ATP Roma: vittoria n. 999 per Djokovic. Semifinale e n. 1 confermato

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ATP Roma: vittoria n. 999 per Djokovic. Semifinale e n. 1 confermato

Novak Djokovic supera in due set lottati un ottimo Felix Auger-Aliassime per prendersi la sua tredicesima semifinale romana

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Novak Djokovic – ATP Roma 2022 (foto di Roberto dell'Olivo)
 
 

[1] N. Djokovic b. [8] F. Auger-Aliassime 7-5 7-6(1)

Il primo scontro diretto tra Nole e Felix è una prova di forza, fisica ancor prima che mentale. A dispetto dei tredici anni di differenza, Djokovic tiene il campo senza particolari ambasce e spesso è il ventunenne di Montreal a dover rifiatare. Due set speculari per andamento ma assai diversi per intensità: il primo poco coinvolgente, affidato allo strapotere dei rispettivi servizi; il secondo si accende improvvisamente sul 3-2 per il serbo e da lì è gran tennis fino alla fine. Per Nole un altro passo verso la forma migliore in vista di Parigi, per Felix la certezza di poter competere ai massimi livelli anche sulla terra.

 

Il MATCH – Dopo l’afa tropicale del pomeriggio, sulle tribune del Centrale si vedono maglioncini e giubbetti, la temperatura è di nuovo sulle medie stagionali ed è un bene per Djokovic, visto più volte boccheggiare a Madrid. Fin qui il 2022 per lui è stato prevedibilmente controverso, troppa la rarefazione di partite che contano e inevitabili le sconfitte, l’unica forse non rimediabile neanche con una forma migliore è la semi persa con Alcaraz in Spagna. Stagione interlocutoria anche per Auger Aliassime, ci sono stati gli acuti dei quarti agli Australian Open e naturalmente la vittoria a Rotterdam, ma da febbraio i risultati del nordamericano sono piuttosto deficitari, nei 1000 statunitensi ha deluso, in quelli europei non è andato oltre i quarti con Zverev a Madrid, perdendo spesso con giocatori molto più indietro nel ranking: Musetti, Molcan, Van de Zandschulp, Kecmanovic.

Nole parte contratto e non è una novità, ma sul 30-30 del gioco d’apertura infila un ace, poi un dropshot e sale 1-0. Sullo 0-15 del game successivo Felix sfoggia un’incantevole demivolée di rovescio, già la seconda discesa a rete in quattro minuti di match, l’intenzione del canadese di attaccare appena possibile appare chiara. Auger si complica la vita con una smorzata in rete, ma la prima frulla che è una bellezza ed è 1-1.

Quattro prime su quattro, Djokovic va di corsa, Felix lo imita: 2-2. È dominio dei servizi, si scambia poco ed è salutare per il canadese, in palese difficoltà dopo i primi tre-quattro colpi di rimbalzo. Nel quinto gioco Nole va sotto 30-40 a causa di un suo dritto lungo, cui si aggiungono un dropshot e un cross vincente di Auger. Il campione serbo annulla la prima palla break del match imbrigliando l’avversario con la consueta geometria che ne provoca l’errore. Poi intasca il game con un buon servizio. La percentuale di prime non è altissima (61 Djokovic, 50 Auger) ma quando entrano 8 volte su 10 entrambi fanno il punto.

Con due ace e un guizzo sotto rete Felix si issa sul 3-3. Il servizio del nordamericano è davvero competitivo, la prima è forse meno veloce degli altri big server ma la maschera benissimo, la seconda risulta più veloce della media e salta molto. Il risultato è che Djokovic in risposta fa il pendolo, un po’ avanti, un po’ indietro, nonostante il dinamismo fatica a trovare l’antidoto.

Gioco a zero del serbo e 4-3: mezz’ora di match e davvero pochissime emozioni, così come pochi sono i vincenti da annotare. Doppio fallo, gratuito di rovescio e dritto forzato in rete, il canadese va sotto 30-40: entra la prima ma Nole gliela rimette tra i piedi, un paio di traiettorie alte del serbo e dritto lungo di Auger: break di Djokovic alla prima occasione utile e 5-3 in suo favore. Chiamato a chiudere il set, il n. 1 del ranking inciampa in tre brutti gratuiti, un dritto in rete, un altro largo e un rovescio che atterra in corridoio; di suo Felix ci mette una risposta aggressiva e il controbreak è servito. A sorpresa Djokovic si è irrigidito nel momento decisivo del set, in condizioni psicofisiche anche solo discrete non sarebbe successo.

Auger raggiunge il rivale sul 5-5 grazie a due punti quasi in fotocopia, il collaudato schema servizio/dritto: è la sua migliore qualità, sul lato destro taglia ottimamente il campo colpendo in avanzamento, alla Federer; quando non lo fa spesso fatica a cercare la palla coi piedi e affida l’esito del colpo esclusivamente alla potenza del braccio.

Djokovic rompe di nuovo l’equilibrio sfruttando il servizio. Sul 5-6 il canadese si mette inspiegabilmente a palleggiare da dietro: il servizio non l’assiste più, commette tre errori da fondo e sprofonda 0-40. Dopo una buona prima, al secondo set point il serbo scaglia un cross di dritto che Auger può solo guardare: 7-5. Si alza la posta in gioco e Nole alza il livello, con urlo spedito alle tribune inneggianti del Foro.

Come detto, la partita è bruttina: 20 vincenti (12 a 8 per Auger) ma ci sono da detrarre i 9 aces totali, a dimostrazione della qualità non eccelsa dell’incontro. Un occhio alle altre statistiche, negli ultimi due games è precipitata la percentuale di punti fatti con la seconda dal canadese, da un ottimo 50 a 38. Felix è troppo timido, ha un 4 su 6 quando scende a rete, dovrebbe attaccare con maggiore frequenza, ma evidentemente lo spauracchio del passante di Djokovic costituisce un discreto deterrente. Un’interessante schermata di Sky mostra come il serbo giochi una palla su due sul dritto di Auger, il suo colpo più forte ma anche il più falloso: ennesima conferma del letale acume tattico di Nole.

Secondo set e il canadese parte male, tre gratuiti e 1-0 Djokovic. Il servizio continua a governare il match, la percentuale di punti vinti sulla prima è perfino salita rispetto al primo set. I punti di classe sono pochi e si fanno notare, sul 2-2 cross stretto di dritto di Felix, cui segue un’ottima discesa a rete di Djokovic. Per vivacizzare la partita, ancora annodata dal punto di vista tecnico, il pubblico si lancia nella gettonatissima pratica del kiss cam.

Auger torna a servire sotto 2-3, la battuta s’inceppa e tutto si fa più difficile: 15-40. Due prime sulle righe e palle break annullate. Grossolano gratuito e nuova prima per cancellare la terza palla break del set. Altra prima e stavolta Djokovic ributta di là la palla: scambio duro con lob finale del serbo, break e 4-2.

La partita, per un set e mezzo davvero bruttina anche considerando il pedigree dei contendenti, sale di tensione, fisicità e qualità. Sul 30-15 dell’ottavo gioco la poca naturalezza sotto rete porta Djokovic a sbagliare una volée facile a rivale fuori gioco. Segue un gratuito del serbo che si avvita sul 30-40, palla break cancellata con l’uno-due servizio dritto. Il match ora è intenso, decollato qualitativamente e agonisticamente. Auger sfodera un dropshot vincente e seconda palla break, ma nel punto seguente tira lungo un dritto: parità. Adesso Felix sta cinque metri dietro la riga di fondo, facendo il tergicristallo inevitabilmente sbaglia prima del serbo, che con una prima centrale va 5-2.

Nuova occhiata alle statistiche. Tre dati spiegano più di altri lo score: la prima entra di più ma paradossalmente incide meno (67 per entrambi). Il canadese non fa più punti a rete (2 su 5) e Djokovic porta a casa molti più punti sulla seconda di Auger (62%).

La pausa del cambio campo raffredda l’atmosfera: un paio di gratuiti e un doppio fallo piazzano Felix sul cornicione e Nole a due punti dal match. Nuovo gratuito e matchpoint Djokovic, cancellato da una prima del canadese. Con altre due prime e uno schiaffo di dritto al volo Auger accorcia sul 3-5.

Come nel primo set Djokovic deve chiudere la pratica col turno di servizio, sennonché due eccellenti lungolinea di Felix, uno di rovescio e uno di dritto, e un’improvvida smorzata lunga del serbo regalano una terza palla break a Auger: rovescio chilometrico di Nole e controbreak, come nel primo set.

Il canadese fa suo il decimo gioco con tre prime e un vincente di dritto. Parziale di 11 punti a 2 per lui e 5-5.

Stimolato a dare il meglio di sé, Djokovic si ricorda di essere ancora il tennista più forte al mondo, imbastisce quattro scambi di ritmo superiore e riprende la testa del set: 6-5.

Sul 15-15 del game successivo, numero tecnico-atletico di Auger: aggancia una volée bassa di Djokovic a un centimetro dal doppio rimbalzo e lo infila in diagonale, decisamente il punto più spettacolare del match. Nole risponde con un contro dropshot chirurgico, ora, e direi finalmente, ogni punto è un vincente. Sulla palla game Felix attacca e conquista il tie break con una stilosa volée di dritto.

Il serbo va subito avanti di un mini break grazie a un altro dropshot imprendibile, poi tiene le distanze con un vincente di dritto e scippa altri due punti al canadese ributtandogli di là tre quattro palle sul primo e costringendolo all’errore sul secondo. In un battito d’ali Nole sale 5-1 e il primo matchpoint è quello buono. Djokovic approda in semifinale, con Ruud naturalmente partirà favorito.

Rapido bilancio statistico del match. A parte il numero di vincenti che vede prevalere Auger 27 a 21 (ma il saldo vincenti/non forzati è +4 per entrambi), tutti i numeri più importanti premiano Nole: prime in campo, punti con prima e seconda, punti su prima e seconda dell’avversario. Due dati sul canadese appaiono particolarmente interessanti: è in negativo coi colpi di rimbalzo e fa 12 punti su 18 a rete, a conferma che dovrebbe avere più coraggio, attaccare, ispirarsi alla spensieratezza di Alcaraz, perché ha il gioco e la carrozzeria per farlo.

Tornando a Djokovic, ha commesso diversi gratuiti di rovescio ma è una informazione da leggere in controluce, già che i suoi gratuiti non sono mai veri gratuiti, sbaglia cercando ossessivamente la profondità. Come detto in apertura di articolo, per lui è un altro passo verso il pieno regime da toccare a Parigi; nel frattempo mantiene la testa della classifica, dettaglio mai marginale vista l’insaziabile fame di record del serbo.

A CALDO – “Deve dare soddisfazione quando qualcuno gli chiede di alzare il livello e sei in grado di farlo, è così?” domandano a Djokovic subito dopo l’incontro.. “Penso sia stato un tennis di alto livello, condizioni difficili – di notte, la palla rimbalza più bassa. Non l’avevo mai affrontato prima, anche se lo conosco bene ed è in giro da diversi anni. Ha un servizio letale. Una cosa è l’allenamento, un’altra è giocare in un match ufficiale. Con la battuta centra benissimo gli angoli, non era affatto facile per me ribattere. Risponde e si muove bene, è un giocatore molto completo. Quindi sì, ha fatto alzare il livello a entrambi e ho dovuto giocare bene con continuità. Penso che avrei potuto finirla prima, ero avanti un set, 5-2 e match point, ho servito per chiudere, ma poi sono stato bravo a reagire”. È la vittoria ATP n. 999 per Nole. “Lo so e spero di arrivare a mille domani. Casper Rudd, un altro avversario tosto, specialista della terra battuta. È anche migliorato tanto sulle altre superfici, ha fatto finale a Miami quest’anno. È uno che lavoro sodo, un bravo ragazzo, ci alleniamo spesso insieme, andiamo d’accordo fuori dal campo, ma ovviamente domani entrambi vorremo vincere. Ci ho giocato qui un paio di anni fa sempre in semifinale, di giorno, stavolta sarà in notturna, così spero di giocare bene come stasera”.

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Roland Garros: Ruud e Rune avanti facilmente, Goffin supera Tiafoe [VIDEO]

Il norvegese batte facilmente Ruusuvuori, il danese si conferma elemento da tenere d’occhio battendo Laaksonen. Alcune cronache parigine del giorno

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Casper Ruud - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

[8] C.Ruud b. E.Ruusuvuori 6-3 6-4 6-2

Come prevedibile, ordinaria amministrazione per Ruud nel derby del nord contro Ruusuvuori, che per un set (il secondo) tiene botta e si costruisce anche le sue occasioni, ma la solidità e la tranquillità del norvegese sono troppo superiori per causargli veri problemi. Infatti ottimo inizio, anche al servizio (chiuderà con il 69% di punti con la prima, 70 con la seconda) e break nel sesto gioco per Ruud, nonostante un inizio anche abbastanza solido del finlandese, ma il doppio di colpi vincenti del n.8 del seeding fa compiere il salto. Dopo un primo set point annullato con l’ausilio del servizio da Ruusuvuori, che prova a mantenersi quantomeno in scia, nell’ultimo game non c’è storia: ottimo il rendimento al servizio del norvegese, e poi il solito dritto pesante fa chiudere il parziale per 6-3. Break trovato prima nel secondo set dal n.8 al mondo, nel terzo game, dopo uno scambio durissimo, dove però ha quasi sempre comandato, incidendo bene col dritto (e dire che Ruusuvuori aveva iniziato, molto propositivo, e ha pagato forse l’esserlo stato troppo su alcuni colpi). Conferma di esser salito di livello il n.61 al mondo, giocando un ottimo tennis che gli regala le prime 2 palle break della sua partita, dove però Ruud sale in cattedra sfruttando ancora servizio e dritto, e sembra non soffrire neanche i cambi di ritmo e accelerazioni del finlandese.

Bravissimo quest’ultimo, nel nono game, a risalire da 0-40 e annullare tre set point, con molto coraggio e lucidità, quantomeno prolungando il set e scaricando la pressione sulle spalle e sul servizio di Ruud. Alla fine, pur se con qualche minuto di ritardo, Casper vince 6-4 un set di ottimo livello, dove il finlandese lascia non pochi rimpianti: 4 palle break sprecate a fronte di un gioco di sciabola e fioretto quasi perfetto, ma il martello di Ruud si è dimostrato nuovamente quasi inarrivabile. Il norvegese sembra aver voglia di accelerare le operazioni, e così ecco il break nel terzo set quasi subito, nel terzo gioco, che ottiene salendo meglio sulla palla anche di rovescio e mettendo un po’ di più i piedi in campo, imponendo un ritmo non presente nelle corde del finlandese. Il quinto game sembra segnare la definitiva resa di Ruusuvuori, che mostra un paio di grossolani errori a fronte della difesa perfetta del suo avversario, che andrà poi a chiudere in scioltezza 6-2 con un’ottima prestazione, condita anche da 39 vincenti, 12 più dei non forzati. Al prossimo turno affronterà, da favorito, il nostro Lorenzo Sonego.

 

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

H.Rune b. H.Laaksonen 6-2 6-3 6-3

Nessun problema anche per un altro dei giovincelli del momento, Holger Vitus Nodskov Rune, che dopo aver portato a scuola Shapovalov, spazza via anche Henri Laaksonen, in balia totale del vincitore dell’ultimo Challenger di Sanremo. Non tantissimi vincenti per il danese, ma davvero pochi errori e soprattutto un impressionante 86% di punti vinti con la prima, che comminano la sentenza. Già dall’inizio va forte Rune, che subito nel secondo gioco mostra la superiorità sulla superficie, portando a casa il break. Bravo però lo svizzero ad evitarne ulteriori, e addirittura ad avere lui la chance per recuperarlo (sarà l’unica di tutto il match), ma il danese non trema e rimane avanti. Alla fine Rune porta a casa il set 6-2 abbastanza nettamente, causa anche un brutto game conclusivo di Laaksonen, che si limita a ribattere e scambiare da fondo, territorio di Holger, che puntualmente lo punisce. Buon inizio di secondo per lo svizzero, che annulla palla break, e sembra cercare qualche soluzione alternativa, specie per uscire dallo scambio, dove Rune appare irresistibile. Ma nel secondo gioco break spettacolare per il n.40 al mondo, che prima gioca una contro smorzata da manuale, poi chiude il game con un rovescio vincente, mostrando come anche le variazioni non riescano a scalfirlo.

Anche il secondo set va dunque agevolmente in cascina per il danese, senza neanche strafare più di tanto. La differenza di peso di palla e di attitudine alla superficie sono un vantaggio troppo netto. Anche nel terzo set il break arriva subito per Rune: un po’ falloso Laaksonen in questo caso, ma c’è da dire che la forma odierna del classe 2003 di certo non aiuta il morale dello svizzero. Alla fine chiude 6-3 anche il terzo Holger, quasi passeggiando e senza neanche troppo forzare, anche a causa di un medical time out abbastanza lungo a metà parziale. Così inizia a giocare più rilassato e lascia scorrere la partita, in controllo dall’inizio alla fine. Al prossimo turno avrà uno tra il qualificato Cachin e Hugo Gaston, nel qual caso match di prim’ordine tra le fantasie del francese e le geometrie di Rune, che in ogni caso appare largamente favorito per trovare il primo quarto turno Slam della carriera.

D. Goffin b. F. Tiafoe [24] 3-6 7-6 (1) 6-2 6-4 (Andrea Mastronuzzi)

Sul “Simonne Mathieu” si continua a far festa. Dopo aver fatto da cornice alla vittoria di Jeanjean su Pliskova e alla conseguente gioia del pubblico francese, il terzo campo per importanza del Roland Garros è infatti diventato la casa degli appassionati belgi che hanno assistito a un’ottima prestazione del loro beniamino Goffin. L’ex top 10 è stato capace di battere in quattro set la testa di serie numero 24 Francis Tiafoe. Il risultato smentisce la classifica ma non più di tanto i pronostici: se infatti l’americano precede Goffin di 21 posizioni, i precedenti (3-1 per il belga) e la maggiore esperienza di David sulla terra parigina (dove Tiafoe ha vinto quest’anno la prima partita dopo sei sconfitte al primo turno) avevano spinto le case di scommesse a dare per favorito il numero 48 del mondo.

Goffin ha rimontato un set di svantaggio. Tiafoe, infatti, è stato impeccabile nel corso del primo parziale, specie al servizio: nei suoi turni ha perso solo quattro punti. In virtù del break messo a segno nel quarto gioco, l’americano ha chiuso sul 6-3 in meno di mezz’ora. La musica ha però cambiato tono fin dall’inizio del secondo set, apertosi con un parziale di 12 punti a 2 in favore del belga. Dopo questo passaggio a vuoto Tiafoe è riuscito a rientrare nel set, perdendolo però al tie-break. Nel terzo parziale Goffin ha avuto vita facile (6-2) grazie alle difficoltà con la prima e agli errori non forzati (ben 17 in soli 8 game) dell’avversario. Nel quarto set Tiafoe è tornato a mettere in mostra un buon tennis, pur non incidendo abbastanza con il dritto. Il belga è però salito su livelli che aveva già raggiunto nei match contro Nadal a Madrid e con Hurkacz a Roma, a testimonianza della buona stagione sulla terra (inaugurata con il successo a Marrakech) che sta disputando. Manovrando perfettamente con il dritto, Goffin ha ottenuto il break decisivo sul 4-4 pari e ha poi chiuso sul 6-4 al secondo match point, nonostante Tiafoe avesse fatto di tutto per restare nel match.

Il belga, che nelle dichiarazioni a caldo ha ringraziato i suoi tifosi parlando di “atmosfera incredibile”, non raggiungeva il terzo turno al Roland Garros dal 2019: aveva infatti perso nei match di esordio a Parigi sia l’anno scorso che nel 2020. Il prossimo avversario sarà proprio quell’Hurkacz battuto due settimane fa in Italia con un doppio 7-6.

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Roland Garros: Lorenzo Sonego va al terzo turno superando Sousa e i suoi dubbi

Il torinese fatica nel primo set ma riesce ad avere la meglio sul portoghese. Sfiderà Casper Ruud al terzo turno

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Lorenzo Sonego - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Lorenzo Sonego - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

[32] L. Sonego b. J. Sousa 7-6 6-3 6-4

Nell’urlo liberatorio di Lorenzo Sonego dopo la chiusura del match contro Joao Sousa c’è tanto: la voglia di urlare a tutti che lui c’è ancora e il desiderio di scacciare via tutti i dubbi accumulati negli ultimi mesi, che pure si sono visti oggi. Ma il torinese è riuscito comunque a vincere in tre set: 7-6 6-3 6-4 al portoghese Joao Sousa, un risultato che gli vale per la seconda volta in carriera il terzo turno al Roland Garros. Sfiderà in un match difficile il top ten Casper Ruud, ma lo Slam parigino a prescindere da questo può essere una buona iniezione di fiducia.

IL MATCH – Sonego inizia il match molto bene, deciso a comandare il gioco e in spinta su tutti i colpi. Fa il break al primo game con una bella palla corta unita a una volèe a chiudere seguita da un errore di dritto di Sousa (1-0). Ma poco dopo, nel quarto game, non sfrutta le occasioni. Permette a Sousa di ottenere un paio di punti in difesa e poi un rovescio gli sfila lungo: controbreak (2-2). Il copione si ripete: nel settimo game Lorenzo sale 0-40 con un passante di dritto e ottiene il break alla seconda opportunità (4-3) ma nel gioco successivo cede a sua volta la battuta (4-4). In questa fase si nota la mancanza di fiducia di Lorenzo, che spesso si costruisce bene il punto ma poi paga qualche indecisione di troppo nel colpo che dovrebbe essere definitivo. Sousa, così, si garantisce il tie-break e poi tenta la zampata: un paio di brutti errori del nostro nel dodicesimo game portano il lusitano ad avere quattro set point in risposta. Qui Lorenzo, nel momento più difficile, è bravo a tirare fuori gli artigli salvandosi col servizio. Il nostro riesce ad arrivare al tie-break. Nel jeu decisif mette subito la testa avanti (1-3) e rimane in vantaggio fino a chiudere 7-4 con un ace al centro.

 

Rinfrancato dal set portato a casa dopo lo spavento, Sonego parte bene nel secondo set salendo 2-0 grazie a un passante vincente e col dritto che torna a girare forte (Lorenzo cerca sempre di spostarsi per colpire a sventaglio, nella sua comfort zone). Perso il servizio, Sousa inizia ad innervosirsi, prendendosela con la sfortuna e con il fatto che l’avversario tende a colpire spesso le righe (dimenticandosi che, le righe, stanno lì anche per essere prese). Sale il rendimento al servizio di Lorenzo che arriva a servire per il secondo set senza dover fronteggiare palle del controbreak. C’è anche un medical time out chiesto da Sousa, probabilmente un affaticamento dovuto anche alle fatiche di Ginevra della settimana precedente. Sul 5-3 l’azzurro fa viaggiare il dritto con autorità e con una prima vincente blinda il secondo parziale (6-3).

Come nei due precedenti parziali, anche nel terzo set Sousa cede il servizio al primo turno di battuta: Sonego sale 15-40, alla seconda opportunità mette un dritto sulla riga e si prende l’1-0 e servizio. Sousa tenta il tutto per tutto per rientrare in partita: nel sesto game arriva a due palle break anche grazie al fatto che il nostro torna ad avvertire un po’ di tensione. Lorenzo però si salva e anzi fa il doppio break subito dopo, guadagnandosi un 15-40 con due dritti vincenti e poi ottenendo un errore dell’avversario. Joao ha un colpo di coda e recupera uno dei due break approfittando di un paio di errori di Lorenzo (5-3), poi tiene il servizio (5-4), ma alla seconda opportunità di servire per il match Sonego non sbaglia giocando in modo aggressivo e andandosi a prendere la vittoria. Ora la sfida, difficile, contro Casper Ruud.

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Zverev in conferenza a un giornalista: “Puoi guardarmi mentre ti rispondo?” [VIDEO]

Il numero tre del mondo duro con un cronista che prima gli ha fatto una domanda e poi si è distratto con il cellulare

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Alexander Zverev - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Alexander Zverev duro con un giornalista durante la conferenza stampa dopo la sua vittoria in rimonta contro Sebastian Baez. In particolare, il tedesco numero 3 del mondo si è mostrato infastidito perchè il cronista, dopo avergli rivolto una domanda, ha spostato lo sguardo sul cellulare.

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