Numeri: la classifica ATP per nazioni dei primi quattro mesi del 2022. Italia quinta anche senza finali

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Numeri: la classifica ATP per nazioni dei primi quattro mesi del 2022. Italia quinta anche senza finali

Un piccolo bilancio quando la stagione tennistica sta per entrare nel vivo: gli Stati Uniti di Fritz e Opelka non sono così in crisi, al contrario della Francia di Monfils e Rinderknech. Ed è facile intuire quale sia la nazione più vincente finora…

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Jannik Sinner - Montecarlo 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Jannik Sinner - Montecarlo 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
 
 

La stagione tennistica sta per entrare nel vivo: tra pochissimi giorni parte a Madrid una serie quasi ininterrotta di grandi appuntamenti – tra i quali tre Slam e quattro Masters 1000 – che si chiuderà a inizio settembre con la nuova edizione degli Us Open. Approfittiamo così della relativa “calma” di questa settimana, nel corso della quale nel circuito maschile sono in campo solo tre top ten e appena un altro tennista tra i primi 23 del ranking ATP (e noi italiani non possiamo nemmeno tifare, visto che nessun nostro rappresentante è impegnato nei due tornei di Monaco e Estoril) per guardare a quanto accaduto nelle scorse settimane.

Si stanno infatti chiudendo i primi intensi quattro mesi del 2022, siamo a due quinti abbondanti della stagione tennistica e già sono stati tanti i responsi arrivati dai rettangoli tennistici sparsi per il mondo: abbiamo pensato che un modo interessante per ricapitolare quanto successo sin qui potesse essere quello di raggruppare per nazione i migliori risultati ottenuti nel circuito maschile. Sono stati da noi analizzati i primi 100 giocatori della Race, indicando per ciascuno di quelli considerati il numero di partite vinte quest’anno a livello ATP e riportando gli eventuali titoli e/o finali raggiunte. Tutti questi dati li abbiamo riordinati, come detto, in base alla nazione di appartenenza e – per non essere troppo dispersivi – ci siamo soffermati solo sui movimenti tennistici i cui rappresentanti hanno raccolto complessivamente come minimo 1000 punti o raggiunto almeno una finale ATP. Per gioco poi, considerando i punti da loro ottenuti, abbiamo anche preparato una classifica.

NazioneGiocatori nella top 100 ATP Race di questa settimana (numero partite vinte a livello ATP nel 2022)PuntiTornei vintiFinali raggiunte
SpagnaNadal (20), Alcaraz (23), Bautista (16), Carreno (15), Davidovich (9), Martinez (13), Ramos (10), Munar (10), Andujar (7), Verdasco (3)103481 Grande Slam – 1 Masters 1000 – 3 ATP 500 – 4 ATP 2501 Masters 1000 – 1 ATP CUP – 1 ATP 500
USAFritz (20), Opelka (17), Paul (15), Cressy (9), Isner (9), Brooksby (9), Tiafoe (8), McDonald (10),Korda (10), Wolf (4), Kudla (3), Kozlov (4), Mmoh (1), Johnson (7), Giron (6)72841 Masters 1000 – 2 ATP 2504 ATP 250
RussiaMedvedev (16), Rublev (23), Khachanov (12), Karatsev (8), Safiullin (6), Kotov (1)51991 ATP 500 – 3ATP 2501 Grande Slam – 1 ATP 250
ArgentinaSchwartzman (19), Cerundolo (10), Baez (10), Coria (10), Etcheverry (1), Cachin (0), Londero (4), Delbonis (7)3846 –1 ATP 500 – 2 ATP 250
ItaliaSinner (19), Berrettini (9), Fognini (11), Sonego (10) , Musetti (11), Nardi3412 –
CanadaAuger-Aliassime (18), Shapovalov (12), Pospisil (2)2977ATP Cup – 1 ATP 5001 ATP 250
GreciaTsitsipas (24)25301 Masters 10001 ATP 500
Gran BretagnaNorrie (17), Evans (9), Murray (10), Draper (1)23321 ATP 2501 ATP 500 – 1 ATP 250
FranciaMonfils (11), Rinderknech (12), Halys (1), Mannarino (10), Bonzi (8)2205 –1 ATP 250
AustraliaDe Minaur (15), Kokkinakis (12), Kyrgios (9), O’Connell (2), Vukic (4)21491 ATP 250
GermaniaZverev (17), Otte (6), Altmaier (3)1713 –1 ATP 250
SerbiaKecmanovic (20), Djere (9), Krajinovic (8), Djokovic (5)1585 –1 ATP 250
PoloniaHurkacz (17), Majchrzak (9)1317    –
NorvegiaRuud (16)12001 ATP 2501 Masters 1000
Repubblica CecaVesely (5), Lehecka (4), Machac (3)1130 –1 ATP 500
PortogalloSousa (6), Borges (1)7551 ATP 250
CileTabilo (10), Garin (6)6961 ATP 250
BelgioGoffin (13)4751 ATP 250
SlovacchiaMolcan (10)453 –1 ATP 250
KazakistanBublik (12)4501 ATP 250
FinlandiaRuusuvuori (15)446 –1 ATP 250
GeorgiaBasilashvili (3)225 –1 ATP 250

Ovviamente la nostra graduatoria vede in testa la nazione che in particolar modo negli ultimi venticinque anni è stata – per la quantità e la qualità dei suoi interpreti – grandissima protagonista del circuito ATP, la Spagna. Il movimento maschile iberico ha questa settimana ben dieci suoi rappresentanti tra i primi 100 della Race e del resto con la vecchia e con la nuova generazione, rappresentata da due elementi del calibro di Nadal e Alcaraz, vanta due dei tre tennisti ad aver fatto meglio in questa stagione. Da giocatori nati e cresciuti tennisticamente in Spagna nel 2022 sono stati vinti gli Australian Open, il Masters 1000 di Miami, ben tre ATP 500 e quattro ATP 250: nove titoli, a cui vanno sommate anche tre finali (tra cui quella nella ATP Cup, giocata senza i suoi due rappresentanti più forti). Non sorprende che i migliori tennisti spagnoli abbiano più di 3000 punti di vantaggio sui colleghi statunitensi, secondi per punti sommati e primi per numero complessivo di rappresentanti tra i primi 100 della Race, ben 15 (sebbene nella top 50 non ve ne siano più di cinque e il solo Fritz sia tra i primi 15). Il tennista californiano grazie alla vittoria del Masters 1000 giocato a Indian Wells è assieme a Tsitsipas l’unico giocatore non spagnolo ad aver vinto uno dei tornei più importanti già disputati in questo 2022. Importante il contributo di Opelka nel far salire al secondo posto il movimento statunitense: con due titoli ATP 250 (sul duro indoor di Dallas e sulla terra di Houston) e con una finale (persa a Delray Beach) rimpingua la bacheca dei trofei conquistati nel 2022 dai tennisti a stelle e strisce.

Tornando al numero 5 ATP, Tsitsipas, oltre ad essere dopo Nadal il tennista ad aver raccolto più punti nel circuito in questi ultimi quattro mesi, come si evince dalle nostre tabelle, è anche quello ad aver vinto in assoluto più partite, ben 24, seguito in tal senso da Alcaraz e Rublev, che ne hanno portato a casa una in meno (gli unici altri tennisti che sinora hanno vinto almeno venti match sono Nadal, Kecmanovic e Fritz).

Soprattutto considerando che proprio il numero 1 quest’anno ha giocato solo quattro tornei, è buono anche il rendimento dell’Italia da gennaio ad aprile, sebbene non sia una delle ventuno nazioni ad aver raggiunto con un suo rappresentante almeno una finale nel 2022. Grazie ai risultati ottenuti da Sinner, Berrettini, Fognini, Sonego e Musetti nella nostra speciale classifica l’Italia è quinta, sia per numero di partite vinte che per punti raccolti (sempre considerando esclusivamente i risultati dei giocatori presenti nella top 100 della Race).

Dopo la nostra nazione nella graduatoria da noi preparata troviamo la squadra vincitrice dell’ATP Cup, il Canada dei giovani Shapovalov e Auger-Aliasssime, entrambi tra i primi dieci tennisti per risultati ottenuti nel 2022 e tutti e due atleti professionisti con ancora ampi margini di progresso. Un movimento senza grande tradizione – che sinora in campo maschile, non considerando Rusedski che avrebbe giocato per la Gran Bretagna, aveva prodotto soprattutto un grandissimo doppista come Nestor e l’ex numero 3 ATP Raonic – anche in questa classifica mostra come sia già una realtà importante a livello mondiale.

Dalla nostra tabella emerge impietoso anche il momento di grossa difficoltà affrontato dal movimento tennistico francese, tradizionalmente abituato a essere ai vertici sia per la qualità che soprattutto per la quantità dei suoi interpreti. In questo 2022 è invece al momento solo al nono posto per punti complessivi, con l’unica (e misera) soddisfazione della finale raggiunta da Rindknerch a Adelaide. Sono in ogni caso diverse le considerazioni che si possono trarre da queste statistiche da noi raccolte: lasciamo a voi lettori lo spazio, se lo vorrete, per proporne di altre.

 

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Gestaccio di Elias Ymer a Salisburgo: con una pallata rompe la telecamera

Ancora episodio di intemperanza nel circuito ATP, con protagonista il maggiore dei fratelli svedesi

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Elias Ymer - Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

Abbiamo tutti ancora negli occhi la partita di sabato tra Nick Kyrgios e Stefanos Tsitsipas, uno spettacolo dal punto di vista del gioco, una vergogna per quello che hanno combinato entrambi. Se ormai le multe e le intemperanze di Kyrgios sono all’ordine del giorno (già due multe in questo Wimbledon, la prima per lo sputo verso uno spettatore dopo il match con Jubb) aveva sorpreso l’improvvisa perdita della ragione di Tsitsipas. Il greco infatti, dopo aver perso il secondo set, ha scagliato una pallina in tribuna, e ciò gli è valso 10.000 dollari di multa.

Senza entrare nei meriti di chi abbia ragione tra i due, anche perché hanno più probabilmente entrambi torto, ieri c’è stato un altro episodio che con lo sport ha poco a che fare. Elias Ymer, il più grande dei due fratelli svedesi, ha avuto un accesso d’ira dopo un errore non forzato a fine primo set nella sua partita (poi persa 2-0), al Challenger di Salisburgo contro Corentin Moutet. Ancora una volta, preso dalla rabbia, si vede il giocatore scagliare violentemente la pallina verso le tribune… solo che in questo caso la corsa si è fermata prima. Ymer infatti riesce a colpire, e chiaramente anche a rompere, la videocamera di Challenger TV posta in alto, spargendo vetri sul campo e causando l’interruzione del match da parte dell’arbitro, per verificare la praticabilità.

Ora, chiaramente si può sindacare sulla volontà o meno di centrare proprio la telecamera da parte di Ymer, ma resta il gesto di scagliare una pallina con tanta forza e veemenza verso l’alto, alla cieca, e spesso anche verso il pubblico: celebre tra questi episodi poco edificanti per professionisti come questi, quello di Djokovic allo US Open 2020, che colpendo una giudice di linea con una violenta pallata, fu anche costretto a subire la squalifica dal torneo. Dunque, al di là del livello o del nome del giocatore, sempre meno raramente accade che gesti di rabbia per un errore o un punto perso generino reazioni di questo genere, che alla lunga possono essere pericolose. E, più che procedere con delle multe, il modo migliore per iniziare ad eliminare questo fastidioso vizio sarebbe passare direttamente alle squalifiche.

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Wimbledon, Goffin vince una maratona di 4h30′ contro Tiafoe e va ai quarti: troverà Norrie, la speranza Brit

Il belga torna nei quarti a Wimbledon dopo averli raggiunti anche nel 2019. Sfiderà Cameron, il primo suddito della Regina nei quarti da Murray 2017

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Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)
Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)

D. Goffin b. [23] F. Tiafoe 7-6 5-7 5-7 6-4 7-5

David Goffin eguaglia il suo miglior risultato a Wimbledon (e negli Slam). Il belga ha superato al quinto set (7-6 5-7 5-7 6-4 7-5) dopo una maratona di oltre 4 ore e mezza Frances Tiafoe ed è così tra gli ultimi 8 giocatori in gara ai Championships 2022: aveva raggiunto questo traguardo a Londra anche nel 2019 e altre due volte (una a Parigi e una a Melbourne). È stato un match a tratti entusiasmante, con continui colpi di scena. David è stato nel complesso più continuo e spesso anche più propositivo rispetto all’avversario che ha comunque mostrato un livello di attenzione costante, a dimostrazione della maturità ormai raggiunta dall’americano. Goffin si conferma però un raffinato interprete dell’erba. Contro Norrie avrà una grande occasione per conquistare la prima semifinale Slam della carriera.

IL MATCH – Dopo il break in apertura di Goffin, nel quarto game gli standard di gioco si alzano decisamente: Goffin cerca spesso la rete, Tiafoe fa il tergicristallo anche da molto lontano rispetto alla linea di fondo campo ma riesce a trovare un paio di guizzi che gli permettono di effettuare il contro break alla seconda opportunità. Dopo aver chiuso il punto che vale il 2-2 con una volée colpita in risposta a un passante di ovescio quasi a botta sicura di Goffin, l’americano dà un primo assaggio delle sue doti di showman avvicinandosi e stringendo le mani ad alcuni spettatori che si complimentano con lui. Nei giochi successi non mancano le occasioni di break da entrambe le parti, ma nessuno riesce a concretizzarle più per meriti dell’avversario che per demeriti propri. Dopo oltre un’ora di set molto equilibrato si arriva così al tie-break, da cui esce vincitore il più propositivo dei due: Goffin.

 

Tiafoe non ha però intenzione di arrendersi dopo solo un set. Sull’1-1 Goffin non sfrutta ben sei occasioni per tenere il servizio in un gioco in cui era avanti 40-0 e l’americano, più propenso a prendere in mano le redini dello scambio, brekka. Pochi minuti dopo ha anche diverse occasioni per operare il doppio break e andare in fuga. Il belga, però, non regala nulla e dopo essersi salvato ha la forza e il cinismo per riagganciare l’avversario sul 3-3. In ogni game è battaglia: Tiafoe dà l’impressione di avere il potenziale per accelerare ma sbaglia spesso sul più bello. Non, però, all’ennesima palla break del set sul 5-5: Frances entra bene in campo e chiude con una volée a campo aperto. È lo strappo decisivo per vincere un parziale che poteva finire con più di venti minuti di anticipo. Invece, dopo 2 ore e 15 inizia una partita al meglio dei tre set.

Il match rimane equilibrato anche nel terzo. L’unica novità è che i giochi scorrono molto più rapidamente (soprattutto quelli in cui batte il belga) e le palle break sono meno frequenti. Fino al 5-5 le uniche, nel sesto game, sono appannaggio di Goffin che però non sfrutta una percentuale bassissima di prime in campo dell’avversario. Nell’undicesimo gioco, però, Tiafoe cambia passo e trasforma la prima opportunità di break in suo favore del set. Sul 6-5 Frances si conferma solido e aggressivo e porta a casa il parziale.

Inaspettatamente Tiafoe ha bisogno di un medical time out nella pausa tra terzo e quarto, pur non mostrando particolari problemi fisici. In ogni caso, l’avvio del nuovo parziale è a tinte belghe: David vince 12 dei primi 15 punti e si porta rapidamente sul 3-0 in virtù di una ritrovata spinta che così mancava dal primo set (e di un calo d’attenzione dell’americano). Goffin va anche vicino a mettere un’ipoteca sul parziale quando ha l’occasione per portarsi sul 4-0, ma un dritto lungo linea che sarebbe stato vincente finisce per pochi centimetri in corridoio. La fuga del belga arriva pochi minuti dopo, ma sul 5-1, quando anche Tiafoe era probabilmente già con la testa al quinto set, inizia il black-out di David. Frances non può credere ai suoi occhi e così ne approfitta per recuperare i due break di svantaggio e servire per agganciare l’avversario sul 5-5. Ma qui arriva un altro colpo di scena: Tiafoe sente il momento, commette due doppi falli, sbaglia una chiamata con il falco e non riesce a completare la rimonta. Goffin, senza essersi ripreso più di tanto dal passaggio a vuoto, riesce quindi a chiudere sul 6-4 e a portare la partita al quinto.

Nonostante le quattro ore di match nelle gambe, nel set decisivo il livello di gioco torna ad alzarsi dopo un quarto set piuttosto negativo per entrambi. Le occasioni di break, però, latitano: la stanchezza si fa comunque sentire e i giocatori, dopo essersi concentrati sui rispettivi turni di servizio, si lasciano un po’ andare in risposta. Il punto che porta l’americano sul 5-5, con un botta e risposta di colpi difensivi che diventano offensivi, è uno dei più belli del match. Frances si carica e capisce che deve cogliere l’attimo, ma Goffin tira fuori non uno ma tre jolly (ovvero altrettanti servizi vincenti) per annullare due palle break e salire sul 6-5. L’americano accusa il colpo, mentre il belga è un muro e sul match point ha il coraggio di attaccare. Quando il timer sul campo segna 4 ore e 37, David taglia il traguardo di questa divertente maratona.

[9] C. Norrie b. [30] T. Paul 6-4 7-5 6-4

La prima volta in un quarto Slam non potrebbe essere più dolce per Cameron Norrie: l’inglese centra questo traguardo proprio a Wimbledon, dimostrando la sua solidità con una vittoria in tre set su Tommy Paul. In due ore e 21 minuti Cameron, che non aveva mai oltrepassato il terzo turno in uno Slam prima di questo torneo, è il primo britannico a finire nei Last 8 da Andy Murray nel 2017 ed il quinto suddito della Regina ad avercela mai fatta. Per farcela, nella sua quinta apparizione all’All England Club, ha superato Munar in una battaglia di cinque set, ma poi non ha concesso nulla a Pablo Andujar e a Steve Johnson così come a Paul. Tommy abbandona così quello che è stato per lui un ottimo torneo: agli USA, vista anche l’eliminazione di Frances Tiafoe, restano le carte Brandon Nakashima e Taylor Fritz. Norrie, invece, ha l’occasione della vita: David Goffin è un avversario decisamente ostico, ma in quarti di finale a Wimbledon si può trovare di peggio.

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John Isner nuovo primatista mondiale di aces: superato Ivo Karlovic

L’americano ha commentato così il suo record: “Continuando a giocare il numero totale salirà ancora: potrei restare lassù molto a lungo”

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John Isner - Roma 2022 (foto Twitter @ATPTour_ES)

L’ace con cui è salito 30-30 nel terzo gioco della partita contro Jannik Sinner poteva sembrare un ace qualunque, per John Isner. Ma non lo era: con quella bordata centrale l’americano ha battuto il record mondiale per il numero totale di aces messi a segno in carriera, salendo a quota 13.729. Il primato precedente del dato, che l’ATP registra dal 1991, apparteneva al croato Ivo Karlovic. Isner, che contro Sinner ha tirato in tutto 24 aces, ha dichiarato in merito: “È davvero fantastico. È una cosa di cui sono molto orgoglioso. Sarò il leader di tutti i tempi. Continuerò a giocare, continuerò ad aumentare il mio totale… E non so se la cifra finale sarà battuta. Potrei restare in vetta davvero per molto tempo”.

Il 37enne originario della North Carolina, diventato professionista nel 2007, ha ottenuto risultati notevoli nell’arco della sua carriera (tra cui una semifinale a Wimbledon nel 2018, due quarti agli US Open nel 2011 e nel 2018, con il quarto turno raggiunto in tutte le prove dello Slam) sfruttando il servizio come arma principale. Oltre al record messo a segno contro Sinner a Wimbledon, l’americano è anche in testa alla classifica degli ace del 2022 con 629 in 28 partite. Isner si è classificato al primo posto dell’ATP Tour per numero di ace in sette stagioni e ha superato la soglia dei 1000 ace per sette volte, compreso il record di carriera di 1260 del 2015.

Se è vero che i record sono fatti per essere battuti, sarà di certo difficile trovare un servizio migliore di quello di John: è evidente che Isner sia aiutato dalla sua altezza (è uno spilungone di 208 cm e alzando la racchetta scaglia la pallina a terra da quasi 4 metri), ma è altrettanto chiaro che ciò non basta per tirare fuori dal servizio ciò che ha saputo ottenere lui, che in carriera ha vinto il 92% dei suoi game di servizio, compreso il 79% dei punti con la prima palla. Subentrano infatti altre qualità tecniche e mentali. E lo ha confermato anche un altro grande battitore come Andy Roddick. “Isner, sempre Isner. Ci sono stati grandi servitori che sono stati giocatori più forti, ma il suo servizio è il migliore di sempre”. Come dargli torto.

 

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