L'appello di Roger Federer: la Laver Cup è alla ricerca di nuovi raccattapalle

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L’appello di Roger Federer: la Laver Cup è alla ricerca di nuovi raccattapalle

L’annuncio sui canali social della manifestazione arriva per voce del campione svizzero, che per l’occasione farà il suo ritorno in campo

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Roger Federer - Laver Cup 2019 (foto via Twitter, @LaverCup)
 
 

Chi se non lui, Roger Federer, poteva essere la voce dell’appello con cui la Laver Cup si rivolge alle migliaia di aspiranti ball-kids in giro per l’Europa. La competizione ideata anche dal campione svizzero nel 2017, giunta quest’anno alla quinta edizione (ricordiamo come solo nel 2020 non si sia disputata a causa del Covid), vuole infatti dare la possibilità a tutti i ragazzini appassionati di tennis di vivere un’esperienza unica e di grande prestigio: diventare un raccattapalle per l’occasione e poter condividere il palcoscenico con i più grandi campioni di questo sport, tra cui il tanto amato ex numero 1 al mondo.

Il casting si svolgerà a partire dalla metà di Luglio a Londra, sede della prossima edizione della Laver Cup, e si concluderà proprio a ridosso della manifestazione (in programma il weekend del 23-25 Settembre), in seguito a varie sessioni di allenamento e valutazione dei coach. Il requisito principale tuttavia è l’età, che deve essere compresa tra i 12 e 16 anni: per guadagnarsi una chance di ammirare da pochi passi le gesta dello svizzero insomma basta poco, “chiediamo solo una grande passione per il tennis” si legge sul sito della manifestazione.

Ricordiamo che la Laver Cup 2022 si terrà alla 02 Arena di Londra dal 23 al 25 settembre 2022; il torneo sarà l’occasione del ritorno in campo di Federer a più di un anno dall’ultima apparizione di Wimbledon 2021.

 

Ecco di seguito l’annuncio di Roger Federer:

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ATP/WTA Cincinnati, teste di serie: guidano Medvedev e Swiatek, attenzione a Nadal. Presenti anche Berrettini e Sinner tra i favoriti

Intriga la presenza del maiorchino dietro il russo, sempre imprevedibile la WTA da Iga in giù

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Se c’è una cosa che ci porteremo in dote, come monito ancor più presente del passato, da questa gita in Canada (specie con l’ATP a Montreal) è che spesso le teste di serie lasciano il tempo che trovano. Dei primi 5 del tabellone maschile, ben quattro di loro (tranne Ruud, la quarta tds) sono usciti all’esordio in questa Rogers Cup, in una notte di San Lorenzo che ha visto cadere un bel po’ di stelle, come ha ben analizzato Carlo Galati. Ma la cosa più bella della frenetica estate tennistica americana, è proprio che non c’è neanche il tempo di recriminare che già si gioca la settimana dopo un altro torneo importante, dato che il tour si sposterà a Cincinnati per un altro 1000 combined (sia maschile che femminile), il cui sorteggio del tabellone principale si terrà a mezzanotte tra venerdì a sabato ora italiana, ovvero alle 18:00 ora locale..

E le teste di serie, come spesso capita, sono molto simili all’Open del Canada. Partendo dall’ATP, il seed è guidato da Daniil Medvedev, n.1 al mondo, ma stavolta dietro di lui al n.2 c’è Rafael Nadal, pronto a rientrare in pista alla caccia della prima piazza del ranking (che raggiungerebbe in caso di vittoria e sconfitta del russo prima dei quarti), che completa i big 4 del torneo insieme a Carlos Alcaraz e Stefanos Tsitsipas, entrambi in cerca dello splendore perduto. Per quanto riguarda gli italiani, Matteo Berrettini perde una posizione nel seed, passando da undicesima a dodicesima forza, ma comunque non avrà agli ottavi nessuno dei primi 4 da sorteggio; e idem per Jannik Sinner, che scivola alla decima posizione tra le teste di serie, avendo perso i 500 punti di Washington 2021. Di seguito l’elenco dei magnifici 16 (noterete l’assenza di Nick Kyrgios, ancora una mina vagante, un rischio all’esordio):

  1. Daniil Medvedev (RUS)
  2. Rafael Nadal (ESP)
  3. Carlos Alcaraz (ESP)
  4. Stefanos Tsitsipas (GRE)
  5. Casper Ruud (NOR)
  6. Andrey Rublev (RUS)
  7. Félix Auger-Aliassime (CAN)
  8. Hubert Hurkacz (POL)
  9. Cameron Norrie (GBR)
  10. Jannik Sinner (ITA)
  11. Taylor Fritz (USA)
  12. Matteo Berrettini (ITA)
  13. Diego Schwartzman (ARG)
  14. Marin Cilic (CRO)
  15. Reilly Opelka (USA)
  16. Roberto Bautista (ESP)

Le teste di serie della WTA sono invece fondamentalmente invariate rispetto a questa settimana, sempre guidate dall’inarrivabile Iga Swiatek, ancora in gara a Toronto in attesa di partire per l’Ohio, seguita da Kontaveit, in pienissima crisi di risultati ma ancora alla seconda piazza delle favorite, e da Badosa, Sakkari e Jabeur a completare la top 5 a Cincinnati. Le grandi incognite sono proprio le condizioni della spagnola e della tunisina, costrette al ritiro in Canada, che certamente possono dire la loro in un tabellone come sempre apertissimo per le signore. Ancor di più alla luce dell’assenza tra le 16 di giocatrici del calibro di Collins, Krejicikova, Rybakina, Kvitova, la rediviva Andreescu, che al primo turno possono essere un ostacolo davvero duro. Ecco le forze del tabellone alla vigilia:

 
  1. Iga Swiatek (POL)
  2. Anett Kontaveit (EST)
  3. Paula Badosa (ESP)
  4. Maria Sakkari (GRE)
  5. Ons Jabeur (TUN)
  6. Aryna Sabalenka (BLR)
  7. Jessica Pegula (USA)
  8. Garbiñe Muguruza (ESP)
  9. Daria Kasatkina (RUS)
  10. Emma Raducanu (GBR)
  11. Coco Gauff (USA)
  12. Belinda Bencic (CAN)
  13. Leylah Fernández (CAN)
  14. Karolina Pliskova (CZE)
  15. Simona Halep (ROM)
  16. Jelena Ostapenko (LET)

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ATP Montreal, ad Alcaraz è fatale la tds n.2: “È la prima volta che non riesco a gestire la pressione”

Tommy Paul: “La chiave di volta del match? Quando ho compreso che la fuga di Carlos era dipesa da un vistoso calo del mio livello, e non da un innalzamento del suo”

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Alcaraz in conferenza stampa a Umago 2022
Alcaraz in conferenza stampa a Umago 2022

Dopo essersi dati battaglia per oltre tre ore e venti di partita, Carlos Alcaraz e Tommy Paul si sono presentati in sala stampa, ovviamente con stati d’animo diametralmente opposti. Di seguito i passaggi più rilevanti delle loro conferenze post partita, partendo da quella di Carlitos

ALCARAZ CONTRO SE STESSO – Pur riconoscendo la grande prestazione di Paul, in alcuni tratti della partita si è avuta la sensazione di assistere ad una lotta dello spagnolo contro sé stesso: “In parte sì. Direi che non ho potuto mostrare la mia migliore prestazione qui. Ma come ho sempre detto, nei primi round di ogni torneo, devi combattere contro i tuoi avversari e, naturalmente, anche contro te stesso. Ovviamente è stato difficile gestire quei momenti, sapendo che non mi stavo esprimendo al massimo delle mie possibilità. Naturalmente, quindi, è stata anche una lotta con me stesso”.

Quale sarà stato il punto di svolta del match, l’eccezionale livello mostrato dall’americano o gli errori di Carlos? L’allievo di Ferrero sembra avere le idee chiare: “Ho avuto delle possibilità. Ovviamente sono stato un break sotto nel secondo set, ma ho avuto l’opportunità di vincere la partita. Però mi è mancato molto. Ovviamente lui ha giocato davvero bene nei momenti difficili. In conclusione quindi direi, un mix di entrambi: lui ha giocato alla grande e io non ho mostrato il mio meglio”.

 

Il 19enne murciano ha sicuramente fatto vedere le migliori cose, nella fase conclusiva del match, quando ha cancellato quattro match point. Quindi quantomeno, potrà comunque portarsi a casa degli aspetti positivi da questa sconfitta, ma la delusione e la rabbia per la prestazione messa in campo non possono lasciare tranquillo il giovane iberico: Sono arrabbiato in questo momento. Ho avuto concrete possibilità per strappargli il servizio all’inizio del terzo set. Ricordo ad esempio alcuni punti, in quel frangente di gara, che stavo dominando e che alla fine però ho perso prendendo decisioni sbagliate. Questo chiaramente mi ha provocato parecchia frustrazione. Forse solo alla fine del terzo set, quando ho annullato quei match point sul 5-3 con Tommy al servizio, ho giocato alla grande. Probabilmente quella è stata l’unica parte della partita in cui ho visto veramente il mio gioco”.

Il n. 4 del mondo si rivela come sempre, molto sincero, riconoscendo caldamente che questa prima volta da n. 2 del tabellone in un torneo così importante gli è costata un brutto scherzo, facendo sì che si trovasse impreparato nel gestire la pressione derivante da un simile status: “In questo momento quello che posso dire, è che si tratta della prima volta in cui non sono riuscito a gestire la pressione. Ho sentito la pressione di essere la testa di serie n. 2 in questo tipo di tornei, da n. 4 al mondo. Era la prima volta che sentivo quella pressione e non sono riuscito a gestirla. Tutto quello che posso affermare, dopo questa partita è che devo allenarmi, devo essere pronto ad avere questa pressione, ad avere questo tipo di momenti e ad imparare a gestirli. Questo è tutto ciò che posso dire in questo momento”. Sulla programmazione a medio termine, il modus operandi è modello Berrettini: ancora qualche dì nella città dell’Ontario e poi dritti verso l’Ohio per il Wester&Southern : “In questo momento penso di passare qualche giorno qui a Montreal e poi concentrarmi su Cincinnati. Devo allenarmi, come ho detto, per prendere delle lezioni da questa partita, cercando di essere al mio massimo a Cincinnati”.

PAUL BRAVO A RITROVARSI NEL MOMENTO PIU’ DIFFICILE – Per il campione del Roland Garros junior 2015, la vittoria su Alcaraz rappresenta un scalpo di enorme prestigio, tuttavia ci tiene a ricordare il valore di ogni singola vittoria, le quali sono propedeutiche a costruire quell’indispensabile stato di fiducia per un tennista: “Sì, voglio dire, penso che ogni vittoria crei fiducia. D’altro canto si sente di giocatori, che abbassano il livello delle competizioni a cui partecipano, per sfidare avversari di livello inferiore e costruire fiducia nei loro mezzi. Penso che ogni vittoria aggiunga fiducia e la costruisca. Ovviamente più batti i migliori giocatori, più grande sarà la soddisfazione e il prestigio del successo”. Tommy con questa vittoria ha centrato la terza vittoria della carriera contro un Top Ten, descrive come si sente ad affrontarli: “Sicuramente è difficile non essere pieni di adrenalina. Quando gioco, ad esempio, contro avversari di questo livello sono davvero eccitato, mi sveglio la mattina alle 6:45 e non penso che sia così male (sorridendo).

Anche al 25enne del New Jersey viene chiesto un parere su quale potrebbe essere stato il momento di rottura dell’incontro. Questa la disamina di Paul: “Probabilmente il momento di svolta è stato molto prima del match point che ho cancellato, direi quando era sopra 4-1. Ero dalla parte del mio allenatore, mi ha detto che avevo abbassato il mio livello. Allora mi ha indicato la strada per rialzarlo. E mi è bastato pochissimo per rendermi conto subito, che rispetto all’equilibrio del primo set ero calato, lui aveva solo mantenuto quel livello ma non era salito esponenzialmente. Questa era la differenza. Quindi ho cambiato mentalità, ho ripreso il mio livello e gli ho fatto davvero guadagnare il secondo set: qui il match è svoltato, se voleva vincere doveva sudare, io non gli avrei regalato la partita”.

In conclusione viene chiesto al n. 34 ATP se in campo ha percepito la frustrazione di Alcaraz nel vedersi scippare l’incontro, subendo la rimonta. L’americano scherza sulle parole del baby prodigio di El Palmar, in merito al peso di ricoprire il ruolo di secondo favorito dell’evento, dichiarando che spera un giorno di poter godere anche lui della tds n. 2 in torneo così importante: “No, non è qualcosa a cui stavo pensando in campo. Immagino che probabilmente aggiunga un pò di pressione in più. Voglio dire, mi piacerebbe essere il n. 2 qui un giorno e quando lo sarò potrò dirvi cosa si prova (sorridendo). Chiunque poi abbia un set e un break di vantaggio e finisce alla fine per perdere, sarà frustrato”.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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ATP Montreal e Jannik Sinner: la notte delle stelle cadenti e un tabellone chiamato desiderio

Fuori tre delle quattro prime teste di serie, il tabellone di Montreal si apre in più punti: vediamo quali e in che modo potrebbe aiutare l’azzurro

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Jannik Sinner - Montreal 2022 (foto Ubitennis)

Quella tra mercoledì e giovedì è stata la notte di San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti, la notte che ha rivoluzionato il tabellone di un Masters 1000, quello di Montreal, che delle prime quattro teste di serie, agli ottavi, ne vede ancora in gioco una soltanto, Casper Ruud, e per di più la quarta del lotto.

Ma andiamo per ordine: fuori Medvedev nell’incredibile match con Kyrgios, fuori Alcaraz battuto per 2-1 da Paul e nella notte fuori anche Tsitsipas sconfitto dal rampante Draper. Insomma se non è un cataclisma poco ci manca. Basti pensare che l’ultima volta che in un torneo di questo livello le prime tre teste di serie del torneo caddero all’esordio fu nel 1999 a Indian Wells: a farne le spese furono Sampras (che perse da Mantilla), Kafelnikov (ko con Kuerten) e Corretja (battuto da Philippoussis).

E dunque, cosa succede adesso? Vediamolo nel dettaglio.

 

Nella parte alta del tabellone i primi due favoriti, per un passaggio verso i quarti di finale, sono Kyrgios, che affronterà un De Minaur particolarmente brillante e carnefice di uno dei beniamini di casa Shapovalov, prima e di Dimitrov dopo, e il polacco Hurkacz uno dei tre giocatori ancora rimasti in tabellone, insieme a Fritz e Norrie ad aver vinto un 1000 in carriera, che se la vedrà con lo spagnolo Ramos: non proprio una missione impossibile per Hubi. 

Molto più incerto l’ipotetico accoppiamento del secondo quarto della parte alta del tabellone che vede la presenza dell’unica delle quattro teste di serie ai nastri di partenza del torneo, Ruud, giocare con Bautista Agut che sarà pure un terraiolo ma sul veloce ha sempre detto la sua in maniera più che egregia. Il vincente affronterà uno tra Norrie e Auger-Aliassime in un match di sicuro interesse. Ecco, questa è la parte di tabellone che non ha subito particolari sconvolgimenti. Se ci avessero detto, all’inizio del torneo che questi sarebbero stati gli ottavi, non avremmo avuto nulla da dire. 

Ci saremmo sicuramente sorpresi, invece, nel vedere gli ottavi della parte bassa del tabellone. In quella di Sinner nello specifico. Ma qui forse tocca fare un passo ulteriormente indietro. In molti, tra addetti ai lavori e tifosi, forse in un eccessivo slancio di patriottismo applicato al tennis e sulla spinta dell’entusiasmo italico, parlavano di un derby al secondo turno tra Berrettini e Fognini, e di un ipotetico quarto tra Berrettini e Sinner. Il risultato è che Matteo e Fabio non hanno superato il primo turno e che Jannik è arrivato agli ottavi soffrendo nel match con Mannarino. Soffrendo ma vincendo; tanto gli basta per affrontare quel Carreno Busta che ha eliminato Berrettini al primo turno. Ci vorrà un Sinner migliore di quello visto in campo ieri, ma le carte in regola per andare avanti ci sono tutte. 

L’altro ottavo è quello orfano della testa di serie numero tre, il greco Tsitsipas battuto, come scritto, da Draper che quindi affronterà, nel suo ottavo, Monfils. Per Sinner sicuramente una opportunità da non lasciarsi sfuggire, anche perché l’ultimo spicchio di tabellone vede la mancanza dei due favoriti per un posto nei quarti, Alcaraz e Rublev, subito stoppati nella rincorsa al titolo. 

I due ottavi di finale, di questa parte finale del draw, vedranno opposti Evans a Fritz (che comunque quest’anno ha vinto Indian Wells) e l’unico vincitore di Slam ancora presente in tabellone, Cilic, all’americano Paul. Tutti giocatori molto tosti ma contro i quali Sinner non scende in campo battuto. A questo punto del torneo Jannik con un tabellone così aperto, non può non sognare in grande. Le stelle nella notte di San Lorenzo, sono cadute. Di solito si dice che per ogni stella che si vede si debba esprimere un desiderio. In tal senso Sinner ha solo l’imbarazzo della scelta. 

QUI IL TABELLONE AGGIORNATO DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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