ATP Queen's, Berrettini: "Wimbledon? Mi piace pensare di poterlo vincere"

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ATP Queen’s, Berrettini: “Wimbledon? Mi piace pensare di poterlo vincere”

LONDRA -“Ogni volta che affronto Djokovic mi sento più vicino a batterlo” afferma Berrettini dopo la vittoria su Paul. “Provo una stanchezza positiva, vuol dire che ho giocato molto”

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Matteo Berrettini - Queen's 2022 (Credit: Getty Image for LTA)
 
 

Da Londra, il nostro inviato

Settima vittoria consecutiva dal rientro in campo per Matteo Berrettini, che anche oggi ha passato qualche patema iniziale contro Tommy Paul, poi battuto 6-4 6-2. Il tennista italiano, campione in carica del torneo del Queen’s e testa di serie più alta rimasta in gara si è presentato in conferenza stampa con la sua consueta cordialità. Il torneo di Wimbledon si fa sempre più vicino ma lui stesso afferma di non sentire la pressione: “Prima pensiamo a questo e poi a Wimbledon”. La tenacia con la quale ha ribaltato gli ultimi due incontri è certamente un’abilità che si impara col tempo e che accomuna tutti i campioni, e come dice lui, l’importante è uscire dal campo con la certezza di aver dato tutto. Nella conferenza si sofferma anche sulla collaborazione con la compagnia di abbigliamento Boss, che gli sta offrendo nuovi punti di vista di un mondo a dir poco stimolante. Infine c’è anche spazio per una info inedita: “C’è stato un momento in cui avevo 14 anni, credo, in cui stavo per cambiare nel rovescio ad una mano”.

Il tabellone dell’ATP 500 del Queen’s

 

Paolo Di Lorito, Ubitennis: Ciao Matteo. Considerando come Nadal e Djokovic non siano così in forma in questo momento è lecito considerarti il ​​favorito numero uno per il torneo di Wimbledon, senza aggiungerti ulteriore pressione.

MATTEO BERRETTINI: No. Nessuna pressione. Numero 1? Non lo so. Penso che quei due ragazzi ci abbiano mostrato così tante volte che possono vincere, e in realtà lo hanno fatto negli Slam, anche se non erano nella forma migliore. Nadal ha vinto gli Australian Open e Parigi dopo essersi infortunato, quindi sì, non mi considererei il favorito, ma mi piace pensare di poterlo vincere. Questo è l’obiettivo. Ovviamente ora sto pensando a questo torneo. È abbastanza importante. È un grande torneo qui e sto davvero cercando la vittoria. Prima questo e poi pensiamo a Wimbledon.

James Spencer, Ubitennis ENG: L’anno scorso hai perso negli Slam solo contro un giocatore: Novak Djokovic. Allora volevo solo chiederti: nel tempo libero o durante gli allenamenti pensi e come puoi batterlo? Ti passa per la mente?

MATTEO BERRETTINI: Sì. Ho perso contro Novak e poi contro me stesso perché mi sono infortunato. Sì, naturalmente. Certo. Durante il mio tempo libero e anche non durante il mio tempo libero ero con il mio allenatore. Ci siamo seduti e abbiamo iniziato a guardare le partite e quindi abbiamo visto cosa facevo bene, cosa non facevo alla grande, quando faceva quello che gli piaceva fare. Probabilmente batterlo in uno Slam è una delle cose più difficili che possa mai pensare di fare. L’anno scorso ha vinto tre Slam e ha raggiunto la finale nel quarto. Quindi non è davvero facile trovare un modo, ma una cosa è certa. Ogni volta che lo affronto, in uno Slam, mi sento sempre più vicino perché, ovviamente, più giochi contro qualcuno, più impari su di lui. Inoltre ogni volta che gioco contro questi giocatori sto migliorando, anche se sto perdendo una partita. Quindi penso che sia giunto il momento. L’anno scorso è stata la mia prima finale del Grande Slam in assoluto. Per lui era la 30esima, credo. Anche quello, è una cosa importante, ma sì. Non credo ci sia qualcosa di specifico. Non te lo direi perché poi lo saprebbe, ma no. Scherzi a parte. Penso di non essere così lontano, ma ovviamente so che non è così facile.

D: Ciao Matteo. Come hai detto l’anno scorso Djokovic ha vinto tre Slam. Sembra che Rafa sia su quella strada quest’anno. Dato che ora sappiamo che ha intenzione di giocare a Wimbledon. Con chi preferiresti non imbatterti in questo momento, dato che entrambi sono in forma più traballante del normale. Se dovessi scegliere un favorito a Wimbledon con chi ti schieri e chi non vuoi affrontare?

MATTEO BERRETTINI: È una domanda difficile. Penso che sull’erba Novak per il modo in cui gioco sia più difficile da battere, ma ovviamente se mi chiedi ‘vuoi giocare con Novak o Rafa a Parigi’. Direi Novak. Dipende dal torneo. Poi non dico che lì sarà facile battere Rafa, ma penso che Novak sarà più tosto, ma comunque per giocare contro di loro penso di dover raggiungere un certo risultato prima. Non so la mia classifica, quale sarà a Wimbledon, se sarò testa di serie o meno. Prima di allora ci saranno, si spera, alcune partite.

Il tabellone dell’ATP 500 del Queen’s

Paolo Di Lorito, Ubitennis: Oggi, come ieri, hai avuto un inizio lento ma oggi sei riuscito a cambiare le cose in meglio più velocemente di ieri. Quindi la partita di Kudla ti è passata per la testa oggi in campo?

MATTEO BERRETTINI: Sì. Direi che oggi mi sono trattato meglio. Sapevo che avrei potuto farcela. Sapevo che avrei dovuto trovare l’energia giusta per trasformare la partita a modo mio. Oggi le condizioni erano davvero difficili. Era ventoso. Non è stato facile trovare la palla, colpire tiri puliti, e l’ho sentito, ma avevo anche visto che lui non si sentiva molto a suo agio e ne ho approfittato. Mi sono detto che dovevo esserci, restare solido nei momenti importanti perché poteva succedere qualcosa di buono. La partita precedente mi ha aiutato ad arrivare a quel punto.

D: Come ti senti fisicamente ora?

MATTEO BERRETTINI: Sto bene. Ovviamente, come ho detto ieri, sono stanco, ma una stanchezza positiva. Vuol dire che ho giocato molto. Vuol dire che sto vincendo le partite ed è quello che volevo. Non mi aspettavo di tornare da un infortunio e di giocare così tante partite. Vincere così tanto non è molto comune per me, ma sono felice di sentirmi così. Ora devo andare avanti. Sono in semifinale. Comincio a vedere l’obiettivo, il traguardo finale, e non voglio fermarmi adesso, ed è quello a cui pensavo quando mi sono infortunato. Stavo pensando di tornare, lasciare un’impronta, e quindi ora è il momento di spingere.

D: Ciao Matteo. Ieri hai chiesto il fisio al termine del secondo set. Come va oggi ti senti bene?

MATTEO BERRETTINI: Sì. Ho chiesto il fisio perché il mio callo sulla mano mi dava fastidio e sai che quando hai troppo calli puoi avere delle vesciche sotto. Quindi ho chiesto di raderlo un po’, e sì, non ho mai avuto problemi con quello, ma da quando sono stato operato è come se avessi perso tutta la callosità della mia mano. Quando hanno dovuto ricrescere c’è stato un momento in cui stavo soffrendo un po’. Ma sì, sto bene. Il fisioterapista mi ha aiutato molto.

D: Ciao Matteo. Voglio chiederti qualcosa che è inerente alla carriera di un tennista che sta perdendo le partite. Ovviamente solo un giocatore può vincere un torneo. Prendi le sconfitte più facilmente ora rispetto a quando avevi 18/19 anni o è ancora difficile?

MATTEO BERRETTINI: È una bella domanda. Immagino che non sia mai facile accettare una sconfitta. Immagino che da quando sei giovane devi imparare a gestire la sconfitta perché è normale. So sicuramente che nell’anno perderò alcune partite. Anche gli anni migliori che Roger, Rafa, Novak hanno avuto, hanno perso alcune partite, quindi è normale. Ovviamente non è mai facile ma a volte è proprio necessario per migliorare. Per guardarti e dire, ‘ok, cosa ho fatto bene, cosa ho fatto male’. Era davvero una cosa che non potevo accettare quando ero più giovane, un po’ anche adesso, è come quello che ho detto ieri. Quando senti che non hai fatto del tuo meglio è davvero difficile da digerire perché ti stai accorgendo di essere lì e non ti senti come se stessi mettendo il 100 percento che hai dentro. È stata dura quando ero più giovane, ma ora ho imparato a farlo. Ho imparato a dare tutto quello che ho, quindi alla fine della giornata ti svegli la mattina dopo e dici: va bene, ho perso, ho fatto il massimo, probabilmente non ho giocato bene, ma ho appena vinto una partita di tennis.

Q: Volevo chiederti qualcosa al di fuori del tennis. Ovviamente sei sponsorizzato da Boss quest’anno. Penso che tu sia il primo tennista a farlo. Come è successo e ti abbiamo anche visto fare campagne sponsor. Non è quello che fanno molti tennisti. Com’è uscire da un ambiente tennistico, entrare in un mondo del genere e come è nata la partnership in primo luogo?

MATTEO BERRETTINI: Allora, sì. La partnership è iniziata quest’anno. Ovviamente, abbiamo iniziato a parlare con Boss alla fine dello scorso anno. Gli piacevo. Gli piaceva il modo in cui stavo giocando. Gli piacevano le cose che dicevo dopo le mie partite. Immagino che gli piacesse il look. Non lo so. Mi sono piaciuti molto sin dal primo incontro. Mi stanno trattando davvero bene. Sono davvero entusiasti di creare insieme l’attuale collezione. Ad esempio, sono il co-designer di tutti gli abiti e gli altri gadget. All’inizio era diverso. Ricordo che i primi shooting fotografici che ho fatto sono durati 12 ore e non avevo mai fatto niente del genere in vita mia. Mi sentivo a mio agio, ma c’erano 100 persone che lavoravano per questo servizio e sono rimasto un po’ sopraffatto. Ero come se non sapessi cosa fare qui. Poi c’era la mia famiglia. Il mio agente era lì. Mi hanno aiutato. Inoltre, la squadra mi ha aiutato. Mi hanno fatto sentire davvero bene. Poi è ho la sensazione di poter guardare quelle cose in un modo che mi dà energia, perché ho la possibilità di incontrare e connettermi con persone che non avrei la possibilità se fossi solo un tennista; ma ho sempre ha detto che il primo pensiero che ho in mente quando mi sveglio è che sto giocando a tennis, sono un tennista e a volte mi diverto a farlo. Dicono che sono abbastanza bravo, quindi ne sono felici e mi diverto. Quindi sì. È diverso. Quando ho visto il primo cartellone pubblicitario mi sono detto ‘wow’. È bello perché sento di lavorare sodo per questo.

Q: Oggi hai giocato un rovescio a una mano a un certo punto. Doveva essere un back ed è venuto fuori come un rovescio a una mano?

MATTEO BERRETTINI: No. No. (sorride) Doveva essere quello che ho fatto. In realtà c’è stato un momento in cui avevo 14 anni, credo, in cui stavo per cambiare nel rovescio ad una mano quando ero con il mio vecchio allenatore. Poi mi sono trasferito e purtroppo ho conosciuto Vincenzo (Santopadre) e il resto è storia. Allora lui era sempre a favore del rovescio a due mani. Poi c’è stato un momento in cui mi sono infortunato al polso sinistro e ho iniziato ad allenarmi sullo slice perché non potevo giocare a due mani e da quel momento in poi ho iniziato a sentirmi più sicuro, ad avere più sensazioni di rovescio con una mano ed è qualcosa che faccio spesso. Intendo spesso per essere un ragazzo che gioca il rovescio a due mani. Come Tsonga faceva in passato.

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Wimbledon: Vavassori piace e diverte, ma Tiafoe è troppo solido

LONDRA – Andrea attacca e gioca bene, Frances tira, corre e alla fine vince senza rischiare. Tanti applausi per l’italiano

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[23] F.Tiafoe b. [Q] A.Vavassori 6-4 6-4 6-4 (da Londra, il nostro inviato)

Inizio piuttosto teso sul court 17 di Wimbledon, con Frances Tiafoe che si presenta in campo quasi 9 minuti in ritardo, e Andrea Vavassori che dà il via al match perdendo subito il servizio. L’italiano è comprensibilmente contratto, lo si capisce dai lanci di palla sbagliati e da qualche accelerazione non abbastanza convinta, ma insomma, siamo davanti a un ragazzo che sta giocando una partita sognata chissà quante volte.

Frances da parte sua non sembra proprio in forma scintillante, nel secondo game concede un paio di occasioni a Vavassori per rientrare subito, e poi subisce la reazione di Andrea che dallo 0-2 recupera e sorpassa fino al 3-2. Poco dopo, sul 3 pari, inizia a piovere, ed è un peccato, perchè l’inerzia si era spostata, da bordocampo sento Tiafoe smoccolare parecchio per le difficoltà a stare in equilibrio, e questo ben prima dello scroscio. D’altronde, con quegli appoggi potenti e pesanti, l’erba intonsa delle prime giornate diventa traditrice, l’americano qui non è mai andato oltre il terzo turno.

 

Come era purtroppo prevedibile, la pausa (di un’oretta circa) permette a Frances di riordinare le idee, il che si traduce, a furia di botte da fondo, servizi e buoni passanti, in un break che viene capitalizzato per il 6-4. A inizio secondo set un doppio fallo, una bella risposta dell’americano, e un errore sottorete costano ancora un game di servizio a Vavassori. Da quel momento Tiafoe non rischia più (mentre Andrea si salva da uno 0-40) e siamo 2 set a zero, 6-4 6-4. Non è male la partita, anzi, Vavassori fa vedere cose belle in attacco e prende tanti applausi, ma il gap di cilindrata in favore di Frances si fa sentire, ogni volta che colpisce comodo l’americano fa male soprattutto al rovescio di Andrea, che ha un ottimo slice ma non basta.

“Che bello essere qui, peccato il primo set. Mi sento bene, ora testa al doppio di mercoledì!”

Ormai nei game di servizio di Vavassori c’è lotta, con palle break assortite, in quelli di Tiafoe non si gioca o quasi, e l’inevitabile break decisivo arriva nel nono game del terzo set. Il 6-4 6-4 6-4 conclusivo è giusto per quanto visto in campo, la speranza è di poter rivedere ancora Vavassori a questo livello. Nel frattempo, solo complimenti per Andrea.

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ATP Eastbourne: Fritz piega Cressy in una finale da erba d’altri tempi

Dopo un primo set dominato dal N.14 del mondo, zero palle break concesse da entrambi nei due successivi. La spunta Taylor al tie-break decisivo

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[3] T. Fritz b. M. Cressy 6-2 6-7(4) 7-6(4)

 

Se avete nostalgia dell’erba dei tempi che furono e passate le giornate su Youtube per ritrovare il prato spelacchiato nei pressi della rete probabilmente la finale di Wimbledon che si giocherà tra due settimane non vi renderà felici. Potete però ripiegare sulla finale del torneo di Eastbourne che hanno disputato Taylor Fritz e Maxime Cressy in un derby americano inatteso quanto old-fashioned.

Il campione di Indian Wells aveva già vinto questo torneo tre anni fa da giovanissimo ed evidentemente ha un rapporto speciale con questi campi. Cressy è senza alcun dubbio il miglior giocatore di serve&volley sistematico al mondo in questo momento, almeno in singolare. Non solo è il migliore ma è probabilmente anche l’unico sotto i 2 metri di altezza.

Alla fine ne è venuto fuori un match da 1992 più che da 2022: Fritz ha dominato il primo set con due break nel primo e nel settimo gioco sfruttando 2 palle break su 3. Da lì in avanti nessuno dei due giocatori ne vedrà più una fino alla fine.

In questo modo Fritz ha chiuso l’incontro, vinto al tie-break decisivo, non concedendo nemmeno una palla break in tutto l’incontro cedendo appena 10 punti complessivi alla battuta su 83 (12%). Paradossalmente 2 di questi 10 punti li ha persi nel tie-break del secondo set e gli sono costati dunque l’allungamento del match al terzo.

Nel tie-break decisivo invece i ruoli si sono invertiti: è stato Fritz a portare a casa due mini-break che gli sono valsi il terzo titolo della carriera, il secondo della stagione dopo il Masters 1000 in California e anche il secondo sui prati di Eastbourne.

Una cosa è sicura però: non prendete impegni per martedì perché Auger-Aliassime contro Cressy rischia di essere di gran lunga il primo turno più spettacolare di Wimbledon 2022.

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ATP Maiorca: Tsitsipas rischia più volte ma si impone al fotofinish contro Bautista Agut, 1° titolo su erba

Stefanos Tsitsipas spreca un vantaggio di un set e un break, serve per il match, non chiude ma vince comunque. Nono titolo in carriera, il primo sui prati

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Stefanos Tsitsipas - ATP 250 Maiorca 2022 (foto Twitter)

Clicca qui per ascoltare il video intero!

[2/WC] S. Tsitsipas b. [5] R. Bautista Agut 6-4 3-6 7-6(2)

 

I grandi complimenti di Toni Nadal, in veste di direttore dell’ATP 250 di Maiorca, sono emblematici della finale che Stefanos Tsitsipas e Roberto Bautista Agut hanno interpretato. Un ultimo atto pieno di colpi di scena, in cui il greco è sempre stato avanti nel punteggio ma ha subito per ben due volte il ritorno dello spagnolo. Il tiebreak del terzo set, tuttavia, è stato un assolo del numero 6 del mondo, che lo ha dominato dal primo all’ultimo punto.

IL MATCHBautista Agut parte in maniera fallosa sia con le volée che col dritto, concedendo subito tre palle break consecutive al greco. Tsitsipas ha dalla sua anche la fortuna e un nastro beffardo gli smorza la palla quel tanto che basta per mandarla dall’altra parte, ritrovandosi 1-0 e servizio. Vantaggio mantenuto grazie ad un grande controllo degli scambi da fondo; Bautista Agut prova a fare restare a galla con palle arrotate e profonde, ma la potenza del dritto del 23enne di Atene continua a fare seri danni e in 11 minuti è 3-0 pesante. Poco dopo i punti vinti dal numero 20 del mondo eguagliano i game di Tsitsipas e si va 4-0. Per la prima volta Bautista riesce a vincere due quindici consecutivi e a sbloccarsi e, inaspettatamente, anche a recuperare uno dei due break di svantaggio. Aiutandosi con il servizio l’iberico risale fino al 3-4, accompagnando il tentativo di rimonta con diversi “Vamos!”. Bautista Agut è definitivamente entrato in partita e Tsitsipas rischia un po’ troppo, finendo subito sotto 0-30 anche per via di un doppio fallo. Da quel momento, però, il greco chiama in causa il suo gran servizio, conquistando quattro punti di fila e mantenendo il vantaggio. La testa di serie numero 5 prova a rimanere in scia, ma nel decimo game l’ellenico trova due ace e due prime vincenti e archivia 6-4 la prima frazione in cui, come spesso accade, ottiene molto dalla battuta (79% di punti vinti con la prima).

Il tabellone completo dell’ATP250 di Maiorca

Il secondo parziale parte in modo più equilibrato rispetto al primo, ma quando sembra che possa esserci una partita vera Bautista Agut spegne nuovamente la luce. Nel terzo game, infatti, l’iberico commette tre gratuiti di rovescio e concede altrettante palle break (seppur non consecutive): sulle prime due è bravo a cancellarle, ma sulla terza sbaglia una comoda volée di rovescio sopra la rete. In men che non si dica Tsitsipas si porta in vantaggio 3-1 e sembra totalmente in controllo del match, ma Bautista Agut non è certo un giocatore arrendevole. Prima un suo gran rovescio lungolinea, quindi due non forzati del numero 6 del mondo gli valgono due palle break per rientrare in partita. La seconda chance è quella giusta, con il 34enne di Castellon De La Plana che riesce ad agguantare il suo avversario sul 3-3. Qualcosa sembra essersi inceppato nel gioco del greco, che smarrisce la prima, va spesso fuori giri e regala altre due chance di break a Bautista Agut. Lo spagnolo se le procura al termine di uno scambio spettacolare, facendo giocare a Tsitsipas una complicata volée bassa e infilandolo successivamente con il dritto. Alla prima possibilità la testa di serie numero 5 opera l’allungo e, al momento di chiudere, tira fuori il meglio si sé con un pallonetto millimetrico, una smorzata vincente e un ace. Diventano cinque i giochi consecutivi vinti da Bautista Agut, che chiude 6-3 e rimanda tutto al terzo set.

Il match si fa decisamente più combattuto, con i due giocatori che sono ben consci di quanto sia importante partire bene. Tsitsipas non ha problemi nei suoi primi due giochi al servizio, tenuti entrambi a 15, mentre Bautista Agut difende il suo primo turno ai vantaggi. Nel quarto gioco l’iberico si porta comodamente sul 40-0, ma abbassa la concentrazione e subisce il rientro del suo rivale, che con cinque punti consecutivi ottiene il break. Abbastanza clamoroso il modo in cui Tsitsipas opera l’allungo, dato che – esattamente come nel primo set – è un nastro beffardo a mettere fuori giri Bautista Agut, che stava per mettere a segno una comoda volée di rovescio. La palla, tuttavia, bacia il net e ricade tra i piedi dello spagnolo, bravo a salvarsi rapidamente ma impotente sul colpo successivo del numero due del seeding, che si scusa in tutti i modi. L’ellenico ne approfitta, sale velocemente 4-1 e poco dopo ha un’opportunità del doppio break, ma l’iberico è bravo a cancellarla a rete. Si procede on serve fino al 5-3, quando Tsitsipas è chiamato a chiudere. Il numero 6 del mondo avverte la tensione del momento, concede una chance di break e, questa volta, la fortuna sorride al suo avversario. Il numero 20 del mondo, infatti, risponde come può ad una corposa prima della testa di serie numero due, che manca completamente l’impatto con la palla per via di un rimbalzo irregolare e viene ancora raggiunto da Bautista Agut, che impatta sul 5-5. Tsitsipas si fa riprendere da 40-0 ma non concede break point, mentre lo spagnolo tiene a zero il suo ultimo turno di battuta: sarà il tiebreak a decretare il vincitore del torneo. Il primo minibreak è del greco, che trova un importante dritto sulla riga e proprio con questo colpo fa la differenza, portandosi sul 4-1. Con un altro punto spettacolare il numero 6 ATP allunga il suo vantaggio, si procura quattro match point consecutivi e chiude subito con una seconda vincente un tiebreak dominato dall’inizio alla fine. Termina 6-4 3-6 7-6 in 2h31 per Tsitsipas, che si è trovato prima avanti di un set e un break, poi ha servito per il torneo nel terzo set, ma in entrambe le occasioni era stato rimontato da un mai domo Bautista Agut. Questo successo è il 40esimo in stagione, che gli valgono anche il nono titolo in carriera, il primo in assoluto sull’erba. Grazie alla vittoria odierna, inoltre, l’ellenico scavalca Alcaraz e torna al secondo posto nella race, alle spalle soltanto di Rafael Nadal. Al termine di Wimbledon Tsitsipas salirà al numero 4 ATP, poiché usciranno a Novak Djokovic i 2000 punti ottenuti grazie alla vittoria dell’anno scorso. Il serbo scenderà dunque al numero 7 del ranking.

Il tabellone completo dell’ATP250 di Maiorca

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