Varvara Lepchenko squalificata quattro anni per doping

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Varvara Lepchenko squalificata quattro anni per doping

La trentacinquenne tennista statunitense non è riuscita a provare la non intenzionalità

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È arrivata la decisione nel caso di Varvara Lepchenko, dallo scorso agosto sospesa per violazione del Programma Anti-Doping nel Tennis (TADP) dopo essere risultata positiva al metabolita di adrafinil e/o modafinil al controllo effettuato all’Hungarian Grand Prix di luglio. Il Tribunale Indipendente ha imposto alla statunitense nata a Tashkent quattro anni di squalifica.

Adrafinil e modafinil sono stimolanti commercializzati e assunti per aumentare vigilanza, attenzione e insonnia (trattamento della narcolessia), “sostanze non specificate” incluse nella Lista proibita della WADA il cui uso è perciò vietato durante la competizione. Lepchenko ha ammesso la violazione del Programma, diretta conseguenza della responsabilità della giocatrice per tutto ciò che assume e del non aver contestato l’esito delle analisi.

Bisogna ricordare che, sebbene questa sia la seconda violazione del Programma da parte di Varvara, è considerata la prima perché in quella del 2016 – l’altro caso Meldonium – non c’erano state nel colpa né negligenza (piccola quantità appena pochi giorni dopo l’inclusione nella Lista della ormai famigerata sostanza). Secondo il TADP, incorrere per la prima volta in questo tipo di violazione comporta una squalifica di quattro anni, a meno che l’atleta non provi che la non intenzionalità dell’assunzione. “Intenzionale” significa che l’atleta sapeva che il suo comportamento costituiva una violazione o che esisteva un significativo rischio di violazione, ignorandolo manifestamente. A questo punto, toccava quindi a Lepchenko l’onere di confutare la presunzione di intenzionalità, facendo spostare a proprio favore l’equilibrio delle probabilità fornendo una versione appunto “più probabile che non”. Se vi fosse riuscita, la squalifica sarebbe stata ridotta a due anni. La difesa dell’ex top 20 si è basata, tra l’altro, sulla sessantina di test superati in carriera, sul citato caso-Meldonium a proprio favore e sulla mancanza di effetti sulla prestazione di una quantità come quella rinvenuta.

 

Il nodo cruciale è stato non saper dire con certezza come la sostanza fosse entrata nel suo organismo, questione che, ha asserito l’avvocato di Varvara citando dei precedenti, non costituirebbe un requisito essenziale per liberarsi dell’onere in capo sulla sua cliente, pur rendendone il compito più difficile. L’ITF non ha contestato l’affermazione, ma, ricorrendo a un’altra sentenza, ha rilevato come spettasse all’atleta spiegare quale sia stato il comportamento – non intenzionale – che ha portato al test positivo. L’atleta avrebbe quindi almeno dovuto mostrare come la sostanza sia entrata nell’organismo, essendo questo il “comportamento” o parte cruciale di esso.

Riguardo invece alla giustificazione basata quantità della sostanza troppo modesta per avere effetti, fatto che ne proverebbe l’assunzione accidentale, è lo stesso Tribunale ad averla definirla “una congettura basata su una supposizione”.

In conclusione, il Tribunale non ha ritenuto che Lepchenko sia riuscita a liberarsi dell’onere della prova della non intenzionalità e, pertanto, che non ci fossero le basi per la riduzione della squalifica di quattro anni con decorrenza 19 agosto 2021. La tennista classe 1986 perde punti e montepremi ottenuti all’Hungarian Grand Prix e al successivo BNP Paribas Poland Open, ma non negli altri due tornei in seguito disputati in virtù del test negativo del 27 luglio. Avverso la decisione del Tribunale, Varvara potrà presentare appello al CAS di Losanna.

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Scanagatta: “L’Open del Canada non sorride agli italiani” [VIDEO]

Il direttore Ubaldo Scanagatta commenta le prestazioni non brillanti di Berrettini e Sinner all’Open del Canada, con i diretti concorrenti nella Race to Torino che fanno passi avanti. Intanto a Cincinnati sorteggiato il tabellone

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“L’Open del Canada non sorride agli italiani, sia al maschile che al femminile. Berrettini e Sinner battuti da Carreño Busta ammettono di aver giocato malissimo e così è stato. Carreño Busta è un giocatore solido che quest’anno non aveva brillato molto”.

QUI IL TABELLONE AGGIORNATO DELL’ATP 1000 MONTREAL

QUI IL TABELLONE AGGIORNATO DEL WTA 1000 TORONTO

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WTA Toronto: la meraviglia Haddad Maia, la solidità Pliskova, e la forza della rimonta. Battute Bencic e Zheng

La sensation brasiliana e la big server ceca sono capaci di rientrare, ed eliminare, la svizzera e la cinese

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Beatriz Haddad Maia - Toronto 2022 (foto Twitter @NBOtoronto)

Non c’è mai sconfitta nel cuore di chi lotta. Frase trita e ritrita, di cui spesso si sottovaluta anche l’effettiva veridicità. Ma in questo caso, parlando dei due quarti di finale della sessione serale al WTA 1000 di Toronto, i risultati lasciano poco adito a dubbi. Sia Beatriz Haddad Maia, la brasiliana protagonista della stagione sull’erba, che Karolina Pliskova, ex n.1 che finalmente trova un buon risultato nel 2022, hanno infatti perso il primo set per poi vincere in rimonta contro Belinda Bencic e Qinwen Zheng rispettivamente. Due partite equilibrate e godibili, che mandano avanti due giocatrici adatte al veloce, brave a sfruttare il servizio, con un leggero vantaggio causato dall’esperienza e la battuta fulminante per la ceca. Due precedenti, entrambi sul cemento, l’ultimo a Indian Wells lo scorso anno vinto da Haddad Maia, l’altro nel lontano 2018 all’Australian Open appannaggio di Pliskova.

Il tabellone completo del WTA 1000 Toronto

B. Haddad Maia b. [12] B. Bencic 2-6 6-3 6-3

 

Dopo aver servito la sorpresa del torneo, battendo Iga Swiatek al terzo turno, la brasiliana non è ancora paga e vuole continuare a vincere. Detto, fatto, ed elimina anche Belinda Bencic per trovare la prima semifinale 1000 della carriera al primo quarto di finale giocato, contro un’avversaria che era invece al secondo solo quest’anno (primo a Toronto dal 2015, quando batté Ana Ivanovic per poi addirittura vincere il torneo in finale contro Simona Halep). E in effetti inizialmente ha pagato la maggiore esperienza della svizzera, che ha vinto abbastanza nettamente il primo set, servendo bene e trovando buoni angoli con il rovescio, impedendo ad Haddad Maia di attaccare. La brasiliana è però brava a prendere le giuste misure e rendere pan per focaccia nel secondo parziale, sfruttando meglio le curve mancine del suo servizio e riuscendo a trarre punti e occasioni anche dalla difesa più estrema, così da riuscire a forzare il terzo set.

E proprio nel parziale decisivo compie il capolavoro la n.24 del mondo: subito sotto 2-0, non molla la presa ma continua con il suo tennis di accelerazioni e variazioni, arrampicandosi sul pessimo 30% con la seconda di Bencic e su un servizio che inizia ad essere tremolante per la dodicesima forza del seeding. Così facendo Haddad Maia gestisce il gioco in risposta, traccia il campo quando vuole e si crea le occasioni (poi sfruttate) per vincere 6 degli ultimi 7 game e mandare a casa un’altra favorita, una che ha vinto 5 titoli su 8 sul cemento in carriera (compreso un oro olimpico). “Sono orgogliosa di me stessa e della mia squadra“, commenta la brasiliana, “ho iniziato la partita non giocando come volevamo, quindi il primo set sbagliavo un po’ di più del normale, rispetto ad altre partite. Ma sono felice di essermi imposta di restare in gioco, perché so che la partita di tennis può cambiare molto velocemente. Stavo cercando di giocare ogni singolo punto, stavo migliorando, mi sentivo meglio. Alla fine del secondo set mi sentivo benissimo, e poi ero pronta nel terzo. Sono felice di aver passato questo turno“.

Chiaramente può guardare avanti con ottimismo ora Haddad Maia, dopo aver battuto la n.1 del mondo e un’ex campionessa del torneo, ma è giusto comunque contestualizzare e vedere chi sarà la prossima, come fa in conferenza stampa parlando di Karolina Pliskova: “Penso che nelle semifinali 1000 tutti giochino bene e siano fiduciosi. È ora di godersela e dare tutto in campo. Con Karolina ho giocato due volte e, una ho vinto io e una lei; è una giocatrice molto aggressiva. Serve bene, è molto difficile giocare contro giocatrici del genere“.

[14] K. Pliskova b. Q. Zheng 4-6 6-4 6-4

Un anno dopo, l’aria del Canada fa di nuovo da linfa a Karolina Pliskova, che trova finalmente un acuto in questo opaco 2022. Parte da favorita, accusa un po’ di pressione, ma riesce poi a gestirla per eliminare la sorprendente Qinwen Zheng, che è costretta ad interrompere la sua corsa sul muro dell’esperienza e dei servizi (10 ace a referto) della ceca, quattordicesima testa di serie del tabellone, che con questa vittoria in rimonta è a un solo match dal confermare almeno la finale dello scorso anno, persa poi contro Giorgi. Si tratta solo della seconda semifinale di quest’anno (dopo quella del 250 di Strasburgo), mentre l’anno scorso a questo punto della stagione ne aveva già raggiunte due nei 1000, più quella a Wimbledon. Ma sicuramente questa vittoria per niente semplice le darà un bell’infuso di fiducia.

Parte e prova subito la fuga Pliskova, si porta sul 3-0, appare in pieno controllo, salvo rovinare tra gli errori e un upgrade di livello di Zheng, che trova più continuità da fondo e anche più vincenti, territorio in cui la ceca con le sue lunghe leve entra chiaramente in difficoltà. Ma Karolina non demorde, e anche nel secondo si porta avanti di un break, cavalcando l’onda di una cinese che qualcosa almeno al servizio offre, in luogo della bufera che è in risposta, dove ancora una volta riesce a recuperare lo svantaggio spazzolando il campo con il dritto. La ceca stavolta però non trema, rimane lucida e piazza bene i piedi in campo per forzare il set decisivo. Qui sono i servizi a farla da padrone (chiudono con il 71% di conversione con la prima Pliskova, 67 Zheng), con l’equilibrio che solo nell’ottavo game si rompe a favore della ceca, oggi insolitamente meglio in risposta che con la sua amata battuta. E, non a caso, chiuderà proprio operando l’ennesimo break di una partita intesa, equilibrata e mai scontata, nel decimo game, per il terzo, ed ultimo, 6-4 della partita.

Il tabellone completo del WTA 1000 Toronto

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Challenger

Continua la corsa di Riccardo Bonadio al Challenger di Meerbusch

L’azzurro vince con autorità contro Jonas Forejtek, centrando la terza
semifinale Challenger della stagione

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Riccardo Bonadio - Foto Marta Magni

Al Challenger 80 di Meerbusch (Germania, 54.000 abitanti nella regione Renania-Westfalia, non lontano da Duesseldorf) il tennista friulano Riccardo Bonadio (n.193, 29 anni) ha messo le marce alte e prosegue nel suo percorso che, con un po’ di enfasi, potremmo definire trionfale. Venerdì 12 agosto contro il forte 21enne Jonas Forejtek (n.217 ATP), una delle migliori speranze della grande scuola ceca, Riccardo ha vinto 6-4 6-4 tenendo sempre in mano il pallino del gioco, senza mai lasciare spiragli ad un avversario che, man mano che passavano i game, andava perdendo fiducia. Migliori percentuali al servizio (soprattutto sulla seconda) e una risposta più incisiva spiegano solo in parte quel che si è visto in campo. La vera differenza, ancora una volta, è stata nella testa dei giocatori.

E oggi l’azzurro aveva un buon piano partita ed era decisamente più convinto, quasi un uomo in missione. Domani in semifinale gli toccherà Dennis Novak (vincente 6-1 6-3 su Damir Dzumhur). Abbiamo contattato Riccardo per avere una sua impressione a caldo. “È stata una partita in cui ho cominciato subito forte, cercando di essere aggressivo sulla sua diagonale di rovescio. Se necessario andando anche a rete, sempre sul rovescio. Col servizio ho cercato di usare molto il kick, in modo da muoverlo e da impedirgli di prendere l’iniziativa. Domani (sabato) sarà comunque un match difficile. Mi conforta però il fatto che da qualche settimana sto esprimendo un ottimo tennis, nonostante un breve stop causa Covid. La prossima settimana sarò in tabellone al Challenger 125 di Santo Domingo e poi le qualificazioni US Open…”

Segui su Instagram: @massimogaiba

 

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