ATP Roma: non sei Isner né Berrettini... ma a che velocità servi? Al Foro c'è la "Speed Cage" che te lo dirà

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ATP Roma: non sei Isner né Berrettini… ma a che velocità servi? Al Foro c’è la “Speed Cage” che te lo dirà

Dal 7 al 14 maggio al Foro Italico sarà possibile testare la velocità del proprio servizio in un’area allestita da Valmora, l’Acqua Minerale ufficiale del torneo. La Storia delle “prime” e delle “seconde” più veloci di sempre. Chi fra Karlovic, Kyrgios, Berrettini?

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Una volta John Isner ha servito in Coppa Davis a 253 km l’ora. Ma se aveste la curiosità di sapere a che velocità ha battuto Matteo Berrettini e quanti hanno fatto peggio di Isner ma meglio di Matteo, continuate a leggere questo articolo fino in fondo. Per scoprire i record di velocità sulla prima palla di battuta, ma anche sulla seconda (pochi conoscono questi ultimi…). Se poi avrete occasione di andare al Foro Italico per il Master 1000 di Roma potrete togliervi un altro sfizio non da poco: constatare a quale velocità siete capaci di servire voi. Per poi raccontarlo in famiglia e agli amici.

Quando sarete al Foro, in quella magnifica e davvero unica cornice, cercate la …gabbia della velocità, la “Speed Cage” allestita da Acqua Valmora, lo sponsor ufficiale dell’Acqua Minerale del torneo – come già a Montecarlo, e come sarà a Milano e Torino per ATP NextGen e ATP Finals a novembre – per testare voi stessi e la vostra capacità di battere il vostro servizio più veloce e di misurarlo.

Sarà un banco di prova ideale. Tutti, dai più piccoli fino agli adulti, potranno testare la propria battuta. Ci saranno diverse categorie maschili e femminili  Ci saranno tre categorie per gli uomini e 3 per le donne (Under 12, Under 18, Over 18) e ogni partecipante riceverà un attestato di partecipazione. Ci saranno vincitori di giornata e vincitori finali, per una classifica che terrà conto dei risultati di tutti i giorni di competizione. L’edizione 2022 distribuirà ai vincitori l’asciugamano ufficiale del torneo. E a fine torneo connettetevi a Ubitennis.com se vorrete vedere  tutti  i nomi dei vincitoridi giornata e di classifica finale con la velocità dei loro servizi.

 

Inoltre Lunedì 9 sarà presente in qualità di ospite, un noto testimonial dell’Acqua Valmora, Lorenzo Sonego per foto e autografi con i tifosi italiani. Questi i dettagli dell’iniziativa:

  • Dal 7 al 14 maggio
  • Orari: 10:00-19:00

A disposizione:

  • Palline Dunlop e racchette Dunlop di varie misure
  • Diplomi cartacei da consegnare ai partecipanti per attestare la migliore velocità di servizio

Categorie di classifica

Donne under 12
Donne under 18
Donne over 18
Uomini under 12
Uomini under 18
Uomini over 18

Regolamento: la velocità certificata sarà la più alta al meglio dei 3 tentativi.

Ogni partecipante riceverà l’attestato e a fine giornata verranno decretati i vincitori che hanno battuto alla velocità più alta nella categoria di appartenenza. I vincitori verranno informati via mail. A loro verrà chiesto l’indirizzo per consentire l’invio in omaggio dell’asciugamano ufficiale del torneo.

A fine evento verranno decretati i campioni dell’edizione 2022 e inviate email di congratulazioni e una comunicazione che preannuncerà l’invio di un ulteriore “riconoscimento”

Ma ora è giunto il momento di soddisfare la curiosità di chi voleva sapere qualcosa di più sui nomi dei migliori battitori del mondo del tennis e i record dei servizi più veloci, ovviamente evoluti di pari passo con i tempi che hanno visto prima le racchette di legno, poi quelle di grafite, di carbonio, di titanio e materiali aerospaziali.

I RECORD ATP – Il record ufficiale ATP per il servizio più veloce di sempre appartiene all’americano John Isner, che durante la Davis Cup del 2016 servì una prima palla a 253km/h, (157.2 mph). Alle sue spalle si colloca il croato Ivo Karlović che durante la Davis Cup 2011 piazzò la sua prima di servizio a 251 km/h (156.0 mph). In realtà il record per la velocità del servizio spetterebbe all’australiano Sam Groth che nel challenger del Busa Open in Australia ebbe l’audacia di servire a 263km/h (163.4 mph). Come sappiamo l’ATP non riconosce ufficialmente il record in quanto fatto registrare in un torneo challenger ITF con la scusante di non riconoscere come “uniforme” la loro attrezzatura per la misurazione della velocità. Se vi state chiedendo se ci sia un italiano in graduatoria la risposta è certo che sì. Infatti il nostro Matteo Berrettini si piazza al 21esimo posto di questa speciale classifica in virtù di una prima palla giocata a 235 km/h (146.0 mph) durante il Master 1000 di Madrid 2021.

I RECORD WTA – E le signore? Ci sono anche loro certo. La regina in graduatoria è Georgina Garcia Perez, la spagnola stabilì il primato servendo a 220.0 km/h (136.7 mph) durante le qualificazioni dell’Hungarian Ladies Open 2018. Anche qui però il WTA non ha riconosciuto il record in quanto fu fatto registrare durante le qualificazioni e non in tabellone principale. Così il record ufficialmente riconosciuto per il circuito femminile appartiene a Sabine Lisicki. La tedesca servì una prima palla a 210.8 km/h ( 131.0 mph) durante lo Stanford Classic in California nel 2014. E le sorelle Williams? Si piazzano rispettivamente quinta (Venus – 207.6 km/h) e sesta (Serena 207.0km/h). Nessuna azzurra figura in questa classifica.

Per chiudere un accenno anche al primato per la seconda palla di servizio: il più temerario è l’americano Reilly Opelka con 233 km/h (144.8 mph) fatto registrare nei quarti di finale di Roma 2021. Impressionante se pensiamo che tale velocità lo collocherebbe al 29esimo posto nella classifica delle prime palle di servizio. Alle sue spalle Ivo Karlović con 232 km/h (144.2 mph) stabilito nei quarti di finale 2007 del Legg Mason Tennis Classic. A seguire l’australiano Nick Kyrgios (230 km/h 143 mph) non nuovo a servire seconde palle come fossero prime. Dietro loro si colloca il kazako Alexander Bublik (222 km/h 138 mph).

Ma voi che avrete vinto le gare di giornata… come farete a sapere se c’è chi ha servito ancora più veloce di voi negli altri giorni? Basterà che a fine torneo consultiate Ubitennis.com (come dovreste fare sempre…perchè sito più completo e aggiornato noi non lo conosciamo) e lo saprete. 

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Wimbledon: eroico Nadal, anche infortunato supera Fritz alla distanza. Ora trova Kyrgios

Nonostante un’evidente menomazione agli addominali Rafael Nadal resiste e supera Taylor Fritz in cinque set. Ci sarà la semifinale con Nick Kyrgios

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Rafael Nadal - Wimbledon 2022 (foto Twitter @atptour)

[2] R. Nadal b. [11] T. Fritz 3-6 7-5 3-6 7-5 7-6(4) (da Londra il nostro inviato)

È difficile capire cosa può passare nella testa di Taylor Fritz dopo una sconfitta come quella subita contro Rafael Nadal in questo incredibile quarto di finale. A metà del secondo set, dopo aver perso il primo, lo spagnolo sembrava sul punto di dover gettare la spugna: l’infortunio agli addominali stava pesantemente influenzando il suo gioco, la prima di servizio era molto più lenta del solito (e lo sarebbe rimasta per quasi tutto il match), gli allunghi laterali erano faticosi, la tattica “avanti tutta” stava dando risultati non sufficienti, e non sembrava che fosse possibile trovare una strada per la vittoria. Invece, facendo leva sul suo incredibile gioco di piedi e sulla sua varietà di colpi e schemi, Nadal è riuscito a mettere una toppa al deficit del servizio, approfittando nel finale dei set combattuti della fragilità di Fritz che non è riuscito a fare la differenza con il suo servizio e si è lasciato irretire dagli scambi del maiorchino fino a perdere il bandolo della partita.

Per Fritz il parallelo più ovvio è quello con il match perduto all’Australian Open 2021 contro un Novak Djokovic evidentemente menomato, che riuscì a venir furio da quella partita in cinque set per poi andare a vincere il torneo e dare il via alla cavalcata che lo portò a un match dal Grande Slam. Giocare con un avversario ferito non è mai semplice, ma queste due clamorose occasioni mancate fanno sorgere parecchi dubbi sul suo “killer instinct” nonostante l’indubbio valore tecnico del suo tennis.

 

IL MATCH – La partenza di Nadal è stata molto simile a quella avuta nel match con Sonego: molto aggressivo, soprattutto con la risposta di diritto, per sfruttare il momento di uscita dal servizio di Fritz che è forse la fase di gioco più attaccabile del tennista californiano. Già nel primo gioco il maiorchino è riuscito a ottenere il break grazie a due ottimi punti su scambio prolungato. Il forcing continuo ha però un prezzo da pagare e gli errori, soprattutto di diritto, hanno cominciato ad accumularsi per Nadal che al sesto gioco ha concesso il controbreak per il 3-3.

Il servizio di Fritz, partito un po’ diesel, ha iniziato a farsi sentire, salvando con un ace una palla break nel settimo game, mentre il diritto di Nadal ha continuato ad andare a corrente alternata: nel gioco successivo commetteva altri due gratuiti e, chiudendo il game con un doppio fallo, concedeva il secondo break consecutivo che di fatto consegnava il set a Fritz, in 37 minuti.

Un piccolo calo di attenzione all’inizio del secondo set da parte dello statunitense ha consentito a Nadal di scappare subito 3-0 nel primo set, ma come nel set precedente i suoi errori di diritti hanno consentito al suo avversario di raggiungerlo sul 3-3. L’intenzione dello spagnolo di non accettare gli scambi e provare il vincente alla prima occasione possibile diventava più chiara quando sul 4-3 (dopo aver salvato una palla break) usciva dal campo per un medical timeout dovuto all’infortuno ai muscoli addominali che lo costringe ormai da giorni a giocare con una fasciatura sull’addome. Interrogato a proposito della fasciatura durante una conferenza stampa nei turni precedenti, Nadal si è rifiutato di rispondere a ogni domanda su questo guaio fisico

Con il suo angolo che gli faceva segno di non insistere, Nadal rientrava giocando un game in risposta quasi da fermo, poi lentamente riprendeva il suo ritmo seppur giocando con una evidente cautela. Poi, con la solita abilità da illusionista che lo contraddistingue, sul 6-5 è riuscito a mantenersi in gioco quanto è bastato per incassare due errori gratuiti di Fritz e piazzare la zampata vincente per aggiudicarsi il più improbabile dei set.

Il servizio di Nadal però era notevolmente più lento rispetto all’inizio del match, spesso più lente delle sue accelerazioni di diritto, ora più che mai chiamate a fare un superlavoro. Fritz riusciva a prendere un break di vantaggio per il 2-1, grazie a un altro doppio fallo di Nadal, ma poi a sua volta chiamava il fisioterapista per farsi sistemare un’ampia fasciatura alla gamba sinistra. L’americano non riusciva a estrare troppi punti diretti dal servizio, ma era comunque abbastanza per mantenere i suoi turni di battuta e allungare sul 5-3 per chiudere il parziale e iniziare al servizio nel set seguente.

Nella pausa tra il terzo e quarto set i giocatori quasi si litigavano le cure del fisioterapista, tanto erano entrambi rattoppati. I primi tre giochi vedevano tre break consecutivi, con Fritz che appariva sempre più confuso alle variazioni di Nadal. Lo spagnolo, sempre costretto a giocare senza servizio, si affidava più spesso al rovescio slice e ritornava al vecchio diritto spazzolato in top spin per manovrare lo scambio, alternandolo con splendide palle corte.

Fritz riusciva a ottenere il controbreak per il 4-4, andava a rispondere per il match sul 5-4, ma ancora una volta si faceva irretire da Nadal che lo bruciava sulla volata vincendo il parziale per 7-5 e allungando la partita al quinto set.

Nonostante il servizio chiaramente “depotenziato”, Nadal è riuscito a mantenere i suoi turni di battuta mantenendo il punteggio in parità, aspettando un calo nella prima di servizio di Fritz che puntualmente arrivava sul 3-3: le prime tre palle break erano annullate da Fritz, una anche con un nastro decisamente fortunoso, ma la quarta si spegneva sull’erba più alta vicina a rete dopo una stop volley di Nadal. Neanche questo break però era decisivo: nel game immediatamente seguente Nadal giocava una palla corta maldestra per concedere la chance del 4-4, sulla quale poi metteva un rovescio in rete.

Si arrivava quindi al tie-break decisivo (a 10 punti), nel quale l’esperienza di Nadal aveva il sopravvento sul servizio e sulla confusione di Fritz: lo spagnolo sprintava 5-0, poi 7-3 per poi chiudere 10-4 in 4 ore e 21 minuti un’altra partita quasi impossibile, nella quale entrambi i protagonisti hanno vinto 168 punti ciascuno.

Rimane quindi in piedi l’ipotesi di Grande Slam per Rafael Nadal, che però in semifinale dovrà superare l’ostacolo Kyrgios, contro il quale ha vinto 6 dei 9 confronti diretti, ma che raramente è stato così in forma e così vicino a un traguardo importantissimo.

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Wimbledon: Kyrgios sta bene, tre set a zero a Garin e prima semifinale Slam

LONDRA – Problemi fisici superati per Nick, e superato senza problemi anche il bravo Cristian. Prima semifinale Slam, aspetta Nadal o Fritz

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Pic credits Wimbledon Twitter

N.Kyrgios b. C,Garin 6-4 6-3 7-6(5) (da Londra, il nostro inviato)

Sono da poco passate le 15 quando fanno il loro ingresso sul “court” 1 di Wimbledon il “miracolato” Cristian Garin (bravissimo a infilarsi nel corridoio di tabellone lasciato libero da Matteo Berrettini, s’intende) e Nick Kyrgios, per il loro match di quarti di finale. Bel pomeriggio, tribune strapiene, è chiaro che la curiosità è tanta, ed è rivolta all’australiano.

In effetti, Nick inizia a giocare con un paio di minuti di ritardo, durante i quali Cristian incassa un parziale di 9 punti a 0, trovandosi subito avanti di un break. Nel terzo game, Kyrgios si accende, e da quel momento cambia tutto. Subito recuperato lo svantaggio, Nick procede a velocità di crociera, si permette di annullare con disinvoltura (bastonando col servizio) due pericolose palle break sul 4-4, e chiude il primo parziale 6-4. Poco da fare per il cileno, la palla di Kyrgios semplicemente viaggia troppo più veloce con tutti i colpi, a partire dal servizio.

La tribuna stampa del campo 1 è laterale, e si vede molto bene come sulle palle filanti e piatte di Nick, in particolare il rovescio lungolinea, Garin si trova sistematicamente a colpire in ritardo di dritto, un po’ come era successo a Iga Swiatek qualche giorno fa. L’impugnatura, e lo swing di Cristian sono adatti alla terra battuta o al cemento non troppo rapido, senza la necessaria velocità di braccio è dura sull’erba. Velocità di braccio che non manca di certo a Kyrgios, le sue fucilate schioccano che è un piacere. I disagi fisici palesati nella partita contro Nakashima sembrano spariti, non lo vedo toccarsi la spalla nemmeno una volta, meglio così.

Nel secondo set, di conseguenza, l’australiano va avanti 4-1, ma non sarebbe Nick se non arrivasse prima o poi qualche momento di difficoltà totalmente autoinflitto. Una smorzata senza senso gli costa una palla del controbreak, che però viene annullata con una seconda palla vincente. Tutto regolare in casa Kyrgios, insomma, che sale 5-2, e poco dopo, quando è passata un’ora e un quarto, si prende il 6-3 e il vantaggio di due set a zero.

Rendendosi conto che così non si va da nessuna parte, Garin è molto bravo a prendersi il massimo dei rischi possibili per rimanere a galla, spinge, va a rete con successo, e francamente legittima il suo essere arrivato a questo punto del torneo. Una volée di rovescio lungolinea vincente spinta da fondocampo da Nick provoca il boato stupito del pubblico, ma subito dopo un drittaccio fallito dà a Cristian la palla break per salire 4-2. Ovvio missile esterno con la prima, annullata, ne arriva un ‘altra, drop shot vincente dell’australiano, ecco la terza, cancellata con un attacco. “Why do I have to give break points?” (“perchè devo regalare palle break?), grida Kyrgios al suo angolo, prima di risolvere il game con due battute imprendibili. Come detto, tutto normale per lui, siamo 3-3.

Si prosegue semza grossi problemi seguendo le battute, fino al tie-break, dove Nick si incarta in un paio di erroracci di troppo, va sotto 5-3, e viene graziato da una steccata di dritto del cileno, che poi fallisce di un pelo, col nastro che gli porta via la palla, un passante ravvicinato. Sul 5-5, un duello tra pallate di Garin e volée di Kyrgios (un po’ ingenuo qui Cristian) viene vinto da Nick, che arriva a match point. Una chiamata errata sulla risposta che sarebbe stata vincente dell’australiano rimanda solo di pochi secondi la conclusione, col rovescio largo di Garin che manda Kyrgios per la prima volta in una semifinale Slam. Attende il vincitore della sfida fra Nadal e Fritz.

Simpatico Kyrgios a fine partita: “Bellissima atmosfera, non pensavo sarei arrivato a tanto nella mia carriera, sono orgoglioso di me stesso. Non ho un coach, non potrei affliggere nessuno con un peso simile (risate), ma va bene, sono in una semifinale Slam, sono felice. Credo di aver giocato un po’ troppo indietro a tratti, lui è molto bravo, ora mi preparerò per la prossima partita. Ma adesso non voglio pensarci, voglio andare a casa, cucinare qualcosa, guardare un film, tutto qui!”

 

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Wimbledon, Halep ritrova semifinale e gioia: “Ho ricominciato a credere in me stessa, anche grazie a Mouratoglou”

Simona torna tra le ultime quattro in uno Slam dopo due anni e mezzo: “Ho lavorato duro negli ultimi mesi per raggiungere questo livello”

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Simona Halep – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @Wimbledon)

Simona Halep non giocava a Wimbledon da tre anni, quando aveva vinto il torneo. Dopo la cancellazione dei Championships nel 2020 per il Covid, l’anno scorso la rumena non ha potuto difendere il suo titolo a causa di un infortunio al polpaccio subito a Roma. Non raggiungeva la semifinale in uno Slam dall’Australian Open di due anni fa. Aveva anche pensato al ritiro: ha confessato che il 2021 è stato l’anno più difficile della sua vita tanto che era arrivata a riferire alla famiglia di voler chiudere con il tennis. Ora la ex numero 1 del mondo è di nuovo felice, ha detto di amare ancora questo gioco e non è un caso che sia tornata a splendere nel torneo in cui ha provato una delle gioie più grandi della sua carriera. Domani contro Rybakina giocherà per guadagnarsi un posto in finale.

Dopo la vittoria per 6-2 6-4 su Anisimova, le parole pronunciate da Halep in sala stampa dicono molto della sua voglia di rivalsa e della consapevolezza propria di chi ha lavorato intensamente per recuperare il tempo perso.

D: Nel 2019 hai fatto un percorso magico in questo torneo. Come descriveresti invece il cammino di quest’anno?

 

Halep: “Sono diversa, sono una giocatrice diversa. Nessun match è stato uguale a quelli del 2019. Sto semplicemente acquisendo fiducia, mi sto godendo il fatto di essere in campo. Penso di essere migliorata di un po’ in ogni partita. Ho avuto avversarie difficili e ho fatto quello che dovevo ogni volta”.

D: Come ti senti per ciò che hai raggiunto?

Halep: “Sono super contenta. Ho lottato molto, come ho detto diverse volte. Essere in una semifinale Slam significa molto. Devo riconoscere che ho fatto le cose per bene negli ultimi due, tre mesi. Ho lavorato duro ed è pura gioia essere tornata a questo livello in uno Slam“.

D: Domani torni in campo. I tuoi match sono stati molto rapidi, immagino tu ti senta fresca e pronta per tornare a giocare.

Halep: “Sì, mi sento pronta. Mi sento bene fisicamente e mentalmente. Anche la mia avversaria ha giocato oggi. In questo momento penso solo al fatto che ho una grande occasione di giocare una semifinale a Wimbledon”.

D: Una delle tradizioni di Wimbledon è che il campione in carica inauguri il Campo Centrale l’anno successivo. Per tre anni non hai potuto goderti questo momento per diverse circostanze. Una possibilità per riguadagnarti questo diritto è vincere di nuovo il titolo. E’ una cosa a cui hai pensato?

Halep: “Sì ci ho pensato perché me l’hanno chiesto a inizio torneo. Sono in semifinale, il traguardo è ancora lontano, ma se c’è una chance di vincere farò di tutto per sfruttarla”.

D: Cosa hai pensato quando Anisimova ha iniziato a tirare una serie di vincenti verso la fine del match?

Halep: “Non è stato facile perché percepivo che lei stava giocando senza avere niente da perdere. Ma mi sono rifiutata di andare sul 5-5 anche se ero sotto 0-40. Mi sono caricata, ero convinta di poter finire il match sul 6-4″.

D: Hai già giocato diverse semifinali Slam. Cosa si prova in queste occasioni, prima di entrare in campo per una partita così importante?

Halep: “E’ passato molto tempo dalla mia prima semifinale nel 2014. Ora mi sento più forte: ho esperienza e posso controllare le mie emozioni. Quando ti ritrovi in una posizione in cui sei già stata, ti senti meglio perché hai imparato delle cose. Ogni volta che ho dentro di me qualcosa di nuovo su quanto successo, cerco di fare del mio meglio la volta successiva”.

D: Quando hai iniziato ad essere allenata da Patrick Mouratoglou, hai detto che lui era stato in grado diriaccendere la tua voglia, di rialimentare il desiderio di giocare e vincere. Cosa lo rende un grande allenatore?

Halep: “Ci siamo intesi molto rapidamente. Prima di tutto e una grande persona, poi come coach parla in modo molto semplice ma altrettanto potente. Prendo tutto ciò che mi dice in modo positivo e cerco di metterlo in pratica. Ha avuto fiducia nel fatto che potevo essere ancora una buona giocatrice. Mi ha trasmesso queste sensazioni e ho ricominciato a credere in me stessa. Lui pensa che tutto sia possibile e ciò mi aiuta molto”.

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