Montecarlo, parlano i francesi. Paire: "Giocavo meglio quando mi allenavo di meno". Humbert alle prese col vaccino, Bonzi ancora inesperto

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Montecarlo, parlano i francesi. Paire: “Giocavo meglio quando mi allenavo di meno”. Humbert alle prese col vaccino, Bonzi ancora inesperto

L’istrionico Paire dopo il match con Musetti: “Mi alleno duramente, ma in campo avverto troppa tensione”. Humbert: “Alla fine della scorsa stagione i medici ipotizzarono un collegamento con il vaccino”

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Benoit Paire - Montecarlo 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)
 
 

Nel terzo giorno di gare, al Country Club del Rolex Monte-Carlo Masters sono scesi in campo tre tennisti francesi: Benoit Paire (n. 61), Ugo Humbert (n. 48) e Benjamin Bonzi (n. 63). Tutti e tre sono usciti sconfitti dai loro rispettivi incontri di primo turno. Il 32enne di Avignone si è arreso in tre set al nostro Lorenzo Musetti, il talentuoso mancino ha fornito segnali di ripresa – in particolar modo nella seconda frazione – ma alla fine nulla ha potuto contro Pedro Martinez (6-4 7-6, in favore dello spagnolo) ed infine il lucky loser Benjamin Bonzi non è riuscito a superare l’ostacolo del semifinalista a sorpresa della scorsa edizione del “1000” monegasco, vale a dire il britannico Dan Evans (6-0 7-6 per il n. 27 del mondo). Nelle consuete conferenze stampa post match, i tre giocatori d’oltralpe ha rilasciato dichiarazioni molto interessanti.

Benoit ha parlato dei suoi problemi e delle sue difficoltà nell’affrontare i momenti cruciali di un match, toccando anche il tema del differente livello che riesce ad esprimere in allenamento e che puntualmente invece non è in grado di replicare in partita. Mentre Ugo si è soffermato sul finale della scorsa stagione, con tutta la situazione legata al vaccino, per poi concentrarsi sulla scarsa fiducia del 2022 che ha avuto inizio proprio con la positività al COVID riscontrata in Australia. Infine il fortunato Benjamin, entrato nel tabellone principale del Masters 1000 del Principato per la prima volta grazie al forfait di Bautista, ha voluto ricordare come sia ancora poco avvezzo alla terra battuta, sulla quale dice di dover migliorare molto; ma che sicuramente sarà pronto per il prossimo appuntamento.

BENOIT PAIRE

 

D: Come ti senti dopo questa partita? Il secondo set è stato buono. Stavi davvero facendo una bella battaglia. Hai vinto quel set. Ma poi c’è stato quel turno di servizio dopo aver ricevuto il trattamento al polso. Cosa è successo?

Benoit Paire: “Be’, perdere non è poi così negativo. Quello che mi interessa è quello che faccio nei miei allenamenti. Ieri ho fatto una bella sessione, ma oggi in campo mi sentivo pesante, non riuscivo a muovermi. Questo accade dall’inizio dell’anno. Non appena ho un match point o un break point, sento molta pressione. Non dovrei avere quella pressione, perché ho una lunga carriera alle mie spalle. Non so perché ho questa pressione. Certo mi sono infortunato e dopodiché ho giocato tre partite. Ho avuto anche un’infiltrazione tre settimane fa, ma sono venuto qui e sono stato molto fortunato a poter giocare. E’ stata una bella giornata anche se un po’ ventosa, ma è difficile perché quando gioco una partita, non mi sento bene con me stesso. Non capisco perché, perché mi alleno bene, gioco bene quando mi alleno, ma le partite sono difficili per me“.

D: Puoi spiegare questa tensione?

Benoit Paire: “No, non ho parole per questa situazione. Vedo solo cosa sta succedendo quando ho la possibilità di vincere un punto, che voglia dire set point. Ho bisogno che l’avversario sbagli, altrimenti non riesco mai a chiudere il parziale. In tutte queste ultime partite che ho giocato ero pronto e stavo quasi per vincerle, ma alla fine ho finito per perderle. Ricordo che in Sud America è successo lo stesso. A volte sono in vantaggio 5-4 nell’ultimo set e lo perdo, eccetera, eccetera. 6-2, 5-2 e perdo. A Miami, la stessa cosa. Ne ho perse molte così. Ma quando mi alleno, il mio livello è piuttosto alto. Mi sento sicuro durante l’allenamento. Ma in partita, se riesco a recuperare un break, poi nel mio turno di servizio successivo, commetto tre doppi falli. Nel terzo set del match qui a Montecarlo, tutto dipendeva dal mio servizio. Ho commesso due doppi falli all’inizio e ho perso la partita“.

D: Quando dici che hai una lunga carriera alle spalle, significa qualcosa?

Benoit Paire: “Ho delle ambizioni. Sono felice di quello che sto facendo. Ma vedo solo cosa sta succedendo. Sto facendo molti sforzi, quindi non posso essere criticato per non aver fatto quello che dovevo fare. Mi alleno due volte al giorno. Vado in palestra. Ma puoi esercitarti quanto vuoi. Se non ti senti bene in campo quando giochi una partita, è inutile. Alla fine giocavo meglio quando mi allenavo di meno. Ho sempre odiato perdere, mentre ora quando perdo non mi sento arrabbiato. È piuttosto una delusione. Ieri tiravo forte e correvo durante la sessione di allenamento. Oggi, invece, non potevo neanche correre in campo“.

UGO HUMBERT

D: Suppongo che ci sia molta delusione e frustrazione, specialmente dopo quel secondo set. Hai iniziato bene, stavi dominando, come stai ora che hai perso?

Ugo Humbert: “Dato quello che ho fatto nelle ultime settimane o mesi, nel complesso sono abbastanza soddisfatto del mio livello. Ho potuto esprimere un livello di tennis che non mostravo da molto tempo. Oggi ci sono stati alti e bassi, ma dall’1-0 per lui fino al 5-2 per me ho giocato bene nel secondo set. Stavo cercando di fare un passo in avanti per quanto riguarda la posizione da tenere in campo, purtroppo proprio in quel momento ho perso la concentrazione. Questo perché non ho giocato molte partite. C’è stato quel game di servizio che non ho giocato bene e sono deluso di non essere riuscito a portare l’incontro al terzo set. Congratulazioni a lui, ma ho giocato due buoni set. Ora ricorderò solo il lato positivo di questa partita e cercherò di fare meglio la prossima settimana“.

D: Puoi parlare del fatto che sia la scorsa stagione, che l’inizio di questa ti sentivi molto stanco? Come riesci ora a ritrovare la tua energia e il tuo dinamismo? Come hai gestito la situazione?

Ugo Humbert: “È una sfida molto dura. Ho avuto momenti molto difficili. Ho giocato molte, moltissime partite non sentendomi bene e sento che mi stia mancando la fiducia. Quando mi sentivo bene, ci sono stati alcuni punti in cui non avevo dubbi su come giocarli. Poi, però, ho cominciato a pensare e successivamente ad esitare, quindi è una sfida molto dura ritrovare l’energia e il dinamismo di un tempo. Sto cercando di trovare soluzioni giorno dopo giorno, e cercherò di non pensare a ciò che è successo in passato e di essere solo concentrato sul presente. Questo è quello che ho fatto oggi nel secondo set. Questa è la sfida più grande che devo affrontare in questo momento“.

D: Puoi spiegare la situazione con il vaccino? Sei sicuro che sia stata una brutta reazione al vaccino? La tua comunicazione è stata un po’ vaga. Non sapevamo se fosse per via del vaccino o meno, ma il tuo finale della scorsa stagione è stato rovinato da qualcosa che non è però ben chiaro.

Ugo Humbert: “È molto difficile da spiegare. Non sono assolutamente un medico. Ho fatto tutti i test possibili e non abbiamo trovato nulla. È stato pazzesco. I medici hanno detto che potrebbe esserci un collegamento con il vaccino, ma è stato inutile continuare a cercare, perché non sappiamo ancora abbastanza in merito al vaccino. Ma dieci giorni dopo il mio ritiro a Toronto, ovviamente, avevo giocato molto, ma dopo 45 minuti o un’ora adesso non ricordo con esattezza avevo crampi dappertutto . Per questo a fine stagione è stato molto difficile per me allenarmi. Dopo un’ora ero esausto. Ho dovuto fermarmi per tre settimane. Ho anche preso di nuovo il COVID quando ero in Australia. Penso che il mio corpo non si fosse ripreso abbastanza“.

BENJAMIN BONZI

D: Puoi parlare della partita persa contro Evans?

Benjamin Bonzi: È stato complicato. Avevo bisogno di abituarmi alle condizioni e di entrare in partita fisicamente. Non ti dà nessun ritmo. Con il suo rovescio ti fa giocare molto basso. Ti spiazza continuamente, quindi è difficile leggere il suo gioco. Quindi l’inizio della partita è stato difficile. Non stavo controllando la situazione, viste le condizioni, ma nel secondo set ho potuto essere più presente fisicamente. È un peccato non aver potuto portare la partita al terzo set“.

D: Forse la terra è una buona superficie per te. Hai giocato una buona partita contro Khachanov l’anno scorso, ma non hai molta esperienza in queste condizioni di gioco. Ti piace questa superficie?

Benjamin Bonzi: “Mi piace, ma il passaggio dal cemento alla terra battuta è un po’ difficile. Sono stato su superfici veloci dall’anno scorso fino a prima di Montecarlo senza interruzioni, quindi ho bisogno di un po’ di tempo. Il gioco è un po’ diverso sulla terra battuta e ci lavorerò“.

D: È il tuo primo Masters 1000 qui. Hai dovuto aspettare prima di sapere se potevi entrare o meno. Ti ha dato fastidio o non ci hai pensato?

Benjamin Bonzi: “No, non mi ha dato fastidio, ma avrei preferito qualificarmi subito. Ieri mattina ho saputo che sarei entrato nel torneo e la partita era oggi, quindi ho avuto il tempo di adattarmi. È il mio primo grande torneo sulla terra battuta. Avrei dovuto giocare meglio nelle qualificazioni (era tds n. 1 del tabellone cadetto). Ma sto imparando, e la prossima volta arriverò sicuramente più pronto“.

Il tabellone completo di Montecarlo

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Qualificazioni ATP/WTA Cincinnati: oggi l’esordio dei quattro italiani. Presenti anche Murray e Garcia

In campo oggi Lorenzo Musetti, Lorenzo Sonego e Fabio Fognini insieme all’ex n.1; Jasmine Paolini unica tra le ragazze, per due tabelloni di livello non cadetto

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Campo Centrale - Cincinnati 2021 (foto Twitter @cincytennis)

Scorrendo il tabellone delle qualificazioni dell’ATP Cincinnati 2022, e vedendone le teste di serie, lo si potrebbe facilmente scambiare per un ATP 250 di buon livello. Basti pensare che lo guida il nostro Lorenzo Musetti, n.30 al mondo e fresco vincitore di un 500 in quel di Amburgo, che aprirà la sua campagna oggi non prima delle 20:30 italiane contro Daniel Altmaier, n.79 al mondo, per avere all’eventuale turno successivo uno tra Kozlov e Lajovic. Ma ci sono anche altri due azzurri in gara che tentano di accaparrarsi uno dei sette posti per il tabellone principale maschile (guidato da Medvedev e Nadal) del 1000 dell’Ohio, dei nobili decaduti: Lorenzo Sonego e Fabio Fognini, rispettivamente quinta e nona forza del tabellone.

Entrambi non hanno pescato benissimo, dato che il piemontese esordirà, non prima delle 17:30, contro John Millman, uno che sul cemento ci naviga, mentre l’ex n.9 al mondo (uno dei tre giocatori in tabellone cadetto ad aver vinto un 1000) avrà Soonwoo Kwon non prima delle 20:00. Parlando di nobiltà, e per capire il livello di queste qualificazioni, andiamo a vedere chi sono gli altri due ex campioni 1000: Andy Murray, ex n.1 al mondo, ammesso tramite wild card, esordirà contro Taro Daniel, in giornata una potenziale macchina da tennis; Jack Sock, il grande sogno americano infranto, anche lui wild card, trova il sempre scomodo Ilya Ivashka, attuale n.50 al mondo.

Il tabellone principale del Masters 1000 di Cincinnati

 

La situazione nel tabellone cadetto femminile è simile, con la prima testa di serie assegnata alla n.33 al mondo Irina-Camelia Begu, che esordirà contro la giovane Teresa Martincova. Subito dopo, nel seed, una delle grandi protagoniste dell’estate, tornata in alto alla trentaquattresima piazza del ranking, Caroline Garcia, che incrocerà le racchette con la connazionale Parry. Meno screziato d’azzurro il tabellone WTA rispetto a quello ATP, con un’unica rappresentante che è Jasmine Paolini, ottava testa di serie, che scenderà in campo oggi non prima delle 19:00 contro Marta Kostyuk, per andare a pescare poi una tra Frech e Juvan in un interessante turno decisivo. Questi sono i nomi di principale interesse, per quanto scorrendo il tabellone si possano trovare Tomljanovic, Tauson, Bondar, Vekic, Bouzkova…anche qui un plotone da tabellone principale di tornei di “seconda fascia”.

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ATP Montreal, Kyrgios: “Non sono un favorito allo US Open, ora penso a recuperare”. Hurkacz: “Nick un super avversario, ma ho dimostrato di tenere un livello alto”

Kyrgios rivela alcuni problemi fisici, Hurkacz si gode il suo servizio. Le parole dei due big server dopo il loro “clash of the titans”

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Hubert Hurkacz - Miami 2022 (Instagram - @miamiopen)

Doveva essere un quarto di finale equilibrato, quello tra Hubert Hurkacz e Nick Kyrgios, e così è stato per i primi due set, entrambi conclusi al tie-break, prima che il polacco facesse il largo nel terzo per andare a conquistare la seconda semifinale 1000 dell’anno, dopo quella a Miami persa contro Alcaraz. Come sempre pacato e composto Hubi, nelle esultanze, nel gioco, un po’ il contrario dell’australiano che tanto si fa amare (o odiare) proprio per la sua esuberanza, il suo non essere mai scontato. Eppure, nella conferenza post gara, per quanto Hurkacz al solito si sia mostrato rilassato, tranquillo, senza nulla sopra le righe, c’è la notizia che, per una volta, anche Kyrgios ha avuto questo atteggiamento, come ora andremo a vedere (partendo dal vincitore).

D: “Grande partita oggi, come ti senti?

Hurkacz: “Oggi è stata una partita davvero difficile, Nick ha giocato in modo incredibile negli ultimi due mesi. Giocare contro di lui è molto impegnativo, ma anche divertente; è stata decisamente una bella partita

 

D: “Nonostante fosse una partita di tre set, non è sembrato, guardando la partita, che tu avessi problemi a vincere punti e tutto il resto. Quale pensi sia stata la chiave per te, nella partita, nel trovare un modo per battere un ragazzo così?

Hurkacz: “È bello che sembrasse così (sorridendo). Sicuramente Nick è un super avversario, può fare ogni singolo colpo. Non ha davvero così tante debolezze. Io stavo solo cercando di servire bene e di rimanere aggressivo

D: “Si tratta di due vittorie di fila su Kyrgios. Potresti argomentare che attualmente è il giocatore del momento. Questo ti dà una maggiore fiducia entrando nel resto della stagione sul cemento e verso lo US Open?

Hurkacz: “Sì, decisamente. Non penso di leggerlo meglio degli altri giocatori, ma ho un servizio abbastanza buono, e ho servito bene in queste due partite. Questo sicuramente mi ha aiutato a rimanere con lui nel gioco, e mi dimostra che posso portare davvero un altissimo livello e sicuramente mi motiva a continuare a spingere

Il tabellone completo dell’ATP 1000 di Montreal

Di poche parole e tanti fatti il polacco, decisamente più chiacchierone, pronto alla risposta e a fornire spunti piccanti invece Nick Kyrgios.

D: “Un’altra battaglia di tre set con Hubi, parlaci della partita

Kyrgios: “Servizio semplicemente fantastico. Lui ha uno dei migliori al mondo. Ho avuto opportunità nel primo set, palle break, nel secondo, e ovviamente questo era cruciale, perché andando verso la fine si è vaporizzato un po’, ma penso sia normale. Mi sento bene, fiducioso. Ora ho tre giorni, quattro giorni di riposo fino a Cincinnati. Lo userò, sfrutterò davvero solo il riposo e il recupero

D: “C’è stato ovviamente un cambio di momento tra secondo e terzo set. Era la fatica ad intrufolarsi? Cosa è successo?

Kyrgios: “Non sono stato bene l’ultima settimana. Quando sono già riscaldato…sentivo un po’ gli addominali prima della partita, le ginocchia mi facevano male. Ovviamente quando stai giocando, fermarsi per circa 5-10 minuti non aiuta il tuo corpo. Il mio corpo era così rigido dopo che non riuscivo a muovermi correttamente, mi faceva male l’addome; è all’interno delle regole, non ho intenzione di lamentarmi. Ero completamente irrigidito. Dopo il secondo set, come se non fossi un macchina, ma un essere umano. Le mie ginocchia erano doloranti, la mia schiena era dolorante, mi faceva male l’addome. Stavo cercando di rimanere in movimento, ma mi sono solo irrigidito

D: “Ci hai dato davvero delle ottime risposte tutta la settimana, ben ponderate e belle. Sembra forse che non odi i media come a quanto hai abituato. Ti stai divertendo un po’ con l’intero processo al giorno d’oggi in termini di questo avanti e indietro con i media, anche di interazione con i fan?

Kyrgios: “I fan sono fantastici, senza non c’è davvero alcuna eccitazione. Non c’è sport davvero senza tifosi. Per quanto riguarda i media, non me ne potrebbe fregare di meno. Lo faccio perché devo essere qui e non voglio essere multato, quindi… Voglio dire, è una routine. Non mi piace molto, a dire il vero. Preferirei piuttosto non essere qui adesso

D: “Prima e durante Wimbledon, hai detto che era la tua migliore chance di vincere uno Slam. Probabilmente stai giocando al tuo meglio ora. Ti senti fiducioso verso lo US Open?

Kyrgios: “Sì, mi sento bene. Allo US Open mancano ancora due settimane e mezzo, poi ho Cincinnati la prossima settimana, e questo è tutto ciò su cui mi sto concentrando. Mi sto concentrando su oggi, stasera, recupero, cibo, poi solo riposo, poi Cincinnati. Ecco a che punto è la mia mente. Non sto nemmeno pensando allo US Open. Ce ne sono ancora di 128 giocatori allo US Open capaci di fare grandi cose. Ovviamente mi sento fiducioso, ma allo stesso tempo non mi metterò davanti a tutti. Non ho intenzione di andare a dire che sono un favorito o qualcosa del genere, mi sento come se stessi giocando bene. Ho ancora da giocare molto a tennis prima di allora, quindi mi concentrerò su quello

Il tabellone completo dell’ATP 1000 di Montreal

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ATP Montreal: Evans di rimonta sfianca Paul, Draper dura solo un set con Carreno Busta

Seconda volta negli ultimi quattro di un Masters 1000 per Daniel Evans, al contrario Tommy Paul conferma una tradizione negativa perdendo il 7°quarto di finale sugli otto disputati nel 2022

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Daniel Evans - ATP Cup 2022 Sydney (foto Facebook ATP Cup)

D. Evans b. T. Paul 1-6 6-3 6-4

Dopo aver messo in fila gli scalpi di Hurkacz, Djokovic e Goffin nell’aprile 2021 a Montecarlo, Daniel Evans si ripete al Canada Open centrando la seconda semifinale della carriera in un Masters 1000. Un risultato ottenuto grazie alle vittorie sulle tds n. 5 e 10 di Montreal, Rublev e Fritz, e sigillato con il successo in rimonta – e in notturna – per 1-6 6-3 6-4 in quasi due ore e venti di gioco ai danni di Tommy Paul. Il tennista britannico dà così continuità al quarto di finale raggiunto settimana scorsa a Washington – due tornei nei quali ha battuto agli ottavi sempre lo stesso avversario – migliorando ulteriormente il suo piazzamento e soprattutto invertendo la rotta della propria stagione.

Infatti il 32enne della West Midlands sembrerebbe essere rinato in questa prima tranche dello swing estivo nordamericano, successivamente ad un primo semestre avaro di soddisfazioni e di risultati di rilievo. Basti pensare che il quarto conquistato nella capitale degli States, è stato il primo stagionale per il 39 ATP; mentre a proposito di quarti di finale, si conferma una tradizione alquanto infausta per l’americano. Il 25enne del New Jersey ha avuto infatti un rendimento molto costante nel 2022, senza tuttavia picchi di rendimento: degli otto quarti in stagione ne ha vinto soltanto uno, a Delray Beach, con un record che se allargato all’intera carriera parla di un bilancio negativo di 4 vittorie e 12 sconfitte.

 

Da lunedì potrà comunque consolarsi con il nuovo best ranking al n. 31 del ranking, l’americano era stato al massimo n. 32 meno di tre mesi fa. Migliore posizione di sempre che invece non toccherà ad Evans, dalla prossima settimana almeno n. 23, ma che non è escluso arrivi considerando lo squarcio basso del tabellone: un’occasione più unica che rara per Dan, con il sogno sempre più reale di rinverdire quella piazza di n. 22 raggiunta nel settembre dello scorso anno. Intanto si porta a più due nel differenziale del bottino stagionale: 19 partite vinte e 17 perse.

IL MATCH – Ad aprire il programma della sessione serale all’Omnium Banque Nationale Presente by Rogers, nella giornata dedicata ai quarti di finale, è il secondo accoppiamento della parte bassa del tabellone: il derby tra “cugini” anglo-statunitensi Daniel Evans e Tommy Paul. Si affrontano per la seconda volta: il primo scontro risale al 2018 e curiosamente andò scena proprio in Canada al Challenger di Vancouver, fra l’altro al via la prossima settimana. Una partita che prometteva grande spettacolo, e che soprattutto forniva alla vigilia diversi spunti d’interesse. Si affrontano infatti due giocatori dallo stile completamente opposto, da una parte la solidità del 25enne del New Jersey che rappresenta il classico prototipo del tennista di formazione Usa – anche se cresciuto sui campi in terra della Carolina del Nord – dotato di un portentoso dritto con il quale può comandare a piacimento gli scambi da fondo; dall’altra invece un’esponente del tennis anni ’80 con la sua spigliata capacità di variare costantemente il proprio gioco e di appoggiarsi sul peso della palla avversaria affinché possa avere il tempo necessario per scendere a rete.

Il primo momento di difficoltà per chi serve arriva nel quarto game, con il 32enne di Birmingham in battuta: fino a quel momento aveva tenuto il campo perfettamente il n. 39 ATP, riuscendo abilmente a rimandare dall’altro lato soluzioni sempre diverse e sfruttando in questo senso la varietà in suo possesso nel rovescio, alternando con cambi sistematici il proprio magistrale back al suo comunque ottimo ed elegante rovescio monomane; ma appena la prima di servizio è andata leggermente in affanno il tennista inglese ha cominciato a perdere parecchi metri e a dover remare come un forsennato sulle geometrie di Tommy. L’americano difatti avendo più tempo per preparare, inizia a spostarsi con più continuità dalla parte sinistra per poter smistare il palleggio attraverso lo sventaglio.

Il colpo anomalo di dritto, specie in lungolinea, fa veramente molto male e Daniel non può far altro che entrare in una spirale di problemi, senza soluzione di continuità, dinanzi alla regolarità delle aperture del giocatore statunitense. Questo perché, qualora il match dovesse dispiegarsi sul ritmo, semplicemente Evans sarebbe inerme e privo di qualsiasi possibilità di poter fare partita pari. Ma ciò che sta, sicuramente, prendendo la scena nella prima frazione dell’incontro è l’imperiale livello in risposta di Paul: le ribattute del n. 34 al mondo sono incredibilmente infuocate ed in grado di mettere costantemente pressione all’avversario. Dan ha certamente un atteggiamento invidiabile, non molla neanche un quindici, e regala agli spettatori perle al volo con autentici capolavori – una copertura della rete da volleatore di prima classe, con esecuzioni plananti.

Tuttavia la consistenza e la velocità del tennis dell’ex n. 3 junior è troppo superiore: centra un primo break sul 2-1 alla terza opportunità, per poi addirittura salire sul 5-1 breakkando ancora. In realtà la parte centrale del set vede tre giochi consecutivi risolversi ai vantaggi, i quali però vengono tutti vinti da Paul. Il campione del Roland Garros junior 2015, infatti, porta a casa due giochi in risposta, che gli valgono altrettanti strappi, ed uno al servizio – consolidando il primo break in rimonta dal 15-30 – ad oltranza. Quindi, nonostante un 6-1 in 39 minuti c’è stata comunque lotta ma ciò non toglie gli enormi meriti del tennista a stelle e strisce, che ha assolutamente mostrato un tennis degno di questo punteggio.

Un altro aspetto che il match sta fornendo in maniera chiara, sono i numerosi progressi compiuti da Paul dalla parte del rovescio. Miglioramenti che si sono rivelati fondamentali per mostrare il livello espresso nei suoi primi sei mesi di stagione. Sul campo questa nuova solidità del bimane americano si osserva molto bene, da un punto di vista tattico, quando il giocatore di Sua Maestà nel prendere la rete in controtempo, va ad attaccare sempre sul rovescio di Tommy – suo colpo storicamente meno sicuro – subendo però soltanto chirurgici e filanti passanti. Il nativo di Birmingham sa però, che questa canadese, è una ghiottissima occasione; perciò parte super carico in avvio di seconda frazione: dopo aver cancellato una pericolosissima palla break in apertura – che sapeva di match ball – ha avuto lui la chance per scappar via, ma un concreto 25enne di Voorhees l’ha frantumata con gran spavalderia. I come on di Evans di susseguono ma non sembrano incrinare in alcun modo le sicurezze acquisite dal n. 34, in questa settimana, così come non pare infastidire l’approccio in slice: su queste palle molto basse si disimpegna alla grande.

Adesso comunque Paul è visibilmente calato, in termini di visione periferica, essendo più impreciso nelle sue geometrie e nella costruzione del punto: ora fa estrema fatica a trovare l’angolo del campo sguarnito, propedeutico a muovere l’avversario. Dan è invece scatenato, e infilando Tom a rete con un bel passante in corsa di dritto, sfrutta il secondo break point del set in suo favore. Allungo giunto nel sesto game e prontamente confermato, per il 5-2 Evans. L’americano sì è incartato all’improvviso, inoltre anche sul piano fisico le cose si sono invertite, Daniel corre come un indiavolato al contrario del classe ’97 cresciuto in Carolina del Nord che è diventato lento a livello di reattività dei piedi, uno dei punti di forza del suo tennis e che venendo meno lo portano ad arrivare sulla palla con quella decisiva frazione di ritardo. Il britannico ha ritrovato brillantezza e quando un tennista del suo talento acquisisce anche questa dote è veramente un bel vedere oltre che difficilmente si può essere in grado di tenergli testa: così nel momento della verità, non trema e suggella il 6-3 in 43 minuti.

Il parziale finale si apre nel segno dell’equilibrio, previsto dalle anticipazioni della gara ma effettivamente mai pervenuto finora, dovuto ad un innalzamento generale del livello dell’incontro: si assiste infatti, in questo frangente di partita, ai punti più belli dell’intero match, con i due giocatori che si sfidano a colpi di fioretto e di reni tra pallonetti volanti, tocchi sopraffini e passanti girati di schiena. L’inerzia è però cambiata rispetto all’inizio: la rapidità di Evans crea il vuoto, insieme anche ad una crescita sostanziale del servizio british.

Puntuale il break di Dan sul 2-1, che sale ancora grazie ad un’isperata pesantezza del dritto. Il 32enne di Birmingham vede il traguardo avvicinarsi sempre di più, ma deve ancora soffrire nell’ottavo game: si complica maledettamente la vita a causa di un doppio fallo e va sotto 15-40. Sul secondo break point è bravissimo Evans, la cancella con un complicatissimo smash, tuttavia i rimpianti di Paul sono sulla prima dove un nastro beffardo gli porta via un dritto che sarebbe stato vincente. Tommy annulla un match point, nell’ennesimo quindici spettacolare del set, e ci prova fino alla fine; ma Dan è un treno che non si ferma più: chiude al secondo tentativo, 6-4 in 57 minuti.

A livello statistico, i numeri ci dicono che il match è stato comunque condotto complessivamente da Paul, autore di 40 winners mitigati da 30 unforced, nettamente più conservatrice la performance del nativo di Birmingham: -1 (15/16). Ciò nonostante il match, al di là dei numeri che a volte possono essere fuorvianti, è stato certamente molto godibile, con entrambi sempre pronti a verticalizzare e che si sono esibiti in grandi prodezze a rete o in scambi estremamente entusiasmanti. In sintesi, non ci si è per nulla annoiati.

P. Carreno Busta b. [Q] J. Draper 7-6(4) 6-1 (dal nostro inviato a Montreal, Vanni Gibertini)

È durato un set o poco più il sogno di Jack Draper di raggiungere la sua prima semifinale di un Masters 1000. Dopo un primo set molto combattuto e giocato con grande profusione di energie da entrambe i protagonisti, l’esperienza di Pablo Carreno Busta è venuta fuori e non ha lasciato scampo al suo giovane avversario, che comunque ha fatto vedere di non essere troppo lontano dai livelli di vertice.

Draper ha messo in mostra grande esuberanza fisica, la capacità di iniettare velocità nella pallina con grande efficacia e la capacità di utilizzare il vantaggio di essere mancino. Il tennis ha sicuramente trovato un altro protagonista che farà divertire.

IL MATCH – Dopo la varietà di schemi e le ripetute discese a rete di Evans-Paul, il pubblico serale dell’IGA Stadium ha dovuto tornare ad apprezzare un tipo di gioco più abituale nel tennis moderno fatto di potenti scambi da fondo e ritmo sui palleggi. Si tratta di un terreno di battaglia sul quale Carreno Busta ha sicuramente molta più esperienza di Draper, e infatti all’inizio del match sembrava che lo spagnolo potesse staccarsi agevolmente. Tuttavia, annullando ben sei palle break nei primi due turni di battuta, Draper è comunque riuscito a tenere egregiamente il campo contro il suo più esperto avversario facendo leva un po’ sulla battuta ma soprattutto sul suo rovescio mancino “alla Sock”, con una rotazione molto accentuata e una traiettoria simile a quella prodotta da Norrie ma con molta più velocità.

Ci è voluta più di mezz’ora per completare i primi quattro game, poi però Draper ha cominciato un po’ a pagare la desuetudine a giocare partite di questa intensità concedendo il break per primo al settimo gioco. Tutto sembrava seguire il copione, fino a quando, nel momento di servire per il set sul 5-4, Carreno Busta prima incassava un paio di bei colpi da parte di Draper, poi sulla prima palla break concessa nel match e nel torneo ha commesso doppio fallo regalando il 5-5.

Nel tie-break successivi ci sono stati quattro minibreak nei primi sei punti, poi sul 4-4 Carreno Busta si aggiudicava uno scambio di 31 colpi concluso con un recupero in corridoio su una palla corta, e dopo un’ora e 15 minuti poteva incamerare il primo set.

Su quello scambio lunghissimo probabilmente Draper ha lasciato parecchio di ciò che aveva nel serbatoio, più mentalmente che fisicamente. Carreno Busta iniziava il secondo set come se nulla fosse martellando sulla diagonale sinistra e volando subito sul 3-0, dando così il via alla fuga verso il parcheggio o verso la metropolitana di buona parte degli spettatori, dato che si erano ormai fatte le 23 di venerdì sera.

Il resto della partita è stata quasi una formalità: Draper ha fatto vedere qualche altro lampo di quello che probabilmente di mostrerà negli anni a venire, ma il presente è Carreno Busta, che ha chiuso il match raggiungendo in semifinale Daniel Evans per dar vita a una sfida che non ha precedenti ufficiali a livello ATP.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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