Masters 1000: confermato l'allargamento del tabellone a 96 giocatori per Madrid e Roma già dal 2023

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Masters 1000: confermato l’allargamento del tabellone a 96 giocatori per Madrid e Roma già dal 2023

Madrid e Roma passeranno alla formula allargata già il prossimo anno; Canada e Cincinnati si adegueranno dal 2024. Tanti altri dettagli da sistemare per definire il calendario

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Foro Italico, Roma (Photo by Michael Steele/Getty Images)
 
 

Non c’è dubbio che fino a questo momento il mandato di Andrea Guaudenzi alla presidenza dell’ATP sia stato uno dei più tumultuosi della storia: prima l’interruzione di cinque mesi a causa della pandemia, poi le crescenti proteste dei giocatori sulla suddivisione del montepremi e la nascita (per il momento senza troppe conseguenze) della PTPA, poi l’affare Djokovic in Australia, il “problema Cina” da affrontare (la tournée autunnale è ancora in alto mare nonostante sia formalmente stata confermata) e ora i risvolti della guerra in Ucraina con la recente decisione di Wimbledon di escludere russi e bielorussi dai Championships.

Ce n’è davvero per tenere occupato anche il più iperattivo dei leader. Tuttavia l’obiettivo principale di Gaudenzi in questo periodo è rimasto lo sviluppo e l’attuazione del suo piano strategico per gettare le fondamenta per costruire un tour sempre più sostenibile nel quale finalmente i giocatori potranno arrivare ad avere la loro giusta percentuale dei guadagni e i profitti dei Masters 1000 possano costituire i muri portanti per la sostenibilità futura dello sport.

Il cambiamento più significativo del piano strategico di Gaudenzi è rappresentato dell’estensione di tutti i Masters 1000 a tornei combined di 11-12 giorni con tabelloni da 96 giocatori. I tornei così strutturati, con i loro maggiori introiti, potranno prendere sotto la propria ala protettrice una serie di eventi minori, dagli ATP 500 ai 250 fino ad arrivare ai Challenger, in modo tale da offrir loro supporto logistico e consentire una riduzione delle spese attraverso economie di scopo e di scala.

 

Già nell’ottobre scorso, durante un’intervista concessa alla testata britannica Sports Business Journal, Gaudenzi aveva confermato come il piano strategico fosse già approvato al 70% e che mancassero soltanto gli ultimi tasselli per passare alla fase operativa del progetto.

Durante gli ultimi tornei di Indian Wells e Miami si sono tenute come al solito le assemblee ordinarie dell’esecutivo dell’ATP che, in base a quanto appreso da Ubitennis, avrebbero approvato in via definitiva il passaggio di buona parte dei Masters 1000 a eventi più lunghi con tabelloni da 96 giocatori. In particolare, il Mutua Madrid Open e gli Internazionali BNL d’Italia dovrebbero partire con il nuovo formato già dalla stagione 2023, ovvero tra poco più di 12 mesi, mentre l’accoppiata Open del Canada/Western&Southern Open di Cincinnati dovrebbe passare al tabellone allargato solamente a partire dal 2024.

Al momento non è chiaro come verrà riorganizzato il calendario per accomodare questo allargamento di questi Masters 1000, che nel caso degli Internazionali BNL d’Italia dovranno anche risolvere qualche problema logistico per poter fornire supporto ai giocatori (e molto probabilmente anche alle giocatrici) aggiuntivi che sbarcheranno al Foro con il nuovo tabellone esteso.

Tradizionalmente il back-to-back del BNP Paribas Open di Indian Wells e del Miami Open porta via l’intero mese di marzo, con quattro settimane interamente dedicate a soltanto due eventi. Non è ancora stato confermato come saranno organizzati i tornei di Madrid e Roma nella nuova configurazione: negli anni passati si era discusso, anche a livello di Board ATP, della possibilità di incastrare i due eventi in modalità “ying-yang” compattandoli in soli tre settimane e dividendo i 23 giorni a disposizione (comprendendo anche il weekend precedente l’inizio) tra due tornei di 11-12 giorni ciascuno. Ciò avrebbe previsto la disputa delle finali del torneo di Madrid al mercoledì, un’opzione contro cui si era scagliato senza mezzi termini il vecchio proprietario dell’evento madrileno, il vulcanico rumeno Ion Tiriac. Ora che Tiriac è stato rimpiazzato dalla IMG, nuova proprietaria del Mutua Madrid Open in aggiunta al Miami Open che già possiede da tanti anni, la situazione potrebbe essere cambiata, ma per ora non ci sono conferme nemmeno a livello ufficioso.

Un’altra opzione potrebbe essere quella di replicare il modello Indian Wells/Miami, piazzando nella seconda settimana dei due ‘1000’ un torneo “satellite” a livello 250 al quale potrebbero partecipare i giocatori già eliminati dal tabellone principale del torneo più importante. In questo modo sarebbe più facile far entrare questi eventi ‘250’ sotto l’ala protettrice dei Masters 1000 di riferimento, e non si devasterebbe il calendario consentendo ai tornei minori oggi in programma di trovare comunque una collocazione interessante.

L’annuncio ufficiale non dovrebbe tardare molto: Gaudenzi covava la nemmeno troppo segreta ambizione di definire il calendario 2023 nel corso delle riunioni di Indian Wells, e anche se non dovessero essere stati definiti tutti i dettagli è verosimile pensare che tra poco avremo un’idea molto più precisa di come sarà la stagione 2023.

Naturalmente ci sono anche diversi altri aspetti molto importanti da definire: innanzitutto sarà necessario vedere se, come sembra intuibile, anche il circuito WTA modificherà i propri tornei nella stessa maniera, mantenendo quindi l’allineamento dei tradizionali appuntamenti combined. Quest’anno a Madrid si assisterà ad uno sfasamento abbastanza curioso: a livello femminile il WTA 1000 spagnolo inizierà il giovedì con il tabellone a 64 giocatrici (nessun bye per le prime teste di serie) e diraderà i propri turni da metà della seconda settimana in poi con l’introduzione di giorni di riposo e con uno sfasamento che durante il secondo giovedì vedrà il terzo turno del torneo ATP disputarsi lo stesso giorno delle semifinali WTA.

Bisognerà poi vedere come verrà sistemata la parte di stagione dopo lo US Open, con i tanti punti interrogativi che ancora avvolgono i tornei cinesi. Al momento la Cina non ha ancora abbandonato la sua politica zero-COVID che ha portato nelle ultime settimane a un lockdown molto duro per la città di Shanghai, e le regole immigratorie per chi arriva dall’estero sono ancora estremamente severe, con fino a tre settimane di quarantena in albergo richieste da chi arriva da un Paese straniero. Appare molto difficile immaginare i tennisti disposti ad accettare condizioni di questo tipo dopo quasi un anno di “vita normale”, quindi la situazione, anche per questo 2022, sembra estremamente fluida.

Infine c’è da affrontare la “questione Bercy”, un po’ la gamba zoppa dei Masters 1000 che con la sua collocazione autunnale, alla fine di una stagione estenuante e in prossimità di Nitto ATP Finals e Finali di Davis finisce sempre per fare la parte del vaso di coccio tra i vasi di ferro. L’ipotesi dello spostamento a febbraio che era stata avanzata qualche anno fa non sembra abbia trovato terreno fertile, ma non è detto che non possa essere rivisitata.

Grandi cambiamenti in vista, dunque, per il calendario tennistico, che nelle prossime due stagioni dovrebbe darsi un assetto che dovrebbe traghettarlo verso un’era di maggiore equilibrio nella divisione dei profitti tra tornei e giocatori, e di maggiore sostenibilità per affrontare il futuro con maggiore fiducia.

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ATP Napoli, in corso i lavori per la costruzione dell’Arena da 4.000 posti

Iniziati i lavori per la costruzione dell’impianto principale del torneo, l’Arena da 4000 posti. “Nonostante il maltempo di questi giorni, saremo pronti” ha dichiarato l’organizzazione

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A poco meno di un mese dall’inizio del torneo di Napoli, a cui parteciperanno tra gli altri gli azzurri Musetti, Sonego e Fognini, oltre al numero 9 del mondo Rublev, sono a buon punto i lavori per la costruzione dell’Arena da 4.000 posti sul lungomare della città partenopea: sarà l’attrazione e il cuore pulsante della Tennis Napoli Cup, torneo ATP250 in programma dal 17 al 23 ottobre (qualificazioni il 15 e il 16 ottobre). Dopo la trasformazione della superficie di tre campi del Tennis Club Napoli, da terra rossa a cemento, è partita l’operazione principale, con l’allestimento dell’Arena che rappresenta il vero e proprio fiore all’occhiello di un evento molto importante per tutto il movimento tennistico italiano e per Napoli in particolar modo, città che ha ospitato per anni un torneo Challenger e che ora si prepara al salto di categoria: “Nonostante il maltempo di questi giorni che ci sta facendo inevitabilmente soffrire – ha spiegato l’organizzatore Cosimo Napolitano – saremo pronti. Contiamo per mercoledì 12 o giovedì 13 ottobre di effettuare le tanto attese prove tennistiche”.

Passaggi obbligati, una sorta di tabella di marcia fino al grande giorno: “Si tratta di passaggi uno successivo all’altro, obbligatori per la perfetta realizzazione del campo – illustra nei particolari Cosimo Napolitano –. Si provvederà a disegnare e gettare il bordo del perimetro del campo, che poi verrà riempito con degli inerti che creeranno la base per stendere la platea di legno, con il tappetino, il cemento e la relativa resina”.

L’Arena sarà una struttura ad alta tecnologia, tutto l’impianto perimetrale del campo sarà dotato di tecnologia Led con un backdrop di due metri sul lato corto del campo centrale, come nei grandi tornei dell’ATP Tour. “Durante il challenger del 2021 a Napoli abbiamo fatto intravedere le novità che metteremo in pratica nell’ATP 250 – ha aggiunto Napolitano -, qualcosa di bello che a Napoli non si è mai visto. Ora le stiamo realizzando tutte, con l’aggiunta di effetti grafici particolari e nuovi, tutto ad altissima tecnologia”.

 

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ATP Sofia: Sinner non fa sconti a Borges e punta al tris in Bulgaria

L’altoatesino approda ai quarti nella capitale bulgara sfoderando una grande prova al servizio. “La corsa alle ATP Finals? Per ora non ci penso”

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Jannik Sinner – ATP Sofia 2022 (foto: Ivan Mrankov)

J. Sinner b. N. Borges 6-3 6-4

Lo status di top ten ritrovato e il record immacolato a Sofia attribuivano a Jannik Sinner il ruolo di grande favorito nel suo primo incrocio di sempre con Nuno Borges, 25enne portoghese attualmente al suo best ranking di n.93 ATP. E l’altoatesino ha rispettato facilmente i pronostici. L’azzurro vince in due set al suo esordio in Bulgaria, in un torneo vinto due volte (2020 e 2021) in due partecipazioni, al termine di una partita gestita in maniera chirurgica nei momenti chiave e caratterizzata da una grandiosa resa della prima palla di servizio (ben 10 aces, quasi il 90% di resa della prima palla e nessun break point concesso).

Ai quarti di finale, Jan sfiderà uno tra Verdasco e Vukic: l’obiettivo, visto un tabellone in cui sono rimaste in ballo solo due teste di serie (Musetti, numero 4 del seeding, e Rune, n.5), non può che essere quello di conquistare il tris di titoli (traguardo necessario per mantenere un posto tra i primi dieci) in un torneo che per lui resta speciale, avendo vinto qui il suo primo alloro sul circuito. Sullo sfondo c’è sempre la caccia alle ATP Finals di Torino, una caccia che per Sinner resta complicata ma ancora possibile.  

 

IL MATCH – Jannik parte subito forte e toglie il servizio all’avversario alla prima chance. Borges salva una prima palla break, poi ha due palle dell’1-1, ma è sempre il nativo di San Candido a dettare i ritmi dello scambio e alla seconda opportunità scatta 2-0. Da quel momento Sinner tiene a debita distanza il portoghese, senza concedere palle break. Solo nel settimo gioco c’è un minimo di apprensione, con Nuno che riesce a portare ai vantaggi Jannik. Borges riesce a fare male col dritto, ma è troppo poco solido sul rovescio e giocandogli sul lato sinistro Jannik porta a casa il primo set (6-3), chiuso con un ace al centro (sono 17 su 21 i punti vinti dal nostro con la prima palla fin qui).

Nel secondo set il match si scalda quando Borges va a servire sull’1-1. Qui Sinner si porta a palla break prima con una mirabile combinazione palla corta-lob e poi con un’ottima risposta ad una prima palla centrale del portoghese. Borges si salva scendendo a rete con coraggio e bravura, ma una risposta di rovescio identica alla precedente regala a Jannik la seconda palla break, trasformata picchiando forte col dritto. Jannik conferma di vivere un’ottima giornata al servizio, non dà mai all’avversario la possibilità di fabbricarsi un’occasione di contro break e di tanto in tanto strappa applausi con qualche preziosismo tra palle corte e volée. Quando Sinner va a servire per il match, Borges con un challenge azzeccato inverte una chiamata dei giudici e va 15-30, ma Jannik infila tre prime palle e chiude i discorsi.

LE PAROLE A CALDO – Così Sinner nell’intervista in campo a caldo: “Penso che oggi sia stata una partita difficile, ma ho servito molto bene soprattutto nei momenti importanti. Grazie anche al calore del pubblico. Per me qui è un posto speciale, vediamo cosa succede domani”. A Sinner viene poi chiesto se la corsa alle ATP Finals aggiunge pressione: “Ora non ci sto pensando molto, faccio del mio meglio match dopo match e poi vediamo a fine anno quale è la situazione. Ogni partita è difficile e occorre trovare le soluzioni giuste anche nelle situazioni complicate”. Sul rapporto con Sofia: “Qui ho vinto il mio primo titolo ATP, è un posto speciale per me. E poi il pubblico è molto caldo”.

Quando sono arrivato qui ho fatto un po’ di fatica ad adattarmi alle condizioni – ha detto poi Sinner nella conferenza stampa post match – non mi ricordavo fossero così gli anni passati. Le palle volavano abbastanza [Sofia è a 550 metri sul livello del mare n.d.r.], infatti ho cambiato qualcosina anche sulla tensione delle corde. Ma non è strano tutto sommato, quando si giocano tanti tornei non ci si ricorda sempre tutto. C’ è un po’ di differenza tra il centrale ed i campi di allenamento, però alla fine siamo tutti nelle stesse condizioni e mi sento abbastanza bene su questo campo”.

Dal punto di vista della preparazione fisica, abbiamo visto delle cose che possiamo far meglio, ma ci vuole un po’ di tempo per aggiustare le cose, quando ci sono nuove persone che entrano nel team. Darren [Cahill] è molto professionale perché ha tanta esperienza, e soprattutto ciò che è veramente importante è che ora il team si conosce molto bene e ora c’è tanta armonia. Quest’anno ci sono stati problemi fisici, ma alla fine il tennis è buono e anche i risultati sono stati soddisfacenti, perché in tutti i tornei tranne Miami ho sempre fatto un turno in più di quello che avevo fatto lo scorso anno.

LE ALTRE PARTITE – Prima del match di Sinner, la giornata di Sofia era stata caratterizzata dalla sconfitta a sorpresa della testa di serie numero due, Pablo Carreno Busta. Lo spagnolo numero 14 ATP è stato eliminato in tre set (6-3 3-6 6-2) dallo svizzero Marc-Andrea Huesler (n. 95 ATP), giocatore in ascesa che ha colto la sua prima vittoria contro un Top-20 quest’anno in un’ora e 44 minuti. Già raccontato della sconfitta di Lorenzo Sonego contro Holger Rune, restano da menzionare anche le vittorie del tedesco Jan-Lennard Struff contro un Ugo Humbert sempre più in disarmo (6-3 6-1) e del polacco Kamil Majchrzak su Oscar Otte (4-6 6-2 6-4). Nel torneo di doppio, intanto, vittoria per Bolelli e Fognini sulla coppia bulgara Donski-Lazarov: i due azzurri avanzano in due set (6-4 6-3).

QUI IL TABELLONE AGGIORNATO DELL’ATP 250 DI SOFIA

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ATP Seoul: Ruud vince all’esordio e si qualifica matematicamente per le ATP Finals

Il norvegese batte Jarry a Seoul e diventa il terzo a strappare il ticket per Torino dopo Alcaraz e Nadal. Intanto in Corea del Sud c’è il forfait di Fritz

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Casper Ruud - US Open 2022 (foto Twitter @usopen)

Le NITTO ATP Finals di Torino 2022 hanno il loro terzo qualificato. Dopo Carlos Alcaraz e Rafael Nadal, a staccare il pass per la kermesse di fine anno è il numero due al mondo Casper Ruud, grazie alla vittoria al secondo turno in tre set su Nicolas Jarry. Il norvegese ha perso il secondo set ma ha risolto i suoi problemi nel terzo set. Il n. 2 del ranking parte come un rullo compressore, solido al servizio e con grande determinazione si porta avanti 4-0. La reazione di Jarry arriva nel secondo parziale con 18 vincenti che rendono complicata la gara di Ruud. Il cileno annulla due palle break per poi strappare il servizio al suo avversario e salire 4-1. Diciotto colpi vincenti fanno la differenza e non offrono chances di rimonta al norvegese. Nel terzo set Ruud alza il livello del suo tennis e strappa il servizio nel sesto game. Undici vincenti per lui nel terzo parziale, a tutela del passaggio del turno. Il finalista di Roland Garros e US Open sfiderà nei quarti di finale Nishioka e intanto commenta così la qualificazione per le Finals torinesi, la seconda dopo quella del 2021 quando raggiunse le semifinali: “Sono molto felice di tornare in Italia, l’anno scorso mi sono divertito tantissimo e spero che quest’anno possa essere un’altra bella esperienza”.

La lunga mattinata coreana comincia con la vittoria di Cameron Norrie che in 1he3’ chiude la pratica Kaichi Uchida, n. 163 della classifica, con un doppio 6-2. Prima dello start, era arrivato il ritiro di Taylor Fritz dal torneo, assenza che ha dato via libera a McDonald che, contro il lucky loser Shintaro Mochizuki, n. 417 del ranking, corre qualche rischio nel secondo set prima di chiudere la pratica 6-3, 6-4.

 

Brillante la gara anche dell’altro americano iscritto al torneo, Jenson Brooksby, che batte 6-3, 6-4, il padrone di casa Soonwoo Kwon. Il n. 49 del ranking rischia nel primo turno di servizio annullando 5 palle break per poi volare sul 4-1 in un set chiuso 6-3. Brooksby ottiene subito il break anche nel secondo parziale, ma perde la battuta nel sesto game dopo esser stato avanti 30-0. Rimedia prontamente strappando nuovamente il servizio al coreano, per poi chiudere con il punteggio di 6-4. Affronterà Cameron Norrie.

Avanti anche Aleksandar Kovacevic che, invece, ha chiuso con almeno 39’ abbondanti di ritardo la pratica Chun Hsin Tseng. Vince in tre set con il punteggio di 7-6(5), 6-7(4), 6-2, ma non è riuscito a chiudere in due set la gara, malgrado sia andato a servire per il match forte di un break, l’unico dei primi due parziali, ottenuto nell’undicesimo gioco. Tseng a quel punto ha alzato il livello del suo tennis e, dopo aver strappato il servizio al suo avversario, ha giocato un tie break perfetto, rimontando da 3-1 e scaldando il dritto spesso e volentieri. Kovacevic non si è scomposto, ha sofferto nel primo gioco del terzo set, per poi andarsi a prendere il passaggio del turno con un doppio break ai danni del suo avversario.

Nel derby giapponese tra Yoshihito Nishioka e Taro Daniel, il primo vince 6-2, 6-4 in 1he22’. Percorso netto nel primo parziale per il n. 56 del ranking, gara più equilibrata nel secondo set con Daniel che subisce il break decisivo nel nono game.

Paolo Michele Pinto

QUI IL TABELLONE AGGIORNATO DELL’ATP 250 DI SEOUL

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