Gaudenzi e il suo piano strategico: avanti tutta verso il nuovo futuro dell'ATP

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Gaudenzi e il suo piano strategico: avanti tutta verso il nuovo futuro dell’ATP

Giocatori e tornei diventano partner, almeno sulla carta. Il rebus del calendario estivo e l’incognita WTA

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Caja Magica - Madrid 2021 (photo MMO21)
 
 

Il progetto era in lavorazione da tanto tempo, da Indian Wells si sussurrava dietro le quinte che la decisione sul nuovo calendario 2023 fosse imminente, e anche Ubitennis aveva anticipato le novità sostanziali che sono state annunciate ufficialmente questa settimana dal CEO dell’ATP Andrea Gaudenzi, dopo che anche il New York Times aveva pubblicato qualche ora prima un riassunto del nuovo assetto del Tour.

La novità più evidente è dunque quella di cinque Masters 1000 che progressivamente si trasformano in tornei da due settimane (o almeno 12 giorni) con tabelloni di singolare da 96 giocatori, ma ci sono anche tanti cambiamenti dietro le quinte che comportano un sostanziale riassetto del Tour.

Il gruppo dei tornei più importanti diventa sostanzialmente una joint-venture con i giocatori che si divideranno i profitti al 50%. Quindi più i tornei guadagneranno, più i giocatori potranno mettersi in tasca. Il meccanismo sarà garantito da un processo di audit che vedrà un rappresentante dei tornei, uno dei giocatori e un auditor indipendente controllare i conti dei singoli tornei per stabilire la dimensione della torta da dividersi. Questo almeno sulla carta, perché in pratica chiunque sappia un poco di contabilità sa benissimo che chi è capace di stilare i bilanci può dipingere un quadro molto diverso della stessa situazione utilizzando sempre gli stessi colori. I tornei fanno quasi tutti parte di entità più grandi e complesse, cosa questa che rende molto più semplice spostare le cifre da una colonna all’altra per “raccontare” una storia diversa da quella che si dovrebbe raccontare.

 

I principi contabili sono differenti da Paese a Paese, e l’abilità e l’integrità dei revisori dei conti sarà fondamentale per evitare che i giocatori rimangano sempre con il cerino in mano a spartirsi le briciole, come avvenuto finora.

Ma non saranno solamente i prize money a crescere, in linea con l’aumento dei guadagni dei tornei maggiori. Ci sarà anche un aumento del Bonus Pool, che da circa 11 milioni di dollari passerà a quasi 20 milioni; e non sarà diviso solamente tra i primi 12 giocatori del mondo, come accade ora, ma saranno tutti i Top 30 a beneficiarne.
Anche se si tratta sempre di una “lauta mancia” consegnata nelle mani dei soliti noti, quelli che già si pappano la fetta più grande della torta dei prize money, il Bonus Pool costituisce un incentivo superiore per far sì che il campo di partecipazione dei tornei maggiori sia il più completo possibile. Per chi non lo sapesse, il Bonus Pool è una borsa che si viene divisa, in parti proporzionali al ranking tra tutti i giocatori che alla fine della stagione hanno soddisfatto tutti gli obblighi di partecipazione ai tornei cosiddetti “mandatory”, ovvero tutti i Masters 1000 e almeno quattro ATP 500 nel corso della stagione, uno dei quali dopo lo US Open (a questo scopo il Masters 1000 di Montecarlo viene considerato come un ATP 500 dal momento che non è un torneo obbligatorio). Un giocatore “eleggibile”, ovvero incluso nei primi 30 all’inizio dell’anno, che non partecipa a uno dei Masters 1000 obbligatori, non solo si becca uno zero non scartabile in classifica (a meno che non abbia raggiunto uno o più parametri di età e anzianità che qualificano per una esenzione), ma esce anche dal gruppo eleggibile per dividersi il Bonus alla fine dell’anno.

Con questa nuova riforma tutti i tornei correntemente classificati come Masters 1000 avranno il diritto di mantenere la loro qualifica per i prossimi 30 anni, in modo da poter pianificare i loro investimenti con una qualche sicurezza. Fino a questo momento, solamente Indian Wells aveva ottenuto la certezza di mantenere il proprio “rango” per un periodo di 50 anni, mentre gli altri avrebbero potuto perderlo anche a breve termine.

Il passaggio dei cinque tornei “promossi” a un tabellone da 96 giocatori avverrà in due fasi: prima Madrid, Roma e Shanghai si allargheranno a partire dalla stagione 2023, poi sarà la volta dell’Open del Canada e di Cincinnati, che vedranno il loro tabellone aumentare di dimensione dall’anno 2025. Probabilmente questo ritardo è dovuto alla necessità di far posto per il torneo Olimpico di Parigi nel calendario del 2024, ma anche quella di sistemare i contratti con i vari eventi prima e dopo i Masters 1000, dato che la compressione sarà molto più evidente di quanto non capiterà in primavera. Infatti, sembra che la soluzione ying-yang che era stata prospettata anche per Madrid e Roma verrà adottata per Canada-Cincinnati, ovvero due tornei da 12 giorni incastrati in tre settimane, con il primo che terminerà con la finale di mercoledì e il secondo che seguirà a ruota il primo, possibilmente con “performance-based byes” per facilitare il trasferimento di chi dovesse arrivare avanti nel primo torneo. La misura era già stata adottata nel 2012, quando per favorire i giocatori che arrivavano dalle Olimpiadi di Londra, l’allora Rogers Cup di Montreal chiese e ottenne di iniziare il martedì per giocare la finale il lunedì sera. In quel caso, le quattro semifinaliste del torneo ottennero un bye al primo turno del successivo torneo di Cincinnati (oltre a un passaggio su un jet privato, cosa che accade ormai regolarmente) indipendentemente dal loro status di testa di serie.

Tuttavia, considerata la necessità di lasciare una settimana di pausa tra la fine di Cincinnati e l’inizio dello US Open, anche per lasciare il tempo necessario per la disputa delle qualificazioni dello Slam, le tre settimane da dedicare ai due Masters 1000 nordamericani estivi andranno sicuramente a compattare il periodo post-Wimbledon, che già nel 2023 è limitato a tre settimane comprendenti anche i due ‘500’ di Amburgo e Washington, ma che dal 2025 potrebbe ridursi addirittura a due settimane, con il tempo di riposo post-Championships che andrebbe a ridursi al lumicino per chi fosse arrivato al weekend finale all’All England Club.

Poi c’è da capire se la WTA farà combaciare il suo calendario con quello dell’ATP, dato che la quasi totalità dei tornei che sono stati “allargati” al momento sono combined (tutti con l’esclusione di Shanghai), e considerando che la decisione dell’ATP di rilanciare la loro presenza sulla Cina con la fiducia accordata al Rolex Shanghai Masters pone un problema di non facilissima soluzione per la WTA nel caso in cui voglia proseguire con la strategia di perseguire sempre più eventi misti.

Al momento appare quantomeno dubbio che si possa andare a giocare in Cina l’autunno prossimo, data la situazione attuale nel Paese che vede grandi città come Shanghai appena uscite da durissime settimane di lockdown e con il rilascio dei visti essenzialmente bloccato. Secondo il CEO Gaudenzi l’ATP è in attesa di una decisione del Governo cinese che dovrebbe stabilire se permettere l’arrivo degli atleti dall’estero per la disputa dei tornei in Cina a partire da metà settembre, ovvero tra poco più di tre mesi. Inoltre bisognerà capire che tipo di condizioni verranno imposte all’arrivo di tutti questi stranieri e se i giocatori vorranno sottoporsi a queste restrizioni. Lo scorso febbraio le Olimpiadi di Pechino si sono tenute con tutto il contingente olimpico in una sostanziale bolla. È difficile vedere i tennisti accettare condizioni di questo tipo dopo oltre sei mesi di quasi totale assenza di restrizioni.

In ogni modo, al di là del problema cinese, Andrea Gaudenzi e il suo team può mettere una gigantesca croce nella casella vicino alla “Fase 1” del nuovo piano strategico, che ha ovviamente è propedeutica alla “Fase 2” che vedrebbe l’unificazione della governance del tennis sotto un unico organismo, oggi soprannominato T-7, che comprende tutte le sette organizzazioni che al momento comandano il tennis professionistico. Probabilmente l’orizzonte temporale per la realizzazione di questa seconda fase, che secondo Gaudenzi richiederà almeno un paio d’anni prima di essere sostanzialmente avviata, andrà oltre la fine del suo primo mandato, e quindi molto probabilmente sarebbe necessario un rinnovo del contratto perché Gaudenzi possa portare a termine questa fatica, rinnovo che potrebbe dimostrarsi complicato considerando la feroce opposizione che deve sostenere da parte delle “frange” più estremiste dei giocatori, da Pospisil a Opelka.

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Wimbledon, Kyrgios: “Ho una grande opportunità con Garin, quello era lo spicchio di Berrettini”

Nick elogia anche lo sfortunatissimo Matteo, parlando di sé, del torneo, delle sue emozioni

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Nick Kyrgios – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @ATPTour_ES)

Otto anni dopo, il tennis sembra aver ritrovato quel Kyrgios brillante che batté Nadal per approdare ai quarti di finale di Wimbledon. E oggi, stesso palcoscenico, ma avversario meno celebrato: Brandon Nakashima, anche lui battuto dopo una partita emozionante, che riporta Nick tra i migliori otto di Wimbledon, a cui mancava dal 2014, e in generale di uno Slam(l’ultima volta fu l’Australian Open di 7 anni fa). E la gioia del campo si riflette anche nella serenità mostrata in sala stampa, nella conferenza post gara.

D: “Nick, i tuoi pensieri sulla partita. Una bella partita

Kyrgios: “Sono rimasto davvero colpito da Brandon oggi. Onestamente, non ho guardato troppe sue partite prima di oggi, ma ho guardato il sorteggio, e alcune dei giocatori che ha battuto: Shapovalov, che ha vinto il torneo juniores qui, quindi sapevo che Nakashima avrebbe portato un livello abbastanza buono oggi. Sentivo tante aeree del suo gioco come impressionanti: la seconda di servizio è stata incredibile, non sono stato in grado di attaccarla, e anche il suo rovescio era buono. Sapevo fin dall’inizio che non stavo giocando così bene come mi sarebbe piaciuto, non sentivo la palla come contro Tsitsipas o Krajinovic. Sapevo che dovevo stare a testa bassa e combattere oggi, è stata una buona prestazione mentale“.

 

D: “Stando così le cose, come ti senti per quello che hai raggiunto oggi e dove ti pone per il resto del torneo?

Kyrgios: “Continuerò ad avere la stessa mentalità, prendendo una partita alla volta. Posso capire come Brandon ha fatto il quarto turno qui. È un diavolo di avversario, e ovviamente si sente abbastanza bene. Sono rimasti otto giocatori, quindi tutti capaci in questo momento. Io voglio solo continuare a fare le cose giuste fisicamente e professionalmente. La mia squadra fa un ottimo lavoro, io faccio molta fisioterapia, siamo tutti come una squadra affiatata, e lo stiamo facendo insieme. Speriamo di potermi mantenere così proseguendo“.

D: “Cosa significa per te centrare una semifinale a questo livello?

Kyrgios: “Non è il mio obiettivo. Non sto pensando di alzare un trofeo o fare semifinali o la finale, ma solo alle mie abitudini di ogni giorno; sto cercando di fare una buona prestazione sul campo, poi fare una buona sessione di allenamento, di restare positivo, provare a separarmi davvero. Una volta che me ne vado dal campo, mi godo il ​​tempo con il mio team, la mia ragazza e mi diverto davvero, poi entro nella modalità di gioco. Non sto pensando a niente in anticipo o a obiettivi simili a quello, ma sto solo cercando di godermi il momento“.

D: “Ci sono stati momenti nella tua carriera in cui hai detto che non ti godi lo sport, di non avere la motivazione principale. Come descriveresti quello che stai vivendo in questo momento sul campo in termini di divertimento e motivazione?

Kyrgios: “Mi sembra di averne passate così tante, mi sento come se fossi in grado di rimanere più composto. Oggi stavo quasi solo sorridendo e ridendo tra me e me, sapendo di essere in una battaglia, dove in passato non sarei stato in grado di divertirmi. Era come se mi stessi godendo il fatto di essere due set a uno, ovviamente prima di perdere il quarto; lui stava giocando davvero bene, io non alla grande, ma mi stavo quasi godendo la competitività. Probabilmente è la prima volta nella mia carriera in cui, indipendentemente dal fatto di giocare sul Centrale di Wimbledon, con la folla al completo, non ho giocato bene. Ho potuto solo dire a me stesso ‘Wow, guarda quanto sono arrivato lontano ‘, mentre palleggiavo la palla prima di servire. Ho davvero sorriso tra me e me, è stato gratificante aver fatto una buona prestazione mentale oggi. Penso che mi stia godendo un po’ di più la battaglia, mi aspetto che tutti giochino bene contro di me ora, perché per Brandon io ero quel ragazzo che una volta calpestò quel campo, da underdog, mentre oggi sono stato io a camminare da favorito, ed era un sentimento completamente diverso. Ma sono stato in grado di superare questo test“.

D: “Guardando da fuori il mondo del tennis, quanto è diverso il signor Nick Kyrgios dagli altri tennisti? Più differente per personalità, carisma, gioco?

Kyrgios: “Nessuno di voi mi conosce davvero. Guardate solo cosa vedete in campo, dove sono sempre andato un po’ come sulle montagne russe, quindi capisco come le recensioni siano contrastanti. Ma non lo so: alla gente piace solo avere un opinione. Anche se sto provando cose nuove o cercando di essere diverso, avete tutti un’opinione. Ma per quanto riguarda i miei amici più cari negli spogliatoi, come Jack Sock, Jordan Thompson, Thanasi, ne ho tanti, e sanno come sono. Neanch’io mi prendo sul serio, mi piace venire negli spogliatoi e scherzare. Li sosterrò sempre, sanno che dopo tutto il tennis che è stato detto e fatto, sarò ancora lì come un loro buon amico“.

D: “Pensieri su Garin? È una grande occasione. Hai detto che sei stato qui molte volte, ma da sette anni e mezzo mancavi un quarto di finale. Qualche pensiero sul match? É una buona opportunità, no?

Kyrgios: “Sì, certamente. Quello era lo spicchio di Berrettini. Quando non vedi Berrettini lì, è un sospiro di sollievo per ogni giocatore in tabellone, essendo ovviamente finalista di Wimbledon. Di sicuro é tra i primi tre giocatori sull’erba del mondo. La vedo come una grande opportunità. Garin ovviamente sta giocando un grande tennis; oggi camminavo sul Centrale e vedevo lo score segnare due set a zero De Minaur, erano in una battaglia. Mi aspettavo di giocare con Alex, che penso che sia un un po’ più a suo agio sull’erba. Poi quando ho camminato fuori dal campo e mi è stato detto che era Garin, è stato sorprendente. La vedo come un’opportunità, ma ho bisogno di fare molte cose prima di quella partita per prepararmi. Ho bisogno di riposare, guarire, mangiare e dormire bene. Ci sono tante cose, tanti passi, prima di andare là fuori e competere ancora“.

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Wimbledon, il programma di martedì 5 luglio: Djokovic-Sinner alle 14.30 sul Centre Court

Bouzkova-Jabeur l’altro match sul campo principale. Goffin-Norrie sul Court 1

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Jannik Sinner - Wimbledon 2022 (foto Twitter @atptour)

Martedì 5 luglio, ore 14.30 italiane sul Centre Court. Queste le coordinate del match tra Novak Djokovic e Jannik Sinner, che monopolizzerà l’attenzione dell’Italia nel Day 9 di Wimbledon, il primo giorno dedicato ai quarti. L’attesissimo incontro che vedrà protagonista l’azzurro sarà il primo match sul campo principale. A seguire saranno di scena Maria Bouzkova e Ons Jabeur.

Due match sul Centre Court, due sul Court 1. Ad aprire il programma alle 14 il derby tra le sorprese tedesche tra Maria e Niemeier. A seguire, l’unico tennista di casa rimasto ancora in gara, Cameron Norrie, sfiderà David Goffin per un posto in semifinale.

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Wimbledon junior: Pedone eliminata tra le ragazze, niente italiani tra i ragazzi

Georgia Pedone si arrende al secondo turno. Lorenzo Ferri e Gianmarco Gandolfi fermati ad un passo dal tabellone principale

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Giorgia Pedone- Wimbledon Junior 2022

Due giorni fa ha preso il via il torneo junior di Wimbledon, sia per i ragazzi che per le ragazze, preceduto dalle qualificazioni dove otto giovani atleti italiani erano impegnati nella caccia per un posto nel tabellone principale. Purtroppo di loro nessuno è riuscito a centrare l’obiettivo: tra i ragazzi Federico Bondioli, Daniele Minighini, e Niccolò Ciavarella sono stati sconfitti al primo turno mentre la stessa sorte è toccata a Denise Valente e Anna Paradisi. Erano invece riusciti a superare il primo turno di qualificazione sia il 18enne Lorenzo Ferri (6-3 7-5 sull’israeliano Ron Ellouck) che il coetaneo Gianmarco Gandolfi (7-6(3) 6-4 sul cileno Alejandro Bancalari), ma entrambi sono stati sconfitti da un tennista giapponese nel match decisivo per l’ingresso nel main draw (rispettivamente Lennon Roark Jones e Hayato Matsuoka).

Come detto dunque, nel tabellone maschile principale non ci sono ragazzi italiani e a guidare le teste di serie c’è il francese Gabriel Debru, classe 2005, che ha superato il primo turno lasciando un solo game alla wild card Louis Bowden, e ora affronterà il qualificato Aidan Kim. Attenendoci al ranking, un altro favorito è il ceco Jakub Menšík, anche lui classe 2004 e indenne al secondo turno dopo aver superato un britannico.

Tra le ragazze invece c’era una rappresentate italiana, e cioè Georgia Pedone, 17enne n.1343 del mondo (n.58 del ranking giovanile). La tennista palermitana, all’esordio nel torneo, ha superato la belga Amelie Van Impe per 7-5 6-3 e poi è stata sconfitta al secondo turno da Rose Marie Nijkamp. L’olandese n.79 ITF si è imposta con un doppio 6-4. In questo torneo la prima testa di serie spetta alla 16enne statunitense Liv Hovde, mentre la n.2 è la svizzera Celine Naef di un anno più vecchia. Nel doppio invece Pedone avrà l’immediata occasione di riscatto, in una disciplina in cui vanta già nove titoli: la 17enne, al fianco della statunitense Kaitlin Quevedo, incrocerà di nuovo la racchetta con Van Impe che sarà affiancata della statunitense Kaitlin Quevedo.

 

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