WTA Miami: Swiatek si conferma la regina del tennis, finale con Osaka a senso unico

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WTA Miami: Swiatek si conferma la regina del tennis, finale con Osaka a senso unico

Resiste a malapena un set Naomi Osaka, troppo solida e sicura Iga Swiatek. Non ci sono dubbi, il suo n. 1 in classifica è pienamente meritato

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Iga Swiatek - Miami 2022 (foto Twitter @miamiopen)
 
 

[2] I. Swiatek b. N. Osaka 6-4 6-0 (dal nostro inviato a Miami)

Questa volta in finale erano arrivate le giocatrici “giuste” per raccontare una grande storia, ci si augurava solo che sarebbe stata una grande partita. Purtroppo il grande match non c’è stato: troppo dominante la nuova numero 1 Swiatek, troppo impotente alla risposta Osaka che non è riuscita mai a trovare il bandolo della matassa in fase di ribattuta per approfittare della seconda di servizio della sua avversaria. Alla fine le statistiche parlano di un punto su tre conquistato dalla nipponica rispondendo alla seconda, il doppio per la sua avversaria.

Swiatek ha chiuso la partita senza concedere una palla break e cedendo solamente 13 punti nei suoi otto turni di servizio.

 

IL MATCH – Il primo game ha fatto entrare tutti subito nel clima partita, tranne quelli che erano rimasti al bar e hanno dovuto aspettare fuori dallo stadio per quasi 20 minuti con birre e nachos in mano: 20 punti, 11 minuti, tre palle break salvate da Osaka che si è fatta sentire subito con la battuta (tre ace, di cui uno con la seconda) a bilanciare i primi errori gratuiti con il diritto.

Negli scambi era Swiatek ad avere il pallino, le sue combinazioni con il diritto lungolinea o inside-in a chiudere funzionavano a meraviglia e due gratuiti sempre di diritto e un doppio fallo di Osaka confezionavano il break al quinto gioco. La nipponica si salvava dal 2-5 “pesante” con la battuta riemergendo dal 15-40, ma poi al momento di fare l’allungo per il 4-4 non riusciva a concretizzare uno 0-30 sbagliando tre risposte sulla seconda di Swiatek sulla quale si posizionava ben oltre un metro dentro la riga di fondo.

Swiatek riusciva a mantenere il servizio fino alla fine del primo set, chiudento il 6-4 in 53 minuti nonostante un 39% di prime palle. Ed era proprio quello il problema di Osaka: la risposta sulla seconda di servizio sulla quale era riuscita a convertire solo 9 punti su 20 a dispetto dell’atteggiamento molto aggressivo.

Nel secondo set la polacca sprintava subito sul 4-0, apparendo completamente in controllo del gioco e permettendosi anche il lusso di piazzare tre ace, tutti di posizione. Osaka appariva abbastanza sfiduciata, sugli scambi da fondo veniva sempre sbattuta da una parte all’altra, sempre in condizione di dover provare colpi a bassa percentuale di riuscita.

Nel secondo parziale Swiatek rifilava un “bagel” a Osaka, chiudendo il match in un’ora e 19 minuti conquistando così il terzo titolo WTA 1000 della stagione e candidandosi come la giocatrice da battere nel prossimo swing sulla terra battuta.

LA NUOVA DOMINATRICE? – Se l’improvviso ritiro di Barty poteva far pensare a un tennis femminile lasciato senza padroni, la nuova numero 1 ha fatto vedere di essere pronta a prendere il testimone (o lo scettro) lasciato dall’australiana e diventare la leader del movimento tennistico. Con questa sua diciassettesima vittoria consecutiva Swiatek consolida la prima posizione mondiale mentre il circuito si appresta a sbarcare sulla sua superficie preferita, quella terra battuta sulla quale ha vinto il suo primo, e finora unico, titolo del Grande Slam al Roland Garros 2020.

Da qui a giugno mancano ancora parecchi giorni e tanti tornei, ma al momento le chiavi del tennis femminile sono saldamente nelle mani di questa ragazza polacca che non potrà nemmeno bere un bicchiere di champagne al ristorante per celebrare la vittoria perché compirà 21 anni solamente a fine maggio, e quindi dovrà nascondere il proprio brindisi nella sua camera d’albergo come tutti gli altri ventenni americani.

Qui la conferenza di Iga Swiatek dopo la finale

Il tabellone femminile completo di Miami

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Serena Williams, la fine di un’era e il desiderio della famiglia. Da quella sconfitta con Vinci la lenta discesa

Il recente annuncio su Vogue della campionessa Serena Williams ha scosso il mondo del tennis, e tutto iniziò in quello US Open 2015

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Serena Williams - Wimbledon 2022, Credit AELTC Jon Super

Un’icona, una leggenda, un nome che basta a scatenare caterve di ricordi e record, di braccia al cielo e sorrisi. Un volto, un cognome che sanno di rivalsa e di rivincita, di chi nella vita dal punto più basso è arrivato a danzare con le stelle. In poche parole, Serena Williams, LA tennista del terzo millennio finora, perché la WTA si è sempre identificata in lei, finché il fisico lo ha permesso. Elencare tutti i titoli è un lavoro d’archivio che non potrebbe bastare a ritrarre la grandezza di una donna, prima che una sportiva, che ha sfruttato il suo talento e la sua notorietà per sensibilizzare anche sui problemi razziali, di genere. Eppure, arriva un momento in cui semplicemente non si può più tenere il livello sempre mostrato, in cui ci si guarda indietro e pensando al futuro si capisce che è forse arrivata l’ora di calare il sipario. E così, l’altro giorno, dopo la vittoria contro Parrizas-Dias al primo turno del WTA 1000 di Toronto, su Vogue (magazine di moda dove anche Sharapova, l’unica che può dirsi rivale di Serena, annunciò il suo ritiro) Serena Williams ha detto stop.

Più di 1000 vittorie, 23 Slam, record di settimane consecutive al n.1 (e tanto altro ancora): l’americana ha deciso di lasciarsi alle spalle il tennis dopo il “suo” US Open, per dedicarsi a “quell’altra vita”, che gli sportivi spesso sognano, quella di una famiglia, da vivere a tempo pieno. Su Vogue (come riportato da Gianluca Sartori qualche giorno fa), in conclusione del lungo servizio, Serena lancia due messaggi importanti, sia sull’importanza di suo marito e sua figlia, sia sulla problematica femminista ancora una volta, anche in questo momento di addio (la parola “ritiro” è troppo dura, Serena non la usa mai). Perché abbandonare il campo, l’adrenalina è una cosa, ma pensare che una Donna del genere potrà mai smettere di impegnarsi per i più deboli come fa da una vita intera… è pura follia.

Ma, per quanto la notizia possa scuotere e agitare, sarebbe fuori luogo stupirsene come se fosse inaspettata. Sono anni che Serena non gioca con costanza, in cui non è più quella di una volta, addirittura non vince uno Slam dall’Australian Open del 2017. Eppure, il reale giorno in cui il suo strapotere finì, in cui anche lei tornò a riscoprirsi umana, è ancora più lontano nel tempo: 11 settembre 2015, New York, Flushing Meadows, Arhtur Ashe Stadium, semifinale dello US Open, una delle ore più fulgide del tennis italiano. Serena Williams, a due partite dal Grande Slam, affronta Roberta Vinci, in una partita dall’esito scontato… ma il vento del destino quel giorno spirò diversamente, regalò la vittoria della vita all’azzurra, e fu il primo segnale che le fondamenta di un impero stavano iniziando a cedere, che quelle stelle pian piano si facevano sempre più tenui. Da allora, infatti, Serena ha vinto solo altri due Slam, ha perso il primato, e ha iniziato pian piano il suo declino.

 

Tutto per mano di una pugliese, una ragazza che voleva solo vivere un sogno, e oggi, quasi 7 anni dopo, ricorda quei momenti sulla Gazzetta dello Sport, nel servizio di Paolo Bartezzaghi. “Ero pronta a tornare“, dice Vinci, “il giorno prima della semifinale avevo già chiamato l’agenzia di viaggio per il volo. Serena era numero 1 e giocava a casa sua; è stato un ribaltone incredibile, dopo aver perso il primo set. Non ho mai mollato. Mi ero detta che non avrei dovuto accontentarmi e che mi sarei dovuta godere la prima semifinale in uno Slam, vivendola in modo positivo“. Ai tempi non sembrava così, ma oggi è chiaro che Roberta inflisse un colpo duro da digerire a una delle carriere più ricche della storia dello sport, dando l’inizio ad una lenta fine: “Non ne abbiamo mai parlato, non c’è stata occasione, ma quella sconfitta l’ha segnata tanto. Per un periodo non giocò più, non se l’aspettava. Per una come lei, un conto è perdere con Sharapova o Azarenka, un conto con la Vinci“.

E da quella sconfitta, che la riportò tra i comuni mortali proprio per aver perso contro una giocatrice di un livello decisamente più basso, ad oggi, ne è passata di acqua sotto i ponti. Serena ha 40 anni, è una madre, l’attuale n.1 al mondo sarebbe nata dopo due anni quando lei vinse il suo primo Slam, tante delle giocatrici che l’hanno accompagnata ai suoi successi (venendo spesso sconfitte) si sono ritirate, e probabilmente sua sorella Venus sarà la prossima. Ma una cosa non è cambiata, e mai cambierà: l’amore, il rispetto, l’ammirazione che tutto il mondo, tennistico e non, ha e porterà con sé verso una giocatrice unica, una lottatrice che ha reso il fango diamanti, consapevoli della fortuna di aver potuto assistere direttamente alle imprese di Serena Williams da Saginaw, Michigan.

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WTA Toronto, Raducanu: “Giorgi è una grande avversaria. Serena Williams? Ha cambiato il tennis”

La canadese non appare preoccupata dopo la sconfitta contro l’azzurra

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Raducanu Indian Wells 2022

Emma Raducanu è nata in Canada da padre romeno originario di Bucarest e madre cinese proveniente da Shenyang. Si può dire che Toronto sia per lei un torneo di casa, anche se poi alla fine in Canada non ci è cresciuta dato che all’età di appena due anni la famiglia si trasferì a Londra. Tornando alla cronaca recente quella contro Camila Giorgi è stata una sconfitta tutto sommato digeribile per lei: “Sì, penso che sia stata davvero una bella partita, a dire il vero. Penso che il livello fosse piuttosto alto. Soprattutto nel primo set. E Camila è una grande avversaria. Ha vinto questo torneo l’anno scorso. Ho solo bisogno di migliorare nell’affrontare giocatrici che giocano velocemente come lei“. Insomma, la giovane inglese non pare preoccupata, anche se il suo 2022 è stato avaro di soddisfazioni.

La notizia delle ultime ore nel mondo del tennis è il ritiro di Serena Williams, e allora è lecito chiedere ad Emma le sue impressioni su questa grande Regina del tennis femminile: “La sua carriera è incredibile. Ha ottenuto così tanto. E vederla in giro in questo swing americano è davvero stimolante. Come se continuasse a giocare perché ovviamente ama il gioco. E penso che la longevità di una carriera sia qualcosa che molte giocatrici e io in particolare aspiriamo a raggiungere“. L’eredità di una tennista che ha forgiato il nuovo millennio è qualcosa di difficile da quantificare con numeri e parole: “Penso che abbia decisamente cambiato il gioco. A dominare così tanto, penso che sia stata, beh, non c’è stata davvero qualcuna che abbia dominato come lei nel tennis femminile. Quindi penso che abbia cambiato molto il gioco in questo senso“. Le viene quindi chiesto se ha mai avuto la possibilità di parlare con lei di tennis o altro. “No. Ci siamo detto “ciao” un paio di volte. In realtà mi stavo riscaldando accanto a lei questa mattina e poi ha iniziato a piovere“.

Per una tennista professionista non è facile stare fermi in un posto; tra viaggi, allenamenti, partite, si fa una vita da nomade. Però l’occasione di poter visitare la propria città natale è troppo invitante per lasciarsela sfuggire: “Non sono ancora riuscita a visitarla. Sono stata al club tutto il giorno, quindi probabilmente avrò una possibilità oggi e forse domani“. In chiusura una battuta sull’ospedale che le ha dato i natali e sul dottore che l’avrebbe fatta nascere:Non ne sono sicura. Voglio dire, mi piacerebbe incontrarlo. Ma non ne ho ancora avuto la possibilità. E non so davvero il suo nome. Forse i miei genitori lo conoscono”.

 

QUI IL TABELLONE AGGIORNATO DEL WTA 1000 DI TORONTO

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WTA Toronto: Andreescu batte Kasatkina, Sakkari si impone su Stephens in tre set. Ok Bencic, sfiderà Serena

Grande prova di forza di Bianca contro la russa campionessa a San Josè. La greca e la svizzera avanti

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Bianca Andreescu - Toronto 2022 (Twitter - @NBOtoronto)
Bianca Andreescu - Toronto 2022 (Twitter - @NBOtoronto)

Si è concluso il primo turno del singolare femminile del Master 1000 di Toronto, e le sorprese non sono mancate. Dopo i match della giornata di martedì, tra cui c’è stata la vittoria di Camila Giorgi su Raducanu, ecco cosa è successo nella notte; merita i titoli la sconfitta della n.9 Daria Kasatkina contro la canadese padrona di casa Bianca Andreescu con il punteggio di 7-6 6-4. Maria Sakkari invece ha avuto bisogno di tre set e oltre due ore di gioco per avere la meglio sull’americana Sloane Stephens.

LE PARTITE – Dicevamo della vittoria di Andreescu, che assume importanza maggiore se si pensa che la russa era reduce dal trionfo di San José. Il primo set è una girandola di break, ben otto nel primo set, cinque nei primi cinque giochi. Nel sesto game il break per Andreescu sembra quello decisivo per le sorti del primo set ma Kasatkina è brava a rimanere attaccata alla partita anche grazie alla sua aggressività in risposta. La russa strappa nuovamente il servizio alla canadese nel dodicesimo gioco che le vale il tie-break: il primo allungo è per Kasatkina, ma è un fuoco di paglia perché verrà successivamente breakkata tre volte. Andreescu vince il primo set 7-6 (5). Il secondo set è un canovaccio del primo con molti break e poca stabilità. Alla fine la spunta ancora Andreescu con il break (il settimo del set, il quindicesimo della partita) nel decimo gioco per suggellare la vittoria (7-6 6-4).

Bella vittoria anche per Sakkari contro Stephens, nonostante il set perso che rappresenta l’unico neo di una partita altrimenti comandata. Il primo set finisce 6-2 senza repliche; la greca al servizio non lascia scampo all’americana, il 100% di punti vinti con la prima (12/12) è la cartina tornasole del set. Il secondo è più combattuto: si abbassano le percentuali al servizio di Sakkari e lievitano quelle di Stephens. La tennista ellenica non riesce più ad imporre il suo tennis all’avversaria, il break nell’ottavo gioco fa il resto. Un set pari. Nel terzo set Sakkari torna a macinare punti con la prima e con la seconda a differenza di Stephens che fatica a trovare costanza nei turni in risposta. L’americana non arriva a palla break nel terzo mentre si fa strappare il servizio nel sesto e nell’ottavo gioco chiudendo i conti 6-2 4-6 6-2. Per Sakkari adesso il terzo turno sarà contro la vincente di Anisimova contro Pliskova.

GLI ALTRI RISULTATI – Vittoria in due comodi set per Belinda Bencic contro la ceca Tereza Martincova. Un’ora e un quarto di buon livello per chiudere con il punteggio di 6-4 6-2. Per la svizzera ora incrocio di racchette con Serena Williams. Partita combattuta quella tra la russa Veronika Kudermetova e l’australiana Ajla Tomljanovic. Vittoria per quest’ultima in tre set con un tie-break nel terzo ricco di capovolgimenti. L’australiana la spunta grazie alla sua tenacia che le ha fatto salvare ben 11 palle break su 17 totali. Infine da segnalare una vittoria tonda come l’ora di gioco occorsa per agguantarla; stiamo parlando della cinese Shuai Zhang che liquida con il punteggio di 6-1 6-3 la spagnola Cristina Bucsa.

IL TABELLONE AGGIORNATO DEL WTA 1000 DI TORONTO

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