnato beneficiare delle stesse condizioni offerte al giovane danese.

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Challenger

Il Challenger di Bari parla italiano: bene Nardi, Vavassori e Cobolli

Ben sei azzurri raggiungono i quarti di finale nel capoluogo pugliese. Eliminati Matteo Viola in Bahrain e Luciano Darderi a Brasilia

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Andrea Vavassori – ATP Stoccolma 2021 (foto via Twitter @sthlm_open)

Al Challenger 80 di Bari (cemento outdoor) erano ben 14 gli italiani presenti in tabellone e sei di loro sono arrivati ai quarti di finale. A cominciare da Thomas Fabbiano che mai quest’anno aveva superato più di un turno. Qui a Bari, sarà forse l’aria di casa, ha prima battuto Roberto Marcora in un derby molto combattuto 7-6(8) 6-3 e poi con un netto 6-4 6-3 la diciannovenne promessa inglese Jack Draper (N.258 ATP, semifinalista a Ortisei e nei quarti all’ATP 500 del Queen’s). Che sia l’inizio di un’inversione di tendenza, dopo un anno da incubo, per il tennista pugliese? Il quarto di finale contro Brancaccio ci darà una prima risposta.

E proprio Raul Brancaccio è stato autore della sorpresa di giornata, eliminando Carlos Taberner (N.101 ATP e prima testa di serie) in un match durato due giorni, sospeso per pioggia nel tie-break del primo set sul 6-4 per l’italiano. Alla ripresa Raul accusa la partenza a freddo e commette un doppio fallo che potrebbe costargli caro. Per sua fortuna non è che lo spagnolo sia molto più caldo e restituisce il favore con la stessa moneta. Vinto il tie-break, per l’azzurro il resto della partita è una passeggiata di salute fino al 7-6(6) 6-3 che lo promuove al turno successivo.

Anche un bravissimo Flavio Cobolli si guadagna i quarti al termine di un incontro molto tirato contro Tobias Kamke (N.250 ATP). Drammatico poi il primo set che il romano si aggiudica al tie-break 12-10, nonostante la maggiore esperienza del trentacinquenne veterano tedesco. Dopo aver rifiatato nel secondo parziale, l’azzurro domina il set decisivo, ottenendo il break decisivo nel quarto gioco. Il confronto che lo attende nei quarti contro l’altro tedesco Oscar Otte (N.112 ATP e recente vincitore di Ortisei e Ismaning) è di quelli impegnativi.

 

Un altro tedesco aspetta nei quarti il nostro Luca Nardi, quel Daniel Masur (N.204 ATP) che ha eliminato nei turni precedenti due italiani (Fabrizio Andaloro e Francesco Forti), ma siamo certi che il giovane marchigiano, incurante di ogni scaramanzia, saprà farsi valere. Del resto le due vittorie contro Maxime Cressy (N.122 ATP e recente finalista a Ortisei ed Eckental) e Julian Lenz sono di quelle importanti, soprattutto per il modo autoritario in cui sono state ottenute.

Nel derby tra Andrea Vavassori e Andrea Pellegrino, il pugliese parte meglio e nel terzo gioco ottiene il break che gli consente di portare a casa il primo parziale e quasi il risultato pieno: il tie-break del secondo set sembra più volte prendere la strada di Pellegrino, che però non riesce a sfruttare ben quattro match point. Bravissimo infatti Vavassori a resistere e a vincere 12-10, portando l’incontro a un terzo set che dominerà. Il piemontese, con il punteggio di 4-6 7-6(10) 6-2, vince così il quarto dei sette scontri diretti con Pellegrino e guadagna il pass per i quarti. Dove dovrà affrontare un altro derby contro Filippo Baldi che ha eliminato Andrea Arnaboldi 6-4 3-6 6-3, complice anche un problema alla spalla sinistra accusato dal mancino milanese nel terzo set. Peccato perché all’esordio Arnaboldi aveva battuto addirittura Holger Rune, ritiratosi per un problema al gomito quando era sotto 6-4 1-0.

Al Challenger 80 del Bahrain (cemento outdoor) era presente il solo Matteo Viola che, dopo aver superato 6-4 7-5 il cinese di Taipei Yu Hsiou Hsu (N.358 ATP), è andato letteralmente a sbattere contro il britannico Jay Clarke che gli ha inflitto un severo 6-2 6-1.

Al Challenger 80 di Brasilia (terra battuta), Luciano Darderi era l’unico italiano in gara e si è molto ben comportato, superando due turni di qualificazioni non banali. Poi sfortuna ha voluto che si trovasse accoppiato con la testa di serie N.1 Federico Coria. Il diciannovenne italo-argentino si è difeso con coraggio ma alla fine ha dovuto cedere 6-3 7-6(7).

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Coppa Davis

Davis Cup: Herbert/Mahut regalano il successo alla Francia

Il duo francese sconfigge in rimonta la giovane coppia ceca Lehecka/Machac nel doppio decisivo. Di Mannarino l’altro successo francese. Gasquet sconfitto in due set da Machac.

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Nicolas Mahut, Pierre-Hugues Herbert, Jiri Lehecka e Tomas Machac (Photo by Pedro Salado / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Francia b. Repubblica Ceca 2-1

Dopo aver perso il primo singolare ed essersi trovata sotto di un set sia nel secondo incontro sia nel doppio decisivo, la Francia ha ribaltato la sfida e conquistato il successo nel primo tie del gruppo C delle Davis Cup Finals.

Nel deserto dell’Olympiahalle di Innsbruck, a causa del lockdown imposto dal governo austriaco, Francia e Repubblica Ceca hanno inaugurato la loro campagna di Coppa Davis. La Francia ha rinunciato a schierare il proprio numero 1 Arthur Rinderknech, numero 58 del ranking mondiale. Infatti, il capitano Grosjean ha deciso di puntare sulla maggiore esperienza di Mannarino e Gasquet. La Repubblica Ceca, dal canto suo, ha deciso di schierare come singolarista, oltre all’esperto Vesely, il ventunenne Machac, al suo debutto in Davis.

 

T. Machac b. R. Gasquet 7-6 (3) 6-2

Inizio molto teso da parte del giovane ceco che si è trovato subito a fronteggiare tre palle break, ma scrollata la tensione di dosso e con l’aiuto poco cinico, il ceco è riuscito ad emergere dalla situazione di difficoltà. Il break era nell’aria. Partenza nuovamente ad handicap per Machac, sotto 40-0, ma stavolta non c’è stato nulla da fare per il ceco dato che un dritto lungolinea del francese ha messo il sigillo del 2-1. Al cambio campo, Gasquet ha restituito malamente il favore all’avversario commettendo diversi errori non appena abbia tentato di cambiare ritmo. Il controbreak Repubblica Ceca è divenuto realtà grazie al doppio fallo del francese.

Dopo i primi due games di sofferenza, Machac ha aumentato il proprio livello al servizio e per Gasquet le opportunità di essere aggresivo in risposta sono via via diminuite. Il match è scivolato velocemente verso l’inevitabile tie-break alterando scambi molto combattuti a errori di misura.

Il tie-break è gestito in pieno controllo dal ceco. Machac si è portato avanti di due mini break entrambi generati da due errori di diritto del francese. Gasquet è riuscito a recuperare un mini break, ma Machac in pieno controllo si è portato sul 6-2 colpendo una volée in allungo sul dritto lungolinea del francese. Gasquet ha annullato il primo set point con uno smash ma l’ennesimo errore di diritto ha consegnato il set al giovane ceco.

 Il secondo set si è aperto con il games più lungo del match, durato ben oltre 10 minuti e con ben venti punti giocati. Machac ha preso sempre più fiducia, approcciando la rete quando ne aveva l’occasione, con Gasquet, che ha faticato per riuscire ad annullare le tre palle break al ceco.

Dopo la strenua difesa nel primo game del secondo set, le difese di Gasquet sono crollate nel turno di servizio successivo. Machac ha convertito la prima delle tre palle break con una chirurgica risposta di rovescio sula seconda del francese.

Machac concede pochissimo al servizio, mentre Gasquet sbaglia molto soprattutto di diritto. E proprio un dritto di misura del francese finito a rete ha concesso a Machac la palla del doppio break. Break puntualmente realizzato grazie al doppio fallo di Richard.

Il caso fisico di Gasquet è evidente. L’ultimo sussulto è nel corso del sesto game quando il francese si è portato 0-30 provando ad attaccare di più l’avversario. Gli errori di dritto di Gasquet e due ottime prime di Machac hanno riportato il punteggio in una situazione di pieno controllo per il ceco.

Due ace consecutivi hanno messo la firma sul 7-6 (3) 6-2 finale con cui il giovane ceco ha suggellato il suo esordio in Davis Cup.

Per mantenere vive le speranze in questa Coppa Davis, la Francia necessitava di un successo di Adrian Mannarino nella sua sfida con Jiri Vesely.

  • A. Mannarino b. J. Vesely 6-7 (1) 6-4 6-2

Inizio di set con livello di gioco non altissimo, entrambi tengono bene il proprio turno di servizio, con il ceco che si lascia preferire. L’equilibro si è incrinato nel corso del sesto game durante il quale Mannarino ha incrementato notevolmente il livello in risposta. Il francese è riuscito a conquistare due palle break. La prima è stata sprecata con un rovescio a rete, la seconda viene convertita grazie ad una risposta di rovescio che bacia la riga: 4-2 Francia. La svolta nel set si realizza nel nono game con Mannarino al servizio per chiudere il set. Il francese appare teso ma con un ace riesce a conquistare una palla set. Da quel momento in poi il dritto di Mannarino lo ha abbandonato commettendo due errori. Vesely, dal canto suo, è stato efficace con un dritto in avanzamento a piazzare il break. L’inerzia del set si è spostata verso il ceco grazie al recupero da 2-5 a 5-5. Si arriva al tie-break, momento nel quale Mannarino è sparito dal campo. Il 7-1 è eloquente da questo punto di vista, con l’unico punto a favore del francese rappresentato da un doppio fallo di Vesely.

Il secondo set si è aperto con un Vesely leggermente in difficoltà. Primo game chiuso ai vantaggi e terzo, invece, caratterizzato da errori di diritto banali e non in spinta che hanno concesso il break a Mannarino. Vesely ha continuato a servire bene mentre Mannarino è iniziato ad andare incontro a delle difficoltà. Nell’ottavo game, il francese da 40-0 si è ritrovato sul 40 pari prima di tenere il servizio, game fotografia di un momento in cui si è vista la tensione da parte di entrambi. Il decimo game ha visto Mannarino i fronteggiare due palle break, annullate rispettivamente con un dritto sulla linea e con un ace. Superato il pericoloso il francese, alla seconda opportunità, ha messo in cassaforte il secondo set.

Game maratona da ben venti punti ha aperto il terzo set, con il ceco che ha fronteggiato e annullato ben quattro palle break. Il livello in risposta di Mannarino è cresciuto sempre di più e nel terzo game una risposta profonda di rovescio in allungo concretizza il break. Il ceco non è più il giocatore del primo set, soprattutto al servizio, nel quinto game un dritto vincente in spinta di Mannarino ha regalato due palle break al francese. Vesely ha annullato la prima con una volèè, ma di dritto Mannarino si è issato sul 4-1 pesante. In un terzo set di maggiore qualità, Mannarino ha convertito la prima palla match con una volée alta di diritto.

Herbert/Mahut b. Machac/Lehecka 3-6 6-4 6-3

Il doppio decisivo ha visto Grosjean confermare i “maestri” Herbert e Mahut, recenti vincitori delle NITTO ATP Finals torinesi. Navratil, invece, ha schierato il vincitore del pomeriggio Machac, preferendolo a Kolar, al fianco del ventenne Lehecka.

Primo set in cui il giovane duo ceco ha affrontato i propri turni di servizio senza alcuna difficolta. Non si può dire lo stesso per i francesi, costretti a fronteggiare una palla break nel corso del quarto game con Mahut al servizio. Herbert a rete è stato reattivo nell’annullarla. Meno fortunato nel sesto game lo stesso Herbert al servizio. Il francese è riuscito ad annullare la prima palla break con una volée alta dopo un’ottima seconda, ma un doppio fallo di Herbert, ha regalato alla coppia ceca l’opportunità di piazzare il break. Palla break prontamente convertita grazie allo smash di Lehecka. Conquistato il break di vantaggio, Lehecka e Machac sono riusciti agevolmente a chiudere il set per 6-3, concedendo complessivamente solo tre punti sul proprio servizio alla coppia francese.

Apertura di secondo set ancora in affanno per Herbert, con i francesi che hanno concesso subito due palle break non consecutive agli asservari. Mahut in entrambi i casi ha risolto i problemi a rete. Superato il momento di difficoltà, il livello dei francesi si è alzato soprattutto nei game di risposta, conquistando la prima palla break in occasione del quarto game, sul servizio di Machac. Il ventunenne ceco si è trovato ancor più sotto pressione nell’ottavo game sotto 0-40, ma due ottime prime e il gioco a rete di Lehecka hanno tolto le castagne dal fuoco al duo ceco, che poi è stato bravo ad annullare anche una quarta occasione. Nel decimo game, con Lehecka al servizio per rimanere nel set, i francesi salgono in cattedra approfittando di un leggero calo degli avversari. La volée al corpo di Mahut ha convertito la palla break e rimesso il match in equilibrio.

Nel terzo e decisivo set, si va ai vantaggi in due dei primi tre games. Il momento chiave è stato il quarto game. Lehecka ha annullato la prima palla break del set con un servizio vincente sulla T, ma poi è stato costretto a capitolare a causa di due errori: un dritto finito lungo e un doppio fallo sanguinoso, che regalano il break ai francesi. Da quel momento Herbert e Mahut hanno mantenuto il controllo del set non lasciando nessuna occasione ai giovani cechi per rientrare in corsa, nonostante l’ottimo livello espresso dalla giovane coppia contro un doppio collaudato come quello francese. Lo smash di Mahut ha messo sul sigillo 6-3 che ha chiuso la sfida e ha regalato il successo alla Francia.

La Francia ritornerà in campo sabato alle 10 contro la Gran Bretagna per ipotecare il passaggio del turno. I cechi affronteranno sempre i britannici nell’ultimo match del gruppo C, domenica alle 10.

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Coppa Davis

Davis Cup Finals by Rakuten: la Svezia dei fratelli Ymer affossa il Canada

La Svezia vince tutti gli incontri senza perdere neanche un set. Prima Elias e Mikael regolano Diez e Pospisil, poi Goransson e Lindstedt completano l’en plein

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Mikael Ymer - Davis Cup Finals Madrid 2021 (Photo by Mateo Villalba / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

SVEZIA b. CANADA 3-0

E. Ymer b. S. Diez 6-4 6-2

M. Ymer b. V. Pospisil 6-4 6-4

 

Goransson/Lindstedt b. Pospisil/Schnur 7-6(5) 6-4

Percorso netto per la Svezia nel primo tie del gruppo B. Il team scandinavo ha vinto tutti gli incontri senza concedere neanche un set al Canada, orfano di Denis Shapovalov e Felix Auger-Aliassime. La Svezia di capitan Robin Soderling si mette dunque in un’ottima posizione per passare ai quarti e sabato contro il Kazakistan tenterà di accaparrarsi il primo posto, mentre il Canada è con le spalle al muro.

PRIMO SINGOLARE – Il primo punto agli svedesi lo ha portato Elias Ymer, che ha avuto vita relativamente facile contro Steven Diez. Il canadese è stato capace di opporre una vera resistenza solamente nel primo set per poi pagare progressivamente la differenza di peso nel palleggio da fondo. Ymer ha cominciato alla grande, ottenendo il break con tre vincenti e una gran risposta, ma poi ha rimesso subito in partita l’avversario con qualche imprecisione di troppo. Diez addirittura si è issato sul 4-1 compensando le proprie difficoltà da fondocampo con ottime discese a rete, ma si aveva la netta sensazione che l’incantesimo non potesse durare a lungo. Infatti Ymer ha rapidamente recuperato il pallino del gioco, gestendo gli scambi a piacimento con i cambi in lungolinea e costringendo il proprio avversario a rimanere costantemente sulla difensiva. Lo svedese ha dunque fatto suo il parziale con una striscia di cinque giochi consecutivi nei quali l’avversario ha raccolto la miseria di quattro punti. Nel secondo set, si sono sentite le quasi cento posizioni in classifica che separano i due giocatori e cose sono scivolate via in maniera molto comoda per Ymer che si è portato rapidamente sul 5-1, chiudendo poi 6-2 in meno di un’ora e mezza di gioco.

SECONDO SINGOLARE – Sono bastati due set e un’ora e mezza anche all’altro fratello Ymer, Mikael, per avere la meglio su Vasek Pospisil. Il canadese ha sofferto molto fin dall’inizio: nel primo game dell’incontro è riuscito a tenere il servizio solo dopo sedici punti e undici minuti, mentre Ymer lo ha difeso a zero in meno di due minuti. Il break è arrivato nel gioco successivo con Pospisil che non è stato in grado di impensierire l’avversario e anzi si è trovato costretto a vincere un altro game fiume da sedici punti sul 3-1, evitando un punteggio peggiore. Perso il primo set 6-4, Vasek si è aggrappato al servizio nel secondo e si è procurato la prima e unica palla break della sua partita nel sesto game, senza però riuscire a far partire lo scambio. Break mancato, break subito si potrebbe dire mutuando una trita espressione calcistica, perché nel gioco successivo Ymer riesce a far breccia nel servizio dell’avversario, anche grazie a una comoda volée alta di rovescio sbagliata da Pospisil. Lo svedese si proietta dunque senza ulteriori patemi verso il doppio 6-4 che regala al canada la vittoria del tie.

DOPPIO – Per l’incontro di doppio, ormai ininfluente ai fini di determinare la nazione vincitrice del tie, la squadra canadese schiera nuovamente Vasek Pospisil, ex numero 4 di doppio e campione a Wimbledon 2014 (insieme a Jack Sock), al fianco di Brayden Schnur (numero 234 di doppio), mentre la Svezia manda in campo il numero 64 del ranking di doppio Andre Goransson e il veterano Robert Lindstedt, attuale numero 184 di specialità con un best ranking di numero 3 e uno Slam in bacheca (Australian Open 2014 in coppia con Lukasz Kubot). Nonostante i 44 anni suonati, è stato proprio Lindstedt a giganteggiare nella partita, supportato da un Goransson molto cinico e reattivo sotto rete. Dopo quattro break nei primi sei giochi, la situazione si è stabilizzata fino al tiebreak dove un guizzo di Lindstedt ha firmato il 7-5 che è valso il primo set agli svedesi. Nel secondo set il duo scandinavo ha mantenuto un certo predominio, mancando una palla break nel terzo game sul servizio di Schnur e trovando poi il break sul 4-4 con Pospisil alla battuta. Nel gioco decisivo, Lindstedt ha messo poche prime e la coppia svedese, dopo aver mancato due set point, si è trovata a salvare palla break. Nel momento del bisogno però il veterano svedese ha ritrovato la prima, chiudendo il match in bellezza con un ace.

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