Best Ranking: Holger Rune in top 50. L'implacabile progressione di Agamenone e Moroni

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Best Ranking: Holger Rune in top 50. L’implacabile progressione di Agamenone e Moroni

Buona settimana per i tennisti azzurri mentre i baby Rune e Draper continuano a stupire

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Holger Rune - Monaco 2022 (foto Twitter @BMWOpen2022)
 
 

Il Challenger di Roma è stato dominato dagli azzurri che hanno piazzato ben tre rappresentanti in semifinale, monopolizzando poi l’atto conclusivo. Questo ha ovviamente avuto un riflesso sulla classifica di Franco Agamenone e Gian Marco Moroni che migliorano entrambi il proprio best. Il tennista italo-argentino riprende la sua lunga marcia, guadagna altre 16 posizioni e si piazza al n.151 ATP. Un risultato fantastico, prima che vadano in scadenza le cambiali che dall’estate in poi saranno numerose. Un bel progresso lo mette a segno anche Jimbo Moroni, neo n.164, che proprio ad Agamenone ha dovuto arrendersi nella finale romana, sperimentando di persona il motivo per cui l’avversario è soprannominato ‘el pulpo’. Adesso il 24enne tennista romano dovrebbe cercare di dare continuità alle proprie prestazioni, evitando i passi falsi che hanno caratterizzato le sue ultime stagioni. Il mese di maggio si prospetta favorevole perché l’anno scorso giocò una sola e sfortunata partita (contro Bedene alle qualificazioni del Foro Italico) e quindi non ha punti da difendere.

Detto degli italiani, ricordiamo che in top 100 sono successe alcune cose, in realtà non decisive, in attesa che Madrid e Roma dicano la loro. Da segnalare il progresso (involontario) di Carlos Alcaraz che, pur senza giocare, ha approfittato della modesta prestazione di Casper Ruud a Muenchen. Ed è salito al n.8 ATP, lanciando agli avversari un segnale inquietante: ‘Posso scalare posizioni anche dal divano di casa, figuratevi cosa succederà il prossimo torneo’. Berrettini e Rublev sono avvisati. Il problema dell’azzurro è che in questo momento è fermo ai box e non può nemmeno difendersi. Stesso discorso per Taylor Fritz che supera Sinner per un discorso di scarti e ne eredita il dodicesimo posto in classifica.

Chi invece i suoi progressi se li sta guadagnando col sudore della fronte è Sebastian Baez che vince l’ATP 250 all’Estoril e sale al n.37 ATP, continuando ad ottenere risultati che né la sua conformazione fisica né il suo (modesto) talento avrebbero mai lasciato immaginare. Non per nulla è considerato la copia conforme di Diego Schwartzman. Frances Tiafoe, che la finale dell’Estoril l’ha persa, sale comunque di tre posizioni al n.25 e Sebastian Korda, che sempre in Portogallo si è fermato in semifinale, si piazza al n.30, con un guadagno di sette posti. L’olandese Botic van de Zandschulp (anche lui nella top 10 dei nomi più impronunciabili), con l’inaspettata finale di Muenchen, si migliora fino alla posizione n.32 e si spinge al altezze che probabilmente non si sarebbe mai immaginato.

 

Chi invece se lo immaginava benissimo è il suo avversario nella finale tedesca, il terribile 18enne Holger Rune (n.45) che, accompagnato dall’inseparabile mamma, continua a macinare risultati, Challenger o ATP che siano. Dopo la sua prima vittoria in un torneo ATP ha dichiarato con disarmante semplicità: ‘Visto che voglio diventare n.1, da qualche parte dovevo pur iniziare’. Tra lui e Alcaraz viene da domandarsi dove siano finiti i timidi adolescenti di una volta. A proposito di teenager non può mancare la solita notazione relativa al britannico Jack Draper che, battendo Sonego nel primo turno di Madrid, sale ancora e a passo di carica e si piazza al n.106 ATP. Ci piace ripeterlo, il 20enne originario di Sutton punta alla top 10 entro l’anno. Qualche settimana con questa affermazione stimolammo un bel dibattito con molti lettori che pensarono a un refuso (top 10 invece di top100). Nessun errore di battitura, il ragazzo è un fenomeno e se comincia a vincere anche sulla terra…

Un altro giovane che progredisce è il 19enne Dalibor Svrcina che con la semifinale al Challenger di Ostrava si migliora entrando in top 200, precisamente al n.198. Piccoli progressi per i nostri Luciano Darderi che sale al n.271 (Challenger Buenos Aires) e Matteo Arnaldi che lo segue a ruota (Challenger di Roma). Un grande applauso anche al 20enne Mattia Bellucci che a Monastir vince il suo secondo torneo M15 in tre settimane (nell’altro è comunque giunto in finale) e continua la sua vertiginosa scalata che ora lo vede al n.410 ATP. Pronto per i Challenger. Bravo anche Marco Miceli che con la semifinale al Future del Cairo guadagna una settantina di posizioni e sale al n.634. Ultimissima notazione per il 18enne Giorgio Tabacco che con il secondo turno al M25 di Santa Margherita di Pula entra in top 1000, precisamente al n.984. Buon viaggio anche a lui.

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Rafael Nadal: strappo di 7 millimetri al muscolo addominale. Preoccupazione per la semifinale

Come riportato da Marca, il problema fisico riscontrato contro Fritz è più grave del previsto

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Rafael Nadal (ESP) in action against Botic Van De Zandschulp (NED) in the fourth round of the Gentlemen's Singles on Centre Court at The Championships 2022. Held at The All England Lawn Tennis Club, Wimbledon. Day 8 Monday 04/07/2022. Credit: AELTC/Simon Bruty

La paura era serpeggiata un po’ in tutti, ieri sul campo Centrale di Wimbledon, quando Rafael Nadal aveva mostrato problemi agli addominali a metà secondo set (addirittura il padre dalle tribune gli ha detto: “Basta, ritirati“). Eppure il maiorchino, resiliente fino allo snervante e con stoica voglia di vincere sopra qualsiasi altra cosa, ha giocato e vinto un match incredibile, al quinto set, nonostante l’infortunio, contro un gran Taylor Fritz, che ha avuto qualcosina da ridire. Eppure i problemi fisici c’erano eccome, stamattina urgeva un controllo per monitorarne l’entità, e le cose non sono andate per niente bene. Come riporta il quotidiano spagnolo Marca, il colpo di frusta subito durante il secondo parziale mentre serviva, avrebbe causato uno strappo di 7 mm al muscolo dell’addominale, compromettendo ovviamente i movimenti sul servizio e al momento di giocare in allungo il rovescio in back.

Un problema di entità non indifferente, specie contando l’importanza di servire bene contro un gran battitore, che si esalta sui grandi palcoscenici e fa correre tanto l’avversario come Kyrgios. Chiaramente, alla luce di questi dati, ci sarebbe anche da mettere in discussione l’effettiva presenza o meno in campo da parte di Nadal, anche se conoscendolo immaginare che si ritiri prima di una semifinale Slam suona quantomeno utopico. Infatti, come riporta sempre fedelmente Marca, testerà bene in allenamento proprio questa situazione addominale, poiché dovrebbe per la prima volta nella settimana provare oggi i servizi insieme a Marc Lopez.

Non dimentichiamo inoltre che c’è un precedente, per quanto vecchio di 13 anni: prima della semifinale con Del Potro allo US Open 2009 (quindi sempre giocatore con buon servizio e potenza da fondo) Nadal aveva uno strappo di due centimetri al muscolo dell’addominale, ma giocò lo stesso. Rimediò un triplo 6-2, una delle peggiori sconfitte mai subite da lui su un campo da tennis. Certo ora l’entità del problema è diversa, ma si sono aggiunti anche altre 13 anni su quelle spalle, cosa sceglierà di fare Rafa contro Nick Kyrgios? Giocare, o non giocare? Questo è il dilemma.

 

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Al Challenger di Todi sono già tre gli italiani a raggiungere i quarti

E potrebbero aggiungersi Matteo Gigante e Francesco Maestrelli impegnati oggi. Bene anche Cecchinato a Braunshweig

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Francesco Passaro e Marcello Marchesini

La settimana Challenger in Italia fa tappa a Todi dove officia il padrone di casa Marcello Marchesini. È sempre bello tornare nella località umbra, non solo per la solita perfetta organizzazione di MEF ma anche perché tutti gli appassionati di tennis ricordano benissimo che a Todi tutto ripartì dopo il lockdown del 2020. Dieci gli italiani in tabellone e tre di loro approdano ai quarti di finale, mentre Matteo Gigante e Francesco Maestrelli proveranno oggi ad aggiungersi alla compagnia.

Luciano Darderi batte Giovanni Fonio 6-3 7-6(3) e si conquista un posto nei quarti di finale dove troverà ad aspettarlo Francesco Passaro che, a conclusione del programma serale, batte Nino Serdarusic (n.167 ATP) col punteggio di 6-4 7-6(1). Il 25enne croato è giocatore atipico e soprattutto ondivago, che contro Passaro ha mandato in campo la versione migliore di sé e ha tenuto in ballo il beniamino di casa per quasi due ore prima di cedere con l’onore delle armi. Un break nel nono game è stato sufficiente all’azzurro per portare a casa il set. Più complessa la questione nel secondo parziale in cui Passaro si è ritrovato ad inseguire, sotto di un break. Fino al 3-5, quando ha dovuto fronteggiare cinque set point. A quel punto ha tirato fuori dal cilindro tutta una serie di conigli che neanche il mago Silvan. Il fatto è che in questo momento il tennista umbro è semplicemente convinto di non poter perdere. E Serdarusic ha pensato bene di non svegliarlo da questo felice incantesimo, così gli altri due set point annullati nel gioco successivo hanno definitivamente convinto Passaro della propria invulnerabilità. 

Nel primo incontro della sessione serale era sceso in campo Flavio Cobolli che ha avuto il merito di mettere subito le cose in chiaro con l’olandese Jelle Sels. Break immediato per il romano, tanto per ricordare all’avversario che la serata sarebbe stata complicata. Il vantaggio basterà all’azzurro per portare a casa il set, nonostante un momento di distrazione nel sesto gioco. Copione simile nel secondo parziale che confeziona il 6-4 6-4 finale. 

 

Al Challenger 125 di Braunschweig erano quattro gli italiani in tabellone. Marco Cecchinato approda ai quarti di finale superando nell’ordine lo slovacco Jozef Kovalik (n.204 ATP) e il forte polacco Kapcer Zuk (n.278 ATP). Bei segnali di risveglio per il tennista siciliano che probabilmente non vede l’ora di tornare a giocare ai livelli che gli competono, accettando finalmente il fatto che il percorso preveda le forche caudine dei Challenger. Ora lo aspetta Zhizhen Zhang (n.281 ATP) e va da sé che l’azzurro parta favorito ma senza sottovalutare il cinese che la scorsa settimana ha fatto finale al Challenger di Luedenscheid. Passa un turno Franco Agamenone che deve poi cedere (6-3 6-1) al tedesco Jan-Lennard Struff (n.155 ATP ma n.29 solo un paio di anni fa).

Subito eliminati invece Riccardo Bonadio che perde (6-1 6-1) dal giapponese Taro Daniel, continuando nel suo percorso tutto up and down, e Stefano Travaglia cui è fatale l’incrocio col non irresistibile Mats Moraing. L’ascolano lotta ma alla fine deve cedere 7-6(6) 6-4, confermando che questo non è proprio il suo anno.

In terra austriaca, in quel di Salisburgo, altro Challenger 125 e tre italiani ai nastri di partenza. Purtroppo nessuno di loro ha fatto molta strada, il solo Giulio Zeppieri supera il primo turno contro Fernando Verdasco, ormai monumento alla sua stessa memoria, per poi cedere 7-5 7-6(0) allo slovacco Norbert Gombos (n.124 ATP) dopo un’ora e quaranta di aspra lotta. Gombos che nel turno precedente aveva estromesso Luca Nardi 5-7 7-5 6-2 che non sta confermando il suo brillante inizio di stagione. Ancora peggio va ad Andrea Arnaboldi che cede facile (6-4 6-1) allo svedese Mikael Ymer (n.88 ATP). Infine al Challenger 80 di Porto (Portogallo, cemento outdoor) c’era un solo italiano, Marco Brugnerotto che ha affrontato le qualificazioni dove è stato eliminato dal 19enne russo Alibek Kachmazov (n.370 ATP). 

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Non tutti applaudono Nadal. Fognini: “Non fidatevi di quello che leggete”. Poi chiarisce

L’italiano è convinto che non si possa vincere una partita di oltre quattro ore da infortunati

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Fabio Fognini - Rio 2022 (Twitter - @RioOpenOficial)
Fabio Fognini - Rio 2022 (Twitter - @RioOpenOficial)

Dubitare è lecito: non c’è bisogno di recuperare quanto diceva a tal proposito Voltaire o i proverbi popolari. Tuttavia, la reazione di Fabio Fognini al match vinto da Nadal su Fritz al quinto set nonostante un problema agli addominali è da considerarsi piuttosto dura. Non si può però dire che sia sorprendente: Fabio non è certo un tipo da politically correct e quando ha qualcosa da dire lo fa senza usare troppi giri di parole. Lo ha fatto anche recentemente quando ha etichettato i suoi colleghi come ‘ciarlatani’ per non aver reagito in alcun modo alla decisione dell’ATP di togliere i punti a Wimbledon. Al ligure non piace nemmeno uniformarsi alla voce del coro e lo ha dimostrato anche questa volta: mentre molti – ma non tutti – celebrano l’ennesima impresa di Nadal e in attesa dell’esito degli esami a cui si sottoporrà, lui è sicuro che l’infortunio di Rafa non sia così serio. Salvo poi ritrattare.

A dire il vero, quello che ha lasciato intendere Fognini attraverso una Instagram story pubblicata nella tarda serata di ieri è che lui al problema fisico dello spagnolo non creda proprio. Fabio ha infatti accompagnato uno screenshot di un articolo in cui si sottolinea la vittoria “da infortunato” di Nadal con un ironico “for sure”. Ma non solo. Ha infatti aggiunto un riferimento alla durata del match (4 ore e 20) e lanciato un monito al pubblico: “Ragazzi, smettetela di credere a ciò che leggete, per favore!!!. Rafa, però, non avrebbe convinto solo i giornalisti, ma anche Fritz (che ha detto chiaramente di non pensare che il maiorchino abbia simulato) e la sua famiglia: la sorella e il padre – oltre al manager Carlos Costa – lo avevano infatti invitato a farla finita per non dover sopportare un dolore che non sembrava da poco.

Un anno e mezzo fa Nadal raccontò, alla vigilia di un match contro Fognini all’Australian Open, di avere un ottimo rapporto con l’azzurro e di aver assolutamente dimenticato il loro screzio nella finale di Amburgo del 2015. Anche di recente era arrivata una conferma di ciò da parte di Fabio che, sempre attraverso le storie Instagram, si era complimentato con lo spagnolo per la vittoria dell’ultimo Roland Garros. Proprio per questo, i dubbi avanzati dal giocatore italiano sulla reale entità del problema di Rafa non solo escono dal coro (a cui si è unito tra gli altri Patrick McEnroe), ma stonano anche un po’.

Forse Fogna se n’è accorto e infatti nella tarda mattinata di giovedì ha rilasciato sui social un altro commento per chiarire – ed edulcorare – il suo pensiero: Mai e poi mai ho fatto riferimento a un campione come Rafa e mai me lo potrei permettere!! […] Auguro a Rafa e al suo team in bocca al lupo per questo finale di Wimbledon”.

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