WTA Washington, si rivede Venus Williams: con Marino combatte e perde in tre set. Avanti Pegula

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WTA Washington, si rivede Venus Williams: con Marino combatte e perde in tre set. Avanti Pegula

La più grande della sorella Williams non giocava in singolare da quasi un anno. Eliminata anche Elise Mertens

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Venus Williams - Washington 2022 (Twitter @CitiOpen)
Venus Williams - Washington 2022 (Twitter @CitiOpen)
 
 

La stagione del cemento americano che porterà allo US Open per il circuito WTA comincia da Washington. L’attrazione maggiore della prima giornata del Citi Open era senza dubbio il ritorno in campo di Venus Williams, che si rivedeva in campo a 42 anni compiuti dopo quasi un anno di assenza dal circuito (l’ultimo match lo giocò il 24 agosto 2021 a Chicago, perdendo da Su-Wei Hsieh). La vincitrice di sette Slam si era rivista a Wimbledon nel doppio misto e ha scelto i tornei sul cemento nordamericani per tornare anche in singolare (dopo Washington, sarà presente almeno anche al Canada Open).

La sorella di Serena è uscita di scena per mano della canadese Rebecca Marino, proveniente dalle qualificazioni. La canadese si è imposta in tre set, in rimonta, con il risultato di 4-6 6-1 6-4. Per Venus il break nel primo set arriva nel settimo game alla terza palla break disponibile. Nel secondo set Venus ha una palla break nel secondo gioco, molto combattuto, ma non riesce a sfruttarla; ne approfitta così Marino per portarsi a casa il set per 6-1. Nel decisivo terzo la Williams cede alla distanza dopo essere stata anche sopra 0-3, schiantata da un doppio break che affossa le sue speranze di vittoria. Evidente dunque che alla lunga l’assenza dai campi abbia pesato dal punto di vista fisico, ma è già notevole il fatto che una 42enne lontano dai campi per quasi un anno sia ancora in grado di vincere un set contro un’avversaria di oltre dieci anni più giovane. Ed è una bella notizia per gli appassionati di tutto il mondo che Venus abbia ancora la voglia e la capacità di competere a questi livelli.

 

La numero uno del tabellone, l’americana Jessica Pegula, ha vinto il derby a stelle e strisce con Hailey Baptiste per 6-2 6-2. Non c’è molto da dire sulla prestazione della statunitense, è sempre molto solida quando riesce ad essere così incisiva al servizio: sono quattro i break totali per Pegula a fine partita, due per set. Simona Halep invece  si è imposta contro la spagnola Cristina Bucsa (6-3 7-5). Nel primo set Halep ha vinto in rimonta dopo essere stata sotto 0-2. Nel secondo set invece, che possiamo definire pirotecnico, ci sono stati ben 5 break: Halep è stata rimontata quando si trovava sopra 5-2, a giochi conclusi, con la Bucsa brava a rimanere mentalmente dentro alla partita. Ma sul più bello, sul 6-5, Halep le strappa nuovamente il servizio per l’ultima volta mettendo fine alle speranze spagnole.

La sessione serale non ha risparmiato sorprese e tra le eliminazioni illustri troviamo anche quella della belga Elise Mertens, numero 5 del tabellone, sconfitta dalla russa Liudmila Samsonova, per 7-6(4) 6-4. Anche la numero 7 del tabellone, l’egiziana Mayar Sherif, esce dai giochi contro la croata Donna Vekic per 6-4 6-1.

QUI IL TABELLONE AGGIORNATO DEL WTA DI WASHINGTON

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ATP Cincinnati, forfait di Zverev. Al suo posto dentro Bonzi

Il tedesco non forza i tempi ma per lui resta l’obiettivo US Open: gli aggiornamenti

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Alexander Zverev - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

E’ tornato in campo Alexander Zverev, ma per ora salta anche Cincinnati. L’obiettivo del tedesco è chiaro, giocare lo US Open. Obiettivo fissato dopo un lungo periodo nel quale ha lavorato sodo per tornare in campo dopo l’infortunio alla caviglia destra rimediato nel match di semifinale contro Nadal al Roland Garros. Si è definito “Un bambino felice che fa finalmente ritorno al suo parco giochi preferito”. Intanto, come detto, a Cincinnati il tedesco non ci sarà. Nessuno vuole forzare i ritmi, il rientro avverrà quando tutto sembrerà essere a posto: “Non ho voglia di affrettare i tempi, cerco di fare quello che il mio corpo mi consente di fare. Per questo non mi sbilancio sulla mia partecipazione agli US Open”, aveva dichiarato in una recente intervista a Eurosport Germania. Al posto di Zverev entrerà in tabellone a Cincinnati il francese Benjamin Bonzi.

Al prossimo forfait, entrerà in tabellone Nick Kyrgios. Il fresco vincitore di Washington vuole arrivare al top agli US Open, mantenendo un alto livello di concentrazione mentale. Per questo riceverà una Wild Card e parteciperà anche al torneo di Cincinnati. Ma se ci fosse ancora un ritiro di un giocatore iscritto, libererebbe l’invito, che diventerebbe disponibile per un altro giocatore.

Paolo Michele Pinto

 

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Olimpiade Parigi 2024: il torneo di tennis sarà al Roland Garros

Il torneo inizierà il 27 luglio e terminerà il 4 agosto. L’ultimo torneo a cinque cerchi che si era giocato sulla terra rossa risale a Barcellona 1992

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Court Philippe-Chatrier - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

I campi del Roland Garros faranno gli straordinari tra due anni, nel 2024. E’ stato infatti comunicato che si terrà a Bois de Boulogne il torneo di tennis dell’Olimpiade di Parigi. Dopo tante voci che si sono susseguite nel tempo, adesso è arrivata l’ufficialità. Sarà un torneo su terra battuta, una variante importante che segue il cemento di Tokyo e Rio, andando a ritroso, e l’erba di Londra. Erano trent’anni che non si giocava un torneo su terra: l’ultima edizione fu Barcellona 1992.

Il cronometro scorre inesorabile verso l’inizio delle Olimpiadi e sul sito ufficiale si trovano gli step da seguire per l’acquisto dei biglietti: entro fine 2022 avverrà il sorteggio di chi si sarà prenotato per comprare l’abbonamento, fino ad arrivare alla vendita libera dei biglietti residui a fine 2023. Il torneo tennistico olimpico si svolgerà dal 27 luglio al 4 agosto.

 

Da verificare ovviamente se Nadal riuscirà ad arrivare competitivo all’Olimpiade del 2024; probabilmente ci sarà Djokovic, che ha ancora l’obiettivo di vincere un oro olimpico, cosa sfuggitagli a Tokyo nel 2021. Senza dimenticare la fame azzurra di portare a casa una medaglia dal valore inestimabile: tra Berrettini, Sinner, Musetti e i tanti giovani che spingono dalle retrovie, il tennis italiano arriverà a Parigi con l’obiettivo di vincere una medaglia.

Paolo Michele Pinto

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Serena Williams si prepara al ritiro dopo lo US Open: “Devo andare oltre il tennis”

La campionessa statunitense svela i suoi piani per il futuro in un articolo su Vogue

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Serena Williams – WTA Toronto 2022 (foto via Twitter @WTA)

Serena Williams annuncia di essere vicina al ritiro, con parole proprie e a modo proprio. Lo fa tramite un articolo apparso su Vogue, in cui fa capire (pur senza dirlo esplicitamente) che l’orizzonte temporale del suo ritiro è lo US Open 2022, a cui parteciperà grazie a una wild card. “Devo evolvermi, andare oltre il tennis, concentrarmi su cose che sono importanti per me, ha detto Serena”. Dichiarazioni che vengono divulgate poche ore dopo il primo successo sul circuito dopo un anno, quello raccolto al primo turno di Toronto contro Nuria Parrizas-Diaz, a cui era seguita una conferenza stampa in cui Serena aveva fatto capire di star pensando al ritiro, ma senza scendere nei particolari.

Serena Williams, che compirà 41 anni il 26 settembre, ha conquistato 23 titoli dello Slam, a un trofeo soltanto dal record assoluto di Margaret Smith Court.

Serena Williams parla del suo futuro con un lungo articolo a sua firma comparso su Vogue. Il racconto inizia così: “Stamattina mia figlia, Olympia, che compie cinque anni in questo mese, e io stavamo andando a procurarle un nuovo passaporto per un viaggio in Europa. Eravamo in macchina e lei aveva il mio telefono in mano, usava una app educativa che le piace. La voce robotica le ha fatto una domanda: “Che cosa vuoi fare da grande?”. Lei non sapeva che io stavo sentendo tutto. La sua risposta è stata: “Vorrei essere una sorella maggiore”.

Olympia ripete questa cosa un sacco di volte, anche quando sa che io sto ascoltando. A volte prima di andare a dormire, prega per avere una sorellina. (Non vuole avere niente a che fare con un ragazzo!). Io sono la più giovane di cinque sorelle, e le mie sorelle sono le mie eroine, quindi ho avuto l’impressione di dover riflettere su questa cosa.

Credetemi, non ho mai voluto dover scegliere tra il tennis e la famiglia. Non penso sia giusto. Se fossi un uomo, non starei scrivendo queste cose perché sarei là fuori, giocando e vincendo mentre la mia donna sarebbe alle prese con il lavoro fisico necessario per allargare la famiglia. Non fraintendetemi: adoro essere una donna, e ho amato ogni secondo della mia gravidanza. Sono stata una di quelle fastidiose donne che hanno lavorato fino al giorno in cui sono dovuta andare in ospedale. E ho fatto quello che è quasi impossibile: molta gente non si è resa conto che ero incinta di due mesi quando ho vinto l’Australian Open 2017. Ma presto compirò 41 anni e qualcosa è da cambiare.

Non mi è mai piaciuta la parola “ritiro”. Non mi sembra una parola moderna. Significa qualcosa di molto specifico e importante per una comunità e bisogna utilizzarla con cura. Forse la parola più giusta per dire la fase che sto vivendo è: evoluzione. Sono qui per dirvi che mi sto per evolvere lontano dal tennis, verso altre cose che sono importanti per me. Pochi anni fa ho iniziato in silenzio Serena Ventures, una società economica. Poco dopo, ho dato vita a una famiglia. E voglio allargarla.

Ma sono riluttante nell’ammettere a me stessa o a qualcun altro che devo smettere di giocare a tennis. Alexis, mio marito, e io ne parliamo appena. È come un argomento tabù. Non riesco a parlarne nemmeno con i miei genitori. […] So che molte persone sono entusiaste all’idea di ritirarsi. Vorrei essere così anche io. Ash Barty era al numero uno del mondo quando a marzo ha lasciato vacante quella poltrona. Caroline Wozniacki, una delle mie migliori amiche, ha avvertito un grande sollievo quando ha fatto questo passo nel 2020. Lode a loro, ma per me non c’è felicità in questo. So che non è una cosa molto comune da dire, ma sento un grande dolore. E’ la cosa più dura che avrei potuto immaginare. Lo odio, odio essere a questo punto. Sono dilaniata: non vorrei che fosse finita, ma allo stesso punto mi sento pronta per quello che verrà dopo. […] Questo sport mi ha dato molto. Adoro vincere. Adoro lottare. Adoro divertire […]

Il tennis è stato tutta la mia vita. Mio padre dice che la prima volta che ho preso in mano una racchetta avevo tre anni. Io penso fosse ancora prima. C’è una foto di Venus che mi porta in un campo quando non potevo avere più di un anno e mezzo. A differenza di Venus, non ho mai saputo contenere le mie emozioni […] Questa sono sempre stata io. Voglio essere grande, voglio essere perfetta, anche se so che la perfezione non esiste, ma dovunque fosse, non mi sarei fermata finchè non la avrei raggiunta.

Essere Serena è stato questo: aspettarsi il massimo da me stessa e dimostrare alle persone che si sbagliavano. Questo è ciò che mi ha guidato. […] Una volta mia sorella Venus ha detto che se c’è qualcuno che ti dice che non puoi fare qualcosa, è perché non possono farlo loro. Ma io ce l’ho fatta. E così potete farcela anche voi. […] Per come la vedo io, avrei dovuto vincere più di 30 slam. Ma non ce l’ho fatta. Ho giocato mentre allattavo, mentre vivevo la depressione post-parto. Ho comunque vinto 23 tornei, è bello, è straordinario. Ma questi giorni, se dovessi scegliere tra costruire un bilancio della mia carriera e costruire una famiglia, sceglierei la seconda”.

Dopo aver raccontato quanto non le costi fatica occuparsi della figlia Olympia e quanto sia assorbita dal suo lavoro con il fondo di investimenti da lei varato, Serena spiega: “Nell’ultimo anno, Alexis e io abbiamo provato ad avere un altro bambino, e di recente abbiamo ricevuto alcune informazioni dal mio dottore che mi hanno rasserenata e mi hanno fatto capire che quando lo vorremo, potremo allargare la famiglia. Ma di certo non voglio vivere un’altra gravidanza durante la mia carriera. Devo essere o dentro il tennis mani e piedi, o completamente fuori.

Questa primavera, mi è tornata la voglia di scendere in campo. Chiacchieravo con Tiger Woods, un amico, e gli ho detto che avevo bisogno di qualche consiglio. Gli ho detto: non so cosa fare, penso sia finita, ma forse non è così. Lui mi ha risposto: “Serena, perché non giochi per un paio di settimane? Non devi prenderti impegni con nessuno. Vai semplicemente in campo per due settimane, dai tutto, e vedi cosa succede”. Un mese dopo, ci ho provato. Ed è stato magico prendere in mano di nuovo una racchetta. Ho pensato a lungo sul fatto di giocare Wimbledon e US Open. Come ho detto, tutta questa fase di evoluzione non è facile per me.

Non mi piace molto parlare di quel che lascio dietro di me. Molti me lo chiedono, ma non ho mai saputo esattamente cosa rispondere. Ma mi piace pensare che grazie alle opportunità che ho avuto io, le donne atlete capiscono di poter essere loro stesse in campo. Che possono giocare in modo aggressivo e fare il pugnetto se vincono. Che possono essere forti ma anche belle. Che possono indossare quello che vogliono, dire quel che vogliono ed esserne orgogliose. Ho fatto un sacco di errori nella mia carriera. Ma gli errori servono a fare esperienza e li ho vissuti pienamente. Non sono certo perfetta, ma mi piace pensare che le difficoltà che ho vissuto io possano servire a rendere la vita più facile alle prossime generazioni. Spero che tra qualche tempo la gente possa guardare a me come simbolo di qualcosa che va oltre il tennis. Io ammiro Billie Jean King perché è andata oltre il tennis. Io vorrei che la gente pensasse: Serena è tutto questo e inoltre è stata una grande tennista”.

Il lungo articolo si conclude così: “Sfortunatamente non ero pronta a vincere Wimbledon quest’anno. E non so se sarò pronta per vincere a New York. Ma ci proverò. E i tornei che porteranno allo US Open saranno divertenti. So che ad alcuni è piaciuto fantasticare sul fatto che avrei potuto raggiungere Margaret Court vincendo a Wimbledon e superarla allo US Open per poi salutare tutti. Ma non è una cerimonia pazzesca quello che cerco. Sono terribile nel salutare, la peggiore del mondo in questo. Ma per favore sappiate che sono grata in un modo che non so esprimere a parole. Siete stati al mio fianco in così tante vittorie e così tanti trofei. Mi mancherà questa versione di me, quella ragazza che giocava a tennis. E mi mancherete tutti voi”.

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