Thomas Bach, pres. CIO: "Ho parlato di nuovo con Peng Shuai, ci incontreremo di persona per le Olimpiadi"

evidenza

Thomas Bach, pres. CIO: “Ho parlato di nuovo con Peng Shuai, ci incontreremo di persona per le Olimpiadi”

Il numero uno del Comitato Olimpico Internazionale nega che il caso Peng sia un problema in ottica olimpica: “È solo una questione umanitaria di natura personale”. E aggiunge: “Non ci si può aspettare che i Giochi cambino un Paese”

Pubblicato

il

Thomas Bach, Presidente CIO (foto Twitter @iocmedia)

Intervistato dalla DPA (Deutsche Presse-Agentur), il presidente del Comitato Olimpico Thomas Bach ha cercato di ridimensionare le critiche ricevute da più parti per il silenzio-assenso del CIO sul caso Peng Shuai, la tennista cinese sparita dai radar in seguito alla denuncia di stupro ai danni di Zhang Gaoli, ex-vicepremier e membro di spicco del Partito Comunista cinese.

Durante il Q&A (a questo link la versione inglese), Bach ha più o meno abilmente utilizzato i truismi con cui gli appassionati hanno imparato a familiarizzare nelle ultime settimane. Quando si parla di questioni legate ai diritti umani, il CIO si appella al quinto principio del suo Charter, vale a dire la neutralità politica. Interrogato sui boicottaggi diplomatici annunciati, fra gli altri, dagli Stati Uniti (in realtà l’intervista è avvenuta prima della conferma ufficiale), ha detto: “Questa è una discussione puramente politica, e noi ci riserviamo il diritto di rimanere neutrali“. Curiosamente, però, buona parte dell’intervista è consistita di una sequela di risultati politici raggiunti dal CIO ed elencati dal suo presidente, dalle conversazioni diplomatiche in corso con i talebani alla mediazione fra le due Coree, ma evidentemente in questo caso neutralità uber alles.

Sull’impatto dei Giochi di Pechino 2022, invece, Bach ha detto: “L’aspettativa che le Olimpiadi possano cambiare un Paese, le sue leggi, o il suo sistema, è un’esagerazione. I Giochi non possono porre rimedio a questioni che generazioni di politici non hanno risolto“. Altrettanto curiosamente, il CIO implementerà dei criteri legati al rispetto dei diritti umani a partire dal 2024, come si può leggere sul suo sito – qui invece si possono consultare le raccomandazioni fatte dal gruppo che ha condotto lo studio sui criteri stessi. A quanto pare il comitato è diversamente neutrale, o almeno, lo sarà fra tre anni, fino ad allora liberi tutti.

 

IL CASO PENG

Quando si parla di Peng Shuai, secondo Bach bisogna cambiare campo: non si tratta più di neutralità politica ma di problematiche umanitarie (che tendenzialmente sarebbero pure loro politiche, ma non importa). Le sue parole, in questo senso, ricordano da vicino quelle utilizzate nei giorni scorsi dal presidente dell’ITF e membro del CIO David Haggerty, che ha addotto la permanenza dell’ITF in Cina al desiderio di “non punire un miliardo di persone” smanianti di giocare a tennis a fronte di una singola investigazione legata ai diritti delle donne. Ricordiamo che il CIO è l’unica entità esterna alla Cina a cui è stato consentito contattare la giocatrice.

Nei giorni scorsi, Bach ha quindi avuto una seconda videochiamata con Peng, commentando così: “Nelle due conversazioni che abbiamo avuto, Peng si è detta grata del fatto che abbiamo cercato di contattarla. Ha anche parlato della sua carriera, delle sue tre partecipazioni olimpiche e dell’impatto che la pandemia ha avuto su di lei. Continueremo ad avere conversazioni con Peng; bisogna rispettare lei e il suo approccio alla questione. Continueremo a comunicare anche con gli organi governativi e sportivi cinesi: vi assicuro che tutti gli aspetti della faccenda stanno venendo discussi“.

Secondo il presidente del CIO, la diplomazia sotterranea è l’unico modo di risolvere una problematica di questo tipo: “Secondo me ci sono due opzioni: o si prende una posizione pubblica, come ha fatto la WTA, o si sceglie l’approccio del contatto diretto come abbiamo fatto noi. La WTA ha preso una decisione ed è andata per la sua strada, molte altre organizzazione sportive ne hanno presa una differente. I nostri obiettivi però rimangono gli stessi“. Ciò che Bach sembra dimenticare o trasformare in reverse causation è che Steve Simon ha detto di aver tentato di contattarla in molteplici istanze, sia direttamente che attraverso la federtennis cinese; la decisione della WTA è arrivata come conseguenza del mancato contatto, non ne è stata la ragione. Allo stesso modo si può sostenere che il contatto fra le due parti sia stato il prodotto della neutralità del CIO.

Quando gli è stato chiesto se la giocatrice sia attualmente in pericolo, inoltre, Bach non ha esattamente dato una risposta diretta: “Sono rimasto molto toccato dalla nostra conversazione, non è stato facile averla in video. Posso solo riportare ciò che lei dice a noi. Le abbiamo offerto ogni tipo di aiuto possibile“. Interessante anche la giustificazione per il fatto che i contenuti delle chiamate non siano stati divulgati e per il fatto che le stesse non siano state registrate: “Puoi avere una conversazione con un’atleta che si trova in una situazione tanto fragile solo costruendo un rapporto di fiducia, e questo significa che il pubblico non può essere immediatamente informato dei contenuti del nostro dialogo“.

Oltre alle video-chiamate, Bach e Peng dovrebbero riuscire ad incontrarsi di persona in occasione delle Olimpiadi (sempre in Cina, dunque): “Ci siamo dati questo appuntamento durante la nostra prima conversazione. Le modalità dell’incontro dovranno essere concordate con Peng Shuai, ma dovranno anche essere in linea con le misure anti-COVID in atto durante i Giochi“. Questo però non significa che i contatti si interromperanno una volta finite le Olimpiadi di Pechino, stando alle parole del dirigente tedesco: “C’erano delle preoccupazioni riguardo alla sua salute fisica, ma possiamo affermare con certezza che questi sono stati dissipati attraverso i contatti personali che abbiamo avuto con lei. Questo sforzo umanitario proseguirà anche dopo la fine delle Olimpiadi“.

E perché dovrebbero interrompersi? In fondo, secondo Thomas Bach quanto successo a Peng Shuai non ha a che vedere con le problematiche del Paese in cui si disputerà la manifestazione a cinque cerchi: “Questa faccenda non ha niente a che vedere con le Olimpiadi. Piuttosto riguarda una questione umanitaria e personale che coinvolge un’atleta che ha disputato i Giochi tre volte; il nostro focus e il nostro impegno vanno in questa direzione a prescindere dal resto“.

Continua a leggere
Commenti

Australian Open

Australian Open, Sinner: “Devo imparare a tenere un certo livello per tante ore. Ho ancora margine”

Jannik si prepara a sfidare De Minaur e ad affrontare la seconda settimana Slam: “Dovrò aumentare l’intensità. De Minaur in casa gioca sempre bene”

Pubblicato

il

Jannik Sinner all'Australian Open 2022 (Credit: @atptour on Twitter)

Ha perso il primo set del torneo (e anche dell’anno) Jannik Sinner, impegnato non poco da Taro Daniel sulla KIA Arena: 6-1 al quarto in quasi due ore e tre quarti per guadagnare il primo ottavo di finale all’Open d’Australia. Rispondendo alle domande dei giornalisti, prima l’altoatesino ha fatto un bilancio della sua prima settimana e delle sue tre vittorie a Melbourne Park contro Sousa, Johnson e ora Daniel: “Quello che conta è che sono passato alla seconda settimana, sono contento. Al di là delle partite vinte, oggi è stata dura. Non lo conoscevo molto bene. Ho fatto qualche non forzato di troppo e lui invece non stava sbagliando tanto. Quindi ha iniziato ad alzare il livello e io nel secondo ho diminuito l’intensità. Non è stata la partita più pulita”.

Sulle caratteristiche di Daniel, ha detto che lui “è molto solido da fondo e stava servendo molto bene, per questo per me è stato difficile. Ho provato a guadagnarmi qualche palla break per metterlo sotto pressione. Nel secondo ha provato a fare lui il gioco e ad aprire di più il campo, da lì ho dovuto cambiare qualcosa”.

Per la terza volta ci saranno due italiani negli ottavi dell’Open d’Australia. Era già capitato nel 2018 con Seppi (perse con Edmund) e Fognini (perse contro Berdych) e nel 2021 con Berrettini (ritiratosi prima del match con Tsitsipas) e Fognini (battuto da Nadal). Stavolta portiamo Matteo Berrettini e Jannik Sinner, con prospettive ben diverse. Entrambi giocheranno da chiari favoriti i loro match, il primo contro Carreno Busta e il secondo contro Alex De Minaur. Per questo motivo, tra le domande in inglese c’è stato spazio anche per un commento sul tennis italiano in generale e sula generazione di giocatori che sta emergendo in questi anni. In merito, Jannik ha detto che “come in tutte le cose, c’è una ragione per cui sta accadendo. Ci sono tanti tornei in Italia, tanti ITF e tanti Challenger. Dunque i migliori giovani possono avere una wild card negli eventi e possono giocare. Anche se poi perdi puoi stare lì, allenarti con giocatori migliori di te. Questa è una ragione, l’altra è che ogni giovane cerca di spingersi a migliorare grazie a i progressi di un altro, dunque entrambi arrivano più in alto. Inoltre abbiamo tanti coach bravi. Auguro a tutti buona fortuna”.

 

Di seguito le domande della conferenza in italiano.

Federica Cocchi, La Gazzetta dello Sport: Cosa pensi che sia successo durante quel momento di appannamento nel secondo set?

Sinner: “Nei match al meglio dei cinque set possono capitare momenti difficili. Sono andato giù un po’ in tutte le cose nel secondo, ma anche nel primo dopo il 3-0. Stavo giocando bene, cambiando direzione di palla e attaccando la rete. Poi non lo sono più riuscito a fare e lui è entrato in partita. Sentivo che il livello fosse più equilibrato già da fine primo set. Poi se avessi fatto break nel primo game del secondo sarebbe stato diverso, il break da 40-0 ha cambiato poi la partita. Ho provato a star lì col servizio e lui ha anche servito molto bene sulle palle break. Di sicuro devo riuscire a tenere un livello alto per tante ore”.

Lorenzo Ercoli, Il Tennis Italiano: Come gestirai un’altra seconda settimana in uno Slam?

Sinner: “Cercherò di gestire bene l’off court. Quando allenarsi, come comportarsi. Provi a fare meglio tante cose assieme. Io credo di avere tanto margine in qualsiasi cosa, dunque sarà un altro test anche la prossima settimana. Dovrò alzare il livello di gioco di sicuro”.

Ubaldo Scanagatta, Ubitennis: Che influenza avrà il tifo degli australiani sul match con De Minaur?

Sinner: “Mi è già capitato di giocare con qualcuno che gioca in casa qualche volta, quindi col pubblico contro [ad esempio sul cemento americano nel 2021, Isner a Cincinnati e ben quattro statunitensi a Washington battuti, ndr]. Sicuramente non è semplice ma proverò a essere il più pronto possibile anche perché lui a casa gioca sempre bene”.


TABELLONE MASCHILE

TABELLONE FEMMINILE


Continua a leggere

Australian Open

Australian Open, Sinner supera Daniel con qualche inciampo. Ottavi con De Minaur [VIDEO]

Sinner supera un momento di grande difficoltà tra secondo e terzo set e vince in quattro. È il più giovane a raggiungere quattro ottavi Slam dai tempi di del Potro

Pubblicato

il

Jannik Sinner all'Australian Open 2022 (Credit: @DavisCup on Twitter)

[11] J. Sinner b. [Q] T. Daniel 6-4 1-6 6-3 6-1

Come lo scorso anno, ci saranno due tennisti italiani negli ottavi di finale dell’Australian Open maschile. Dopo Matteo Berrettini, anche Jannik Sinner si è conquistato un posto nella seconda settimana dello Slam australiano battendo Taro Daniel sulla KIA Arena di Melbourne Park in quattro set e 2 ore e 40 di partita. Sarà il suo quarto ottavo di finale in un Major, risultando il più giovane tennista a giocarne così tanti da Juan Martin del Potro (2009). Per Sinner è il primo quarto turno raggiunto all’Australian Open (Wimbledon è l’unico Slam dove ancora gli manca, ma ci ha giocato solo nel 2021). Qualora sia lui che Berrettini raggiungessero i quarti, sarebbe la prima volta dal Roland Garros del 1973 con due azzurri fra i primi otto di uno Slam (allora furono Panatta e Bertolucci).

Il match è stato più complicato del previsto contro il numero 120 del mondo, proveniente dalle qualificazioni. LÌ, tra l’altro, aveva superato tre italiani (Arnaboldi, Moroni e Caruso, oltre a Musetti ad Adelaide 1). Quella di Jannik è dunque una dolce vendetta per il tennis italiano, ma dopo il secondo set, perso 6-1, tutto era ancora in discussione. Qualche sbavatura tattica di Jannik, che non è riuscito a incidere nello scambio con colpi più lavorati e angolati nella prima metà di partita, e l’ottimo stato di forma di Daniel hanno fatto sì che il match non fosse pienamente in controllo dell’italiano.

 

Dal terzo set in poi Jannik ha diminuito gli errori non forzati (23 nei primi due set, 8 negli altri due) e il servizio l’ha aiutato a portare a casa la vittoria. Il suo prossimo avversario sarà Alex De Minaur (battuto nella finale delle Next Gen 2019), che si è sbarazzato di Pablo Andujar per 6-4 6-4 6-2; in questo inizio di stagione Demon ha battuto sia Berrettini (in ATP Cup) che Musetti (al primo turno dell’Happy Slam).

LA PARTITA

I primi dieci minuti di partita avevano lasciato pensare a un’altra serata rilassata per il classe 2001. Daniel è stato investito dalla solita partenza fulminea di Jannik: ha conquistato il primo break con un gran rovescio incrociato dopo 26 colpi, poi ha continuato a velocizzare e verticalizzare il palleggio sin dalla risposta per guadagnarne un secondo (3-0). È da qui che sono iniziati i dubbi però. Daniel non si è scomposto e provando ad addormentare il palleggio ha beneficiato delle sbavature da fondocampo di Sinner per recuperare entrambi i break e impattare 3-3. Entrambi i giocatori sono stati infastiditi dal vento che – non troppo forte – accompagnava il crepuscolo a Melbourne Park. Jannik è tornato in sé nel settimo game, aperto da due grandi accelerazioni di dritto, e sullo 0-40 il giapponese ha commesso un doppio fallo. Il servizio lo ha aiutato a scrollarsi di dosso le incertezze e a chiudere il primo set in meno di 40 minuti.

È la fase iniziale del secondo che rischiava di inguaiare seriamente Sinner. Infatti un break nel primo game avrebbe probabilmente tenuto Daniel a bada, invece – sullo 0-0 – dopo due punti da applausi sia in difesa che in attacco, ha mancato un rovescio lungolinea e Taro ha vinto il game. Ancora più importante dal punto di vista psicologico il break conquistato dal giapponese nel gioco successivo, arrivato da 40-0 senza che Sinner facesse chissà quali disastri. La differenza l’hanno fatta i punti giocati in maniera aggressiva da Daniel, che ha mulinato forsennatamente con i piedi per buona parte dell’incontro nel tentativo di mantenere l’iniziativa. Qui Jannik è rimasto un po’ bloccato, forse preoccupato, di fronte all’incremento di ritmo da parte del suo avversario, decisamente in fiducia. Ha subìto un secondo break che ha fruttato un impronosticabile 6-1 in favore del qualificato giapponese.

Importante la resa con la prima di servizio per Daniel, così come nel match vinto contro Murray. Tuttavia è lo stesso servizio che ha sostenuto Sinner nella sua fase di appannamento da inizio terzo set in poi (parziale che chiuderà con un ottimo 83% di prime in campo). In questo modo il giapponese non ha mai avuto chance di impensierirlo fino al 4-3, momento in cui un Jannik non esplosivo e aggressivo come al solito (e come nei primi game) in risposta ha provato a rifarsi avanti. Un dritto in corsa vincente gli ha dato l’energia per provare a fare lui la partita in questo ottavo game dove si è portato 0-40: qui Daniel ha piazzato tre servizi vincenti consecutivi, ma la foga agonistica l’ha portato a commettere il suo settimo doppio fallo e ad andare fuori giri col dritto, dando quarta e quinta opportunità di break a Jann nel game. L’ultima è stata quella decisiva. Ha poi chiuso senza concedere palle break, pur con qualche singhiozzo, 6-3.

Molto più godibile il quarto set di Sinner. Libero dalla legittima pressione, l’italiano ha trovato il break nel primo game aiutato da un altro doppio fallo di Daniel. Consapevole di non avere tante altre frecce nel suo arco, avendole tirate quasi tutte nei primi tre parziali, il giapponese è calato d’intensità e di attenzione, permettendo a Sinner di guadagnare campo e montare sulla palla, come sa fare. Col calare della sera su Melbourne Park, si sono viste le migliori cose da parte dell’azzurro, che a suon di vincenti (58 il dato complessivo) si è preso con altri due break il suo posto nel quarto turno.


TABELLONE MASCHILE

TABELLONE FEMMINILE


Continua a leggere

Australian Open

Australian Open, Osaka: “Non sono Dio, non posso vincere ogni partita”. E Anisimova la applaude

La star nipponica esce al terzo turno dopo il titolo dello scorso anno: “Ho avuto due match point, posso essere comunque orgogliosa”. Amanda: “Naomi persona autentica. Qui a Melbourne atmosfera fantastica”

Pubblicato

il

Dopo un inizio di stagione positivo per entrambe, in preparazione all’Happy slam, rispettivamente con il titolo nel WTA di Melbourne 2 per la millennials statunitense e la semifinale raggiunta nel Summer Set 1 di Melbourne per la 4 volte vincitrice Slam; Anisimova e Osaka si sono affrontate per raggiungere il quarto round degli Australian Open 2022. La partita è stata vinta in rimonta e contro pronostico dalla classe 2000, con il punteggio di 4-6 6-3 7-6 (5) in 2ore e 18 minuti di match. Queste le parti salienti delle due conferenze stampa.

CONFERENZA STAMPA DI NAOMI OSAKA:

D: Che sfortuna stasera. Ovviamente ha giocato brillantemente, come hai detto. Com’è ricevere la palla di Anisimova? A noi, sembra che l’abbia colpita in modo liscio e piatto. Com’è per te giocarci?

 

R: “Direi non è forte ma arriva velocemente. Non credo sia pesante, ma arriva così rapidamente che ho sentito che non avevo davvero tempo per prepararmi all’impatto. La traiettoria è davvero bassa, quasi a terra”.

D: Non hai giocato così tante partite negli ultimi mesi. Pensi che abbia influito nella sconfitta?

R: “Probabilmente sì, perché non ho affrontato tante giocatrici che servivano e rispondevano così bene. Quindi si, se avessi affrontato prima giocatrici con queste caratteristiche sarei sicuramente stata più preparata, ma queste sono le scelte che ho fatto, non ho nulla di cui mi possa davvero incolpare, perché so dentro di me di aver dato tutto”.

D: Hai iniziato questa nuova stagione con un approccio diverso, quello di divertirti e goderti di più lo sport che pratichi. Quali sono gli aspetti della partita di stasera che contribuiscono a quel processo, volto a rendere il tennis per te più un divertimento che una professione? 

R: “Ho combattuto su ogni punto. Non posso essere triste per questo. Perché non sono Dio. Non posso vincere ogni partita. Quindi devo solo tenerne conto, come devo tenere conto della possibilità di vincere il torneo. Perché è davvero speciale vincere questi tornei. Quindi devo pensare, ogni volta che gioco i tornei del Grande Slam, che ho la possibilità di vincerli. Per quanto mi riguarda, mi sento come se fossi cresciuta molto in questa partita. Nell’ultima partita che ho giocato a New York penso di aver avuto un atteggiamento completamente diverso, quindi sono davvero contento di quello che ho fatto.  Ovviamente non del tutto perchè ho perso, ma sono contenta di come è andata”.

D: Una cosa di cui stavi parlando l’anno scorso è il modo di reagire alle sconfitte e di come le assorbivi. Mi chiedo se hai fatto qualcosa in tal senso, prima di iniziare questa stagione per prepararti alla sconfitta e alle emozioni che ne conseguono.

R: “Adesso sono in un momento della mia carriera in cui tutte quelle che mi affrontano sono preparate per sfruttare queste emozioni negative. Contro di me giocano sempre le migliori partite. So che ci saranno giorni in cui andrà male e giorni in cui andrà benissimo. È sempre casuale, e non lo so mai, ma non importa cosa succede, voglio solo lasciare il campo sapendo che ho combattuto su ogni punto. Oggi, naturalmente, c’erano cose che sentivo di poter fare meglio. Però ho avuto due match point, e penso che sia qualcosa  di cui posso essere orgogliosa.

CONFERENZA STAMPA DI AMANDA ANISIMOVA:

D: Cosa significa per te, Naomi come atleta e avversaria nel tour? Cosa significa inoltre, giocare un match contro di lei?

R: “Penso che sia davvero stimolante quello che ha fatto negli ultimi due anni. E’ incredibile quanto sia autentica. Penso che sia semplicemente fantastica, davvero una ventata di freschezza per il tour. E’ divertente e dolce. Lei è davvero una giocatrice importante, quindi sapevo che dovevo fare un passo in avanti e cercare di essere il più aggressiva possibile. Non so se sono riuscita ad esserlo così bene, perché nella maggior parte dei momenti sentivo di dover essere ancora più aggressiva. Infine, penso che il mio servizio sia stato ciò che abbia fatto davvero la differenza.”

D: Per “autentico”, cosa intenti?

R: “Naomi dice solo la verità su come si sente. Ha parlato della sua salute mentale negli ultimi due anni. So che l’anno scorso ha attraversato un anno davvero difficile, quindi immagino come possa sentirsi oggi. Mi sento male io per lei, perché lei era la campionessa in carica. Ma tornando all’autenticità, lei mi piace molto per il modo onesto con cui parla. E quindi penso che sia davvero una fonte di ispirazione per tutti”.

D: Sei in una forma fantastica da quando sei arrivata in Australia. Cosa ti piace del giocare in Australia? La fantastica estate australiana?

R: “Ad essere onesta, adoro giocare di fronte ai fans australiani. Penso che siano così carini, che è veramente divertente giocare qui. L’atmosfera è proprio simile a quella dello Us Open, che adoro assolutamente. L’ultimo torneo che avevo giocato qui, l’avevo vinto (Melbourne 2). Era stata una settimana fantastica per me, ma non vedevo l’ora di giocare su questi grandi palcoscenici. Qui all’Australian Open è semplicemente un’atmosfera fantastica. Questo è tutto ciò per cui mi alleno. Durante il tie-break mi è venuta la pelle d’oca. Quando gioco in questi grandi tornei ho sempre questa sensazione nei momenti decisivi.”

D: Hai detto che hai apprezzato Naomi quando ha parlato di salute mentale, della sua lotta interiore dello scorso anno. Una top player che si apre in questo modo, parlando di sé, rende più semplice per te e per le altre giocatrici nel tour sentirsi meno sole nel parlare di questi problemi?

R: “Si, di sicuro, perché questo modo di approcciarsi alle tematiche che riguardano la salute mentale diffonde consapevolezza e permette di allontanare lo stigma riguardante questo problema. Penso che siamo in un momento completamente diverso ora. Questa generazione sta diventando più onesta su tutto questo genere di cose. Penso che sia fantastico da vedere per tutto ciò che è esterno al mondo del tennis. Mi sento a mio agio nel parlare di qualunque cosa. Ho passato un paio di anni difficili e non mi dispiace postare sui social per cercare di diffondere consapevolezza alle persone che stanno attraversando delle difficoltà. Penso che sia fantastico essere riconoscibile dalle persone che ci seguono. Credo sia un grande messaggio.”

 D: Cosa ti ha dato l’ingresso di Darren Cahill nel tuo team? Quali consigli ti ha dato per la partita di oggi?

R: “Rappresenta una grande aggiunta alla mia squadra. Cerca di aiutarmi a rimanere calma e rilassata, dandomi fiducia per affrontare partite come quella di oggi e per credere in me stessa affinchè io sappia di potercela fare. Penso che stia facendo un ottimo lavoro ed è stato fantastico il modo in cui mi ha aiutato. Oggi per, esempio, mi ha detto di provare a giocare più rilassata. Ieri, invece, mi sono un po’ persa perché ero troppo concentrata su cosa avrei dovuto fare a livello tattico e lui è intervenuto dicendomi ancora una volta di rilassarmi. Interviene in questi momenti e riesce a farmi ritrovare il mio gioco”.

Cipriano Colonna

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement