WTA Madrid: ancora Halep, 30 vittorie nella capitale spagnola. Gauff, quanti rimpianti

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WTA Madrid: ancora Halep, 30 vittorie nella capitale spagnola. Gauff, quanti rimpianti

Trentesima vittoria in carriera qui per la rumena, che approfitta della timidezza a chiudere dell’americana

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Simona Halep - Madrid 2022 (PHOTO- MATEO VILLALBA - MMO)
 
 

Iniziare bene la settimana, anzi nel migliore dei modi? Simona Halep lo ha fatto eccome, vincendo con un doppio 6-4 una partita che nasconde all’interno delle sue grinfie molte più insidie di quanto non suggerisca il timido punteggio, sulla stellina flebile un tempo accecante che risponde al nome di Coco Gauff. Se la partita vinta contro Paula Badosa, n.2 al mondo e padrona di casa, nella prima domenica del Mutua Madrilena Open, era stata una passeggiata in Paradiso, la vittoria contro la tds n.14 costituisce una risalita dal Purgatorio per la rumena, che trova il terzo quarto di finale 1000 stagionale dopo Dubai e Indian Wells, e soprattutto la trentesima vittoria in carriera in questo 1000(che ha già vinto due volte in passato, ultima nel 2017 confermando il titolo contro Kiki Mladenovic).

Ai quarti affronterà Ons Jabeur(vincente su Bencic) e i suoi trucchi e giochetti, in una partita che già si prospetta come molto gustosa, e che la stessa Halep ha iniziato a presentare nella conferenza post gara : “Ons corre tanto e si muove bene, è davvero atletica, è una grande giocatrice e anche molto giovane, sarà sicuramente al top. Il suo gioco è differente, non dà ritmo, e sulla terra credo sia ancora più pericolosa perché può preparare meglio ed essere più pericolosa con le accelerazioni di dritto. Non è molto divertente giocare con lei, non sai mai cosa aspettarti, è davvero talentuosa, ma io l’ho battuta quindi ho una chance. Certo, entrambe le volte a Dubai, e sarà totalmente differente, perché non giocheremo sulla terra, ma a me piace avere la folla e lì fu difficile perché tutti erano con lei. Ma alle volte, come contro Badosa, da questo traggo energia, e amo l’atmosfera. In ogni caso sempre meglio avere le persone che non averle“.

Il match- la partita si è accesa nel secondo parziale, con il primo set che è assomigliato tanto ai primi round di un incontro di boxe, con i pugili che si studiano fino alla noia, e alla fine uno dei due tira un colpo leggermente più forte e guadagna il punto. Così è stato: bonaccia fino al 4-4, senza neanche una palla break o un game ai vantaggi, e all’improvviso due palle break per la rumena, che non si fa pregare e subito sfrutta la prima portandosi in vantaggio. Chiude poi 6-4, con un clamoroso 89% di punti vinti con la prima, portando a casa il parziale con il merito (come sottolinea anche dopo il match) di essere stata un po’ più incisiva quando serviva.

 

La musica nel secondo set, cambia ampiamente, e non solo di intensità, ma anche di verso: break nel secondo game per l’americana, che comincia a prendere più iniziativa e ad essere più aggressiva da fondo, causando difficoltà sensibili alla n.21 al mondo, che subito è costretta ad inseguire. “Nel secondo set ha cambiato tattica ed è stata super, super aggressiva“, analizza Halep in conferenza stampa, “è stato davvero difficile ribattere. Ma poi mi sono calmata e ho trovato il ritmo. Mi sono adattata al suo gioco e alla fine è stato davvero super poter spingerla effettivamente un po’ indietro“. Già, perchè Gauff, come spesso le capita, dopo un inizio a razzo ha accusato un drastico calo di tensione: avanti 4-2 40-0, quindi sull’orlo di un terzo set che la vedeva certamente avanti, ha preso a sbagliare l’impossibile e anche qualcosa di più. Dritto completamente smarrito, il rettangolo del servizio che inizia ad assumere per lei le dimensioni di un cartone della pizza(tre doppi falli nel game fatale del contro-break, su sei totali) e ha permesso alla tattica e alla difesa da manuale di Simona di rientrare.

E, soprattutto, poi di avere la meglio, facendo valere l’esperienza e la maggiore attitudine che inevitabilmente ha in questo torneo(“la trentesima vittoria qui significa molto perché mi sento benissimo. Mi piacciono le condizioni. Le persone sono molto gentili con me. Avrò sempre un caloroso benvenuto. Mi fanno sentire a casa. In passato, il signor Tiriac possedeva questo torneo e mi sentivo come se stessi giocando a casa, e ora è la stessa cosa. È un torneo speciale“), per 6-4 anche nel secondo parziale. Una partita che quindi ha avuto due volti, con i rimpianti che certamente non mancheranno alla giovane americana, che ha sprecato un’occasione che non capita tutti i giorni. Dall’altro lato continua il sogno di primavera di Simona Halep, che sulla terra rossa della sua seconda casa tenterà l’assalto a un’altra semifinale 1000, in una sfida che vedrà opposte la sua solidità, la pazienza dell’esperienza e di chi sa che deve prendere tutto ciò che può finché regge, e la brillantezza distratta di Ons Jabeur, con quello sguardo divertito di chi sa di essere troppo bella da vedere, e non vuole proprio saperne di trovare quella costanza e continuità che la potrebbe far dominare. Le carte per un duello imperdibile ci sono, non resta che goderselo.

Il tabellone femminile del torneo di Madrid

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WTA Cincinnati, Karolina Pliskova su Venus Williams: “Sono rimasta sorpresa del suo livello”

L’ex numero uno del mondo parla del suo futuro e riflette sulla carriera di Venus e Serena Williams

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Karolina Pliskova - US Open 2021 (photo Garrett Ellwood/USTA)

Karolina Pliskova ha sconfitto Venus Williams nel primo turno del WTA1000 di Cincinnati, e la conferenza stampa dell’ex numero uno del mondo è chiaramente ricca di domande sulle due sorelle Williams, con Serena che si ritirerà dopo lo US Open. “No, sicuramente sono ancora enormi leggende non importa quale età abbiano, o il loro tennis recente. Naturalmente né Venus né Serena hanno vinto molte partite nell’ultimo anno. Ma sono comunque delle grandi giocatrici. Senti il peso del giocare contro di loro. L’ho sentito oggi. In realtà, ha giocato molto bene il primo set. Sono rimasta sorpresa perché ho visto alcune delle sue partite l’ultima volta settimana a Washington, e pensavo che non stesse giocando così bene. Quindi sono rimasta un po’, tipo, sorpresa. Ma, voglio dire, non dovrei essere sorpresa perché è una grande giocatrice. Vediamo quanto tempo Venus giocherà. Ovviamente sappiamo già che Serena si ritirerà fra poco.“.

La tennista ceca ha proseguito parlando delle sue prospettive di carriera, con Pliskova ormai trentenne che non sente il ritiro vicino. “Quando avevo 20 anni pensavo, ok, gioco fino a 30
e basta. Ho 30 anni e sono ancora qui. Non ho proprio voglia di smettere di giocare a tennis in questo momento, mi diverto ancora come anche Venus e Serena. Quindi penso di voler solo vedere come andrà quest’anno, o l’anno prossimo. Ma voglio anche mantenere un certo livello. Non voglio cominciare a perdere tanto e a farmi vedere con un livello di gioco basso. Non mi ci vedo a giocare piccoli tornei e a stare attorno alla trecentesima o quattrocentesima posizione. Amo il tennis ma non mi ci vedo in quella situazione. Sarà difficile lasciare, quando sarà.
“.

Pliskova chiude con un pensiero sul suo allenamento con Jez Green, preparatore fisico di Dominic Thiem, che ha recentemente elogiato per averle aperto gli occhi su un certo tipo di preparazione fisica. “Ha una buona esperienza con giocatori simili a me, ovviamente tutti maschi perché ha lavorato con Murray e Zverev. Zverev ha un corpo simile al mio, quindi penso che sappia come lavorare con gli atleti alti, e ha appena fatto il piano in questo modo. Non è come un piano generale che, sai, se vai da un preparatore atletico, mi dice, va bene, oggi corri, domani fai palestra. L’ha reso così specifico. […] Mi sento davvero molto meglio in campo, ed alla fine quella è la cosa più importante di tutte.

 

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Steffi Graf e l’anniversario di quel numero 1 del mondo

Sono passati 35 anni dalla prima volta di Fräulein Forehand in vetta al ranking

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Steffi Graf con la coppa Suzanne Lenglen (foto Twitter @rolandgarros)

Un po’ di malinconia avvolge sempre i cuori degli appassionati di tennis quando si parla di Steffi Graf. Il suo talento, la sua storia, la sua grande determinazione mancano in un periodo nel quale la continuità a livello femminile latita.

Oggi ricorre il 35esimo anniversario da quando la tennista tedesca diventò numero uno al mondo per la prima volta nella sua carriera. Era il 17 agosto 1987 e, dopo aver battuto in finale a Los Angeles Chris Evert, Graf diventò la nuova regina del ranking.

Furono dodici mesi straordinari che consentirono alla tedesca di scalare la vetta del mondo, dopo aver ottenuto 81 vittorie su 84 match giocati, 12 titoli su 15 tornei disputati.

 

Si scaldava per l’anno successivo, il 1988, quando riuscì nella memorabile impresa di centrare il Grande Slam, vincendo i 4 Major. Di più, il Golden Slam, con la medaglia d’oro olimpica ai Giochi di Seul.

La futura moglie di Andrè Agassi rimase in cima alla classifica per ben 377 settimane in tutto da n. 1 al mondo, per 8 stagioni e per 186 settimane di fila.

Paolo Michele Pinto

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Ashleigh Barty e il primo contratto dopo il tennis: “Priorità ad Ash la persona rispetto ad Ash la tennista”

L’ex n. 1 del mondo ricoprirà il ruolo di “Chief of Inspiration” in un’azienda di telecomunicazioni australiana

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Ash Barty in conferenza con i media australiani
Ash Barty in conferenza con i media australiani

I numeri uno spesso si scelgono e si attraggono. Una delle principali aziende di telecomunicazioni australiane, Optus, ha scelto la ex numero uno del tennis internazionale Ash Barty come Chief Inspiration Officer.

Si tratta della prima partnership ufficiale dal suo ritiro. La collaborazione vedrà Barty protagonista in un mix di iniziative di contenuto, programmi di coinvolgimento dei dipendenti e campagne incentrate sulla comunità volte a connettere gli australiani e ispirarli a dire “sì” ai loro sogni, obiettivi e ambizioni.

Il CEO di Optus Kelly Bayer Rosmarin crede che Barty incarni i valori del marchio e che la partnership dimostrerà il potere del Sì a tutti gli australiani: “In Optus, siamo orgogliosi del nostro ruolo nel mantenere gli australiani connessi a ciò che conta di più: dalla vita di tutti i giorni fino ai tempi di crisi nazionale, supportiamo comunità e aziende a prosperare nell’era digitale”.

 

“Ash – spiega Rosmarin – è una vera icona australiana e un modello di ruolo: la sua performance sui campi incarnava lo spirito di sfida, la determinazione e la forza, mentre il suo lavoro nella comunità ha dimostrato il potere dell’ottimismo in azione. Siamo entusiasti di dare vita a questa partnership e ispirare più australiani a consentire il loro futuro tecnologico e sbloccare il potere del ‘sì'”.

Barty è entusiasta di collaborare con un marchio che le ha permesso di portare la sua autenticità nel ruolo: “Ho deciso di dare la priorità ad Ash Barty la persona rispetto ad Ash Barty la tennista, e così facendo ho capito che posso aiutare molte più persone attraverso il mio lavoro di beneficenza, il mio ruolo di National Indigenous Tennis Ambassador e ora con Optus come loro Chief Inspiration Officer”.

Paolo Michele Pinto

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