Dopo Anversa, Sinner 'vede' Torino: "È nella mia mente ma io penso solo a giocare a tennis"

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Dopo Anversa, Sinner ‘vede’ Torino: “È nella mia mente ma io penso solo a giocare a tennis”

Jannik non nasconde l’entusiasmo dopo il quarto titolo stagionale: “Mi sono sentito alla grande, ora voglio fare bene a Vienna”. Opelka lo attende

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Jannik Sinner - Anversa 2021 (via Twitter, @EuroTennisOpen)

La settimana appena conclusa è stata particolarmente gioiosa per Jannik Sinner: ieri infatti all’European Open di Anversa è arrivato il quinto titolo della sua carriera (il quarto del 2021) e la nuova posizione più alta in classifica alla n. 11. Oltre ai numeri però ci sono anche delle prestazioni di grande qualità che danno fiducia per il futuro e lo stesso Jannik ha subito constatato la cosa nella conferenza stampa dopo la premiazione. “Mi sentivo bene, mi muovevo bene in campo e ho anche servito alla grande ma nel tennis ogni giorno è differente quindi bisogna stare attenti. In questo torneo ho giocato bene dal primo all’ultimo punto. Sono stato bravo negli ultimi due giorni a confermare i break.

In generale comunque questo periodo della stagione sembra particolarmente sorridente per lui. “In ogni torneo cerco di imparare qualcosa e ne parlo col mio team. Per prima cosa mi piace giocare indoor e oggi ho cercato di spingere molto la palla contro Diego, perché lui si muove bene, e ci sono riuscito. Ho dovuto adattarmi all’avversario e questa è una cosa importante che ho imparato da questo torneo; in finale mi sono sentito alla grande ma come i grandi giocatori dovrò imparare anche a vincere quando non gioco bene.

Com’è noto però il circuito del tennis non si arresta mai e lo sguardo punta già alla nuova tappa. “Domani [lunedì, ndr] andrò subito a Vienna per un altro torneo dove le condizioni saranno differenti. Due mesi fa avevo vinto Washington e al torneo successivo di Toronto avevo perso subito al primo turno e non voglio che accada di nuovo a Vienna. Ora mi rilasserò un po’ e mi goderò questo momento poi vedremo cosa accadrà”. Dunque per sua stessa ammissione, il tennista italiano riconosce che c’è da lavorare su questo processo di transizione tra uno evento e l’altro, e ancora una volta è l’esperienza che può dare una mano. “Sono sempre motivato, sia che si tratti di un torneo 250 o di uno più importante. Non è un problema di motivazione ma di come scendo in campo, come devo reagire se non sento bene la palla, come trovare soluzioni per vincere un particolare incontro”.

Uno dei motivi per il quale Sinner e il suo team stanno spingendo così tanto sull’acceleratore in questo momento è l’eventualità di qualificarsi per le Nitto ATP Finals di Torino a fine anno. Sinner ora è fuori di un posto e davanti a lui, con appena 110 punti in più, c’è proprio l’amico Hurkacz che ad aprile l’aveva battuto nella finale del Masters di Miami. Ovviamente l’idea di andare [a Torino] è nella mia mente. Ogni giocatore sente un po’ di quella pressione ma quando scendi in campo devi pensare alla partita, alle tattiche, questo è il segreto credo per non pensare a Torino. Onestamente io amo giocare a tennis quindi è normale che vorrei vincere i tornei e magari andare a Torino ma certe volte le cose accadono e altre volte no. Io cerco solo di giocare a tennis.

 

Tornando invece a parlare di quel match fatidico con il polacco, e più in generale dell’approccio prima di una finale, Sinner ha aggiunto: “Ovvio che preferisci vincere un torneo 1000 ma devi accettare quello che ti capita. In quell’occasione avevo sbagliato un po’ tattica e quindi nella finale che ho giocato un po’ di tempo dopo a Sofia sono sceso in campo un maniera un pochettino diversa. Lì ho messo insieme tutte le finali che avevo giocato e infatti mi sono sentito bene, e oggi è successa la stessa cosa ma non significa che ogni finale che giocherò la vincerò. È inutile lamentarsi per le sconfitte perché quello che è successo è successo; bisogna concentrarsi anche lì sulle cose positive perché quelle negative ci saranno sempre e devi essere bravo a metterle da parte. Per questo serve un team che te lo faccia capire perché a 20 anni non puoi sapere tutto, ma neanche a 30, perché un maestro di 60, 70 o 80 anni credo che abbia molta più esperienza di uno che non ne ha neanche la metà. Devi essere mentalmente aperto e anche accettare le cose ‘brutte’ che ti vengono dette. Se oggi non fosse andata come volevo io sarei stato qui a cercare di capire cosa non andava”.

Poi è stato il turno del Direttore Scanagatta il quale ha cercato di risolvere il quizzone che ha lanciato Jannik dopo la semifinale. Il n. 11 del mondo ha ammesso di star lavorando a nuovi aspetti del suo tennis ma non ha voluto dire quali sono e Ubaldo ha tentato di indovinarli, facendo presente al diretto interessato un cambiamento nell’impugnatura con la volée di rovescio e un maggior uso dei cross stretti di dritto e slice di rovescio, ma Sinner non è caduto nel tranello ed è subito intervenuto scherzando: È inutile andare avanti perché non li dico mai, anche se tu avessi ragione non lo direi.

E allora ha finito per parlare del suo prossimo avversario nel primo turno di Vienna, il gigante americano Reilly Opelka.“Non ci sarà ritmo e dovrò stare anche attento sui miei turni di servizio e fare poche sciocchezze. Questa settimana ho risposto bene quindi sarà molto importante anche a Vienna, e penso che anche lui avrà un po’ di pressione perché credo sappia che io posso rispondere bene. Lì inoltre mi ricordo che la pallina su quel campo rimbalza ancora di più; vedremo se sarà così anche quest’anno”.

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Coppa Davis

Sonego, esordio in Coppa Davis da sogno. E prima ci aveva confessato: “Sensazione indescrivibile”

SPONSORIZZATO – Così il 25enne torinese raccontava le sue emozioni poco prima di entrare in campo: ecco come si prefigurava il match contro Opelka

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Lorenzo Sonego - Finale Coppa Davis Torino 2021 (Photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

L’esordio in Davis nella propria città, a due passi dal proprio circolo, coronato con la vittoria: di certo il 26 novembre 2021 resterà una data indimenticabile per Lorenzo Sonego. Nel suo match vinto con Reily Opelka aveva dovuto annullare un’unica palla break nel settimo gioco, sul 3 pari. Scampato quel pericolo è stato lui a brekkare l’americano nel game successivo. Ha giocata una partita perfetta e sembrava quasi che avesse previsto quel che poteva succedere. Grazie alla collaborazione dello sponsor Mizuno, abbiamo raccolto le sue sensazioni a pochi minuti dall’ingresso in campo al PalaAlpitour di Torino, leggerle a posteriori rende ancora più l’idea di quello che ha rappresentato per Lorenzo la sua prima partita in Coppa Davis.

QUI LA COLLEZIONE UOMO PER IL TENNIS DI MIZUNO

Quali sono le sensazioni in avvicinamento al match in cui rappresenterai la tua nazione nella tua città?

 

“È una sensazione indescrivibile, un sogno che s’avvera. Man mano che si avvicina la partita mi sento sempre più carico e non vedo l’ora di giocare davanti al mio pubblico, che riesce a tirarmi fuori tutto quello che ho dentro”.


Sul piano mentale, come sei solito avvicinare partite così importanti? Ci sono concetti che ti ripeti,
“riti” del pre-partita?


“Per me ogni partita è uguale. Cerco di dare il massimo in ogni partita, ogni game, ogni punto. Prima del match mi rilasso con un po’ di musica insieme al mio team e faccio un breve riscaldamento subito prima della partita”.


Quanto è importante l’aiuto del tuo mental coach? In cosa consiste il lavoro che fate insieme?

“Più lavoro con Lorenzo Beltrame e più mi accorgo di quanto sia importante parlare delle proprie sensazioni e delle proprie emozioni. Spesso si hanno delle percezioni sbagliate, e un occhio esterno può aiutarti a vederti in modo più obiettivo e vero. E questo ti fa crescere più rapidamente”.


Immagine di essere 0-40 sul 4-3 per un gran battitore come Opelka, perdere il servizio può costarti il match. Come gestiresti mentalmente una situazione simile? E a parti invertite?


“(Sorriso) Mi è già capitato più di una volta. Un giocatore in crescita, come sono io, non ha ancora degli schemi prestabiliti per determinati punteggi. Questo, a volte, può crearmi qualche problema e qualche dubbio ma, mi rende comunque imprevedibile. Credo che l’importante sia essere convinti che il match non è mai finito: anche se vai sotto 5-2 al terzo puoi ancora vincere. Stessa cosa per il punteggio inverso. L’avversario, a volte, nella disperazione rischia il tutto per tutto e ti ritrovi in parità senza poter recriminare niente”.


Come riesci a unire la grande combattività che esprimi con la serenità che emani verso chi ti
guarda?


“La chiave sta nella mia grande competitività e l’amore che ho per la battaglia. Più difficile e lunga è la battaglia più trovo energie e mi esalto. La serenità viene anche dal fatto che sono felice al di fuori del campo e so di lavorare sodo e di essere preparato e in crescita”.


Cosa ti aspetti dagli incontri contro gli Stati Uniti e Colombia? Quali sono gli avversari e le difficoltà
che ti aspetti?


“Entrambi gli incontri non saranno facili. Io cercherò di essere molto reattivo soprattutto alla risposta, che su questi campi è importantissima, e di comandare il gioco”.

Sonego ha giocato da protagonista a Torino pochi giorni dopo aver preso parte nel centro della città a un evento organizzato da Mizuno, il brand multisport che ha la sede italiana proprio a Torino. L’uomo-Davis dell’Italia ha palleggiato insieme ai suoi tifosi e all’altro tennista torinese Andrea Vavassori in un campo temporaneo allestito davanti al Mizuno Store di via Soleri. Mizuno accompagna Sonego fin dagli albori della sua carriera, avendo creduto nelle sue potenzialità in tempi non sospetti. Potenzialità che, è il sogno di Lorenzo e anche di Mizuno, in futuro potranno spingere Sonego sempre più in alto, magari fino a giocare le ATP Finals nella sua città.

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Coppa Davis: la Spagna passa soffrendo con l’Ecuador, si giocherà tutto con la Russia

La Spagna rischia grosso nel secondo singolare e nel doppio ma si prende un 3-0 importantissimo in ottica qualificazione

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Spain - Davis Cup 2021 (Twitter - @DavisCup)

Rispetta il pronostico la Spagna, che guidata da Carreno-Busta supera l’Ecuador per 3-0 e fa un passo importante verso la qualificazione nel girone A, lo stesso della favorita Russia. Ad assicurare il primo punto della giornata ci ha pensato il veterano Feliciano Lopez. Schierato nel posto che probabilmente sarebbe stato occupato da Carlos Alcaraz, Lopez non ha deluso le attese, battendo con un doppio 6-3 l’ecuadoregno Roberto Quiroz, numero 291 della classifica ATP. Il tennista spagnolo non ha avuto problemi nella sfida contro il suo peggio classificato avversario; Lopez che ha dovuto soffrire soltanto nel primo game, dove ha concesso quattro palle break a Quiroz. Da quel momento in poi ha concesso solo una palla break, chiudendo con quattordici ace e sei doppi falli. Feliciano bene anche in risposta, con Quiroz costretto a cedere il servizio nel quarto game e dominato nel secondo set, breakkando l’ecuadoregno nel quinto e nel nono game, il che ha regalato il primo punto del tie alla sua nazionale.

Ha dovuto soffrire molto di più Pablo Carreno-Busta. La medaglia di bronzo a Tokyo 2020 ha avuto bisogno di tre set per superare l’ecuadoregno Emilio Gomez, numero 149 del mondo e giocatore sicuramente più abituato alla terra rossa. Il figlio di Andres, vincitore del Roland Garros 1990, ha sorpreso il suo più quotato avversario, reggendo bene il ritmo da fondo di Carreno e trovando il break nel sesto game. Il break subito ha scosso il tennista spagnolo, che ha trovato subito il controbreak. La pressione però ha fatto brutti scherzi a Carreno, che nel game per mandare il set al tie-break ha commesso troppi errori e Gomez si è preso un primo set clamoroso per il pronostico.

Con l’aiuto del pubblico di casa Carreno-Busta si è scosso ed ha alzato il suo livello nel secondo set, dove lo spagnolo ha trovato due break nel finale. Molto meglio anche la prestazione al servizio, Pablo ha dovuto affrontare solo una palla break, merito anche dell’aggressività maggiore nel colpo di inizio gioco, dovuta anche alla lontananza dalla riga di fondo di Gomez in risposta. Lo stesso spartito tattico si ripropone nel terzo, che è sembrato andare in discesa con il break di Carreno nel quarto game. Il numero 20 del mondo si è guadagnato anche due match point nell’ottavo game. La reazione di Gomez è stata inaspettata ma quanto mai puntuale, e sfruttando un pessimo game di Carreno l’ecuadoregno ha pareggiato il conto dei break trascinando la partita al parziale decisivo.

 

Sulla spinta emotiva del finale di set Gomez è riuscito anche a ribaltare il minibreak in avvio dello spagnolo, ma l’ex semifinalista dello US Open ha fatto valere tutta la sua esperienza e con una discesa a rete ha chiuso partita e tie, evitando un clamoroso pareggio dell’Ecuador.

Tiratissimo anche il doppio finale, in cui Marcel Granollers e Carreno-Busta hanno rischiato grosso contro Diego Hidalgo e Gonzalo Escobar, rispettivamente numero 166 e 39 al mondo di doppio. La coppia spagnola si è trovata un set avanti e con quattro palle break a disposizione nel primo game, oltre che di un minibreak avanti nel tie-break. Tutte occasioni sprecate dagli spagnoli, che hanno perso il secondo set al tie-break e hanno visto l’Ecuador andare a servire per il match nel terzo set. Un doppio fallo e una buona risposta spagnola sono state abbastanza per trascinare la partita al tie-break, dove la coppia di casa ha dilagato assicurando un 3-0 molto più complicato del previsto. Un punto fondamentale in ottica delle migliori seconde, specialmente con la partita da sfavoriti con la Russia alle porte.

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Coppa Davis

Coppa Davis: Novak Djokovic guida la Serbia al successo contro l’Austria

Il numero uno del mondo torna a giocare in Davis liquidando Novak in due facili set: “Giocare per la mia patria è una motivazione in più”. Lajovic supera Gerald Melzer in tre set tirati

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Novak Djokovic - Davis Cup 2021 (Twitter - @DavisCup)

SERBIA b. AUSTRIA 3-0
D. Lajovic b. G Melzer 7-6 3-6 7-5
N. Djokovic b. D. Novak 6-3 6-2

N. Cacic/F. Krajinovic b. O. Marach/P. Oswald 7-6 4-6 6-3

Lajovic suda anche più del previsto ma supera Melzer, poi Djokovic archivia facilmente la pratica Novak. Come da pronostico, la Serbia vince i due singolari contro l’Austria e vince il tie inaugurale del Girone F prima del doppio conclusivo all’Olympia-Halle di Innsbruck, arena rimasta chiusa al pubblico a causa delle restrizioni introdotte dal governo per fronteggiare il rialzo di contagi Covid. I serbi, che poi hanno centrato il tris vincendo anche il doppio, sono trascinati da un Djokovic che si è presentato in Austria con grandi motivazioni e in buona forma: domani la nazionale del capitano Viktor Troicki si giocherà contro la Germania il passaggio ai quarti di finale.  

SECONDO SINGOLARE – Non delude Djokovic, che regola in due set facili facili il numero 118 del mondo Dennis Novak. Nel primo set c’è partita solo nei primi sei game, poi Djokovic rompe gli argini, prende in mano l’iniziativa, opera il break nell’ottavo gioco e chiude il primo set. Nel primo gioco del secondo set ci sono subito due palle break: Novak riesce a venirne a capo ma subito dopo ne concede un’altra con un grave errore di rovescio. Qui Djokovic prima mette in piedi una difesa granitica e poi si avventa su un drop-shot un po’ estemporaneo dell’austriaco per operare il break (1-0). Nole tiene il servizio senza problemi, chiudendo il gioco con uno smash da fondocampo eseguito con nonchalance (2-0) e poi nel terzo gioco approfitta di una volée in rete e di un gratuito dell’austriaco per volare sul 3-0 e servizio. Si veleggia tranquillamente verso fine match: Novak riesce a vincere due game, ma sul 5-2 Djokovic non si fa pregare e con un rovescio in avanzamento si impone per 6-3 6-2. Il serbo non ha bisogno di dannarsi per chiudere in due set: la palla di Novak semplicemente non gli fa male. Il numero uno del mondo, allora, ne approfitta per provare anche qualche soluzione serve&volley. “E’ bello giocare di nuovo per la Serbia, non mi succedeva da due anni. Il tennis è uno sport individuale ma la Davis è una competizione storica, e mi è mancata. Amo giocare per la mia patria ed essere disponibile quando la mia squadra ha bisogno di me – ha detto Djokovic a caldo dopo la partita -. Il match di oggi? Dennis ha iniziato bene, con molta aggressività; mixando un po’ i colpi gli ho tolto il ritmo. Tra primo e secondo set ho dato l’accelerata decisiva, sono molto contento di come ho giocato”. Djokovic, comprensibilmente, ha scelto di disertare il doppio finale a risultato acquisito per preservarsi in vista del match di domani contro la Germania.

 

PRIMO SINGOLARE – Nel primo match non si nota più di tanto la differenza di classifica tra il numero 33 del mondo Dusan Lajovic e il numero 287 Gerald Melzer: al serbo servono 2 ore e 42 minuti per aver ragione del fratello del più noto Jurgen, che gioca bene ma suo malgrado si irrigidisce proprio nei momenti chiave. Il primo set è all’insegna dell’equilibrio (solo due palle break salvate da Lajovic) fino al tie-break, che si apre con un brutto errore di Lajovic. Il finalista di Montecarlo 2019 però rimette le cose a posto con un grande recupero vincente di diritto, che gli costa anche un’escoriazione al ginocchio. Un errore gratuito di Melzer regala il mini-break al serbo, che lo restituisce subito con un doppio fallo. Ma col diritto l’austriaco fa danni: due palle steccate portano Lajovic sul 6-4. Ed è buono il secondo set point, quando Melzer si presenta a rete ma viene infilzato dal passante di rovescio di Dusan. L’austriaco però non molla, e nel secondo set è il giocatore più incline a prendere il comando delle operazioni, mentre dall’altra parte c’è un Lajovic fin troppo passivo. Così Gerald trova il break nel sesto gioco e scappa 4-2 e servizio. Al momento di servire per il primo set disegna bene il campo, verticalizza e costringe il serbo a un passante molto difficile che termina fuori; e sul primo set point prende fin da subito il comando delle operazioni con il diritto incrociato per poi affondare con un’accelerazione di rovescio incrociato imprendibile. Nel terzo set, break Lajovic al quarto gioco e pensi che la partita sia in dirittura d’arrivo, ma Melzer reagisce e controbrekka nel settimo gioco. Peccato che al dodicesimo gioco, al momento di servire per arrivare al tie-break, Gerald si disunisca. Lajovic va 0-40, l’austriaco si aiuta col servizio e arriva a palla game ma qui rovina tutto con un doppio fallo e completa l’opera con un errore di rovescio. “Avvertivo tanta pressione, non ero al meglio – ha confessato Lajovic dopo il match -. Lui negli ultimi due mesi ha giocato bene e ha accumulato fiducia. Devo dire grazie alla mia squadra, i loro incitamenti mi sono serviti molto, anche perché si giocava a porte chiuse. Fortunatamente alla fine mi sono ricomposto, e lui ha fatto un paio di errori tra cui un doppio fallo. Sono contento di aver vinto anche se ci sono volute quasi tre ore”.

DOPPIO – Visto il risultato già acquisito, Djokovic ha disertato il doppio: capitan Troicki ha schierato Cacic e Krajinovic per fronteggiare gli austriaci Marach e Oswald. Per i padroni di casa di capitan Koubek, vincere sarebbe stato importante per aumentare le possibilità di qualificazione come una delle migliori seconde (in caso di vittoria contro la Germania), ma i serbi sono stati insaziabili: Cacic e Krajinovic hanno vinto la partita in tre set, sfruttando un miglior rendimento in risposta nel terzo set.

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