Challenger Roma Garden: a trionfare è Franco Agamenone

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Challenger Roma Garden: a trionfare è Franco Agamenone

Successo in due set per l’italo-argentino nel derby con Moroni. Terzo titolo Challenger per Agamenone con l’obiettivo Top 100

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Franco Agamenone - Roma Garden 2022 (foto Di Paola)
 

Al termine di una settimana giocata ad alti livelli è Franco Agamenone ad iscrivere il proprio nome nell’elenco dei vincitori del Roma Garden Open, torneo Challenger 80 che si è appena concluso sui campi in terra rossa del Tennis Club Garden.

In nativo di Rio Cuarto, numero 176 del ranking, ha conquistato il derby con il romano Gian Marco Moroni (178 ATP) in due set, (6-1 6-4) giungendo al trionfo dopo un’ora e quarantatré minuti di gioco. Un match tra due giocatori che hanno mostrato rispetto l’uno e per l’altro, come evidenziato dallo stesso Agamenone che durante la premiazione non ha mancato di sottolineare come Moroni sia una grande giocatore ma soprattutto una grande persona.

Entrambi i giocatori hanno dimostrato anche grande disponibilità verso il pubblico. Sia Agamenone sia Moroni si sono fermati diverso tempo per soddisfare le richieste di foto e autografi del numeroso pubblico accorso per tutta la settimana nel circolo capitolino.

 

Una finale dai due volti che hanno premiato la solidità di Agamenone. Un primo set complicato per Moroni che in ogni turno di servizio è stato costretto ad affrontare palle break, poco supportato da una seconda, con la quale ha vinto un solo punto su dieci. Agamenone dal canto suo è stato meno incisivo dei match precedenti al servizio ma ha tirato fuori il meglio dalla battuta nei momenti di difficoltà. Il numero 176 del mondo ha dimostrato una grande solidità e velocità nei movimenti laterali costringendo Moroni a dover provare a chiudere più di una volta ogni singolo “15”.

Gli errori di Moroni sommati alla ottima capacità di variare il gioco di Agamenone, tra dropshot e avventure a rete hanno visto l’italo-argentino mettere in ghiaccio il primo parziale per 6-1.

Il pesante passivo del primo set non ha destabilizzato Moroni che è tornato in campo più aggressivo. Per il romano arriva subito il break in apertura. Come già capitato nei match precedenti, il break di svantaggio non ha demoralizzato Agamenone che ha rimesso il set in parità non appena Moroni ha calato leggermente l’intensità. Nel nono game Moroni ha avuto la possibilità per dare un cambio di direzione alla sfida, Agamenone, tuttavia, supportato dal servizio ha annullato l’occasione e nel break decisivo piazzato il break che ha chiuso la contesa.

Per Agamenone si tratta del terzo successo a livello Challenger, tutti su terra battuta dopo quelli ottenuti lo scorso anno a Praga e Kyiv. Per Moroni si trattava della quinta finale Challenger, la seconda al Roma Garden Open. La cavalcata di questa settimana porterà il tennista romano a ritoccare il suo best ranking permettendogli di entrare tra i primi 165 al mondo.

 “Ho giocato con buone sensazioni tennisticamente parlando, mentalmente, invece ero un po’ nervoso all’inizio. – ha dichiarato Agamenone ai nostri microfoni a fine partita – Nel primo set lui non ha giocato molto bene poi nel secondo ha giocato meglio ha alzato il livello quindi io ho dovuto migliorare il mio tennis. L’ho fatto nei momenti importanti, sono stato lì mentalmente”

Il secondo set ha avuto la sua chiave di volta nel nono game. “Sul 4-4 che era una game molto importante, ho giocato bene, combattuto, ho avuto le mie possibilità e questo è molto importante per vincere la partita.”

Il titolo di Roma regalerà ad Agamenone il best ranking alla posizione 151. “Sinceramente ho iniziato l’anno così così, l’obiettivo di quest’anno è finire tra i primi 100, mi concentrerò su ogni torneo e ogni partita e so che questo mi porterà a stare lì”. Il prossimo passo per Agamenone sarà il Challenger di Mauthausen sulla terra rossa austriaca, torneo nel quale esordirà con il ceco Kolar.

Moroni sconfitto ma non deluso per la settimana al Garden. “Franco ha giocato un grandissimo match, ho cercato in tutti i modi di ribaltare la situazione, ho avuto due chance, sono state veramente minime, lui non mi ha dato tante opportunità, quindi il merito sicuramente è suo. Io resto comunque molto felice della settimana e son sicuro che mi darà la spinta per le settimane che verranno. Devo lavorare ancora tanto, il best ranking è soltanto una conferma del lavoro fatto. Quindi ora testa bassa, domani [lunedì] giocherò le pre-quali, c’è ancora un’altra opportunità per continuare questo percorso.”

Come evidenziato dallo stesso Moroni, il prossimo passo sarà la caccia ad una wild card per gli Internazionali BNL d’Italia attraverso il percorso delle prequali in corso di svolgimento al Foro Italico. Appuntamento nella giornata di lunedì per la sfida valida per gli ottavi contro Gianmarco Ferrari.

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Challenger: Goffin vince a Ottignies, Barrere a Quimper, Coria a Concepcion

Il belga torna al successo nel Challenger di casa mentre gli italiani deludono e Benoit Paire sembra sempre più avvitato nella sua spirale di negatività

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David Goffin, United Cup 2023 - Credit: Tennis Australia/Trevor Collens

Al Challenger 125 di Ottignies (Belgio, cemento indoor) finale di rango tra la prima testa di serie, il belga David Goffin (n.41 ATP) e lo svedese Mikael Ymer (n.69 ATP) che hanno giocato davanti ad un foltissimo pubblico, davvero inusuale a questi livelli. Ha vinto il primo in maniera fin troppo netta per 6-4 6-1 e per lui è l’ottavo successo Challenger, circuito in cui non vinceva dal lontano 2014, avendo nel frattempo frequentato ben altri palcoscenici. Il 32enne ex n.7 ATP continua così, dopo un paio di anni di buio, la sua rincorsa ai bei tempi andati. Tempi che difficilmente torneranno ma comunque vederlo giocare è sempre un piacere e poi può sempre capitare che tiri fuori dal cilindro un bel coniglio come successe lo scorso luglio sui prati di Wimbledon con quegli inaspettati quarti di finale. Per lo svedese nuovo best alla posizione n.60 ATP.

Nell’altro Challenger 125 che si giocava a Quimper (Bretagna, cemento indoor) finale tra due francesi, forse non i più attesi: Gregoire Barrere e Arthur Fils. Il vecchio contro il nuovo, volendo fare una sommaria sintesi giornalistica. Ed è il vecchio a prevalere in maniera molto netta col punteggio di 6-1 6-4. Il 28enne Barrere (n.83 ATP e seconda testa di serie del torneo) conferma così di essere in chiara ripresa dopo che il 2022 non gli aveva regalato molte gioie, se non in autunno con le due vittorie di Orleans e Brest. Un po’ di delusione invece per Arthur Fils, di 10 anni più giovane, che sembrava navigare col vento in poppa sulle ali della recentissima vittoria al Challenger di Oeiras 2 che l’aveva proiettato in top 200. Per il vincitore è il sesto successo Challenger e il nuovo best ranking alla posizione n.76 ATP, ottavo miglior giocatore francese. Nuovo best anche per Fils che sale al n.164. Comunque, nonostante la partita abbia regalato poche emozioni, è stata la miglior finale possibile, persi prematuramente per strada gli italiani, ed eliminato a sorpresa Luca Van Assche che, dopo aver battuto il nostro Nardi, è inciampato nel connazionale Geoffrey Blancaneaux. Tra quelli che si sono persi per strada una citazione la merita di diritto Benoit Paire, il disperso per antonomasia, che all’esordio ha raggranellato solo cinque giochi contro l’ucraino Illya Marchenko e sembra ben avviato al quarto anno consecutivo di saldo negativo vittorie/sconfitte.

Si giocava anche in Cile a Concepcion (Challenger 100, terra battuta outdoor) dove in finale sono arrivati Federico Coria (n.76 ATP) e il kazako Timofey Skatov (n.144 ATP). E nemmeno in questo caso l’ultimo atto ha dispensato grandi emozioni. Facile infatti la vittoria dell’argentino che porta a casa il titolo 6-4 6-3 in poco meno di due ore di gioco. E non c’è bisogno che vi spieghi perché sono servite quasi due ore per definire un punteggio in fin dei conti piuttosto netto. Il combinato disposto giocatore argentino più terra battuta ha imposto la sua legge anche questa volta. Per l’ormai 30enne Coria è il quinto Challenger in bacheca mentre il kazako si consola con il nuovo best ranking al n.129 ATP, secondo miglior giocatore del suo paese dopo Alexander Bublik.

 

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Da Nardi a Cobolli: la settimana Challenger non va per niente bene per gli azzurri

Il solo Darderi supera il primo turno mentre tutti gli altri, anche Arnaldi e Arnaboldi, devono fare prematuramente le valigie

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Luca Nardi al Challenger di Forlì 2022 (Foto gentilmente concessa dall'ufficio stampa del torneo)

Il resoconto dei tre Challenger attualmente in svolgimento è impietoso: tutti gli azzurri fuori all’esordio con la sola eccezione di Luciano Darderi, un 1-6 un pò imbarazzante.

Cominciamo dal Challenger 125 di Quimper (Bretagna, cemento indoor), quello con la migliore entry list, che vedeva in tabellone i nostri giovani migliori. Molta curiosità suscitava soprattutto il big-match tra il 19enne Luca Nardi e il francese, di un anno più giovane, Luca Van Assche, uno dei talenti emersi in maniera più prepotente nella seconda parte della scorsa stagione (una vittoria Challenger e tre finali). Nel terzo gioco i piedi veloci del francese propiziano subito un break che, purtroppo per il tennista pesarese, sarà sufficiente per portare a casa il primo set. Infatti Van Assche in tutto l’incontro non perderà mai il servizio, pur dovendo annullare nel decimo game una pericolosissima palla break che forse avrebbe potuto scrivere una storia diversa. Anche nel secondo parziale è il terzo gioco ad essere fatale all’azzurro che alla fine deve arrendersi 6-4 6-3 in poco meno di un’ora e mezza di gioco. Grande delusione per il nostro bel talento che non ha iniziato per niente bene questo 2023 che al momento gli presenta un bilancio di una sola vittoria contro quattro sconfitte. In questo caso bisogna però concedergli l’attenuante di un sorteggio veramente maligno perché il francesino è uno davvero forte e, non appena riuscirà a mettere un po’ di potenza nei colpi, sarà un osso duro per tutti. Noi ci consoleremo pensando che in fin dei conti è mezzo italiano per parte di madre.

Fuori anche Matteo Arnaldi che si è fatto rimontare 3-6 6-2 6-1 da Sebastian Ofner (n.193 ATP) e il risultato è decisamente sorprendente, perché il sanremese, molto più maturo della sua età, non dovrebbe più permettersi passi falsi con un giocatore di media caratura come l’austriaco, che pure è in ottima forma e reduce dalla finale di Tenerife.

 

Flavio Cobolli si ferma anche lui all’esordio (6-3 6-4) contro un Lucas Pouille (n.367 ATP) che, nonostante si trovi chiaramente in parabola discendente, può ancora riservare dei pericolosi colpi di coda. Flavio che aveva iniziato benissimo l’anno all’ATP 250 di Pune si è poi invece trovato in difficoltà a livello Challenger. Vedremo quale sarà il suo punto di equilibrio.

Al Challenger 125 di Ottignies (cemento indoor) Raul Brancaccio si fa battere all’esordio 6-0 7-6(4) dal portoghese Frederico Ferreira Silva (n.202 ATP), mentre Andrea Arnaboldi, proveniente dalle qualificazioni, ha finito per perdere nettamente (6-2 6-1) contro l’ungherese Fabian Marozsan (n.174 ATP) in un match che giocava contro pronostico.

Si giocava anche al Challenger 100 di Concepcion (Cile, terra battuta outdoor) dove Luciano Darderi riesce, almeno lui, a superare il turno battendo 6-3 6-2 l’argentino Guido Andreozzi, per poi cedere al cileno Alejandro Tabilo (n.102 ATP) col punteggio di 6-4 7-5. Non ce la fa invece Franco Agamenone che perde 6-1 6-4 dal non irresistibile spagnolo Oriol Roca Batalla (n.273 ATP), confermando di aver smarrito quel tocco magico che negli ultimi due anni gli aveva regalato importanti successi.

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Al Challenger di Tenerife fa festa il russo Alexander Shevchenko

In Thailandia il francese Arthur Cazaux non ottiene il bis per colpa del sorprendente Shimabukuro, mentre in Brasile è Collarini ad alzare il trofeo

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Alexander Shevchenko - Foto Daniele Combi

Al Challenger 100 di Tenerife (cemento outdoor), il primo dei tre della serie, il russo Alexander Shevchenko, partendo con la quinta testa di serie, firma la sorpresa mentre quella si credeva l’invincibile armata tricolore (cinque atleti nei quarti di finale) deve alzare un po’ mestamente bandiera bianca. Col contributo del vincitore che nei quarti ha battuto Lorenzo Giustino e in semifinale ha fermato la corsa di un Francesco Maestrelli che stava già assaporando sogni di gloria. La finale contro l’austriaco Sebastian Ofner (n.193 ATP) si è risolta col punteggio di 7-5 6-2 in poco meno di due ore, al termine di un match in cui i servizi sono andati spesso in sofferenza con sette break in totale, cinque dei quali ai danni dell’austriaco, alfiere nel nostro campionato del CT Scaligero. Per Schevchenko è la seconda vittoria Challenger dopo che nel giugno 2022 aveva rotto il ghiaccio in quel di Bratislava. Con questo successo il 22enne russo sale alla posizione n.116 ATP, di gran lunga il suo best, e si candida ad ulteriori e importanti progressi, anche se in realtà noi non abbiamo mai riscontrato in lui le stimmate del predestinato. Anzi dobbiamo confessare che non andiamo mai volentieri ad una sua partita perché la maggior parte delle volte tende ad annoiarci. Ma forse il suo segreto è proprio questo, visto che quasi sempre riesce a far giocare male chi sta dall’altra parte della rete, qualità non eccitante ma comunque non trascurabile.

Un altro che frantuma il proprio best è il francese Arthur Cazoux che sale al n.229 ATP, nonostante la sconfitta nella finale del Challenger 50 di Nonthaburi (cemento outdoor). A impedirgli il bis, dopo il successo della scorsa settimana, il sorprendente giapponese Sho Shimabukuro, un signor nessuno che all’età di 25 ha deciso all’improvviso di uscire dall’anonimato e di vincere il suo primo titolo Challenger. Non crediamo che questo successo, pur regalandogli il nuovo best al n.232, cambierà la sua carriera, ma sicuramente gli offrirà materiale per i futuri racconti ai nipotini. Quanto allo sconfitto di giornata, se riuscirà anche altrove ad avere un rendimento paragonabile a quello che mette sempre in mostra a Bangkok, potrà togliersi non poche soddisfazioni. Un’ultima citazione per il nostro splendido Giovanni Fonio che si è fermato solo in semifinale, inchinandosi 7-5 6-3 proprio a Cazaux.

Il terzo vincitore della settimana è stato l’argentino Andrea Collarini che sulla terra battuta brasiliana di Piracicaba (Challenger 75) ha battuto in finale il cileno Tomas Barrios Vera (n.229 ATP) col punteggio di 6-2 7-6(1) in poco meno di due ore. Per Collarini è il secondo successo Challenger dopo la lontana giornata di gloria all’Aquila risalente all’agosto 2019.

 

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