Novak Djokovic va all'Australian Open con un'esenzione medica

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Novak Djokovic va all’Australian Open con un’esenzione medica

Finite le speculazioni: il N.1 ATP cercherà il suo decimo titolo a Melbourne e il suo ventunesimo Slam

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Novak Djokovic con il trofeo - Australian Open 2021 (vai Twitter, @AustralianOpen)
 
 

Novak Djokovic parteciperà all’Australian Open. A confermarlo è stato il giocatore stesso con un post su Instagram, in cui conferma di aver ricevuto un’esenzione medica per giocare il suo Slam preferito:

Buon anno a tutti! Vi auguro salute, amore e felicità in ogni momento. Possiate provare amore e rispetto per tutti gli esseri che vivono su questo splendido pianeta“, ha scritto. “Ho passato un periodo fantastico con i miei cari, ma oggi partirò per l’Australia in virtù di un’esenzione medica. Let’s go 2022!

 

Si conclude così un lunghissimo tira e molla fra il numero uno del mondo e gli organizzatori dell’Happy Slam, che ancora nei giorni scorsi avevano ribadito per bocca del direttore del torneo Craig Tiley di essere rimasti fermi sulla propria posizione. Ricordiamo che i documenti ufficiali del governo australiano riportano le seguenti motivazioni per una possibile esenzione:

  • Una condizione medica acuta che abbia portato ad un ricovero o ad un intervento importante
  • Una recente positività al tampone che porterebbe ad uno slittamento del vaccino di sei mesi
  • Un effetto collaterale grave derivato dalla somministrazione della prima dose (ricordiamo il caso di Chardy, seppure non confermato se non dalle parole del giocatore)
  • Condizioni legate alla salute mentale che potrebbero rendere il vaccino un rischio (questa ingenera un’esenzione temporanea).

Sembra molto probabile che le motivazioni specifiche dell’esenzione concessa al giocatore non verranno mai rese ufficiali: il Ministero degli Interni australiano ha detto che “nel rispetto della privacy, l’Ufficio non commenta i singoli casi”, e lo stesso si applica al corrispettivo del Victoria, quindi da quel lato non si saprà mai nulla. Dalla parte di Djokovic è altresì quasi impossibile che si sappia qualcosa: uno dei baluardi della sua posizione nei confronti dei vaccini è che si tratti di una questione personale, e si deve presumere che lo stesso valga per eventuali esenzioni legate ai vaccini stessi.

Ubitennis ha contattato un giornalista vicino all’ambiente del N.1 ATP, e questo si è detto estremamente scettico sulla possibilità che Novak parli apertamente del processo decisionale (o della trattativa) che ha avuto luogo. Si noterà, per esempio, come la sua lunga intervista all’Équipe della scorsa settimana glissi completamente sul tema, un probabile paletto imposto dall’atleta. Viene quindi da chiedersi come potranno configurarsi le conferenze stampa di Djokovic al suo arrivo in Australia, dove evidentemente la stampa vorrà quantomeno provare ad indagare su una questione che ha animato la off-season tennistica.

Di sicuro non si placheranno le polemiche, perché Djokovic ha espressamente fatto sapere di aver ricevuto un’esenzione vaccinale per giocare nella città che ha fatto registrare il più lungo lockdown del mondo; si può quindi presumere che l’accoglienza per il 20 volte campione Slam non sarà delle più amichevoli. Ricordiamo poi che diversi Paesi (inclusa l’Italia a partire dal 10 gennaio) imporranno l’obbligo vaccinale per la partecipazione a competizioni sportive professionistiche: viene quindi da chiedersi se la stessa domanda per l’esenzione presentata da Djokovic verrà accettata anche da altri da governi; soprattutto, però, sarebbe interessante capire qualora NON venisse accettata, ponendo la valutazione di un governo o di una commissione apposita in diretto contrasto con quella delle autorità Down Under.

IL COMMENTO DELL’AUSTRALIAN OPEN

Negli scorsi minuti è arrivato il primo comunicato ufficiale dell’Australian Open sulla vicenda. Lo potete leggere di seguito, ma vi possiamo confermare che non ci sono chiarificazioni sulla motivazione del pass concesso a Djokovic:

Questa la prima parte del comunicato: “Novak Djokovic parteciperà all’Australian Open ed è in viaggio per l’Australia. Djokovic ha fatto domanda per un’esenzione medica che gli è stata concessa in seguito ad un rigoroso processo di verifica da parte di due diversi comitati medici. Uno di questi è l’Independent Medical Exemption Review Panel, nominato dal governo dello stato del Victoria. Questo comitato ha valutato ogni domanda d’esenzione al fine di appurare che rientrasse nelle guideline stabilite dall’ATAGI (Australian Technical Advisory Group on Immunisation)“.

Nella seconda si riassume il processo e si accenna nuovamente agli organi governativi che contribuiscono a prendere una decisione, dall’ATAGI al dipartimento di sanità del Victoria a Tennis Australia. Si ricordano inoltre le parole di Tiley in cui si ribadisce la necessità di una motivazione reale per beneficiare di un’esenzione, parole che faranno cambiare idea a ben pochi lettori, da una parte e dall’altra.

[NOTA DELLA REDAZIONE: siamo consapevoli che questa notizia susciterà una grande quantità di commenti. Pertanto ci scusiamo se la moderazione dovesse richiedere più tempo del consueto. Allo stesso modo, però, invitiamo i lettori ad esercitare un altro tipo di moderazione, vale a dire quella individuale: commenti offensivi nei confronti di chicchessia non saranno tollerati]

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Editoriali del Direttore

Roland Garros: anche Sasha Zverev mi ha risposto su Sinner e Musetti. Intanto Jannik, Giorgi e Sonego sognano di ripetere l’exploit di Martina Trevisan

PARIGI – Gli ottavi di finale non sono un miraggio per i nostri. Ma con Ruud il compito di Sonego è durissimo. Fra Camila e Sabalenka…difficile trovare due tennisti più imprevedibili. Sinner con McDonald ha più chances di tutti. E io ce l’ho con i leoni da tastiera che scrivono stupidaggini

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Jannik Sinner - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Non è che io abbia trovato troppi spunti su cui scrivere in questa giornata di venerdì al Roland Garros, dove al solito hanno passeggiato Rafa Nadal e Nole Djokovic come fanno quasi sempre nella prima settimana di uno Slam, al di là del grande piacere che ho provato vedendo giocare ancora una volta benissimo Martina Trevisan, vittoriosa su Daria Gavrilova in Saville (6-3,6-4) assai più nettamente di quanto dica il risultato.

 Bravissima e così bene educata Martina in un mondo tennistico dove purtroppo mi è capitato di incontrare anche diversi presuntuosi diventati via via più cafoncelli man mano che arricchivano.

Ho visto per la prima volta Martina quando era ancora piccola, seppur già indiscutibilmente talentuosa. Giocava partite le sue prime gare al tennis club Italia di Sergio Marrai a Forte dei Marmi e quel timing sul dritto mancino era già uno spettacolo. Ma i dubbi legati a un fisico non da amazzone, quando già le russe che avevano preso a dominare il tennis erano tutte sul metro e 80, si erano impadronite di molte delle prime posizioni mondiali.

 

Prima di Martina avevo conosciuto una bravissima persona, suo padre Claudio, un ex calciatore (classe 1947) che aveva giocato da attaccante in diverse squadre di buon livello (Modena, Sanbenedettese, Ternana, Taranto) e che gestiva una piccola azienda alla quale ordinai i miei primi cappellini verdi di Ubitennis. Claudio, grande appassionato di tennis, volle venire da Santa Croce sull’Arno a portarmeli di persona.

Ora purtroppo Claudio non sta bene, anzi sta proprio male. E Martina, che gli aveva dedicato la vittoria conquistata nel suo primo torneo a Rabat domenica scorsa, naturalmente lo pensa sempre.

Ho conosciuto prima di Martina  anche suo fratello Matteo che era una vera promessa, uno dei migliori junior del mondo, tant’è che era arrivato a giocare una finale all’US Open junior. Senza essere altissimo aveva una prima di servizio e un dritto davvero esplosivi.

Ricordo di aver incontrato 3 mesi dopo l’exploit all’US Open, in Australia, uno dei più noti coach e intenditori di tennis, l’olandese Sven Groeneveld che ora allena la Andreescu. Io non credo che ci sia un coach che abbia allenato più gioacatrici (ma anche giocatori) di Groeneveld. E siccome non tutti ne sono al corrente vi faccio l’elenco dei suoi “assistiti”: Monica Seles, Arantxa Sánchez Vicario, Mary Pierce, Ana Ivanovic, Caroline Wozniacki, Michael Stich, Greg Rusedski, Nicolas Kiefer, Tommy Haas, Maria Sharapova and Mario Ančić.

Credo possa bastare no? Ebbene a Melbourne Groeneveld mi disse: “Quel vostro ragazzo, Trevisan, ha la stoffa per diventare uno dei primi giocatori del mondo. Fatene…un buon uso!”.

Purtroppo Matteo non aveva la testa, la mentalità giusta, per capire quanto fosse importante sacrificarsi. E nonostante la FIT lo avesse convocato a Tirrenia, non si riuscì a farlo concentrare totalmente sul tennis.

Per papà Claudio, che tanto aveva puntato su lui, fu un enorme dispiacere. Oggi però Claudio sarebbe felice di vedere ancora Martina negli ottavi di finale del Roland Garros, per la seconda volta. Ma nessuno sa se potrà riuscire a farlo.  

La Martina di questi giorni ha tutte le carte in regola per battere in ottavi Aliaksandra Sasnovich anche se la ragazza bielorussa, n.47 del mondo le sta ufficialmente avanti nel ranking di 12 posti e, soprattutto, viene dall’aver battuto prima la Raducanu testa di serie n.12 e poi la Kerber n.21, due campionesse di Slam.

Il ranking significa poco a questi livelli. Tanto più perché Martina è virtualmente n.44 anche se dovesse perdere mentre salirebbe intorno a n.31 se vincesse e si qualificasse per i quarti a Parigi per la seconda volta in due anni. Potrebbe già raggiungere – anche se poi ci sarebbe da mantenerle– quella posizioni che ci ha detto essere l’altro giorno il suo obiettivo del 2022: chiudere l’anno fra le prime 32 tenniste del mondo per poter poi essere testa di serie al primo Slam del 2023, in Australia.

Della Sasnovich ha scritto diffusamente Antonio Garofalo. Inutile che io mi ci soffermi ancora. Penso che sia battibile dalla Trevisan vista questi giorni, dopo 8 vittorie consecutive e convincenti fra Rabat e qui. Però capisco che anche la Sasnovich abbia ottime ragioni per credere in se stessa. Vedremo.

Intanto io confesso oggi di essermela davvero presa –e l’ho detto anche nel video – con i commenti di alcuni lettori di Ubitennis. Ce l’ho – tanto per essere chiaro e al tempo stesso senza sopravvalutare la loro importanza – con coloro che vorrebbero attribuirmi un’antipatia – uno ha scritto addirittura “Astio!” –  oppure un pregiudizio negativo assolutamente inesistente e infondato nei confronti di Jannik Sinner. Tifo Sinner dal primo momento che l’ho visto, mi sta molto simpatico, lo trovo un gran bravo ragazzo, educato, per bene, e gli auguro oggi e sempre, tutto il bene e la fortuna del mondo

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

A prescindere dalla simpatia, un Sinner che diventasse un numero uno del mondo, ma anche un top 3 o un top 5 farebbe la fortuna sua (in parte già fatta soltto il profilo economico) e pure quella di Ubitennis. 

Ma non è per interesse speculativo che io mi auguro che vinca il più possibile. Me lo auguro per il tennis italiano, per la sua promozione, per lo sport che amo dacchè sono bambino. Ho atteso per 40 anni, dal dopo Panatta, che si affacciassero sul circuito mondiale tipi come Sinner, come Berrettini, come Musetti, come Sonego (anche se questi ultimi due devono ancora fare tanta strada).

Quando  ho letto quegli stupidi commenti (che non ho censurato) per un attimo ho pensato che forse fosse arrivato il tempo di mandare al diavolo la chat con i suoi leoni da tastiera.

Poi mi sono detto: lascia perdere, un paio di cretini ci sono e ci saranno sempre. Per fortuna non sono che una esigua minoranza che si prende sul serio. Fatto sta che a volte alla stupidità non c’è limite e il web non è davvero il mezzo migliore per porre quel limite. Umberto Eco coniò quello stupendo termine web-eti, e molti anni prima di lui, quando non c’era ancora il web, Oscar Wilde ebbe a dire: “A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio”. Sul web invece anche gli stupidi aprono bocca e sentenziano. Il problema è che qualcuno ogni tanto non approfondisce e prende per buone le stupidaggini.

Per chi lavora seriamente, come tutti i collaboratori di Ubitennis, ore e ore dal primo mattino fino a notte fonda (grazie a queste sessioni serali di cui avremmo egoisticamente fatto assai a meno) – credo che oggi si siano pubblicati 18 articoli!! – è offensivo leggere commenti davvero insopportabili.

Così, mentre vi invito ancora una volta a registrarvi presso l’Instagram di Ubitennis – dove ad esempio spesso faccio un commento a caldo di un match appena concluso, come l’Alcaraz-Korda del clou serale di venerdì: vorrei superare i 14 mila followers e ne mancano solo 70, coraggio!  –  ora mi fermo qui, perché ci attende una giornata che comincia alle 11 con Sinner-McDonald (1-0 con il precedente della finale di Washington), prosegue sullo stesso campo Simonne Mathieu con Giorgi-Sabalenka (1-1, don Camila che perse a Lugano diversi anni fa ma ha vinto lo scorso anno a Eastbourne) e poi, ma non prima delle 16 ci sarà l’ultimo italiano a caccia di un posto in ottavi, Lorenzo Sonego che affronta per la quarta volta Casper Ruud dopo averci perso sempre, ma l’ultima volta a Vienna almeno dopo una gran bella lotta.

Luca Chito ha scritto per noi, come di consueto, le quote di almeno tre aziende di scommesse, perché le si possano comparare. Ecco qui il LINK al suo articolo. Mi sembra che la vittoria di Sonego sia pagata a 5. A me sembra alta. Ma certo Ruud è favorito.

Per finire, prima di ricordare le teste di serie che…non ci sono più, vi dico che ho rivolto a Sasha Zverev la stessa domanda formulata ieri a Stefanos Tsitsipas

In Italia siamo molto orgogliosi di avere due tennisti come Sinner e Musetti. Attualmente c’è un grosso gap di classifica fra i due. Qualcuno dice che è un gap non così grande in termini di qualità di tennis. Mi dici la tua opinione? Uno magari pensa che uno possa essere più talentuoso, uno che l’altro possa essere più solido e potente. Puoi cercare di dirmi come la pensi te?

ALEXANDER ZVEREV: Chi ha più talento dei due?

Q. Se tu che me lo devi dire, non io.

ALEXANDER ZVEREV: Okay. Io penso che entrambi diventeranno grandi giocatori. Ora Jannik è più su, è più “established”. E’ stato top-ten, ha giocato a Torino lo scorso anno. Musetti non è ancora arrivato a quel livello. Sinner ha battuto dei top-10, ha già battuto parecchi ottimi giocatori, mi ha battuto qui due anni fa. E’ qualcosa che ancora Musetti non ha fatto. Secondo me è uno dei tennisti con maggior talento, uno dei più dotati che c’è nel circuito. E’ molto piacevole anche vederlo giocare. Ha una grande tecnica, un rovescio a una mano. Un bellissimo tennis. Ma dipende da lui cosa può fare con quel talento e io non posso rispondere a questa domanda per te…”

E ora chiudo davvero. A domani (o oggi con il solito video più prolungato quotidiano su Ubitennis, oppure quello da massimo un minuto su Instagram di Ubitennis (mi dicono che abbiamo cominciato ad esplorare anche il mondo ipergiovane di TIKTOK…non si mettono limiti alla Provvidenza!)

MASCHILE
TDS battute da non TDS – 13

(la più alta uscita di scena è Norrie n.10, ma a batterolo è stata un’altra testa di serie Kachanov n.21)

13 Fritz (2T Zapata Miralles)
14 Shapovalov (1T Rune)
16 Carreno Busta (1T Simon)
17 Opelka (1T Krajinovic)
19 De Minaur (1T Gaston)
22 Basilashvili (2T McDonald)
23 Isner (3T Zapata Miralles)*
24 Tiafoe (2T Goffin)
25 Davidovich Fokina (1T Grieekspoor)
29 Evans (2T Imer)
30 Paul (1T Garin)
31 Brooskby (1T Cuevas)
TDS battute da TDS – 2
5 Nadal b. 26 Van De Zandschulp (3T)*
15 Schwartzman b. 18 Dimitrov (3T)*

21 Kachanov b.Norrie 10 (3T)


FEMMINILE
TDS battute da non TDS – 15 (oggi in grassetto)

2 Krejcikova (1T Parry)
4 Sakkari (2T Muchova)
5 Kontaveit (1T Tomljanovic)
6 Jabeur (1T Linette)
8 Pliskova (2T Jeanjean)
9 Collins (2T Rogers)
10 Muguruza (1T Kanepi)
12 Raducanu (2T Sasnovich)
13 Ostapenko (2T Cornet)
19 Halep (2T Zheng)
21 Kerber (3T Sasnovich)*
25 Samsonova (1T Kovinic)
26 Cirstea (2T Stephens)
30 Alexandrova (2T Begu)
32 Kvitova (2T Saville)
TDS battute da TDS (3T) – 2
14 Bencic da 17 Fernandez (3T)*
15 Azarenka da 23 Teichmann (3T)

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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Roland Garros, Trevisan: “Non sento pressione. Il lavoro dell’anno scorso sta pagando”

8° successo consecutivo per Martina Trevisan: “Tutte queste partite ti mettono fiducia e calma nei momenti di difficoltà”. Sul legame col torneo: “Mai giocato con un pubblico come questo”

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Martina Trevisan - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

L’unica italiana impegnata oggi in singolare, Martina Trevisan, ha centrato l’ottava vittoria consecutiva battendo 6-3 6-4 Darai Saville e raggiunto per la seconda volta in carriera gli ottavi di finale al Roland Garros. Nella conferenza post-partita ha prima risposto ad un paio di domande in inglese, e poi si è dedicata alla stampa italiana.

Hai avuto molto supporto oggi in campo, più di quanto ti aspettassi?
MARTINA TREVISAN: Non proprio, non proprio. Normalmente non era così, ma oggi ce n’erano tanti e mi sono davvero divertita grazie al tra il pubblico di oggi. Mi hanno aiutato tanto mentre giocavo perché sentivo che ripetevano ‘Martina, Martina’, e mi dava tante energie.

Ho sentito la conferenza stampa di Saville e lei ha detto che all’inizio era un po’ sconvolta dal modo in cui la folla ti spingeva.
MARTINA TREVISAN: Sì, me l’ha detto anche durante la doccia negli spogliatoi. In realtà non so come spiegarmi questo legame col pubblico francese, ma mi piace tanto. Oggi è stato molto speciale. Non ho mai giocato con un pubblico come questo. Forse durante l’anno ho guadagnato la loro fiducia, quindi forse partita dopo partita mi seguono ed è per questo.

 

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

Come gestisci la pressione.
MARTINA TREVISAN: Non mi sento sotto pressione in questo momento, mi sto solo godendo il momento, sto solo giocando bene. Cerco di essere molto solida durante la mia partita. Quindi non sento alcuna pressione, mi godo solo il momento e nient’altro.

Che emozioni ci sono rispetto a quelle del 2020? Ora avrai più consapevolezza.
MARTINA TREVISAN: Sì, ho più consapevolezza, soprattutto più che in questo momento di per sé, in tutto l’anno del 2020 era tutto molto nuovo, mi sembra anche molto più grande rispetto ad adesso e mi sono goduta anche poco quello che ho fatto. L’anno passato è stato secondo me molto importante perché ho fatto tante esperienze sia a livello positivo che negativo, perché l’inizio dello scorso anno non è stato dei migliori, però ecco, credo di aver comunque continuato a lavorare e crederci. Questo è il risultato anche dell’anno scorso.

Ottima prestazione contro Saville, con che atteggiamento sei scesa in campo?
MARTINA TREVISAN: Ce l’eravamo preparata bene e sapevamo come affrontare il suo gioco consistente. La chiave è stata, quando possibile, andare avanti. Infatti c’è stato anche un momento in cui ci sono andata più volte e non ho fatto punto ma mi sono detto che era la cosa giusta da fare

Hai servito benissimo nei momenti in cui era necessario. Hai cambiato qualcosa. Il cambio in cosa è consistito? Nel lancio palla, impugnatura, rapidità di movimento?
MARTINA TREVISAN: Più sul movimento iniziale, prima era un po’ più corto e di conseguenza andavo molto su con la spalla e quindi arrivavo subito in un momento di tensione, ora sono più fluida e il movimento è più lungo. Ho lavorato con Danilo e ho fatto video-analisi.

Cosa ci dici di Sasnovich tua prossima avversaria, che ha battuto Kerber?
MARTINA TREVISAN: Anche lei una giocatrice molto consistente che gioca bene sia di dritto che di rovescio, usa molto bene il cambio di ritmo con una palla carica, si muove bene e quindi sarà una partita dura.

Sei a otto vittorie di fila, emotivamente quanto sei carica?
MARTINA TREVISAN: Tutte queste partite mi mettono fiducia e calma nei momenti di difficoltà; invece di viverli in maniera non positiva, non mi arrabbio. Anche perché prima della partita mi sono detto che avevo bisogno di energie e ho cercato di non perderle nei momenti di difficoltà, perché poi mi sarebbero serviti in quei momenti lì. Più che essere in fiducia credo di star vivendo bene i momenti di difficoltà.

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Roland Garros, Swiatek non si nasconde: “Sono pronta alle conseguenze di una sconfitta”

La n. uno del mondo Iga Swiatek continua la sua striscia di vittorie, e non ha paura delle prossime partite “Metto più pressione nelle avversarie”

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Iga Swiatek - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La striscia di vittorie consecutive di Iga Swiatek non sembra in procinto di fermarsi, e la stessa tennista polacca che si presenta in conferenza stampa dopo il suo netto 6-0 6-2 ad Alison Riske è perfettamente consapevole delle sue possibilità. “Il solo fatto di vincere tutte queste partite mi ha dato molto fiducia ma sapevo anche che poteva buttarmi giù se non mi ci adattavo bene. Sì, sento di star usando la mia nuova posizione per mettere di più pressione sui miei avversari. Sono molto felice di poter “utilizzare” la mia striscia in questo modo. Sì sento che ho sempre più fiducia.“. A livello tecnico però la numero uno del mondo non sente che è cambiato troppo da prima di questo periodo di forma incredibile e adesso che sembra in grado di non perdere più. “Penso che tutto il lavoro che abbiamo fatto, anche la scorsa stagione, alla fine ha fatto clic in qualche modo. Sai, l’ultima stagione è stato un anno per me in cui ho davvero guadagnato così tanta esperienza. Quest’anno sento di starla usando nel modo corretto. […] Quindi penso che sia, sai, il lavoro fisico che ho svolto ma anche quello fatto con il mio psicologo, penso sia il lavoro anche di tutta la squadra. Sono contenta che tutto si stia mettendo insieme adesso.“.

Sempre sulla sua incredibile striscia di vittorie si soffermano le domande della conferenza stampa, anche normale visto che su un match che la polacca ha dominato in maniera netta non c’è moltissimo da dire. In questo caso però è più una riflessione sul contraccolpo psicologico che potrebbe avere un eventuale sconfitta, Swiatek però non ha paura. “No, sono pronta per questo, onestamente. Beh, lo dico fin dall’inizio che di sicuro arriverà il momento in cui perderò una partita, ed è normale, lo sai. Ho perso partite nel tennis per molto tempo. Di sicuro le cose che stiamo facendo bene ora sono piuttosto straordinarie, ma nel tennis solo una persona può vincere. (se perderò) Non ho problemi. Di sicuro non è divertente perdere, ma io penso che non sarebbe diverso da qualsiasi altra sconfitta, sai, nella mia carriera“.

Non manca la domanda su Rafa Nadal, idolo dichiarato di Swiatek e sostanzialmente oggetto di domanda in tutte le sue conferenze stampa, in questo caso per quanto riguarda l’influenza sul suo gioco e comportamento in campo. “Beh, lanciavo via spesso la racchetta da bambina. Sfortunatamente Rafa non era un’influenza così grande allora. Ma ho smesso quando io avevo tipo 15 anni […] certo, Rafa, è una grande fonte di ispirazione, ma non è come se stessi scrivendo su un taccuino esattamente come sta giocando e poi provo a fare lo stesso, perché, beh, prima di tutto, è un uomo. È piuttosto difficile per noi ragazze giocare come uomini, perché hanno più potenza, di sicuro. Però ho sempre voluto giocare in topspin, quindi penso che mi abbia influenzato in quel modo.“.

 

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