US Open: la regolarità di Khachanov spegne il genio di Kyrgios

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US Open: la regolarità di Khachanov spegne il genio di Kyrgios

In una partita largamente dominata dai servizi fa la differenza la maggiore costanza e tenuta atletica del russo, che la spunta al quinto set dopo quasi 4 ore

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Karen Khachanov - US Open 2022 (foto Twitter @ATPTour_ES)
 

[27] K. Khachanov b. [23] N. Kyrgios 7-5 4-6 7-5 6-7 (3) 6-4

Altro giro, altra maratona. E dire che l’inizio di partita sembrava suggerire tutt’altro. Dopo soli 35 minuti, infatti, Karen Khachanov si intascava il primo set, bravo a convertire l’unico break point a disposizione. Da quel momento, però, l’incontro è andato via via allungandosi, complice anche l’entrata in partita di Kyrgios anche nei turni di risposta. L’australiano è stato capace di toccare picchi di tennis molto elevati (vedi il tie-break del quarto set), arrivando però scarico nel quinto, quando il break perso in avvio gli è costato il match. Per Khachanov è la vittoria più importante della carriera, dato che questo successo gli vale la prima semifinale assoluta in uno Slam. Grazie a questo successo il russo sale virtualmente al numero 18 ATP, scavalcando proprio Kyrgios.

CONFERENZA NICK KYRGIOSSono devastato”

 

IL MATCH – Come prevedibile il match si evolve subito molto rapidamente, con i primi sei game racchiusi in appena 15 minuti. Gli scambi sono brevissimi e nessuno dei due giocatori concede una minima chance in risposta all’avversario, mantenendo entrambi percentuali elevatissime al servizio. Nelle rarissime occasioni in cui uno dei due riesce a far partire lo scambio è il russo che sembra trovarsi maggiormente a suo agio, specialmente sulla diagonale sinistra. Fin dall’inizio del match l’australiano sembra mostrare qualche fastidio al ginocchio sinistro, ma nonostante le ripetute lamentele con il proprio angolo, non sembra essere nulla di grave. Sul 5-5 Khachanov si concede anche il lusso del game perfetto, infilando quattro ace consecutivi. Nel dodicesimo gioco Kyrgios si procura una possibilità per andare al tie-break ma, quando sembra tutto apparecchiato per questo scenario, l’australiano crolla. Prima sbaglia un comodo dritto, quindi commette un sanguinoso doppio fallo: la prima palla break del match equivale ad un set point. La testa di serie numero 23 si avventura in un serve&volley un po’ improvvisato e Khachanov è bravo a non farsi sfuggire un’opportunità d’oro, scavalcandolo con un pallonetto vincente di rovescio e chiudendo 7-5 in 35 minuti (!).

Le statistiche del primo set sono impressionanti. 18 ace in tutto – 9 a testa – così come 9 è anche la somma dei punti conquistati in risposta dai due giocatori fino al 6-5. Le percentuali di punti vinti con la prima pendono leggermente in favore di Khachanov (89%-83%), lui che in dodici game commette la miseria di due errori non forzati. Tra il primo e il secondo parziale Kyrgios chiama un medical time-out per farsi massaggiare il già citato ginocchio sinistro, il tutto mentre ad uno spettatore vengono tagliati i capelli in diretta. L’australiano appare più scarico del solito, eppure è il primo a procurarsi un break point. Ci riesce trovando prima uno straordinario passante incrociato difensivo con il back di rovescio, poi sempre con questo colpo ribalta l’inerzia del punto successivo, chiuso con un dritto altrettanto complicato. Senza fare una piega il numero 23 del seeding si porta sul 2-1 40-0, si fa riprendere sul 40 pari anche a causa di un tweener sufficiente finito in rete, ma riesce comunque ad allungare sul 3-1. Da quel momento, entrambi i giocatori riprendono da dove avevano lasciato a fine primo set, concedendo poco o nulla nei rispettivi turni di servizio. Kyrgios va a servire per il set sul 5-4 e si procura due set point consecutivi con una demi-volée di rovescio semplicemente magica. Con un rovescio vincente, al terzo tentativo il 27enne di Canberra archivia 6-4 il secondo parziale.

L’avvio del terzo set rischia di essere pesante per Khachanov, costretto subito a fronteggiare due break point (meraviglioso il rovescio lungolinea mascherato con cui Kyrgios si costruisce la seconda opportunità). In entrambi i casi, tuttavia, il russo riesce a sventarle con l’aiuto del servizio, salendo 1-0 grazie al 13esimo ace della sua partita. La trama dell’incontro è sempre la stessa: nei successivi sette game nessuno dei due giocatori in risposta riesce a strappare più di un punto, con l’australiano che impiega solo 47 secondi per vincere l’ottavo game. È proprio lui, sul 4-4, a riuscire a scombinare le carte: due fantastici vincenti e un’intelligente variazione di dritto gli fruttano due opportunità di break consecutive. Khachanov trova un ace sulla prima, ma l’australiano ha grandi responsabilità sulla seconda, sparando lungo il dritto e scaraventando la racchetta. Il russo riesce a salvarsi, sale 5-4 ed ha praticamente il set in mano: tocca a Kyrgios affrontare un ben più pericoloso 15-40. Il finalista di Wimbledon sembra totalmente fuori dal match, gioca una smorzata tutt’altro che perfetta ma il russo, arrivato bene sulla palla, stecca completamente il dritto sopra la rete. Il numero 25 ATP scarta il regalo, infila tre servizi vincenti e impatta sul 5-5, ma nel turno di servizio successivo si ripresenta la stessa scena. Questa volta il 26enne di Mosca approfitta del passaggio a vuoto del suo avversario e sfrutta finalmente le sue chance, tornando avanti di un set: 7-5.

Nonostante il grande supporto del pubblico, Kyrgios va su tutte le furie e non riesce a controllarsi. Tra il terzo e il quarto set l’australiano riceve un (tardivo) warning per aver scaraventato a terra la bottiglietta che aveva in mano, rovesciata in campo. I primi quattro game sono velocissimi, con un solo punto conquistato da chi è in risposta. Inaspettatamente nel quinto gioco si rompe questo equilibrio: Khachanov regala un break al suo avversario, commettendo due gratuiti di dritto inframmezzati da un doppio fallo. L’australiano ha una grande occasione per allungare, ma tenta due serve&volley difficili da spiegare razionalmente e, a sua volta, commette un doppio fallo sul 15-40, rimettendo in gara il russo sul 3-3. Il 27enne di Canberra ha una nuova chance poco dopo, riuscendo a costruirsi una palla break che lo avrebbe mandato a servire per il set. Khachanov, però, trova un’ottima prima e va avanti prima 5-4, poi 6-5. A differenza di quanto accaduto in precedenza, tuttavia, Kyrgios riesce a non farsi tradire dalla tensione del momento, regalando ad un Arthur Ashe in visibilio un attesissimo tie-break. È proprio lui a trovare il primo mini-break, allungando sul 3-0 al termine di uno scambio mozzafiato concluso con un rovescio lungolinea devastante. Proprio grazie a questo fondamentale il campione di doppio dell’Australian Open trova un nuovo mini-break, volando sul 6-1 con un ace. Khachanov prova ad accorciare, ma il solco ormai è tracciato: 7-6 (3) Kyrgios e quinto set in attivo.

Per la prima volta nell’arco dell’incontro il numero 25 del ranking può servire per primo, ma sciupa incredibilmente questo piccolo vantaggio. L’australiano sembra quasi piacersi troppo, tenta qualche soluzione eccessivamente raffinata e viene punito dalla concretezza del russo, che sulla palla break assume il controllo di uno degli scambi più lunghi del match e costringe il suo avversario all’errore. Recuperando da 15-30 e salvando un break point, Khachanov trova due ace provvidenziali per allungare in avvio di quinto set: 2-0. Il quarto game sarà cruciale: entrambi giocano ad alto livello e Kyrgios si procura un’altra opportunità di break, che si auto-annulla sbagliando la smorzata di rovescio: il 26enne di Mosca, decisamente più fresco dal punto di vista atletico, ringrazia e si porta sul 3-1. Il suo servizio non incide più come ad inizio partita, gli scambi si allungano ma Khachanov riesce comunque a conquistare diversi punti, situazione che non può che dargli ancora più fiducia. Il giustiziere di Medvedev tenta di rimanere aggrappato al match con ogni mezzo possibile, annullando due opportunità di doppio break sul 2-4 che, con ogni probabilità, avrebbero chiuso i conti. L’esito finale è però soltanto rimandato: sul 5-4 Khachanov serve per la sua prima semifinale Slam in carriera e, al primo match point, chiude 7-5 4-6 7-5 6-7 (3) 6-4 con l’ennesima prima vincente.

Una prestazione estremamente solida quella del russo, che sforna 30 ace (uno in meno del suo avversario), vincendo il 77% dei punti con la prima. Decisivo, però, è il numero limitato degli errori gratuiti – appena 31 contro i 58 di Kyrgios – che dopo aver estromesso Daniil Medvedev si ferma ai quarti di finale, uscendo furibondo dall’Arthur Ashe. Al penultimo atto Karen Khachanov raggiunge Casper Ruud, che oggi ha travolto Matteo Berrettini e vede sempre più concrete le sue possibilità di diventare il nuovo n°1 del mondo dopo lo US Open.

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ATP Ranking: Djokovic di nuovo sul trono. Alcaraz e Tsitsipas completano il podio

Berrettini esce dai primi venti del mondo, Musetti sale al best ranking di n.18 e diventa il secondo miglior azzurro

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Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas – Australian Open 2023 (foto via Twitter @AustralianOpen)

In attesa che l’Arcivescovo di Canterbury il prossimo 6 maggio a Londra ponga la corona in capo a  Re Carlo III e consorte, il tennis maschile a Melbourne ha incoronato il proprio re, che non è certo un volto nuovo. Novak 374: tante sono le settimane passate in testa alla classifica ATP da Djokovic inclusa la presente, ancora quattro settimane e anche il record assoluto detenuto da un bipede terrestre – Steffi Graf – sarà superato. E complimenti a Enzo Couacaud, l’unico in grado di strappargli un set nel corso della sua trionfale campagna australiana. Il primo slam della stagione ha determinato un terremoto nelle prime venti posizioni, anche per quanto riguarda i principali tennisti italiani.

La classifica ATP aggiornata e commentata, con le prime 20 posizioni, la situazione degli italiani e la Race to Torino, è disponibile sul sito di Intesa Sanpaolo, partner di Ubitennis.

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WTA Ranking: Sabalenka ritorna n.2, Rybakina finalmente in top 10

Le due protagoniste della finale degli Australian Open sono tra le atlete in maggior progresso nella classifica rilasciata dalla WTA dopo il primo slam dell’anno. Ritornano in top20 due vecchie glorie: Victoria Azarenka e Karolina Pliskova. Male le italiane: guadagna posizioni solo Lucrezia Stefanini

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Aryna Sabalenka - Australian Open 2023 (Twitter @AustralianOpen)
Elena Rybakina - Australian Open 2023 (Twitter @AustralianOpen)

Alla fine, ce l’ha fatta. Aryna Sabalenka era attesa da tempo alla vittoria in una prova dello slam e il trionfo in Australia non può essere considerato una completa sorpresa. Già vincitrice di due Major, ma in doppio (US Open 2019 e Australian Open 2022, entrambi in coppia con Elise Mertens), la bielorussa arrivava dal trionfo nel torneo di Adelaide International 1 e, precedentemente, dalla finale persa con Caroline Garcia alle Finals di Fort Worth. Una crescita di risultati e un miglioramento sia tecnico sia di mentalità che l’hanno portata alla vittoria più importante della sua carriera contro la campionessa in carica di Wimbledon, Elena Rybakina, e a riprendersi il n.2 del ranking. Può ambire al trono della regina Iga Swiatek? La polacca è ancora saldamente al comando ma ricordiamoci che dovrà difendere da ora fino a Wimbledon una sequenza di risultati impressionante e che sarà quasi impossibile riconfermare in toto. E a settembre scadranno anche i punti del titolo a New York. La classifica di oggi certifica anche l’ingresso in top10 di Elena Rybakina, finalmente in posizioni più appropriate alla sua classe. La kazaka, con la finale a Melbourne, dimostra che la vittoria ai Championships non è stata casuale e che bisognerà fare i conti anche con lei nei prossimi slam. Andiamo a vedere come è cambiata la classifica di oggi 30 gennaio 2023.

La classifica WTA aggiornata e commentata, con le prime 50 posizioni, la situazione delle italiane e la Race to WTA Finals, è disponibile sul sito di Intesa Sanpaolo, partner di Ubitennis.

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Alcune cose su Djokovic che potrebbero esservi sfuggite

Curiosità note e meno note sul fresco vincitore dell’Australian Open: Novak Djokovic

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Novak Djokovic si apre come un libro in tantissime lingue, imperversa nelle conferenze stampa e quindi sappiamo tutto sul nuovo (si fa per dire) numero 1 del mondo. Qui segnaliamo alcune curiosità, alcune conusciute, altre meno; amenità ma anche cose serie, sul vincitore dell’ultimo Australian Open.

1. Il cambio di alimentazione: Novak, dopo essersi reso conto di non riuscire a rendere come avrebbe voluto sul campo, ha deciso di evitare i prodotti contenenti glutine. Il cambio di alimentazione gli permise di reagire al meglio al problema e lo portò alla svolta del 2011, che lo vide vincere tre Slam e perdere solo in semifinale da Federer a Parigi. Con la moglie Jelena – come da noi riportato nell’aprile del 2016 – ha trasferito la sua passione per la cucina come supporto primario ad una vita sana nel ristorante “Eqvita”, situato nel Principato di Monaco.

2. L’infanzia difficile, Djokovic bambino ha conosciuto la guerra: ha dovuto fare la coda per ricevere del cibo, e ha giocato su campi martoriati dai bombardamenti. “Cose come queste ti fanno crescere più forte” ha dichiarato in merito.

 

3. Il recordman di Melbourne gradisce molto poco le altitudini; all’aereo preferisce il pavimento di casa! Per fortuna del tennis ha reagito alla ritrosia ai grandi spostamenti in maniera differente rispetto al calciatore olandese Dennis Bergkamp, che ha preferito sempre organizzarsi via terra.

4. Rimanendo sul terreno calcistico, Nole ama lo sport più bello del mondo (almeno così lo definiscono i suoi appassionati); simpatizza per il Milan ed è amico di Zlatan Ibrahimovic, totem rossonero e icona sportiva mondiale. I due hanno in comune un rapporto speciale con il nostro paese, e lo svedese lo ha supportato pubblicamente ai tempi della scelta di non vaccinarsi.

5. Appare in una scena tagliata del film “Mercenari 2”, in cui combatte dei nemici con una racchetta. In questo caso però meglio di lui ha fatto il sessantanovenne ex collega Vijay Amritraj, che nel 1983 è apparso in diverse scene del film di 007 “Octopussy”; in una in particolare si difende con una racchetta, ma di legno, e appassiona gli astanti del mercato indiano di Udaipur con i suoi movimenti elegantissimi.

6. A diciotto anni, fresco di qualificazione allo Slam francese e di un primo turno passato in tre set con Robby Ginepri, Nole è costretto al ritiro sul punteggio di un set pari contro il numero otto del seeding Guillermo Coria. Inoltre, l’anno successivo sviene durante il torneo di Umag. Da allora ha preso la decisione di iniziare una terapia per tenere sotto controllo il problema: pare sia allergico all’argilla, così almeno riporta su Twitter “Histoporte”.

Se fosse vero, sembra quindi che la ragione dei soli due successi sul rosso di Parigi non sia minimamente da imputare alla presenza di Rafa Nadal ogni anno, ma alla fastidiosa reazione allergica alla superficie lenta per antonomasia. A questo punto bisognerebbe verificare una analoga sensibilità di Rafa, solo due miseri successi, ai prati, all’ambrosia e in generale alla flora che attecchisce nei dintorni di Church Road. Altro che Roger o Novak…

Danilo Gori

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