Chi l'ha visto? Jared Donaldson e il suo sogno spezzato

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Chi l’ha visto? Jared Donaldson e il suo sogno spezzato

Raccontiamo la storia di Jared Donaldson, dai campi in terra battuta in Argentina fino al best ranking di numero 48 del mondo prima di essere fermato da un infortunio al ginocchio destro. Per sempre?

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Jared Donaldson
 

Articolo a cura di Marco Lorenzoni

Nella terza puntata della rubrica “chi l’ha visto?” parliamo di Jared Donaldson. Il tennista originario di Providence, Rhode Island, non gioca una partita dalla sconfitta patita contro Andrey Rublev nelle qualificazioni del Miami Open nel 2019. A differenza di altri colleghi che sono spariti dal tennis che conta gareggiando ogni settimana, Jared è stato costretto a prendere una lunga pausa dai campi a causa di una tendinosi cronica al ginocchio destro. L’inizio del calvario è iniziato a Wimbledon 2018 quando durante un allenamento prima del suo match di primo turno contro Malek Jaziri ha cominciato ad avvertire un dolore al ginocchio destro. Il dolore lo ha accompagnato durante tutto il torneo di Wimbledon e costretto a rinunciare qualche mese più tardi allo US Open. Donaldson inizialmente ha optato per un trattamento conservativo per evitare i rischi di un’operazione, ma dopo esser tornato in campo a febbraio 2019 a Delray Beach ha capito che non poteva continuare a giocare a livelli così alti con quel dolore. In questo modo l’operazione si è rivelata necessaria. Il suo obbiettivo era quello di tornare in campo verso l’inizio del 2020 ma ogni volta che aumentava i carichi di lavoro il dolore tornava a farsi sentire. Nemmeno un nuovo intervento chirurgico è riuscito a risolvere i problemi del giovane tennista americano che, conscio del fatto che probabilmente non sarà mai in grado di competere ai massimi livelli senza sentire dolore, si è iscritto all’università di Berkeley, California. Una scelta sicuramente difficile da fare per l’ex numero 48 del mondo che, nonostante non usi ufficialmente la parola ‘ritiro’, sta cercando di accettare il fatto  che un ritorno ai massimi livelli ad oggi pare una chimera.

STILE DI GIOCO ATIPICO

 

La storia tennistica di Donaldson è piuttosto particolare e se ne può capire il motivo anche solo osservando il suo stile di gioco. Fin da quando Donaldson comincia ad affacciarsi nel tennis che conta, attorno al 2016, viene subito considerato una delle promesse del tennis americano assieme a altri colleghi come i coetanei Taylor Fritz e Frances Tiafoe. Jared è un tennista atipico, soprattutto per la generazione di nuovi tennisti a stelle e strisce che stanno emergendo dal momento che ha nel servizio il suo colpo debole e nella risposta il suo colpo migliore. Proprio a causa di un gioco all’apparenza poco scintillante e nessun prestigioso titolo vinto da junior, il nativo del Rhode Island non riceve l’attenzione mediatica di altri esponenti della Next Gen. il pubblico rimane più impresso dalle accelerazioni fulminanti di Tiafoe, dal potente servizio di Fritz o dalla velocità di braccio di Shapovalov. Tutti considerati predestinati e pronti, un giorno, a rompere l’egemonia dI Nadal, Djokovic, Federer.

Il gioco di Jared è piu “ragionato”, non gli piace chiudere i punti in due colpi ma cerca sempre di costruirsi il punto. Per essere un giocatore parte di una generazione che tende a “pensare” poco sul campo e a cercare il vincente a ripetizione si può dire che è abbastanza “vintage”. Riguardo a questo è molto interessante ciò che Toni Nadal ha sottolineato recentemente durante il podcast “tres iguales”. “Ormai il tennis è diventato uno sport di velocità più che uno sport di strategia. Nei primi anni di carriera Rafa si trovava ad affrontare giocatori che lottavano su ogni palla e ti permettevano di giocare lunghi scambi” ha affermato lo zio di Rafa “ora la strada è cercare di colpire il più forte possibile” ha aggiunto Toni con un pizzico di malinconia.

Jared Donaldson – US Open 2016 (foto Roberto Dell’Olivo)

 IMPARANDO L’ARTE DEL TOP SPIN

La ragione per cui Donaldson ama costruire il punto viene dal fatto che quando aveva quindici anni ha vissuto per ben due anni e mezzo in Argentina per imparare a giocare sulla terra battuta. L’idea di andare in Sud America è venuta a suo padre Courtney, un proprietario di un’azienda edile nel Rhode Island. Nonostante Courtney Donaldson non fosse un esperto di tennis quando si è reso conto che suo figlio aveva talento ha cominciato ad analizzare da vicino il gioco di Jared rendendosi conto che i suoi fendenti piatti avevano molto successo sui campi indoor in cui Jared giocava la maggior parte dell’anno. Però i grandi giocatori che Courtney ammirava in televisione colpivano con top spin e eccellevano nel gioco di gambe. Così riuscivano ad avere successo sui campi in terra battuta lontano dagli Stati Uniti, condizione necessaria per avere una grande carriera. Così il padre di Jared decise che suo figlio avrebbe imparato a giocare sul mattone tritato. La scelta era se andare in Spagna o in Argentina. Alla fine decisero di far giocare Jared in Argentina, sia per il clima più mite, sia perché un suo amico lo mise in contatto con Pablo Bianchi, ex giocatore e in quel momento allenatore in Argentina di giovani promesse. All’inizio Donaldson sarebbe dovuto stare per soli tre mesi ma alla fine è rimasto per quasi tre anni motivato sia dai miglioramenti che stava facendo, sia dai giocatori attorno a lui. “La cosa migliore era che allenandomi con giocatori che erano già professionisti come Schwartzman, Pella, Zeballos, potevo vedere con i miei occhi cosa dovevo fare per arrivare un giorno a quel livello” ha detto Jared in un’intervista al sito dell’Atp nel 2018.  La famiglia di Jared durante la permanenza a Buenos Aires affittò un piccolo appartamento nel quartiere ‘Nunez” di Buenos Aires mentre il giovane si allenava due volte al giorno e finiva il liceo online. Tornava negli Stati Uniti per brevi periodi in primavera e in estate per poi tornare in Argentina per continuare a perfezionare il suo stile di gioco.

PECCATI DI GIOVENTÙ

Verso la fine della sua esperienza in argentina Donaldson pensava, dopo anni di fatica e sacrifici, di avere il livello necessario per spiccare il volo e vincere tornei a livello giovanile. Dopo alcuni ottimi risultati a livello futures che gli valsero i primi punti Atp il giovane del Rhode Island andò a giocare uno dei più importanti tornei ITF Under 18, l’Eddie Herr. Nonostante le grandi aspettative Donaldson perse al secondo turno e all’Orange Bowl del 2012 la sua corsa fu fermata immediatamente al primo turno da uno dei giocatori più talentuosi a livello junior, Christian Garin. Quel torneo fu curiosamente vinto da Laslo Djere che aveva eliminato durante la sua corsa verso il prestigioso trofeo la testa di serie numero 1 Gianluigi Quinzi. Curioso come un giovane Alexander Zverev durante quel torneo venne eliminato al secondo turno da Frederico Ferreira Silva, tennista portoghese che ha raggiunto come massimo la posizione numero 168 del ranking ATP. Queste due sconfitte portarono il giovane sedicenne a considerare seriamente l’idea del ritiro dal tennis. Ma dopo due mesi gli mancava l’adrenalina della competizione e così tornò a giocare e a ottenere nuovamente risultati importanti.

Una volta tornato dall’Argentina si trasferì in California con l’intenzione di migliorare il suo colpo debole, il servizio. Niente di meglio che andare da Taylor Dent, ex numero 21 del mondo e famoso per il suo potente servizio, e suo padre Phil. Non appena Phil vide Jared effettuare un servizio scosse la testa “dobbiamo cambiare il movimento completamente “disse a Courtney e Jared Donaldson. Così il giovane del Rhode Island si trasferì a Irvine, California e lentamente migliorò la sua battuta.

Nonostante i tanti tentativi però, durante la sua breve carriera non è mai riuscito a rendere il servizio un colpo veramente incisivo. La pausa forzata di otto mesi tra l’estate 2018 e febbraio 2019 per i problemi al ginocchio destro parevano avergli dato tempo per sistemare questo colpo. “La cosa positiva è che almeno ho avuto tempo di sistemare il mio servizio senza avere la pressione di vincere o perdere una partita” ha detto durante un’intervista con il sito dell’ATP prima del ritorno alle competizioni nel torneo di Delray Beach nel 2019. Purtroppo però non ha potuto mostrare i miglioramenti fatti dal momento che qualche settimana seguente, a Miami avrebbe giocato quella che, a oggi, è la sua ultima partita ufficiale nel tour.

A pagina 2, la scalata verso la Top 50 e l’infortunio

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WTA Ranking: brilla la stella di Alycia Parks

L’americana vince a sorpresa a Lione contro la padrona di casa, Caroline Garcia. Sarà lei una delle prossime protagoniste del circuito? La vittoria la proietta vicinissima alla top50. In discesa Elisabetta Cocciaretto: resta solo Martina Trevisan nelle cinquanta

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Alycia Parks - Lione 2023 (Foto Twitter @wta)

Doveva essere una settimana relativamente tranquilla. I tornei in programma dopo lo slam australiano, l’Open 6éme Sens Métropole de Lyon, il Thailand Open di Hua Hin e il Copa Oster di Cali, in Colombia, avevano un seeding modesto. In Francia, il nome di punta era quello di Caroline Garcia mentre la nostra rappresentante era Jasmine Paolini, in Thailandia, Bianca Andreescu era testa di serie n.1, nel WTA 125 colombiano, invece, figuravano tra le partecipanti la ex semifinalista al Roland Garros, Nadia Podoroska, e le nostre Martina Colmegna e Nuria Brancaccio. A Hua Hin, la canadese si è ritirata in semifinale e il torneo se l’è aggiudicato Lin Zhu su Lesia Tsurenko. La cinese (qui un approfondimento sul bel momento che sta vivendo il tennis nel suo paese) era già riuscita ad arrivare negli ottavi a Melbourne impegnando per tre set Azarenka. A Cali, invece, Podoroska ha portato a casa il titolo avendo ragione della connazionale Paula Ormaechea. A Lione, infine, si è registrata la sorpresa maggiore: in finale, la giovane Alycia Parks ha sconfitto la beniamina di casa mettendo in mostra tutte le sue qualità. L’americana si porta così a ridosso delle prime cinquanta del mondo ma per quanto abbiamo visto contro Garcia, non sarebbe una sorpresa se tra qualche mese fosse ancora più in alto in classifica. Delle nostre connazionali, hanno centrato i quarti di finale sia Jasmine Paolini che Martina Colmegna, ma solo quest’ultima riesce a migliorare il proprio ranking in modo significativo. Andiamo a vedere come è cambiata la classifica di oggi 6 febbraio 2023.

LA CLASSIFICA WTA DI TENNIS AGGIORNATA

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Iga Swiatek1710485
20Aryna Sabalenka206100
30Ons Jabeur185210
40Jessica Pegula175000
50Caroline Garcia234795
60Coco Gauff183992
70Maria Sakkari223811
80Daria Kasatkina233380
90Belinda Bencic202905
100Elena Rybakina222815
110Veronika Kudermetova212740
120Jelena Ostapenko202340
130Petra Kvitova192281
140Beatriz Haddad Maia242195
150Simona Halep142141
160Victoria Azarenka152138
170Ekaterina Alexandrova202030
180Anett Kontaveit171909
190Liudmila Samsonova201905
200Karolina Pliskova211880
210Paula Badosa211862
220Magda Linette291770
230Shuai Zhang331710
240Madison Keys191668
250Martina Trevisan231572
260Marie Bouzkova171521
270Irina-Camelia Begu171472
280Jil Teichmann221429
290Qinwen Zheng181415
300Barbora Krejcikova161410
310Anhelina Kalinina241347
320Elise Mertens241339
330Donna Vekic191326
34+2Petra Martic191325
35-1Ajla Tomljanovic211305
36-1Amanda Anisimova161305
37+5Bianca Andreescu141301
38-1Aliaksandra Sasnovich221291
39-1Leylah Fernandez151258
40-1Sloane Stephens191244
41+13Lin Zhu291220
42-2Danielle Collins151218
43-2Bernarda Pera211205
44-1Anastasia Potapova251179
45-1Yulia Putintseva211114
46-1Shelby Rogers181062
47-1Katerina Siniakova221055
48-1Kaia Kanepi191052
49-1Lauren Davis241014
50+6Linda Noskova201009

Questa è la classifica delle prime cinquanta. Possiamo notare che:

 
  • Sia in top10 che in top20 non ci sono movimenti questa settimana. La finale a Lione permette a Caroline Garcia (n.5) di distanziare ulteriormente la sua diretta inseguitrice, Coco Gauff (n.6).
  • Nelle posizioni tra la n.21 e la n.50, risale di cinque posizioni Bianca Andreescu (n.37), ancora lontana dal ritornare ad essere la giocatrice capace di portarsi a casa una prova dello slam. Dopo aver vinto il suo primo titolo in carriera, entra per la prima volta in top50, all’età di ventinove anni, Lin Zhu (+13, n.41). Con l’exploit agli Australian Open e questo trionfo tutto sommato inaspettato, la cinese è riuscita a guadagnare 46 posizioni in tre settimane. C’è un altro nuovo ingresso nelle cinquanta: si tratta di Linda Noskova, che con i quarti a Lione guadagna le sei posizioni necessarie per arrivare al n.50 del ranking. Escono dalla top50 Mayar Sherif (-3, n.53) e Elisabetta Cocciaretto (-5, n.54).
  • Alle spalle delle cinquanta, il movimento più significativo è quello di Alycia Parks (+28, n.51), che si candida, insieme a Noskova e a Linda Fruhvirtova, ad essere tra le prossime protagoniste del circuito WTA. Guadagnano terreno anche le due semifinaliste a Lione, Camila Osorio (+12, n.61) e Marina Zanevska (+16, n.77), la semifinalista e la finalista in Thailandia, Xinyu Wang (+12, n.69) e Lesia Tsurenko (+36, n.100). Più indietro, ottimi progressi per Nadia Podoroska (+42, n.114), per un’altra giovane statunitense, Peyton Stearns (+51, n.137), vincitrice di un ITF in Georgia e per Paula Ormaechea (+50, n.156).

LA CLASSIFICA WTA DELLE TENNISTE ITALIANE

Martina Trevisan si conferma n.1 d’Italia e resta stabile al n.25 del ranking. Purtroppo per lei ad Abu Dhabi avrà subito un ostacolo di tutto rispetto: l’ex n.12 Elise Mertens. COme abbiam già detto, esce dalla top50 Elisabetta Cocciaretto (-5, n.54). Perdono posizioni anche Lucia Bronzetti (-4, n.66) e Camila Giorgi (-4, n.73), impegnate a Linz. Delle atlete in top100, solo Jasmine Paolini (n.65), guadagna una posizione. Quattro posti in più anche per Lucrezia Stefanini che si ferma oggi al n.111. Grazie ai quarti raggiunti in Colombia, Martina Colmegna fa un balzo di 50 posizioni e si porta al n.351.

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
250Martina Trevisan231572
54-5Elisabetta Cocciaretto251005
65+1Jasmine Paolini25897
66-4Lucia Bronzetti25896
73-4Camila Giorgi19836
106-1Sara Errani30614
111+4Lucrezia Stefanini28589
2130Nuria Brancaccio25319
239-4Camilla Rosatello23278
2980Matilde Paoletti12206
338-5Angelica Moratelli17168
351+50Martina Colmegna21154
401-4Deborah Chiesa14124
406-14Martina Di Giuseppe19122
410-1Anna Turati18120
426-4Diletta Cherubini17114
451-5Lisa Pigato20103
471-5Cristiana Ferrando1194
485-11Giulia Gatto-Monticone1887
492+2Jessica Pieri984

NEXT-GEN RANKING: LE GIOVANI TENNISTE IN ASCESA

Nel duello tra le due Linda a spuntarla questa settimana è Noskova, che supera di nuovo Fruhvirtova e si riprende il secondo posto del Next Gen ranking, la classifica delle giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2003. Non è una settimana fortunata per le sorelle Fruhivirtova: anche Brenda (-1, n.6) lascia via libera a Erika Andreeva (+1, n.5). Entra per la prima volta in questa classifica Polina Kudemertova (n.10), che prende il posto della giovanissima Sara Bejlek.

  PosizioneVariazioneGiocatriceAnnoClassifica WTA
10Coco Gauff20046
2+1Linda Noskova200450
3-1Linda Fruhvirtova200552
40Diana Shnaider200494
5+1Erika Andreeva2004131
6-1Brenda Fruhvirtova2007133
70Elsa Jacquemot2003151
80Oksana Selekhmeteva2003158
90Katrina Scott2004159
10Polina Kudermetova2003171

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WTA Abu Dhabi: Trevisan sconfitta nettamente da Mertens in due set

La belga gioca una partita praticamente perfetta: perde solo 2 game e raggiunge il secondo turno ai danni di Martina Trevisan

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Martina Trevisan - United Cup 2023 Sydney (foto Tennis Australia/ James Gourley)

In uno stadio semi-vuoto e con un pubblico decisamente poco avvezzo al tennis (spesso costretto a intervenire il giudice di sedia per richiamare all’ordine) Martina Trevisan affronta al primo turno del WTA 500 di Abu Dhabi, un’avversaria ostica come Elise Mertens.

IL TABELLONE WTA 500 DI ABU DHABI

E. Mertens b. M. Trevisan 6-0 6-2

 

IL MATCH Giornata decisamente negativa per la nostra Martina; le condizioni sono favorevoli a Mertens che, a dire il vero, gioca bene ovunque ma si trova particolarmente bene quando può essere aggressiva e mettere pressione all’avversaria.

È un primo parziale a senso unico che dura appena 31 minuti e si conclude con un severo 6-0 in favore della numero 32 del mondo. La tennista di Lovanio non regala niente (saranno solo 5 gli errori non forzati alla fine del parziale) ed è molto efficace con la prima, in particolare con lo slice a uscire da destra. Martina fatica a entrare in partita: il servizio funziona a fasi alterne ma sono soprattutto gli errori col diritto a compromettere il match della tennista di Firenze (un totale di 15 errori non forzati nella prima mezz’ora di gioco). La belga gioca un tennis ordinato quando ha in mano lo scambio e attento quando è in difesa.

Il secondo set inizia come si è concluso il primo, con l’azzurra che perde il servizio e non riesce a sbloccarsi nel punteggio. Nel terzo game, la belga si trova sotto 15-40 ma è brava ad annullare le uniche due chance per Martina di rientrare in partita e con due ace si porta avanti 3-0. Finalmente, si sblocca la numero 25 del ranking che sistema i suoi colpi e tenta di restare agganciata all’avversaria ma è troppo tardi. Messo a segno un altro break, Mertens chiude la partita 6-2.

IL TABELLONE WTA 500 DI ABU DHABI

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ATP

Da Zhu Lin a Yibing Wu: la lenta progressione del tennis in Cina dove le ragazze segnano la strada

Il movimento del tennis in Cina è trainato dai successi in campo femminile ma qualcosa inizia a muoversi anche in campo maschile: per la prima volta due uomini della Repubblica Popolare in Top 100, e in arrivo c’è anche Juncheng Shang

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Zhu Lin - Hua Hin 2023 (Twitter @wta)
Zhu Lin - Hua Hin 2023 (Twitter @wta)

Negli ultimi mesi, si è parlato di tanto di tennis in Cina per la sospensione del Tour a causa della pandemia e per l’affaire Peng Shuai la cui storia è nota a tutti ed è finita sulle prime pagine di tutti i quotidiani internazionali, anche non specializzati.

Oggi si torna a parlare di tennis cinese ma per una notizia di tutt’altro genere e che riguarda il tennis giocato. Da questa mattina, per la prima volta nella storia, due tennisti cinesi entrano in Top 100. Yibing Wu, con la finale raggiunta nel Challenger di Cleveland – persa in tre set contro lo statunitense Aleksandar Kovacevic – si è guadagnato la posizione n. 97 del ranking; qualche posizione più avanti, al n. 91, c’è il suo connazionale Zhizhen Zhang, 26enne di Shanghai.

Piccoli passi per la gigantesca Repubblica Popolare Cinese che fatica a trovare campioni dello sport di racchetta. Alla grande disponibilità economica e agli incredibili investimenti in strutture sportive come stadi e accademie del tennis, non corrispondono grandi risultati in campo maschile, soprattutto se paragonati alla qualità e ai risultati raggiunti dalle colleghe.

 

Scovare le ragioni di un tale ritardo non è certamente facile. Il circuito professionista sbarcò in Cina trent’anni fa, con il lancio del primo torneo ATP di Pechino ma, per vedere il primo evento di rilievo, bisogna spostarsi un decennio dopo, quando dal 2005 al 2008 la metropoli di Shanghai ospitò i migliori otto giocatori della stagione per il torneo conclusivo della stagione, le ATP Finals. Dall’anno successivo, sempre a Shanghai, si tiene il penultimo Masters 1000 del calendario – torneo che ha raccolto l’apprezzamento dei giocatori del tour che l’hanno votato per cinque anni consecutivi il “miglior torneo dell’anno”.

Secondo gli osservatori più esperti, la mancanza di tennisti cinesi va ricercata anche in un fattore sociale: il gap tra le classi sociali, in termini di ricchezza e possibilità economiche, è molto marcato e viene a mancare quella classe media dalla quale provengono la maggior parte dei professionisti nei paesi occidentali. Sebbene il numero dei praticanti sia aumentato notevolmente negli ultimi decenni, i giovani cinesi aspirano più a ricoprire ruoli manageriali piuttosto che puntare all’eccellenza sportiva.

Qualcosa comunque inizia a muoversi. Oltre ad aumentare la presenza dei tornei del circuito (soprattutto WTA), negli ultimi anni la Federazione cinese ha ingaggiato un elevato numero di allenatori stranieri da impegnare nelle grandi accademie e ha costruito programmi di crescita per i giovani come il “The Road to Wimbledon” riservato agli under 14 in collaborazione con Dan Bloxham, head coach dell’All England Club o il “China Open Rating Tour” per gli amatori e collegato ai tornei del circuito.

L’idolo cinese, sebbene di passaporto statunitense, Michael Chang è stato uno dei primi a investire in Cina, fondando la “Mission Hills Tennis Academy”, ubicata in un impianto con 50 campi a Shenzhen.

Il tennis maschile

Il primo titolo nel circuito ATP di un giocatore cinese è del 2016: Di Wu conquistò il Challenger di Maui nelle Hawaii, battendo in finale Kyle Edmund, scrivendo la prima pagina del tennis maschile cinese. Nella scorsa stagione sono stati ben 5 titoli Challenger per il paese del dragone, conquistati da tre giocatori diversi: per Zhizhen Zhang il primo titolo a Cordenons, Yibing Wu ad Orlando, Rome e Indianapolis e primo successo anche per il giovanissimo Juncheng Shang a Lexington.

Yibing Wu si era già fatto conoscere con la vittoria allo US Open Junior nel 2017 sia in singolo che in doppio ma è soprattutto su Juncheng Shang (che recentemente, aveva fatto parlare di sé per la rottura con Marcelo Rios) che la Cina ripone le sue speranze per il futuro. Ora n. 165 ATP, ha da qualche giorno compiuto 18 anni e non ci sarebbe da sorprendersi se dovessimo trovarlo a fine anno a disputare le NextGen ATP Finals.

Il tennis femminile

Tutta un’altra musica sul versante WTA. Sono ben 5 le cinesi presenti in Top 100, di cui due in Top30, e in questo inizio di stagione tutti gli occhi sono puntanti su Lin Zhu. Raggiunti gli ottavi nel primo Slam dell’anno – battendo per la prima volta in carriera una Top 10 come la greca Sakkari, giocando un tennis incredibile – ieri ha messo la proverbiale ciliegina sulla torta, conquistato il primo titolo in carriera al WTA 250 di Hua Hin e il suo best ranking al n. 41 WTA.

Le ragazze cinesi di questa generazione sono cresciute tennisticamente guardando alla grande Li Na, prima campionessa Slam cinese e asiatica al Roland Garros 2011. La più giovane delle cinesi in top 100 è Qinwen Zheng, n. 29 WTA. Non ha ancora conquistato un titolo nel circuito maggiore ma nella scorsa stagione ha raggiunto la finale WTA 500 di Tokyo (sconfitta da Liudmila Samsonova), battendo Paula Badosa (all’epoca n. 4 WTA) al secondo turno. Alta e potente, la classe 2002 necessita di migliorare la continuità in campo ma le premesse per un suo exploit nel corso della stagione non mancano sicuramente.

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