WTA Madrid: Alexandrova trova Jabeur, Teichmann affronterà Pegula

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WTA Madrid: Alexandrova trova Jabeur, Teichmann affronterà Pegula

Semifinali femminili definite: Ekaterina batte Anisimova e raggiunge Ons, Pegula fatica con Sorribes Tormo e affronterà la mancina svizzera dal percorso netto

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Jil Teichmann - Madrid 2022 (foto Instagram @jilteich)
 

[Q] E. Alexandrova b. A. Anisimova 6-4 6-3

Dopo la convincente vittoria di Ons Jabeur su Simona Halep, nel secondo quarto di finale tra Amanda Anisimova e Ekaterina Alexandrova si decide l’avversaria della tunisina. A partire meglio nel match è la giovane statunitense, che dopo un’iniziale fase di studio piazza il primo break dell’incontro e sale 3-1 e servizio. Nel quinto gioco Anisimova perde la possibilità di allungare, ma in quello successivo è brava a strappare nuovamente la battuta alla sua avversaria, allungando sul 4-2. Da quel momento, tuttavia, la partita lentamente cambia padrona: la reazione di Alexandrova è veemente, con la russa che opera il contro break a zero e impatta sul 4-4. La numero 45 del mondo comanda da fondo campo e, pian piano, inizia a servire anche meglio rispetto alla sua avversaria, che per la terza volta consecutiva è costretta a cedere il servizio, mandando la russa a servire per il primo set. Alexandrova non si fa pregare e chiude 6-4, aiutata anche dal 76% di punti vinti con la prima contro il 45% di Anisimova.

La striscia di game (e break) consecutivi si estende anche nel secondo set, con la russa che si porta subito in vantaggio 1-0 e servizio. La semifinalista del Roland Garros 2019 non ci sta e prova a reagire, centrando il controbreak immediato e portandosi a condurre 2-1. Da questo momento inizia una lunga serie di game ai vantaggi: sono quattro, tre dei quali – i più importanti – vinti da Alexandrova. A cominciare dal quarto e passando per il quinto, con Anisimova che appare piuttosto irrequieta e con un sanguinoso doppio fallo che spinge la russa sul 3-2 e servizio. Al cambio campo, la 20enne del New Jersey chiede un medical time out per un problema al piede sinistro, ma al rientro in campo si procura quattro chance (due consecutive) per riportare il set in parità. Una dopo l’altra, però, svaniscono tutte, anche con una buona dose di fortuna di Alexandrova, che comunque è brava a resistere e a vincere un game fiume da 14 punti, salendo 4-2. L’unico gioco perso ai vantaggi dalla numero 45 WTA, come detto, è quello meno importante, che consente ad Anisimova di accorciare sul 3-4, comunque dopo aver annullato palla break. È l’ultima fiammata d’orgoglio di un match in cui la statunitense avrebbe certamente potuto fare di più. Al servizio per rimanere nel match nel nono gioco, la numero 33 del ranking è nuovamente costretta ai vantaggi e, al secondo match point, commette l’ennesimo errore della sua partita. Finisce 6-4 6-3 in favore di Alexandrova, che diventa la terza qualificata nella storia del torneo a raggiungere le semifinali, dove troverà Ons Jabeur. La russa, inoltre, è la prima giocatrice partita dalle qualificazioni a sconfiggere Anisimova quest’anno, che contro questo genere di tenniste aveva un bilancio perfetto: 5/5.

 

J. Teichmann b. A. Kalinina 6-3 6-4

Dopo mezz’ora abbondante di interruzione per pioggia, il terzo quarto del torneo femminile parte alla grande. Sia Teichmann che Kalinina cominciano il loro match alla grande, comandando gli scambi nei rispettivi turni di battuta. I primi game scivolano via veloci, tenuti agilmente dalla giocatrice al servizio senza che chi è in risposta possa fare granché. La sensazione è però che la svizzera abbia qualcosa in più (sono già cinque i suoi vincenti in altrettanti game) e, infatti, è lei la prima ad arrivare a palla break. Teichmann ne ha due consecutive e, sfruttando un errore di Kalinina, alla seconda opportunità opera il primo strappo, passando a condurre 4-2. Tutt’a un tratto, la 24enne mancina si disunisce, commette qualche errore di troppo e permette alla sua avversaria di rientrare in partita. L’ucraina non si fa pregare e accorcia le distanze ma, poco dopo, è costretta a fronteggiare due nuove palla break. Con un bel rovescio incrociato – che tante soddisfazioni le ha regalato ieri contro Raducanu – annulla la prima, portando un game ai vantaggi per la prima volta nel match. Sulla seconda, però, Teichmann si inventa un meraviglioso dritto lungolinea che la porta a servire per il set sul 5-3. Poco dopo, con grande personalità, la svizzera continua a dominare e chiude 6-3 un primo parziale davvero ben condotto.

Nel secondo parziale, Jil si concede un attimo di respiro in risposta nel primo game, poi aumenta i giri e tenta l’allungo strappando per due volte a zero il servizio ucraino, ma la magia del primo parziale (8 vincenti, 3 unforced) si è attenuata anche perché Anhelina è cresciuta. La terza è quella buona, però, e con un piccolo ma essenziale aiuto del servizio, la svizzera nativa di Barcellona sale 5-3. Kalinina non si fa impressionare da un paio di drittoni mancini seguiti da una deliziosa smorzata di rovescio in allungo che allungano il nono game e costringe l’avversaria a guadagnarsi la vittoria con la battuta. Teichmann sale rapidamente 40-0, poi l’altra piazza un paio di punti che rischiano di metterle pressione; decide di liberarsene in fretta chiudendo a rete la volée (e il match) dietro al servizio a uscire. Senza alcun set ancora lasciato per strada, giovedì andrà a caccia delle sua seconda finale “1000” dopo quella di Cincinnati dello scorso anno persa contro Ashleigh Barty.

[12] J. Pegula b. S. Sorribes Tormo 6-4 6-2 (a cura di Michelangelo Sottili)

Iniziata monocorde, la sfida vinta da Jessica Pegula su Sara Sorribes Tormo si è presto arricchita di spunti piuttosto godibili. A dispetto del punteggio e come suggerisce l’ora e 47 minuti di gioco, l’incontro è stato molto combattuto, specialmente il primo parziale quando Sorribes ha iniziato a uscire dal suo piano A. Sara è un po’ la Juanma Cerundolo della WTA – o forse viceversa perché non è che lui sembri tirare molto più forte – ma non si può non apprezzarne la capacità di tentare qualcosa di diverso quando quello per cui è più portata non è sufficiente.

A ogni modo, Pegula tiene il palleggio senza patire particolarmente le traiettorie curve o tagliate dell’avversaria e ha colpi più incisivi, così prende relativamente in fretta il sopravvento salendo 5-1. Arriva anche il set point, ma il dritto al volo della n. 14 WTA dopo una bella prima lascia un’autostrada per il passante spagnolo. Graziata, Sorribes capisce che in questo modo non va da nessuna parte se non sotto la doccia in due set e si fa più propositiva. La scelta paga perché vince tre game ai vantaggi, salvo poi capitolare pagando la rincorsa.

Senza snaturare il proprio gioco e affidandosi sempre alle grandi capacità difensive, SST continua a cercare qualche soluzione alternativa. Dal canto suo, Jessica non può e non vuole lasciare il pallino del gioco, si presenta sempre più spesso a rete nonostante qualche incertezza iniziale e consegna smorzate dolcemente micidiali. Come nel primo set ma più agevolmente, la statunitense sale 5-1 e, di nuovo, non riesce a chiudere subito anche perché Sorribes non si arrende mai. Ora però ha il match in pugno e Sara riesce solo a strapparle un turno di battuta prima di cedere nuovamente il proprio. 31 vincenti e 20 unforced per Pegula che raggiunge Teichmann in semifinale.

Il tabellone femminile del torneo di Madrid

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Raffaella Reggi su Bollettieri: “Entrava nell’anima di ogni suo giocatore, sapeva sempre dire la parola giusta”

Ubaldo Scanagatta e Raffaella Reggi ricordano Nick Bollettieri. Reggi si è allenata con lui da quando aveva 15 anni. “L’ho sentito l’ultima volta poche settimane fa”

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Nick Bollettieri

Poche ore dopo la scomparsa di Nick Bollettieri, il Direttore di Ubitennis Ubaldo Scanagatta è stato interpellato da Radio Sportiva insieme con una delle sue allieve storiche, la faentina Raffaella Reggi, che è stata seguita dall’accademia del grande coach italo-americano a Bradenton in Florida da quando aveva 15 anni.

Stavo giocando lo US Open junior nel 1981 e sapevo che un mese dopo sarei andata in Florida ad allenarmi da lui nell’ambito di un contratto di sponsorizzazione che avevo firmato – ha ricordato Reggi – Arrivai in Florida un giorno più tardi perchè avevo perso la coincidenza a New York, e mi catapultarono subito in campo. Venti minuti dopo, con quelle sue quattro-cinque parole in italiano maccheronico che conosceva venne in campo e mi disse ‘Facciamo una scommessa io e te? Tra un anno tu sarai entrata nelle Top 50’. Sei mesi dopo ero già arrivata al n. 47, quindi ci aveva visto lungo“.

Qui sotto l’audio integrale della conversazione andata in onda su Radio Sportiva il 5 dicembre.

 

Le frasi celebri di Nick Bollettieri

Il ricordo dei campioni del tennis

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Luca Van Assche, il primo 2004 a vincere un torneo Challenger: ecco il dato che può renderlo ottimista

Il diciottenne francese di origini italo-belghe iscrive il suo nome in un elenco che lo vede in compagnia anche di Alcaraz e Sinner

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Luca Van Assche – Maia Open 2022 (foto via Twitter @ATPChallenger)

Era in agguato da un paio di mesi, Luca Van Assche. Una, due, tre prede gli erano state soffiate all’ultimo momento da Cecchinato, Barrere e Krutykh. Era ormai solo questione di tempo, ma il tempo stava per scadere. O, meglio, il calendario era arrivato all’ultimo foglio da strappare, quello con i nomi di Maspalomas, nella Canarie, e Maia, in Portogallo. È stata quest’ultima la destinazione scelta da Luca per l’ultimo torneo della stagione, il Maia Open, categoria Challenger 80. Così, dopo tre finali perse, il diciottenne francese ha messo le mani sul suo primo trofeo a questo livello. Ora francese, ma nato a Woluwe-Saint-Lambert, comune nei pressi di Bruxelles, da padre belga e madre italiana, per poi trasferirsi con la famiglia a Aix-en-Provence all’età di tre anni.

Da numero 501 del ranking, a inizio anno ha giocato il suo ultimo torneo ITF, vincendolo. Ha così continuato la sua rapida ascesa (un anno prima era fuori dai primi 1500) fino all’attuale n. 138, l’ultimo (ma certo non ultimo) best ranking conquistato. Vincitore del Roland Garros 2021, per l’ATP misura 178 cm, un’altezza che, se confermata e definitiva, non è molto promettente, per quanto i due top 20 più bassi vantino appena cinque centimetri più di lui – e parliamo di Alcaraz e Ruud, numero 1 e 3 del mondo.

Di sicuro, almeno per adesso, non possiede il colpo che lascia fermo l’avversario, né a destra, né con il rovescio bimane, né con il servizio. Riservandoci di capire meglio nel prossimo futuro le qualità su cui può puntare per continuare un’ascesa che si fa sempre più ripida, ci sono un paio di dati che paiono di buon auspicio e, forse, anche per questo Luca sembra essersi avventato con particolare urgenza sul trofeo portoghese. Innanzitutto, l’elenco dei vincitori francesi under 18 a livello Challenger vede Richard Gasquet, Gael Monfils, Fabrice Santoro e Sébastien Grosjean. Vabbè, anche Corentin Moutet.

 

Inoltre, ci svela un tweet di Luca Fiorino, c’era una casella vuota in corrispondenza della classe 2004 nella lista dei primi vincitori Challenger di ogni annata ed è stata occupata appunto da Van Assche. Non che la concorrenza fosse agguerritissima, con il solo connazionale Fils (quello che aveva battuto Fognini nelle quali di Bercy per poi perderci al primo turno) a frequentare abitualmente la categoria. In ogni caso, considerando i nomi che lo precedono – Auger-Aliassime, Sinner, Musetti e Alcaraz – il giovane francese ha un motivo in più per essere ottimista riguardo alla propria carriera da pro.

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Connors: “Sanzioni ITIA a Fish e Bryan da Medioevo: le scommesse fanno comodo al tennis”

L’ex campione statunitense dice la sua sul rapporto tra lo sport e il betting. Un punto di vista di chi confessa di essere stato uno scommettitore compulsivo

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Jimmy Connors, US Open 2017 - Raccolta fondi della Croce Rossa per le vittime dell'uragano Harvey (foto Art Seitz)

Jimmy Connors dice la sua sul rapporto tra tennis e scommesse e, come spesso accade quando parla, ciò che afferma non lascia indifferenti. Durante il suo podcast trasmesso dalla Apple e condotto insieme al figlio Brett, “Advantage Connors”, Jimmy ha parlato anche delle recenti sanzioni inflitte dalla ITIA a Mardy Fish e Bob Bryan, entrambi membri della nazionale americana, per aver promosso sui social una società di gioco d’azzardo. Per le regole ITIA, qualsiasi persona in attività nel tennis non può incoraggiare in alcun modo le scommesse. Ma Connors è di tutt’altro parere.

“Sanzioni così sono da Medioevo – ha detto Jimbo -. Le scommesse possono fare il bene del tennis ed è ora di capirlo, invogliando le persone a guardare le partite e tenersi aggiornati sui giocatori. Io sono un appassionato di tennis, ma l’idea di poter fare delle scommesse su baseball o basket mi rende interessato a quegli sport. Vogliamo dare alla gente un motivo in più per guardare il tennis? Inoltre, il tennis potrebbe avere dei benefici economici nello stringere rapporti con società di scommesse sportive”.

Come è ovvio, il tema è ampio e il mondo delle scommesse può anche avere degli influssi negativi, dal fenomeno del match fixing a quello delle ludopatie. Però Connors dice tutto questo rivelando di essere stato a sua volta uno scommettitore accanito. Secondo quanto riporta tennis365.com, infatti, Connors ha affermato di aver scommesso più volte su sé stesso persino quando giocava. Puntando sempre, ha precisato, su sé stesso vincitore. Grazie alla moglie, Jimbo ha poi superato il vizio del gioco ma tuttora si ritiene convinto che tennis e scommesse possano andare a braccetto.

 

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