Indian Wells 2022, entry list maschile: c'è Djokovic, sei azzurri presenti

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Indian Wells 2022, entry list maschile: c’è Djokovic, sei azzurri presenti

Il serbo iscritto alla lista ma dovrà essere vaccinato per partecipare. Berrettini, Sinner, Sonego, Fognini, Musetti e Mager per l’Italia, così come Cecchinato tra gli alternate insieme a Murray

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Indian Wells Tennis Garden - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)
 

Il BNP Paribas Open (cemento outdoor 8,584,055 dollari di montepremi), per tutti Masters 1000 di Indian Wells, torna alle origini. Il torneo californiano è pronto per essere di nuovo il primo 1000 dell’anno, venendo nuovamente giocato a marzo anziché ad ottobre, come accaduto nella scorsa stagione in una delle tante anomalie causate dal Covid-19. Avvicinandoci alla prestigiosa competizione che si terrà dal 10 al 20 del prossimo mese di marzo, è tempo di entry list per il torneo votato dai giocatori nella scorsa stagione come miglior appuntamento 1000 ATP e WTA per la settima volta consecutiva.

Sono sei i giocatori azzurri direttamente in lista per il tabellone principale: Matteo Berrettini, Jannik Sinner, Lorenzo Sonego, Fabio Fognini, Lorenzo Musetti e Gianluca Mager rappresenteranno l’Italia al maschile. Discorso a parte per il n.1 del mondo Novak Djokovic. Il serbo figura nell’entry list del torneo ma questo non dà la garanzia che possa giocarci. Djokovic è infatti iscritto alla competizione californiana in quanto, essendo uno dei tornei obbligatori, l’assegnazione è automatica a seconda della classifica ma potrà effettivamente partecipare solo se avrà effettuato il ciclo vaccinale completo anti-covid secondo le norme del torneo.

Stesso discorso di incertezza ma per motivi diversi per quanto riguarda Rafael Nadal, che è iscritto nell’entry list ma che, secondo le recenti parole del suo coach Carlos Moya, sta valutando un forfait in uno dei prossimi tornei. Assente ovviamente Roger Federer, ancora alle prese con il recupero dal problema al ginocchio destro, lui che proprio insieme al serbo detiene il record di successi nel torneo (5). Presente poi il campione in carica Cameron Norrie, vincitore nella finale delle sorprese la scorsa stagione contro Nikoloz Basilashvili. Figura nella lista degli alternates anche Marco Cecchinato, che potrebbe ottenere un posto nel tabellone principale così come il finalista del 2009 Andy Murray. Va ricordato che per l’assegnazione delle teste di serie, si farà riferimento al ranking della settimana precedente al torneo.

 

Questa la lista provvisoria del torneo maschile:

  1. Novak Djokovic
  2. Daniil Medvedev
  3. Alexander Zverev
  4. Stefanos Tsitsipas
  5. Rafael Nadal
  6. Matteo Berrettini
  7. Andrey Rublev
  8. Casper Ruud
  9. Felix Auger-Aliassime
  10. Jannik Sinner
  11. Hubert Hurkacz
  12. Denis Shapovalov
  13. Cameron Norrie
  14. Aslan Karatsev
  15. Diego Schwartzman
  16. Pablo Carreno Busta
  17. Roberto Bautista Agut
  18. Gael Monfils
  19. Taylor Fritz
  20. Cristian Garin
  21. Nikoloz Basilashvili
  22. Lorenzo Sonego
  23. Reilly Opelka
  24. Marin Cilic
  25. Grigor Dimitrov
  26. John Isner
  27. Daniel Evans
  28. Karen Khachanov
  29. Carlos Alcaraz
  30. Alexander Bublik
  31. Albert Ramos-Vinolas
  32. Frances Tiafoe
  33. Alex De Minaur
  34. Lloyd Harris
  35. Filip Krajinovic
  36. Dusan Lajovic
  37. Marton Fucsovics
  38. Dominic Thiem
  39. Fabio Fognini
  40. Ugo Humbert
  41. Federico Delbonis
  42. Tommy Paul
  43. Sebastian Korda
  44. Alejandro Davidovich Fokina
  45. David Goffin
  46. Ilya Ivashka
  47. Mackenzie McDonald
  48. Benoit Paire
  49. Botic van de Zandschulp
  50. Dominik Koepfer
  51. Soonwoo Kwon
  52. Jenson Brooksby
  53. James Duckworth
  54. Laslo Djere
  55. Adrian Mannarino
  56. Jan-Lennard Struff
  57. Maxime Cressy
  58. Arthur Rinderknech
  59. Pedro Martinez
  60. Tallon Griekspoor
  61. Lorenzo Musetti
  62. Miomir Kecmanovic
  63. Federico Coria
  64. Alexei Popyrin
  65. Gianluca Mager
  66. Benjamin Bonzi
  67. Hugo Gaston
  68. Marcos Giron
  69. Emil Ruusuvuori
  70. Alex Molcan
  71. Pablo Andujar
  72. Sebastian Baez
  73. Mikael Ymer
  74. Facundo Bagnis
  75. Richard Gasquet
  76. Borna Coric PR
  77. Pablo Cuevas PR
  78. Aljaz Bedene PR
  79. Jo-Wilfried Tsonga PR
  80. WC
  81. WC
  82. WC
  83. WC
  84. WC
  85. Q
  86. Q
  87. Q
  88. Q
  89. Q
  90. Q
  91. Q
  92. Q
  93. Q
  94. Q
  95. Q
  96. Q

    La lista degli alternates:
  1. Roberto Carballés
  2. Kamil Majchrzak
  3. Juan Manuel Cerúndolo
  4. Daniel Altmaier
  5. Brandon Nakashima
  6. Jordan Thompson
  7. Oscar Otte
  8. Henri Laaksonen
  9. Joao Sousa
  10. Holger Rune
  11. John Millman
  12. Jaume Munar
  13. Guido Pella
  14. Marco Cecchinato
  15. Steve Johnson
  16. Thanasi Kokkinakis
  17. Andy Murray
  18. Peter Gojowczyk
  19. Radu Albot
  20. Ricardas Berankis

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Luca Van Assche, il primo 2004 a vincere un torneo Challenger: ecco il dato che può renderlo ottimista

Il diciottenne francese di origini italo-belghe iscrive il suo nome in un elenco che lo vede in compagnia anche di Alcaraz e Sinner

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Luca Van Assche – Maia Open 2022 (foto via Twitter @ATPChallenger)

Era in agguato da un paio di mesi, Luca Van Assche. Una, due, tre prede gli erano state soffiate all’ultimo momento da Cecchinato, Barrere e Krutykh. Era ormai solo questione di tempo, ma il tempo stava per scadere. O, meglio, il calendario era arrivato all’ultimo foglio da strappare, quello con i nomi di Maspalomas, nella Canarie, e Maia, in Portogallo. È stata quest’ultima la destinazione scelta da Luca per l’ultimo torneo della stagione, il Maia Open, categoria Challenger 80. Così, dopo tre finali perse, il diciottenne francese ha messo le mani sul suo primo trofeo a questo livello. Ora francese, ma nato a Woluwe-Saint-Lambert, comune nei pressi di Bruxelles, da padre belga e madre italiana, per poi trasferirsi con la famiglia a Aix-en-Provence all’età di tre anni.

Da numero 501 del ranking, a inizio anno ha giocato il suo ultimo torneo ITF, vincendolo. Ha così continuato la sua rapida ascesa (un anno prima era fuori dai primi 1500) fino all’attuale n. 138, l’ultimo (ma certo non ultimo) best ranking conquistato. Vincitore del Roland Garros 2021, per l’ATP misura 178 cm, un’altezza che, se confermata e definitiva, non è molto promettente, per quanto i due top 20 più bassi vantino appena cinque centimetri più di lui – e parliamo di Alcaraz e Ruud, numero 1 e 3 del mondo.

Di sicuro, almeno per adesso, non possiede il colpo che lascia fermo l’avversario, né a destra, né con il rovescio bimane, né con il servizio. Riservandoci di capire meglio nel prossimo futuro le qualità su cui può puntare per continuare un’ascesa che si fa sempre più ripida, ci sono un paio di dati che paiono di buon auspicio e, forse, anche per questo Luca sembra essersi avventato con particolare urgenza sul trofeo portoghese. Innanzitutto, l’elenco dei vincitori francesi under 18 a livello Challenger vede Richard Gasquet, Gael Monfils, Fabrice Santoro e Sébastien Grosjean. Vabbè, anche Corentin Moutet.

 

Inoltre, ci svela un tweet di Luca Fiorino, c’era una casella vuota in corrispondenza della classe 2004 nella lista dei primi vincitori Challenger di ogni annata ed è stata occupata appunto da Van Assche. Non che la concorrenza fosse agguerritissima, con il solo connazionale Fils (quello che aveva battuto Fognini nelle quali di Bercy per poi perderci al primo turno) a frequentare abitualmente la categoria. In ogni caso, considerando i nomi che lo precedono – Auger-Aliassime, Sinner, Musetti e Alcaraz – il giovane francese ha un motivo in più per essere ottimista riguardo alla propria carriera da pro.

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Bollettieri, da Todd Martin a Mouratoglou e Shapovalov: il saluto del mondo del tennis

Così il tennista canadese: “Ricorderò per sempre i tuoi insegnamenti”. E Mouratoglou: “Grazie a te ho sognato di costruire una mia accademia”

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Il mondo del tennis piange Nick Bollettieri: il noto coach americano è morto domenica 4 dicembre 2022 all’età di 91 anni dopo una vita dedicata a questo sport e alla crescita di campioni della racchetta. E mentre la notizia fa il giro del mondo, sono tante le reazioni di giocatori, coach e addetti ai lavori. Di seguito una breve raccolta dei pensieri di chi ha conosciuto e apprezzato Bollettieri durante la sua lunghissima attività nel tennis.

“Nick è stato uno dei più grandi ambasciatori del tennis – sono le parole di Todd Martin, ex giocatore statunitense -. La sua passione e la sua enorme energia sono state di ispirazione per chi lo ha conosciuto. Aver allenato più di dieci numeri uno del mondo è stato solo uno dei traguardi raggiunti da Nick. Ha lasciato un impatto duraturo a tutti i livelli di questo sport”.

Ecco il ricordo di un altro coach molto noto, Patrick Mouratoglou: “Nick, sei stato un pioniere e un visionario. Grazie a te ho sognato di avere una mia Accademia, per aiutare le giovani generazioni a diventare adulti inseguendo un sogno. Chi ti ha incontrato può testimoniare che avevi un’energia unica ed eri in grado di trasferire la tua potenza ai tuoi giocatori. Bollettieri ha fatto crescere l’industria del tennis e ha aperto opportunità per coach e giocatori. Ricorderemo tutti lo speciale essere umano che era”.

 

Telegrafico il ricordo su Twitter del coach e commentatore Brad Gilbert: “Nick, sei stato un gigante che ha aiutato intere generazioni di giocatori”. Un altro cinguettio è quello di Denis Shapovalov, che racconta: “E’ stato un onore conoscerti, Nick. Ricorderò e apprezzerò per sempre i tuoi consigli. Hai dato molto a questo sport, sarei sempre ricordato e amato come uno dei più gentili”. Infine, il ricordo della Hall of Fame del tennis è nelle parole dello storico Joel Drucker: “Nick Bollettieri è stato un carismatico allenatore in grado di lavorare con dieci numeri uno del mondo, uno dei soli cinque coach inseriti nella Hall of Fame. Un’infinita passione, unita a uno stile di vita da star dei film e un’etica votata al lavoro sette giorni su sette, è ciò che ha reso unico Bollettieri. […] E’ stato un innovatore, creando a fine anni Settanta quella che è diventata la prima accademia pienamente dedicata al tennis”.

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Lorenzo Sonego: “Non mi piace chi vince sempre, io preferisco lottare e soffrire”

“Io e il Toro amiamo le sfide impossibili, come in Coppa Davis. “. In una lunga intervista al quotidiano La Repubblica di Torino, Lorenzo Sonego racconta le sue abitudini e gli obiettivi per l’anno prossimo

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Lorenzo Sonego - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Lorenzo Sonego - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Che Lorenzo Sonego sia un ragazzo umile e alla mano l’hanno capito tutti gli appassionati di tennis. Un’ulteriore conferma la si ha leggendo l’intervista rilasciata a Fabrizio Turco, collega che scrive per La Repubblica di Torino. In questa off-season, Lorenzo è nella sua Torino e si allena allo Sporting “perché qui mi sento a casa”.

Per lui che vive a poche centinaia di metri dal circolo, la sveglia è alle 7:30 ogni mattina e poi 4 ore di allenamento in campo e preparazione atletica al mattino e altrettante al pomeriggio, sempre sotto la guida attenta del suo inseparabile coach Gipo Arbino (intervistato in esclusiva pochi giorni fa) che l’ha scoperto e condotto nel mondo dello sport di racchetta quando ancora alternava il tennis al calcio nel Toro.

Classe 1995, Lorenzo non è ancora arrivato al suo meglio “Ho iniziato tardi e non sono mai stato un predestinato”. La passione per il tennis ha affiancato per tanti anni l’amore per il calcio, mai sopito che ancora agita il cuore del giovane torinese Io e il Toro amiamo le sfide impossibili, proprio come in Coppa Davis. Non mi piace chi vince sempre, io preferisco lottare e soffrire, anche sul campo da tennis”.

 

Già, la Coppa Davis. In due giornate straordinarie, Lorenzo è stato l’eroe della spedizione azzurra. Prima la vittoria contro Frances Tiafoe, n. 19 del ranking, poi contro il mancino Denis Shapovalov, n. 18 “Però la partita della vita resta il 6-2 6-1 contro Djokovic, un paio d’anni da a Vienna. L’obiettivo per il 2023 è ritoccare il best ranking, mentre ora resta al n. 45. “Un pensierino alle Finals lo faccio e nel frattempo alzo l’asticella: l’obiettivo per il 2023 è migliorare la mia miglior posizione raggiunta in carriera, la n.21. La Coppa Davis purtroppo non assegna punti in classifica, ma vuoi mettere la soddisfazione?”. E chissà che quel sogno Finals di fine anno non possa concretizzarsi anche in doppio con il suo amico Andrea VavasSori. QUI INTERVISTATI IN ESCLUSIVA

Tra i suoi colleghi, il più simpatico è Berrettini, e non solo perché mi ha presentato Alice” cui Lorenzo riserva parole al miele sebbene non si parli ancora di matrimonio; Nadal “fuori dal campo è molto disponibile pur restando uno che daÀpoca confidenza” mentre Djokovic “è molto aperto”.

Gli Internazionali a Roma e Wimbledon sono per Lorenzo i tornei più belli ed emozionanti per l’atmosfera sugli spalti del primo e l’eleganza e la storia che si respira nel secondo ma i grandi spazi infiniti dei tornei americani come Miami e Indian Weels esercitano sempre un grande fascino. La stagione 2023 di Lorenzo Sonego inizierà il 2 gennaio al torneo di Adelaide e subito dopo il primo Slam dell’anno, gli Australian Open.

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