Roland Garros, Cilic: “Io migliore di Del Potro? Lui più continuo ad alti livelli nonostante gli infortuni”

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Roland Garros, Cilic: “Io migliore di Del Potro? Lui più continuo ad alti livelli nonostante gli infortuni”

Dopo il match con Ruud, l’ex n. 3 del mondo dice la sua sulla finale tra il norvegese e Nadal: “Sarà la prima volta che si affrontano e penso che questo possa essere un vantaggio per Rafa”

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Marin Cilic - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)
 
 

Marin Cilic a 33 anni è andato vicinissimo ad entrare ancor di più nel gotha dei più forti tennisti del ventunesimo secolo; sfiorando la qualificazione a quella che sarebbe stata la quarta finale in tornei dello Slam e la prima al Roland Garros. Ciò gli avrebbe permesso di completare il personale bottino di ultimi atti nei Major, dopo la storica vittoria allo Us Open 2014 e le due sconfitte contro Federer a Wimbledon 2017 e in Australia un anno dopo. Ma l’ex n. 3 può comunque consolarsi con la semifinale raggiunta, seppur persa in quattro set per mano di Casper Ruud, che gli consente di essere l’unico giocatore ancora in attività insieme agli intramontabili ed inarrivabili Fab Four ad aver centrato il penultimo atto in tutti e quattro i tornei del Grande Slam. Nella conferenza stampa conclusiva del suo torneo a margine della semifinale persa, il ragazzone croato ha toccato numerosi temi; dalla ritrovata fiducia nel proprio gioco, nuovamente espresso ad alti livelli; alla sua previsione per la finale con il confronto delle caratteristiche tecniche e psicologiche dei protagonisti che la disputeranno; passando anche per una riflessione valutativa della sua carriera in relazione agli altri grandi campioni che ha dovuto affrontare in tutti questi anni; fino ad arrivare al sogno conclusivo della sua esperienza di tennista professionista, che Marin vorrebbe corrispondesse ad un ultimo grande acuto così come fu straordinario l’ultimo saluto di Elvis Presley ai suoi fans nel suo tour d’addio.

D: Che sfortuna stasera. Cosa ti porti via da queste due settimane? Questo torneo, quanta speranza ti dà per la stagione sull’erba, dove il tuo gioco si adatta molto bene?

Marin Cilic: “Devo dire che il mio stato di forma ora non è dei migliori, dopo due settimane molto faticose appena passate. Durante il torneo, però, mi sono sentito alla grande in campo. Ho giocato sei partite veramente di alto livello. Oggi, parte della partita è stata sicuramente anche abbastanza buona. Dunque, alla fine, posso essere decisamente felice. Ora la sfida per me è continuare così, cercare di andare avanti in questo modo per mantenere il livello espresso in queste due settimane, anche nelle prossime che verranno. Se riuscirò a fare questo, sono sicuro che arriveranno anche buone vittorie

 

D: Mi è sembrato che tu abbia detto qualcosa a Casper a rete dopo la conclusione del match. Hai voglia di condividere cosa vi siete detti? Cosa ne pensi del suo livello e del fatto che affronterà un avversario come Nadal in finale?

Marin Cilic: “Sì abbiamo scambiato qualche parola a rete. Mi sono semplicemente congratulato con lui e gli ho detto che aveva giocato una grande partita. Ha giocato davvero bene, esprimendosi al meglio per raggiungere la finale. Ha sicuramente giocato benissimo gli ultimi tre set e ha mantenuto sempre costante e alto il suo livello di gioco. E’ stato veramente fantastico per tutta la partita e ha meritato di vincere”.

D: Incontrerà in finale Nadal, cosa pensi della partita e delle sue chance di poter vincere?

Marin Cilic: “E’ una finale e in una finale può succedere assolutamente qualsiasi cosa. Poi Casper sta giocando davvero bene. Sicuramente un aspetto della partita, che potrebbe essere per lui sia un fattore positivo che negativo, è il fatto che non si sono mai affrontati. Quindi sarà ovviamente una chiave psicologica determinante per l’esito dell’incontro e probabilmente potrà essere un vantaggio per Rafa [Nadal] poiché per lui qui a l Roland Garros è come essere a casa; mentre per Casper sarà la prima volta. Ma penso che stia giocando così bene, che riuscirà a mantenere il suo livello”.

D: Se avessi raggiunto questa finale del Roland Garros, avresti potuto vantare nella tua carriera la finale in tutti i tornei del Grande Slam. Nonostante tu non l’abbia raggiunta, in base a quello che hai ottenuto in carriera, volevo chiederti dove ti collochi nella classifica dei migliori giocatori di quest’epoca? Ovviamente dopo i Fab 4, ma invece rispetto a Wawrinka e Del Potro come ti raffronti

Marin Cilic: “Non ne ho idea. Ovviamente Wawrinka e Del Potro hanno avuto una carriera straordinaria. Stan ha vinto tre Slam. Ma per quanto mi riguarda, guardo semplicemente me stesso e cerco di raggiungere i miei obiettivi, facendo il meglio che posso. Sono quindi felice del fantastico torneo che ho disputato, dopo che per molto tempo non era stato capace di giocare così bene e soprattutto di esprimere questo livello. E questo per me è davvero incoraggiante per il futuro, poiché mi dà ancora più motivazioni per andare avanti”.

D: Ha vinto uno Slam come Del Potro, sei stato un giocatore migliore di lui?

Marin Cilic: “Difficile dare una risposta, perché comunque penso che lui sia stato molto più continuo di me ad alti livelli. Io, a differenza sua, ho avuto la possibilità di giocare un po’ più a lungo perché non ho avuto tutti gli infortuni che ha avuto lui. E proprio tenendo presente dei problemi fisici che ha dovuto affrontare in carriera, la sua continuità è stata sicuramente fantastica”.

D: Hai affrontato sia Rafa che Casper un paio di volte. Pensi che ci siano degli aspetti in cui sono simili?

Marin Cilic: “Sì, direi che Casper sia un po’ Rafa in un certo senso. Sta molto indietro in risposta, colpisce molte palle con tanta rotazione, ha un dritto incredibile e anche abbastanza bello da vedere, gioca delle ottime palle corte. Per cui penso che abbiano molte caratteristiche tecniche in comune. Quindi credo che sarà una partita molto interessante, ancora di più rispetto a quello che potrebbe avvenire normalmente visto che si tratta di una finale”.

D: Una domanda su quello che è accaduto in merito all’interruzione del match. Ha influito, dal punto di vista del gioco sulla partita? Sono stati 15 minuti di pausa, complessivamente.

Marin Cilic: “In realtà, no. Siamo rientrati negli spogliatoi e abbiamo aspettato. Quando siamo tornati, ho avvertito che il livello fosse abbastanza simile rispetto a quando ci siamo fermati.

D: Hai avuto la sensazione che le condizioni di gioco abbiano influenzato il rendimento del tuo servizio, quest’oggi; perché al contrario in risposta sei sembrato piuttosto in palla?

Marin Cilic: “Direi che la partita si possa dividere in due parti. Nella prima era più fresco ed ho fatto molto bene in ribattuta, mentre nella seconda parte sentendomi più pesante sul piano fisico e dunque più lento, ha sbagliato parecchie risposte. Ma direi, che a livello generale, oggi rispetto alle altre partite del torneo mi sia mancato il diritto, con il quale infatti ho commesso diversi errori”.

D: Sembrava che la prima semifinale tra Rafa [Nadal, ndr] e Sascha [Zverev, ndr] sarebbe durata ancora molte ore, visto che erano stati in campo già più di tre ore e non era ancora terminato il secondo set. Come hai vissuto il momento dell’infortunio? Hai incontrato Sascha in seguito?

Marin Cilic: “Purtroppo no, non sono riuscito ad incontrarlo perché siccome il match si era concluso prima del previsto, dovevamo andarci a riscaldare immediatamente. Per quanto riguarda il momento dell’infortunio, mi stavo rilassando nello spogliatoio, per cui non ho visto quando è accaduto caduto. L’ho rivisto in seguito, grazie ad un replay. Inizialmente non volevo guardare, perché quel tipo di cadute sono molto terribile da vedere. Che posso dire, è stato incredibile quello che è successo, soprattutto nel frangente della sfida in cui è accaduto”.

D: L’altra sera, si era detto che il modo in cui stavi giocando in questo momento poteva essere paragonato al grande ritorno di Elvis Presley. Quindi ho cercato l’ultima canzone che ha cantato nel suo tourn di ritorno del 1968. In quello suo ritorno speciale, l’ultima canzone di ogni serata era “If I Can Dream”. Riesci ancora a sognare quale potrebbe essere la tua terra promessa, nella fase conclusiva della tua carriera?

Marin Cilic: “Assolutamente (ridendo). Sto giocando bene, mi sento bene in campo. Oggi sono stato ovviamente più sfortunato del solito e dunque sono un pò triste e delulo per come si sia chiuso il torneo. Però sono certo che il mio viaggio continuerà nel migliore dei modi, sperano in un altro grande momento”.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Wimbledon: “mamma” Maria elimina Sakkari, Mertens batte Kerber

La tedesca regola in due set la n. 5 del mondo. Passa il turno anche Bouzkova

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Tatjana Maria – WTA 250 Bad Homburg (foto via Twitter @badhomburgopen)

Caduta un’altra testa di serie in quel di Wimbledon. Una impaziente e fallosa Maria Sakkari saluta in anticipo Wimbledon, lasciando strada alla tedesca Tatjana Maria in due set 6-3 7-5. Vittoria meritata per la tedesca che ha giocato meglio dell’avversaria, mandando fuori giri la greca con i colpi in slice e la ricerca della rete. A far pendere l’ago della bilancia dalla parte di Maria anche i tanti errori non forzati della greca, ben 29.

Trentaquattro anni, la tennista più anziana rimasta in tabellone, madre di due figli, ottiene la gioia più grande in uno Slam nella sua seconda parte di carriera. Rientrata dalla maternità da solo un anno, la tedesca, infatti, si regala la prima qualificazione agli ottavi in un torneo del Grande Slam. Un 2022 che aveva già regalato alla tedesca la gioia del secondo titolo in carriera in quel di Bogotà, 4 anni dopo il successo sull’erba di Mallorca.

Lacrime di gioia che accompagnano il successo della tedesca e che si contrappongono alla rabbia di Maria Sakkari per l’occasione sciupata. Primo set che ha visto la Sakkari soffrire molto di più dal lato del rovescio e con la tedesca che ha cercato di fare il suo gioco senza cercare il braccio di ferro con la greca.

 

Partita che viaggia sui binari dell’equilibrio, con Maria brava ad annullare tre palle break nel corso del terzo gioco. Il momento che decide il primo set è l’ottavo game. Sakkari prima sbaglia di rovescio, regalando una palla break alla tedesca, poi commette un sanguinoso doppio fallo che porta Maria a servire per il set.

Archiviato il primo parziale a favore della tedesca, scende un campo una Sakkari più centrata, che prima annulla due palle break sul suo servizio e poi piazza il break, grazie a tre vincenti di dritto. La greca si issa sino al 5-2 ma chiamata a servire per il set, si disunisce. Le occasioni per la greca comunque non mancano con Sakkari che si guadagna due set point ma sciupa malamente entrambe le opportunità. Sulle ali dell’entusiasmo, Maria al secondo match point chiude grazie all’ennesimo errore di dritto della greca.

OUT KERBER – Dopo aver lottato per oltre tre ore nel turno precedente contro l’ungherese Udvardy annullando due match point, stavolta bastano solo 81 minuti ad Elise Mertens per avere la meglio della tre volte vincitrice slam Angelique Kerber e ritornare agli ottavi di Wimbledon a tre anni di distanza dall’ultima volta. Saldo negativo tra vincenti e non forzati per la tedesca (16-26) con Kerber che butta via il primo set perdendo il servizio a zero nel decimo game. Il rovescio di Kerber che si stampa sul nastro sulla palla break è l’emblema dell’andamento del match della tedesca. Nel secondo Kerber riesce a portarsi avanti di un break e si ritrova addirittura servire per portare la sfida al terzo. Tuttavia, la tedesca perde nuovamente il ritmo e incrementa il numero degli errori. Fotografia di una sfida che ha visto la tedesca giocare male i punti decisivi, l’errore di dritto di Kerber che mette fine alla sfida.

SORRISO BOUZKOVADopo Maria, Niemeier e Watson c’è spazio per una quarta “prima volta”. Stiamo parlando di colei che quando vede la bandiera a stelle e strisce in questa edizione di Wimbledon non c’è nulla che possa fermarla. Marie Bouzkova elimina la terza tennista statunitense di fila in questa settimana e approda agli ottavi per la prima volta in carriera. Ad arrendersi alla furia della ceca è la testa di serie numero 28 Alison Riske-Amritraj che si arrende 6-2 6-3. Primo set in equilibrio sino al 2-2 poi prende le redini della sfida la ceca che con un parziale di 16 punti a 4 chiude facilmente il parziale. Secondo set più equilibrato, a fare la differenza la maggiore solidità sulle palle break per Bouzkova, che ne annulla quattro su quattro. Al contrario Riske cede il servizio a zero nell’ottavo game che le costa il match.

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ATP

Wimbledon: Djokovic leggiadro e straripante, non può nulla Kecmanovic

Prestazione grandiosa da parte del n. 1 del tabellone Novak Djokovic: ora la marcia verso il quarto titolo di fila a Church Road si scontrerà con Van Rijthoven, nel suo 55°ottavo nei Major

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Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)
Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)

[1] N. Djokovic b. [25] M. Kecmanovic 6-0 6-3 6-4

Il terzo atto del derby balcanico, dopo i due tra il 2021 e la stagione in corso nei quarti del Belgrado Open, tra Novak Djokovic e Miomir Kecmanovic va come i precedenti al serbo più titolato. Il n. 3 del mondo, infatti, s’impone con lo score di 6-0 6-3 6-4 in 2h19 centrando così la vittoria consecutiva numero 24 su questa superficie dal 2018 ad oggi, tutte ottenute sui sacri prati di Wimbledon, – ai Championships l’ultima sconfitta è giunta nel 2016 contro Sam Querrey, escludendo quella nei quarti dell’anno dopo con Berdych avvenuta per ritiro – nella sua 350esima partita negli Slam. Curiosamente ottiene questo traguardo proprio nella ventiquattresima partita stagionale. Per il 35enne di Belgrado una prestazione sontuosa, che fornisce un ulteriore argomentazione alla tesi che lo erige a grande favorito per il successo finale.

Niente da fare dunque per l’ex n. 1 juniores, che alla sua terza partecipazione nel main-draw di Wimbledon deve abbandonare senza colpo ferire lo Slam londinese al terzo turno come gli era già capitato a Parigi il mese scorso – eliminato da Medvedev. Mentre era riuscito a qualificarsi agli ottavi in Australia, battendo il nostro Lorenzo Sonego. Il 20 volte campione nelle prove dei Major ha concesso in tutto l’incontro solamente quattro break point, tra l’altro tre di questi concentrati nel suo secondo turno di servizio del match, creandosi invece opportunità per breakkare in 9 dei 12 game alla battuta del 22enne serbo. Al quarto turno ad aspettare Djokovic nel suo 55° ottavo a livello Slam, il 14° a Wimbledon ci sarà Tim Van Rijthoven.

 

IL MATCH – Si affrontano due giocatori dalle caratteristiche tecniche praticamente speculari, che fanno della pressione da fondo il loro marchio di fabbrica. Ed è proprio questo il grande problema da dover dirimere per Kecmanovic, perché certamente si può mettere in difficoltà l’uomo di gomma se si è in possesso di uno stile di gioco vario e che non dia ritmo, ma se invece il proprio tennis rispecchia il terreno di caccia preferito dell’ex n. 1 del mondo allora la questione si fa veramente ardua. L’avvio dell’incontro, in questo senso, conferma perfettamente le sensazioni della vigilia, Miomir prova a spingere a più non posso, specie sulla diagonale destra. Ma alla lunga, quando lo scambio si prolunga, dall’altra parte il muro del 20 volte campione Slam rimanda qualsiasi cosa dall’altro lato e perciò il n. 30 ATP va a finire che prima o poi s’inceppa andando fuori giri.

Il break è così servito in apertura, ma l’allievo di Nalbandian quest’anno può godere di grande fiducia visto la stagione che sta disputando, e riesce a procurarsi due palle break nel terzo gioco anche aiutato dal cambio ritmo dello slice. Novak è una leggenda, e decide di darne un’ulteriore dimostrazione mostrando come i grandi campioni nei momenti di difficoltà sappiano tirare fuori dal cilindro delle soluzioni al loro non convenzionali: il n. 1 del tabellone si aggrappa ad uno scintillante servizio e a suon di prime vincenti o di serve&volley da antonomasia, si risolleva e si porta sul 3-0. Djokovic gioca leggero, sicuro dei propri mezzi, è perfettamente consapevole che l’avversario di oggi non può mai e poi mai impensierirlo – parziale di addirittura 8 punti consecutivi vinti in risposta che lo proiettano sul 4-0. Attacchi supersonici con il back, fluidità e pulizia nei colpi che fanno raccapricciare tutti coloro che lo devono affrontare. Il sei volte campione di questo torneo è semplicemente straripante, il timing sulla palla è pazzesco e il povero Kec può solo prendere atto del bagel subito in soli 19 minuti.

La musica non cambia nel secondo set, Robo Nole continua a far faville tra passanti bimani impossibili ed una copertura magistrale della rete. Il giovane concittadino del padre spirituale del tennis serbo, è in una condizione di frustrazione perenne e agonizzante, costretto a forzare quando non mette la prima e ad incorrere nel doppio fallo. Possiamo far poco per consolare Kecmanovic, poiché gli occhi della tigre da parte del cannibale sono quelli delle giornate migliori. Non ha intenzione di lasciare per strada neanche un quindici, ma bisogna riconoscere uno spirito assolutamente ammirevole di Miomir, che riesce finalmente a sbloccarsi cancellando anche una palla break del possibile 2-0 in apertura di seconda partita. Si capisce che il 5 volte maestro del Masters di fine anno, finora ammirato, è quello delle grandi occasioni anche da come scuote la testa quando commette uno dei pochissimi errori della sua partita – se proprio si vuole trovare il pelo nell’uovo nella performance del 35enne mostro sacro di questo sport, i 4 doppi falli. Nole è invalicabile al servizio, è pressocché inattaccabile. E’ questione solo di minuti prima che arrivi anche l’allungo in questo set, però l’ex n. 1 junior non molla di un centimetro e annullando due palle break in un game infinito da 13 punti si tiene a galla (3-3). Lo sfavorito è certamente salito di livello, dopo un inizio un po’ contratto vincendo anche alcuni bei scambi nei pressi della rete. Purtroppo, per sua sfortuna, i turni in battuta del connazionale di 13 anni più anzianotto vanno via in un amen, a differenza dei suoi sempre molto laboriosi e lunghi. La pressione difensiva di Djokovic paga i dividenti nell’ottavo gioco e permette al fuoriclasse balcanico di volare sul 2-0 (6-0, 6-3).

La tds n. 25 sta dando tutto, ma è scoraggiante anche solo provarci quando hai di fronte un tennista in stato di grazia – che poi è quello abituale del nove volte campione dell’Open d’Australia – e che parte in questo terzo parziale illuminando gli occhi degli spettatori del Centre Court con tutto il suo campionario: pallonetto al volo, con conseguente attacco in controtempo e chiusura con la demi-volée di rovescio; schema da far tremare i polsi. Questa volta il n. 30 rimane indenne, annulla la nona palla break offerta e sfrutta il vantaggio di servire – non gli era mai capitato – per primo per mettere il naso avanti. Ormai però il match è segnato, quinto break realizzato dal recordman di settimane in cima alla classifica mondiale, il quale viene suggellato da un punto emblematico che testimonia la superiorità incontrastata dell’ex n. 1: irreale recupero in spaccata dal lato destro, che solo lui probabilmente nella storia del tennis può eseguire, accompagnato da una delicata smorzata. Nel settimo game giunge chirurgico il doppio break per il rullo compressore di gomma, che però proprio nel momento di chiudere torna ad offrire chance in battuta e cede il servizio nel primo passaggino a vuoto della sua partita. Poco male, perché pur con qualche minuto di ritardo al secondo tentativo Novak non perdona.

LE PAROLE A CALDO DI DJOKOVIC –Nulla viene dato per scontato, quindi ancora una volta ringrazio il pubblico per aver sostenuto i giocatori in campo. Ho cominciato benissimo, molto forte con tanta intensità e concentrazione. Conosco molto bene Miomir, [Kecmanovic, ndr] ci alleniamo spesso insieme. Lui e un altro paio di giocatori stanno facendo bene, auguro loro il meglio e spero che potremo giocare molte altre volte sul Campo Centrale. Vuol dire che sono parecchi anni che gioco (sui 350 match nei Major), sono molto grato e contento di poter competere ad alti livelli per poter cercare molte più vittore negli Slam. Sono i tornei che contano di più nel nostro Sport, sono molto orgoglioso per la continuità a questi livelli. Sto migliorando di partita in partita, e tu speri sempre che il match successivo ti faccia alzare il livello ed è quello che sta accadendo. Mi aspetto sempre il massimo da me e fin qui tutto bene“.

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Editoriali del Direttore

Wimbledon: Lorenzo Sonego cerca mancino prima del duello sul centre court con Rafa Nadal? “No, un mancino come Nadal tanto non esiste!”

Gipo Arbino è persuaso che il suo Lorenzo sia più in forma di sempre. “Gioca molto meglio di un anno fa, ha perso con Berrettini e Kudla due match che avrebbe meritato di vincere”

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Stamattina Lorenzo Sonego, reduce da una convincente prova contro Hugo Gaston, si è allenato con Cristian Garin, in preparazione al match di sabato e di terzo turno con Rafa Nadal programmato sul Centre Court. Mission impossible? In condizioni normali sì, però Rafa ha concesso un set a Cerundolo, un altro set a Berankis. Giocatori che non sono più forti di Lorenzo, che lo scorso anno qui giunse in ottavi (battè Sousa, Galan e Duckworth).

Ho chiesto al suo coach Gipo Arbino se non avevano pensato di “ingaggiare” uno sparring mancino… con vista Rafa, e lui ha risposto: “Lo faremo domani. Ma a Lorenzo serve in realtà uno che lo metta in palla sbagliando poco, perché tanto un mancino che gichi come Nadal non esiste. Ha giocato contro Gaston, mancino e con rovescio bimane, ma non è Nadal! L’altro giorno si è allenato con Gasquet che era perfetto: non sbagliava mai, giocava di ritmo ed è stato utilissimo. Per intendersi: se Lorenzo si scaldasse con Bublik sarebbe un disastro. Conta che trovi il ritmo, che senta bene la palla, che automatizzi i colpi per giocare la partita più solida possibile. Contro Gaston è stato solidissimo”.

Arbino è convinto che Lorenzo stia giocando benissimo, molto meglio dello scorso anno. “Ha perso due partite di misura, con Berrettini e con Kudla, e le ha perse per pura sfortuna, per pochissimi punti e mini-dettagli. Avrebbe meritato di vincerle lui…”.

 

Quindi il morale è buono, la fiducia c’è. Anche se si deve misurare con Nadal. “Il momento peggiore è stato il giorno dopo la sconfitta con Kudla, quando Lorenzo è andato ad allenarsi e a un certo punto, probabilmente a seguito di un dritto molto forte di Cerundolo che è rimbalzato male sul suo rovescio; lui ha cercato di adattarsi a quella traiettoria così cambiata e nel farlo ha sentito una fitta al polso sinistro. Ci siamo spaventati moltissimo. Con il polso, anche quello sinistro, non si scherza. Per fortuna un falso allarme!”

-E allora non si è allenato per un po’?

“No, no, ha continuato ad allenarsi e… a giocare il rovescio a una mano, allenando lo slice. Ed è andata bene così… perché ieri ha giocato lo slice anche in approccio contro Gaston meglio di sempre!”.

A volte il destino fa strani scherzi, non sempre brutti. Contro Nadal, Lorenzo non ha mai giocato. Nadal ha fatto i complimenti di prammatica a Lorenzo, al suo servizio, al suo dritto, ma è certo che gli farà giocare centinaia di rovesci.

Lorenzo però non sembra troppo intimorito. Vedremo sul campo. “Sul centrale ho già giocato…con Federer” aveva detto venerdì sera. E domenica, ultimo match, gli toccherà di nuovo il centrale. Non è Federer, è Nadal… una leggenda dopo l’altra, un mito dopo l’altro. Per sdrammatizzare in Toscana direbbero… se non è zuppa è pan bagnato.

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