Non c’è delusione nelle parole di Marta Kostyuk dopo il 6-4 6-4 incassato da Linda Noskova. L’ucraina preferisce soffermarsi su quanto di buono le ha lasciato Wimbledon. “Ci vedo solo aspetti positivi. Se due settimane fa qualcuno mi avesse detto che avrei raggiunto la semifinale, avrei firmato subito. Va tutto bene.” Rispetto alla sconfitta di Parigi, Kostyuk separa nettamente le due partite: “Non si possono paragonare. A Parigi non credo nemmeno di aver davvero giocato la mia partita. Oggi invece sì. Lei ha servito in maniera incredibile. Io so di essere una buona ribattitrice, ma oggi c’era davvero poco da fare”. Il servizio della ceca ha tolto spazio e ritmo: “Quando un’avversaria vince quasi il 90% dei punti con la prima diventa davvero difficile trovare soluzioni.”
La libertà e la gestione della sconfitta
Il dato più importante, per Kostyuk, non riguarda solo il risultato. Riguarda il modo in cui ha vissuto il torneo, su una superficie che continua a non considerare la più naturale per il suo tennis. “La cosa che mi rende più felice è la libertà che mi sono concessa in campo, provando cose diverse e semplicemente giocando a tennis. L’erba non è mai stata la mia superficie migliore.” Ancora più significativo è il modo in cui accetta la sconfitta: “Una cosa è parlarne, un’altra è viverle davvero. In questo momento mi sento quasi come se avessi vinto. Ed è questo che conta.” Nessun alibi fisico, nemmeno caldo o stanchezza: “Non ero affatto in difficoltà. Semplicemente lei ha giocato una partita eccezionale.”
Due semifinali, ma nessuna abitudine
Due semifinali Slam consecutive raccontano un salto di qualità evidente, ma Kostyuk non vuole trasformarle in una pretesa. “Forse un po’ di fortuna in più non guasterebbe. Ma, scherzi a parte, per vincere uno Slam devono allinearsi tantissimi fattori.” La strada resta quella del lavoro quotidiano: servizio, risposta, concentrazione, gestione dei momenti. “Non credo ci sia uno schema che si ripete tra queste due sconfitte, sono state partite completamente diverse.” E sul futuro aggiunge: “Cerco di non considerare le semifinali il mio nuovo standard. È facile abituarsi alle cose belle. Voglio godermi questo momento e apprezzare il percorso fatto con il mio team. Adesso avrò il mio miglior ranking, tra pochi giorni tornerò ad allenarmi. E sono già entusiasta di iniziare lo swing americano.”
