Roma, day 8 LIVE: finale maschile, Djokovic batte Tsitsipas in due set

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Roma, day 8 LIVE: finale maschile, Djokovic batte Tsitsipas in due set

Swiatek e Djokovic, sono i numeri 1 del mondo a vincere gli Internazionali d’Italia 2022

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Novak Djokovic – ATP Roma 2022 (foto via Twitter @InteBNLdItalia)
 

17.48 – Il rovescio di Tsitsipas continua a mancare all’appello, Djokovic si prende il tie-break e il titolo.

17.39 – Comincia il tie-break, ultima spiaggia greca per allungare il match.

17.26 – Al momento di chiudere il parziale con la battuta, Stefanos restituisce il break. Nole serve per il 5 pari.

 

17.02 – Tsitsipas brekka e conferma, è avanti 4-1 nel secondo set.

16.48 – Tsitsipas tiene il servizio in apertura di secondo set: sarà la svolta?

16.42 – Nessuna sorpresa, è 6-0 Djokovic.

16.38 – Tsitsipas non pervenuto, forse crede di essere in toilet break: Nole avanti 5-0.

16.12 – Djokovic va spedito: parziale di otto punti a uno. Intanto Pavic e Mektic vincono la finale di doppio su Isner e Schwartzman annullando un match point al tiebrekkone.

16.05 – Inizia la finale maschile.

14.32 – Iga chiude la sfida con un altro break, è di nuovo regina di Roma

14.26 – Sul 4-2 Iga annulla tre palle break consecutive, un’altra ai vantaggi dopo uno scambio pazzesco e sale 5-2.

14.04 – Il leitmotif del match non cambia: 3-0 per la polacca

14.00 – L’occasione non sfruttata sembra costare a livello mentale per Jabeur, che con un brutto errore regala nuovamente il vantaggio a Swiatek. Ora la n.1 del mondo è avanti un set e un break

13.56 – Jabeur va a palla break in apertura di secondo set, ma Swiatek è sempre brava a tenere lontana la sua avversaria e si salva in questa occasione

13.46 – Jabeur tentai di smuovere le acque chiamando a rete l’avversaria, ma Swiatek è in grandissima forma fisica e arriva bene su ogni colpo. Con sagacia tattica si porta a set point in risposta e alla seconda chance Iga chiude 6-2 in 31 minuti

13.40 – Nonostante qualche errore qui e lì, Swiatek prosegue il suo cammino mantenendo il vantaggio e senza concedere palle break. 5-2

13.26 – Si interrompe il conteggio dei game consecutivi vinti da Swiatek in finale agli Internazionali: dopo il 6-0 6-0 dello scorso anno su Pliskova, ne vince tre con Jabeur prima che questi sigli il 3-1

13.20 – Partenza lampo di Swiatek che sale rapidamente avanti di un break, 3-0 in 11 minuti

13.00 – Tutto pronto per la finale singolare femminile tra la polacca testa di serie n.1 Iga Swiatek e la tunisina testa di serie n.9 Ons Jabeur. La recente vincitrice del torneo di Madrid è in vantaggio 2-1 negli scontri diretti, ma Swiatek è la netta favorita per questa partita

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Raffaella Reggi su Bollettieri: “Entrava nell’anima di ogni suo giocatore, sapeva sempre dire la parola giusta”

Ubaldo Scanagatta e Raffaella Reggi ricordano Nick Bollettieri. Reggi si è allenata con lui da quando aveva 15 anni. “L’ho sentito l’ultima volta poche settimane fa”

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Nick Bollettieri

Poche ore dopo la scomparsa di Nick Bollettieri, il Direttore di Ubitennis Ubaldo Scanagatta è stato interpellato da Radio Sportiva insieme con una delle sue allieve storiche, la faentina Raffaella Reggi, che è stata seguita dall’accademia del grande coach italo-americano a Bradenton in Florida da quando aveva 15 anni.

Stavo giocando lo US Open junior nel 1981 e sapevo che un mese dopo sarei andata in Florida ad allenarmi da lui nell’ambito di un contratto di sponsorizzazione che avevo firmato – ha ricordato Reggi – Arrivai in Florida un giorno più tardi perchè avevo perso la coincidenza a New York, e mi catapultarono subito in campo. Venti minuti dopo, con quelle sue quattro-cinque parole in italiano maccheronico che conosceva venne in campo e mi disse ‘Facciamo una scommessa io e te? Tra un anno tu sarai entrata nelle Top 50’. Sei mesi dopo ero già arrivata al n. 47, quindi ci aveva visto lungo“.

Qui sotto l’audio integrale della conversazione andata in onda su Radio Sportiva il 5 dicembre.

 

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Luca Van Assche, il primo 2004 a vincere un torneo Challenger: ecco il dato che può renderlo ottimista

Il diciottenne francese di origini italo-belghe iscrive il suo nome in un elenco che lo vede in compagnia anche di Alcaraz e Sinner

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Luca Van Assche – Maia Open 2022 (foto via Twitter @ATPChallenger)

Era in agguato da un paio di mesi, Luca Van Assche. Una, due, tre prede gli erano state soffiate all’ultimo momento da Cecchinato, Barrere e Krutykh. Era ormai solo questione di tempo, ma il tempo stava per scadere. O, meglio, il calendario era arrivato all’ultimo foglio da strappare, quello con i nomi di Maspalomas, nella Canarie, e Maia, in Portogallo. È stata quest’ultima la destinazione scelta da Luca per l’ultimo torneo della stagione, il Maia Open, categoria Challenger 80. Così, dopo tre finali perse, il diciottenne francese ha messo le mani sul suo primo trofeo a questo livello. Ora francese, ma nato a Woluwe-Saint-Lambert, comune nei pressi di Bruxelles, da padre belga e madre italiana, per poi trasferirsi con la famiglia a Aix-en-Provence all’età di tre anni.

Da numero 501 del ranking, a inizio anno ha giocato il suo ultimo torneo ITF, vincendolo. Ha così continuato la sua rapida ascesa (un anno prima era fuori dai primi 1500) fino all’attuale n. 138, l’ultimo (ma certo non ultimo) best ranking conquistato. Vincitore del Roland Garros 2021, per l’ATP misura 178 cm, un’altezza che, se confermata e definitiva, non è molto promettente, per quanto i due top 20 più bassi vantino appena cinque centimetri più di lui – e parliamo di Alcaraz e Ruud, numero 1 e 3 del mondo.

Di sicuro, almeno per adesso, non possiede il colpo che lascia fermo l’avversario, né a destra, né con il rovescio bimane, né con il servizio. Riservandoci di capire meglio nel prossimo futuro le qualità su cui può puntare per continuare un’ascesa che si fa sempre più ripida, ci sono un paio di dati che paiono di buon auspicio e, forse, anche per questo Luca sembra essersi avventato con particolare urgenza sul trofeo portoghese. Innanzitutto, l’elenco dei vincitori francesi under 18 a livello Challenger vede Richard Gasquet, Gael Monfils, Fabrice Santoro e Sébastien Grosjean. Vabbè, anche Corentin Moutet.

 

Inoltre, ci svela un tweet di Luca Fiorino, c’era una casella vuota in corrispondenza della classe 2004 nella lista dei primi vincitori Challenger di ogni annata ed è stata occupata appunto da Van Assche. Non che la concorrenza fosse agguerritissima, con il solo connazionale Fils (quello che aveva battuto Fognini nelle quali di Bercy per poi perderci al primo turno) a frequentare abitualmente la categoria. In ogni caso, considerando i nomi che lo precedono – Auger-Aliassime, Sinner, Musetti e Alcaraz – il giovane francese ha un motivo in più per essere ottimista riguardo alla propria carriera da pro.

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Connors: “Sanzioni ITIA a Fish e Bryan da Medioevo: le scommesse fanno comodo al tennis”

L’ex campione statunitense dice la sua sul rapporto tra lo sport e il betting. Un punto di vista di chi confessa di essere stato uno scommettitore compulsivo

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Jimmy Connors, US Open 2017 - Raccolta fondi della Croce Rossa per le vittime dell'uragano Harvey (foto Art Seitz)

Jimmy Connors dice la sua sul rapporto tra tennis e scommesse e, come spesso accade quando parla, ciò che afferma non lascia indifferenti. Durante il suo podcast trasmesso dalla Apple e condotto insieme al figlio Brett, “Advantage Connors”, Jimmy ha parlato anche delle recenti sanzioni inflitte dalla ITIA a Mardy Fish e Bob Bryan, entrambi membri della nazionale americana, per aver promosso sui social una società di gioco d’azzardo. Per le regole ITIA, qualsiasi persona in attività nel tennis non può incoraggiare in alcun modo le scommesse. Ma Connors è di tutt’altro parere.

“Sanzioni così sono da Medioevo – ha detto Jimbo -. Le scommesse possono fare il bene del tennis ed è ora di capirlo, invogliando le persone a guardare le partite e tenersi aggiornati sui giocatori. Io sono un appassionato di tennis, ma l’idea di poter fare delle scommesse su baseball o basket mi rende interessato a quegli sport. Vogliamo dare alla gente un motivo in più per guardare il tennis? Inoltre, il tennis potrebbe avere dei benefici economici nello stringere rapporti con società di scommesse sportive”.

Come è ovvio, il tema è ampio e il mondo delle scommesse può anche avere degli influssi negativi, dal fenomeno del match fixing a quello delle ludopatie. Però Connors dice tutto questo rivelando di essere stato a sua volta uno scommettitore accanito. Secondo quanto riporta tennis365.com, infatti, Connors ha affermato di aver scommesso più volte su sé stesso persino quando giocava. Puntando sempre, ha precisato, su sé stesso vincitore. Grazie alla moglie, Jimbo ha poi superato il vizio del gioco ma tuttora si ritiene convinto che tennis e scommesse possano andare a braccetto.

 

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