ATP Estoril: trionfa Baez su un Tiafoe stremato

Primo titolo ATP in carriera per Sebastian, da lunedì sarà n. 40 del mondo. Frances paga le 9 ore dei match precedenti

Di Cipriano Colonna
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Sebastian Baez – ATP Estoril 2022 (foto via Twitter @EstorilOpen)
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S. Baez b. [5] F. Tiafoe 6-3 6-2

Al secondo tentativo, dopo la finale persa nel mese di febbraio a Santiago contro Pedro Martinez, Sebastian Baez vince il primo titolo della carriera al Millennium Estoril Open liquidando in poco più di un’ora e dieci minuti con il punteggio di 6-3 6-2 la testa di serie numero 5 del tabellone, Frances Tiafoe. Crocevia dell’incontro il terzo gioco del primo set, in cui lo statunitense ha mancato tre opportunità per il doppio-break per portarsi sul 3-0 e servizio a causa di un po’ troppa superficialità. A quel punto l’argentino ha assestato un parziale da sei giochi a uno, di fatto mettendo in discesa la strada verso il trionfo finale e contestualmente sono venuti fuori tutti insieme gli strascichi di natura fisica per il 24enne del Maryland, causati dalle 10 ore complessive, somma degli incontri precedenti più quello odierno – 6 se si considerano solamente gli ultimi due impegni nei quarti contro Fokina e in semifinale con Korda. Così senza le necessarie energie fisiche, l’americano non è riuscito a trascinare il pubblico con sé e mancando del suo entusiasmo diventa un giocatore estremamente alla portata di un cagnaccio della terra rossa come l’ex n. 1 junior. Il quale invece dopo un avvio contratto, si è sciolto, è salito di livello con la prima di servizio e ha iniziato a costruire il punto meravigliosamente coadiuvato da un dritto sempre più letale e mortifero.

Dunque ancora una volta Frances viene sconfitto nell’ultimo atto ad Estoril, dopo il ko di quattro anni fa per mano del padrone di casa Joao Sousa. Inoltre se si va a spulciare l’albo d’oro ci si accorge come questo non sia un torneo molto fortunato per i tennisti d’oltre-oceano. Infatti oltre alle due finali di Tiafoe, altri due esponenti del tennis a stelle e strisce sono giunti all’atto conclusivo del torneo: – che ricordiamo si è disputato dalla sua prima edizione nel 1990 fino a quella del 2014 ad Oeiras – James Blake nel 2009 e Todd Martin nel 1990. Entrambi però sono stati sconfitti, rispettivamente da Montanés e Albert Costa. Mentre per quanto riguarda il tennis albiceleste, Baez riporta un giocatore del suo Paese in finale nell’evento in questione dopo 8 anni, l’ultimo fu Belocq. Ma il torneo ha visto nelle sue 31 edizioni, prima di quest’anno, tanti altri tennisti argentini, di un certo calibro, trionfare; da Del Potro a Nalbandian passando per Gaston Gaudio e Chela. Infine Sebastian è il più giovane vincitore argentino di un titolo ATP, proprio dal campione dello Us Open 2009, quando Juan Martin vinse a Stoccarda nel 2009.

IL MATCH – Baez è molto contratto in avvio e nel primo gioco della partita commette un paio di errori molto gravi con il diritto (entrambi in corridoio, il primo a sventaglio e il secondo anomalo). Dunque, mentre l’argentino approccia in maniera molto fallosa, dal canto suo invece lo statunitense mostra fin da subito una versione solida e coriacea. Il n. 59 ATP non riesce a scuotersi e continua il suo momento di rottura prolungata, complice anche un Frances che appena ne ha la possibilità – ovvero quando Sebastian serve la seconda – mette i piedi in campo e aggredisce con risposte fulminee il tennista albiceleste che quindi è costretto a difese dal coefficiente di difficoltà elevatissimo. E così nel terzo game, il 24enne del Maryland si costruisce ben tre palle per il doppio break e per ipotecare il primo parziale, a suon di colpi meravigliosi che infiammano il pubblico portoghese come accelerazioni folgoranti in ribattuta – che mostrano tutta la velocità di braccio del n. 5 del seeding – alternate a tocchi deliziosi come alcuni scambi di pittino vinti quasi scherzando l’avversario. Il giocatore americano però, quando è il momento di concretizzare si rivela un po’ superficiale permettendo a Baez di sbloccarsi nel match. Siamo 2-1 dopo 16 minuti.

Adesso il sudamericano inizia a sciogliersi maggiormente, cominciando a lasciare andare i colpi. Grazie anche ad uno spettacolare lob, infatti, trascina ai vantaggi il tennista a stelle strisce e alla seconda opportunità piazza il contro-break. Inoltre con la fiducia acquisita a seguito del servizio strappato all’avversario, cresce anche il rendimento con il fondamentale d’inizio gioco, che invece nelle fasi embrionali era stato l’anello debole del gioco di Baez permettendo a Tiafoe di prendere il controllo degli scambi e di essere aggressivo, e proprio con due ace (saranno 4 in tutto la partita) si porta avanti per la prima volta nel match. Ma il parziale di game vinti consecutivamente dal 21enne di Buenos Aires non termina qui, perché il n. 5 del tabellone improvvisamente ha un vistoso calo e perde la battuta per la seconda volta di fila. Rapidamente l’argentino con tante prime vincenti impatta sul 5-2. E come se il n. 29 del ranking si fosse smarrito sulle quelle tre chance per salire 3-0 e servizio. Con il senno di poi quel momento è stato il vero crocevia del set, da lì a poco infatti Baez chiude 6-3 dopo 39 minuti, con un filotto finale di sei giochi a uno dal 2-0 per l’americano. A differenza della prima parte della sfida, l’americano ha chiuso il parziale giocando costantemente corto; mentre Sebastian, invece, rinvigorito dal punteggio ha giocato sul velluto con soluzioni sfavillanti.

In apertura di seconda frazione continua a fare sfracelli il diritto dell’argentino, sempre più pungente ed incisivo. Ma se ci ha insegnato qualcosa questa settimana sulla terra di Estoril è che il buon Frances prima di mollare e di abdicare, sicuramente farà sudare le proverbiali sette camicie al proprio avversario. Il problema per lui è che deve ritrovare a tutti i costi lo smalto d’inizio gara, perché altrimenti senza il suo solito entusiasmo e la sua perenne vivacità diventa un giocatore abbastanza abbordabile per il sudamericano. Inoltre pesano sulle gambe di Tiafoe le 9 ore e 44 minuti vissute in campo durante il torneo, con le energie che conseguentemente scarseggiano. Il nativo di Buenos Aires continua a sentirsi sempre più a suo agio in campo, regalando anche drop-shot di eccezionale qualità e proprio una smorzata porta in dote i primi break point del secondo set. Al primo tentativo, un diritto del classe ’98 di Hyattsville che vola oltre la riga di fondo, porta il giocatore albiceleste sul 3-2 che poco dopo diventa 4-2. È bravissimo in questo frangente di gara Sebastian a costruire con il rovescio e a finalizzare dal lato destro. Oramai si evince pienamente la stanchezza di Tiafoe, che non spinge neanche più come dovrebbe il servizio (concluderà il match con un inequivocabile 39% sia a livello di percentuali con la prima, che di resa con la seconda) e s’improvvisa in seve&volley senza né capo né coda per accorciare gli scambi. La differenza nella velocità dei piedi è imbarazzante. Il doppio break arriva puntuale, e Baez chiude con la battuta 6-2. Il primo trionfo ATP – dopo i sei a livello Challenger dello scorso anno – è realtà.

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