Sinner lavora con Cahill: è l’australiano il suo nuovo super coach

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Sinner lavora con Cahill: è l’australiano il suo nuovo super coach

L’altoatesino a Eastbourne si sta allenando con l’ex allenatore di Agassi, Hewitt e Halep: continuano le novità nel team di Jannik

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Il prosieguo del ricordo si può ascoltare al seguente link su Intesa Sanpaolo

Un arrivo eccellente nella panchina di Jannik Sinner: secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport, è in arrivo Darren Cahill al fianco del giocatore altoatesino. Il noto coach australiano sarebbe stato avvistato in questi giorni al lavoro con Jannik sui campi di Eastbourne, sede dell’ATP 250 che a partire dalla prossima settimana vedrà il ritorno sul circuito di Sinner a tre settimane dal ritiro al Roland Garros contro Rublev.

Cahill, 56 anni, è un coach di chiarissima fama del tennis mondiale che nella sua carriera ha allenato diversi grandi campioni sia tra gli uomini che tra le donne. I suoi migliori successi sono rappresentati dalle collaborazioni con Andre Agassi, riportato al vertice del tennis sul finire della carriera, e Lleyton Hewitt, che è diventato numero uno del mondo quando era allenato da lui. Sul circuito WTA, Cahill ha portato Simona Halep alla conquista di Roland Garros e Wimbledon, poi ha allenato anche Amanda Anisimova, ma la collaborazione si è conclusa pochi mesi fa.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

Sinner ha sfruttato l’occasione e lo ha chiamato a sé, vedremo se per una consulenza a tempo. Infatti, non sembrano esserci dubbi sul fatto che il coach principale resti Simone Vagnozzi. Jannik in ogni caso ha da molti mesi in testa l’idea di affidarsi a un super coach, un partner di grido che lo aiuti a completare il suo gioco: a gennaio alcune indiscrezioni lo avvicinarono a Magnus Norman, ma non si sono concretizzate. A febbraio c’è stata poi la rivoluzione con la fine del rapporto con Riccardo Piatti e l’inizio dell’avventura al fianco di Vagnozzi.

 

E nelle ultime settimane, dopo il ritiro al Roland Garros, il team aveva già visto diversi cambiamenti: Sinner ha infatti cambiato fisioterapista (affidandosi a Jerome Bianchi, già al fianco di Tsitsipas) e preparatore atletico (puntando su Umberto Ferrara, già con Vagnozzi ai tempi di Cecchinato). Insomma, Sinner non sta lesinando investimenti sullo staff che lo circonda con l’obiettivo di arrivare ai vertici del tennis.

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ATP Montreal, ad Alcaraz è fatale la tds n.2: “È la prima volta che non riesco a gestire la pressione”

Tommy Paul: “La chiave di volta del match? Quando ho compreso che la fuga di Carlos era dipesa da un vistoso calo del mio livello, e non da un innalzamento del suo”

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Alcaraz in conferenza stampa a Umago 2022
Alcaraz in conferenza stampa a Umago 2022

Dopo essersi dati battaglia per oltre tre ore e venti di partita, Carlos Alcaraz e Tommy Paul si sono presentati in sala stampa, ovviamente con stati d’animo diametralmente opposti. Di seguito i passaggi più rilevanti delle loro conferenze post partita, partendo da quella di Carlitos

ALCARAZ CONTRO SE STESSO – Pur riconoscendo la grande prestazione di Paul, in alcuni tratti della partita si è avuta la sensazione di assistere ad una lotta dello spagnolo contro sé stesso: “In parte sì. Direi che non ho potuto mostrare la mia migliore prestazione qui. Ma come ho sempre detto, nei primi round di ogni torneo, devi combattere contro i tuoi avversari e, naturalmente, anche contro te stesso. Ovviamente è stato difficile gestire quei momenti, sapendo che non mi stavo esprimendo al massimo delle mie possibilità. Naturalmente, quindi, è stata anche una lotta con me stesso”.

Quale sarà stato il punto di svolta del match, l’eccezionale livello mostrato dall’americano o gli errori di Carlos? L’allievo di Ferrero sembra avere le idee chiare: “Ho avuto delle possibilità. Ovviamente sono stato un break sotto nel secondo set, ma ho avuto l’opportunità di vincere la partita. Però mi è mancato molto. Ovviamente lui ha giocato davvero bene nei momenti difficili. In conclusione quindi direi, un mix di entrambi: lui ha giocato alla grande e io non ho mostrato il mio meglio”.

 

Il 19enne murciano ha sicuramente fatto vedere le migliori cose, nella fase conclusiva del match, quando ha cancellato quattro match point. Quindi quantomeno, potrà comunque portarsi a casa degli aspetti positivi da questa sconfitta, ma la delusione e la rabbia per la prestazione messa in campo non possono lasciare tranquillo il giovane iberico: Sono arrabbiato in questo momento. Ho avuto concrete possibilità per strappargli il servizio all’inizio del terzo set. Ricordo ad esempio alcuni punti, in quel frangente di gara, che stavo dominando e che alla fine però ho perso prendendo decisioni sbagliate. Questo chiaramente mi ha provocato parecchia frustrazione. Forse solo alla fine del terzo set, quando ho annullato quei match point sul 5-3 con Tommy al servizio, ho giocato alla grande. Probabilmente quella è stata l’unica parte della partita in cui ho visto veramente il mio gioco”.

Il n. 4 del mondo si rivela come sempre, molto sincero, riconoscendo caldamente che questa prima volta da n. 2 del tabellone in un torneo così importante gli è costata un brutto scherzo, facendo sì che si trovasse impreparato nel gestire la pressione derivante da un simile status: “In questo momento quello che posso dire, è che si tratta della prima volta in cui non sono riuscito a gestire la pressione. Ho sentito la pressione di essere la testa di serie n. 2 in questo tipo di tornei, da n. 4 al mondo. Era la prima volta che sentivo quella pressione e non sono riuscito a gestirla. Tutto quello che posso affermare, dopo questa partita è che devo allenarmi, devo essere pronto ad avere questa pressione, ad avere questo tipo di momenti e ad imparare a gestirli. Questo è tutto ciò che posso dire in questo momento”. Sulla programmazione a medio termine, il modus operandi è modello Berrettini: ancora qualche dì nella città dell’Ontario e poi dritti verso l’Ohio per il Wester&Southern : “In questo momento penso di passare qualche giorno qui a Montreal e poi concentrarmi su Cincinnati. Devo allenarmi, come ho detto, per prendere delle lezioni da questa partita, cercando di essere al mio massimo a Cincinnati”.

PAUL BRAVO A RITROVARSI NEL MOMENTO PIU’ DIFFICILE – Per il campione del Roland Garros junior 2015, la vittoria su Alcaraz rappresenta un scalpo di enorme prestigio, tuttavia ci tiene a ricordare il valore di ogni singola vittoria, le quali sono propedeutiche a costruire quell’indispensabile stato di fiducia per un tennista: “Sì, voglio dire, penso che ogni vittoria crei fiducia. D’altro canto si sente di giocatori, che abbassano il livello delle competizioni a cui partecipano, per sfidare avversari di livello inferiore e costruire fiducia nei loro mezzi. Penso che ogni vittoria aggiunga fiducia e la costruisca. Ovviamente più batti i migliori giocatori, più grande sarà la soddisfazione e il prestigio del successo”. Tommy con questa vittoria ha centrato la terza vittoria della carriera contro un Top Ten, descrive come si sente ad affrontarli: “Sicuramente è difficile non essere pieni di adrenalina. Quando gioco, ad esempio, contro avversari di questo livello sono davvero eccitato, mi sveglio la mattina alle 6:45 e non penso che sia così male (sorridendo).

Anche al 25enne del New Jersey viene chiesto un parere su quale potrebbe essere stato il momento di rottura dell’incontro. Questa la disamina di Paul: “Probabilmente il momento di svolta è stato molto prima del match point che ho cancellato, direi quando era sopra 4-1. Ero dalla parte del mio allenatore, mi ha detto che avevo abbassato il mio livello. Allora mi ha indicato la strada per rialzarlo. E mi è bastato pochissimo per rendermi conto subito, che rispetto all’equilibrio del primo set ero calato, lui aveva solo mantenuto quel livello ma non era salito esponenzialmente. Questa era la differenza. Quindi ho cambiato mentalità, ho ripreso il mio livello e gli ho fatto davvero guadagnare il secondo set: qui il match è svoltato, se voleva vincere doveva sudare, io non gli avrei regalato la partita”.

In conclusione viene chiesto al n. 34 ATP se in campo ha percepito la frustrazione di Alcaraz nel vedersi scippare l’incontro, subendo la rimonta. L’americano scherza sulle parole del baby prodigio di El Palmar, in merito al peso di ricoprire il ruolo di secondo favorito dell’evento, dichiarando che spera un giorno di poter godere anche lui della tds n. 2 in torneo così importante: “No, non è qualcosa a cui stavo pensando in campo. Immagino che probabilmente aggiunga un pò di pressione in più. Voglio dire, mi piacerebbe essere il n. 2 qui un giorno e quando lo sarò potrò dirvi cosa si prova (sorridendo). Chiunque poi abbia un set e un break di vantaggio e finisce alla fine per perdere, sarà frustrato”.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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ATP Montreal e Jannik Sinner: la notte delle stelle cadenti e un tabellone chiamato desiderio

Fuori tre delle quattro prime teste di serie, il tabellone di Montreal si apre in più punti: vediamo quali e in che modo potrebbe aiutare l’azzurro

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Jannik Sinner - Montreal 2022 (foto Ubitennis)

Quella tra mercoledì e giovedì è stata la notte di San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti, la notte che ha rivoluzionato il tabellone di un Masters 1000, quello di Montreal, che delle prime quattro teste di serie, agli ottavi, ne vede ancora in gioco una soltanto, Casper Ruud, e per di più la quarta del lotto.

Ma andiamo per ordine: fuori Medvedev nell’incredibile match con Kyrgios, fuori Alcaraz battuto per 2-1 da Paul e nella notte fuori anche Tsitsipas sconfitto dal rampante Draper. Insomma se non è un cataclisma poco ci manca. Basti pensare che l’ultima volta che in un torneo di questo livello le prime tre teste di serie del torneo caddero all’esordio fu nel 1999 a Indian Wells: a farne le spese furono Sampras (che perse da Mantilla), Kafelnikov (ko con Kuerten) e Corretja (battuto da Philippoussis).

E dunque, cosa succede adesso? Vediamolo nel dettaglio.

 

Nella parte alta del tabellone i primi due favoriti, per un passaggio verso i quarti di finale, sono Kyrgios, che affronterà un De Minaur particolarmente brillante e carnefice di uno dei beniamini di casa Shapovalov, prima e di Dimitrov dopo, e il polacco Hurkacz uno dei tre giocatori ancora rimasti in tabellone, insieme a Fritz e Norrie ad aver vinto un 1000 in carriera, che se la vedrà con lo spagnolo Ramos: non proprio una missione impossibile per Hubi. 

Molto più incerto l’ipotetico accoppiamento del secondo quarto della parte alta del tabellone che vede la presenza dell’unica delle quattro teste di serie ai nastri di partenza del torneo, Ruud, giocare con Bautista Agut che sarà pure un terraiolo ma sul veloce ha sempre detto la sua in maniera più che egregia. Il vincente affronterà uno tra Norrie e Auger-Aliassime in un match di sicuro interesse. Ecco, questa è la parte di tabellone che non ha subito particolari sconvolgimenti. Se ci avessero detto, all’inizio del torneo che questi sarebbero stati gli ottavi, non avremmo avuto nulla da dire. 

Ci saremmo sicuramente sorpresi, invece, nel vedere gli ottavi della parte bassa del tabellone. In quella di Sinner nello specifico. Ma qui forse tocca fare un passo ulteriormente indietro. In molti, tra addetti ai lavori e tifosi, forse in un eccessivo slancio di patriottismo applicato al tennis e sulla spinta dell’entusiasmo italico, parlavano di un derby al secondo turno tra Berrettini e Fognini, e di un ipotetico quarto tra Berrettini e Sinner. Il risultato è che Matteo e Fabio non hanno superato il primo turno e che Jannik è arrivato agli ottavi soffrendo nel match con Mannarino. Soffrendo ma vincendo; tanto gli basta per affrontare quel Carreno Busta che ha eliminato Berrettini al primo turno. Ci vorrà un Sinner migliore di quello visto in campo ieri, ma le carte in regola per andare avanti ci sono tutte. 

L’altro ottavo è quello orfano della testa di serie numero tre, il greco Tsitsipas battuto, come scritto, da Draper che quindi affronterà, nel suo ottavo, Monfils. Per Sinner sicuramente una opportunità da non lasciarsi sfuggire, anche perché l’ultimo spicchio di tabellone vede la mancanza dei due favoriti per un posto nei quarti, Alcaraz e Rublev, subito stoppati nella rincorsa al titolo. 

I due ottavi di finale, di questa parte finale del draw, vedranno opposti Evans a Fritz (che comunque quest’anno ha vinto Indian Wells) e l’unico vincitore di Slam ancora presente in tabellone, Cilic, all’americano Paul. Tutti giocatori molto tosti ma contro i quali Sinner non scende in campo battuto. A questo punto del torneo Jannik con un tabellone così aperto, non può non sognare in grande. Le stelle nella notte di San Lorenzo, sono cadute. Di solito si dice che per ogni stella che si vede si debba esprimere un desiderio. In tal senso Sinner ha solo l’imbarazzo della scelta. 

QUI IL TABELLONE AGGIORNATO DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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ATP Montreal, Kyrgios: “La vittoria su Medvedev? Non è la prima volta che batto un n.1”

L’australiano aggiunge: “L’aver battuto il n. 1 del mondo non eleverà la mia classifica portandomi in Top 10, è solo una partita”

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Nick Kyrgios - Montreal 2022 (foto Twitter @atptour)

E’ un Nick Kyrgios consapevole dei suoi mezzi (la sicurezza in sé stesso, in realtà, l’ha sempre avuta) oltre che totalmente determinato per quanto riguarda i piani futuri, quello che si presenta in sala stampa dopo aver centrato la 27esima vittoria della carriera contro un Top 10 nonché la 14esima contro un Top 5 superando il n. 1 del tabellone dell’Omnium Banque National presented by Rogers Daniil Medvedev. L’obbiettivo è chiaro, quello di arrivare ad essere una delle teste di serie più importanti a Flushing Meadows, e per questo c’è un torneo da vivere da protagonista a Montreal, nel quale si candida ad arrivare in fondo. L’attuale n. 37 del ranking sembra consapevole del fatto che nel tennis ci si dimentichi facilmente di quello che accade, visto che ci sarà sempre una nuova partita o un nuovo evento a soddisfare l’insaziabile passione degli appassionati e a catturarne l’interesse, oltre che il proprio sport richieda grande continuità. Ecco le parole dell’australiano, dopo il successo sul moscovita.

IL MODERATORE: Nick, grande partita. Hai battuto il numero 1 del mondo. Come ti senti?

Nick Kyrgios: “Sì, è stata una partita difficile. Voglio dire, non sono andato sul campo pensando che fosse il numero 1 del mondo. Ci eravamo già affrontati tre volte. Mi aveva battuto l’ultima volta, io l’ho battuto due volte. Sapevo che si sentiva sicuro, quindi dovevo mettere in pratica uno stile di gioco che non gli avrebbe dato troppo ritmo. Ho fatto il serve&volley praticamente su ogni punto. Ho servito bene, prendendo la rete nel modo giusto e ho avuto anche oggi un ottimo atteggiamento. Nonostante la stanchezza, mi sono procurato due set point nel primo set. Sono stato in campo focalizzato fin dall’inizio. Quindi sono davvero contento di come ho espresso il mio tennis, della mia attitudine. Per quanto riguarda l’aver vinto contro il n. 1, alla fine è solo una partita, non modifica l’ordine delle cose. Anche questo è il tennis. Questo successo da solo non eleverà la mia classifica portandomi in top 10. È solo una partita, quindi devo prepararmi per la prossima”.

 

D: Dopo il primo set, come hai reagito psicologicamente? Hai semplicemente svuotato la mente? Come hai affrontato il secondo set?

Nick Kyrgios: “Ho avuto delle occasioni nel primo set. Sono andato vicinissimo a vincerlo. Ma lui ha eseguito due incredibili servizi sui set point. Mi sentivo come se fossi in totale controllo della partita, come se meritassi di vincere il primo set. Dopo averlo perso, ho soltanto avuto una specie di reset. Ho guardato la mia squadra e ho detto loro: ‘Vedete cosa abbiamo fatto la scorsa settimana. Abbiamo trascorso una settimana fantastica’, questo mi ha permesso di caricarmi e di togliermi un po’ di pressione. Ero in un mood del tipo: ‘Divertiamoci, giochiamo totalmente liberi nei game di risposta, senza schemi predefiniti’. Così sono riuscito a partire molto bene nel primo gioco del secondo set. Gli ho tolto subito il servizio e con lo slancio derivante dal break, da quel momento in poi sono riuscito a cambiare l’inerzia per tutto il resto del match. Oggi ho giocato bene i grandi punti, quelli decisivi. Sento che il mio gioco e la mia fiducia sotto pressione sono ai massimi storici. Questo è tutto ciò che ho davvero fatto”.

D: Ti è piaciuta la reazione della folla? Hai mandato alcune palle fuori dallo stadio, dopo averli rallegrati con le tue giocate, e ti hanno fischiato. Era una situazione di amore-odio?

Nick Kyrgios “Voglio dire, faccio tutto quello che voglio fare in campo. Cerco di giocare nel modo in cui voglio giocare. Che alla folla non piaccia o piaccia… Lo stadio era di nuovo pieno. Questo è tutto ciò che so”.

D. Fisicamente come ti senti? Sei arrivato piuttosto tardi da Washington. Sei ancora a posto, al 100%?

Nick Kyrgios: “ A questo punto della stagione, penso che tutti siano costretti a scendere in campo con alcuni fastidi, non sentendosi fisicamente al massimo. Sicuramente mi sento un po’ stanco, i miei riscaldamenti sono ora più brevi. Sto cercando di fare il minimo indispensabile per preservare la mia energia in vista delle prossime partite. Oggi mi sono riscaldato letteralmente per circa 10 minuti, poi sono tornato negli spogliatoi, per andare a posizionarmi sul tavolo del fisioterapista. Questa volta è un enorme sollievo avere con me il mio fisioterapista a tempo pieno. Non ho potuto farlo l’anno scorso a causa del Covid-19. È stato difficile gestire il mio corpo. Ora sto effettuando due, tre ore di fisioterapia ogni giorno. Inoltre sono in grado di analizzare le partite molto meglio di quanto probabilmente abbia mai fatto. In generale sto vivendo un periodo, di buona mentalità. La mia attitudine è positiva. La mia ragazza mi aiuta a mantenermi positivo. Il mio team intorno a me lo fa, tutti sanno che il tennis presuppone un buon approccio mentale. Se mi svegliassi ogni giorno e fossi in uno stato del tipo: ‘non ho voglia di giocare oggi’ sarei mentalmente lento, di conseguenza probabilmente sarei anche fisicamente piuttosto lento. Devo rimanere da un punto di vista mentale positivo, ricordandomi solo che sto vivendo un buon momento di forma, e ho avuto modo di capitalizzarla già la settimana scorsa, quindi …”.

D: Hai parlato della fatica. Ovviamente mentalmente non sembra che tu sia stanco. Andando verso lo US Open, sei chiaramente molto motivato, giusto? Come hai intenzione di assicurarti di non esagerare sul piano dello sforzo agonistico? Hai qualcuno a cui appoggiarti per quel tipo di consiglio, come i giocatori del passato o i giocatori attuali? Ne parli con qualcuno?

Nick Kyrgios: “Mi sento come se dovessi continuare a fare le cose giuste. Non giocherò la settimana prima degli US Open. Ho sicuramente quella settimana per riposare. L’anno scorso ho giocato a Winston-Salem. Ho firmato per il torneo, ma certamente mi ritirerò. Quest’anno ho intenzione di mantenere quella settimana libera dagli impegni nel circuito per essere fresco ed arrivare a New York, potendo gestire al meglio la mia routine. Tuttavia non lascerò nulla nel serbatoio in queste due settimane, pensando a New York. Soprattutto l’ho detto prima, senza i punti a Wimbledon, la mia classifica non mi garantisce di essere testa di serie in tutti i tornei. Ho bisogno di capitalizzare in queste due settimane, di fare più punti possibili. Queste sono due settimane fondamentali. Ho avuto successo a Cincinnati in passato. Ho fatto la finale lì, ed ora mi sento molto fiducioso nei miei mezzi. Ma, voglio dire, non c’è nulla di garantito. Non ci sono mai garanzie nella vita. Potrei andare agli US Open, sentirmi fresco, giocare contro qualcuno nel giorno in cui è semplicemente troppo forte ed uscire subito comunque. In quel caso mi pentirei se non avessi lasciato tutto quello che avevo nel serbatoio a Montreal e Cincinnati. Sto affrontando il tutto, un giorno alla volta, non guardo troppo avanti. C’è così tanto sforzo nella mia routine quotidiana ora, non penso minimante a quello che verrà dopo. Penso che il modo migliore per vivere la mia vita sia semplicemente affrontare giorno per giorno, cercando di migliorarmi quotidianamente. Quando arriverò agli US Open, allora ci penserò. Mancano ancora tre settimane. Ci sono così tante cose che possono andare storte. Potrei farmi male alla caviglia, ad esempio. Come, toccando ferro, potrei piegarmi la caviglia camminando verso la macchina o qualcosa del genere. Non ho intenzione di pensarci. È così lontano”.

D: Cosa hai imparato su di te dalla partita di oggi?

Nick Kyrgios: “Voi ragazzi vi state comportando come se non avessi mai battuto i numeri 1 del mondo prima o qualcosa del genere. Ma l’ho già fatto prima. Avevo già battuto Medvedev. Ho battuto Roger, Novak, Rafa. Io sento che la mia fiducia in me stesso c’è sempre stata. Potrei perdere cinque partite di fila e so per certo che manterrei intatta la convinzione dentro di me, di essere in grado di battere chiunque. Non so se ho imparato qualcosa su me stesso oggi. So che sto giocando molto di più per me stesso ora, rispetto al passato. Guardo oggi e vedo che sono a Montreal, sul campo centrale, uno dei campi più belli del mondo contro Medvedev. Sarei un po’ egoista, se non andassi là fuori e cercassi di dare al pubblico una buona prestazione, di darla a me stesso, alla mia squadra, oltre che a tutti la possibilità di guardare un grande spettacolo. Se non mi fossi presentato al top della forma oggi, avrei fatto un cattivo servizio a molte persone. Questo è ciò di cui lo sport ha bisogno, lo sport ha bisogno di partite come questa. Guarda il pubblico. Sono sicuro che tutti i giocatori la stavano guardando. E’ importante che i grandi giocatori e i giocatori iconici si presentino a partite come questa perché mantiene vivo lo sport”.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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